Crema (Italia)

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Crema
comune
Crema – Stemma Crema – Bandiera
L'arco del Torrazzo
L'arco del Torrazzo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Cremona-Stemma.png Cremona
Amministrazione
Sindaco Stefania Bonaldi (centro-sinistra) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 45°22′N 9°41′E / 45.366667°N 9.683333°E45.366667; 9.683333 (Crema)Coordinate: 45°22′N 9°41′E / 45.366667°N 9.683333°E45.366667; 9.683333 (Crema)
Altitudine 79 m s.l.m.
Superficie 35 km²
Abitanti 34 284[1] (31-08-2013)
Densità 979,54 ab./km²
Frazioni Santa Maria dei Mosi, Santo Stefano in Vairano, Vergonzana
Comuni confinanti Bagnolo Cremasco, Campagnola Cremasca, Capergnanica, Chieve, Cremosano, Izano, Madignano, Offanengo, Pianengo, Ricengo, Ripalta Cremasca, Trescore Cremasco
Altre informazioni
Cod. postale 26013
Prefisso 0373
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 019035
Cod. catastale D142
Targa CR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cremaschi
Patrono san Pantaleone
Giorno festivo 10 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Crema
Posizione del comune di Crema nella provincia di Cremona
Posizione del comune di Crema nella provincia di Cremona
Sito istituzionale

Crema (IPA: [ˈkrɛːma], Crèma in dialetto cremasco) è un comune italiano di 34 284 abitanti[1] della provincia di Cremona, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situata nella bassa Pianura Padana, poco oltre la linea delle risorgive presso la sponda destra del fiume Serio, è il centro principale della provincia dopo il capoluogo Cremona e dà il proprio nome a tutta la parte settentrionale del territorio provinciale: il Cremasco. Il comune appartiene alla regione agraria n° 2 (pianura di Crema)[2] ed è inserito nel contesto del Parco del Serio, a 79 m sul livello del mare, dista da Cremona 40 km.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Assedio di Crema.

L'antichità[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Crema sono legate all'invasione longobarda del VI secolo d.C.; il nome deriva probabilmente dal termine longobardo "Crem" che significa "altura". Secondo la tradizione, la fondazione della città risalirebbe al 15 agosto 570 quando, di fronte alla minaccia rappresentata dall'invasione longobarda, gli abitanti della zona trovarono rifugio nella parte più elevata dell'"isola della Mosa", approntandola a difesa sotto la guida prima di Cremete, conte di Palazzo, e poi di Fulcherio. Da questi due personaggi deriverebbero perciò i toponimi Crema e Insula Fulcheria[3]. Secondo altre fonti la sua fondazione risale al IV secolo d.C., quando Milano era capitale dell'Impero romano d'Occidente. Un'altra versione invece parla di un più antico insediamento Celtico o Etrusco.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La prima occorrenza di Crema nei documenti storici risale al XI secolo come possedimento dei conti di Camisano. In seguito venne governata da Bonifacio marchese di Toscana e sua figlia Matilde. Nel 1098 Matilde diede in dono la città al vescovo di Cremona. Durante questo periodo l'agricoltura prosperò e l'Ordine degli Umiliati introdusse la lavorazione della lana, che fu una delle principali aree economiche fino al XIX secolo

Nel 1159, dopo aver stretto un'alleanza con Milano contro la ghibellina Cremona, Crema venne assediata, invasa e distrutta dall'imperatore Federico Barbarossa. L'assedio di Crema fu caratterizzato da parecchi episodi di brutalità. I teutoni appesero alcuni prigionieri cremaschi alle loro macchine belliche sperando che i difensori non colpissero gli ostaggi. Tuttavia questo espediente non funzionò e si trasformò in una carneficina: questo episodio è uno dei più famosi della storia cremasca ed è celebrato da un quadro presente nella sala del Consiglio Comunale, detta appunto "sala degli Ostaggi Cremaschi", a cui è dedicata anche una via.

Con la Pace di Costanza (1185) arrivò il permesso di ricostruire la città come "castrum". Ne seguì una fase di libero comune in cui comunque si verificarono lotte faziose, tipiche dei comuni del Nord Italia in quell'epoca. In ogni caso, la città venne fortificata con nuove mura, fossati e porte (1199), e successivamente una rete di canali valorizzò l'agricoltura. Nel XIII secolo Crema venne anche arricchita della costruzione della Cattedrale e del Palazzo Pretorio.

L'autonomia del comune terminò nel 1335, quando la città si arrese ad Azzone Visconti, la cui famiglia possedette la città fino alla fine del secolo. Nel 1361 Crema fu interessata dalla peste bubbonica. Seguì un breve periodo di regno della famiglia guelfa Benzoni (Bartolomeo e Paolo dal 1403 al 1405, successivamente il loro nipote Giorgio fino al 1423). La signoria passò di nuovo ai Visconti e, dal 1449 in poi, alla Repubblica di Venezia.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Podestà veneti di Crema.
Evoluzione urbanistica di Crema

In qualità di provincia veneziana dell'entroterra, Crema ottenne numerosi privilegi e fu al riparo dal declino economico del vicino Ducato di Milano sotto il dominio spagnolo. Mantenne una sostanziale autonomia che permise la progettazione di nuove costruzioni. Esse includevano la nuova cinta muraria, la ricostruzione del Palazzo Comunale (1525-1533), il Palazzo della Notaria, ora Palazzo Vescovile. Nel 1580 Crema divenne sede vescovile e fu costruito il santuario di Santa Maria della Croce (1490).

Secondo i documenti custoditi negli archivi della Diocesi, Crema fu anche la città d'origine dei Mastai Ferretti, la famiglia senigalliese di papa Pio IX. Secondo una ricerca operata dal parroco del paese d'origine dei Visconti, anche il famoso Innominato, descritto da Manzoni nei Promessi Sposi, aveva origine cremasca da parte di madre. Vissuto ai tempi in cui Crema era sotto il dominio della Serenissima, aveva appezzamenti agricoli dalle parti di Bagnolo, pur essendo nato e vissuto nel Palazzo Visconti, Palazzo a Brignano Gera d'Adda, un gioiello di architettura e di fasto vicino a Crema. Brignano era sotto il dominio del Ducato di Milano, perciò a Francesco Bernardino Visconti (l'Innominato) capitò di rifugiarsi nel palazzo Martini, che allora era sotto il Dominio della Repubblica di Venezia e che apparteneva alla famiglia di sua madre Paola Benzoni. In tal modo Francesco Bernardino sfuggiva alla giustizia milanese ed anche trovava asilo in una piccola città dove nella Parrocchia della Cattedrale di Crema, un Benzoni, Leonardo Benzoni figlio di Soccino Benzoni, si laureò alla Sorbona a Parigi e, successivamente, divenne vescovo (non a Crema); era stato quindi un esponente religioso importante (su un capitello del Palazzo esiste tuttora lo stemma di Leonardo Benzoni, un cappello vescovile che sovrasta un cane, simbolo dei Benzoni. Per queste circostanze il nipote di Leonardo Benzoni, Francesco Bernardino Visconti (l'Innominato), poteva sperare di ricevere un maggior riguardo a Crema rispetto a quello che gli sarebbe toccato nel Ducato di Milano, oltre all'inopinabile vantaggio di cambiare velocemente Stato e confini politici in caso di necessità (dal Ducato di Milano alla Repubblica di Venezia) e, quindi, uscire in breve tempo dalla giurisdizione milanese.

L'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Con il XVII secolo ebbe inizio la decadenza della città, causata dal fallimento delle sue attività industriali, anche se l'agricoltura continuò ad essere fiorente. Nel 1796 venne fondata l'Accademia dell'Agricoltura. Dopo la caduta della Serenissima nel 1797, l'Esercito Francese depose l'ultimo podestà e creò la cosiddetta "Repubblica Cremasca", annessa dopo pochi mesi alla Repubblica Cisalpina. Crema divenne capoluogo (insieme con Lodi)

Il museo ospita la riproduzione in ceramica della più antica carta del Cremasco, risalente al XV secolo: l'originale è conservato presso il Museo Correr a Venezia

dell'effimero Dipartimento dell'Adda, e in seguito fu annessa al Dipartimento dell'Alto Po, con capoluogo Cremona.

Dal 1810 al 1816 furono annessi alla città di Crema i comuni suburbani di Castelnuovo, Ombriano, Porta Ombriano, San Bernardino con Vergonzana, San Michele, Santa Maria della Croce e Vairano.

Nel 1815, l'impero di Napoleone si dissolse e Crema divenne parte del Regno Lombardo-Veneto, dipendente dall'Impero d'Austria. In questo periodo riprese lo status di capoluogo, questa volta della Provincia di Lodi e Crema[4]

Cittadini cremaschi che ebbero un ruolo di rilievo nelle vicende risorgimentali furono Enrico Martini, Vincenzo Toffetti e Pietro Donati.

Dopo l'Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il tram a vapore sul fiume Serio

Crema fu annessa al Regno di Sardegna, con tutta la Lombardia, nel 1859, degradata a capoluogo dell'omonimo circondario nella provincia di Cremona. Dal 1861 fece parte del Regno d'Italia.

Nel 1862 fu toccata dalla ferrovia Treviglio - Cremona, e nel 1880 dalla tranvia interurbana a vapore Lodi - Crema - Soncino (eliminata poi nel 1931). Iniziò un importante sviluppo industriale e demografico.

Nel 1875 al comune di Crema vennero aggregate la frazione Molini di Porta Nuova, già appartenente allo smembrato comune di Vairano Cremasco[5], e la frazione San Bernardino, staccata dal comune di San Bernardino[6].

Nel 1928 furono aggregati alla città di Crema i comuni di Ombriano, San Bernardino e Santa Maria della Croce[7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiese nel centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di Crema

Chiese nei quartieri e frazioni[modifica | modifica wikitesto]

La basilica di Santa Maria della Croce

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Bondenti, ora Terni de Gregori
  • Palazzo Benzoni-Frecavalli (1627), Via Civerchi, sede della Biblioteca Civica;
  • Palazzo Marazzi-Griffoni (1422), Via Marazzi;
  • Palazzo Benzoni-Donati (1504), Via Marazzi;
  • Ex palazzo del Monte di Pietà (1569), Via Verdi;
  • Palazzo Freri-Cappellazzi (XVII secolo);
  • Palazzo Compostella (1585), Via Matteotti;
  • Palazzo Vimercati-Sanseverino (1602), Via Benzoni;
  • Palazzo Foglia (1650), Via Ponte Furio;
  • Palazzo Fadini-Zurla (metà XVII secolo), Via Alemanio Fino;
    Palazzo Premoli
  • Palazzo Toffetti-Crivelli (1663), Piazza Caduti sul Lavoro;
  • Palazzo Tinti-Bondenti (fine XVII secolo), Via Civerchi;
  • Palazzo Barbàra-Vimercati-Zurla (prima del 1685), Via Civerchi;
  • Palazzo Patrini-Premoli-Pozzali (fine XVII secolo), Piazza Premoli;
  • Palazzo Benvenuti-Bonzi (1710), Via Matteotti;
  • Palazzo Terni-Bondenti (1711), Via Dante Alighieri;
  • Palazzo Benvenuti-Albergoni-Arrigoni (1756), Via Cavour;
  • Palazzo Bisleri-Vailati (1840), Via Mazzini;
  • Palazzo Istituto Musicale Folcioni (XVIII secolo) e rimaneggiamenti nel 1934, Piazza Aldo Moro.

Ville[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Tensini, 1622, nel quartiere di Santa Maria della Croce, con mirabili affreschi di Gian Giacomo Barbelli;
    Il palazzo vescovile, già della Notaria, accanto al duomo
  • Villa Albergoni, XVII secolo, nel quartiere di San Bernardino, con grande loggiato;
  • Villa Benvenuti, XVII secolo, nel quartiere di Ombriano, in stile barocco;
  • Villa Perletta, XVIII secolo, nel quartiere di San Bartolomeo ai Morti; i successivi proprietari Stramezzi la dotarono di pregevoli opere di Giovanni Fattori, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Tranquillo Cremona, Giovanni Segantini, Telemaco Signorini. In un salone furono trasferiti gli affreschi strappati di Aurelio Busso un tempo posti in una ex casa Stramezzi che esisteva in Via Mazzini. La cappella privata è stata rivestita con affreschi strappati di Gian Giacomo Barbelli, provenienti dall'ex chiesa parrocchiale di Casaletto Vaprio e qui portati nel 1912;
  • Villa Lorenza, XVIII secolo, nel quartiere di San Bernardino;
  • Villa Oldi-Zurla, XVIII secolo, nella frazione di Vergonzana, con grande parco a tracce di edifici precedenti;
  • Villa Carini, fine del XVIII secolo, nel quartiere di Ombriano, con grande parco all'inglese;
  • Villa Martini, fine XVIII secolo, nel quartiere di San Bernardino, in stile neoclassico. Qui tra il 25 e il 26 marzo 1848 dimorò il generale Josef Radetzky in ritirata da Milano. Il successivo 1º aprile vi sostò Carlo Alberto di Savoia;
Il palazzo pretorio con la sua torre, recante il Leone di San Marco
  • Villa Albergoni-Zurla, inizi XIX secolo, nella frazione di Vergonzana;
  • Villino Acerbi, inizi XIX secolo, nel quartiere di Santa Maria della Croce;
  • Villa Pezzani, inizi XIX secolo, nella frazione di Santo Stefano in Vairano;
  • Villa Vailati, XIX secolo, nel quartiere Castelnuovo, villa di campagna ridotta a residenza di lusso;
    Il palazzo comunale di fronte al duomo
  • Villa Rossi, seconda metà XIX secolo, nel quartiere di Ombriano, pregevole esempio di edificio in stile neogotico. Nulla rimane di un grandioso parco che un tempo la circondava;
  • Villa Zaghen, inizi XX secolo, nel quartiere di Santa Maria della Croce, riedificata in stile liberty.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Mura venete (1488 - 1509), cingono quasi per intero la città, seppure in parte nascoste dall'espansione edilizia del XX secolo.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Sommità del Torrazzo
Uno dei chiostri del già convento di Sant'Agostino, ora museo civico
  • La monumentale Piazza, con edifici di prevalente origine cinquecentesca, sulla quale si affacciano i principali monumenti civili ed ecclesiastici: il palazzo comunale con l'arco detto "il Torrazzo", il Palazzo Pretorio (con annessa Torre Pretoria di origine medievale), il Palazzo Vescovile, la cortina di case del lato meridionale;
  • Ex convento di Sant'Agostino, sede dal 1960 della Biblioteca comunale (ora spostata), del Museo civico di Crema e del Cremasco e del Centro Culturale Sant'Agostino.
  • Ex convento di San Domenico (fine XV - inizi XVI secolo), adibito a reception e foyer del teatro;
  • Ex monastero dei Carmelitani (1694), costruito a lato della Basilica di Santa Maria della Croce, divenuto successivamente un ospedale psichiatrico e adibito nella seconda metà del XX secolo a sedi di alcuni servizi pubblici;
  • Centro Regionale di Incremento Ippico (edifici a partire dal XVII secolo), ex convento di suore domenicane, dopo la soppressione napoleonica divenne caserma di cavalleria e quindi centro di riproduzione equina, nonché un polmone verde di 30.000 m² all'interno delle mura cittadine;
  • Porta Serio e Porta Ombriano (1809), in stile neoclassico;
  • Mercato austro-ungarico (1842), progettato da Baldassarre Corbetta in puro stile neoclassico.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Crema è inserita nel Parco del Serio. Inoltre sono presenti le seguenti aree verdi attrezzate:

  • Giardini pubblici, allestiti nel 1859 sul luogo dell'antico castello;
  • Giardini pubblici (via Cadorna);
  • Giardini pubblici (via Giardini);
  • Giardini pubblici (via Griffini);
  • Campo di Marte (via Crispi / via Vailati) - vari giochi ludico ricreativi;
  • Parco Chiappa (via Monte di Pietà);
  • Parco ex Nosocomio (viale di S.Maria / via Bramante);
  • Parco Bonaldi (fraz. Sabbioni) - attrezzato percorso vita;
  • Parco S. Bernardino (via Brescia / via XI febbraio).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 3.318, ovvero il 9,7% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[9]:

  1. Romania Romania, 593
  2. Albania Albania, 403
  3. Marocco Marocco, 350
  4. Egitto Egitto, 312
  5. Ucraina Ucraina, 219
  6. India India, 137
  7. Moldavia Moldavia, 130
  8. Perù Perù, 111
  9. Ecuador Ecuador, 105
  10. Tunisia Tunisia, 98

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Dialetto cremasco[modifica | modifica wikitesto]

A Crema si parla il dialetto cremasco, che foneticamente appartiene all'area dei dialetti gallo-latini della Lombardia orientale. Ha affinità linguistica con i dialetti bergamasco e bresciano, tutti e tre di origine cenòmane[10].

Il più noto poeta dialettale fu Federico Pesadori (Vergonzana, 3 settembre 1849 - Bolzano, 8 aprile 1923).

  • Frasi e modi di dire:

Mangiàs l'anema (rodersi il fegato); Bilifù (buono a nulla); Papagàl dal bèch da lègn (sciocco); Mestér cremasch o laùr ala cremasca (lavoro fatto male); Azen da Melini (paziente e bastonato).

  • Proverbi:

L'èrba catìa la mor mìa; L'uzèl an gàbia, al canta da la ràbia; La gata fresusa la fa i micì òrb; Poca brigada, vita beada; I laurént da Crèma a mangià i sǜda, a laurà i trèma; Tri Cremàsch e 'n azén i è sémpre quàtre có da bèstia.

  • Indovinello:

So bianca, so tunda, so biunda, so forta, chi ma copa pians la mé mort [Soluzione: la cipolla]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Museo civico di Crema e del Cremasco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo civico di Crema e del Cremasco.

Il Museo civico, istituito nel 1960, si trova nel convento rinascimentale di Sant'Agostino.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Il piatto più caratteristico è costituito dai tortelli cremaschi (i turtèi), dalla particolare pizzicatura della pasta e con un ripieno dolce, composto da grana, amaretti, uva sultanina, cedro candito, spezie, e un biscotto speziato tipico, il mostaccino.

Va ricordato inoltre il salva, formaggio DOP tipico della zona di Crema, consumato tradizionalmente con le tighe (peperone verde lombardo) confezionate sott'aceto.

Piatto povero tipicamente invernale, in accompagnamento al cotechino o ai lessi è il pipèto.

Dolci della città sono: la torta Bertolina (Bertulina), una popolare torta autunnale a base di uva fragola, a cui è dedicata anche una festa di piazza, la più nobile Spongarda, consumata tutto l'anno, la torta Elvezia e la Treccia d'oro[senza fonte].

In tempo di carnevale si preparano i "chisói" o "chisulì", palline ripiene di un impasto preparato con scorza di limone, lievito di birra, uva sultanina, mela e strutto.

Persone legate a Crema[modifica | modifica wikitesto]

Architetti[modifica | modifica wikitesto]

Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Giornalisti e scrittori[modifica | modifica wikitesto]

Politici, militari e patrioti[modifica | modifica wikitesto]

Religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Scienziati[modifica | modifica wikitesto]

Giuristi[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 2 febbraio, Purificazione di Maria Santissima, è chiamata festa della Ceriola. In chiesa si benedicono candele e vengono distribuite alle famiglie.
  • Nella frazione Santa Maria della Croce si tiene ogni anno l'omonima fiera, nel fine settimana prossimo al 25 marzo, mentre il 3 aprile si celebra l'anniversario dell'apparizione della Vergine a Caterina degli Uberti.
  • Il 10 giugno si celebra la festa di san Pantaleone, patrono della città e della diocesi di Crema.
  • A metà agosto ha luogo la Tortellata cremasca dove è possibile degustare il piatto tipico cittadino.
  • I bambini ricevono i regali da santa Lucia la notte tra il 12 e il 13 dicembre. Tradizionale è l'appuntamento con le bancarelle di santa Lucia, nel centro della città, durante la giornata del 12.
  • Dal 24 dicembre all'ultima settimana di gennaio è possibile visitare il Presepe dei Sabbioni.

Mercati[modifica | modifica wikitesto]

A giorni feriali alterni (ogni martedì, giovedì e sabato) si svolge il mercato coperto cittadino lungo via Giuseppe Verdi. Viene ripetuto anche durante alcune festività (ad esempio: il 25 aprile o il 2 giugno).

Film ambientati a Crema[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale, come si presenta nella sua attuale estensione, è il frutto di un accorpamento avvenuto in due fasi dello stesso con i territori dei Comuni all'epoca confinanti con Crema. La prima espansione del territorio della città si è avuta nel 1875 con la soppressione del Comune di Vairano Cremasco il cui territorio venne ripartito con il Comune di Santa Maria della Croce. A Crema fu assegnata la frazione di Santa Maria dei Mosi; mentre a Santa Maria della Croce fu assegnato il capoluogo Vairano. La stessa sorte la ebbe anche il Comune di San Michele Cremasco il cui territorio venne anch'esso ripartito tra Crema e il Comune di Ripalta Nuova (ora Ripalta Cremasca); a Crema fu assegnata la frazione San Bartolomeo ai Morti e a Ripalta Nuova invece fu assegnata San Michele. La seconda e ultima espansione avvenne nel 1928 quando furono definitivamente aggregati alla città i Comuni di San Bernardino Cremasco (con le rispettive frazioni di Castelnuovo e Vergonzana), Santa Maria della Croce (con la rispettiva frazione di Vairano e altre località), e infine il Comune di Ombriano[11].

La maggior parte di questi comuni soppressi sono divenuti contigui per espansione edilizia alla città e sono divenuti, di fatto, dei quartieri suburbani (o sobborghi) per via della sussistenza di alcune fasce verdi e di altre barriere come la ferrovia, il canale Vacchelli e il fiume Serio che li tengono separati seppur di poco dalla città.

Porte storiche della città[modifica | modifica wikitesto]

Porta Ombriano
  • Porta Serio (Pòrta Sère);
  • Porta Ombriano (Pòrta Umbrià);
  • Porta Pianengo o porta Tadini (Pòrta Tadì);
  • Porta Ripalta o porta dell'Ospedale (Pòrta da l'Uspedàl).

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri storici[modifica | modifica wikitesto]
Quartieri di recente costituzione[modifica | modifica wikitesto]
  • Crema Nuova (Crèma Nóa);
  • Porta Nova (Porta Nóa);
  • San Carlo (San Carlo);
  • Sant'Angela Merici (Sant'Angela).
  • Villette di Crema (Le ilète).

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Altre località[modifica | modifica wikitesto]

  • Cascinetto
  • Garzide di Sotto
  • Lago di Cava I
  • Lago di Cava II
  • Lago di Cava III
  • Pozzo
  • Stati Uniti-Ceriola
  • Torre di Sopra Santa Maria
  • Torre di Vairano

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia era caratterizzata nel secolo scorso dall'agricoltura, con produzione di foraggi, cereali (degna di nota quella del grano), pioppi, e dall'allevamento nel contesto dell'economia provinciale. Dagli anni settanta, sono presenti aziende casearie e importanti aziende alimentari in generale, oltre a industrie metallurgiche, meccaniche, elettroniche e tessili.

Un aspetto notevole dell'artigianato è costituito dalle fabbriche di organi musicali; tale settore venne portato a livelli di eccellenza da Pacifico Inzoli nel 1867 e da Giovanni Tamburini nel 1893. I due maggiori organi italiani esistenti (16.000 canne) del duomo di Milano e di Messina, tra i più grandi d'Europa, sono opera degli organari cremaschi.[12][13] La città è anche sede di un'importante azienda energetica la Enercom.

Nel XX secolo, dalla fine degli anni sessanta sino al 1992 l'Olivetti ha avuto un importante polo produttivo nella città lombarda, che arrivò a toccare quota 3150 addetti nel 1971 e che all'atto della chiusura nel 1992 contava ancora 700 dipendenti. L'Olivetti arrivò in città alla fine degli anni sessanta acquisendo l'area industriale di via Mulini, dove si trovava la Serio-Everest, un'azienda fondata nel 1929 da sette fuoriusciti dalla Said di Milano, Società anonima italiana dattilografia. La Serio-Everest è stata la prima azienda al mondo a produrre una macchina da scrivere con tastiera a 4 file di tasti invece che 3. Arrivò a contare 1.600 addetti e fu inglobata dall'Olivetti a partire dal 1967.

Attorno all'azienda a Crema si formò poi un'area, abitazioni, centro ricreativo e aziende. Dopo la fine della storia dell'Olivetti l'area di via Bramante è stata recuperata grazie all'insediamento del Polo informatico dell'Università di Milano e di diverse aziende tecnologiche che hanno recuperato l'area. La storia di Serio-Everest e Olivetti a Crema è stata raccontata nel 2002 dalla pubblicazione "Dalla Everest all'Olivetti" edita dal Centro di ricerche Alfredo Galmozzi.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

L'uscita autostradale più vicina è Lodi-Pieve Fissiraga sull'autostrada A1.

Le principali direttrici stradali che interessano Crema sono:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Crema, ubicata nel centro cittadino, si trova sulla linea ferroviaria Treviglio - Cremona. Vi fermano treni regionali per Cremona e Treviglio, alcuni dei quali prolungati a Milano.

In passato la città era servita dalla tranvia interurbana a vapore Lodi - Soncino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Crema.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 30 giugno 2012 la principale squadra calcistica della città è stata il Pergocrema, fondato nel 1932, che ha militato in Prima Divisione dalla stagione 2008-09 sino al 2012, anno del fallimento. Sempre nel 2012 il Pizzighettone ha trasferito la propria sede sociale a Crema, cambiando altresì nome in Unione Sportiva Pergolettese (la precedente denominazione del Pergocrema), ed è la realtà più importante del calcio cremasco in quanto militante nel campionato nazionale dilettanti; nella stagione 2012-2013 la US Pergolettese ha conquistato la promozione in Seconda Divisione, riportando la città di Crema nel calcio professionistico. La più antica squadra di calcio della città (fondata nel 1908), è invece l'A.C. Crema, che nel secondo dopoguerra, capitanata dal campione del mondo Renato Olmi, giocò diverse stagioni in serie B. Scomparsa momentaneamente a causa della fusione col Pergocrema all'inizio degli anni novanta, nella stagione 2012-2013 ha affrontato il suo terzo campionato consecutivo di Eccellenza lombarda, ottenendo la permanenza nella categoria. Va inoltre ricordato che Crema è la città natale del difensore Riccardo Ferri e dell'ex centrocampista della Juventus Alessio Tacchinardi, il calciatore più titolato della città.

La città ospita nel mese di giugno la fase finale del "Trofeo Dossena", competizione calcistica internazionale riservata alla categoria "Primavera".

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio a 5 è il GSD Videoton 1990 C5, che, come unica società di Crema e, attualmente, dal 29 luglio 1996, dell'intera provincia di Cremona, dal 1996 prende parte all'attività di calcio a 5 organizzata dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di pallacanestro femminile è il Basket Team Crema che milita nella Serie A2. Il Basket Team Crema sostiene il Basket Femminile Crema.

Nel basket maschile si distingue la Pallacanestro Crema promossa nel 2014 nella Divisione Nazionale B[14]

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di pallavolo maschile cittadina è la Reima Crema che fino al 2009/2010 gareggiava nella serie A2 e nel campionato 2005/2006 è stata promossa alla serie A1. Nella stagione 2012/2013 la Reima Crema ha militato in serie B1, dove non è riuscita ad ottenere la salvezza, tornando così in Serie B2. Le squadre femminili sono la Icos Crema (che dopo aver rinunciato alla serie A1 svolge solo attività giovanile) e la As Atalantina (che milita in serie B2).

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

I principali impianti sportivi di Crema sono:

Tra le altre strutture si segnalano tre campi sportivi per la pratica del calcio, un campo da rugby[15] due palestre di pugilato[16], il palazzetto dello sport Paolo Bertoni[17] e 14 palestre[18], talora in uso promiscuo con le istituzioni scolastiche.

Personalità sportive legate a Crema[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31 dicembre 2013
  2. ^ Provincia di Cremona, Tabella dei valori media dei terreni, riferiti all'anno 2010, valevoli per l'anno 2011, documento consultato il 13 agosto 2011
  3. ^ Soddu Corrado, Crema Romana, Ed. Lulu 2010, Milano.ISBN 9781291005622
  4. ^ Di fatto, l'unico capoluogo era però la città di Lodi.
  5. ^ La restante parte del territorio comunale fu aggregata al comune di Santa Maria della Croce
  6. ^ Regio Decreto 1º aprile 1875, n. 2420
  7. ^ Regio Decreto 15 aprile 1928, n. 951
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 15 novembre 2012.
  10. ^ Luciano Geroldi, Vocabolario del dialetto di Crema, Tipolito Uggé, 2004, p. XV.
  11. ^ Per tutto questo paragrafo la fonte è il seguente libro da cui si ricavano i dati qui riportati: Giogio Zucchelli, Le ville storiche del cremasco. Secondo itinerario, Libreria Editrice Buona Stampa, Crema 1998, pagg. 9-57-91-115-143-167-187-219.
  12. ^ L'organo Tamburini del Duomo di Messina. URL consultato il 23 giugno 2014.
  13. ^ Emanuele Vianelli, Gli organi del Duomo di Milano dal XV secolo. URL consultato il 23 giugno 2014.
  14. ^ Play off, gara 3. L’Erogasmet Crema espugna Lissone 60-55 e vola in Dnb, chirurgico Galiazzo dalla lunetta. URL consultato il 20 giugno 2014.
  15. ^ Campi sportivi nel sito istituzionale del Comune di Crema
  16. ^ Altri impianti nel sito istituzionale del Comune di Crema
  17. ^ Palazzetto dello Sport Paolo Bertoni nel sito istituzionale del Comune di Crema
  18. ^ Palestre nel sito istituzionale del Comune di Crema

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]