Carpenedolo

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Carpenedolo
Panorama di Carpenedolo
Carpenedolo - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Brescia
Coordinate: 45°22′0″N 10°26′0″E / 45.36667, 10.43333
Altitudine: 73 m s.l.m.
Superficie: 30,14 km²
Abitanti:
11.992 30-08-07
Densità: 398 ab./km²
Frazioni: Ravere, Lame, Tezze, Taglie, Livelli, S.Apollonia, Lametta, Uve Bianche, Cornali, Gerole. 
Comuni contigui: Acquafredda, Calvisano, Castel Goffredo (MN), Castiglione delle Stiviere (MN), Montichiari
CAP: 25013
Pref. tel: 030
Codice ISTAT: 017039
Codice catasto: B817 
Nome abitanti: Carpenedolesi 
Santo patrono: San Bartolomeo 
Giorno festivo: 24 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Carpenedolo (Carpenédol in bresciano) è un comune di 11.992[1] abitanti della provincia di Brescia, situato nella bassa bresciana orientale, sulla riva sinistra del fiume Chiese. La storia del paese risale, in base a documenti storici, al XI secolo d.C. e segue fino ai giorni nostri le sorti della città di Brescia, alla quale è da allora legato. Deve il suo nome alla pianta del carpino, (o carpino). L'economia del paese è fondata principalmente sull'artigianato e sulla piccola industria, tuttavia mantiene la percentuale più alta di giovani impiegati nel settore primario di tutta la provincia di brescia

Indice

[modifica] Carpenedolo in breve

Centro di Carpenedolo
Centro di Carpenedolo

Carpenedolo è una cittadina bresciana di 11.859 abitanti, di medie dimensioni (30,15 kmq), punta estrema della pianura bresciana sud-orientale sul confine con la provincia di Mantova. Il suo territorio è distribuito su una superficie prevalentemente pianeggiante, frammentato dalle colline appartenenti all'anfiteatro morenico del Garda; gode quindi di una posizione privilegiata a metà fra Brescia e Mantova e a poco più di 15 km da Desenzano del Garda, il che gli consente di fruire di qualunque servizio, culturale, turistico, economico. La più bella descrizione della zona ci viene offerta dal sommo poeta latino Virgilio, che, cantando la dolce bellezza dei luoghi da lui frequentati perché qui possedeva poderi, dice nella IX Egloga:

« ...là dove i colli cominciano ad abbassarsi - e a degradare con delicato pendio all'acqua, - e ai vecchi faggi, ora tronchi mozzati. »

A poca distanza dal paese scorre il fiume Chiese, tanto caro ai carpenedolesi, un'oasi verde che mantiene ancora pienamente intatte le sue caratteristiche naturali. Il paese è attraversato dalla Fossa Magna, un canale lungo 18 km costruito in età viscontea, che fino ad alcuni decenni fa azionava tre mulini ed alcune segherie. L'economia presenta un duplice aspetto: accanto all'antica vocazione agricola, che continua nelle frazioni circostanti, è in continua crescita la nuova realtà delle piccole e medie imprese artigianali ed industriali.

[modifica] Geografia

Il paese è situato nella regione sud-orientale della provincia di Brescia, presso l'estremo gruppo collinare dei depositi morenici del Garda e confinante con la provincia di Mantova. Entro una superficie di 30,14 Kmq, distante 25 Km da Brescia e 45 Km da Mantova vi si possono ritrovare infatti quattro collinette: la più alta è il monte Rocchetta a 132 m. s.l.m, poi le tre minori sono il colle Zecchi, il monte Paletta e il monte Fogliuto. Il paese è attraversato nella campagna occidentale dal fiume Chiese, mentre nel centro cittadino scorre la Fossa Magna.


[modifica] Clima

Il Clima di Carpenedolo è il tipico clima continentale diffuso in tutta la Lombardia.Inoltre essendo situato nella Pianura Bresciana, nel periodo invernale è facile imbattersi in giornate di forte nebbia.

Classificazione climatica: zona, E 239978

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media[2] (°C) 4 8 13 17 22 26 29 28 24 18 10 5 17
Temperatura minima media[3] (°C) -3 -1 3 7 11 15 18 17 14 9 3 -2 7,5
Piovosità media[4] (mm) 60 54 64 69 92 75 73 85 62 84 79 54 71
Umidità relativa[5] (%) 86 81 75 76 73 71 72 72 75 79 85 86 77.6
Venti (dir.-nodi) WNW-5 W-5 W-5 W-5 W-5 W-5 W-5 W-5 W-5 WNW-5 WNW-5 WNW-5 --

[modifica] Idrografia

[modifica] Fiume Chiese

Per approfondire, vedi la voce Chiese (fiume).
Carpenedolo
Carpenedolo

Il fiume Chiese scorre a ovest, confine naturale con il territorio di Calvisano, facilmente raggiungibile dal centro abitato. I filari curvilinei di alberi, i lievi dislivelli di terreno, segnali dell'antico corso del fiume, preannunciano che si è in prossimità dell'argine. Proprio in quel tratto, uno dei più suggestivi del corso d'acqua, il fiume lascia alle spalle i monti e i dossi sinuosi delle ultime colline moreniche prima di incanalarsi nel tratto rettilineo verso sud, in aperta pianura. Tuttavia, prima di scorrere stretto tra gli argini al di là del ponte di Mezzane di Calvisano, l'acqua prende fiato nella larga Elscia di esondazione che si prolunga per alcuni chilometri formando un'ampia area golenale in cui si sono ricreate situazioni di grande pregio naturalistico. Il caratteristico ghiaieto dell'ampio alveo lascia spazio ad un bosco misto ripario dominato dal salice bianco e dal pioppo (populus nigra), accompagnati da solitari esemplari di platano e olmo. Le zone boschive si alternano ad ampi spazi di prateria, a tratti paludosi, a pozze alimentate dalle risorgive ricche di flora e di fauna. Sentieri e percorsi tra stagni e manto erboso si rinnovano ogni anno; percorrerli è vivere una rara immersione nel verde, con la fortuna di intravedere tra i rami dei salici gli uccelli che li nidificano: un pendolino o una garzetta che vola sull'acqua o il più raro martin pescatore o ancora la nitticora, il tarabusino, l'airone cinenno. È una zona unica nella pianura; in questo tratto, il fiume non è mai asciutto, nemmeno in estate, al contrario di quanto accade più a nord, nel territorio della brughiera di Montichiari. Proprio ai piedi dell'ultima collina morenica di San Giorgio, infatti, i terreni impermeabili intersecano la pianura, permettendo all'acqua di sgorgare spontaneamente. Queste sorgenti, dette fontanili, scaturiscono a partire dalla campagna carpenedolese fino nei dintorni di Acquafredda e Visano, formando la storica "linea dei fontanili", cosa preziosa per l'agricoltura dei luoghi. Dall'argine sono possibili due itinerari in bicicletta o a piedi; uno meno agevole, ma comunque praticabile anche dai meno allenati, verso nord fino a Montichiari, il secondo seguendo l'ampio argine verso sud fino al ponte di Mezzane, attraversata la provinciale, fino alla zona dei "tre salti", frequentata nel periodo estivo da numerosi bagnanti. In quest'ultimo tratto il fiume ha l'aspetto di un canale, nonostante la vegetazione abbia ormai invaso gli argini in cemento e sassi, per fortuna ormai invisibili. Due boschetti di modesta superficie a ridosso degli argini spezzano la monotonia del paesaggio agricolo. Rappresentano tuttavia un prezioso rifugio per numerose specie vegetali e animali contribuendo ad incrementare la biodiversità della zona. Per gli abitanti del luogo, il fiume costituisce uno dei pochi ambienti non ancora antropizzati dove cercare sollievo e frescura nei periodi più caldi o dove passeggiare lontano dalle code degli automobilisti della domenica in cerca di svago e relax.

[modifica] Fossa Magna

Risale a Bernabò Visconti[citazione necessaria] il corso d'acqua che, nascendo dal fontanone di Sant'Apollonia, attraversa il centro abitato e segue la strada asolana per immettersi nel Chiese. Anticamente l'acqua giungeva dal Chiese passando per Lonato[citazione necessaria]. Dal 1750, da quando Montichiari intercettò le acque provenienti da Lonato, la storica Fossa Magna si alimenta di sole risorgive e di due affluenti, la Seriola Lametta e il Fontanone della Scala. Entrambi raccolgono le acque delle sorgenti che a sud e a est del monte Rocchetta formavano nell'antichità lame e paludi, in seguito bonificate ed utilizzate per l'agricoltura. L'aumento del fabbisogno idrico e l'utilizzo di nuovi sistemi di irrigazione ha prosciugato le risorgive e capita che in estate la Fossa sia asciutta in alcuni tratti. Coperta in più parti nel XIX secolo per la realizzazione della piazza Ospedale, della piazza della Chiesa e di piazza Europa, scorre ancora in gran parte libera allo sguardo di chi attraversa il paese da nord a sud, lungo la provinciale ormai dismessa. Proprio a sud del centro abitato è ancora visibile la ruota di uno dei mulini che utilizzavano l'acqua della Fossa.

[modifica] Frazioni e località

Suddivisione di Carpenedolo
Suddivisione di Carpenedolo

Il territorio comunale, vasto circa 30 km², è composto dal capoluogo Carpenedolo, e da altre otto frazioni/località. Tuttavia in questo caso la parola frazione non è pienamente adeguata, non esistendo un vero centro abitato né una alta densità demografica in nessuna delle otto. Queste frazioni rappresentano per lo più la campagna e il territorio agricolo di Carpenedolo e assieme rappresentano quasi l'80 % del territorio per un totale di circa 800 abitanti (il 7% della popolazione comunale)


[modifica] Suddivisione del territorio

Frazione Estensione Abitanti
Carpenedolo 6,7 Kmq pari al 22% 11.100
Ravere 6,0 Kmq pari al 20% 150
Lame 5,1 Kmq pari al 17% 180
Tezze 4,2 Kmq pari al 14% 120
Taglie 3,6 Kmq pari al 12% 160
Sant'Apollonia 2,4 Kmq pari all'8% 50
Livelli 1,5 Kmq pari al 5% 20
Uve Bianche 0,6 Kmq pari al 2% 5
Gerole 1 Kmq pari al 4% 45

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

L'aumento della popolazione è stato esiguo nei primi 100 anni di storia Italiana (1861-1961). Nel decennio 1960-1970 l'incremento è stato più intenso grazie al boom economico che ha interessato il paese in quel periodo. Andamento regolare fino a fine secolo. Dal 2000 a oggi l'incremento è stato molto più marcato, dovuto in maggior parte a popolazione extracomunitaria, la quale rappresenta infatti circa il 70% della crescita demografica. Nel comune di Carpenedolo, la popolazione straniera rappresenta oggi il 14% del totale (Istat 01/2007)[6].

[modifica] La Storia

Carpenedolo
Carpenedolo

Grazie ai numerosi ritrovamenti archeologici, molti dei quali di recente scoperta, e alle documentazioni scritte, è possibile affermare che la terra sulla quale oggi sorge la cittadina di Carpenedolo, fu abitata con continuità fino dai tempi più lontani.

[modifica] Preistoria

In base al ritrovamento di un’ascia bronzea con alette (paalstab), risalente all’età del bronzo si cominciò a pensare che il territorio fu stazione preistorica. L’ipotesi trovò presto appoggi grazie al ritrovamento nel 1975 di due spade bronzee (custodite oggi nel museo archeologico di Remedello) e poco dopo nei pressi del fiume Chiese si sono riportate alla luce ceramiche anch’esse attribuibili all’età del bronzo.

[modifica] IV- I secoli a.C.

Si sa grazie alla letteratura latina che durante il IV sec a.C popolazioni galliche occuparono territori dell’attuale nord-Italia e con esse anche il territorio bresciano. Uno di questi popoli, i Galli Cenomani, ebbero proprio a Brescia la capitale e nel territorio circostante il proprio regno. A Carpenedolo molto probabilmente vi fu un piccolo agglomerato di case di agricoltori e pastori poiché sul territorio sono stati rinvenuti suppellettili, oggetti ornamentali e corredi funebri riconducibili a quell’epoca. Altre scoperte archeologiche riguardano invece iscrizioni di epoca romana, rinvenute specialmente su pietre commemorative o votive. Esse sono state datate al II sec. a.C. e fanno credere che su questa terra potesse esistere un castrum romano, posto a difesa in questa zona di possibili scontri con popolazioni barbare.

[modifica] Alto Medioevo

Dopo le invasioni barbariche del IV-V sec., che devastarono l’impero romano, la popolazione fuggì dalle città divenute pericolose per rifugiarsi in luoghi più isolati e tranquilli. San Gaudenzio Vescovo di Brescia lasciò descrizione dell’invasione anche nella Città lombarda. Fu quello il periodo che diede vita alla ripopolazione delle campagne e alla nascita delle Pievi. A Carpenedolo fu proprio la dove ancora oggi sorge la Pieve, in frazione Taglie, a nascere il primo nucleo cristiano di carpenedolesi[citazione necessaria]. La costruzione originale viene datata V-VI secolo e venne dedicata all’Annunciazione. Attorno ad essa si generò un piccolo borgo che nei secoli successivi si spostò più a ovest dove si trova attualmente il centro del paese.

[modifica] Dopo l’anno Mille

Si è sicuri della presenza di un castello nella terra di Carpenedolo, situato sul monte Rocchetta, non solo grazie a ritrovamenti ma poiché scritto su carta. Risale infatti al 1043 il primo documento scritto in cui Olderico Vescovo di Brescia e Paterico abate di Serle trattano lo scambio di beni, fra cui terre e castello "in loci Carpinedulli". Tuttavia non vi è certezza se nei secoli a venire il castello fu solamente fortezza difensiva in terra di confine con il territorio mantovano oppure fu anche la residenza di qualche modesto Signore. La vita di questo castello è nonostante tutto abbastanza documentata da alcuni storici locali. Nel 1237 venne dato alle fiamme e distrutto per la prima volta ad opera del podestà di Parma e Reggio Emilia, su ordine dell’Imperatore Federico I di Svevia; assieme ad esso vennero presi anche i castelli delle terre circostanti. E’ risalente a questo periodo un certo Ardizzon Losco Poncarale, l’unico possibile Signore del castello di Carpenedolo. Tuttavia le fonti attuali sono limitate e non pienamente indicative, poiché questo individuo è citato solamente come "protettore e capitano di Carpenedolo".

Dopo la formazione nel XIII secolo delle Signorie in Italia, Carpenedolo fu assieme alle altre terre bresciane (dato che Brescia non ebbe una sua signoria) conteso un po’ per volta da Scaligeri di Verona e Visconti di Milano. A partire dal 1324 Cangrande della Scala fu signore di Carpenedolo, oltre che di Montichiari, Canneto, Chiari e Palazzolo e Lonato. Nel 1437 i bresciani si offrirono appoggio all'Azione Visconti e così il governo del territorio passò ai milanesi. Importante signore fu Bernabò Visconti il quale fu protagonista delle battaglie di Castiglione e Montichiari presso il fiume Chiese contro i nemici veneziani. Fu importante per Carpenedolesi in quanto fu l’autore della Fossa Magna e diede ordine di ricostruire la Torre Civica del paese[citazione necessaria].

[modifica] XV secolo

Nel XV secolo Pandolfo Malatesta di Rimini prese in usufrutto da Gian Galeazzo Sforza, divenuto signore di Milano, la signoria di Brescia. Tuttavia morto lo Sforza egli trasformò l’usufrutto in una proprietà assoluta usurpando il territorio bresciano. Partito nel 1413 per il veneto, il Malatesta fece promettere a tutti i comuni brescani di essergli fedele. Appena uscito dal territorio bresciano, la maggior parte dei suoi "sudditi", favorevoli a Filippo Sforza si ribellarono al Malatesta. Finita la guerra in Veneto, egli risalì dal Mantovano e arrivato a Carpenedolo non perdonò i cittadini e entrato con l’esercito rase al suolo il paese uccidendo la maggior parte delle persone. Questa è nota coma la 2^ Distruzione di Carpenedolo, raccontata più o meno fedelmente nell'opera letteraria De Bello Ferrariensi di Evangelista Lancellotti. Nel 1420 il Carmagnola, al servizio di Venezia decise di dichiarare guerra al Malatesta e proprio a Carpenedolo il 20 ottobre ebbe luogo la battaglia della Fossa Magna nella quale il Carmagnola ebbe la meglio e con essa il dominio del Malatesta cessò e il paese si ritrovò così sotto la dominazione veneta e nel 1428 Carpenedolo fu annesso ufficialmente alla Repubblica di Venezia.

[modifica] Dal XVI al XX secolo

Dopo una breve parentesi di dominio francese nel secondo decennio del ‘500, le sorti di Carpenedolo seguirono quelle di gran parte del nord Italia; le battaglie durante la guerra di successione Spagnola nel ‘700, il dominio Napoleonico a cavallo fra XVIII e XIX secolo, il dominio austriaco, il risorgimento italiano a proposito del quale è importante ricordare il passaggio delle truppe imperiali e del generale Radetzky nel ’48 il quale volle radere al suola la cittadina per essersi opposta al passaggio, ma per motivi ignoti alla fine fu graziata. Durante le battaglie di Solferino e San Martino Carpenedolo si distinse per i soccorsi e l’assistenza medica dei soldati. Dopo l’unificazione e la nascita del Regno d'Italia, la storia di Carpendolo si conforma a quella italiana. Con la creazione delle province il paese viene inglobato nella Provincia di Brescia, alla quale ancora oggi appartiene.

[modifica] Toponimo

Gonfalone Carpenedolo
Gonfalone Carpenedolo

La chiesa più antica del comune è la Pieve di Santa Maria in Carpino, primo luogo d'insediamento degli antenati di questa terra. Il nome del paese deriva infatti da carpinus, ovvero la pianta del carpine o carpino: il paese venne così chiamato per l'abbondante presenza di questa pianta sul territorio.

Oggi la presenza dei carpini si è notevolmente ridotta. Tuttavia il paese è ancora conosciuto come la cittadina dei carpini e il suo simbolo è appunto il carpino, il quale permane a perenne memoria nella piazza principale.

[modifica] Gonfalone comunale

Il primo stemma di cui si ha notizia, che recava un carpino a doppia chioma accompagnato dall'iscrizione «COMMUNITATIS CARPINETULI 1554», fu un altorilievo marmoreo posto sulla porta del teatro sociale (demolito nel 1932), che era stato precedentemente la sede del Palazzo Comunale. Nel XVIII secolo sugli atti del comune veniva apposto un sigillo con al centro un carpino a una sola chioma e intorno la scritta «Comunità di Carpenedolo». L'attuale stemma è stato confermato dalla Direzione Araldica di Firenze e approvato dalla Presidenza del consiglio dei Ministri il 16 aprile 1962. Sul vessillo ufficiale lo stemma appare su un fondo bicolore Bianco-Verde.

[modifica] Monumenti

[modifica] Economia

I dati del 14° Censimento, svoltosi nel 2001, hanno evidenziato che la popolazione attiva è pari al 45,2% del totale ovvero 4629 abitanti su un totale di 10386. (2001) La popolazione attiva è suddivisa in:

[modifica] Agricoltura

Dopo essere stati la maggiore attività d'impiego fino alla metà del XX secolo, l'agricoltura e l'allevamento si sono pian piano ridotti con l'insediamento delle industrie e l'incremento degli scambi commerciali. La percentuale di impiegati nel settore si è ridotta notevolmente, passando infatti al 14,8% del 1971 al 6,7% del 2001[7]. Tuttavia, lo sviluppo tecnologico dei mezzi agricoli ha consentito di rafforzare la produzione che agisce tutt'oggi su circa il 75% del territorio comunale. Inoltre, il comune di Carpenedolo è quello con il tasso più alto di giovani impiegati nel settore di tutta la provincia di Brescia [8]. Attualmente le coltivazioni sono costituite principalmente da granturco, utilizzato in maggior misura come nutrimento per il bestiame delle aziende agricole. Sono infatti presenti sul territorio diverse aziende con centinai di bovini; sia da macello che da latte.

[modifica] Industria

A partire dagli inizi degli anni sessanta, avvenne il boom economico di questo paese. In pochissimi anni crebbero sul territorio aziende di grandi dimensioni, le quali davano lavoro a più 2500 persone. I cancelli della Bober, della SuperCarpen e della Pirca venivano varcati ogni giorno da gente proveniente dal bresciano, dal mantovano e dal cremonese. L'industria tessile di quegli anni aveva a Carpenedolo un polo importante di produzione. Fu per quel motivo che fu l'unico comune della zona a non essere dichiarato "zona depressa" nei primi anni settanta. Di lì a pochi anni, tuttavia, una crisi del settore calzaturiero e tessile si fece sentire anche nel bresciano e queste aziende furono costrette a chiudere. Nel decennio 1960-1970 avevano preso avvio anche attività nel settore alimentare, metalmeccanico e nell'edilizia, le quali continuarono a progredire e ad assumere manodopera non solo locale, aiutando così famiglie in crisi occupazionale. Anche il settore calzaturiero non scomparve, sostituendo alle grandi fabbriche piccoli laboratori artigianali. A partire dal 1978 con l'approvazione della Regione Lombardia del primo piano urbanistico, sono state messe a disposizione nuove aree per l'insediamento di nuovi impianti produttivi. Oggi le aree industriali e artigianali sono decentrate a nord e a sud del paese. Sono presenti nel territorio alcune grandi aziende del settore metalmeccanico, leader nel loro settore e fornitrici in gran parte del mondo.

[modifica] Servizi

Per quanto riguarda il settore terziario, circa il 30% degli impiegati sono inseriti negli organi pubblici (locali e nazionali). Un tempo si svolgeva il mercato del bestiame ma come è successo per altri comuni della zona, il mercato è stato concentrato al Centro Fiera di Montichiari. Molto presente sul territorio è la figura del piccolo artigiano, quali elettricisti, idraulici piastrellisti, muratori e in particolar modo imbianchini (risultano infatti presenti 27 imprese di Tinteggiatura)[9].

[modifica] Cittadini illustri

[modifica] Cultura

[modifica] Eventi

[modifica] Istituzioni Scolastiche

[modifica] Istituto Comprensivo di Carpenedolo

  • Scuola Materna "Cesare Corradini"
  • Scuola Elementare "Edmondo De Amicis"
  • Scuola Media "Angelo Bertazzoli"

[modifica] Scuole dell'Infanzia

  • Asilo Nido "Primo Tuffo"
  • Scuola Materna "La Magica Scatola"
  • Scuola Materna "Maria Immacolata"

[modifica] Stampa Locale

Sono presenti sul territorio editoriali d'informazione:

  • Il Megafono, primo periodico gratuito carpenedolese d'Informazione, cultura e sport. Edito dall'Associazione culturale "IL MEGAFONO". Dal 1997.
  • Piazza Europa, periodico gratuito carpenedolese d'Informazione, culturale, sportiva. Edito dall'Associazione Culturale "Sotto il cielo dei Carpini". Dal 2004.
  • Vita di Carpenedolo, periodico gratuito, edito dall'Amministrazione comunale, d'Informazione, opere sul territorio, politica amministrativa ec... Dal 2004.

C'è inoltre una pagina riguardante Carpenedolo su:

  • Il Gazzettino, quindicinale di Castiglione delle Stiviere.
  • NEW ENTRY, il giornale della Bassa Bresciana, bimestrale di Brembate D'Adda.

[modifica] Sport

  • La A.C.Carpenedolo, società calcistica fondata nel 1957, partecipa al campionato 2007/2008 in serie C2.
  • La AmicoBasketCarpenedolo, squadra maschile di pallacanestro partecipa al campionato 2007/2008 in 1^Divisione.
  • Vi sono inoltre molte realtà a livello individuale, che riscuotono spesso molto successo anche in gare nazionali e internazionali. Fra queste L'Atletica Carpenedolo, Tennis Carpenedolo, Bocciofila Carpenedolo, e le varie scuole di Karate presenti nel paese.

[modifica] Strutture Sportive

  • Stadio di Calcio "Mundial 82", via Verga
  • Palestra "Atene 94", via Laffranchi
  • Palestra "Dante Alighieri", Piazzale Scuole
  • Piscina Comunale, via Piemonte
  • Bocciodromo, via Verga
  • Campi da Tennis, via Verga

[modifica] Trasporti

[modifica] Strade

Il comune di Carpenedolo è attraversato da nord a sud dalla SS 343 Asolana che collega Montichiari alla città di Parma. Nel 1995 la stessa è stata inoltre deviata fuori dal centro abitato prendendo in quel tratto il nome di SP BS 343. Vi è poi la SP 69 che attraversando da ovest a est il paese, collega Carpenedolo al comune di Calvisano all'altezza del ponte di Mezzane e al comune di Castiglione delle Stiviere. Vi sono poi la SP 104 e la SP 105 che portano verso in Provincia di Mantova, rispettivamente verso Gozzolina di Castiglione e Castel Goffredo. All'interno del comune sono attualmente presenti 185 vie e 4 piazze.

[modifica] Autobus

Per quanto riguarda il servizio pubblico, il comune di Carpenedolo è servito dall'azienda bresciana Brescia Trasporti e dall'APAM di Mantova, le quali garantiscono quattro linee di trasporto collegando la cittadina al lago di Garda e alle città di Brescia e Mantova.

[modifica] Autostrade

I caselli autostradali più vicini a Carpenedolo sono:

[modifica] Aeroporto

Per approfondire, vedi la voce Aeroporto di Brescia-Montichiari.

L'aeroporto Gabriele D'Annunzio di Brescia-Montichiari dista solo 16 Km da Carpenedolo. Tuttavia a causa delle scarse rotte presenti attualmente risulta essere di poca utilità per la popolazione. Per quanto riguarda l'industria e più in generale il trasporto delle merci, l'aeroporto di Montichiari risulta essere molto importante, visti i numerosi voli cargo che partono e arrivano quotidianamente.

Nelle vicinanze di Carpenedolo sorge anche l'Aeroporto di Ghedi-Castenedolo dove ha sede il 6º Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana.

In breve tempo possono anche essere raggiunti i trafficatissimi aeroporti di Milano (Bergamo) Orio Al Serio e quello di Verona Villafranca; che negli ultimi anni hanno subito una crescita esponenziale grazie ai voli low-cost.

[modifica] Ferrovie

Le stazioni ferroviarie più vicine a Carpenedolo sono quelle di:

[modifica] Galleria immagini

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Gianni Desenzani (Progetto Democratico) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 030 9697961
Email del comune: info@comune.carpenedolo.bs.it

  • Assessori: Lino Gentili (Vicesindaco), Alberto Assolini, Nerina Fontanini, Antonio Tafelli

[modifica] Elenco Sindaci di Carpenedolo dal 1945 ad oggi

Sindaco Inizio Mandato Fine Mandato
Paolo Bonisoli 1945 1946
Prof.Girolamo Ravera 1946 1951
Prof.Angelo Bertazzoli 1951 1956
Cav.Giuseppe Vescovi 1956 1960
Cav.Gottardo Zonta 1960 1970
Pierluigi Zaniboni 1970 1980
Prof.Stefano Boselli 1980 1989
Mario Ferrari 1989 1994
Pierluigi Zaniboni 1994 1999
Valentino Treccani 1999 2004
Gianni Desenzani 2004 In carica

[modifica] Note

  1. ^ Dati Demo istat 31/08/2007
  2. ^ Eurometeo medie climatiche
  3. ^ Eurometeo medie climatiche
  4. ^ Eurometeo piovosità media
  5. ^ eurometeo Umidità relativa
  6. ^ demo istat
  7. ^ Carpenedolo, Nuova Storia (vd Bibliografia)
  8. ^ Documento FAI del 05/2006
  9. ^ Dati http://www.paginegialle.it
  10. ^ Archivio comunale di Carpenedolo

[modifica] Bibliografia

  • Don Emilio Spada, Eugenio Zilioli - Carpenedolo Nuova Storia - Carpenedolo, Comune di Carpenedolo, 1996
  • Paolo Corsini - Carpenedolo '900,economia società e politica di metà secolo - Brescia, Grafo, 1990
  • Pancrazio Pasotti - I Carpini Fiorenti - Brescia, 1886
  • Umberto Treccani - Storia di Carpenedolo dal principio dell'era volgare ai giorni nostri - Brescia, 1924

[modifica] Collegamenti esterni