Provincia di Cremona

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Provincia di Cremona (disambigua).
Provincia di Cremona
provincia
Provincia di Cremona – Stemma Provincia di Cremona – Bandiera
Provincia di Cremona – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Amministrazione
Capoluogo Cremona
Presidente Carlo Vezzini (Partito Democratico[1]) dal 12-10-2014
Data di istituzione 1859
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°08′00″N 10°02′00″E / 45.133333°N 10.033333°E45.133333; 10.033333 (Provincia di Cremona)Coordinate: 45°08′00″N 10°02′00″E / 45.133333°N 10.033333°E45.133333; 10.033333 (Provincia di Cremona)
Superficie 1 770,46 km²
Abitanti 362 141[2] (31-12-2013)
Densità 204,55 ab./km²
Comuni 115 comuni
Province confinanti Bergamo, Brescia, Lodi, Mantova, Milano, Parma, Piacenza
Altre informazioni
Cod. postale 26100, 26010-26049
Prefisso 0363, 0372, 0373, 0374, 0375, 0376
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 019
Targa CR
Cartografia

Provincia di Cremona – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Cremona (pruvìncia de Cremùna in dialetto cremonese, pruìncia da Cremùna in dialetto cremasco, pruvìncia ad Cramòna in dialetto casalasco-viadanese, pruìnsa de Cremùna in dialetto soresinese) è una provincia italiana della Lombardia di 362 141 abitanti[2] che confina a nord con la provincia di Bergamo e la provincia di Brescia, a est con la provincia di Mantova, a sud con l'Emilia-Romagna (provincia di Parma, provincia di Piacenza), a ovest con la provincia di Lodi e la provincia di Milano.

Circoscrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Le circoscrizioni agrarie tradizionali della Provincia di Cremona: Crema giallo, Soresina rosso, Cremona verde, Casalmaggiore blu.
Suddivisione territoriale della Provincia per diocesi

Tradizionalmente, per ragioni storiche e morfologiche, la Provincia di Cremona è divisa in 4 aree agrarie tradizionali[3]

  • La circoscrizione di Cremona, il cremonese al centro-sud della provincia.
  • La circoscrizione di Crema, il cremasco l'area settentrionale nord della provincia.
  • La circoscrizione di Casalmaggiore, il casalasco a sud della provincia.
  • La circoscrizione di Soresina ovvero la zona centro-nord della provincia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La Provincia di Cremona si presenta come una striscia di terra di pianura, stretta e allungata: circa 100 km separano Rivolta d'Adda, comune più a nord della provincia, da Roncadello di Casalmaggiore, comune più a sud della provincia.

I limiti fisici sono in gran parte dovuti da alcuni grandi fiumi lombardi: l'Oglio a est, con l'eccezione dei comuni di Ostiano e Volongo, sulla riva sinistra del fiume, amministrativamente in Provincia di Cremona ma sotto la giurisdizione spirituale della diocesi di Mantova, e il viadanese, già in Provincia di Mantova benché posto sotto la diocesi di Cremona; il Po costituisce il limite meridionale; l'Adda divide la provincia di Cremona da quella di Lodi, con l'eccezione di alcuni comuni vicini al capoluogo lodigiano; i limiti con la provincia di Bergamo sono, invece, convenzionali[4]. Altri fiumi attraversano il nord della provincia: il Serio e il Tormo, mentre il Mella costituisce per un breve tratto il confine con la provincia di Brescia. Una fitta rette idrografica di natura artificiale, costituita da canali e navigli caratterizza, inoltre, la campagna.

La provincia è totalmente priva di rilievi, ma il territorio è plasmato dalle valli fluviali, sia dei fiumi attuali sia di quelli relitti (Serio Morto, Morbasco, Delma, Lisso, ecc.) che hanno modulato la pianura con lievi ondulazioni e piccole depressioni profonde pochi metri rispetto al piano alluvionale.

Fa eccezione il Pianalto di Romanengo, un'area pleistocenica[5] che si eleva per 10-15 metri con ondulazioni e avvallamenti.

I comuni dell'Alto Cremasco sorgono nella cosiddetta "linea delle risorgive", fascia di territorio di varia larghezza nella quale si passa dall'"alta pianura", dal suolo grossolano e permeabile, alla "bassa pianura" impermeabile e argillosa.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Stante l'assenza di rilievi il clima è piuttosto omogeneo sull'intero territorio provinciale. Osservando i dati della stazione meteorologica di Cremona si nota che, in base ad un rilevamento trentennale tra il 1961 e il 1990, la temperatura media di gennaio si attesta a +1,7 °C; quella di luglio a +24,3 °C.

Le precipitazioni annue sono in linea di massima abbondanti, con picchi di maggior piovosità in autunno (ottobre e novembre) e minimi relativi in inverno(febbraio) e in estate (luglio). Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 750 mm.

L'umidità relativa può generare nei mesi invernali il fenomeno della nebbia, accentuato in prossimità dei fiumi e dei corsi d'acqua.

CREMONA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,3 7,3 12,7 17,4 22,4 26,9 29,3 27,9 24,0 17,3 10,2 5,3 5,6 17,5 28,0 17,2 17,1
T. min. mediaC) -1,0 1,0 4,9 8,6 13,0 16,8 19,2 18,1 15,5 9,9 4,6 0,1 0,0 8,8 18,0 10,0 9,2
Precipitazioni (mm) 64 51 61 61 68 60 46 64 53 91 86 55 170 190 170 230 760
Giorni di pioggia 7 6 7 7 8 6 5 5 4 7 8 6 19 22 16 19 76

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I più antichi reperti archeologici rinvenuti nella provincia di Cremona sono ascrivibili al Mesolitico, ma solo nel Neolitico il territorio cremonese ospitò stabilmente delle popolazioni, dedite alla caccia e raccolta nonché all'agricoltura. Particolare importanza ebbe la cultura del Vho (nei pressi di Piadena), i cui appartenenti realizzarono villaggî palafitticoli lungo il corso inferiore dell'Oglio.

Durante le Età dei metalli si verificarono migrazioni verso la pianura Padana dalle zone transalpine: questi popoli, di origine celtica, controllarono il territorio cremonese, senza però stabilirvi insediamenti di grande rilievo. La zona nord-orientale della Provincia fu soggetta ai Galli Cenomani, staziatisi nel Bresciano e di cui vi sono poche testimonianze, concentrate prevalentemente a Piadena. La zona occidentale fu controllata dagli Insubri, ai quali appartenne la piazzaforte di Acerrae, probabilmente nei pressi dell'attuale Pizzighettone, ma della quale non sono state rinvenute testimonianze archeologiche.

La fondazione della colonia di Cremona, nel 218 a.C., primo insediamento romano a nord del fiume Po, si inserì come un cuneo tra le aree di influenza delle due popolazioni celtiche, permettendo ai nuovi arrivati -formalmente alleàti con i Cenomani- di conquistare progressivamente il territorio. L'ager cremonensis era compreso tra i fiumi Po, Adda e Oglio, fino all'attuale abitato di Trigolo. La parte orientale della Provincia appartenne invece probabilmente al territorio di Bergamo.

Una svolta nella storia politico-amministrativa del territorio si ebbe nell'alto Medioevo con l'invasione longobarda dell'Italia settentrionale: dopo la conquista di Cremona, nel 603 d.C., il territorio fu suddiviso tra i ducati longobardi di Bergamo, Brescia, Piacenza, il Gastaldato di Sospiro (Cremona) e il governo vescovile nella città stessa.

Tra il X e l'XI secolo la città di Cremona accrebbe il proprio potere: Matilde di Canossa donò al libero Comune l'Insula Fulcheria (ossia il Cremasco), mentre i vescovi della città ottennero importanti concessioni economiche dall'Imperatore.

Nel XIV secolo il Comune di Cremona raggiunse la sua massima estensione, oltrepassando i confini dell'antico ager romano e addirittura dell'odierna Provincia, spingendosi fino al Fosso bergamasco. Questo canale artificiale venne costruito per delimitare i possedimenti cremonesi da quelli bergamaschi e, più tardi, i territori soggetti all'influenza del Ducato di Milano da quelli appartenenti alla Repubblica di Venezia.

Storia della Provincia[modifica | modifica wikitesto]

I circondari della provincia di Cremona secondo il decreto Rattazzi

La provincia di Cremona venne istituita nel 1859 in seguito al Decreto Rattazzi, che ridisegnava la suddivisione amministrativa del Regno di Sardegna dopo l'annessione della Lombardia.

La provincia fu suddivisa nei tre circondari di Cremona, di Casalmaggiore e di Crema.

Nel 1868 la provincia di Mantova, annessa al Regno d'Italia due anni prima, venne ripristinata all'estensione che aveva prima del 1859, e pertanto la provincia di Cremona le cedette alcuni comuni all'estremità orientale, ottenendo contemporaneamente il comune di Ostiano dalla provincia di Brescia.[6]

Lo stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma

Lo stemma riunisce i singoli stemmi delle tre principali città: Cremona, Crema e Casalmaggiore. La sua concessione avvenne con regio decreto del 28 marzo 1938 e regie lettere patenti del 10 giugno 1940, e fu trascritta il 28 luglio del 1938 presso il Regio Archivio di Stato di Roma.

Ecco la descrizione araldica:[7]

« Partito semitroncato: il 1º fasciato di rosso e d'argento al braccio attraversante in palo, tenente con la mano una palla di oro, per Cremona; il 2º troncato di rosso o d'argento al destrocherio armato impugnante una spada d'acciaio fra due corna di cervo nell'atto di tagliare l'ultimo nodo del corno sinistro, per Crema; il 3º d'azzurro alla porta della città aperta del campo, murata di pietre al naturale, su campagna erbosa, merlata di due merli alla ghibellina, per Casalmaggiore »

Natura[modifica | modifica wikitesto]

Parchi e riserve[modifica | modifica wikitesto]

La Provincia di Cremona gestisce, inoltre, una stazione sperimentale per la conservazione della flora di pianura, meglio nota come "Bosco Didattico", posta nel comune di Castelleone.

Piste ciclabili[modifica | modifica wikitesto]

Piste ciclabili in progetto[9][modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama tipico della campagna cremonese, con una cascina e campi coltivati a mais.

Un tempo zona esclusivamente agricola, ora pur mantenendo questa vocazione, la provincia di Cremona presenta anche un notevole sviluppo industriale e artigianale. Le colture più diffuse sono il frumento, il mais, le barbabietole da zucchero, la soia, le zucche, i pomodori. Assai sviluppato è l'allevamento, bovino e suino. Vi sono numerose industrie alimentari per la produzione di salumi, dolciumi, pasta, formaggi e derivati del latte, ecc. Vi è la presenza di un'industria meccanica, una petrolifera e una energetica, la maggior parte concentrate presso il capoluogo e presso i centri maggiori, Crema in modo particolare. L'artigianato è famoso per la produzione di strumenti ad arco (in particolare violini), di dolciumi (come il torrone), la pasta con i tortelli di zucca nel Casalasco e i tortelli dolci del Cremasco; altrettanto famosa è la mostarda cremonese. La presenza del Porto-Canale è utile all'approdo delle chiatte che risalgono il fiume Po.

Trasporti e comunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Autostrada A21 Italia.svg Torino - Brescia: percorre il territorio provinciale per 18 km[10]; l'unico casello è quello di Cremona, mentre quello di Pontevico-Robecco, pur avendo una doppia denominazione, si trova in territorio bresciano.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Con l'introduzione del decreto legislativo n. 112 del 1998 tutte le strade statali che interessavano la provincia sono ora di competenza provinciale. Nel contempo l'amministrazione provinciale ha operato una serie di declassamenti di strade provinciali, cedute ai comuni.

In Provincia di Cremona vi sono 884 km di strade provinciali e 1.309 km di strade comunali[10]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Cremona.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La Provincia di Cremona è interessata dalle seguenti linee ferroviarie:

Tra il 1914 e il 1956, fu in funzione la Cremona-Soresina-Soncino-Iseo.

A cavallo tra i secoli XIX e XX, la provincia di Cremona fu interessata anche da diverse linee tranviarie extraurbane:

Porto e navigazione fluviale[modifica | modifica wikitesto]

A ovest di Cremona sorge il porto fluviale più occidentale della Pianura Padana realizzato attorno ad un bacino artificiale connesso al fiume Po attraverso una conca di navigazione. Vi sorgono aree di stoccaggio, magazzini e gru per la movimentazione e il trasporto delle merci provenienti dai servizi di trasporto fluviale che si snoda tra l'Adriatico e Cremona. Il porto è collegato alla ferrovia Pavia-Mantova tramite un raccordo di 750 metri.

Presso il porto di Cremona sorgono pure le infrastrutture per l'attracco di imbarcazioni da diporto e navi da crociera; quest'ultime svolgono servizio, principalmente nei mesi estivi, tra i porti di Cremona, Mantova e Venezia[11].

È attivo un servizio di navigazione anche lungo il fiume Adda, tra Pizzighettone e Formigara, con l'ausilio della motonave Mattei per fini turistici.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

L'unico aeroporto esistente è l'Aeroporto di Cremona-Migliaro gestito dall'Aeroclub di Cremona ed è utilizzato dagli aeromobili da turismo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Collezione di Archi di Palazzo Comunale, Cremona
  • Museo Archeologico, Cremona
  • Museo Civico "Ala Ponzone", Cremona
  • Museo Civico di Storia Naturale, Cremona
  • Museo della Chiesa Cattedrale, Cremona
  • Museo della Civiltà Contadina Il Cambonino Vecchio, Cremona
  • Museo Organologico Didattico, Cremona
  • Museo Stradivariano, Cremona
  • Museo civico di Crema e del Cremasco, Crema
  • Museo Archeologico, Rivolta d'Adda
  • Museo del Bijou, Casalmaggiore
  • Museo della Stampa, Soncino
  • Museo Archeologico Aquaria, Soncino
  • Museo Civico, Castelleone
  • Stazione Sperimentale di Ecologia Applicata per la Conservazione della Flora e della Fauna, Castelleone
  • Museo Civico, Ostiano
  • Museo Diotti, Pizzighettone
  • Museo Civico Archeologico Antiquarium Platina, Piadena
  • Museo Civico Ponchielliano, Paderno Ponchielli
  • Museo del Lino, Pescarolo
  • Museo della Civiltà Contadina e dell'Attività Molitoria, Madignano
  • Museo della Civiltà Contadina, Offanengo
  • Museo della Civiltà Contadina e Artigiana, Isola Dovarese
  • Museo Francesco Genala, Soresina
  • Museo Naturalistico Paleontologico, San Daniele Po

La provincia di Cremona, inoltre, ha creato "Il territorio come ecomuseo", nuclei territoriali per illustrare e conservare le associazioni tra le opere dell'uomo e le caratteristiche ambientali e morfologiche.

Università[modifica | modifica wikitesto]

La Provincia non ha propri atenei, ma ospita alcuni corsi di laurea di altre università[12]:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Come gran parte del territorio italiano, lo sport più seguito è il calcio. Le società più blasonate sono l'Unione Sportiva Cremonese, squadra militante nel campionato italiano di Lega Pro Prima Divisione, il PergoCrema (fallito al termine della stagione 2011-2012), la Pergolettese, principale squadra di Crema, che partecipa al campionato di Lega Pro Seconda Divisione, il Crema, la Leoncelli, la Rivoltana, la Soresinese, il Calcio Spino, il Casale e la Casalese.

Molto seguito è anche il basket, rappresentato a livello maschile principalmente dalla Guerino Vanoli Basket di Cremona, che milita in Lega Basket, nata dalla fusione fra la Juvi Cremona Basket di Cremona e il Gruppo Triboldi Basket di Soresina, ma anche da altre realtà come la G.S. Corona Platina di Piadena, mentre a livello femminile dal Basket Team Crema, squadra che partecipa al campionato di Serie A2 (pallacanestro femminile).

Molto seguiti sono anche il canottaggio, che fa riferimento a varie società canottieri, le bocce, il ciclismo, la pallavolo e l'equitazione, ma soprattutto il rugby, che trova nel Rugby Viadana della vicina Viadana la più importante realtà locale.

Amministrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prefetti della provincia di Cremona.

Intendenti dal 1859 al 1860[modifica | modifica wikitesto]

Non appena occuparono la Lombardia, i Savoia rimossero i capi delle amministrazioni asburgiche considerati lealisti del vecchio regime, nominando loro sostituti per ordine militare.

  • Giovanni Gallarini (20 giugno 1859 - 6 gennaio 1860)

Governatori dal 1860 al 1861[modifica | modifica wikitesto]

Annessa la regione al Regno di Sardegna, entrò in vigore il nuovo compartimento amministrativo previsto dal decreto Rattazzi. Cremona annesse il cremasco e vennero indette le elezioni amministrative per il gennaio del 1860.[13]

  • Giuseppe Pirinoli (11 gennaio 1860 - 1 giugno 1860)
  • Giovanni Gallarini (10 giugno 1860 - 30 giugno 1861)

Prefetti dal 1861 al 1889[modifica | modifica wikitesto]

Con la proclamazione del Regno d'Italia, i governatori furono mutati in prefetti.[14]

  • Antonino Plutino (16 luglio 1861 - 29 novembre 1861)
  • Angelo Comte (12 dicembre 1861 - 11 febbraio 1863)
  • Tholosano di Valgrisanche (29 febbraio 1863 - 6 agosto 1870)
  • Carlo Faraldo (16 agosto 1870 - 20 febbraio 1873)
  • Pietro Turati (4 marzo 1873 - 22 dicembre 1875)
  • Manfredo Gazzo (23 dicembre 1875 - 28 aprile 1876)
  • Onofrio Galletti (29 aprile 1876 - 30 settembre 1876)
  • Achille Serpieri (1 novembre 1876 - 26 agosto 1878)
  • Antonio Gilardoni (27 agosto 1878 - 28 maggio 1881)
  • Giovanni Vitelli Spano (29 maggio 1881 - 30 agosto 1881)
  • Ferdinando Laurin (31 agosto 1881 - 7 settembre 1882)
  • Angelo Giacomelli (18 settembre 1882 - 16 giugno 1887)
  • Emilio Caracciolo di Sarno (23 giugno 1887 - elezioni del 1889)

Presidenti della Deputazione dal 1889 al 1922[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la riforma democratica del 1889, a capo della provincia fu messo il presidente della deputazione provinciale eletta dal consiglio provinciale.[15]

  • Giuseppe Zaccaria (1889 - 31 dicembre 1894)
  • Alfonso Barinetti (1 gennaio 1895 - 31 dicembre 1898)
  • Giuliano Sacchi (1 gennaio 1899 - 31 dicembre 1901)
  • Nicola Coboldi (1 gennaio 1902 - 11 agosto 1902, dimissioni)
  • Giambattista Marchesi (16 ottobre 1902 - 31 dicembre 1904)
  • Ettore Signori (1 gennaio 1905 - 31 dicembre 1914)
  • Alberto Barni (1 gennaio 1915 - 31 dicembre 1919)
  • Mario Sardelli (1 gennaio 1920 - 28 ottobre 1922, dimissioni)

Commissari dal 1922 al 1923[modifica | modifica wikitesto]

A seguito delle pressioni del gerarca fascista Roberto Farinacci il consiglio provinciale fu sciolto e la provincia di Cremona venne governata da una “Commissione reale per l'amministrazione straordinaria” con presidente il vice prefetto Piero Montanari, di seguito sostituito dal collega Antonio Martani.

Presidenti della Deputazione dal 1923 al 1929[modifica | modifica wikitesto]

Rassicurati da un territorio radicalmente sotto il loro controllo, i fascisti indissero le elezioni per il 23 febbraio 1923, sicuri di poterle condizionare a loro favore.[16]

  • Adelche Barbieri (8 aprile 1923 - 22 dicembre 1924)
  • Pietro Montanari (22 dicembre 1924 - 2 maggio 1926)
  • Stefano Foletti (2 maggio 1926 - 4 marzo 1929)

Rettori dal 1929 al 1943[modifica | modifica wikitesto]

  • 1929-1943: il consiglio provinciale venne sciolto dal governo fascista e sostituito dalla carica di "Presidente del rettorato provinciale" di nomina governativa.

Capi della Provincia dal 1943 al 1945[modifica | modifica wikitesto]

Con la proclamazione della Repubblica Sociale Italiana il duce decise di riformare in senso ancor più autoritario la gestione delle province affidando i pieni poteri ai prefetti, divenuti "Capi delle province", e sottoponendo a loro ogni altra carica, anche amministrativa o di partito.

  • Attilio Romani (23 ottobre 1943 - 26 luglio 1944)
  • Vittorio Ortalli (26 luglio 1944 - 25 aprile 1945)

Presidenti della Deputazione dal 1945 al 1951[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale dichiarò decadute tutte le cariche fasciste e il 12 luglio venne ripristinata la "deputazione provinciale".

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Alfredo Galletti Presidente della Deputazione
1946 1948 Ennio Zelioli Lanzini Presidente della Deputazione
1948 1948 Ettore Brugnelli Presidente della Deputazione
1948 1951 Giuseppe Ghisalberti Presidente della Deputazione

Presidenti del Consiglio dal 1951 al 1995[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della legge 8 marzo 1951 venne restaurata la democrazia a livello provinciale, e i cittadini vennero chiamati ad eleggere il consiglio provinciale cui fu per la prima volta affidata l'intera gestione dell'ente, essendo stata soppressa la deputazione.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1951 1970 Giuseppe Ghisalberti Democrazia Cristiana Presidente
1970 1975 Martino Manfredi Democrazia Cristiana Presidente
1975 1980 Franco Dolci Partito Comunista Italiano Presidente
1980 1985 Renzo Rebecchi Democrazia Cristiana Presidente
1985 1988 Secondo Piazza Democrazia Cristiana Presidente
1988 1990 Vittorio Foderaro Democrazia Cristiana Presidente
1990 1995 Gian Carlo Corada Partito Democratico della Sinistra Presidente

Presidenti della Provincia dal 1995 al 2014[modifica | modifica wikitesto]

Con la legge 25 marzo 1993 venne introdotta l'elezione diretta del presidente della provincia a partire dal primo rinnovo dell'amministrazione.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 2004 Gian Carlo Corada Partito Democratico della Sinistra Presidente della Provincia
2004 2009 Giuseppe Torchio La Margherita Presidente della Provincia
2009 2014 Massimiliano Salini Il Popolo della Libertà Presidente della Provincia

Presidenti della Provincia dal 2014[modifica | modifica wikitesto]

La legge n. 56 del 2014 ha modificato le modalità di elezione del presidente, il quale viene eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia. I Consigli provinciali sono stati considerati decaduti l'11 giugno 2014 ed il presidente fino ad allora in carica assumeva in via provvisoria, fino alla prima elezione, anche le funzioni consiliari[17].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2014 2014 Massimiliano Salini Il Popolo della Libertà Presidente della Provincia con poteri consiliari Si dimette il 1 luglio 2014 a seguito dell'elezione al Parlamento europeo[18]
2014 2014 Gianluca Pinotti Commissario straordinario Nominato il 21 luglio 2014[18]
2014 presente Carlo Vezzini Partito Democratico Presidente della Provincia Consultazione elettorale del 12 ottobre 2014[1]

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Appartengono alla provincia di Cremona i seguenti 115 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è riportata la lista dei dieci principali comuni della provincia di Cremona ordinati per numero di abitanti [2].

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Cremona-Stemma.png
Cremona 71.184 70,39 1.011 45
Crema (Italia)-Stemma.png
Crema 34.284 34,63 990 79
Casalmaggiore-Stemma.png
Casalmaggiore 15.348 63,69 241 26
Castelleone-Stemma.png
Castelleone 9.593 45,03 213 66
Soresina-Stemma.png
Soresina 9.077 28,51 318 71
Pandino-Stemma.png
Pandino 8.990 22,24 404 85
Rivolta d'Adda-Stemma.png
Rivolta d'Adda 8.069 29,92 270 101
Soncino-Stemma.png
Soncino 7.800 45,32 172 89
Spino d'Adda-Stemma.png
Spino d'Adda 6.993 19,87 352 84
10º
Pizzighettone-Stemma.png
Pizzighettone 6.608 32,06 206 46

Il comune meno abitato è Derovere, 305 abitanti.

Cittadini stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2013 gli stranieri residenti in provincia sono 40.901[19]

Comuni con la maggior percentuale di stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono i comuni con la maggior presenza di residenti stranieri sul totale della popolazione residente al 31 dicembre 2013[2][19].

Pos. Comune Percentuale
Corte de' Cortesi con Cignone 23,84
Bordolano 22,49
Casteldidone 21,87
Azzanello 19,32
Cappella de' Picenardi 19,18
Solarolo Rainerio 18,97
Torricella del Pizzo 18,63
Soresina 18,40
Pessina Cremonese 16,79
10º Scandolara Ripa d'Oglio 16,67

Il comune con la minor percentuale di stranieri rispetto alla popolazione residente è Ripalta Guerina, 1,49%.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Elezioni provinciali del 12 ottobre 2014 - proclamazione eletti. URL consultato il 17 ottobre 2014.
  2. ^ a b c d Dato Istat al 31 dicembre 2013
  3. ^ Atlante demiologico lombardo
  4. ^ Confronta la voce Provincia di Bergamo
  5. ^ Vedi Riserva naturale Naviglio di Melotta
  6. ^ Legge 9 febbraio 1868, n. 4322
  7. ^ Sito istituzionale della Provincia di Cremona
  8. ^ Vedi Greenway dell'Adda nel sito istituzionale del Comune di Spino d'Adda
  9. ^ Comunicato stampa della Provincia di Cremona del 23 ottobre 2006
  10. ^ a b Infrastrutture, pagina nel sito istituzionale, dato riferito al 2012
  11. ^ Notizie tratte da Il porto di Cremona, link visitato il giorno 8 agosto 2009
  12. ^ Sedi universitarie di Cremona e provincia, link visitato il 30 luglio 2010
  13. ^ Il primo presidente del consiglio provinciale fu Pietro Stradivari.
  14. ^ Presidenti del consiglio provinciale, organo puramente deliberativo, furono: dal 1860 al 1867 Francesco Piazza, dal 1867 al 1868 Camillo Vacchelli, dal 1868 al 1879 Francesco Piazza, dal 1879 al 1894 Luigi Bonati.
  15. ^ Presidenti del consiglio provinciale nel periodo furono: dal 1895 al 1899 Pietro Vacchelli, dal 1899 al 1919 Alfonso Barinetti, dal 1919 al 1920 Mario Zanonelli, dal 1920 al 1922 Giuseppe Garibotti.
  16. ^ I risultati furono talmente favorevoli ai fascisti che Roberto Farinacci ottenne la presidenza del consiglio provinciale per tutti gli anni in questione.
  17. ^ Provincia di Cremona. URL consultato il 15/07/2014.
  18. ^ a b Nomina del Commissario Gianluca Pinotti. URL consultato il 22 luglio 2014.
  19. ^ a b Dato ISTAT popolazione straniera residente aò 31 dicembre 2013
Lombardia Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Lombardia