Vione

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Vione
comune
Vione – Stemma
Vione – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Brescia – stemma Brescia
Sindaco Mauro Testini (lista civica "Vivere insieme" - area centrosinistra) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 46°14′57″N 10°26′53″E / 46.24917°N 10.44806°E / 46.24917; 10.44806 (Vione)Coordinate: 46°14′57″N 10°26′53″E / 46.24917°N 10.44806°E / 46.24917; 10.44806 (Vione)
Altitudine 1.250 m s.l.m.
Superficie 35,6 km²
Abitanti 718[1] (30-06-2011)
Densità 20,17 ab./km²
Frazioni Canè, Stadolina
Comuni confinanti Edolo, Ponte di Legno, Temù, Vezza d'Oglio
Altre informazioni
Cod. postale 25050
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017202
Cod. catastale M065
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 997 GG[2]
Nome abitanti vionesi
Patrono san Remigio
Giorno festivo Seconda domenica settembre
Localizzazione
Vione è posizionata in Italia
Vione
Posizione del comune di Vione nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Vione nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Vione (Viù in dialetto camuno) è un comune italiano di 718 abitanti[3], della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

Il territorio di Vione in Valle Camonica

         

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Il paese di Vione si trova in alta Valle Camonica.

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia della Valle Camonica.
Le origini del nome

Secondo quanto ci riporta lo storico vionese Padre Gregorio Brunelli inizialmente il paese si chiamava Polagra o Polacra o Dellagara ed in esso vi sorgeva un imponente fortezza il cui mastio venne distrutto nel 1411, fu Carlo Magno che dopo aver espugnato il maniero ne cambiò il nome in Vione ispirandosi al suo castello di Vion nei Pirenei.

Antica abitazione a Vione
Parrocchiale di San Remigio
Parte dell'antica abside della parrocchiale

Il 19 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Vione e Corteno Giovanni e Belotto Bardelli di Malonno.[4]

Nel 1338 vi fu una lite tra i Vione e Vezza per i confini, e gli abitanti vennero alle armi. Gli abitanti di Vezza diedero fuoco al castello di Vione. La dichiarazione di pace che contemplava anche i confini di Promina e Valzani fu rogata l'anno seguente.[5]

Il 15 maggio 1365 il vescovo di Brescia Enrico da Sessa investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Vione, Vezza, Sonico, Malonno, Berzo Demo, Astrio, Ossimo e Losine Giovanni e Gerardo del fu Pasino Federici di .[4]

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 i rappresentanti della comunità di Vione, Bregnano Marchesio e il notaio Antonio Guarnieri, si schierarono sulla sponda ghibellina.[6]

Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno, Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo .[4]

Nel 1460 furono istituite delle scuole di grammatica latina, frequentate non solo da terrazzani, ma anche da esteri. Esse durarono fino al 1705, facendo di Vione un semenzaio di notai.[7] In 4 secoli Vione produsse 142 sacerdoti, co diversi dottori in teologia, 99 monaci, tra cui predicatori, 76 pubblici notai e diversi dottori in legge e medicina.[8]

Il 13 agosto 1862 un incendio divora la frazione di Canè.[9]

[modifica] Feudatari locali

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Bardelli 1336 - ?
Federici
Arms family it Federici (Luca Giarelli).png
1365 - ?
Della Torre 1423 - ?

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

Le chiese di Vione sono:[10]

[modifica] Architetture militari

  • Nella località castello sorgeva una fortificazione con sei torri.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Tradizioni e folclore

Annualmente i terrazzani distribuivano il sale.[11]

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Frazioni

Vione ha due frazioni: Canè (150 abitanti) e Stadolina (200 abitanti).

[modifica] Economia

[modifica] Agricoltura

Il territorio montano è utilizzato principalmente per l'agricoltura, sebbene in maniera molto minore che nel passato. Son state altresì abbandonate attività ad essa collegate quali piccoli caseifici, forni, segherie.

Il comune di Vione, come tutti i comuni limitrofi, è stato interessato negli anni successivi la seconda guerra mondiale da un notevole fenomeno di emigrazione, sia verso la pianura italiana (Milano, Bergamo, Brescia, Torino), sia verso la vicina Svizzera.

L'economia del comune è basata sulla poca agricoltura, sul mercato dell'edilizia (in relazione all'attività turistica) e sul turismo estivo, grazie alla ricchezza naturalistica e di tradizioni del territorio. La Val di Canè è ora parte del Parco Nazionale dello Stelvio.

Nei primi anni del secolo XX era attiva nella val Canè una cava di marmo. In questi anni sono stati avviati progetti per il recupero delle lavorazioni tradizionali (marmo, legno, metalli).

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Mauro Testini (lista civica "Vivere insieme" - area centrosinistra) dal 08/06/2009

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
8 giugno 2009 in carica Testini Mauro Lista civica "Vivere insieme" Sindaco
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Enrico Ferrari Lista civica Sindaco  %[12]


[modifica] Unione di comuni

Vione fa parte dell'Unione Comuni dell'Alta Valle Camonica, assieme ai comuni di Ponte di Legno, Temù, Vezza d'Oglio, Incudine e Monno.
L'unione di comuni, che ha sede a Ponte di Legno, è stata creata il 30 ottobre 2000, ed ha una superficie di circa 284,10 km².[13]

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2011.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Dato Istat all'30/06/2011.
  4. ^ a b c Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, pp. 83. ISBN 88-343-0333-4
  5. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini [1870], 1974, pg. 218.
  6. ^ Gregorio Brunelli, Oliviero Franzoni (a cura di), Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, Breno, Tipografia Camuna [1698], 1998, pg. 183.
  7. ^ Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, pp. 377.
  8. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini [1870], 1974, pg. 219.
  9. ^ Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, pp. 379.
  10. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, pp. 164.
  11. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini [1870], 1974, pg. 217.
  12. ^ Voli - Speciale elezioni 2009. URL consultato il 14-06-2009.
  13. ^ Ministero dell Interno - Unione Comuni dell Alta Valle Camonica. URL consultato il 26-07-2008.

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