Carpenedolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Carpenedolo
comune
Carpenedolo – Stemma Carpenedolo – Bandiera
Carpenedolo – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Brescia – stemma Brescia
Sindaco Gianni Desenzani (centrosinistra) dal 8/6/2009
Territorio
Coordinate 45°21′55.44″N 10°25′56.28″E / 45.3654°N 10.4323°E / 45.3654; 10.4323 (Carpenedolo)Coordinate: 45°21′55.44″N 10°25′56.28″E / 45.3654°N 10.4323°E / 45.3654; 10.4323 (Carpenedolo)
Altitudine 78 m s.l.m.
Superficie 30,12 km²
Abitanti 12 804[1] (30-06-2011)
Densità 425,1 ab./km²
Frazioni Cornali, Gerole, Lame, Lametta, Livelli, Ravere, Sant'Apollonia, Taglie, Tezze, Uve Bianche
Comuni confinanti Acquafredda, Calvisano, Castel Goffredo (MN), Castiglione delle Stiviere (MN), Montichiari
Altre informazioni
Cod. postale 25013
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017039
Cod. catastale B817
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti carpenedolesi
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Localizzazione
Carpenedolo è posizionata in Italia
Carpenedolo
Posizione del comune di Carpenedolo nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Carpenedolo nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Carpenedolo (IPA:[kar pe né do lo][2]; Carpenédol in dialetto bresciano[3]) è un comune italiano di 12.804 abitanti[4] della provincia di Brescia in Lombardia.

È situato nella pianura padana e più precisamente nella bassa bresciana orientale, sulla riva sinistra del fiume Chiese, a metà strada tra Brescia e Mantova. È il ventunesimo comune per numero di residenti della provincia di Brescia[5]. Appartiene alla Regione Agraria n. 14 della Pianura Bresciana Orientale[6].

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Lombardia.

[modifica] Territorio

Carpenedolo è situato nella parte sud-orientale della provincia di Brescia, al confine con la provincia di Mantova. Dista 22 km da Brescia, 46 km da Mantova e 50 km da Cremona[7].

Il comune confina a nord con Montichiari, a est con Castiglione delle Stiviere e Castel Goffredo, ad ovest con Calvisano, a sud con Acquafredda[8].

Il territorio comunale (superficie di 30,14 km²[9]) è prevalentemente pianeggiante, al termine dell'anfiteatro collinare morenico del lago di Garda. Le maggiori elevazioni sono rappresentate dal monte Rocchetta (132 m s.l.m), dal colle Zecchi, dal monte Paletta e dal monte Fogliuto. La quota ufficiale della cittadina, riferita all'ubicazione della casa comunale è di 78 m s.l.m.[9].

Dal punto di vista geologico il terreno è costituito da sedimenti terrigeni determinati dal fenomeno morenico o dalla pianura alluvionale del fiume Chiese.

[modifica] Idrografia

Il fiume Chiese a Carpenedolo

Il confine con il comune di Calvisano, ad ovest, è costituito dal fiume Chiese, che qui, all'ingresso in pianura, allarga l'alveo rallentando la velocità delle acque. Un'ampia area golenale ospita salici e pioppi che si alternano a praterie e tratti paludosi e a pozze alimentate dalle risorgive. Questo ambiente ospita numerose specie di uccelli (pendolino, garzetta, martin pescatore, nitticora, tarabusino, airone cinerino. Sull'argine sono stati ricavati itinerari da percorrere in bicicletta o a piedi (verso nord fino a Montichiari o verso sud fino al ponte di Mezzane).

Il centro abitato è attraversato dalla "Fossa Magna", un canale voluto da Bernabò Visconti[10], che in origine partiva dal fiume Chiese, passando per Lonato, per ricongiungersi al fiume dopo aver seguito l'odierna strada statale asolana. Nel 1750 Montichiari intercettò le acque provenienti da Lonato e il tratto della "Fossa Magna" di Carpendolo è da allora alimentato solo dalle risorgive, a partire dal fontanone di Sant'Apollonia, e da due affluenti (Seriola Lametta e Fontanone della Scala), che in precedenza formavano paludi a sud ed a est del monte Rocchetta. A causa dell'intenso uso dell'acqua per l'irrigazione le risorgive sono oggi insufficienti ad alimentare il canale, che in alcuni tratti è secco[11].

Il percorso della Fossa Magna all'interno dell'abitato è stato in più punti coperto nel corso dell'Ottocento (piazza dell'Ospedale, piazza della Chiesa, piazza Europa). A sud del paese si conserva la ruota di uno dei mulini che utilizzavano l'acqua della Fossa.

[modifica] Sismologia

Secondo la Classificazione sismica, il comune appartiene alla zona 3[12] (sismicità medio-bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Brescia Ghedi e Stazione meteorologica di Desenzano del Garda.

Carpenedolo gode del tipico clima temperato continentale dell’alta pianura padana e delle medie latitudini, comune a tutta la Lombardia. Come nel resto della pianura bresciana nel periodo invernale è frequente la nebbia ed anche le gelate e la neve. L'estate può essere calda e afosa nei mesi di luglio e agosto, con temperature che possono salire oltre i 35º. In primavera e in autunno il clima è più mite e più umido[13].

Classificazione climatica: zona, E 2399 78[13].

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media[14] (°C) 4 8 13 17 22 26 29 28 24 18 10 5 17
Temperatura minima media[15] (°C) -3 -1 3 7 11 15 18 17 14 9 3 -2 7,5
Piovosità media[16] (mm) 60 54 64 69 92 75 73 85 62 84 79 54 71
Umidità relativa[17] (%) 86 81 75 76 73 71 72 72 75 79 85 86 77.6
Venti (dir.-nodi) WNW-5 W-5 W-5 W-5 W-5 W-5 W-5 W-5 W-5 WNW-5 WNW-5 WNW-5 --

[modifica] Storia

Le origini del nome
Albero di carpino nella piazza principale

Il toponimo di Carpenedolo deriva da carpinus, ovvero la pianta del carpino[18], che è tuttora simbolo del paese. Un esemplare della pianta si trova nella piazza principale. Al toponimo si riferisce anche il nome della chiesa più antica, la pieve di Santa Maria in Carpino. Il nome ricorre come Carpanetulo nel sec. XII, Carpenedulo nel sec XIII, Carpenedolo nel sec. XVI[19]. Il suffisso in edolo è comune a molti toponimi in provincia e indica un collettivo. Pertanto il toponimo indica la presenza storica di una moltitudine di carpini, da cui quindi Carpenedolo, il paese dei carpini.

Panorama

Nel territorio del comune è attestata la frequentazione umana a partire dall'età del bronzo (i ritrovamenti più importanti sono costituiti da un'ascia con alette e di due spade[20] , rinvenute nel 1975 e custodite nel museo archeologico di Remedello; ceramiche della stessa epoca sono state rinvenute nei pressi del fiume Chiese).

La presenza di un insediamento celtico dei Galli Boi è suggerita dal ritrovamento di suppellettili e oggetti provenienti da corredi funebri, conservati ugualmente nel museo archeologico di Remedello. L'insediamento dovette proseguire anche in epoca romana, come suggeriscono iscrizioni commemorative e votive del II secolo a.C. e in epoca altomedievale (ritrovamenti di tombe barbariche nel 1903 e di oggetti longobardi[21]).

In epoca medievale fu sede di una pieve (Santa Maria in Carpino), sorta nell'odierna frazione di Taglie, e di un castello sul monte Rocchetta, già esistente nel 1043[22].

Nel 1237, in occasione della discesa in Italia dell'imperatore Federico II, il castello fu distrutto dal podestà di Parma e Reggio Emilia, nonostante la difesa del capitano che lo difendeva, Ardizzone Losco Poncarale[23].

A partire dal 1324 fu signore di Carpenedolo e delle terre vicine Cangrande della Scala. Nel 1337 passò sotto i Visconti di Milano: a Bernabò Visconti si deve la realizzazione del canale della "Fossa Magna" e la ricostruzione della torre del vecchio castello[21].

Nel 1404 Pandolfo III Malatesta si impadronì della signoria di Brescia; durante una sua assenza per difendere i suoi domini da Venezia nel 1413, Carpenedolo si ribellò insieme ad altri comuni del Bresciano: al suo ritorno il condottiero rase al suolo il paese. In seguito fu sconfitto da Francesco Bussone (il Carmagnola) presso la Fossa Magna nel 1420 e ritornò sotto il dominio di Milano. Nel 1428 passò alla Repubblica di Venezia[21].

Subì un'epidemia di peste particolarmente violenta nel 1630 e nel 1701-1702 un assedio da parte delle truppe imperiali[21].

Nel 1815 entrò a far parte della neoistituita provincia di Brescia del Regno Lombardo-Veneto. Sotto il dominio austriaco subì due epidemie di colera (1836 e 1855[21]).

Nel 1848, durante la prima guerra di indipendenza il generale Radetzky minacciò di raderla nuovamente al suolo per essersi opposta al passaggio delle truppe austriache. Nel 1859, durante la seconda guerra di indipendenza fu sede del campo del IV corpo di armata francese, guidato dal generale Adolphe Niel, prima della battaglia di Solferino e San Martino[21].

Con il resto del Lombardo-Veneto passò al Regno d'Italia nel 1861[21].

[modifica] Simboli

Carpine.JPG

Nel 1554 il primo stemma cittadino, posto sul palazzo comunale, demolito nel 1932, recava un carpino a doppia chioma, accompagnato dall'iscrizione "COMMUNITATIS CARPINETULI 1554". Nel XVIII secolo sugli atti del comune veniva apposto un sigillo con al centro un carpino a una sola chioma e intorno la scritta "Comunità di Carpenedolo".

L'attuale stemma è stato confermato dalla direzione araldica di Firenze e approvato dalla presidenza del consiglio dei ministri con D.P.R 16 aprile 1962: vi compare un carpino su uno sfondo bicolore bianco-verde[11].

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

La chiesa parrocchiale, intitolata a san Giovanni Battista, fu costruita nei secoli XVII-XVIII[24].

L'edificio, in stile barocco ha pianta a croce latina, con navata unica e altari laterali. Ospita all'interno una pala d'altare settecentesca, di autore ignoto, con la Natività di san Giovanni Battista, di dimensioni monumentali (80 m2). Agli altari laterali sono tele con Il martirio di san Bartolomeo de' Maffei, patrono della città, L'ultima cena, San Francesco riceve le stimmate (opera di F. Zugno) e Martirio di san Lorenzo, opera di Gandin Vecchio[25].

Le pareti, la volta e la cupola sono ricoperti da affreschi.

Torre nuova

Il campanile della chiesa (detto anche "Torre nuova") venne innalzato in stile barocco a partire dal 1726, al posto di quello vecchio, demolito nel 1720 in quanto pericolante[25]. Fu costruito a spese della comunità su un'area di proprietà privata di fronte alla chiesa, su progetto dell'architetto di Lonato Paolo Soratini. Venne terminato nel 1736 e raggiunge un'altezza di 66 m.

Inizialmente aveva quattro campane, sostituite dalle nove attuali, opera di Innocenzo Maggi di Brescia, nel 1843. Le nuove campane riportano sulla superficie esterna il nome del fonditore, motti latini, figure di santi in gloria e scene evangeliche. La copertura in bronzo, bruciata nel 1975 in quanto colpita da un fulmine, fu sostituita l'anno successivo.

Chiesa di Santa Maria del Castello

[modifica] Santuario di Santa Maria del Castello

La chiesa del santuario di Santa Maria del Castello è un edificio seicentesco,realizzato in stile barocco opera dell'architetto G. B. Marchetti[25].

Alla chiesa si accede per mezzo di una scalinata che permette di raggiungere il sagrato sopraelevato, posto in posizione panoramica sulla pianura circostante.

All'interno, a pianta centrale, quattro semicolonne sorreggono gli archi su cui poggia il tamburo poligonale della cupola, nel quale si aprono finestre timpanate.

L'altare maggiore è protetto da un ciborio a forma di tempietto, attribuito al comasco Solari, con quattro colonne che sorreggono le statue delle quattro Virtù teologali. L'interno è affrescato e conserva due tele del pittore Maffei (Natività di Gesù e Visitazione)[25].

[modifica] Pieve di Santa Maria in Carpino

Pieve di Santa Maria in Carpino

L'edificio in forma basilicale è di forme romaniche, con abside semicircolare in pietra di Botticino, ornata all'esterno di sottili lesene e coronata da una cornice di laterizi. Nella muratura sono inseriti elementi di reimpiego con decorazioni scolpite di epoca altomedievale e romana[25].

La facciata si presentava in origine affrescata e sul fianco sud era appoggiato un piccolo edificio annesso che fungeva da sagrestia e da casa per l'eremita che custodiva il santuario, demolito nel 1966[11].

L'interno è a navata unica (19,94 m di lunghezza e 5,92 m di larghezza), coperta da un tetto a capriata lignea, sostenuto da cinque arcate leggermente acute. Conserva nell'abside un affresco quattrocentesco attribuito al pittore cremonese Bonifacio Bembo: in un polittico sono raffigurati la Vergine con il Bambino e angioletti; sul catino absidale è affrescato Gesù in trono con il Vangelo e i quattro evangelisti. Altri affreschi sono conservati nello spazio del coro (San Pietro, con iscrizione in caratteri gotici) e altri frammenti sulle pareti[25].

La chiesa ospita inoltre due tali raffiguranti San Luigi e Annunciazione, restaurati nel 1993.

[modifica] Chiesa di San Pietro

Interno della chiesa di San Pietro

La piccola chiesa di San Pietro si trova al di fuori del centro abitato, sulla strada per Calvisano. Di antica origine fu pesantemente rimaneggiata nel 1692, con la demolizione dell'originaria abside, sostituita da un ingresso con piccolo portico, mentre l'altare venne ricostruito sul lato opposto[25]. L'arco che collegava l'abside alla navata (con iscrizione che lo data al 1475) è decorato con motivi vegetali. Fu modificata anche la copertura dell'edificio, con la realizzazione di un arco centrale più alto e con l'inserimento di semicolonne sulle pareti.

Sulle pareti, parzialmente coperti dalle colonne seicentesche sono affreschi quattrocenteschi, restaurati nel 2001, datati al 1474 da un'iscrizione sulla bordura superiore della parete meridionale. Si conservano sul lato sud la Fuga in Egitto e sul lato nord una Crocifissione e San Pietro. Le figure di Sant'Antonio abate, San Bernardino e ancora Sant'Antonio abate sono dello stesso periodo ma di altra mano. Un altro affresco, di epoca successiva (San Gregorio papa e le anime purganti), si conserva presso il presbiterio. Sugli affreschi sono presenti scritte graffite dai devoti che invocavano la protezione dei santi, che ricordano le epidemie di peste del 1576 e del 1630[11].

Il nuovo altare presenta una decorazione in stucco, un tabernacolo in legno dipinto e una pala d'altare (Madonna con Bambino con i santi Pietro e Paolo e il ritratto del committente, identificato da un'iscrizione come Faustino Ceruto, rettore di San Pietro, e datato al 1680. Alla sinistra dell'altare è presente un piccolo reliquario in forma di tabernacolo, dove l'iscrizione riporta che vi sono conservate reliquie dei santi Pietro papa apostolo, Gottardo e Rocco.

Nella piccola sacrestia si trova un affresco con Crocifissione, sacerdote inginocchiato in preghiera e morte con la falce.

Il piccolo campanile ospita due campane e un'iscrizione ne ricorda il restauro nel 1865[25].

[modifica] Santuario delle Lame

Santuario delle Lame

Il santuario dedicato alla Purità di Maria si trova nella frazione Lame, nella zona sud-orientale del territorio del comune, lungo la strada che conduce a Castel Goffredo, costruito nel 1760 al posto di una più antica cappella: il committente, il sacerdote Bonaventura Bozzola e l'anno sono ricordati da un'iscrizione[25].

Nel 1958 la chiesa fu ornata con decorazioni e una pavimentazione marmorea.

[modifica] Altri edifici sacri

  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa della Madonna di Ravere
  • Chiesa di San Rocco
  • Chiesa del Suffragio
  • Chiesa del Sacro Cuore
  • Cappella di Casa Girelli
  • Cappella di via Gerevini
  • Santella di via IV novembre
  • Santella di via Pozzi

[modifica] Architetture militari

[modifica] Torre Vecchia

Torre vecchia

La Torre vecchia, a pianta quadrata e dotata di merli, si trova sul monte Rocchetta, associata ai resti di murature appartenenti ad un castello. Ai piedi della torre si conservavano in passato anche i resti di un fossato (redefoss).

Il castello, attestato come esistente nel 1043[26], appartenne in seguito alla famiglia bresciana dei Poncarale, guelfa[27]. Nel 1237, in occasione della discesa in Italia dell'imperatore Federico II, il castello venne distrutto dalle truppe ghibelline di Reggio[25].

La torre venne ricostruita, sui resti del torrione precedente, nel XIV secolo, per volere di Bernabò Visconti, e di nuovo nel 1650. La torre è stata dichiarata nel 1917 monumento nazionale italiano e nel 2006 è stata sottoposta a lavori di restauro.

[modifica] Architetture Civili

[modifica] Palazzo Deodato Laffranchi

Facciata del palazzo Deodato Laffranchi

Il palazzo di proprietà Laffranchi, in via Tre Ponti divenne un ospedale per disposizione testamentaria dell'ultimo proprietario, Deodato Laffranchi, morto il 14 aprile 1635. L'ospedale, ristrutturato nelle forme attuali nella seconda metà dell'Ottocento ha funzionato fino al 1970 ed è stato in seguito adibito a casa di riposo. Dopo il trasferimento di questa a nuova sede, il palazzo è stato restaurato tra il 1995 e il 1999 ed è divenuto sede del centro anziani, di uffici comunali, della biblioteca comunale, di un piccolo teatro e di un consultorio dell'ASL[21].

[modifica] Palazzo Tommaso Caprioli

Facciata del palazzo Tommaso Caprioli

Il palazzo, di origine cinquecentesca, fu in possesso della famiglia Caprioli fino al suo acquisto da parte del comune. Divenne la prima sede del municipio, quindi scuola elementare e media. Dopo il trasferimento della scuola negli anni ottanta è divenuto sede dell'ufficio postale e di associazioni culturali. Un restauro condotto tra il 2005 e il 2007 ha rimesso in luce degli affreschi. Il palazzo ha preso il nome di Palazzo della Cultura e ospita ancora associazioni culturali ed è sede della proloco[21].

[modifica] Altri luoghi e monumenti di interesse

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Al 31 marzo 2011 i residenti risultano 12.771 facendo di Carpenedolo il 21° comune più residente della provincia di Brescia. L'età media si attesta sui 39,7 anni mentre il tasso di natalità (7° in provincia) è del 14,0‰[28].

Abitanti censiti

L'aumento della popolazione è stato esiguo nei primi 100 anni di storia Italiana (1861-1961). Nel decennio 1960-1970 l'incremento è stato più intenso grazie al boom economico che ha interessato il paese in quel periodo. Dal 2000 a oggi l'incremento è stato molto più marcato, dovuto in maggior parte a popolazione extracomunitaria, la quale rappresenta infatti circa il 70% della crescita demografica.

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Carpenedolo, negli ultimi anni, è divenuta una cittadina multietnica. All'inizio del 2011 la popolazione straniera rappresenta il 18,2% del totale (Istat 01/2011)[28]. Al 1 gennaio 2011 risiedono a Carpenedolo 2365[29] cittadini stranieri appartenenti alle seguenti principali nazioni d'origine:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Bandiera del Marocco Marocco 491
2 Bandiera della Romania Romania 289
3 Bandiera dell'Albania Albania 265
3 Bandiera dell'India India 173
5 Bandiera del Pakistan Pakistan 158
6 Bandiera della Nigeria Nigeria 137
7 Bandiera del Ghana Ghana 137
8 Bandiera del Senegal Senegal 134
9 Bandiera della Macedonia Macedonia 116
10 Bandiera della Cina Cina 58

[modifica] Religione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Diocesi di Brescia.

La maggior parte della popolazione fa parte della Chiesa cattolica, e afferisce all'unica parrocchia di San Giovanni Battista (retta da un arciprete coadiuvato da due curati), appartenente alla diocesi di Brescia[30].

Il patrono della comunità cattolica di Carpenedolo è san Bartolomeo apostolo, che si festeggia il 24 agosto.

Gli stranieri residenti invece, sono in prevalenza induisti e musulmani.

[modifica] Lingua e dialetto

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Dialetto bresciano e Dialetto lombardo orientale.

Sul tutto il territorio comunale la lingua ufficiale è unicamente l'italiano. Tuttavia sul territorio è largamente diffuso l'utilizzo del dialetto bresciano, sia nella popolazione più anziana che in quella più giovane. Tale dialetto, essendo Carpenedolo terra di confine, risente in alcuni vocaboli della vicinanza del territorio manovano[31].

[modifica] Tradizioni e folclore

Durante l'anno sono proposti dalle varie realtà del territorio alcuni eventi tradizionali[21]:

Fiera del torrone
  • Carnevale carpenedolese
Dopo la seconda guerra mondiale ha ripreso vita la tradizione di festeggiare il Carnevale con una sfilata di carri allegorici dei Goghi (antica fazione filoveneziana del paese), che si tiene il sabato precedente al martedì grasso, nella piazza principale del paese. A metà giornata inoltre squadre di arrampicatori si dedicano alla scalata dell'albero della Cuccagna. Vengono distribuiti gratuitamente gnocchi caldi per tutta la giornata.
  • Festa di San Bartolomeo, risalente alla fine del XV secolo e ancora oggi festeggiata nella settimana che comprende il 24 agosto.
  • Fiera "Carpenedolo in vetrina": dal 2006, fiera della produzione artigianale, commerciale e industriale comunale.
  • Manifestazione "Sport e solidarietà": dal 1996 in settembre gare tra le locali associazioni sportive per raccogliere fondi per beneficenza ("Gruppo Madre Teresa di Calutta").
  • Manifestazione "Novello e non solo": in autunno presentazione di vini delle aziende vitivinicole bresciane.
  • Fiera del torrone: ripresa nel 2005 insieme alla festa della Madonna del Castello (8 dicembre).

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

La biblioteca comunale è situata presso Palazzo Caprioli. Possiede attualmente un patrimonio di circa 20.000 volumi tra letteratura saggistica, CD audio e DVD disposti a scaffale apero. La Biblioteca dispone di due postazioni PC collegate ad Internet e a stampante[32]. E’ inoltre presente una sezione di archivio storico contenente volumi consultabili unicamente all’interno della biblioteca stessa. La biblioteca organizza periodicamente eventi culturali legati alla promozione della lettura, rivolti a tutte le fasce di età.

[modifica] Scuole

Sul territorio comunale sono presenti le seguenti tipologie di scuole[33]:

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CARPENEDOLO

[modifica] Musei

  • Museo Ugo Adriano Graziotti: Museo d’arte contemporanea contenente i quadri e le sculture di Ugo Adriano Graziotti, artista contemporaneo del ‘900, nato a Carpenedolo. Il museo è situato al secondo piano di Palazzo D.Laffranchi[senza fonte].
  • Museo del Santuario: Museo contente oggetti sacri, tele d’epoca e alcuni ordigni inesplosi della seconda guerra mondiale rinvenuti sul territorio di Carpenedolo[senza fonte].

[modifica] Media

[modifica] Stampa

  • Il Castello, periodico d’informazione. Fondato dalla Parrocchia di Carpenedolo nel 1994. Tratta delle iniziative della Parrocchia di Carpenedolo e dell’Oratorio.
  • Il Megafono, primo periodico gratuito d’informazione. Fondato dall’Associazione Culturale “Il Megafono” nel 1998. Tratta degli avvenimenti, persone e associazioni culturali e sportive del paese.
  • Vita di Carpenedolo, periodo gratuito d’informazione. Fondato dal Camune di Carpenedolo nel 2004. Tratta delle iniziative dell’amministrazione comunale e degli organi ad essa legati.
  • Piazza Europa, periodico gratuito d’informazione. Fondato dall’associazione “Sotto il cielo dei carpini” nel 2005. Tratta di fatti, persone e realtà del territorio.

[modifica] Musica

Il territorio di Carpenedolo è caratterizzato da una forte dedizione alla musica. Sono presenti sul territorio diverse realtà importanti nell’ambito musicale:

  • Il “Corpo Musicale Carpenedolese”: fondato nel 1948 sulle ceneri della compagnia filarmonica carpenedolese. Svolge attività didattica, attività concertistica e servizio a piedi durante le ricorrenze civili o religiose[34].
  • Corale Polifonica Ars Nova: diretta M°Mario Tononi e fondata nel 1981. La corale è impegnata in concerti a livello nazionale ed internazionale, prettamente di carattere sacro[35].
  • Accademia Musicale A.Vivaldi: fondata nel 1983, è una forte realtà musicale del territorio. Si propone di diffondere la cultura musicale attraverso un’intensa attività didattica, concerti, seminari, corsi di perfezionamento[36].
  • Associazione Musciale M.Casnici: fondata nel 2009, è una giovane realtà musicale del territorio. Propone attività didattica musicale di genere classico e moderno, concerti e approfondimenti musicali[37].

[modifica] Cucina

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Cucina lombarda e Prodotti agroalimentari tradizionali lombardi.
Una padella di casoncelli.

La cucina di Carpenedolo è tipica della Lombardia Orientale. È legata a tradizioni contadine e al legame culinario con le zone vicine, soprattutto con la cucina mantovana. Alcuni piatti caratteristici sono la polenta, in accompagnamento dei primi e dei secondi, fra cui la polenta e osei in versione bresciana; i primi piatti di pasta ripiena, tortelli, agnoli e casonsei, gnocchi di patate; gallina ripiena e salame cotto[38].

[modifica] Personalità legate a Carpenedolo

[modifica] Eventi

  • Stagione concertistica: concerti di musica classica proposti nel periodo gennaio-marzo presso il "Piccolo teatro" di palazzo Laffranchi dall’Accademia Musicale A.Vivaldi.[senza fonte]
  • Festival Jazz Mario Casnici: Serate di musica jazz proposte nel mese di agosto dall’associazione musicale Casnici.[senza fonte]
  • Fiera di San Bartolomeo, risalente alla fine del XV secolo e ancora oggi festeggiata nella settimana che comprende il 24 agosto. All’interno della fiera è possibile trovare un’esposizione di quadri di autori locali e dei territori limitrofi.[senza fonte]
  • Concerto di Natale nella chiesa parrocchiale (corale polifonica "Ars Nova di Carpenedolo").[senza fonte]

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Suddivisione del territorio

Suddivisione di Carpenedolo

Il territorio comunale, vasto circa 30 km², è composto dal capoluogo, Carpenedolo, e da altre otto frazioni/località (80% del territorio per un totale di circa 800 abitanti, il 6,3% della popolazione comunale).

[modifica] Località

Frazione Estensione Abitanti[39]
Carpenedolo 6,3 km² pari al 21% 11.000 pari al 91,0%
Ravere 4,5 km² pari al 15% 210 pari al 1,7%
Lame 6,5 km² pari al 22% 232 pari al 1,9%
Tezze 4,0 km² pari al 13% 159 pari al 1,3%
Taglie 3,6 km² pari al 12% 214 pari al 1,7%
Sant'Apollonia 2,4 km² pari all'8% 92 pari al 0,7%
Livelli-Lametta 1,0 km² pari al 3% 87 pari al 0,7%
Uve Bianche 0,8 km² pari al 2% 5 pari al 0,05%
Gerole 1.5 km² pari al 4% 65 pari al 0,5%

[modifica] Economia

La popolazione attiva è pari al 45,2% del totale ovvero 4.629 abitanti su un totale di 10386 (dati del censimento del 2001)[senza fonte], suddivisa in:

[modifica] Agricoltura

La percentuale di impiegati nel settore si è ridotta notevolmente, passando infatti al 14,8% del 1971 al 6,7% del 2001[senza fonte]. Alla produzione agricola è dedicato il 75% del territorio comunale.[senza fonte] Le coltivazioni sono costituite principalmente da granturco, utilizzato in maggior misura come mangime per il bestiame di allevamento (bovini; sia da macello che da latte).

[modifica] Industria

La presenza di attività di produzione industriale è documentata fin dal XIV secolo (mulini, macine, segherie e magli maccanici attivati dalla forza dell'acqua grazie alla "Fossa Magna". Dal XV secolo è inoltre presente l'industria del laterizio, facilitata dall'abbondanza di argilla. Dal XVIII secolo si diffuse la coltivazione del gelso e l'allevamento dei bachi da seta, con sviluppo anche di attività di trasformazione e la creazione di setifici e filatoi, divenuti nel XX secolo filande (nel 1920 le filande Gatti e Dell'Oro impiegavano 800 operaie)[40].

Dal secondo dopoguerra si ebbe un considerevole sviluppo industriale, con la presenza di aziende del settore calzaturiero, che diedero lavoro a più di 2500 persone (Bober, SuperCarpen, Pirca): nei primi anni settanta fu l'unico comune della zona a non essere dichiarato "zona depressa". Successivamente la crisi del settore costrinse le grandi aziende calzaturiere alla chiusura, ma furono sostituite da piccoli laboratori artigianali. Negli anni sessanta avevano aperto altre imprese attive nel settore alimentare, metalmeccanico e nell'edilizia[40].

Con l'approvazione del primo piano urbanistico da parte della Regione Lombardia, nel 1978 le attività artigianali e industriali sono state decentrate a nord e a sud del paese. Continuano ad essere presenti sul territorio alcune grandi aziende metalmeccaniche[40].

[modifica] Servizi

Circa il 30% degli impiegati sono inseriti negli organi pubblici (locali e nazionali).[senza fonte] In passato si svolgeva il mercato del bestiame, oggi concentrato al Centro Fiera di Montichiari. Sono diffuse le piccole imprese artigianali dell'edilizia.

[modifica] Trasporti

[modifica] Strade

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Strade provinciali della provincia di Brescia.

Il comune di Carpenedolo è attraversato da nord a sud dalla strada statale 343 "asolana" che collega Montichiari e Parma: dal 1995 la viabilità principale aggira il centro abitato, prendendo in quel tratto il nome di strada provinciale di Brescia 343.

La strada provinciale 69 attraversa il paese da ovest a est, verso i comuni di Calvisano (ponte di Mezzane) e diCastiglione delle Stiviere. Le strade provinciali 104 e 105 che portano verso la provincia di Mantova, Gozzolina di Castiglione e Castel Goffredo[41].

[modifica] Autostrade

I caselli autostradali più vicini sono:

[modifica] Ferrovie

Le stazioni ferroviarie più vicine a Carpenedolo sono quelle di:

[modifica] Aeroporti

L'aeroporto "Gabriele D'Annunzio" di Brescia-Montichiari è a 16 km da Carpenedolo, ma è interessato soprattutto al trasporto delle merci. Per il servizio passeggeri gli aeroporti più vicini sono quello di Milano-Orio al Serio e di Verona Villafranca.

Nelle vicinanze di Carpenedolo si trova anche l'aeroporto militare di Ghedi-Castenedolo dove ha sede il 6º stormo dell'Aeronautica.

[modifica] Mobilità urbana

Il servizio di trasporto pubblico è gestito dalla Brescia Trasporti e dall'APAM di Mantova, con collegamenti per il lago di Garda, per Brescia e per Mantova[42].

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Gianni Desenzani (lista civica "Progetto Democratico" - area centrosinistra) dal 8/6/2009 (2º mandato)

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Paolo Bonisoli nn Sindaco
1946 1951 Girolamo Ravera nn Sindaco
1956 1960 Giuseppe Vescovi nn Sindaco
1960 1970 Gottardo Zonta DC Sindaco
1970 1980 Pierluigi Zaniboni nn Sindaco
1980 1985 Mario Ianni nn Sindaco
1985 1986 Enrico Carrero nn Sindaco
1986 1990 Stefano Boselli PSI Sindaco
1990 1995 Mario Ferrari nn Sindaco
1995 1999 Pierluigi Zaniboni nn Sindaco
1999 2004 Valentino Treccani Lega Nord per Carpenedolo Sindaco
2004 in carica Gianni Desenzani Progetto Democratico Sindaco



[modifica] Sport

[modifica] Impianti sportivi

[modifica] Personalità sportive legate a Carpenedolo

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2011.
  2. ^ Dizionario d'ortografia e di pronunzia-Carpenedolo.
  3. ^ ProlocoCarpenedolo
  4. ^ Bilancio demografico mensile anno 2011. URL consultato il 22-11-2011.
  5. ^ Comuni Italiani, Provincia di Brescia
  6. ^ Carpenedolo. www.comuni-italiani.it. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  7. ^ ViaMichelin: mappe, itinerari, hotel, turismo, viaggi, ristoranti, week end, prenotazione alberghi. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  8. ^ Carpenedolo: comuni limitrofi. www.comuni-italiani.it. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  9. ^ a b Carpenedolo: clima e dati geografici. www.comuni-italiani.it. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  10. ^ Carpenedolo Nuova Storia, cap. X
  11. ^ a b c d Carpenedolo Nuova Storia, Carpenedolo, 1996.
  12. ^ Zona Sismica-Carpenedolo.
  13. ^ a b Zona Climatica-Carpenedolo
  14. ^ Eurometeo medie climatiche
  15. ^ Eurometeo medie climatiche
  16. ^ Eurometeo piovosità media
  17. ^ eurometeo Umidità relativa
  18. ^ Carpenedolo Nuova Storia (1996), op. cit., p.151.
  19. ^ Carpenedolo Nuova Storia (1996), op. cit., cap VII.
  20. ^ Museo Rambotti
  21. ^ a b c d e f g h i j Scheda storica sul sito della Proloco di Carpenedolo.
  22. ^ Un documento del 1043 riporta la cessione del castello in loci Carpinedulli da parte di Paterico, abate di Serle, al vescovo di Brescia Olderico: Vivi la città, n.141, 2001, opuscolo del comune di Carpenedolo (PDF), p.5).
  23. ^ Federico Odorici, Storie bresciane. Dai primi tempi sino all'età nostra, Brescia 1856 riporta che Ardizzone Losco Poncarale, era "capitano di Carpenedolo" in tale occasione.
  24. ^ Carpenedolo Nuova Storia (1996), op. cit., cap XIV.
  25. ^ a b c d e f g h i j Storia di Carpenedolo, Brescia, 1924.
  26. ^ Un documento dell'Archivio vaticano testimonia la sua cessione da parte dell'abbazia di Serle alla diocesi di Brescia
  27. ^ Federico Odorici, Storie bresciane. Dai primi tempi sino all'età nostra, Brescia 1856 riporta che un membro della famiglia, Ardizzone Losco Poncarale, era stato "capitano di Carpenedolo" nel XIII secolo.
  28. ^ a b demo istat
  29. ^ Comuni Italiani, Stranieri Carpenedolo
  30. ^ Diocesi di Brescia, parrocchia di Carpenedolo. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  31. ^ AA. VV., Parlate e dialetti della Lombardia. Lessico comparato (in italiano), Milano, Mondadori, 2003.
  32. ^ Biblioteca di Carpenedolo
  33. ^ Scuole a Carpenedolo
  34. ^ Carpenedolo Nuova Storia, op. cit., cap.XVII
  35. ^ Corale Polifonica ArsNova
  36. ^ Accademia Vivaldi Carpenedolo
  37. ^ Associazione Casnici
  38. ^ P. Piazzesi, La cucina Lombarda (in italiano), Milano, Bonechi, 2003.
  39. ^ Dati Istat
  40. ^ a b c Carpenedolo '900,economia società e politica di metà secolo, Brescia, 1990.
  41. ^ Stradario, viamichelin,Carpenedolo.
  42. ^ Orari Autubus BresciaTrasporti.

[modifica] Bibliografia

  • Paolo Corsini, Carpenedolo '900,economia società e politica di metà secolo, Brescia, 1990. (ISBN non disponibile)
  • Antonio Fappani “Enciclopedia Bresciana” Volume II, 1974, Brescia. (ISBN non disponibile)
  • Pancrazio Pasotti, I Carpini Fiorenti, Brescia, 1886. (ISBN non disponibile)
  • Emilio Spada; Eugenio Zilioli, Carpenedolo Nuova Storia, Carpenedolo, 1996. (ISBN non disponibile)
  • Mario Trebeschi, Carpenedolo ai tempi della battaglia di Solferino e San Martino, Carpenedolo, 2009. (ISBN non disponibile)
  • Umberto Treccani, Storia di Carpenedolo, Brescia, 1924. (ISBN non disponibile)

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue