Stregoneria

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Musa della notte, quadro precedente al 1896 di Luis Ricardo Falero che rappresenta la figura della strega

La stregoneria è considerata un insieme di pratiche magiche e rituali, spesso a carattere simbolico; questo termine nel corso dei secoli ha assunto diverse valenze negative o positive a seconda del punto di vista degli autori che hanno trattato l'argomento.

Presso le religioni monoteiste le pratiche stregonesche sono state etichettate in maniera spregiativa, considerate distinte dalla religione vera e propria in quanto ritenute collegata a forze occulte che l'officiante (strega o stregone) cerca di dominare e di utilizzare per i propri fini.

Dal punto di vista del neopaganesimo invece il termine stregoneria è stato rivalutato ed usato per indicare quelle pratiche antichissime (soprattutto rurali), che sopravvissero all'avvento dei monoteismi ed all'estirpazione violenta degli antichi culti pagani e che in seguito vennero perseguitate con forme di violenta intolleranza come la caccia alle streghe.

Nel linguaggio comune il termine viene spesso usato in senso figurato (soprattutto nei modi di dire) per indicare un'azione o realizzazione che appare prodigiosa, ma di cui si è portati a diffidare, ad esempio "le stregonerie della chimica".

Il termine deriva dal latino strix con cui si indicava un rapace notturno (lo strige o barbagianni) dal verso acuto (da cui il nome), che le leggende popolari accusavano (erroneamente) di succhiare il sangue delle capre. A questo uccello venne associata successivamente la strega una donna che prevedeva il futuro e praticava la magia e che, secondo gli autori cristiani, aveva affari con il diavolo, perciò venne considerata malvagia e le sue pratiche definite come stregoneria.

The Magic Circle (1886) di John William Waterhouse

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

La stregoneria può essere considerata una particolare branca della magia. Essa però assume forme e significati diversi a seconda del contesto (storie, miti, favole o leggende) in cui essa è presente.

In senso stretto e soprattutto un tempo, si confondeva la stregoneria con la magia nera, ma il termine viene ormai largamente usato per indicare tutti quegli interventi nella vita di un gruppo umano tendenti a dare il benessere (oppure il male) e a rendere propizie (oppure ostili) le forze naturali, sia per un singolo sia per tutto il gruppo umano.

Il primitivo e negativo significato di stregoneria è stato definito intorno all'Alto Medioevo dalla Chiesa, che considerava coloro che la praticavano (o anche presunti praticanti) esseri malvagi in contatto con Satana. Questo significato, largamente diffuso anche nei secoli successivi, è stato contestato dai movimenti neopagani nel XX e XXI secolo.

La stregoneria legata ai moderni culti neopagani viene infatti interpretata come celebrazione della natura attraverso una nuova esaltazione del culto della Dea Madre (Terra e/o Luna e le varie personificazioni del divino femminile) e del Dio Padre e Figlio (il dio Sole e/o le varie personificazioni del divino maschile), soprattutto attraverso alcuni rituali che implicano l'utilizzo della propria magia per scopi personali, altruistici o quotidiani. In senso stretto essi sono soprattutto una riscoperta e reinterpretazione di antichi culti della fertilità e di tipo sciamanico, accompagnati da pratiche magiche o teurgiche derivanti spesso dall'esoterismo e dall'occultismo ottocenteschi. In questo caso i praticanti seguono la Stregoneria Tradizionale (un termine vago per indicare una varia serie di molte pratiche) o la Wicca (detta in certi casi anche Stregoneria Moderna).

Aspetti antropologici[modifica | modifica wikitesto]

Anche alcuni aspetti della medicina primitiva, che agiscono a livello psicologico, riguardano la stregoneria nel senso più ampio del termine, per cui si differenziano dalle pratiche empiriche (cioè dai semplici gesti) seguite dalle genti allo stato di natura: esistono specifici individui (sciamani o medici-stregoni) che si occupano di questi particolari aspetti adottando un rituale tipico della stregoneria. Data la loro funzione di dominare le forze occulte, gli officianti devono essere persone adatte e specificatamente preparate allo scopo, spesso con un tirocinio lungo, duro e complicato; la loro funzione, quando è svolta nell'interesse della comunità, viene considerata come un sacerdozio e lo stregone viene punito se non svolge efficacemente i propri doveri; non di rado la professione viene conservata nell'ambito di un solo clan o trasmessa per via ereditaria. Poiché gli spiriti, secondo le credenze popolari, sono entità bizzarre e complesse, la stregoneria deve avvalersi di pratiche magiche e rituali, spesso incomprensibili agli occhi degli altri, che sono accuratamente determinate in funzione degli scopi e degli spiriti interlocutori: si hanno così rituali per ottenere l'aiuto nelle varie attività umane, rituali per tutte le manifestazioni sociali, rituali per le pratiche richieste dai singoli (malattie gravi come il malocchio, viaggi, nascite).

Al contrario della precedente, la stregoneria intesa come magia nera viene praticata al di fuori del gruppo umano e i suoi officianti non hanno funzioni sacerdotali: questi uomini (stregoni, fattucchieri, ...) sono odiati e temuti e non di rado, se oltrepassano certi limiti, vengono messi a morte. Le loro pratiche, spesso dai profani confuse con quelle descritte in precedenza, si avvalgono esclusivamente della magia e del terrore, indotto con mezzi sia psicologici sia materiali (atti di violenza, veleni, ecc.).

A volte i capi di un gruppo umano ricorrono alla stregoneria per motivi esclusivamente politici e in tal caso lo stregone assume le funzioni sia di sacerdote che di consigliere; questo aspetto è frequente in quei gruppi etnici retti da re divini oppure organizzati in chefferies (ovvero insieme di famiglie che dipendono da un medesimo capo tribale).

Esiste inoltre, un altro tipo di stregoneria, ovvero la stregoneria elementale, basata sull'evocazione di energie benefiche o, malefiche e, sull'evocazione di elementali. Essa consiste nel praticare riti specifici, forgiare incantesimi e creare filtri.

Pratica e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Streghe nell'Aria (1797 - 1798) di Francisco de Goya

L’origine della stregoneria è molto antico, precisamente risalirebbe alla Preistoria, questo culto veniva usato per prosperare fertilità alla coltivazione, avere una cacciagione ricca e altri scopi sociali.

La stregoneria, intesa come pratica magica, è praticata in tutto il mondo; nel significato etnologico è forma diffusa soprattutto in Africa, sebbene non sia rara in America, in Oceania e in casi circoscritti in Asia.

La stregoneria aveva una parte importante nella storia sociale e culturale nell'ultimo periodo coloniale del Messico. Ora, come scrive l'antropologa Ruth Behar, la stregoneria era, non solo in Messico ma in tutta l'America Latina, un «…coacervo di sessualità, stregoneria e religione, nel quale convergevano le culture spagnola, indigena ed africana»[1]

Nel mondo occidentale, dal 1951 si possono identificare elementi di stregoneria, intesa come culto, nella Wicca ed altri culti neopagani, molto diffusi nei paesi europei ed anglosassoni e meno in Italia. Va sottolineato che nessuno dei due gruppi è in relazione con il satanismo, con le messe nere o con i sacrifici cruenti.

Pratiche di tipo mistico affini alla stregoneria sono tipiche nelle cerimonie religiose del vudù o voodoo, religione di origine africana (Benin) entrate in uso presso gli schiavi neri americani e tuttora praticate nei Caraibi e presso africani immigrati in varie parti del mondo, Europa compresa, oltreché in varie zone dell'Africa centro-occidentale.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire del Medioevo il mondo dell'arte cominciò ad interessarsi alla stregoneria in modo crescente, probabilmente in concomitanza con la diffusione di fobie antistregoniche generate dalla battaglia contro le eresie condotta dall'Inquisizione. Stando agli studi approfonditi di Giordano Berti si possono individuare varie correnti iconografiche, distinguibili secondo l'epoca e l'area geografica. Tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento si evidenzia una tipologia mediterranea, ispirata ad opere letterarie classiche, e una tipologia germanica derivante dalla commistione della tradizione biblica e di miti germanici. Tra gli autori di quel tempo spiccano i cicli stregoneschi incisi dai tedeschi Albrecht Durer e Hans Baldung Grien; per il Seicento vanno ricordati, per la consistente serie di opere sul tema, almeno l'italiano Salvator Rosa, i fiamminghi David Teniers il Giovane e Frans Francken II.

Un forte impulso alla definizione dell'immagine della strega venne dai manuali ad uso degli inquisitori, grazie ai quali si diffusero le più svariate fantasie sul volo magico, sul Sabba e sui riti negromantici. A partire dal Settecento l'iconografia delle streghe diventò progressivamente meno cruenta, e quelle che prima erano dipinte come seguaci di Satana cominciarono ad essere dipinte come guaritrici di campagna, prosecutrici di antichi riti agresti, più tardi, anche come donne affette da problemi psichici. Un caso a sé stante è quello di Francisco Goya, che nelle sue numerose raffigurazioni stregonesche, sia incisioni sia dipinti, volle censurare allo stesso tempo l’ignoranza del popolo e l’ipocrisia dei potenti. Nel primo Novecento la stregoneria diventò allegoria delle forze oscure che si stavano addensando sull'Europa; si vedano ad esempio le opere di Paul Klee e Alfred Kubin. Poi, sul finire del secolo prese vigore un'immagine più positiva, legata alla Pop Art e al Neo-simbolismo, che vedeva la strega come rinnovatrice di antichi culti femminili.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Ruth Behar, Sex and Sin, Witchcraft and the Devil in Late-Colonial Mexico. American Ethnologist, 14:1 (February 1987), p. 34.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudia Ansevini, Un processo per superstizione a Pesaro nel 1579, Edizioni elettroniche gratuite LibriSenzaCarta.it (2005)
  • Giordano Berti, "Magico & Stregonesco. Malefiche immagini", in CHARTA n°35 luglio-agosto 1998.
  • Giordano Berti,"Iconografia delle streghe dal Rinascimento alla Pop Art", in Streghe Diavoli e Sibille. Atti del convegno - Como, 18 e 19 giugno 2001, NodoLibri, Como 2004.
  • Giordano Berti, "Le streghe di Goya", in CHARTA n°99, settembre-ottobre 2008.
  • Giordano Berti, Storia della Stregoneria. Origini, credenze, persecuzioni e rinascita nel mondo contemporaneo, Milano 2010.
  • Boyer e Nissenbaum La città indemoniata: Salem e le origini di una caccia alle streghe Einaudi, Torino 1986.
  • Franco Cardini, La strega nel Medioevo, Firenze, Sea Dupliart, 1977.
  • Franco Cardini, Magia, stregoneria, superstizioni nell'Occidente medievale, La Nuova Italia, Firenze, 1979 e successive rist.
  • Franco Cardini, Demoni e meraviglie: magia e stregoneria nella società medievale, Ediz. Raffaello, Bitonto, 1995
  • Franco Cardini, Radici della stregoneria: dalla protostoria alla cristianizzazione dell'Europa, Il cerchio, Rimini, 2000
  • Patrizia Castelli, "Malefici da manuale", in Art & Dossier, n. 87, 1994.
  • Massimo Centini, La stregoneria, Xenia, Milano 1995.
  • Norman Cohn, I demoni dentro: le origini del sabba e la grande caccia alle streghe, Unicopli, Milano, 1994; rist. 2003.
  • Jane P. Davidson, The Witch in northern european Art, 1470-1750, Luca Verlag, Lingen 1987.
  • La stregoneria - Confessioni e accuse, nell'analisi di storici e antropologi a cura di Mary Douglas, Einaudi, Torino 1980
  • Giuseppe Faggin, Le streghe, Longanesi, Milano 1959.
  • Giorgio Galli, Occidente misterioso, Rizzoli, Milano, 1987; nuova ediz. modificata: Cromwell e Afrodite: democrazia e culture alternative, Kaos edizioni, Milano, 1995
  • Giorgio Galli, La svastica e le streghe: intervista sul Terzo Reich, la magia e le culture rimosse dell'Occidente (a cura di Luigi Sanvito), Hobby & Work, 2009
  • Gerald B. Gardner, The book of Shadow.
  • Carlo Ginzburg, I benandanti, Einaudi, Torino, 1974.
  • Carlo Ginzburg, Storia notturna. Una decifrazione del sabba, Einaudi, Torino, 1995
  • Henry Charles Lea, Storia dell'inquisizione, rist. Bocca, Milano 1974.
  • Charles G. Leland, Aradia - or the Gospel of the Witches (1899).
  • Brian P. Levack, La caccia alle streghe in Europa agli inizi dell'età moderna, Laterza, Roma-Bari, 1988 (ristampa, 2003.
  • Margareth Murray, The Witch Cult in Western Europe (1921), traduz. it Le streghe nell'Europa occidentale, Roma, 1978.
  • Margareth Murray, The God of the Witches (1933), traduz. it. Il dio delle streghe, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1972.
  • Heinrich Institor - Johannes Sprenger, Malleus Maleficarum (1486), M. Summers (a cura di).
  • Owen S. Rachleff, “The Witch in Art”, in The Occult in Art, Cromwell Editions, London 1990.
  • Celia Rees, Il viaggio della strega bambina, Salani editore, Milano (2000)
  • Giovanni Romeo, Inquisitori, esorcisti e streghe nell’Italia della Controriforma, Sansoni, Firenze, 1990
  • G.Tortelli, Inquisizione e stregoneria a Brescia e nelle valli. La difficile convivenza fra autorità laiche e religiose nei primi decenni del XVI secolo, in Scritti in onore di Gaetano Panazza, Brescia 1994.
  • Fabio Troncarelli, Le streghe, Roma 1983.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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