Gambara

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Gambara
comune
Gambara – Stemma
La Via Garibaldi a Gambara
La Via Garibaldi a Gambara
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Ferdinando Lorenzetti (centrosinistra) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°15′22.32″N 10°17′40.2″E / 45.2562°N 10.2945°E45.2562; 10.2945 (Gambara)Coordinate: 45°15′22.32″N 10°17′40.2″E / 45.2562°N 10.2945°E45.2562; 10.2945 (Gambara)
Altitudine 51 m s.l.m.
Superficie 31,64 km²
Abitanti 4 750[1] (31-08-2013)
Densità 150,13 ab./km²
Frazioni Corvione
Comuni confinanti Asola (MN), Fiesse, Gottolengo, Isorella, Ostiano (CR), Pralboino, Remedello, Volongo (CR)
Altre informazioni
Cod. postale 25020
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017073
Cod. catastale D891
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Gàmbaresi
Patrono san Gottardo
Giorno festivo 4 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gambara
Posizione del comune di Gambara nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Gambara nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Gambara (Gambara in dialetto bresciano[2]) è un comune italiano di 4 750 abitanti posto all'estremo sud della provincia di Brescia, in Lombardia.

Il comunale territorio confina con i comuni di Gottolengo e di Fiesse appartenenti alla provincia di Brescia, Ostiano e Volongo, appartenenti alla provincia di Cremona. Gambara è principalmente un centro agricolo, ma ultimamente esso è divenuto anche un moderno luogo industriale, con diverse fabbriche.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il suo territorio è delimitato dai fiumi Mella e Chiese, tributari del vicino fiume Oglio nato a Ponte di Legno in Valle Camonica dall'unione di due torrenti il Frigidolfo e il Narcanello; il paese sorge sul lato destro del fiume Gambara.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le lande della Bassa Bresciana sono inquadrabili in età storica come zona di occupazione dei Cenomani. La cultura di questo popolo nasce dalla mescolanza di guerrieri, provenienti dall'Europa centro-orientale che si vanno a sovrapporre a gruppi indoeuropei dalla tarda età del Bronzo. Da quest'ultima evoluzione, all'inizio della tarda età del Ferro (XI a.C.), nasce appunto la cultura di Hallstatt nell'Europa centrale alla quale farà seguito nella seconda età del Ferro (VI-I a.C.) la cultura di La Tène della quale faranno parte i Celti.

Il territorio di Gambara fu intensamente abitato fin dall'epoca romana, come testimoniano numerosi ritrovamenti archeologici.

Nel X secolo queste terre appartenevano all'abbazia che aveva sede nel vicino comune di Leno, i monaci benedettini della Badia ne bonificarono le terre ricoperte da fitte paludi, rendendo coltivabili le zone attorno al paese. Nel 1154 il paese venne ceduto al vescovato di Brescia. Più tardi, attorno al 1240 transitò qui l'imperatore Federico II, diretto contro la vicina città di Cremona, dalla quale Gambara dista 25 chilometri.

Poi, il comune, passò sotto il controllo dei nobili Gambara, e divenne teatro di combattimenti e di conquiste, come avvenne nel 1516, periodo nel quale si scontrarono veneziani e francesi contro Massimiliano d'Asburgo. Entrata a far parte dei possessi della repubblica di Venezia insieme a tutto il Bresciano, Gambara divenne sede di vicariato.

Terminata la Seconda guerra mondiale, il paese da sempre fedele alle antiche arti agricole venne investito dalla rivoluzione industriale e fu così che ai vecchi mestieri tradizionalmente agricoli iniziarono ad affiancarsi attività industriali.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madonna della Neve

L'imponente chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Paolo fu costruita nel 1595. Segue lo stile barocco: è composta da una facciata a due ordini, ornati da lesene di particolare pregio; ai lati della finestra e del portale si trovano due nicchie che custodiscono al loro interno due dipinti di grande valore.

Un'altra piccola meraviglia gambarese è la chiesa della Madonna della Neve, edificio fondato nel 1504 conserva al suo interno varie opere d'arte. Altri edifici di un certo rilievo sono la chiesa del Suffragio, e il Castello, situato accanto alla chiesa della Madonna della Neve, le cui origini risalgono al XIV-XV secolo. Noto è pure Palazzo Mazzarani, costruito nel XVI secolo dall'omonima famiglia, un tempo stirpe di facoltosi commercianti e in seguito spostatasi nel milanese.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • 17 gennaio: Falò di San Antonio.
  • 1ª domenica di primavera: Fiera di San Giuseppe.
  • 4 maggio: Festa patronale di San Gottardo.
  • 5 agosto: Madonna della neve.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio è presente un'unica frazione, Corvione[4], oltre a diversi cascinali.

Corvione[modifica | modifica wikitesto]

Corvione, porta di ingresso

La frazione di Corvione, è divenuta famosa per l'arco tardo settecentesco e per l'aristocratico palazzo della famiglia Gambara, sempre dello stesso stile architettonico.

L'antica origine di Corvione è testimoniata e legata al ritrovamento di una lapide, dietro la quale è stata costruita un'antica leggenda, secondo la quale alcuni sacerdoti romani avrebbero seppellito, al disotto di un tempio, un tesoro, costituito da una capra d'oro e da molte monete. Il tesoro non è mai stato trovato, ma oggi la capra d'oro così come l'arco settecentesco, sono ormai divenuti il simbolo di Corvione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 2004 Emma Barozzi lista civica (PPI poi L'Ulivo) Sindaco
2004 2009 Roberto Arturi lista civica (UDC) Sindaco
2009 2014 Tiziana Panigara Il Popolo della Libertà-Lega Nord Sindaco
2014 in carica Ferdinando Lorenzetti lista civica (PD)[5] Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2013.
  2. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Statuto comunale di Gambara (PDF). URL consultato il 16 febbraio 2011.
  5. ^ Partito Democratico - Sezione di Gambara

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gabriele Archetti e Angelo Baronio, La corte del mito, Gambara, Fondazione Civiltà Bresciana, 2009, ISBN 978-88-559-0012-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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