Gambara
are
| Gambara comune |
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La Via Garibaldi a Gambara |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Tiziana Panigara (centrodestra) dal 08/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°15′22.32″N 10°17′40.20″E / 45.2562°N 10.2945°ECoordinate: 45°15′22.32″N 10°17′40.20″E / 45.2562°N 10.2945°E | ||||
| Altitudine | 51 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 31,64 km² | ||||
| Abitanti | 4 804[1] (30-06-2011) | ||||
| Densità | 151,83 ab./km² | ||||
| Frazioni | Corvione | ||||
| Comuni confinanti | Asola (MN) Fiesse, Gottolengo, Isorella, Ostiano (CR), Pralboino, Remedello, Volongo (CR) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 25020 | ||||
| Prefisso | 030 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 017073 | ||||
| Cod. catastale | D891 | ||||
| Targa | BS | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | gàmbaresi | ||||
| Patrono | san Gottardo | ||||
| Giorno festivo | 4 maggio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Gambara nella provincia di Brescia |
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| Sito istituzionale | |||||
Gambara (Gambara in dialetto bresciano[2]) è un comune italiano di 4.804 abitanti[3] posto all'estremo sud della provincia di Brescia.
Il comunale territorio confina con i comuni di Gottolengo e di Fiesse appartenenti alla provincia di Brescia, Ostiano e Volongo, appartenenti alla provincia di Cremona, e con il comune di Asola, posto in territorio mantovano. Gambara è principalmente un centro agricolo, ma ultimamente esso è divenuto anche un moderno luogo industriale, con diverse fabbriche.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Gambara è una grossa borgata situata nella bassa pianura orientale. Il suo territorio è delimitato dai fiumi Mella e Chiese, tributari del vicino fiume Oglio nato a Ponte di Legno in Valle Camonica dall'unione di due torrenti il Frigidolfo e il Narcanello; il paese sorge sul lato destro del fiume Gambara. Confina a nord con Gottolengo e Isorella, a est con Remedello e Fiesse, a sud con Volongo e Ostiano, a ovest con Pralboino. Comprende la frazione di Corvione, situata a nord-est del centro. Il territorio, poco più di 30 km² si presenta sub-pianeggiante con piano di campagna compreso tra i 53 e 35 m s.l.m., solcato da una fitta rete di fossi e canali alimentati in parte dalle acque risorgive che emergono più a nord, e attraversato in senso nord-ovest sud-est dai due principali corsi d'acqua: il fiume Gambara, sulla destra del quale sorge il paese, e il canale Naviglio di Isorella. Dal punto di vista geologico la pianura è legata ai processi di formazione delle Alpi. Durante il Pliocene, ultimo periodo dell'era terziaria, non era ancora formata; al suo posto vi era un'ampia distesa di mare. Il fondale però nel Quaternario si ridusse di dimensioni e, con l'alternarsi dei periodi glaciali ed interglaciali, vide le acque riempirsi dei continui detriti portati a valle dai fiumi. Alla fine dell'ultima glaciazione, durante il Pleistocene Superiore la colmata diede vita alla pianura fluvioglaciale wurmiana morfologicamente subpianeggiante, che rappresenta il cosiddetto livello fondamentale di pianura. Osservando la carta morfologico-paesaggistica del comune di Gambara notiamo come la pianura wurmiana rappresenti la maggior parte dell'area esaminata. È caratterizzata da una superficie piana o leggermente ondulata con presenza di dossi e depressioni di dislivello di pochi metri che evidenziano una leggera pendenza nordovest-sudest. All'interno del sistema idrografico i principali corsi d'acqua, il fiume Gambara ed il canale Naviglio, raccolgono le acque dei fossi e degli scoli creati per lo smaltimento delle acque superficiali e freatiche. Il Gambara è un colatore naturale che ha origine nei pressi della Cascina Grandine di Ghedi e attraversa la campagna di Leno e Gottolengo per poi entrare nel territorio del comune in un avvallamento (probabile antico letto del fiume Chiese) e sfociare nell'Oglio presso Volongo. Circa 3 km più a est, parallelamente al fiume Gambara, scorre all'interno di una lieve depressione rettilinea di probabile origine antropica, il canale Naviglio Isorella. Gli altri corsi d'acqua sono da ovest a est: lo scolo Galbuggine che scorre verso il confine comunale occidentale; il fosso Gambarella alta; la Seriola Gambara che occupa parte dell'antico alveo del Gambara; la fossa Gambarella bassa; lo scolo Rino; il vaso Ceriana; il vaso Pieve ed il vaso Canneta derivati dal Naviglio; lo scolo Lupa; il vaso Noale. Per tutti i corsi d'acqua si denota l'andamento quasi rettilineo che ne snatura l'origine meandriforme, peraltro ancora testimoniata dai paleoalvei del fiume Gambara, nel vaso Pieve e nel vaso Ceriana e nel corso meridionale del Naviglio e dello scolo Galbuggine. I fiumi oltre ad aver caratterizzato la morfologia del paesaggio hanno contribuito ad una litologia variata a seconda delle condizioni deposizionali. La stratigrafia alluvionale del Pleistocene è composta da una serie di alternanze di sabbie ghiaiose, sabbie, limi ed argille. La pianura wurmiana è spezzata in due dalla valle del Gambara e mentre ad est il primo sottosuolo risulta di natura sabbiosa e ghiaino-sabbiosa, la parte occidentale ondulata è invece composta da materiali di eterogenea granulometria, sabbiosa, sabbio-limosa, limoso-argillosa. Al centro, il dosso è di natura sabbiosa e/o sabbioso-ghiaiosa. Più a est, nella valle del fiume Gambara troviamo una granulometria sabbioso-limosa con un contenuto in ghiaia che aumenta al di sotto dei 70 cm. Sono presenti anche depositi torbosi. I fiumi sono di indispensabile importanza anche per ricostruire la vegetazione propria della bassa pianura. Lungo le sponde è possibile cogliere alcune specie vegetali autoctone: la farnia, l'olmo campestre, l'acero campestre, il frassino l'ontano nero, il salice bianco ed il pioppo nero. Sono presenti anche alcune specie acquatiche caratteristiche dei fontanili come: apium nodiflorum, nastrurtium officinale, callitriche, cannuccia (phragmites australis), tipha latifoglia e altre specie tipicamente paludose. Sul confine con Fiesse formazioni erbacee di tipo igrofilo e alberi di pioppo, salice, platano. Nel tratto a sud di Corvione si trovano alberi di robinia, arbusti di sambuco e sanguinello, una farnia presso Vernico Nuovo ed alcuni pioppi.
[modifica] Storia
Le lande della Bassa Bresciana sono inquadrabili in età storica come zona di occupazione dei Cenomani. La cultura di questo popolo nasce dalla mescolanza di guerrieri, provenienti dall'Europa centro-orientale che si vanno a sovrapporre a gruppi indoeuropei dalla tarda età del Bronzo. Da quest'ultima evoluzione, all'inizio della tarda età del Ferro (XI a.C.), nasce appunto la cultura di Hallstat nell'Europa centrale alla quale farà seguito nella seconda età del Ferro (VI-I a.C.) la cultura Lateniana della quale faranno parte i Celti.
Il territorio di Gambara fu intensamente abitato fin dall'epoca romana, come testimoniano numerosi ritrovamenti archeologici.
Nel X secolo queste terre appartenevano all'abbazia che aveva sede nel vicino comune di Leno, i monaci benedettini della Badia ne bonificarono le terre ricoperte da fitte paludi, rendendo coltivabili le zone attorno al paese. Nel 1154 il paese venne ceduto al vescovato di Brescia. Più tardi, attorno al 1240 transitò qui l'imperatore Federico II, diretto contro la vicina città di Cremona, dalla quale Gambara dista 25 km.
Poi, il comune, passò sotto il controllo dei nobili Gambara, e divenne teatro di combattimenti e di conquiste, come avvenne nel 1516, periodo nel quale si scontrarono veneziani e francesi contro Massimiliano d' Asburgo. Entrata a far parte dei possessi della repubblica di Venezia insieme a tutto il Bresciano, Gambara divenne sede di vicariato.
Terminata la Seconda guerra mondiale, il paese da sempre fedele alle antiche arti agricole venne investito dalla rivoluzione industriale e fu così che ai vecchi mestieri tradizionalmente agricoli iniziarono ad affiancarsi attività industriali.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
L'imponente chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Paolo fu costruita nel 1595. Segue lo stile barocco: è composta da una facciata a due ordini, ornati da lesene di particolare pregio; ai lati della finestra e del portale si trovano due nicchie che custodiscono al loro interno due dipinti di grande valore.
Un'altra piccola meraviglia gambarese è la chiesa della Madonna della Neve, edificio fondato nel 1504 conserva al suo interno varie opere d'arte. Altri edifici di un certo rilievo sono la chiesa del Suffragio, e il Castello, situato accanto alla chiesa della Madonna della Neve, le cui origini risalgono al XIV-XV secolo.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Cultura
[modifica] Eventi
- 17 gennaio: Falò di San Antonio.
- 1ª domenica di primavera: Fiera di San Giuseppe.
- 4 maggio: Festa patronale di San Gottardo.
- 5 agosto: Madonna della neve.
[modifica] Geografia antropica
Nel territorio è presente un'unica frazione, Corvione[4], oltre a diversi cascinali.
[modifica] Corvione
La frazione di Corvione, è divenuta famosa per l'arco tardo settecentesco e per l'aristocratico palazzo della famiglia Gambara, sempre dello stesso stile architettonico.
L'antica origine di Corvione è testimoniata e legata al ritrovamento di una lapide, dietro la quale è stata costruita un'antica leggenda, secondo la quale alcuni sacerdoti romani avrebbero seppellito, al disotto di un tempio, un tesoro, costituito da una capra d'oro e da molte monete. Il tesoro non è mai stato trovato, ma oggi la capra d'oro così come l'arco settecentesco, sono ormai divenuti il simbolo di Corvione.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Tiziana Panigara (centrodestra) dal 08/06/2009
[modifica] Amministrazioni precedenti
| Periodo | Primo Cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1985 | 1995 | Roberto Arturi | DC | Sindaco | I |
| 1995 | 2004 | Emma Barozzi | civica (PPI) | Sindaco |
| 2004 | 2009 | Roberto Arturi | civica | Sindaco | II |
| 2009 | in carica | Tiziana Panigara | PDL - LN | Sindaco |
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2011.
- ^ Toponimi in dialetto bresciano
- ^ Bilancio demografico mensile anno 2011. URL consultato il 22-11-2011.
- ^ Statuto comunale di Gambara (PDF). URL consultato il 16-02-2011.
- ^La corte del mito a cura di Gabriele Archetti e Angelo Baronio fondazione civiltà bresciana fcb marzo 2009 Tipolitografia Gambara ISBN 978-88-559-0012-6
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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