Botticino

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Botticino
comune
Botticino – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Donatella Marchese (PD) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°32′02″N 10°18′28″E / 45.533889°N 10.307778°E45.533889; 10.307778 (Botticino)Coordinate: 45°32′02″N 10°18′28″E / 45.533889°N 10.307778°E45.533889; 10.307778 (Botticino)
Altitudine 153 m s.l.m.
Superficie 18,48 km²
Abitanti 10 881[1] (30-04-2014)
Densità 588,8 ab./km²
Frazioni Botticino Mattina, Botticino Sera, San Gallo
Comuni confinanti Brescia, Nave, Nuvolera, Rezzato, Serle
Altre informazioni
Cod. postale 25080, 25082
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017023
Cod. catastale B091
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti botticinesi
Patrono santi Faustino e Giovita a Botticino Mattina, santa Maria Assunta a Botticino Sera, san Bartolomeo a san Gallo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Botticino
Posizione del comune di Botticino nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Botticino nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Botticino (Butizì in dialetto bresciano[2][3]) è un comune italiano di 10 881 abitanti[1] della provincia di Brescia, in Lombardia. È situato nell'area pedemontana immediatamente a nord-est del capoluogo.

È rinomato per il marmo botticino, un calcare sedimentario pregiato utilizzato per la decorazione del Vittoriano a Roma, per il vino Botticino DOC e per i numerosi calzifici specializzati che producono per i maggiori marchi della moda.

Il comune è stato costituito nel 1928 dall'unione dei comuni di Botticino Mattina e Botticino Sera, attualmente frazioni assieme a San Gallo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Botticino si trova a nord-est della città di Brescia. Le frazioni di Botticino Sera e San Gallo si estendono sulle pendici del Monte Maddalena e del Monte Fratta; la frazione di Botticino Mattina si estende nel contiguo ampio fondo del rio Rino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine del nome

Il nome di Botticino sembra derivi da Bottus, condottiero romano cui era stata assegnata la Valverde; oppure da Bottius, grande proprietario delle cave di marmo in epoca romana[senza fonte].

Botticino Mattina nel XVII secolo era già noto in tutta la Repubblica di Venezia per le sue pregiate pietre marmoree, che qui ha le sue cave più estese.

Durante il periodo di appartenenza all´impero Austro-Ungarico all´interno del Regno Lombardo-Veneto, nonostante il rispristino delle favorevoli concessioni economiche giá elargite dalla Repubblica di Venezia, e soppresse durante il periodo Francese (1797-1814), Botticino si distinse per un'intensa attività irredentista che culminerà nel 1849, dopo le Dieci giornate di Brescia, con una violenta repressione da parte della polizia austriaca. Tra i personaggi che in questo periodo caratterizzarono la vita del paese vanno ricordati Luigi Cazzago e Tito Speri.

L'inizio del XX secolo segna un autentico boom della commercializzazione del marmo Botticino, grazie all'opera del ministro bresciano Giuseppe Zanardelli, il quale per la costruzione del l'Altare della Patria, commissionò la fornitura del marmo esclusivamente di Botticino.

Dal 2006 è presente, all'interno del Comune, un gruppo di Protezione Civile comprendente un reparto idrogeologico e due squadre per l'Antincendio Boschivo.

L'8 novembre 2009 papa Benedetto XVI ha fatto visita alla parrocchia di Botticino Sera, per sostare in preghiera sulla tomba di sant'Arcangelo Tadini.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Centro Lucia[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro polifunzionale del Centro Lucia è stato progettato dall'architetto Sergio Pascolo. È un'opera a pianta quadra con volume esterno prismatico, evoca la torre civica del passato, simbolo della collettività e riferimento per la vita pubblica e la cittadinanza.

È articolato su tre piani: nell'interrato ospita la sala minore riservata ai servizi per il pubblico e artisti; al piano terra si trova la sala maggiore dotata di tribuna telescopica, richiudibile per eventi che richiedono la sala piana libera, che è circondata da gallerie su tre lati e su tre piani. La terrazza di copertura è concepita come una "sala a cielo aperto", con straordinaria vista sul paese, sulle cave e sulle montagne. Sul lato sud il fondale dello spazio scenico è attrezzato con una parte apribile, in modo da stabilire una seconda apertura dell'edificio all'esterno e trasformare la sala in un palcoscenico per gli spettatori all'aperto.

Chiesa della Santissima Trinità[modifica | modifica wikitesto]

Si trova sul colle di San Gallo, adiacente all'ex monastero omonimo, nato intorno al 1100 e ora sede di una scuola di restauro. La chiesa è da tempo immemore luogo di devozione della popolazione della frazione San Gallo, così come la Madonna con Bambino, statua lignea risalente ai primi del Seicento. Chiusa nel 2000 a seguito di problemi statici, è stata riaperta nel dicembre 2006 dopo lunghi interventi di consolidamento e restauro. La chiesa, annessa alla scuola di restauro di cui costituisce l'aula magna, non è visitabile, se non in occasione di specifiche iniziative.

Basilica minore di Santa Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica minore di Santa Maria Assunta.

Si trova nel centro di Botticino Sera, poco distante dall'antica chiesa parrocchiale. È un edificio a pianta longitudinale, con navata unica, che venne costruito a partire dal 1699 su iniziativa del parroco don Pietro Morari. Il progetto è attribuibile con molta probabilità a un componente della famiglia Spazzi (forse Bartolomeo). La nuova chiesa venne adornata da nuovi altari marmorei e pale d'altare nei secoli XVII, XVIII, XIX e XX, mentre la definitiva decorazione del presbiterio e della volta che si concluse solo nei primi decenni del Novecento. Nel maggio del 2009 alla chiesa parrocchiale è stato conferito il titolo di basilica minore e di santuario diocesano dedicato a San Arcangelo Tadini.

Palazzo della Canonica[modifica | modifica wikitesto]

Interno della vecchia canonica di Botticino

Il palazzo della Canonica è stato costruito nel 1765 per iniziativa di don Girolamo Giorgi e prende forma all'indomani della conclusione dei lavori per la fabbrica della nuova parrocchiale; è possibile che sostituisse un altro edificio più piccolo della prima metà del Seicento.

Sul portale in bugnato, con cancello in ferro battuto, spicca lo stemma di famiglia dei parroci don Pietro e Francesco Morari, fautori dei lavori della nuova chiesa.

L'antica chiesa parrocchiale[modifica | modifica wikitesto]

Maffeo Olivieri, Crocifisso di Botticino, post 1517. Proveniente dall'antica chiesa parrocchiale, è oggi al Museo diocesano di Brescia.

È da ritenersi l'edificio sacro di più antica fondazione di tutta la Valverde, in quanto probabilmente fu eretto attorno all'VIII secolo.[4] Subì una radicale ricostruzione attorno alla metà del Quattrocento in cui venne allungato e ampliato.

Attorno agli anni trenta del XX secolo l'edificio viene trasformato in cinema e solo alla fine degli anni ottanta si provvede a ridargli dignità e una funzione più consona alla propria storia artistica tramite un radicale restauro.

La decorazione è testimoniata dall'esistenza di almeno tre cicli pittorici eseguiti nei secoli XV, XVI e XVII: la decorazione più antica si deve genericamente collocare posteriormente alla ricostruzione dell'edificio, attorno alla fine del Quattrocento, ad opera di una o più botteghe fra le quali probabilmente quella di Paolo da Caylina il Vecchio e quella di Pietro Paolo Zanetti. In quel che rimane degli affreschi riconosciamo i santi Rocco e Giobbe; parte di una bellissima Natività; una Santa martire dalle ricche vesti; la sinopia dello Sposalizio di Santa Caterina[5] e parte di un San Giacomo recante la scritta "...s Baltechis del Cornel et Antonia eius uxor adi 20 aprilis 1485.

All'interno la Assunta con San Giuseppe e San Rocco di Luca Mombello, databile intorno al 1560-1570, utilizzata per molti anni come pala dell'altare maggiore. A sinistra del primo arcone troviamo altri lacerti di diversi affreschi, nei quali possiamo riconoscere un San Simonino (forse di poco anteriore al 1480) e parte di un San Sebastiano. Inoltre si ammirano alcuni stralci di un'imponente Natività con Sant'Antonio abate, Sant'Antonio di Padova, San Sebastiano e (forse) San Cristoforo opera della bottega di Paolo da Caylina il Giovane, databile al 1517.[6]

Sulla parete sud, appena sotto il capitello pensile, troviamo un San Giobbe identificabile nel personaggio ricoperto di piaghe, attribuibile a Pietro Paolo Zanetti.

Sulla parete est, dove erano collocati l'altare maggiore e la pala di Luca Mombello, fra le due finestre con arco a pieno centro, si intravede la parte inferiore di una Crocifissione probabile opera di Paolo da Caylina il Vecchio (in seguito troncata dall'apertura di una finestra emiciclica).

Sulla parete nord, in basso a destra, troviamo un San Sebastiano datato 1489, e altri dipinti coevi di difficile lettura. Sulla parete nord venendo dall'abside, la prima arcata è tutto ciò che resta della Cappella del Santissimo Sacramento, decorata da Paolo da Caylina il Giovane, Giampiero Zambelli e botteghe a partire dal 1517. Di questo ciclo decorativo rimangono però solo i Profeti sull'arcone, la Natività, il tabernacolo marmoreo e il Crocifisso di Botticino, importantw opera di Maffeo Olivieri con policromia del Caylina ora conservato nel Museo diocesano di Brescia.

La chiesa parrocchiale di Botticino Mattina

Il Museo del marmo[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo del marmo di Botticino è una piccola realtà sorta nel 1996, appoggiata dal comune e dalle cooperative di cavatori di marmo; la raccolta è nata grazie all'impegno dei volontari del gruppo "La Pietra di Botticino" e del Signor Forti, anziano cavatore, che insieme al figlio hanno raccolto un grande numero di attrezzi, foto e documenti, relativi al mondo delle cave del marmo di Botticino.[7]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]


Persone legate a Botticino[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio fonda la propria economia sulla coltivazione e produzione vitivinicola del Botticino DOC, sulle lavorazioni tessili delle calze e sulle attività estrattive del pregiato marmo botticino (impiegato in opere presenti in tutto il mondo: dalla Casa Bianca di Washington alla statua della Libertà di New York, dall'altare della Patria di Roma al Tempio Capitolino di Brescia).

All'inizio del Novecento si sviluppò a Botticino Sera la produzione delle calze.

frazione attività produttiva
Botticino Sera
  • produzione calze da uomo, donna e bambino
  • produzione macchine per calze
  • imprese edili
  • attività artigianali nel settore meccanico e tessile
  • produzione vitivinicola (Botticino doc)
Botticino Mattina
  • estrazione e lavorazione marmo Botticino Classico
  • armi sportive
  • produzione vitivinicola (Botticino doc)
San Gallo
  • agriturismo
  • attività artigianali
  • scuola di restauro ENAIP

Vino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Botticino (vino).

Il Consorzio vinicolo del Botticino DOC ha sede nel comune di Botticino e comprende i vigneti di Botticino e in parte di Rezzato e Brescia. I vini Botticino Doc e Botticino Doc Riserva vengono prodotti con uve barbera, marzemino, schiava gentile e sangiovese; si presentano di colore rosso rubino carico, la gradazione alcoolica del vino varia dai 12 ai 14 gradi. Il sapore robusto si accompagna splendidamente a salumi tipici della zona, brasati, stracotti, arrosti e cacciagione, e in particolar modo allo spiedo bresciano piatto tipico della zona. Le principali cantine produttrici di Botticino Doc[9] sono Antica Tesa di Noventa Pierangelo, Emilio Franzoni, Michelangelo Scarpari, Tognazzi, Pierino Franzoni, Goffi. Il percorso della Strada del vino Colli dei Longobardi promuove il Botticino Doc e il territorio con iniziative enogastronomiche periodiche.

Marmo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marmo botticino.

Il marmo Botticino è un denominazione di marmo commerciale di colore beige estratto nelle cave del paese, oltre a quelle di Nuvolento, Nuvolera, Rezzato e Serle, in provincia di Brescia.

Il bacino bresciano risulta essere il secondo per importanza nell'escavazione di pietre ornamentali d'Italia[senza fonte], dopo quello di Carrara: esiste da duemila anni, fu utilizzato dalle officine locali come "materiale ad uso artistico", negli edifici pubblici della città, insieme a marmi d'importazione. All'inizio del XX secolo, a Botticino si estraeva il blocco e a Rezzato si trasformava il marmo; da qualche anno esiste un marchio registrato promosso dal "Consorzio produttori marmo Botticino Classico".

Calzifici[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è sede di uno dei distretti produttivi di calze italiane, assieme a quello di Castel Goffredo, in provincia di Mantova. Tra le aziende presenti nel distretto si annoverano le aziende Prestige, Dè Pio e Rica.

Scuola di Restauro ENAIP[modifica | modifica wikitesto]

Sul colle San Gallo, nell'ex monastero della SS. Trinità, si trova la Scuola Regionale per la Valorizzazione dei Beni Culturali, istituita nel 1974 da Enaip, in collaborazione con Regione Lombardia e l’accompagnamento dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma, per realizzare corsi e attività volti alla formazione qualificata di esperti nell’ambito della conservazione e salvaguardia del patrimonio storico-artistico e culturale. Dalla sua fondazione ha aggiornato numerosi professionisti del settore e qualificato più di 500 restauratori e circa 400 tecnici del restauro di beni culturali. L’approccio didattico della Scuola è incentrato sul compito reale che pone al centro dell’apprendimento l’intervento diretto sulle opere. Questo ha permesso il restauro di oltre 1100 beni tutelati provenienti principalmente dal nord Italia. Riconosciuta come Centro di Rilevanza Regionale e iscritta all’Albo Regionale “Lombardia Eccellente”, da febbraio 2013 è accreditata dai Ministeri competenti per l’attivazione del corso quinquennale per Restauratore di beni culturali, che rilascia un titolo abilitante alla professione ed equiparato alla Laurea Magistrale a ciclo unico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Botticino è servita dalle linee della rete urbana di Brescia:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1995 Giopietro Biemmi Democrazia Cristiana Sindaco
1995 2004 Giacomo Rossi Partito Popolare Italiano Sindaco [10]
2004 2014 Mario Benetti L'Ulivo poi PD Sindaco
2014 in carica Donatella Marchese Partito Democratico Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.C. Botticino 1969 Calcio, che dalla stagione 2012/2013 milita nel girone D lombardo di Seconda Categoria, dopo aver militato storicamente nella stagione 2011/2012 in Promozione. È nata nel 1969.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Botticino è rappresentato dal Botticino Rugby Union, formazione che storicamente, nella stagione 2003/2004 ha militato nella Serie A1 di rugby, classificandosi al penultimo posto (9º)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2014.. URL consultato il 25 marzo 2014.
  2. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 94.
  4. ^ È citato nel Placito imperiale del 1009.
  5. ^ L'affresco è stato strappato e collocato su tela, e ora si trova sulla parete nord.
  6. ^ Il viso della Madonna, colorito e reale, e la dinamicità della scena ci lasciano solo intuire come Paolo da Caylina, nei dipinti di Botticino, fosse riuscito a coniugare la pittura tonale di Giorgione, le colorazioni di Tiziano con la concretezza del linguaggio del Foppa. Inoltre, l'importanza dell'opera di Paolo da Caylina è riscontrabile grazie alle numerose analogie fra i Profeti Abramo, Geremia, Davide, Noè e Daniele, dipinti a Botticino, con le opere giovanili del Moretto, ritenuto da molti studiosi allievo di Paolo.
  7. ^ Museo del Marmo Botticino Classico Sito internet
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Alcune cantine producono anche il vino ad Indicazione Geografica Tipica (IGT) Ronchi di Brescia
  10. ^ La legislatura 1995-1999 durò solo quattro anni, secondo i termini fissati dalla Legge 25 marzo 1993, n. 81. Il mandato fu riportato a cinque anni in seguito alle modifiche introdotte dal Decreto Legislativo 167/2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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