Carpenedolo

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Carpenedolo
comune
Carpenedolo – Stemma Carpenedolo – Bandiera
Carpenedolo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Stefano Tramonti (centrodestra) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°21′55.44″N 10°25′56.28″E / 45.3654°N 10.4323°E45.3654; 10.4323 (Carpenedolo)Coordinate: 45°21′55.44″N 10°25′56.28″E / 45.3654°N 10.4323°E45.3654; 10.4323 (Carpenedolo)
Altitudine 78 m s.l.m.
Superficie 29,84 km²
Abitanti 13 027[1] (31-12-2013)
Densità 436,56 ab./km²
Frazioni Cornali, Gerole, Lame, Lametta, Livelli, Ravere, Sant'Apollonia, Taglie, Tezze, Uve Bianche
Comuni confinanti Acquafredda, Calvisano, Castel Goffredo (MN), Castiglione delle Stiviere (MN), Medole (MN), Montichiari
Altre informazioni
Cod. postale 25013
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017039
Cod. catastale B817
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Carpenedolesi
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carpenedolo
Posizione del comune di Carpenedolo nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Carpenedolo nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Carpenedolo ([karpeˈneːdolo][2]; Carpenédol in dialetto bresciano[3]) è un comune italiano di 13 027 abitanti[1] della provincia di Brescia in Lombardia.

È situato nella pianura padana e più precisamente nella Bassa bresciana orientale, sulla riva sinistra del fiume Chiese, a metà strada tra Brescia e Mantova. È il ventunesimo comune per numero di residenti della provincia di Brescia[4]. Appartiene alla Regione Agraria n. 14 della Pianura Bresciana Orientale[5].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Lombardia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Carpenedolo è situato nella parte sud-orientale della provincia di Brescia, al confine con la provincia di Mantova. Dista 22 chilometri a sud da Brescia, 46 chilometri da Mantova e 50 chilometri da Cremona[6].

Il comune confina a nord con Montichiari, a est con Castiglione delle Stiviere e Castel Goffredo, ad ovest con Calvisano, a sud con Acquafredda[7].

Il territorio comunale (superficie di 30,14 km²[8]) è prevalentemente pianeggiante, al termine dell'anfiteatro collinare morenico del lago di Garda. Le maggiori elevazioni sono rappresentate dal monte Rocchetta (132 m s.l.m.), dal colle Zecchi, dal monte Paletta e dal monte Fogliuto. La quota ufficiale della cittadina, riferita all'ubicazione della casa comunale è di 78 m s.l.m.[8].

Dal punto di vista geologico il terreno è costituito da sedimenti terrigeni determinati dal fenomeno morenico o dalla pianura alluvionale del fiume Chiese.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Chiese a Carpenedolo

Il confine con il comune di Calvisano, ad ovest, è costituito dal fiume Chiese, che qui, all'ingresso in pianura, allarga l'alveo rallentando la velocità delle acque. Un'ampia area golenale ospita salici e pioppi che si alternano a praterie e tratti paludosi e a pozze alimentate dalle risorgive. Questo ambiente ospita numerose specie di uccelli (pendolino, garzetta, martin pescatore, nitticora, tarabusino, airone cinerino. Sull'argine sono stati ricavati itinerari da percorrere in bicicletta o a piedi (verso nord fino a Montichiari o verso sud fino al ponte di Mezzane).

Il centro abitato è attraversato dalla "Fossa Magna", un canale voluto da Bernabò Visconti[9], che in origine partiva dal fiume Chiese, passando per Lonato, per ricongiungersi al fiume dopo aver seguito l'odierna strada statale asolana. Nel 1750 Montichiari intercettò le acque provenienti da Lonato e il tratto della "Fossa Magna" di Carpendolo è da allora alimentato solo dalle risorgive, a partire dal fontanone di Sant'Apollonia, e da due affluenti (Seriola Lametta e Fontanone della Scala), che in precedenza formavano paludi a sud ed a est del monte Rocchetta. A causa dell'intenso uso dell'acqua per l'irrigazione le risorgive sono oggi insufficienti ad alimentare il canale, che in alcuni tratti è secco[10].

Il percorso della Fossa Magna all'interno dell'abitato è stato in più punti coperto nel corso dell'Ottocento (piazza dell'Ospedale, piazza della Chiesa, piazza Europa). A sud del paese si conserva la ruota di uno dei mulini che utilizzavano l'acqua della Fossa.

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Classificazione sismica, il comune appartiene alla zona 3[11] (sismicità medio-bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Brescia Ghedi e Stazione meteorologica di Desenzano del Garda.

Carpenedolo gode del tipico clima temperato continentale dell’alta pianura padana e delle medie latitudini, comune a tutta la Lombardia. Come nel resto della pianura bresciana nel periodo invernale è frequente la nebbia e anche le gelate e la neve. L'estate può essere calda e afosa nei mesi di luglio e agosto, con temperature che possono salire oltre i 35º. In primavera e in autunno il clima è più mite e più umido[12].

Classificazione climatica: zona, E 2399 78[12].

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media[13] (°C) 4 8 13 17 22 26 29 28 24 18 10 5 17
Temperatura minima media[14] (°C) -3 -1 3 7 11 15 18 17 14 9 3 -2 7,5
Piovosità media[15] (mm) 60 54 64 69 92 75 73 85 62 84 79 54 71
Umidità relativa[16] (%) 86 81 75 76 73 71 72 72 75 79 85 86 77.6
Venti (dir.-nodi) WNW-5 W-5 W-5 W-5 W-5 W-5 W-5 W-5 W-5 WNW-5 WNW-5 WNW-5 --

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome
Albero di carpino nella piazza principale

Il toponimo di Carpenedolo deriva da carpinus, ovvero la pianta del carpino[17], che è tuttora simbolo del paese. Un esemplare della pianta si trova nella piazza principale. Al toponimo si riferisce anche il nome della chiesa più antica, la pieve di Santa Maria in Carpino. Il nome ricorre come Carpanetulo nel sec. XII, Carpenedulo nel sec XIII, Carpenedolo nel sec. XVI[18]. Il suffisso in edolo è comune a molti toponimi in provincia e indica un collettivo. Pertanto il toponimo indica la presenza storica di una moltitudine di carpini, da cui quindi Carpenedolo, il paese dei carpini.

Panorama

Nel territorio del comune è attestata la frequentazione umana a partire dall'età del bronzo (i ritrovamenti più importanti sono costituiti da un'ascia con alette e di due spade[19] , rinvenute nel 1975 e custodite nel museo archeologico di Remedello; ceramiche della stessa epoca sono state rinvenute nei pressi del fiume Chiese).

La presenza di un insediamento celtico dei Galli Boi è suggerita dal ritrovamento di suppellettili e oggetti provenienti da corredi funebri, conservati ugualmente nel museo archeologico di Remedello. L'insediamento dovette proseguire anche in epoca romana, come suggeriscono iscrizioni commemorative e votive del II secolo a.C. e in epoca altomedievale (ritrovamenti di tombe barbariche nel 1903 e di oggetti longobardi[20]).

In epoca medievale fu sede di una pieve (Santa Maria in Carpino), sorta nell'odierna frazione di Taglie, e di un castello sul monte Rocchetta, già esistente nel 1043[21].

Nel 1237, in occasione della discesa in Italia dell'imperatore Federico II, il castello fu distrutto dal podestà di Parma e Reggio Emilia, nonostante la difesa del capitano che lo difendeva, Ardizzone Losco Poncarale[22].

A partire dal 1324 fu signore di Carpenedolo e delle terre vicine Cangrande I della Scala. Nel 1337 passò sotto i Visconti di Milano: a Bernabò Visconti si deve la realizzazione del canale della "Fossa Magna" e la ricostruzione della torre del vecchio castello[20].

Nel 1404 Pandolfo III Malatesta si impadronì della signoria di Brescia; durante una sua assenza per difendere i suoi domini da Venezia nel 1413, Carpenedolo si ribellò insieme ad altri comuni del Bresciano: al suo ritorno il condottiero rase al suolo il paese. In seguito fu sconfitto da Francesco Bussone (il Carmagnola) presso la Fossa Magna nel 1420 e ritornò sotto il dominio di Milano. Nel 1428 passò alla Repubblica di Venezia[20].

Subì un'epidemia di peste particolarmente violenta nel 1630 e nel 1701-1702 un assedio da parte delle truppe imperiali[20].

Carpenedolo, lapide ai generali Canrobert e Niel

Nel 1815 entrò a far parte della neoistituita provincia di Brescia del Regno Lombardo-Veneto. Sotto il dominio austriaco subì due epidemie di colera (1836 e 1855[20]).

Nel 1848, durante la prima guerra di indipendenza il generale Radetzky minacciò di raderla nuovamente al suolo per essersi opposta al passaggio delle truppe austriache. Nel 1859, durante la seconda guerra di indipendenza fu sede del campo del IV corpo di armata francese, guidato dal generale Adolphe Niel, prima della battaglia di Solferino e San Martino[20].

Con il resto del Lombardo-Veneto passò al Regno d'Italia nel 1861[20].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Carpine.JPG

Nel 1554 il primo stemma cittadino, posto sul palazzo comunale, demolito nel 1932, recava un carpino a doppia chioma, accompagnato dall'iscrizione "COMMUNITATIS CARPINETULI 1554". Nel XVIII secolo sugli atti del comune veniva apposto un sigillo con al centro un carpino a una sola chioma e intorno la scritta "Comunità di Carpenedolo".

L'attuale stemma è stato confermato dalla direzione araldica di Firenze e approvato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con D.P.R 16 aprile 1962: vi compare un carpino su uno sfondo bicolore bianco-verde[10].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

La chiesa parrocchiale, intitolata a san Giovanni Battista, fu costruita nei secoli XVII-XVIII[23].

L'edificio, in stile barocco ha pianta a croce latina, con navata unica e altari laterali. Ospita all'interno una pala d'altare settecentesca, di autore ignoto, con la Natività di san Giovanni Battista, di dimensioni monumentali (80 m²). Agli altari laterali sono tele con Il martirio di san Bartolomeo de' Maffei, patrono della città, L'ultima cena, San Francesco riceve le stimmate (opera di F. Zugno) e Martirio di san Lorenzo, opera di Gandin Vecchio[24].

Le pareti, la volta e la cupola sono ricoperti da affreschi.

Torre nuova

Il campanile della chiesa (detto anche "Torre nuova") venne innalzato in stile barocco a partire dal 1726, al posto di quello vecchio, demolito nel 1720 in quanto pericolante[24]. Fu costruito a spese della comunità su un'area di proprietà privata di fronte alla chiesa, su progetto dell'architetto di Lonato Paolo Soratini. Venne terminato nel 1736 e raggiunge un'altezza di 66 m.

Inizialmente aveva quattro campane, sostituite dalle nove attuali, opera di Innocenzo Maggi di Brescia, nel 1843. Le nuove campane riportano sulla superficie esterna il nome del fonditore, motti latini, figure di santi in gloria e scene evangeliche. La copertura in bronzo, bruciata nel 1975 in quanto colpita da un fulmine, fu sostituita l'anno successivo.

Chiesa di Santa Maria del Castello

Santuario di Santa Maria del Castello[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa del santuario di Santa Maria del Castello è un edificio seicentesco, realizzato in stile barocco opera dell'architetto G. B. Marchetti[24].

Alla chiesa si accede per mezzo di una scalinata che permette di raggiungere il sagrato sopraelevato, posto in posizione panoramica sulla pianura circostante.

All'interno, a pianta centrale, quattro semicolonne sorreggono gli archi su cui poggia il tamburo poligonale della cupola, nel quale si aprono finestre timpanate.

L'altare maggiore è protetto da un ciborio a forma di tempietto, attribuito al comasco Solari, con quattro colonne che sorreggono le statue delle quattro Virtù teologali. L'interno è affrescato e conserva due tele del pittore Maffei (Natività di Gesù e Visitazione)[24].

Pieve di Santa Maria in Carpino[modifica | modifica wikitesto]

Pieve di Santa Maria in Carpino
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pieve di Santa Maria in Carpino.

L'edificio in forma basilicale è di forme romaniche, con abside semicircolare in pietra di Botticino, ornata all'esterno di sottili lesene e coronata da una cornice di laterizi. Nella muratura sono inseriti elementi di reimpiego con decorazioni scolpite di epoca altomedievale e romana[24].

Chiesa di San Pietro[modifica | modifica wikitesto]

Interno della chiesa di San Pietro

La piccola chiesa di San Pietro si trova al di fuori del centro abitato, sulla strada per Calvisano. Di antica origine fu pesantemente rimaneggiata nel 1692, con la demolizione dell'originaria abside, sostituita da un ingresso con piccolo portico, mentre l'altare venne ricostruito sul lato opposto[24]. L'arco che collegava l'abside alla navata (con iscrizione che lo data al 1475) è decorato con motivi vegetali. Fu modificata anche la copertura dell'edificio, con la realizzazione di un arco centrale più alto e con l'inserimento di semicolonne sulle pareti.

Sulle pareti, parzialmente coperti dalle colonne seicentesche sono affreschi quattrocenteschi, restaurati nel 2001, datati al 1474 da un'iscrizione sulla bordura superiore della parete meridionale. Si conservano sul lato sud la Fuga in Egitto e sul lato nord una Crocifissione e San Pietro. Le figure di Sant'Antonio abate, San Bernardino e ancora Sant'Antonio abate sono dello stesso periodo ma di altra mano. Un altro affresco, di epoca successiva (San Gregorio papa e le anime purganti), si conserva presso il presbiterio. Sugli affreschi sono presenti scritte graffite dai devoti che invocavano la protezione dei santi, che ricordano le epidemie di peste del 1576 e del 1630[10].

Il nuovo altare presenta una decorazione in stucco, un tabernacolo in legno dipinto e una pala d'altare (Madonna con Bambino con i santi Pietro e Paolo e il ritratto del committente, identificato da un'iscrizione come Faustino Ceruto, rettore di San Pietro, e datato al 1680. Alla sinistra dell'altare è presente un piccolo reliquario in forma di tabernacolo, dove l'iscrizione riporta che vi sono conservate reliquie dei santi Pietro papa apostolo, Gottardo e Rocco.

Nella piccola sacrestia si trova un affresco con Crocifissione, sacerdote inginocchiato in preghiera e morte con la falce.

Il piccolo campanile ospita due campane e un'iscrizione ne ricorda il restauro nel 1865[24].

Santuario delle Lame[modifica | modifica wikitesto]

Santuario delle Lame

Il santuario dedicato alla Purità di Maria si trova nella frazione Lame, nella zona sud-orientale del territorio del comune, lungo la strada che conduce a Castel Goffredo, costruito nel 1760 al posto di una più antica cappella: il committente, il sacerdote Bonaventura Bozzola e l'anno sono ricordati da un'iscrizione[24].

Nel 1958 la chiesa fu ornata con decorazioni e una pavimentazione marmorea.

Altri edifici sacri[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa della Madonna di Ravere
  • Chiesa di San Rocco
  • Chiesa del Suffragio
  • Chiesa del Sacro Cuore
  • Cappella di Casa Girelli
  • Cappella di via Gerevini
  • Santella di via IV novembre
  • Santella di via Pozzi
Torre vecchia

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torre Vecchia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Carpenedolo.

La Torre vecchia, a pianta quadrata e dotata di merli, si trova sul monte Rocchetta, associata ai resti di murature appartenenti a un castello. Ai piedi della torre si conservavano in passato anche i resti di un fossato (redefoss).

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Deodato Laffranchi[modifica | modifica wikitesto]

Facciata del palazzo Deodato Laffranchi

Il palazzo di proprietà Laffranchi, in via Tre Ponti divenne un ospedale per disposizione testamentaria dell'ultimo proprietario, Deodato Laffranchi, morto il 14 aprile 1635. L'ospedale, ristrutturato nelle forme attuali nella seconda metà dell'Ottocento ha funzionato fino al 1970 ed è stato in seguito adibito a casa di riposo. Dopo il trasferimento di questa a nuova sede, il palazzo è stato restaurato tra il 1995 e il 1999 ed è divenuto sede del centro anziani, di uffici comunali, della biblioteca comunale, di un piccolo teatro e di un consultorio dell'ASL[20].

Palazzo Tommaso Caprioli[modifica | modifica wikitesto]

Facciata del palazzo Tommaso Caprioli

Il palazzo, di origine cinquecentesca, fu in possesso della famiglia Caprioli fino al suo acquisto da parte del comune. Divenne la prima sede del municipio, quindi scuola elementare e media. Dopo il trasferimento della scuola negli anni ottanta è divenuto sede dell'ufficio postale e di associazioni culturali. Un restauro condotto tra il 2005 e il 2007 ha rimesso in luce degli affreschi. Il palazzo ha preso il nome di Palazzo della Cultura e ospita ancora associazioni culturali ed è sede della proloco[20].

Altri luoghi e monumenti di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 marzo 2012 i residenti risultano 12.932 facendo di Carpenedolo il 20° comune più residente della provincia di Brescia. L'età media si attesta sui 39,7 anni mentre il tasso di natalità (7° in provincia) è del 14,0‰[25].

Abitanti censiti[26]


L'aumento della popolazione è stato esiguo nei primi 100 anni di storia Italiana (1861-1961). Nel decennio 1960-1970 l'incremento è stato più intenso grazie al boom economico che ha interessato il paese in quel periodo. Dal 2000 a oggi l'incremento è stato molto più marcato, dovuto in maggior parte a popolazione extracomunitaria, la quale rappresenta infatti circa il 70% della crescita demografica.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Carpenedolo, negli ultimi anni, è divenuta una cittadina multietnica. All'inizio del 2013 la popolazione straniera rappresenta il 18,2% del totale (Istat 01/2013)[25]. Al 1 gennaio 2011 risiedono a Carpenedolo 2361[27] cittadini stranieri appartenenti alle seguenti principali nazioni d'origine:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Marocco Marocco 471
2 Romania Romania 302
3 Albania Albania 250
3 Pakistan Pakistan 187
5 India India 159
6 Senegal Senegal 140
7 Ghana Ghana 137
8 Nigeria Nigeria 134
9 Macedonia Macedonia 128
10 Moldavia Moldavia 75

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Brescia.

La maggior parte della popolazione fa parte della Chiesa cattolica, e afferisce all'unica parrocchia di San Giovanni Battista (retta da un arciprete coadiuvato da due curati), appartenente alla diocesi di Brescia[28].

Il patrono della comunità cattolica di Carpenedolo è san Bartolomeo apostolo, che si festeggia il 24 agosto.

Gli stranieri residenti invece, sono in prevalenza induisti e musulmani.

Lingua e dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto bresciano e Dialetto lombardo orientale.

Sul tutto il territorio comunale la lingua ufficiale è unicamente l'italiano. Tuttavia sul territorio è largamente diffuso l'utilizzo del dialetto bresciano, sia nella popolazione più anziana che in quella più giovane. Tale dialetto, essendo Carpenedolo terra di confine, risente in alcuni vocaboli della vicinanza del territorio manovano[29].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'anno sono proposti dalle varie realtà del territorio alcuni eventi tradizionali[20]:

Fiera del torrone
  • Carnevale carpenedolese
Dopo la seconda guerra mondiale ha ripreso vita la tradizione di festeggiare il Carnevale con una sfilata di carri allegorici dei Goghi (antica fazione filoveneziana del paese), che si tiene il sabato precedente al martedì grasso, nella piazza principale del paese. A metà giornata inoltre squadre di arrampicatori si dedicano alla scalata dell'albero della Cuccagna. Vengono distribuiti gratuitamente gnocchi caldi per tutta la giornata.
  • Festa di San Bartolomeo, risalente alla fine del XV secolo e ancora oggi festeggiata nella settimana che comprende il 24 agosto.
  • Fiera "Carpenedolo in vetrina": dal 2006, fiera della produzione artigianale, commerciale e industriale comunale.
  • Manifestazione "Sport e solidarietà": dal 1996 in settembre gare tra le locali associazioni sportive per raccogliere fondi per beneficenza ("Gruppo Madre Teresa di Calutta").
  • Manifestazione "Novello e non solo": in autunno presentazione di vini delle aziende vitivinicole bresciane.
  • Fiera del torrone: ripresa nel 2005 insieme alla festa della Madonna del Castello (8 dicembre).

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale è situata presso Palazzo Caprioli. Possiede attualmente un patrimonio di circa 20.000 volumi tra letteratura saggistica, CD audio e DVD disposti a scaffale aperto. La Biblioteca dispone di due postazioni PC collegate a Internet e a stampante[30]. È inoltre presente una sezione di archivio storico contenente volumi consultabili unicamente all’interno della biblioteca stessa. La biblioteca organizza periodicamente eventi culturali legati alla promozione della lettura, rivolti a tutte le fasce di età.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale sono presenti le seguenti tipologie di scuole[31]:

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CARPENEDOLO

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Ugo Adriano Graziotti: Museo d’arte contemporanea contenente i quadri e le sculture di Ugo Adriano Graziotti, artista contemporaneo del ‘900, nato a Carpenedolo. Il museo è situato al secondo piano di Palazzo D.Laffranchi[senza fonte].
  • Museo del Santuario: Museo contenente oggetti sacri, tele d'epoca e alcuni ordigni inesplosi della seconda guerra mondiale rinvenuti sul territorio di Carpenedolo[senza fonte].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Castello, periodico d'informazione. Fondato dalla Parrocchia di Carpenedolo nel 1994. Tratta delle iniziative della Parrocchia di Carpenedolo e dell'Oratorio.
  • Il Megafono, primo periodico gratuito d’informazione. Fondato dall'Associazione Culturale “Il Megafono” nel 1998. Tratta degli avvenimenti, persone e associazioni culturali e sportive del paese.
  • Vita di Carpenedolo, periodo gratuito d’informazione. Fondato dal Camune di Carpenedolo nel 2004. Tratta delle iniziative dell’amministrazione comunale e degli organi ad essa legati.
  • Piazza Europa, periodico gratuito d’informazione. Fondato dall’associazione “Sotto il cielo dei carpini” nel 2005. Tratta di fatti, persone e realtà del territorio.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Carpenedolo è caratterizzato da una forte dedizione alla musica. Sono presenti sul territorio diverse realtà importanti nell’ambito musicale:

  • Il “Corpo Musicale Carpenedolese”: fondato nel 1948 sulle ceneri della compagnia filarmonica carpenedolese. Svolge attività didattica, attività concertistica e servizio a piedi durante le ricorrenze civili o religiose[32].
  • Corale Polifonica Ars Nova: diretta M°Mario Tononi e fondata nel 1981. La corale è impegnata in concerti a livello nazionale e internazionale, prettamente di carattere sacro[33].
  • Accademia Musicale A.Vivaldi: fondata nel 1983, è una forte realtà musicale del territorio. Si propone di diffondere la cultura musicale attraverso un’intensa attività didattica, concerti, seminari, corsi di perfezionamento[34].
  • Associazione Musicale M.Casnici: fondata nel 2009, è una giovane realtà musicale del territorio. Propone attività didattica musicale di genere classico e moderno, concerti e approfondimenti musicali[35].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina lombarda e Prodotti agroalimentari tradizionali lombardi.
Una padella di casoncelli.

La cucina di Carpenedolo è tipica della Lombardia Orientale. È legata a tradizioni contadine e al legame culinario con le zone vicine, soprattutto con la cucina mantovana. Alcuni piatti caratteristici sono la polenta, in accompagnamento dei primi e dei secondi, fra cui la polenta e osei in versione bresciana; i primi piatti di pasta ripiena, tortelli, agnoli e casonsei, gnocchi di patate; gallina ripiena e salame cotto. Si ricorda inoltre il malfatto di Carpenedolo, tipico piatto locale che rappresenta la cucina povera delle campagne bresciane.[36].

Persone legate a Carpenedolo[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stagione concertistica: concerti di musica classica proposti nel periodo gennaio-marzo presso il "Piccolo teatro" di palazzo Laffranchi dall’Accademia Musicale A.Vivaldi.[senza fonte]
  • Festival Jazz Mario Casnici: Serate di musica jazz proposte nel mese di agosto dall’associazione musicale Casnici.[senza fonte]
  • Fiera di San Bartolomeo, risalente alla fine del XV secolo e ancora oggi festeggiata nella settimana che comprende il 24 agosto. All’interno della fiera è possibile trovare un’esposizione di quadri di autori locali e dei territori limitrofi.[senza fonte]
  • Concerto di Natale nella chiesa parrocchiale (corale polifonica "Ars Nova di Carpenedolo").[senza fonte]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione di Carpenedolo

Il territorio comunale si estende per circa 30 km². Secondo lo statuto comunale,[37] oltre al capoluogo esistono otto località:[38]

  • Carpenedolo (6,3 km² e 11 000 abitanti);
  • Gerole (1,5 km² e 65 abitanti);
  • Lame (6,5 km² e 232 abitanti);
  • Lametta (1,0 km² e 87 abitanti assieme alla località Livelli);
  • Livelli (1,0 km² e 87 abitanti assieme alla località Lametta);
  • Ravere (4,5 km² e 210 abitanti);
  • Sant'Apollonia (2,4 km² e 92 abitanti);
  • Taglie (3,6 km² e 214 abitanti);
  • Tezze (4,0 km² e 159 abitanti).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione attiva è pari al 45,2% del totale ovvero 4.629 abitanti su un totale di 10386 (dati del censimento del 2001)[senza fonte], suddivisa in:

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

La percentuale di impiegati nel settore si è ridotta notevolmente, passando infatti al 14,8% del 1971 al 6,7% del 2001[senza fonte]. Alla produzione agricola è dedicato il 75% del territorio comunale.[senza fonte] Le coltivazioni sono costituite principalmente da granturco, utilizzato in maggior misura come mangime per il bestiame di allevamento (bovini; sia da macello che da latte).

Industria[modifica | modifica wikitesto]

La presenza di attività di produzione industriale è documentata fin dal XIV secolo (mulini, macine, segherie e magli maccanici attivati dalla forza dell'acqua grazie alla "Fossa Magna". Dal XV secolo è inoltre presente l'industria del laterizio, facilitata dall'abbondanza di argilla. Dal XVIII secolo si diffuse la coltivazione del gelso e l'allevamento dei bachi da seta, con sviluppo anche di attività di trasformazione e la creazione di setifici e filatoi, divenuti nel XX secolo filande (nel 1920 le filande Gatti e Dell'Oro impiegavano 800 operaie)[39].

Dal secondo dopoguerra si ebbe un considerevole sviluppo industriale, con la presenza di aziende del settore calzaturiero, che diedero lavoro a più di 2500 persone (Bober, SuperCarpen, Pirca): nei primi anni settanta fu l'unico comune della zona a non essere dichiarato "zona depressa". Successivamente la crisi del settore costrinse le grandi aziende calzaturiere alla chiusura, ma furono sostituite da piccoli laboratori artigianali. Negli anni sessanta avevano aperto altre imprese attive nel settore alimentare, metalmeccanico e nell'edilizia[39].

Con l'approvazione del primo piano urbanistico da parte della Regione Lombardia, nel 1978 le attività artigianali e industriali sono state decentrate a nord e a sud del paese. Continuano ad essere presenti sul territorio alcune grandi aziende metalmeccaniche[39].

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Circa il 30% degli impiegati sono inseriti negli organi pubblici (locali e nazionali).[senza fonte] In passato si svolgeva il mercato del bestiame, oggi concentrato al Centro Fiera di Montichiari. Sono diffuse le piccole imprese artigianali dell'edilizia.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Brescia.

Il comune di Carpenedolo è attraversato da nord a sud dalla strada statale 343 "asolana" che collega Montichiari e Parma: dal 1995 la viabilità principale aggira il centro abitato, prendendo in quel tratto il nome di strada provinciale di Brescia 343.

La strada provinciale 69 attraversa il paese da ovest a est, verso i comuni di Calvisano (ponte di Mezzane) e diCastiglione delle Stiviere. Le strade provinciali 104 e 105 che portano verso la provincia di Mantova, Gozzolina di Castiglione e Castel Goffredo[40].

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il servizio di trasporto pubblico è gestito dal consorzio Trasporti Brescia Sud e dall'APAM di Mantova, con collegamenti per il lago di Garda, per Brescia e per Mantova[41].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Paolo Bonisoli Sindaco
1946 1951 Girolamo Ravera Sindaco
1956 1960 Giuseppe Vescovi Sindaco
1960 1970 Gottardo Zonta Democrazia Cristiana Sindaco
1970 1980 Pierluigi Zaniboni Sindaco
1980 1985 Mario Ianni Sindaco
1985 1986 Enrico Carrero Sindaco
1986 1990 Stefano Boselli Partito Socialista Italiano Sindaco
1990 1995 Mario Ferrari Sindaco
1995 1999 Pierluigi Zaniboni Sindaco
1999 2004 Valentino Treccani Lega Nord Sindaco
2004 2014 Gianni Desenzani L'Ulivo poi Partito Democratico Sindaco
2014 in carica Stefano Tramonti Forza Italia Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Personalità sportive legate a Carpenedolo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 24 marzo 2014.
  2. ^ Dizionario d'ortografia e di pronunzia-Carpenedolo..
  3. ^ ProlocoCarpenedolo
  4. ^ Comuni Italiani, Provincia di Brescia.
  5. ^ Carpenedolo, www.comuni-italiani.it. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  6. ^ ViaMichelin: mappe, itinerari, hotel, turismo, viaggi, ristoranti, week end, prenotazione alberghi. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  7. ^ Carpenedolo: comuni limitrofi, www.comuni-italiani.it. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  8. ^ a b Carpenedolo: clima e dati geografici, www.comuni-italiani.it. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  9. ^ Carpenedolo Nuova Storia, cap. X
  10. ^ a b c Carpenedolo Nuova Storia, Carpenedolo, 1996.
  11. ^ Zona Sismica-Carpenedolo..
  12. ^ a b Zona Climatica-Carpenedolo.
  13. ^ Eurometeo medie climatiche
  14. ^ Eurometeo medie climatiche
  15. ^ Eurometeo piovosità media
  16. ^ eurometeo Umidità relativa
  17. ^ Carpenedolo Nuova Storia (1996), p.151.
  18. ^ Carpenedolo Nuova Storia (1996), cap VII.
  19. ^ Museo Rambotti.
  20. ^ a b c d e f g h i j Scheda storica sul sito della Proloco di Carpenedolo.
  21. ^ Un documento del 1043 riporta la cessione del castello in loci Carpinedulli da parte di Paterico, abate di Serle, al vescovo di Brescia Olderico: Vivi la città, n.141, 2001, opuscolo del comune di Carpenedolo (PDF), p.5).
  22. ^ Federico Odorici, Storie bresciane. Dai primi tempi sino all'età nostra, Brescia 1856 riporta che Ardizzone Losco Poncarale, era "capitano di Carpenedolo" in tale occasione.
  23. ^ Carpenedolo Nuova Storia (1996), cap XIV.
  24. ^ a b c d e f g h Storia di Carpenedolo, Brescia, 1924.
  25. ^ a b demo istat
  26. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  27. ^ Comuni Italiani, Stranieri Carpenedolo.
  28. ^ Diocesi di Brescia, parrocchia di Carpenedolo. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  29. ^ AA. VV., Parlate e dialetti della Lombardia. Lessico comparato, Milano, Mondadori, 2003.
  30. ^ Biblioteca di Carpenedolo.
  31. ^ Scuole a Carpenedolo.
  32. ^ Carpenedolo Nuova Storia, cap.XVII
  33. ^ Corale Polifonica ArsNova.
  34. ^ Accademia Vivaldi Carpenedolo.
  35. ^ Associazione Casnici.
  36. ^ P. Piazzesi, La cucina Lombarda, Milano, Bonechi, 2003.
  37. ^ Ministero dell'Interno - Statuto comunale di Carpenedolo.
  38. ^ Dati abitanti e superficie tratti dai Dati Istat censimento 2001.
  39. ^ a b c Carpenedolo '900,economia società e politica di metà secolo, Brescia, 1990.
  40. ^ Stradario, viamichelin,Carpenedolo..
  41. ^ Orari Autubus BresciaTrasporti..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Corsini, Carpenedolo '900,economia società e politica di metà secolo, Brescia, 1990. ISBN non esistente
  • Antonio Fappani “Enciclopedia Bresciana” Volume II, 1974, Brescia. ISBN non esistente
  • Pancrazio Pasotti, I Carpini Fiorenti, Brescia, 1886. ISBN non esistente
  • Emilio Spada, Eugenio Zilioli, Carpenedolo Nuova Storia, Carpenedolo, 1996. ISBN non esistente
  • Mario Trebeschi, Carpenedolo ai tempi della battaglia di Solferino e San Martino, Carpenedolo, 2009. ISBN non esistente
  • Umberto Treccani, Storia di Carpenedolo, Brescia, 1924. ISBN non esistente

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]