Magasa
| Magasa comune |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
|
|||||
| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Federico Venturini (lista civica) dal 30/03/2010 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°46′0″N 10°37′0″E / 45.76667°N 10.61667°ECoordinate: 45°46′0″N 10°37′0″E / 45.76667°N 10.61667°E | ||||
| Altitudine | 976 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 19,18 km² | ||||
| Abitanti | 146[1] (30-06-2011) | ||||
| Densità | 7,61 ab./km² | ||||
| Frazioni | Cadria e Cima Rest | ||||
| Comuni confinanti | Bondone (TN), Ledro (TN), Tignale, Tremosine, Valvestino | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 25080 | ||||
| Prefisso | 0365 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 017098 | ||||
| Cod. catastale | E800 | ||||
| Targa | BS | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona F, 3 596 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | magasini | ||||
| Patrono | sant'Antonio abate | ||||
| Giorno festivo | 17 gennaio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Magasa nella provincia di Brescia |
|||||
| Sito istituzionale | |||||
Magasa (Màgasa in dialetto bresciano[3]) è un comune montano della provincia di Brescia di 146 abitanti.
[modifica] Geografia
Il territorio comunale è situato a circa 1000 m di altitudine s.l.m., nella Val Vestino, situata tra il lago di Garda e quello di Idro.
Dista 26 km da Gargnano, 30 km da Idro e 72 km dalla città di Brescia ed è facilmente raggiungibile grazie alla strada provinciale 9, che sale da Gargnano, o alla 113, proveniente da Idro.
Fa parte, insieme ad altri otto comuni, della comunità montana Parco Alto Garda Bresciano di Gargnano.
Magasa appartiene alla diocesi di Brescia dal 6 agosto 1964 quando, tramite bolla apostolica, venne disposta la modifica dei confini dell'arcidiocesi di Trento e delle diocesi di Bressanone, Belluno, Brescia e Vicenza.
[modifica] Il toponimo
Il toponimo Magasa deriverebbe, secondo alcuni, dal termine celtico "mag" che significa campo, indicando così un villaggio circondato da campi[4] mentre per altri dall'unione di "mag" e Gasa, l'antico nome del monte Tombea[5] o, infine, un'ultima ipotesi lo fa dipendere da un elemento antroponimico se si accosta al gentilizio barbarico "Magazzo"[6], nella dizione locale "Màgas", quindi a significare il nome dell'antico proprietario del luogo ossia "territorio di Magazzo"[7].
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Magasa. |
Il territorio fu frequentato in epoca romana e longobarda[8]. A partire dal XII secolo e fino al 1805, con l'abolizione del feudalesimo, insieme alla piccola frazione di Cadria, fu in possesso dei conti Lodron, che avevano signoria sulla valle del Chiese ed erano soggetti al principe vescovo di Trento. Situata al confine con la Repubblica di Venezia nel 1513 venne saccheggiata da mercenari al servizio della Serenissima al comando di Scipione Ugoni. Nel 1526 vi transitarono i lanzichenecchi del condottiero Georg von Frundsberg, diretto a Roma con un'armata di circa 14.000 uomini. Vi transitò con i propri soldati anche il duca Enrico V di Brunswick-Lüneburg nel 1528.
Nel 1589 i conti Lodron confermarono gli statuti comunali ("carte da regola") della comunità di Magasa. Nel febbraio del 1799 il Magistrato Consolare di Trento incaricò il capitano Giuseppe de Betta di portarsi con una compagnia di 120 bersaglieri tirolesi a Magasa e Cadria a presidio dei confini meridionale del Principato vescovile di Trento minacciati dall'invasione napoleonica[9].
Nel luglio 1866 vi si accamparono i garibaldini del 2º Reggimento Volontari Italiani nel corso della terza guerra di indipendenza, comandato dal tenente colonnello Pietro Spinazzi. Il Reggimento partecipò successivamente all'assedio del Forte d'Ampola e alla battaglia di Pieve di Ledro.
Dopo la guerra fece parte dei comuni restati con l'Impero austro-ungarico per libera scelta. Nel 1910 fu visitata dall'arciduca Eugenio d'Austria. Nel periodo tra il 1870 e il 1925 subì il fenomeno dell'emigrazione soprattutto verso gli Stati Uniti d'America, con circa 200 partenze.
Dopo la prima guerra mondiale passò nel 1918 al regno d'Italia. Durante il regime fascista da comune autonomo venne aggregato nel 1928 al comune di Valvestino, il quale passò nel 1934 dalla provincia di Trento, alla quale Magasa era fino ad allora appartenuta, alla provincia di Brescia, in Lombardia.
Nel secondo dopoguerra con la caduta del fascismo riconquistò la propria autonomia comunale che fu sancita nel 1947.
[modifica] Proposta di aggregazione al Trentino-Alto Adige
| Per approfondire, vedi le voci Questione dei confini regionali e Questione dei comuni lombardi al confine con il Trentino. |
Insieme a numerosi altri comuni in situazioni simili, il comune di Magasa ha richiesto in seguito di essere nuovamente annesso alla provincia di Trento[10]. Nel 2005 il comune ha aderito all'"Associazione dei comuni confinanti" e dal 2007 i due comuni di Magasa e di Valvestino, con l'appoggio di comitati spontanei di cittadini, si sono attivati per l'indizione di un referendum[11].
Nel comune di Magasa, il 21 e 22 settembre 2008, contemporaneamente al comune di Valvestino si è tenuto il referendum per chiedere alla popolazione di far parte integrante della regione Trentino-Alto Adige sotto la provincia di Trento. Il risultato è stato positivo nonostante l'elevato quorum richiesto dal referendum (maggioranza degli aventi diritto al voto).
Il 7 ottobre 2009 il senatore Claudio Molinari, del Partito Democratico, ha presentato un disegno di legge per il ritorno del Comune di Magasa e Valvestino nella Regione Trentino-Alto Adige. Il 18 maggio 2010 il Consiglio regionale Trentino-Alto Adige approvava quasi all'unanimità dei votanti una mozione per l'aggregazione alla Regione dei comuni di Magasa, Valvestino e Pedemonte attivando la Giunta per "sollecitare nelle sedi competenti, il tempestivo e positivo esame dei Disegni di legge costituzionale" depositati in Parlamento a Roma[12].
[modifica] Lo stemma comunale di Magasa
Il Comune di Magasa dal 1990 circa ha uno stemma non ufficiale, ossia non approvato dalla commissione araldica nazionale. In esso è rappresentato un edificio caratteristico del luogo, il fienile con copertura in paglia di frumento di Cima Rest e la testa di un capriolo.
[modifica] Personaggi legati a Magasa
- Professor don Pietro Angelo Stefani (1725-1810).
- Monsignor Pietro Antonio Stefani (1733-1808).
- Professor don Giovanni Stefani (1797-1880).
- Domenica Pace detta "Nina", madre di san Daniele Comboni, nacque nel 1801 e per gli storici è ancora incerto il luogo di nascita in quanto non risulta registrata nell'anagrafe dell'archivio parrocchiale di Magasa o in quello di Limone sul Garda. Era figlia di Antonio (n.1779), un lavoratore di una cartiera di Limone sul Garda emigrato da Cadria sul finire del Settecento con il padre Antonio Pacino Pace (1752-1789)[13]. Domenica sposò nel 1826, sempre a Limone, Luigi Comboni di Bogliaco, giardinere a servizio di un ricco proprietario locale. Ebbe otto figli, il quarto Daniele nato il 15 marzo 1831, fu l'unico figlio sopravvissuto essendo morti gli altri in tenera età. Morì nel 1858.
- Segretario Angelo Stefani (1803-1878).
- Don Matteo Gottardi (1807-1863).
- Don Giacomo Stefani (1816-1888).
- Dottor Giuliano Venturini (1820-1890).
- Professor don Bartolomeo Venturini (1822-1895).
- Soldato Giacomo Mazza Mostacì (1826-1911).
- Emigrante-imprenditore Gabriele Giovanni Mazza "Zop" (1851-Truckee, California, 1833).
- John R. Gottardi (1899-1991), professore emerito dell' Università di Reno nel Nevada. Nato il 12 luglio 1899 a Truckee in California, figlio terzogenito di sei figli di Angelo (1865-1929) e Teresa Stefani (1871-1947), ambedue emigranti di Magasa giunti negli USA nel maggio 1892, Gottardi si laureò in lingue e letterature straniere nel 1921 presso l'Università di Reno e nel maggio 1926 conseguì il Master of Arts in lingue moderne con una tesi, scritta in italiano, "Gli Italiani del Nevada". John Gottardi frequentò corsi presso le università di Los Angeles, di Città del Messico, di Berkeley, di Perugia, Madrid, ove ricevette il "Diploma de Altos Estudios" e di Malaga nel 1952. Insegnò presso il liceo di Lovelock, Pershing e dal 1954 al 1964 fu Direttore del Dipartimento di lingue e letterature straniere all'Università di Reno. Fu insignito dal Governo francese del titolo di ufficiale dell'Accademia di Francia quale riconoscimento della promozione della cultura francese negli USA. Morì il 7 aprile del 1991 a Reno[14]. Il figlio Milton Gottardi (1928-2006), ex insegnante e mayor di Loyalton, raccolse nel Milton Gottardi Loyalton Museum il materiale accumulato in anni di ricerca del padre riguardante manufatti relativi ai nativi americani della regione, gli indiani Washoe, e sulla storia di Loyalton[15].
- Professor Anthony Zeni (Truckee, 1902-Stockton Cal., 1981).
- Maestro Vito Zeni (1922-1989).
- Botanico autodidatta Giuseppe Zeni (1912-Gavardo, 25 novembre 2007).
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Luoghi di interesse
[modifica] Chiese
- La chiesa di Magasa è dedicata a Sant'Antonio abate e vi si festeggia il Santo Patrono il 17 gennaio. L'altare maggiore ha una pregevole pala dedicata all'"Incoronazione della Vergine con San Giovanni Battista, Sant'Antonio abate e San Lorenzo" ed è opera del pittore bresciano Francesco Savanni che la eseguì nel 1763 per incarico dell'abate magasino don Giovanni Maria Zeni. Un'altra pala presenta la "Madonna del Rosario" e fu dipinta dal pittore veronese Bartolomeo Zeni di Bardolino. Altro dipinto è quello raffigurante la "Madonna delle Grazie" che fu donata alla comunità di Magasa dal conte Carlo Ferdinando Lodron che, nel 1714, la fece dipingere a Roma copiando da un quadro di San Luca.
- La chiesa di San Lorenzo a Cadria festeggia il patrono il 10 agosto. Per alcuni fu edificata dai Longobardi sicuramente fu restaurata nel 1547.
- La chiesetta alpina di Cima Rest consacrata alla Madonna della Neve, patrona della Val Vestino. È stata inaugurata il 7 agosto del 1982 e si festeggia la prima domenica di agosto.
[modifica] Fienili di Cima Rest e Denai
| Per approfondire, vedi la voce Fienili di Cima Rest. |
Caratteristica principale di Magasa sono i fienili con tetto spiovente ricoperto di fasci di steli di frumento. Questi sono ancor oggi visibili sull'altipiano di Cima Rest e Denai. I fienili sono i tipici edifici rustici dei contadini valvestinesi. Questi sono utilizzati, al primo piano, come ricovero degli animali, per la lavorazione del formaggio e la relativa momentanea conservazione mentre, al secondo, come deposito del foraggio. Secondo alcuni ricercatori questo metodo costruttivo sembra molto antico: per il prof. Brogiolo, noto archeologo, si può far risalire alla dominazione romana mentre per il prof. tedesco l'architetto Alwin Seifert fu introdotto dai Goti o dai Longobardi ed eccettuate alcune vaghe rassomiglianze riscontrate fino agli anni sessanta del secolo scorso nel nord Italia o in Ungheria, non si conoscono uguaglianze[16].
[modifica] Osservatorio astronomico
L'osservatorio astronomico è situato in località Corva a Cima Rest ad una altezza di circa 1300 metri. Fu edificato verso l'anno 2000 su iniziativa dell'Associazione Astrofili di Salò e del Comune di Magasa che mise a disposizione i primi fondi e il terreno.
[modifica] Museo Etnografico di Cima Rest
Il Museo etnografico della Valvestino della civiltà contadina di proprietà del Comune di Magasa è allestito nell'antico fienile del defunto Americo Stefani, contadino nativo di Magasa vissuto nel XX secolo. Conserva al suo interno in un'ordinata, semplice ma esaustiva esposizione vetusti attrezzi di lavoro agricoli, adoperati fino a pochi decenni fa nei campi e nei prati di Magasa e Cadria. Così ingegnose slitte per il trasporto del fieno, falci fienaie, strumenti caseari e per la lavorazione del legno, testimoniano la vita dura e operosa di molte generazioni di agricoltori e boscaioli.
[modifica] Monte Tombea-Caplone
Il massiccio del monte Tombea-Caplone con i suoi 1976 metri d'altezza è la vetta più alta del parco dell'Alto Garda Bresciano. Nel 1915 con l'avanzata dell'esercito italiano nella Val Vestino e in quella della Valle del Chiese il massiccio montuoso fu fortificato con chilometri di strade, trincee, caverne, postazioni di cannoni e mitragliatrici. Divenne così la seconda linea di difesa, l'ultima barriera posta a difesa della pianura Padana. Il monte Tombea è inoltre un territorio ricco di endemismi floreali e già a partire dai primi dell'Ottocento fu meta prediletta di botanici italiani e stranieri.
Kaspar Maria von Sternberg fu il primo a salire sul massiccio nel 1804 seguito da Francesco Facchini nel 1842, ma è nel 1853 che il botanico Friedrich Leybold riconobbe il primo esemplare allora completamente sconosciuto di saxifraga tombeanensis. Nel 1856 un altro ricercatore svizzero Pierre Edmond Boissier raccolse il fiore che comunicò allo specialista di Saxifraga Adolf Engler. Quest'ultimo pubblicò questa specie nel 1859 dandogli per primo il nome di Saxifraga tombeanensis, la "sassifraga del monte Tombea".
Altri ricercatori si avvicendarono come John Ball[17], Paul Friedrich August Ascherson, Henry Correvon e Andreas Sprecher von Bernegg che descrissero nei loro resoconti le bellezze naturali incontrate.
[modifica] Mulino ad acqua del Somalàf e la "calderöla"
Il mulino ad acqua si trova nei pressi del corso del torrente Magasino in località Somalàf posto al di sotto dell'abitato di Magasa. Oggi è stato trasformato in una abitazione rustica, ma in passato funzionò al servizio della Comunità per la macina del frumento che veniva coltivato nella campagna circostante il paese. Il movimento della ruota in legno era generato la forza dell'acqua del ruscello denominato "Acqua delle Febbre". Ultimo mugnaio è stato Angelo Mazza Scarpèt che poi, verso il 1970, vendette l'edificio ad un acquirente della Riviera gardesana. Nei pressi del mulino a poche centinaia di metri si trova la marmitta dei giganti chiamata localmente "calderöla" formata dallo scorrimento erosivo del torrente Magasino. A causa dell'erosione del terreno circostante, non è più possibile avvicinarsi alla marmitta.
[modifica] Cultura
[modifica] Manifestazioni
[modifica] Festa del Formaggio
La Festa del Formaggio fu istituita dal Comune di Magasa nel 1979 con lo scopo di promuovere la produzione e la vendita del formaggio d'alpeggio, il rinomato "Tombea". La festa si tiene la seconda domenica del mese di settembtre, in concomitanza con la fine della stagione dell'alpeggio, sull'altipiano di Cima Rest.
[modifica] Festa alpina
Si tiene la prima domenica di agosto: a Cima Rest per la messa presso la chiesetta alpina, a Magasa presso la Sede in località Pià per il convivio fra iscritti alla sezione e ospiti.
[modifica] Festa patronale di San Lorenzo
Si tiene a Cadria il 10 agosto: messa, distribuzione, secondo l'antico Legato Pio, di un quarto di vino e un pane a tutti i presenti e pranzo in piazza.
[modifica] Distribuzione del sale
La distribuzione di un chilogrammo di sale ad ogni abitante maggiorenne residente di Magasa e Cadria avviene nel mese di febbraio e trae la sua origine dalle disposizioni contenute nel Legato Dispensa Sale fondato, in un anno imprecisato di secoli fa, da benefattori Magasini. Questi, in punto di morte, spinti da uno spirito cristiano, misero a disposizione della collettività i propri averi, consistenti in beni immobili da affittare o somme di denaro da investire, per finanziare l'acquisto del sale, bene allora preziosissimo e di difficile reperimento, da distribuirsi poi, gratuitamente, ad ogni residente della comunità. In compenso gli abitanti dopo la scomparsa del benefattore dovevavo onorare la sua memoria con la recita di preghiere e la celebrazione di Sante Messe.
[modifica] Sacri Tridui
I Tridui sono una festa religiosa consistente in appunto tre giorni del mese di gennaio dedicati alla celebrazione dei morti della comunità. Secondo lo storico bresciano mons. Paolo Guerrini, le origini di questa tradizionale commemorazione nella provincia di Brescia risalgono al 1727, quando i frati francescani Osservanti del convento di San Giuseppe di Brescia celebrarono tre giorni a suffragio delle vittime della guerra di successione spagnola che furono numerose nelle battaglie di Chiari[18] (1701) e di Calcinato[19] (1706). A Magasa i Tridui furono introdotti, in un anno imprecisato collocabile tra il 1744 e il 1755, dal sacerdote magasino don Giovanni Bertola (1722-1794) che fu per circa vent'anni parroco di Capriano del Colle e dal noto professor Pietro Angelo Stefani direttore del seminario Lodron di Salò. Oggi, i Tridui, con l'apparato di candele detto "Macchina" si celebrano nel bresciano solamente a Vesio di Tremosine, Borno, Castenedolo, Gussago, Lonato, Mura, Ome, Tavernole sul Mella e Rodengo Saiano.
[modifica] Canto della Stella
La sera del 5 gennaio nel giorno della festa dell'Epifania i Magasini in processione portano, attraverso le strade del paese, la "Stella" e cantando le vecchie canzoni natalizie.
[modifica] Biblioteca comunale "dottor Giuliano Venturini"
La biblioteca comunale di Magasa è dedicata alla memoria di Giuliano Venturini, vissuto nel corso dell'Ottocento che fu medico, patriota, scrittore e sindaco di Magasa.
[modifica] Gruppo degli alpini
Il gruppo ANA di Magasa-Valvestino fu costituito il 21 novembre 1937 dal sottufficiale della divisione Julia in servizio effettivo Ermenegildo Venturini.
Sciolto, fu ricostituito nel 1950. Nel 1951 fu benedetto il secondo gagliardetto e nel 1966 si inaugurò in piazza Valle il monumento dedicato a tutti i Caduti della prima e seconda guerra mondiale. L'opera migliore, oltre al circolo degli Alpini in località Pià, resta senza dubbio la chiesetta alpina a Cima Rest inaugurata il 1º agosto 1982 e dedicata "A chi sofferse per la Libertà". Questa costruita in granito è l'orgoglio degli alpini di Magasa e del gruppo di Valvestino che contribuirono volontariamente alla sua edificazione.
Nell'agosto del 1993, durante la tradizionale "Festa degli alpini", fu conferito con una solenne cerimonia a Cima Rest il premio nazionale "Fedeltà alla Montagna" all'artigliere da montagna Silvio Tedeschi di Droane del gruppo di Valvestino. Questo premio è la più importante e significativa manifestazione associativa dell'ANA inferiore solamente all'Adunata Nazionale e viene assegnato a quegli ex alpini che vivono e lavorano in montagna con dedizione e fedeltà.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Federico Venturini (lista civica) dal 30/03/2010
[modifica] Elenco dei sindaci di Magasa dalla Liberazione ai giorni nostri
- 1948-1960, Giuseppe Zeni, Lista Civica;
- 1960-1964, Angelo Gamba, Lista Civica;
- 1965, Andrea De Rossi, commissario prefettizio;
- 1965-1972, Fioravante Gottardi, Lista Civica;
- 1972-1975, Dino Venturini, Lista Civica;
- 1975-1980, Antonio Zeni, Lista Civica;
- 1980-1991, Evaristo Venturini, Lista civica;
- 1991-1995, Giorgio Venturini, Lista Civica
- 1995-1999, Giorgio Venturini, Lista Civica (primo sindaco ad elezione diretta)
- 1999-2000, Zaira Romano, commissario prefettizio;
- 2000-2005, Ermenegildo Venturini, Lista Civica.
- 2005-2010, Ermenegildo Venturini, Lista Civica
- 2010-, Federico Venturini, Lista Civica
[modifica] Galleria fotografica
|
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2011.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 369.
- ^ Effettivamente fino a circa il 1970, l'abitato di Magasa era completamente circondato da campi coltivati principalmente a frumento, granoturco e patate.
- ^ L'etimologia è sostenuta da Bartolomeo Venturini in "La leggenda del monte Tombea", conservata presso l'Archivio dell'Accademia degli Agiati di Rovereto, che ipotizza quindi un'origine come villaggio dei Cenomani
- ^ Nella provincia di Brescia esiste un luogo detto Prati di Magazzo, appartenente al territorio comunale di Polaveno, ed è situato a 708 metri d'altezza, nelle vicinanze della chiesa dedicata a Santa Maria del Giogo, che è posta a cavallo tra il lago d'Iseo e la Val Trompia.
- ^ Renzo Ambrogio, Nomi d'Italia. Origine e significati dei nomi geografici e di tutti i comuni, 2006.
- ^ Vito Zeni, La valle di Vestino - Appunti di storia locale, Fondazione Civiltà Bresciana 1993.
- ^ Alberto Pattini, La liberazione del popolo della Valli di Non e di Sole contro Napoleone nel 1796-1797, ed. Temi, 1997.
- ^ A sostegno della richiesta si considerano la prima bozza dello Statuto provinciale del Trentino, del 1945, nella quale nei confini della costituenda "regione Tridentina" sarebbero stati ricompresi anche i comuni di Magasa e di Valvestino. I due comuni sono inoltre sottoposti alla giurisdizione trentina per il catasto e per i procedimenti giudiziari.
- ^ "Via libera al referendum", articolo del Corriere della Sera del 14 giugno 2008; Bruno Festa, Passaggio al Trentino? Via libera al referendum, articolo del quotidiano "Bresciaoggi" del 14 giugno 2008; Magda Biglia, Provincia di Brescia addio: due comuni al referendum per tornare sotto Trento e "La fuga in massa frenata dalla Regione", articoli del quotidiano "Il Resto del Carlino" del 14 giugno 2008; decreto del Presidente della Repubblica.
- ^ Cristian Zurlo, Comuni veneti in Trentino, il confronto in Regione, articolo del quotidiano online "La voce del NordEst.it", 19 maggio 2010.
- ^ Oreste Cagno, Storie gardesane, Arco, 2006.
- ^ http://genealogytrails.com/nev/washoe/bios/gottardijohn.html
- ^ The Milton Gottardi Loyalton Museum Sierra County History
- ^ Articolo del Corriere della Sera del 28 settembre 1994
- ^ John Ball, The Alpine guide, 1866, pagina 485. John Ball sostò a Magasa poco prima del 1866 proveniente da Storo, Valle Lorina e diretto a Gargnano. Descrisse dettagliatamente questo percorso di importanza floristica nella sua celebre Guida Alpina.
- ^ Il 1 settembre 1701 il principe Eugenio di Savoia al comando di truppe imperiali sconfisse i francesi del maresciallo Nicolas de Catinat de La Fauconnerie.
- ^ Il 17 aprile 1706 il generale francese Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme sconfisse il principe Eugenio di Savoia.
[modifica] Bibliografia
- Bruno Festa, Boschi, fienili e malghe - Magasa tra il XVI e il XX secolo, Grafo edizioni, Brescia 1998;
- Nicola Gallinaro ed Elio Della Ferrera, Terra tra due laghi, Consorzio Forestale della Valvestino, Sondrio 2004;
- Grazia Maccarinelli, Voci di Valvestino - Le donne raccontano..., Biblioteche Comunali di Magasa e Valvestino, Arco 2003;
- Gianpaolo Zeni, "En Merica!" - L'emigrazione della gente di Magasa e Val Vestino in America, Comune e Biblioteca di Magasa, Bagnolo Mella 2005;
- Gianpaolo Zeni, La guerra delle Sette Settimane. La campagna garibaldina del 1866 sul fronte di Magasa e Val Vestino, Comune e Biblioteca di Magasa, Bagnolo Mella 2006;
- Vito Zeni, La valle di Vestino - Appunti di storia locale, Fondazione Civiltà Bresciana 1993.
- Gianpaolo Zeni, Al servizio dei Lodron. La storia di sei secoli di intensi rapporti tra le comunità di Magasa e Val Vestino e la nobile famiglia dei Conti di Lodrone, Comune e Biblioteca di Magasa, Bagnolo Mella 2007.
- Vito Zeni, "Miti e leggende di Magasa e della Valle di Vestino", Biblioteca Comunale di Magasa e Valvestino, Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia, luglio 1996.
- Vito Zeni, Le confraternite della Valle di Vestino e il Sacro Triduo di Magasa, Pro Manuscripto, Magasa 1987.
- Paolo Guerrini, Le origini dei Sacri Tridui, in "Brixia Sacra", anno X, 1919.
- G. Lonati, L'opera benefica del Conte Sebastiano Paride di Lodrone nella Riviera di Salò, Tipografia Apollonio, Brescia 1933.
- Claudio Fossati, Peregrinazioni estive -Valle di Vestino-, in "La Sentinella Bresciana", Brescia 1894.
- Pietro Spinazzi, Ai miei amici, Genova 1867.
- C. Festi, Genealogia e cenni storici, cronologici e critici della nobil Casa di Lodrone nel Trentino, Bari 1893.
- I bresciani di Magasa vogliono Trento, articolo del giornale "L'Adige", 16 settembre 2007.
- Vento di "secessione" sull'Alto Garda, articolo del "Giornale di Brescia", 4 settembre 2007.
- Brescia, addio per sempre. Torniamo sotto Trento, articolo del giornale "Il Giorno", 30 settembre 2007.
- Noi con il Trentino. Via al referendum, articolo del "BresciaOggi", 30 settembre 2007.
- Tarcisio Grandi, Prima Magasa e Pedemonte, articolo di "L'Adige", 27 ottobre 2007.
- Franco Panizza, I veneti stiano a casa loro. Prendiamo solo la Valvestino, articolo di "L'Adige", 1º novembre 2007.
- Torniamo in Trentino. Sorto un comitato per il referendum in Valvestino, articolo del "Giornale di Brescia", 1º novembre 2007.
- Bruno Festa, Un comitato per ritornare in Trentino, articolo di "BresciaOggi, 2 novembre 2007.
- Bruno Festa, Valvestino, uniti per il referendum. IL CASO. Ieri in Consiglio comunale il «sì» unanime alla consultazione. Manca ormai soltanto la data del voto per l'annessione del Comune al Trentino, articolo di "BresciaOggi", 3 febbraio 2008.
- Silvia Ghilardi, Valvestino dirotta sul Trentino, il Consiglio dice sì al referendum, articolo del quotidiano "Il Brescia", 5 febbraio 2008, pag. 20.
- "Fistarol attacca sulla "annessione" dei ladini", articolo del Gazzettino, 27 gennaio 2008.
- Guardini Laura, Da Brescia al Trentino. Via libera al referendum, articolo del Corriere della Sera, 14 giugno 2008.
- Cesare Battisti, I carbonari di Val Vestino, in "Scritti politici e sociali", La Nuova Italia, 1966, pag. 397.
- Cesare Battisti, Il Trentino, Istituto Geografico De Agostini, Novara 1910.
[modifica] Voci correlate
- Museo etnografico della Valvestino
- Val Vestino
- Valvestino
- Cadria
- 2º Reggimento Volontari Italiani
- Lodron
- Monte Tombea
- Tombea (formaggio)
- Lago di Valvestino
- Toscolano (torrente)
- Contea di Lodrone
- Operazioni in Valvestino (1866)
- Operazioni militari della Repubblica di Venezia in Valvestino (1510-1517)
- Operazioni in Valvestino (1521)
- Operazioni militari in Valvestino del Sacro Romano Impero Germanico nel 1528
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Magasa
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del consorzio forestale della Valvestino
- Sito ufficiale della Comunità montana Parco Alto Grada Bresciano di Gargnano
- Sito ufficiale dell'osservatorio astronomico di Cima Rest di Magasa
- Sito turistico su Magasa
