Carpenedolo
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| Carpenedolo | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | |||||||||
| Altitudine: | 73 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 30,14 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 398 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Ravere, Lame, Tezze, Taglie, Livelli, S.Apollonia, Lametta, Uve Bianche, Cornali, Gerole. | ||||||||
| Comuni contigui: | Acquafredda, Calvisano, Castel Goffredo (MN), Castiglione delle Stiviere (MN), Montichiari | ||||||||
| CAP: | 25013 | ||||||||
| Pref. tel: | 030 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 017039 | ||||||||
| Codice catasto: | B817 | ||||||||
| Nome abitanti: | Carpenedolesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Bartolomeo | ||||||||
| Giorno festivo: | 24 agosto | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Carpenedolo (Carpenédol in bresciano) è un comune di 11.992[1] abitanti della provincia di Brescia, situato nella bassa bresciana orientale, sulla riva sinistra del fiume Chiese. La storia del paese risale, in base a documenti storici, al XI secolo d.C. e segue fino ai giorni nostri le sorti della città di Brescia, alla quale è da allora legato. Deve il suo nome alla pianta del carpino, (o carpino). L'economia del paese è fondata principalmente sull'artigianato e sulla piccola industria, tuttavia mantiene la percentuale più alta di giovani impiegati nel settore primario di tutta la provincia di brescia
Indice |
[modifica] Carpenedolo in breve
Carpenedolo è una cittadina bresciana di 11.859 abitanti, di medie dimensioni (30,15 kmq), punta estrema della pianura bresciana sud-orientale sul confine con la provincia di Mantova. Il suo territorio è distribuito su una superficie prevalentemente pianeggiante, frammentato dalle colline appartenenti all'anfiteatro morenico del Garda; gode quindi di una posizione privilegiata a metà fra Brescia e Mantova e a poco più di 15 km da Desenzano del Garda, il che gli consente di fruire di qualunque servizio, culturale, turistico, economico. La più bella descrizione della zona ci viene offerta dal sommo poeta latino Virgilio, che, cantando la dolce bellezza dei luoghi da lui frequentati perché qui possedeva poderi, dice nella IX Egloga:
| « ...là dove i colli cominciano ad abbassarsi - e a degradare con delicato pendio all'acqua, - e ai vecchi faggi, ora tronchi mozzati. » | |
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(Virgilio)
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A poca distanza dal paese scorre il fiume Chiese, tanto caro ai carpenedolesi, un'oasi verde che mantiene ancora pienamente intatte le sue caratteristiche naturali. Il paese è attraversato dalla Fossa Magna, un canale lungo 18 km costruito in età viscontea, che fino ad alcuni decenni fa azionava tre mulini ed alcune segherie. L'economia presenta un duplice aspetto: accanto all'antica vocazione agricola, che continua nelle frazioni circostanti, è in continua crescita la nuova realtà delle piccole e medie imprese artigianali ed industriali.
[modifica] Geografia
Il paese è situato nella regione sud-orientale della provincia di Brescia, presso l'estremo gruppo collinare dei depositi morenici del Garda e confinante con la provincia di Mantova. Entro una superficie di 30,14 Kmq, distante 25 Km da Brescia e 45 Km da Mantova vi si possono ritrovare infatti quattro collinette: la più alta è il monte Rocchetta a 132 m. s.l.m, poi le tre minori sono il colle Zecchi, il monte Paletta e il monte Fogliuto. Il paese è attraversato nella campagna occidentale dal fiume Chiese, mentre nel centro cittadino scorre la Fossa Magna.
[modifica] Clima
Il Clima di Carpenedolo è il tipico clima continentale diffuso in tutta la Lombardia.Inoltre essendo situato nella Pianura Bresciana, nel periodo invernale è facile imbattersi in giornate di forte nebbia.
Classificazione climatica: zona, E 239978
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temperatura massima media[2] (°C) | 4 | 8 | 13 | 17 | 22 | 26 | 29 | 28 | 24 | 18 | 10 | 5 | 17 |
| Temperatura minima media[3] (°C) | -3 | -1 | 3 | 7 | 11 | 15 | 18 | 17 | 14 | 9 | 3 | -2 | 7,5 |
| Piovosità media[4] (mm) | 60 | 54 | 64 | 69 | 92 | 75 | 73 | 85 | 62 | 84 | 79 | 54 | 71 |
| Umidità relativa[5] (%) | 86 | 81 | 75 | 76 | 73 | 71 | 72 | 72 | 75 | 79 | 85 | 86 | 77.6 |
| Venti (dir.-nodi) | WNW-5 | W-5 | W-5 | W-5 | W-5 | W-5 | W-5 | W-5 | W-5 | WNW-5 | WNW-5 | WNW-5 | -- |
[modifica] Idrografia
[modifica] Fiume Chiese
| Per approfondire, vedi la voce Chiese (fiume). |
Il fiume Chiese scorre a ovest, confine naturale con il territorio di Calvisano, facilmente raggiungibile dal centro abitato. I filari curvilinei di alberi, i lievi dislivelli di terreno, segnali dell'antico corso del fiume, preannunciano che si è in prossimità dell'argine. Proprio in quel tratto, uno dei più suggestivi del corso d'acqua, il fiume lascia alle spalle i monti e i dossi sinuosi delle ultime colline moreniche prima di incanalarsi nel tratto rettilineo verso sud, in aperta pianura. Tuttavia, prima di scorrere stretto tra gli argini al di là del ponte di Mezzane di Calvisano, l'acqua prende fiato nella larga Elscia di esondazione che si prolunga per alcuni chilometri formando un'ampia area golenale in cui si sono ricreate situazioni di grande pregio naturalistico. Il caratteristico ghiaieto dell'ampio alveo lascia spazio ad un bosco misto ripario dominato dal salice bianco e dal pioppo (populus nigra), accompagnati da solitari esemplari di platano e olmo. Le zone boschive si alternano ad ampi spazi di prateria, a tratti paludosi, a pozze alimentate dalle risorgive ricche di flora e di fauna. Sentieri e percorsi tra stagni e manto erboso si rinnovano ogni anno; percorrerli è vivere una rara immersione nel verde, con la fortuna di intravedere tra i rami dei salici gli uccelli che li nidificano: un pendolino o una garzetta che vola sull'acqua o il più raro martin pescatore o ancora la nitticora, il tarabusino, l'airone cinenno. È una zona unica nella pianura; in questo tratto, il fiume non è mai asciutto, nemmeno in estate, al contrario di quanto accade più a nord, nel territorio della brughiera di Montichiari. Proprio ai piedi dell'ultima collina morenica di San Giorgio, infatti, i terreni impermeabili intersecano la pianura, permettendo all'acqua di sgorgare spontaneamente. Queste sorgenti, dette fontanili, scaturiscono a partire dalla campagna carpenedolese fino nei dintorni di Acquafredda e Visano, formando la storica "linea dei fontanili", cosa preziosa per l'agricoltura dei luoghi. Dall'argine sono possibili due itinerari in bicicletta o a piedi; uno meno agevole, ma comunque praticabile anche dai meno allenati, verso nord fino a Montichiari, il secondo seguendo l'ampio argine verso sud fino al ponte di Mezzane, attraversata la provinciale, fino alla zona dei "tre salti", frequentata nel periodo estivo da numerosi bagnanti. In quest'ultimo tratto il fiume ha l'aspetto di un canale, nonostante la vegetazione abbia ormai invaso gli argini in cemento e sassi, per fortuna ormai invisibili. Due boschetti di modesta superficie a ridosso degli argini spezzano la monotonia del paesaggio agricolo. Rappresentano tuttavia un prezioso rifugio per numerose specie vegetali e animali contribuendo ad incrementare la biodiversità della zona. Per gli abitanti del luogo, il fiume costituisce uno dei pochi ambienti non ancora antropizzati dove cercare sollievo e frescura nei periodi più caldi o dove passeggiare lontano dalle code degli automobilisti della domenica in cerca di svago e relax.
[modifica] Fossa Magna
Risale a Bernabò Visconti[citazione necessaria] il corso d'acqua che, nascendo dal fontanone di Sant'Apollonia, attraversa il centro abitato e segue la strada asolana per immettersi nel Chiese. Anticamente l'acqua giungeva dal Chiese passando per Lonato[citazione necessaria]. Dal 1750, da quando Montichiari intercettò le acque provenienti da Lonato, la storica Fossa Magna si alimenta di sole risorgive e di due affluenti, la Seriola Lametta e il Fontanone della Scala. Entrambi raccolgono le acque delle sorgenti che a sud e a est del monte Rocchetta formavano nell'antichità lame e paludi, in seguito bonificate ed utilizzate per l'agricoltura. L'aumento del fabbisogno idrico e l'utilizzo di nuovi sistemi di irrigazione ha prosciugato le risorgive e capita che in estate la Fossa sia asciutta in alcuni tratti. Coperta in più parti nel XIX secolo per la realizzazione della piazza Ospedale, della piazza della Chiesa e di piazza Europa, scorre ancora in gran parte libera allo sguardo di chi attraversa il paese da nord a sud, lungo la provinciale ormai dismessa. Proprio a sud del centro abitato è ancora visibile la ruota di uno dei mulini che utilizzavano l'acqua della Fossa.
[modifica] Frazioni e località
Il territorio comunale, vasto circa 30 km², è composto dal capoluogo Carpenedolo, e da altre otto frazioni/località. Tuttavia in questo caso la parola frazione non è pienamente adeguata, non esistendo un vero centro abitato né una alta densità demografica in nessuna delle otto. Queste frazioni rappresentano per lo più la campagna e il territorio agricolo di Carpenedolo e assieme rappresentano quasi l'80 % del territorio per un totale di circa 800 abitanti (il 7% della popolazione comunale)
[modifica] Suddivisione del territorio
| Frazione | Estensione | Abitanti |
|---|---|---|
| Carpenedolo | 6,7 Kmq pari al 22% | 11.100 |
| Ravere | 6,0 Kmq pari al 20% | 150 |
| Lame | 5,1 Kmq pari al 17% | 180 |
| Tezze | 4,2 Kmq pari al 14% | 120 |
| Taglie | 3,6 Kmq pari al 12% | 160 |
| Sant'Apollonia | 2,4 Kmq pari all'8% | 50 |
| Livelli | 1,5 Kmq pari al 5% | 20 |
| Uve Bianche | 0,6 Kmq pari al 2% | 5 |
| Gerole | 1 Kmq pari al 4% | 45 |
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
L'aumento della popolazione è stato esiguo nei primi 100 anni di storia Italiana (1861-1961). Nel decennio 1960-1970 l'incremento è stato più intenso grazie al boom economico che ha interessato il paese in quel periodo. Andamento regolare fino a fine secolo. Dal 2000 a oggi l'incremento è stato molto più marcato, dovuto in maggior parte a popolazione extracomunitaria, la quale rappresenta infatti circa il 70% della crescita demografica. Nel comune di Carpenedolo, la popolazione straniera rappresenta oggi il 14% del totale (Istat 01/2007)[6].
[modifica] La Storia
Grazie ai numerosi ritrovamenti archeologici, molti dei quali di recente scoperta, e alle documentazioni scritte, è possibile affermare che la terra sulla quale oggi sorge la cittadina di Carpenedolo, fu abitata con continuità fino dai tempi più lontani.
[modifica] Preistoria
In base al ritrovamento di un’ascia bronzea con alette (paalstab), risalente all’età del bronzo si cominciò a pensare che il territorio fu stazione preistorica. L’ipotesi trovò presto appoggi grazie al ritrovamento nel 1975 di due spade bronzee (custodite oggi nel museo archeologico di Remedello) e poco dopo nei pressi del fiume Chiese si sono riportate alla luce ceramiche anch’esse attribuibili all’età del bronzo.
[modifica] IV- I secoli a.C.
Si sa grazie alla letteratura latina che durante il IV sec a.C popolazioni galliche occuparono territori dell’attuale nord-Italia e con esse anche il territorio bresciano. Uno di questi popoli, i Galli Cenomani, ebbero proprio a Brescia la capitale e nel territorio circostante il proprio regno. A Carpenedolo molto probabilmente vi fu un piccolo agglomerato di case di agricoltori e pastori poiché sul territorio sono stati rinvenuti suppellettili, oggetti ornamentali e corredi funebri riconducibili a quell’epoca. Altre scoperte archeologiche riguardano invece iscrizioni di epoca romana, rinvenute specialmente su pietre commemorative o votive. Esse sono state datate al II sec. a.C. e fanno credere che su questa terra potesse esistere un castrum romano, posto a difesa in questa zona di possibili scontri con popolazioni barbare.
[modifica] Alto Medioevo
Dopo le invasioni barbariche del IV-V sec., che devastarono l’impero romano, la popolazione fuggì dalle città divenute pericolose per rifugiarsi in luoghi più isolati e tranquilli. San Gaudenzio Vescovo di Brescia lasciò descrizione dell’invasione anche nella Città lombarda. Fu quello il periodo che diede vita alla ripopolazione delle campagne e alla nascita delle Pievi. A Carpenedolo fu proprio la dove ancora oggi sorge la Pieve, in frazione Taglie, a nascere il primo nucleo cristiano di carpenedolesi[citazione necessaria]. La costruzione originale viene datata V-VI secolo e venne dedicata all’Annunciazione. Attorno ad essa si generò un piccolo borgo che nei secoli successivi si spostò più a ovest dove si trova attualmente il centro del paese.
[modifica] Dopo l’anno Mille
Si è sicuri della presenza di un castello nella terra di Carpenedolo, situato sul monte Rocchetta, non solo grazie a ritrovamenti ma poiché scritto su carta. Risale infatti al 1043 il primo documento scritto in cui Olderico Vescovo di Brescia e Paterico abate di Serle trattano lo scambio di beni, fra cui terre e castello "in loci Carpinedulli". Tuttavia non vi è certezza se nei secoli a venire il castello fu solamente fortezza difensiva in terra di confine con il territorio mantovano oppure fu anche la residenza di qualche modesto Signore. La vita di questo castello è nonostante tutto abbastanza documentata da alcuni storici locali. Nel 1237 venne dato alle fiamme e distrutto per la prima volta ad opera del podestà di Parma e Reggio Emilia, su ordine dell’Imperatore Federico I di Svevia; assieme ad esso vennero presi anche i castelli delle terre circostanti. E’ risalente a questo periodo un certo Ardizzon Losco Poncarale, l’unico possibile Signore del castello di Carpenedolo. Tuttavia le fonti attuali sono limitate e non pienamente indicative, poiché questo individuo è citato solamente come "protettore e capitano di Carpenedolo".
Dopo la formazione nel XIII secolo delle Signorie in Italia, Carpenedolo fu assieme alle altre terre bresciane (dato che Brescia non ebbe una sua signoria) conteso un po’ per volta da Scaligeri di Verona e Visconti di Milano. A partire dal 1324 Cangrande della Scala fu signore di Carpenedolo, oltre che di Montichiari, Canneto, Chiari e Palazzolo e Lonato. Nel 1437 i bresciani si offrirono appoggio all'Azione Visconti e così il governo del territorio passò ai milanesi. Importante signore fu Bernabò Visconti il quale fu protagonista delle battaglie di Castiglione e Montichiari presso il fiume Chiese contro i nemici veneziani. Fu importante per Carpenedolesi in quanto fu l’autore della Fossa Magna e diede ordine di ricostruire la Torre Civica del paese[citazione necessaria].
[modifica] XV secolo
Nel XV secolo Pandolfo Malatesta di Rimini prese in usufrutto da Gian Galeazzo Sforza, divenuto signore di Milano, la signoria di Brescia. Tuttavia morto lo Sforza egli trasformò l’usufrutto in una proprietà assoluta usurpando il territorio bresciano. Partito nel 1413 per il veneto, il Malatesta fece promettere a tutti i comuni brescani di essergli fedele. Appena uscito dal territorio bresciano, la maggior parte dei suoi "sudditi", favorevoli a Filippo Sforza si ribellarono al Malatesta. Finita la guerra in Veneto, egli risalì dal Mantovano e arrivato a Carpenedolo non perdonò i cittadini e entrato con l’esercito rase al suolo il paese uccidendo la maggior parte delle persone. Questa è nota coma la 2^ Distruzione di Carpenedolo, raccontata più o meno fedelmente nell'opera letteraria De Bello Ferrariensi di Evangelista Lancellotti. Nel 1420 il Carmagnola, al servizio di Venezia decise di dichiarare guerra al Malatesta e proprio a Carpenedolo il 20 ottobre ebbe luogo la battaglia della Fossa Magna nella quale il Carmagnola ebbe la meglio e con essa il dominio del Malatesta cessò e il paese si ritrovò così sotto la dominazione veneta e nel 1428 Carpenedolo fu annesso ufficialmente alla Repubblica di Venezia.
[modifica] Dal XVI al XX secolo
Dopo una breve parentesi di dominio francese nel secondo decennio del ‘500, le sorti di Carpenedolo seguirono quelle di gran parte del nord Italia; le battaglie durante la guerra di successione Spagnola nel ‘700, il dominio Napoleonico a cavallo fra XVIII e XIX secolo, il dominio austriaco, il risorgimento italiano a proposito del quale è importante ricordare il passaggio delle truppe imperiali e del generale Radetzky nel ’48 il quale volle radere al suola la cittadina per essersi opposta al passaggio, ma per motivi ignoti alla fine fu graziata. Durante le battaglie di Solferino e San Martino Carpenedolo si distinse per i soccorsi e l’assistenza medica dei soldati. Dopo l’unificazione e la nascita del Regno d'Italia, la storia di Carpendolo si conforma a quella italiana. Con la creazione delle province il paese viene inglobato nella Provincia di Brescia, alla quale ancora oggi appartiene.
[modifica] Toponimo
La chiesa più antica del comune è la Pieve di Santa Maria in Carpino, primo luogo d'insediamento degli antenati di questa terra. Il nome del paese deriva infatti da carpinus, ovvero la pianta del carpine o carpino: il paese venne così chiamato per l'abbondante presenza di questa pianta sul territorio.
Oggi la presenza dei carpini si è notevolmente ridotta. Tuttavia il paese è ancora conosciuto come la cittadina dei carpini e il suo simbolo è appunto il carpino, il quale permane a perenne memoria nella piazza principale.
[modifica] Gonfalone comunale
Il primo stemma di cui si ha notizia, che recava un carpino a doppia chioma accompagnato dall'iscrizione «COMMUNITATIS CARPINETULI 1554», fu un altorilievo marmoreo posto sulla porta del teatro sociale (demolito nel 1932), che era stato precedentemente la sede del Palazzo Comunale. Nel XVIII secolo sugli atti del comune veniva apposto un sigillo con al centro un carpino a una sola chioma e intorno la scritta «Comunità di Carpenedolo». L'attuale stemma è stato confermato dalla Direzione Araldica di Firenze e approvato dalla Presidenza del consiglio dei Ministri il 16 aprile 1962. Sul vessillo ufficiale lo stemma appare su un fondo bicolore Bianco-Verde.
[modifica] Monumenti
[modifica] Campanile
Il Campanile ebbe al momento della sua costruzione il nome di Torre Nuova, sostituiva infatti il vecchio campanile demolito nel 1720 perché minacciava rovin, e che sorgeva a nord della chiesa parrochiale, vicino alla Cappella dell'Immacolata.
Fu eretto su un'area di proprietà privata a partire dal 1726, per iniziativa della Comunità, che aveva nominato un'apposita commissione per la scelta del luogo, e per merito delle generose offerte dei carpenedolesi, come risulta da manoscritti conservati nella Fabbriceria Parrocchiale.
L'opera, in stile barocco, venne costruita su progetto dell'architetto lonatese Paolo Soratini, proprio di fronte alla Chiesa Parrocchiale, da cui è separato da una piazzetta lastricata. Fu terminato nel 1736. Ancor oggi il campanile si erge maestoso, ben quadrato, proporzionato alla chiesa e raggiunge l'altezza di metri 66 (fra i più alti della provincia di Brescia).
L'iniziale cupola in bronzo, opera di un certo Piamarta di Brescia, bruciata nel 1975 perché colpita da una fulmine, venne sostituita l'anno successivo. Alle varie riparazioni ha provveduto fin dall'inizio la Comunità. Le quattro campane di cui era dotato inizialmente, furono sostituite nel 1843 dalle nove attuali, fuse da Innocenzo Maggi di Brescia. Esse riportano sulla loro superficie esterna, oltre al nome del fonditore, motti latini, santi in gloria e scene del Nuovo Testamento.
[modifica] La Torre Vecchia
Sul monte Rocchetta si erge la bruna e quadrata torre merlata che, insieme a resti di possenti mura, testimonia la presenza nel paese di un castello in epoca medioevale. Il Castello fu edificato intorno all'anno Mille, come documenta una pergamena del 1043 conservata nell' Archivio Vaticano, che attesta che a Carpenedolo sorgeva un castello con torrione e un fossato all'intorn.
La tradizione locale riferisce che il castello fu eretto dalla famiglia Poncarale, una delle più potenti casate bresciane di parte guelfa, e ciò è confermato anche da indicazioni trovate in pergamene vaticane e ambrosiane; inoltre l' Odorici nelle sue Storie Bresciane, definisce Ardizzon Losco Poncarale Capitano di Carpenedol e lo storico Rossi nel 1600 lo chiama difensore del castell.
Il maniero dominava l'estesa pianura a sud e ad ovest; lo fronteggiavano altri luoghi ben muniti: Montichiari, Lonato, Castiglione. Ai piedi del colle sorgevano case modeste, situate a semicerchio, dei servi della gleba e degli arimanni. Fino ad alcuni decenni fa un ampio vallo, denominato redefoss, distanziava la torre dalla parte più bassa del colle. Nel 1237, anno della discesa in Italia di Federico II, il castello fu assalito e distrutto da truppe reggiane ghibelline. La torre fu ricostruita nel XIV secolo sui resti della precedente ai tempi di Bernabò Visconti, contemporanea perciò alla Fossa Magna. L'attuale torre risale al 1650 e conserva tracce significative della torre medioevale nel muro interno orientale e nei due angoli ad esso adiacenti: tre corsi di sassi e due di mattoni. Nel 1917 la torre, con i ruderi del castello, è stata dichiarata monumento nazionale. Recentemente, verso fine 2006, un restauro ne ha rimesso in luce l'antico e possente splendore.
[modifica] Santuario della Madonna del Castello
L'opera, per concorde attribuzione, viene riferita al maestro architetto G.B. Marchetti, operante a Brescia e dintorni verso la metà del XVII secolo. Si accede alla chiesa per mezzo di un'ampia scalinata che sbocca su un sagrato pensile, circondato da un'elegante balconata, dalla quale lo sguardo si estende all'infinito sulla pianura circostante. La pianta del Santuario è di forma di due croci allineate; nel centro un gruppo di quattro semicolonne regge gli archi, sui quali poggia il tiburio poligonale con le finestre munite di timpano che proiettano luce all'interno, in ogni direzione per tutte le posizioni del sole. L'interno è definito dagli esperti un gioello unico nel bresciano per la sintesi armonica di architettura, scultura e pittura. La disposizione a forma circolare della navata fa sentire il fedele accolto e partecipe. L'altare maggiore a ciborio è un tempietto, attribuito al comasco Solari, sorretto da quattro colonne cui si appoggiano altrettante statue rappresentanti le quattro virtù teologali. La chiesa magnificamente affrescata contiene due notevoli tele del Maffei: La natività di Gesù e La Visitazione di Maria Elisabetta alla Vergine.
[modifica] Pieve Romanica di S.Maria in Carpino
La vecchia basilica dalle linee semplici e severe, di stile romanico assai primitivo e modesto, centro religioso e civile della rustica plebs che abitava nel circostante territorio, risale al secolo V o VI, quando al culto pagano subentrava lentamente il culto cristiano. All'esterno è ben visibile la composizione del muro semicircolare in pietra di Botticino, con massi di maggiori dimensioni alla base, lavorata e tagliata nelle forme dello stile romanico primitivo. Sul fondo sono tre sottili finestre a strombatura e centinate, framezzate all'esterno da lesene leggermente sporgenti dal confine semicircolare. Interessante è quel che resta dell'affresco in facciata: si notano tracce della sinopia e delle incisioni eseguite sulla calce fresca per facilitare e sveltire l'opera del pittore. Nel 1966 fu demolita una piccola casa rustica, già sacrestia e abitazione del romito, che appoggiava al muro meridionale della chiesa; sono ancora visibili i segni della posi tura del tetto. Le pareti laterali recano sotto l'intonaco affreschi parziali; essi indicherebbero che, prima dell' erezione degli attuali pilastri, il tetto fosse sostenuto da capriate. All'interno due quadri rappresentanti San Luigi e l'Annunciazione, restaurati nel 1993 da Raffaella e G. Paolo Zuliani, bresciani di scuola fiorentina.
[modifica] Chiesa Parrocchiale
La chiesa parrocchiale intitolata a San Giovanni Battista fu costruita nei secoli XVII e XVIII. L'edificio è ad una sola navata, di vaste proporzioni ed altezza, a croce latina. Al suo interno è presente una pala raffigurante la natività di San Giovanni Battista di ben 80 metri quadrati: opera di pregevole fattura del XVIII secolo, è di autore ancora oggi ignoto. Sugli altari laterali si possono ammirare tele recentemente restaurate: Il martirio di San Bartolomeo, patrono della città, del Maffei; L'ultima cena e San Francesco che riceve le stimmate di F. Zugno; Il Martirio di San Lorenzo di Gandin il Vecchio. Oltre a queste opere bisogna ricordare come le pareti, le volte e la cupola siano tutte interamente affrescate.
[modifica] La Chiesetta di S.Pietro
L'antichissima chiesetta di S. Pietro è situata nella zona campestre della periferia del paese, a poca distanza dalla strada per Calvisano. Si può presumere che la sua costruzione risalga all'anno 974, come risultava da una piccola lapide, ora scomparsa, ritrovata durante lavori di sistemazione della piazzetta antistante. Il titolo di S. Pietro rimanda ad altre chiese bresciane ugualmente denominate, sorte sui possedimenti del monastero di S. Pietro in Monte di Serle, esistenti anche a Carpenedolo in epoca medioevale, passati poi al vescovo di Brescia. In più di mille anni di storia, la chiesetta ha subito parecchie ristrutturazioni e oggi porta il segno della sovrapposizione di vati stili. Gli affreschi. Sulle pareti laterali interne spiccano pregevoli affreschi quattrocenteschi, il cui restauro è stato completato nel 200l. Sebbene tale chiesetta sia intitolata a San Pietro, è conosciuta anche con il nome di chiesetta di San Gottardo, poiché situata in una località avente il medesimo nome.
[modifica] Palazzo Deodato Laffranchi
In facciata porta ancora la scritta "OSPEDALE" il bel palazzo ora sede di alcuni uffici comunali e spazio privilegiato per attività culturali, mostre, concerti e rassegne teatrali, nonché del museo permanente di Ugo Adriano Graziotti. La sua storia pubblica ha inizio il 14 aprile 1635, quando muore Deodato Laffranchi e nel suo testamento lascia scritto:«Voglio, lascio, ordino e comando sia eretto un ospitale nella terra di Carpenedolo, quale abbia a durare perpetuamente a beneficio e comodo dei poveri infermi, nel quale siano alloggiati, alimentati, medicati e serviti, con le entrate che ci caveranno de' i miei beni; e in caso non vi siano infermi che spendessero tali entrate siano in detto ospitale allevati e nutriti orfanelli». L'ospedale ebbe così la sua sede nella casa del Laffranchi situata in via Tre Ponti (il tratto della Fossa Magna che scorre da via Zanardelli a via Baronchelli era a cielo aperto e attraversato da tre ponti) nello stesso luogo ove ora sorge l'edificio che ha ottenuto l'attuale immagine architettonica dopo i vari interventi di ristrutturazione tra il 1858 e il 1900. Con il passare degli anni vi è un crescente aumento dell'attività ospedaliera specialmente rivolta alle donne e con l'offerta alla popolazione di molti servizi medici e paramedici. Nel 1970 cessa di esistere l'Ospedale di Carpenedolo "Infermeria Acuti" e prende il nome di "Casa di riposo di Carpenedolo". Negli anni successivi nasce l'Ente Casa di Riposo "Santa Maria del Castello" che, grazie ad un lascito, progetta e realizza la nuova sede della casa di riposo sul monte Paletta. Nel 1995 iniziano una serie di radicali lavori di ristrutturazione del palazzo che porteranno nel 1999 alla riconsegna alla cittadinanza con una solenne cerimonia; il palazzo, (ora doverosamente intitolato a Deodato Laffranchi), ospita attualmente, una serie di alloggi per anziani, il centro anziani "I Nonni di Carpenedolo", Biblioteca Comunale, ufficio Cultura e Pubblica Istruzione, un piccolo teatro e il consultorio A.S.L di Carpenedolo.
[modifica] Palazzo Tommaso Caprioli
Antico palazzo risalente al 1500, e abitato per lungo tempo dalla famiglia Caprioli, diviene nel '900 palazzo pubblico. È prima sede del Municipio Comunale per poi passare a scuola media e elementare. Verso gli anni '80, con la costruzione di una nuova scuola elementare, viene adibito ad utilizzo culturale ospitando l'Accademia Musicale Vivaldi, la Corale Polifonica Ars Nova, la scuola di disegno GRA.RO e il gruppo ANFFAS. È inoltre sede dell'Ufficio Postale di Carpenedolo. Nel 2005 viene intrapresa una radicale opera di ristrutturazione durata due anni, la quale ha portato alla luce affreschi risalenti a secoli scorsi. Ad oggi è stato rinominato il Palazzo della Cultura e ospita, oltre all'Accademia Musicale Vivaldi e alla Corale Ars Nova, anche il Corpo Musicale Carpenedolese, la Commissione Giovani e la sede della Pro Loco Carpenedolo.
[modifica] Economia
I dati del 14° Censimento, svoltosi nel 2001, hanno evidenziato che la popolazione attiva è pari al 45,2% del totale ovvero 4629 abitanti su un totale di 10386. (2001) La popolazione attiva è suddivisa in:
- Agricoltura: 298 abitanti, pari al 6,7%
- Industria: 2438 abitanti, pari al 52,3%
- Servizi: 1893 abitanti, pari al 41,0%
[modifica] Agricoltura
Dopo essere stati la maggiore attività d'impiego fino alla metà del XX secolo, l'agricoltura e l'allevamento si sono pian piano ridotti con l'insediamento delle industrie e l'incremento degli scambi commerciali. La percentuale di impiegati nel settore si è ridotta notevolmente, passando infatti al 14,8% del 1971 al 6,7% del 2001[7]. Tuttavia, lo sviluppo tecnologico dei mezzi agricoli ha consentito di rafforzare la produzione che agisce tutt'oggi su circa il 75% del territorio comunale. Inoltre, il comune di Carpenedolo è quello con il tasso più alto di giovani impiegati nel settore di tutta la provincia di Brescia [8]. Attualmente le coltivazioni sono costituite principalmente da granturco, utilizzato in maggior misura come nutrimento per il bestiame delle aziende agricole. Sono infatti presenti sul territorio diverse aziende con centinai di bovini; sia da macello che da latte.
[modifica] Industria
A partire dagli inizi degli anni sessanta, avvenne il boom economico di questo paese. In pochissimi anni crebbero sul territorio aziende di grandi dimensioni, le quali davano lavoro a più 2500 persone. I cancelli della Bober, della SuperCarpen e della Pirca venivano varcati ogni giorno da gente proveniente dal bresciano, dal mantovano e dal cremonese. L'industria tessile di quegli anni aveva a Carpenedolo un polo importante di produzione. Fu per quel motivo che fu l'unico comune della zona a non essere dichiarato "zona depressa" nei primi anni settanta. Di lì a pochi anni, tuttavia, una crisi del settore calzaturiero e tessile si fece sentire anche nel bresciano e queste aziende furono costrette a chiudere. Nel decennio 1960-1970 avevano preso avvio anche attività nel settore alimentare, metalmeccanico e nell'edilizia, le quali continuarono a progredire e ad assumere manodopera non solo locale, aiutando così famiglie in crisi occupazionale. Anche il settore calzaturiero non scomparve, sostituendo alle grandi fabbriche piccoli laboratori artigianali. A partire dal 1978 con l'approvazione della Regione Lombardia del primo piano urbanistico, sono state messe a disposizione nuove aree per l'insediamento di nuovi impianti produttivi. Oggi le aree industriali e artigianali sono decentrate a nord e a sud del paese. Sono presenti nel territorio alcune grandi aziende del settore metalmeccanico, leader nel loro settore e fornitrici in gran parte del mondo.
[modifica] Servizi
Per quanto riguarda il settore terziario, circa il 30% degli impiegati sono inseriti negli organi pubblici (locali e nazionali). Un tempo si svolgeva il mercato del bestiame ma come è successo per altri comuni della zona, il mercato è stato concentrato al Centro Fiera di Montichiari. Molto presente sul territorio è la figura del piccolo artigiano, quali elettricisti, idraulici piastrellisti, muratori e in particolar modo imbianchini (risultano infatti presenti 27 imprese di Tinteggiatura)[9].
[modifica] Cittadini illustri
- Ugo Adriano Graziotti (1912-1994)
- Lorenzo Ercoliani (1806-1866)
- Roberto Visani (1974)
- Tommaso Ghirardi (1976)
- Padre Marcantonio Galizzi (1599-1665)
- Diodato Laffranchi (1595-1665)
- Giovanni Evangelista Lancellotti (1470 circa-1538)
- Angiolino Frigoni (1954)
[modifica] Cultura
[modifica] Eventi
[modifica] Carnevale carpenedolese
Dopo la seconda guerra mondiale ha ripreso vita la tradizione di festeggiare l'ultimo giorno di Carnevale in piazza con la sfilata di carri allegorici. Negli anni cinquanta i carri dei Goghi (antica fazione filoveneziana del paese) furono noti nella zona fino al lago di Garda. La tradizione continua tutt'ora assieme al Comitato Carnevale. Il sabato prima del martedì grasso, nella piazza principale del paese sfilano i carri e i gruppi mascherati, mentre a metà giornata le squadre di arrampicatori si preparano alla Scalata dell'albero della Cuccagna, una gara nella quale quattro uomini devono arrampicarsi su di un palo alto otto metri e ricoperto di grasso. Durante l'intera giornata vengono inoltre distribuiti gratuitamente gnocchi caldi. Quella del 2008 è stata la 50a edizione del Carnevale Carpenedolese
[modifica] Stagione concertistica
Ogni anno l'Associazione e Accademia Musicale A.Vivaldi propone alla cittadinanza, nel periodo da gennaio a marzo, un ciclo di concerti di musica classica nel Piccolo Teatro di Palazzo Laffranchi. L'Accademia, diretta dal Maestro Giacomo Bellini, è una scuola di musica rinomata anche nei paesi limitrofi e che da venticinque anni offre corsi annuali ad allievi di ogni età, dalla propedeutica all'uso di vari strumenti musicali.
[modifica] Carpenedolo in vetrina
Alla sua prima edizione nel maggio 2006 ha riscontrato un successo inaspettato, seguito dall'edizione 2007. Permette a tutti di conoscere la produzione artigianale commerciale ed industriale del paese, mobilitando circa un centinaio di aziende della cittadina. Una manifestazione che ha permesso di cogliere la dinamicità della comunità carpenedolese nel passare da un'economia agricola ad uno sviluppo industriale segnato dal sacrificio e dagli sforzi dei cittadini.
[modifica] Fiera di San Bartolomeo
Attestazioni specifiche[10] in riguardo alla fiera di san Bartolomeo (patrono del paese) risalgono alla fine del XV secolo. La fiera dei tempi passati durava più giorni. Alla vigilia e nella notte antecedente si tenevano aperti i potoni delle case per accogliere i forestieri che convenivano in paesi de varie parti dell'Italia settentrionale. I carpenedolesi festeggiano ancora oggi con entusiasmo questa festività; per tutta la settimana del 24 agosto (giorno esatto del patrono), la cittadina offre momenti di svago, cultura e divertimento con mercatini, luna-park e spettacoli di vario genere.
[modifica] Sport e Solidarietà
Si tratta di una manifestazione che si svolge dal 1996. Nei primi giorni di settembre, le associazioni sportive locali gareggiano in gare atletiche, cacce al tesoro e spettacoli musicali al fine di raccogliere fondi per le opere missionarie del "Gruppo Madre Teresa di Calcutta". L'ultima edizione di questa manifestazione organizzata dall'associazione "Il Megafono" ha raccolto oltre 20.000 €.
[modifica] Novello e non solo
Manifestazione autunnale in cui le prestigiose aziende vitivinicole bresciane presentano i loro prodotti in una cornice che evoca festosi aspetti della vita campestre tra degustazioni ed assaggi di vino, castagne e salumi.
[modifica] La fiera del torrone
Legata a tradizioni millenarie, questa festa ha conosciuto un rilancio dal 2005. In concomitanza con la Festa della Madonna del Castello, celebrata l'8 dicembre, le vie principali del paese si animano di bianchi gazebo e fiumi di persone provenienti dai comuni limitrofi vengono a degustare e ad acquistare le specialità, fra cui il torrone presentato da ditte cremonesi e di altre regioni italiane.
[modifica] Concerto di Natale
Da alcuni anni, la domenica precedente il Natale, la corale polifonica Ars Nova di Carpenedolo tiene un atteso concerto nella Chiesa Parrocchiale. L'Ars Nova, che si è costituita nel 1981 sotto la guida del M°Mario Tononi, diplomato in musica e direzione corale presso il conservatorio di Brescia, ha tenuto numerosi concerti in varie città italiane ed ha partecipato a importanti rassegne e concorsi internazionali. Nel dicembre 1992 la corale è stata invitata a solennizzare la Santa Messa celebrata da Papa Giovanni Paolo II nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.
[modifica] Istituzioni Scolastiche
[modifica] Istituto Comprensivo di Carpenedolo
- Scuola Materna "Cesare Corradini"
- Scuola Elementare "Edmondo De Amicis"
- Scuola Media "Angelo Bertazzoli"
[modifica] Scuole dell'Infanzia
- Asilo Nido "Primo Tuffo"
- Scuola Materna "La Magica Scatola"
- Scuola Materna "Maria Immacolata"
[modifica] Stampa Locale
Sono presenti sul territorio editoriali d'informazione:
- Il Megafono, primo periodico gratuito carpenedolese d'Informazione, cultura e sport. Edito dall'Associazione culturale "IL MEGAFONO". Dal 1997.
- Piazza Europa, periodico gratuito carpenedolese d'Informazione, culturale, sportiva. Edito dall'Associazione Culturale "Sotto il cielo dei Carpini". Dal 2004.
- Vita di Carpenedolo, periodico gratuito, edito dall'Amministrazione comunale, d'Informazione, opere sul territorio, politica amministrativa ec... Dal 2004.
C'è inoltre una pagina riguardante Carpenedolo su:
- Il Gazzettino, quindicinale di Castiglione delle Stiviere.
- NEW ENTRY, il giornale della Bassa Bresciana, bimestrale di Brembate D'Adda.
[modifica] Sport
- La A.C.Carpenedolo, società calcistica fondata nel 1957, partecipa al campionato 2007/2008 in serie C2.
- La AmicoBasketCarpenedolo, squadra maschile di pallacanestro partecipa al campionato 2007/2008 in 1^Divisione.
- Vi sono inoltre molte realtà a livello individuale, che riscuotono spesso molto successo anche in gare nazionali e internazionali. Fra queste L'Atletica Carpenedolo, Tennis Carpenedolo, Bocciofila Carpenedolo, e le varie scuole di Karate presenti nel paese.
[modifica] Strutture Sportive
- Stadio di Calcio "Mundial 82", via Verga
- Palestra "Atene 94", via Laffranchi
- Palestra "Dante Alighieri", Piazzale Scuole
- Piscina Comunale, via Piemonte
- Bocciodromo, via Verga
- Campi da Tennis, via Verga
[modifica] Trasporti
[modifica] Strade
Il comune di Carpenedolo è attraversato da nord a sud dalla SS 343 Asolana che collega Montichiari alla città di Parma. Nel 1995 la stessa è stata inoltre deviata fuori dal centro abitato prendendo in quel tratto il nome di SP BS 343. Vi è poi la SP 69 che attraversando da ovest a est il paese, collega Carpenedolo al comune di Calvisano all'altezza del ponte di Mezzane e al comune di Castiglione delle Stiviere. Vi sono poi la SP 104 e la SP 105 che portano verso in Provincia di Mantova, rispettivamente verso Gozzolina di Castiglione e Castel Goffredo. All'interno del comune sono attualmente presenti 185 vie e 4 piazze.
[modifica] Autobus
Per quanto riguarda il servizio pubblico, il comune di Carpenedolo è servito dall'azienda bresciana Brescia Trasporti e dall'APAM di Mantova, le quali garantiscono quattro linee di trasporto collegando la cittadina al lago di Garda e alle città di Brescia e Mantova.
[modifica] Autostrade
I caselli autostradali più vicini a Carpenedolo sono:
- Autostrada A4, Casello di Desenzano. Km 15
- Autostrada A4, Casello di Brescia est. Km 16
- Autostrada A21, Casello di Brescia Centro. km 25
[modifica] Aeroporto
| Per approfondire, vedi la voce Aeroporto di Brescia-Montichiari. |
L'aeroporto Gabriele D'Annunzio di Brescia-Montichiari dista solo 16 Km da Carpenedolo. Tuttavia a causa delle scarse rotte presenti attualmente risulta essere di poca utilità per la popolazione. Per quanto riguarda l'industria e più in generale il trasporto delle merci, l'aeroporto di Montichiari risulta essere molto importante, visti i numerosi voli cargo che partono e arrivano quotidianamente.
Nelle vicinanze di Carpenedolo sorge anche l'Aeroporto di Ghedi-Castenedolo dove ha sede il 6º Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana.
In breve tempo possono anche essere raggiunti i trafficatissimi aeroporti di Milano (Bergamo) Orio Al Serio e quello di Verona Villafranca; che negli ultimi anni hanno subito una crescita esponenziale grazie ai voli low-cost.
[modifica] Ferrovie
Le stazioni ferroviarie più vicine a Carpenedolo sono quelle di:
- Desenzano del Garda per la linea Milano - Brescia - Verona - Venezia, 17 km
- Calvisano per la linea Brescia - Parma, 8 km
[modifica] Galleria immagini
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Gianni Desenzani (Progetto Democratico) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 030 9697961
Email del comune: info@comune.carpenedolo.bs.it
- Assessori: Lino Gentili (Vicesindaco), Alberto Assolini, Nerina Fontanini, Antonio Tafelli
[modifica] Elenco Sindaci di Carpenedolo dal 1945 ad oggi
| Sindaco | Inizio Mandato | Fine Mandato |
|---|---|---|
| Paolo Bonisoli | 1945 | 1946 |
| Prof.Girolamo Ravera | 1946 | 1951 |
| Prof.Angelo Bertazzoli | 1951 | 1956 |
| Cav.Giuseppe Vescovi | 1956 | 1960 |
| Cav.Gottardo Zonta | 1960 | 1970 |
| Pierluigi Zaniboni | 1970 | 1980 |
| Prof.Stefano Boselli | 1980 | 1989 |
| Mario Ferrari | 1989 | 1994 |
| Pierluigi Zaniboni | 1994 | 1999 |
| Valentino Treccani | 1999 | 2004 |
| Gianni Desenzani | 2004 | In carica |
[modifica] Note
- ^ Dati Demo istat 31/08/2007
- ^ Eurometeo medie climatiche
- ^ Eurometeo medie climatiche
- ^ Eurometeo piovosità media
- ^ eurometeo Umidità relativa
- ^ demo istat
- ^ Carpenedolo, Nuova Storia (vd Bibliografia)
- ^ Documento FAI del 05/2006
- ^ Dati http://www.paginegialle.it
- ^ Archivio comunale di Carpenedolo
[modifica] Bibliografia
- Don Emilio Spada, Eugenio Zilioli - Carpenedolo Nuova Storia - Carpenedolo, Comune di Carpenedolo, 1996
- Paolo Corsini - Carpenedolo '900,economia società e politica di metà secolo - Brescia, Grafo, 1990
- Pancrazio Pasotti - I Carpini Fiorenti - Brescia, 1886
- Umberto Treccani - Storia di Carpenedolo dal principio dell'era volgare ai giorni nostri - Brescia, 1924
