Castelcovati

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Castelcovati
comune
Castelcovati – Stemma Castelcovati – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Camilla Gritti (2º mandato) (LN) dal 15/04/2008
Territorio
Coordinate 45°30′00″N 9°57′00″E / 45.5°N 9.95°E45.5; 9.95 (Castelcovati)Coordinate: 45°30′00″N 9°57′00″E / 45.5°N 9.95°E45.5; 9.95 (Castelcovati)
Altitudine 121 m s.l.m.
Superficie 6[1] km²
Abitanti 6 570[2] (30-11-2013)
Densità 1 095 ab./km²
Comuni confinanti Castrezzato, Chiari, Comezzano-Cizzago
Altre informazioni
Lingue italiano
Cod. postale 25030
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017041
Cod. catastale C072
Targa BS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti castelcovatesi
Patrono sant'Antonio Abate
Giorno festivo 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelcovati
Posizione del comune di Castelcovati nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Castelcovati nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Castelcovati (IPA: [kastɛlkoʊati] Castelcuàt in dialetto bresciano[3]) è un comune italiano di 6 570 abitanti[2] della provincia di Brescia in Lombardia.

È situato nella Bassa Bresciana occidentale.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pianura Padana.

Il paese dista 31 km circa dal capoluogo di provincia.[4] Interamente compreso nella Pianura padana, Castelcovati è privo di qualsiasi rilievo e corso d'acqua di origine naturale.

Il principale canale artificiale è la Roggia Baioncello, proveniente da Urago d'Oglio e diretta verso Trenzano e Castrezzato.[5] Castelcovati è in zona sismica 2, cioè una zona con pericolosità sismica media, dove possono verificarsi terremoti abbastanza forti.[6]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Brescia Ghedi.

Castelcovati è sito nella zona climatica E.[7] Il clima è quindi temperato subcontinentale, che presenta lunghi e freddi inverni, estati calde e afose e un tasso di umidità elevato.[8]

BRESCIA GHEDI
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,3 7,9 12,8 17,1 22,0 26,1 28,6 27,5 24,1 18,2 10,4 5,2 5,8 17,3 27,4 17,6 17,0
T. min. mediaC) -2,8 -0,7 2,9 6,8 11,3 15,3 17,8 17,2 13,9 8,7 3,1 -1,6 -1,7 7,0 16,8 8,6 7,7
T. max. assolutaC) 16,4
(1983)
22,0
(1990)
23,2
(1990)
27,1
(1987)
31,2
(1975)
34,8
(1962)
36,1
(1983)
35,0
(1983)
31,6
(1973)
26,8
(1986)
19,0
(1972)
17,0
(1989)
22,0 31,2 36,1 31,6 36,1
T. min. assolutaC) -19,4
(1985)
-11,1
(1987)
-8,6
(1971)
-2,0
(1973)
0,2
(1987)
7,1
(1986)
9,4
(1980)
8,1
(1986)
3,8
(1972)
-1,7
(1973)
-8,2
(1988)
-11,0
(1986)
-19,4 -8,6 7,1 -8,2 -19,4
Nuvolosità (okta al giorno) 5,5 4,6 4,2 4,4 4,3 3,9 3,0 3,0 3,2 3,9 5,3 5,3 5,1 4,3 3,3 4,1 4,2
Precipitazioni (mm) 59,6 53,9 63,8 69,2 91,7 75,0 72,5 84,8 62,4 83,7 78,6 53,8 167,3 224,7 232,3 224,7 849,0
Giorni di pioggia 7 6 7 8 9 8 6 6 6 6 8 6 19 24 20 20 83
Umidità relativa media (%) 86 81 75 76 73 71 72 72 75 79 85 86 84,3 74,7 71,7 79,7 77,6
Vento (direzione-m/s) W
3,3
E
3,4
E
3,7
E
3,6
E
3,3
E
3,2
E
3,2
E
3,2
E
3,1
E
3,2
E
3,3
W
3,2
3,3 3,5 3,2 3,2 3,3

Storia[modifica | modifica sorgente]

Etimologia e Simboli
« Nel 1380 il paese si chiamava Castrocovatorum, nel sec. XV Castrumcovatorum, nel sec. XVI Castel de Covadi. »
(Don Antonio Fappani[9])

Esistono opinioni controverse riguardo all'etimologia di Castelcovati. Il Guerrini pensa che il paese abbia preso nome dalla famiglia nobiliare dei Covati, il Gnaga osserva che il nome Castrumcovatorum sia precedente alla signoria dei Malatesta, signoria nella quale i Covati non risultano tra i feudatari bresciani. Tuttavia, non si sa dare una precisa origine etimologica al toponimo Castelcovati.[9]
Castelcovati-Stemma.png

« STEMMA: d'azzurro, al castello con le torri coperte, d'oro, murato di nero, chiuso dello stesso, le torri finestrate ognuna di uno, di nero e sostenenti l'aquila di nero, linguata e allumata di rosso; esso castello fondato sulla pianura di verde. Ornamenti esteriori da Comune. »
(D.P.R. 18 aprile 2011)

Castelcovati-Gonfalone.png

« GONFALONE: drappo di giallo con la bordatura di verde, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo e di cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento. »
(D.P.R. 18 aprile 2011)
La Chiesa Parrocchiale di S. Antonio Abate.
I resti del vecchio ricetto difensivo di Castelcovati.

Originariamente il territorio castelcovatese era paludoso e acquitrinoso, venne poi bonificato.[9]

I primi insediamenti certi nel territorio castelcovatese risalgono al XII secolo quando venne costruita la chiesa di S. Maria della Nuvole (sorta proprio sul terreno bonificato) ed intorno ad essa si sviluppò un villaggio di impronta agricola.[9]

La chiesa di S. Maria delle Nuvole era situata a sud di Castelcovati, sulla strada che va in direzione di Comezzano. Originariamente la Chiesa era detta "Lignigula" (gli abitanti del luogo erano infatti chiamati "Lignigoli"), ma successivamente gli storici la rinominarono S. Maria delle Nuvole ignorando la storia e l'etimologia.[10] Potrebbe anche però derivare dal termine "noali" che indica la campagna strappata alla palude e agli acquitrini.[9] Nel febbraio dell'anno 1840 una lettera dei Luoghi Pii di Brescia sollecita la distruzione della chiesetta. Intorno alla fine di quel secolo la chiesa scompare dalle carte geografiche e non ve ne rimane oggigiorno più neanche una traccia.[10]

Nel maggio del 1220, Obertino Gambara, il podestà di Brescia, toglieva qualsiasi dazio dal piccolo castello (che poi non era un vero castello, ma solo un ricetto per la protezione dei coloni che abitavano il borgo[9]) presente sul territorio di Castelcovati. Il borgo, grazie alle immunità comunali, prendeva il nome di Villafranca. Solo in seguito sarà chiamato Castrum Coatorum.[11] Nel 1322 l'esercito tedesco di Enrico d'Austria saccheggiò il borgo e incendiò il castello[9] e successivamente nel 1701 il sacco si ripeté.

Il principe Eugenio di Savoia (comandante dell'esercito austriaco) aveva vinto il 1º settembre di quell'anno una significativa battaglia combattuta sul territorio di Chiari. In quell'occasione saccheggiò per rappresaglia il villaggio castelcovatese: distrusse intere contrade e arrivò a derubare perfino la chiesa.[11] Il paese venne ridotto alla fame.[9]

All'inizio del XV secolo venne costruito l'oratorio campestre di San Marino e nel Quattrocento il paese divenne parte della Serenissima Repubblica di Venezia.

Nel 1820 vennero portati a termine i lavori della costruzione della chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Antonio Abate. Nel 1836 il paese fu colpito dalla colera, che causò la morte di buona parte della popolazione, e nel XX secolo il paese venne investito da una grande crescita demografica e economica.[11]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa Parrocchiale[modifica | modifica sorgente]

Pala dell'altare della Chiesa Parrocchiale (opera di Sante Cattaneo).
L'interno della chiesa parrocchiale di Castelcovati.
La Torre Campanaria di Castelcovati.

La vecchia chiesa era architettonicamente molto semplice: un pavimento in cotto, un soffitto costituito di travi e una sola navata. Il coro aveva un volto di mattoni e un pavimento ricoperto di marmo.[12] Nel 1792 iniziarono i lavori per costruzione della nuova chiesa parrocchiale a sostituzione della vecchia chiesa oramai insufficiente a contenere la popolazione.[13] Da quanto risulta dalla visita pastorale dell'allora vescovo Ferrari nel 1841 gli storici vengono a conoscenza che i lavori sono ultimati, ma che la Nuova Chiesa non è ancora stata consacrata.[12] Nella nuova chiesa troviamo diverse opere d'arte particolarmente pregevoli: la pala dell'altare maggiore che rappresenta l'apparizione di Cristo a Sant'Antonio Abate (opera del salodiano Sante Cattaneo), la Via Crucis (opera del clarense Giuseppe Teosa) e la volta della navata presenta scene evangeliche (Presepio, Crocifissione, Resurrezione e Ascensione), accompagnate da figure di santi poste in medaglioni.[13]

La Chiesa di San Marino[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di S. Marino.
Affresco della Madonna con il Bambino

Edificata nel 400' probabilmente per volontà della famiglia De Marinis, nacque inizialmente come oratorio campestre a cui in seguito a causa delle direttive napoleoniche venne annesso un cimitero. Sulle pareti interne del tempio trovano posto numerosi affreschi quattro e cinquecenteschi. Il principale, che sovrastava l'originario unico altare, attribuito alla scuola del Foppa, raffigura la Madonna con Bambino in trono, affiancata dai santi Antonio Abate e Marino.[14] Oltre al grande affresco della Madonna in trono con il Bambino, la chiesetta di San Marino conserva una grande quantità di pitture votive cinquecentesche disseminate disorganicamente lungo tutte le pareti. Tra le pitture si può notare una netta predominanza dell'immagine di San Rocco la cui venerazione era esercitata in particolare durante le pestilenze.[15]

La Chiesa di Sant'Alberto[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di S. Alberto.

Non si hanno molte notizie riguardo a questa chiesa. La costruzione di essa si può però far risalire all'esistenza di paludi nell'antichità sul territorio castelcovatese. Essendo la zona in condizioni di insalubrità, la gente si rivolgeva a Sant'Alberto perché egli intercedesse contro la malaria. Nella seconda metà del XVIII secolo vi sono dei documenti che riportano una festa in onore di questo santo: vicino alla chiesa veniva allestita una fiera a cui partecipavano molte persone (nonostante fosse prevalentemente profana).[16]

Architettura civile[modifica | modifica sorgente]

Il Campanile[modifica | modifica sorgente]

Il Vecchio Acquedotto di Castelcovati.
Una tra le più vecchie cascine castelcovatesi.

Il campanile castelcovatese è, secondo alcuni storici, l'antica torre del castello che sorgeva all'incrocio delle strade Chiari-Comezzano e Castrezzato-Urago d'Oglio. Un possente bastione e una porta che oggi è diventata la torre e che domina, caratteristica, il centro del paese rappresentano ancora la struttura del vecchio castello. Il Panazza (Storia di Brescia, vol. I) sottolinea che del castello rimane solo la torre mutata in campanile. Quest'ultima citazione evidenzia il fatto che gli uomini locali dovettero intervenire per ergere la loro torre campanaria al posto della vecchia torre del castrum.[17] Pare possibile l'ipotesi che la torre sorgesse sopra una torre precedente o sopra la porta d'ingresso del castrum, nonostante il Da Lezze nel Catastico Bresciano risulti che a Castelcovati vi fosse "un poco di Castello, ma destrutto". Dalle diverse visite pastorali avvenute nel Cinquecento e Seicento (i cui atti sono conservati negli archivi delle diocesi di Brescia e Milano) veniamo a sapere che esisteva un campanile contiguo al coro della Chiesa Parrocchiale. L'abbattimento della torre potrebbe essere stato dovuto alla necessità di ampliare la chiesa o il coro. Oppure, divenuta pericolante, venne comunque abbassata. Al suo posto venne innalzato quello che dovrebbe essere l'attuale campanile. Nel corso di contenziosi fra parroco e comunità troviamo le memorie del come e del perché fu costruito il nuovo campanile.[17] Nel 1829 la ditta soncinese Torriani costruì l'orologio della torre e successivamente vennero rifatti in legno i sostegni delle campane e nel 1981 vennero nuovamente sostituiti con sostegni in leghe metalliche. Sul lato volto verso la via S. Antonio (a sud) è stato collocato nel gennaio 2005 il mosaico dell'artista Elena Cesana, rappresentante lo stemma civico. Il campanile e le campane fuse nel 1822 vennero interessate da un restauro nel XXI secolo.[17]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[18]


Il paese è sempre stato interessato da un costante aumento demografico. In particolare, tra l'anno 1991 e il 2011 il grande incremento della popolazione è stato dovuto alla grande crescita economica avvenuta in quegli anni.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

La popolazione straniera residente al 1º gennaio 2011 era di 1.479 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano[19]:

Il municipio di Castelcovati.

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto bresciano.

La lingua ufficiale è l'italiano, nonostante venga parlato anche il dialetto bresciano.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il territorio è compreso nella Parrocchia di Castelcovati.[20] Sono presenti tre chiese (la chiesa di S. Alberto, la chiesa di S. Marino e la chiesa parrocchiale dedicata a S. Antonio Abate).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Nel comune un importante ruolo culturale è svolto dalla biblioteca Gianni Rodari appartenente al Sistema bibliotecario Sud ovest bresciano.[21]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio del comune è presente l'istituto comprensivo Martin Luther King, che comprende una scuola primaria e una scuola secondaria di primo grado.[22] È inoltre presente una scuola dell'infanzia.[23]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Nel comune è presente il Corpo Bandistico di Castelcovati e l'Accademia musicale[24]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi cucina lombarda.

Il piatto tipico castelcovatese per eccellenza è il raviolo, detto comunemente casünsèl, che viene cucinato con burro, salvia e parmigiano grattugiato. Il ripieno del raviolo è costituito di pangrattato, formaggio grattugiato, burro, brodo di carne, prezzemolo, spezie, aglio e concentrato di pomodoro.[25] Piatto molto apprezzato è lo spiedo, infatti nel luglio 2010 Castelcovati è entrata nel Guinness dei Primati per lo Spiedo più lungo del mondo.[26] Un piatto popolare molto amato è la polenta.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Sagra dei canünsèi de Sant'Antone[modifica | modifica sorgente]

Alla Sagra dei canünsèi de Sant'Antone, festa in onore del patrono sant'Antonio Abate, che cade il 17 gennaio, il paese festeggia imbandendo la piazza con le "crepule" (grasso fritto), trippa, casunsèi e con il tipico concerto di Sant'Antonio da parte del Corpo Bandistico di Castelcovati e dell'Accademia musicale.[25]

Il presepio in movimento[modifica | modifica sorgente]

Inoltre, dal 25 dicembre fino al 22 gennaio, nella Chiesa di Sant'Alberto, il Gruppo Amici del Presepio allestisce il Grandioso Presepio in Movimento di Castelcovati.[27]

I Piccoli Madonnari[modifica | modifica sorgente]

È un concorso per alunni della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado organizzato dall'AVIS di Castelcovati. Il concorso consiste in una competizione artistica che si svolge in piazza il 21 ottobre accompagnata dalla tradizionale castagnata e dallo spettacolo dei burattini.[28]

Persone legate a Castelcovati[modifica | modifica sorgente]

Ci sono inoltre personaggi come Ciro,Piero,Morris e Felice l'orco.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La Campagna di Castelcovati.

Castelcovati fino agli anni cinquanta era un paese di impronta agricola. Negli anni sessanta' l'economia di Castelcovati conobbe una crescita economica esponenziale dovuta ai guadagni dei molti pendolari impegnati nel settore edile che gravitano nell'area metropolitana milanese per la costruzione di abitazioni, infrastrutture, edifici vari... Attualmente l'economia del paese si basa ancora sull'edilizia.[11]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Scorcio di via S. Antonio Abate.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Brescia.

Castelcovati è attraversato dalla strada provinciale SP 17 Adro-Chiari-Cizzago e dalla SP 18 Travagliato-Urago d'Oglio.[29] Il paese è inoltre situato vicino all'uscita di Chiari dell'autostrada A35 (BreBeMi).

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

È attivo un servizio di autotrasporti pubblico (gestito dalla SAIA e dalla SIA).[30]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Vecchio stemma del Comune di Castelcovati (non ufficiale).

Dall'anno 2008 il sindaco del comune di Castelcovati è Camilla Gritti del partito della Lega Nord. Il 27/05/2013 è stata infatti rieletta prima cittadina per la seconda volta. Segue un elenco delle amministrazioni locali.[9]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1866 1869 Fabeni Lorenzo Sindaco
1870 1878 Bruschi Giovanni Sindaco
1879 1882 Cadeo Antonio Sindaco
1883 1888 Fabeni Faustino Sindaco
1889 1890 Cavalleri Giuseppe Paolo Sindaco
1890 1891 Polinari Cristoforo Sindaco
1892 1900 Fabeni Dionisio Sindaco
1901 1905 Onger Paolo Sindaco
1906 1908 Cadei Angelo Sindaco
1909 1915 Fabeni Stefano Sindaco
1916 1917 Montini G. Battista Sindaco
1918 1919 Fabeni Stefano Sindaco
1920 1921 Tognoli Amos Sindaco
1932 1934 Cadei Giovanni Sindaco
1924 1924 Bruschi Ermete Sindaco
1925 1926 Carmeli Luigi Sindaco
1927 1931 Cossandi Rodolfo Sindaco
1932 1934 Cadei Giovanni Sindaco
1935 1935 Carmeli Luigi Sindaco
1936 1939 Angelini Guido Sindaco
1940 1942 Polloni Enrico Sindaco
1943 1943 Piccinelli Valentino Sindaco
1943 1943 Barcella Sperandio Sindaco
1944 1944 Onger Vincenzo Sindaco
1945 1945 Fabeni Vincenzo Sindaco
1946 1948 Gussago Angelo Sindaco
1949 1955 Cadei Giovanni Sindaco
1956 1960 Festa Francesco Sindaco
1961 1974 Morandini Giuseppe Flaminio Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport in Lombardia.

In paese è situato un centro sportivo polivalente che comprende i campi da calcio, la pista di atletica, la palestra e le relative attrezzature.[31] Inoltre sono presenti alcune associazioni sportive, come l'Olimpia Basket[32]. Di recente nascita la squadra del Gruppo Sportivo oratoriale, provvista di un settore giovanile (70 iscritti solo over 12) e tre squadre amatoriali. In passato era presente nel paese l'U.C.Castelcovati, squadra di calcio dilettantistica nata nel 1986 attualmente sciolta; ha militato per diversi anni nei campionati di Eccellenza e Promozione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Informazioni varie su Castelcovati. URL consultato il 26 agosto 2012.
  2. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013. URL consultato il 2 aprile 2014.
  3. ^ Toponimi in dialetto bresciano. URL consultato il 26 agosto 2012.
  4. ^ Distanza di Castelcovati dai paesi vicini. URL consultato il 27 agosto 2012.
  5. ^ P.G.T. del Comune di Castelcovati del 26/11/2011, p. 81. URL consultato il 31 gennaio 2013.
  6. ^ Zona sismica di Castelcovati. URL consultato il 26 agosto 2012.
  7. ^ Zona climatica di Castelcovati. URL consultato il 27 agosto 2012.
  8. ^ AA.VV., op. cit.
  9. ^ a b c d e f g h i Enciclopedia, op. cit..
  10. ^ a b AA.VV., op. cit.
  11. ^ a b c d Cenni storico-economici su Castelcovati. URL consultato il 26 agosto 2012.
  12. ^ a b AA.VV., op. cit.
  13. ^ a b La Chiesa Parrocchiale. URL consultato il 27 agosto 2012.
  14. ^ La Chiesa di San Marino. URL consultato il 26 agosto 2012.
  15. ^ Onger, op. cit.
  16. ^ AA.VV., op. cit.
  17. ^ a b c La Torre Campanaria di Castelcovati. URL consultato il 27 agosto 2012.
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Stranieri residenti a Castelcovati. URL consultato il 26 agosto 2012.
  20. ^ Parrocchia di Castelcovati sul Sito della Diocesi di Brescia. URL consultato il 23 agosto 2012.
  21. ^ Biblioteca di Castelcovati. URL consultato il 26 agosto 2012.
  22. ^ Istituto Comprensivo M. L. King Castelcovati. URL consultato il 26 agosto 2012.
  23. ^ Scuole a Castelcovati. URL consultato il 26 agosto 2012.
  24. ^ Corpo bandistico di Castelcovati. URL consultato il 29 agosto 2012.
  25. ^ a b Programma della festa di Sant'Antonio Abate e ricetta dei canünsèi. URL consultato il 26 agosto 2012.
  26. ^ Lo Spiedo più lungo del mondo. URL consultato il 27 agosto 2012.
  27. ^ Il Presepio in Movimento a Castelcovati. URL consultato il 21 agosto 2012.
  28. ^ I Piccoli Madonnari. URL consultato il 29 agosto 2012.
  29. ^ Strade Provinciali in Provincia di Brescia. URL consultato il 28 agosto 2012.
  30. ^ Autotrasporti pubblici a Castelcovati (BS). URL consultato il 26 agosto 2012.
  31. ^ Sport a Castelcovati. URL consultato il 27 agosto 2012.
  32. ^ Olimpia Basket. URL consultato il 30 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rif.1: Santi per le vie: Religiosità popolare nelle santelle di Castelcovati 1993, Giuliano Gritti, Giacomo Massenza, Maurizio Mondini, Grafo, San Zeno Naviglio, p. 29. ISBN 9788873852056.
  • Rif.2: GeoAtlas. Corso di geografia. Per la Scuola media, Volume 1 2007, Marco Astolfi, Delia Romano, Atlas, Bergamo, pp. 76-77. ISBN 9788826813615.
  • Rif.3: San Marino: un oratorio campestre a Castelcovati 1989, Sergio Onger, Grafo, San Zeno Naviglio, p. 23. ISBN 8873850545.
  • Antonio Fappani, Enciclopedia Bresciana, Brescia, La voce del popolo, 1976, pp. 131-132. ISBN 978-8861460034
  • Rif.5: AA.VV. La Parrocchiale di Castelcovati, --, San Zeno Naviglio, Grafo, pp. 12 e 14. ISBN non esistente
  • Rif.6: AA.VV. Storie di Senzastoria: società e cultura popolare tra 700' e 800', --, San Zeno Naviglio, Grafo, p. 99. ISBN non esistente

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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