Soresina

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Soresina
comune
Soresina – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Cremona-Stemma.png Cremona
Amministrazione
Sindaco Diego Vairani (lista civica) dal 26/05/2014 (1º mandato)
Territorio
Coordinate 45°18′00″N 9°51′00″E / 45.3°N 9.85°E45.3; 9.85 (Soresina)Coordinate: 45°18′00″N 9°51′00″E / 45.3°N 9.85°E45.3; 9.85 (Soresina)
Altitudine 69 m s.l.m.
Superficie 28,51 km²
Abitanti 9 091[1] (giugno 2012)
Densità 318,87 ab./km²
Frazioni Dossi Pisani, Moscona, Olzano
Comuni confinanti Annicco, Cappella Cantone, Casalmorano, Castelleone, Cumignano sul Naviglio, Genivolta, Trigolo
Altre informazioni
Cod. postale 26015
Prefisso 0374
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 019098
Cod. catastale I849
Targa CR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 478 GG[2]
Nome abitanti soresinesi
Patrono san Siro
Giorno festivo 9 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Soresina
Posizione del comune di Soresina nella provincia di Cremona
Posizione del comune di Soresina nella provincia di Cremona
Sito istituzionale

Soresina (Suresìna in dialetto soresinese) è un comune italiano di 9.091 abitanti[1] della provincia di Cremona in Lombardia. Il comune dista 28 km da Cremona, 60 km da Milano e 53 da Brescia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Soresina sorse in epoca preistorica su una delle tante isolette del Lago Gerundo, un'estesa palude formatisi in seguito a numerose inondazioni. La dominazione romana determinò la costruzione di nuove strade e la bonifica di parte del territorio; durante questo periodo non esisteva, probabilmente, un solo abitato, ma varie case isolate che sfruttavano la fertilità dei terreni. Solo successivamente, durante l'occupazione longobarda, venne creato un centro unico, con la funzione di organizzare la produzione agricola di tutto il territorio limitrofo.

L'origine del nome della città risale al periodo medioevale, anche se non è conosciuto con esattezza il significato del toponimo: a questo proposito si intrecciano testimonianze storiche e leggendarie, che attribuiscono la fondazione del luogo al vescovo San Siro, alla via selciata che univa Crema a Cremona (Silicina), alla posizione sopraelevata del paese, o alla esclamazione di una donna scampata ad una terribile pestilenza: quest'ultima versione, tradizionale e popolare, trova espressione grafica nello stemma comunale, in cui è ritratta una figura femminile e un'iscrizione che recita: "Sol Regina".

Da quest'ultima versione deriva anche lo stemma della Città che vede raffigurata nel coronato scudo centrale una donna che con una mano regge un drappo in cui appare la scritta "Sol Regina" e con l'altra un castello di cui non si è mai trovato traccia ma che si può interpretare come simbolo di luogo o Città. Soresina viene citata per la prima volta in un documento dell'anno Mille, in cui è menzionato l'acquisto di alcuni possedimenti a "Surrecina" da parte di Usberto, vescovo di Cremona.

Tra il 1133 e il 1136 l'Imperatore Lotario II, per porre fine alle discordie tra Crema e Cremona per il possesso del borgo, distrusse interamente Soresina: successivamente ricostruita la cittadina fu nuovamente rasa al suolo nel 1217 e fu oggetto di aspri conflitti nel corso del Duecento e del Trecento, in occasione della lotta tra guelfi e ghibellini, tra le fazioni comandate da Buoso da Dovara, da Ponzino Ponzone e da Cabrino Fondulo. Quest'ultimo nel 1403 divenne signore di Cremona e di Soresina, sino a quando fu sconfitto e cacciato dai Visconti. Da quel momento, il paese si trovò nell'orbita dell'influenza milanese, prima con i Visconti e poi con gli Sforza.

Nel Cinquecento venne concessa in feudo ad alcune famiglie nobili del luogo, tra cui gli Stanga, Agostino Centurione, gli Affaitati e i Barbò, signori di Soresina fino al 1714. Sotto il marchesato dei Barbò Soresina ebbe grande sviluppo nell'agricoltura, nell'industria e nei commerci. Il suo mercato del lunedì, concessole nel 1492 da Ludovico Maria Sforza, s'ingrandì sempre più, attirando uomini d'affari da ogni parte. Solo il periodo della dominazione spagnola rappresenta per Soresina, come del resto per la Lombardia, una vera calamità: fu bersagliata da molte guerre che ne devastarono il territorio e la notizia della pace tra la Spagna e la Francia avvenuta nel 1659 venne accolta con grande gioia. Al governo spagnolo successe quello francese al quale nel 1707 subentrò quello austriaco che governò quasi ininterrottamente fino al 1796.

Quando l'esercito francese, con a capo Napoleone Bonaparte, occupò l'Italia settentrionale, i soresinesi li accolsero come liberatori e Soresina, che fece parte prima della Repubblica Cisalpina e poi del Regno d'Italia, diede un notevole contributo alla causa del Risorgimento, e non pochi di loro parteciparono alle guerre d'Indipendenza e alla Spedizione dei Mille. Dopo la proclamazione del Regno d'Italia e la raggiunta unità nazionale, per Soresina iniziò una nuova era di lavoro e prosperità. Nel 1863 fu costruita la linea ferroviaria Treviglio - Cremona, integrata nel 1914 dalla linea locale per Soncino, successivamente prolungata verso Cremona (1926) e Rovato (1932)[3].

Nei due conflitti mondiali (1915-1918 e 1940-1945) Soresina diede prova della sua generosità con le opere di assistenza e beneficenza ai militari dislocati sui vari fronti. Il secondo dopoguerra fu particolarmente duro per la città, colpita nelle sue principali attività industriali e commerciali e impossibilitata a dare lavoro alla sua esuberante massa di lavoratori.

Nel 1962, a ricostruzione terminata, Soresina fu insignita del titolo di città dal Presidente della Repubblica Antonio Segni "per l'operosità della sua gente, le virtù di tanti suoi figli, il fervore delle sue iniziative civiche, benefiche ed economiche".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La chiesa prepositurale di San Siro è la più importante di Soresina. Realizzata tra il 1584 e il 1588, si presenta come un edificio in stile manierista, con imponente facciata tripartita (restaurata nel 1941) e interno a tre navate riccamente decorato. Sul sagrato incombe il campanile, completamente staccato dalla chiesa, alto 51 metri (56 se si considera l'imponente statua del Cristo Redentore in rame dorato collocata sulla sommità) e realizzato su progetto di Luigi Voghera tra il 1836 e il 1839 in sostituzione della vecchia torre romanica divenuta pericolante[4]. La grande meridiana sul campanile è opera di Leone Lodi.

La chiesa di Santa Maria del Boschetto (o Tempietto per i soresinesi) è un edificio risalente al primo decennio del XVII secolo; fu costruito dalla confraternita della Santissima Trinità ed è stato restaurato[4].

La chiesa di San Francesco al Dosso, fu costruita nella prima metà del 600 dai frati francescani del Terzo Ordine Regolare, che risiedevano nel convento attiguo, e ampliata successivamente con l'apertura di alcune cappelle laterali. L'interno, a tre navate separate da colonne in marmo di Botticino, conserva alcune pregevoli opere pittoriche, un crocifisso e un'ancona in legno dell'intagliatore soresinese Giacomo Bertesi. Attualmente la chiesa è sussidiaria della parrocchia[5].

La chiesa della Madonna della Mercede (altrimenti detta della Madonnina o del Cingaro[4][6]) è un piccolo tempio cinquecentesco con semplice facciata e interno a navata unica, ornato da alcune sculture in legno attribuite a Giacomo Bertesi e a Giuseppe Chiari[5].

La chiesa di San Rocco, al termine di Via Genala, fu costruita nel XVI secolo ove sorgeva un modesto oratorio dedicato a San Sebastiano, risalente al secolo precedente. Subì un ampliamento nel 1577 quando fu aggiunta una navata sul suo fianco sinistro, conferendo al tempio una curiosa pianta a due navate. Nell'interno della chiesa si conservano delle tele di Francesco Boccaccino e di Luigi Miradori. Una robusta torre campanaria, di linee seicentesche, è addossata all'abside[4].

La chiesa della Santa Croce, già cappella dell'antico ospedale omonimo fondato nel 1582, è affiancata da un curioso campanile costruito nel XVII secolo.[4]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il Salone del Podestà, oggi accessibile dal cortile delle scuole elementari, è l'ultimo residuo esistente dell'antico palazzo sede degli organi amministrativi della città, risalente al XIII secolo. Fu trasformato e ristrutturato più volte. Attualmente è luogo di incontri e assemblee.[5]

Il Teatro Sociale è stato realizzato nel 1840 su progetto dell'architetto Carlo Visioli. Per un certo periodo funse unicamente da sala cinematografica, fino a quando venne acquisito dal Comune, negli anni settanta, restaurato e aperto al pubblico.

L'Osservatorio Astronomico Pubblico di Soresina, inaugurato il 2 giugno 1974, è stato il primo osservatorio astronomico pubblico aperto in Italia. È oggi gestito dal Gruppo Astrofili Soresinesi ed è aperto al pubblico per l'osservazione del cielo, con ingresso libero e gratuito, ogni sabato sera dalle ore 21. Con delibera della Giunta Comunale del 21.03.2011, l'Osservatorio è stato intitolato alla memoria di Pietro Borelli che tenacemente ne volle la realizzazione.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

La popolazione straniera residente al 31 dicembre 2010 era di 1619 persone[8]. Le comunità nazionali più numerose sono

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Oltre alla lingua italiana, a Soresina è utilizzato il locale dialetto soresinese, una variante della lingua lombarda. Come tutti i dialetti lombardi, anche il soresinese è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino[9]. A tutto il 2012[senza fonte] l'uso del soresinese è ancora molto corrente nella popolazione e la regressione è presente in maniera molto meno marcata di altri dialetti lombardi[10].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Soresina[modifica | modifica sorgente]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

I Canti della Merla: il 30 e 31 gennaio e 1 febbraio, per i quartieri cittadini vengono intonati canti in dialetto che si rifanno alle usanze della tradizione contadina. Un misto di comicità e riti propiziatori con falò conclusivo (brüsaa la écia) come augurio per una rapida conclusione dell'inverno.

Il Mercato dell'Angelo: il giorno successivo alla Pasqua, il tradizionale mercato del lunedì viene prolungato per tutta la giornata festiva. L'evento è arricchito da manifestazioni culturali offerte dalle realtà locali.

La Sagra di Ariadello: ogni seconda domenica di Maggio.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Ariadello[modifica | modifica sorgente]

la campagna a nord di Soresina tra le località Ariadello e Tombe Morte.

Nei dintorni, la località di Ariadello si trova a circa due chilometri a nord di Soresina. Vi sorge il santuario della Beata Vergine di Ariadello, la cui costruzione fu iniziata nel 1663, a testimonianza della miracolosa restituzione dell'udito e della parola alla figlia sordomuta del marchese Barbò, mentre stava offrendo un mazzolino di fiori alla immagine della Madonna dipinta sul muro diroccato di un'antica costruzione.

Ogni anno, alla seconda domenica di maggio, vi si svolge la tradizionale sagra, da sempre occasione per il ritrovo di molti soresinesi che, fra ordinati pic-nic e bancarelle, trascorrono in allegria la giornata di festa. Tale avvenimento prosegue anche il giorno successivo col tradizionale "ferén".

Dossi Pisani[modifica | modifica sorgente]

Questa piccola frazione, posta nella zona ovest della città in direzione Trigolo, è composta da alcune cascine dove al centro si trova una piccola chiesetta intitolata al patrono San Carlo (ricorrenza 5 novembre).

Moscona[modifica | modifica sorgente]

Questa frazione è situata nella zona a nord ovest, fino a poco tempo fa era suddivisa in due zone: una appartenente al comune di Soresina e l'altra appartenente al comune di Trigolo.

Olzano[modifica | modifica sorgente]

Olzano, situata a circa un chilometro in direzione sud est; il suo nucleo sorge su un originario insediamento di epoca romana ed è più antico di quello della stessa Soresina: esso consiste in una chiesa, circondata da alcune cascine tipiche e alcuni edifici adibiti a private abitazioni.

Nel pavimento della chiesa vi era incorporata una lapide romana, ora esposta al Museo Archeologico di Milano.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La città è conosciuta a livello nazionale grazie ai prodotti della locale latteria, fra i quali i più famosi sono il grana padano e il burro nella caratteristica confezione di lattina gialla.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Soresina è collocata lungo la ferrovia Treviglio-Cremona. Fu inaugurata nel 1863.

La stazione è servita dai treni regionali di Trenord in servizio sulla tratta Treviglio–Cremona, con frequenza oraria. Nelle fasce di punta sono presenti alcune corse aggiuntive e alcune corse prolungate oltre il capolinea di Treviglio, con destinazione Milano Porta Garibaldi o Milano Certosa e con fermata intermedia a Milano Lambrate.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'U.S. Soresinese Calcio A.S.D. che milita nel girone F di Promozione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b "Cronaca Soresinese" Periodico d'Informazione Comunale - 56° ANNO - Luglio 2012 - N°1 - Popolazione residente giugno 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ La ferrovia Cremona - Iseo cessò l'esercizio nel 1956.
  4. ^ a b c d e Guida alle chiese di Soresina
  5. ^ a b c Tutto di Cremona e Provincia, Abaco edizioni, giugno 1995, p. 190.
  6. ^ Zingaro
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Dati Istat al 31 dicembre 2010. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  9. ^ Glauco Sanga, Dialettologia lombarda, Pavia, Università di Pavia, 1984.
  10. ^ AA. VV., Parlate e dialetti della Lombardia. Lessico comparato, Milano, Mondadori, 2003.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]