Vobarno

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Vobarno
comune
Vobarno – Stemma Vobarno – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Lancini (centrodestra) dal 25/05/2014 (I mandato)
Territorio
Coordinate 45°38′27.6″N 10°30′16.2″E / 45.641°N 10.5045°E45.641; 10.5045 (Vobarno)Coordinate: 45°38′27.6″N 10°30′16.2″E / 45.641°N 10.5045°E45.641; 10.5045 (Vobarno)
Altitudine 245 m s.l.m.
Superficie 53,20 km²
Abitanti 8 141[1] (30-11-2012)
Densità 153,03 ab./km²
Frazioni Carpeneda, Carvanno, Collio, Degagna, Eno, Moglia, Pompegnino, Teglie
Comuni confinanti Capovalle, Gardone Riviera, Gargnano, Provaglio Val Sabbia, Roè Volciano, Sabbio Chiese, Salò, Toscolano-Maderno, Treviso Bresciano, Villanuova sul Clisi
Altre informazioni
Cod. postale 25079
Prefisso 0365
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017204
Cod. catastale M104
Targa BS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti vobarnesi
Patrono Madonna della Rocca
Giorno festivo seconda domenica di settembre e lunedì successivo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vobarno
Posizione del comune di Vobarno nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Vobarno nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Vobarno (Boaren in dialetto bresciano[2][3]) è un comune italiano di 8 141 abitanti della provincia di Brescia, in Lombardia.

Situato nella Valle Sabbia, il comune appartiene alla Comunità Montana della Valle Sabbia. Dista circa 8 chilometri da Salò e dal Lago di Garda.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Si pensa derivi dal latino Vadum arenae, ovvero "guado di sabbia"[senza fonte].

Il nome Voberna viene riportato nel Marmo di Atinio, cenotafio del I secolo a.C., un tempo murato nella base del campanile della parrocchiale di Vobarno e oggi al museo di Santa Giulia a Brescia, in cui il defunto Publio Atinio si rivolge al viaggiatore invitandolo a narrare di aver visto la sua tomba "ai confini d'Italia".

Epoca preromana e romana[modifica | modifica wikitesto]

Le uniche testimonianze di probabili insediamenti pre-romani ci vengono da alcuni nomi di luogo, tra cui probabilmente il toponimo della località.

La Vobarno di oggi si sviluppa da un primitivo piccolo centro romano, posto sulla riva sinistra del fiume Chiese, dove si trova la chiesa parrocchiale; il vicus era il centro del pagus romano, una circoscrizione vasta quanto sarà nel Medioevo quella della pieve, e la plebs cristiana sostituisce il pago e ne assume le funzioni durante il tragico periodo delle invasioni barbariche (V-VI secolo).

Epoca medievale[modifica | modifica wikitesto]

La pieve cristiana fu, dopo il vico romano devastato e disperso dalle invasioni barbariche, l'unità religiosa e sociale che ne continuò la vita nel Medioevo.

La chiesa di Santa Maria Assunta eretta in data incerta, forse nel V o VII secolo, era una delle più antiche formazioni parrocchiali della vallata del fiume Chiese.

Solo Vobarno, Provaglio Val Sabbia, Savallo e Idro dominavano questa estesa regione come centri religiosi. La pieve di Vobarno comprendeva le attuali parrocchie di Prandaglio, Clibbio, Eno, Carvanno e Cecino nella frazione Degagna, la frazione Teglie e forse arrivava fino a Treviso Bresciano e verso la Valvestino; era suddivisa in quattro "decanie": la decania di Piano (Vobarno paese), di Prandaglio, di Teglie e di Carvanno.

Il nome "decania", che era in uso anche sulla riviera del Lago di Garda, è ora rimasto soltanto a quella valletta che si chiama appunto "La Degagna". La pieve di Vobarno era dedicata a S. Maria Assunta, e presso di essa si ergeva il Battistero dedicato a San Giovanni Battista, unica fonte battesimale per tutto il vasto pievatico. Altre cappelle o oratori sorsero in Vobarno e nei dintorni.

Nei secoli X o XI si costituì intorno alla Rocca, che dall'alto del colle Cingolo protegge la sottostante corte e domina il passaggio obbligato del fiume Chiese e le due valli Sabbia e Degagna, il feudo vescovile. Le prestazioni dovute dagli abitanti al vescovo di Brescia sono specificate nel Registro 7 della Mensa vescovile, il documento più importante per ricostruire la storia di Vobarno nel Medioevo. Quanto alla Rocca, essa fu distrutta nel 1362 da Bernabò Visconti, fu in seguito trasformata in Chiesa e, dopo un lungo periodo di abbandono, fu recuperata a quest'ultima funzione nel secondo dopoguerra.

Epoca veneta[modifica | modifica wikitesto]

Ignoto è il processo che portò alla costituzione della Vicinia, primo nucleo di quello che diventerà il comune di Vobarno. Tutti i documenti relativi sono stati distrutti in seguito al saccheggio operato nel 1526 dai Lanzichenecchi di Frundsberg, discesi dalle montagne della Degagna durante la loro spedizione culminata con il Sacco di Roma. È questo l'episodio più drammatico nel periodo compreso fra la dedizione a Venezia (1426), che porta all'inserimento di Vobarno nella Magnifica Patria in qualità di capoluogo della Quadra di Montagna, e la terribile pestilenza del 1630 che, a prestar fede alle fonti (Odorici e B. Faino, Coelum Sanctae Brixianae Ecclesiae), avrebbe ridotto la popolazione della metà (dai 1500 abitanti della metà del Cinquecento ai 750 della metà del Seicento).

Dal punto di vista edilizio, il periodo veneziano vide la costruzione del Ponte vecchio in pietra sul Chiese (fine del Cinquecento) e la ricostruzione della chiesa parrocchiale (1756-61), ampliata ed orientata perpendicolarmente rispetto alla precedente, che utilizzò come campanile l'antica torre comunale.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

La prima svolta della storia moderna vobarnese è costituita dall'arrivo nel 1797 dei francesi, guidati nella prima campagna d'Italia dal giovane generale Bonaparte, battuti alla Corona, nei pressi di Vobarno, dagli austriaci di Quosdanovich calati dal Trentino. L'anno di Campoformio vede non solo la fine della dominazione veneta, ma anche l'abolizione di tutti i privilegi che distinguevano le famiglie antiche originarie dagli immigrati successivi (già messi in discussione negli ultimi anni prima della tempesta rivoluzionaria).

Consolidato il proprio dominio in seguito alla repressione delle insorgenze filoveneziane (fucilazione del parroco di Vobarno Catazzi), i francesi inserirono i comuni di Vobarno, Teglie (riunito nel 1810 a Vobarno) e Degagna nel Dipartimento del Mella della Repubblica Cisalpina. Secondo i dati riportati dal Sabatti (Quadro statistico del Dipartimento del Mella, 1807) Vobarno avrebbe avuto 1300 abitanti e Degagna circa 640.

Alla caduta del regime napoleonico, Vobarno e Degagna passarono al Regno Lombardo-Veneto (XIV distretto di Salò) e in seguito al Regno d'Italia (Circondario di Salò).

I decenni successivi all'Unità sono caratterizzati dalla crescita della popolazione[4], dall'edificazione del nuovo palazzo municipale, dalla costruzione della tranvia per Brescia (1881) e dalla ferrovia diretta a Rezzato (1897), ma soprattutto ha inizio la seconda grande svolta nella storia moderna di Vobarno: la nascita dell'omonima Ferriera, erede di una serie di attività legate alla lavorazione del ferro già documentate nei secoli precedenti.

Fondata nel 1867 dal ragionier Ferrari, fu ulteriormente sviluppata dal Migliavacca e poi dall'ingegner D'Amico che nel 1906 partecipò alla fondazione delle Acciaierie e Ferriere Lombarde, guidate dalla famiglia Falck. La presenza della Falck ha caratterizzato tutta la storia vobarnese del XX secolo, non solo attraverso l'impiego di parte rilevante della forza-lavoro locale, ma anche un complesso di iniziative legate alla tipica concezione "paternalistica" della grande industria come dispensatrice o comunque punto di riferimento di opere a vantaggio della popolazione (dalla formazione professionale alla casa di riposo, dalla gestione del tempo libero alla cooperativa di consumo, dal sostegno ai diversi gruppi sociali alla squadra di calcio - Associazione Calcio Falck Vobarno). Anche dal punto di vista politico la presenza della Falck ebbe un peso non indifferente nella vita del comune di Vobarno, al quale nel 1926 venne unito il disciolto comune di Degagna.

La scomparsa dello stabilimento Falck, determinato dalla crisi della siderurgia nell'ultimo quarto del Novecento, ha aperto una fase tuttora in pieno sviluppo, che vede Vobarno notevolmente ampliata nella sua estensione (dal dopoguerra ad oggi la superficie edificata è cresciuta molto più della popolazione, a dimostrazione del diffondersi di un benessere frutto del sacrificio e del duro lavoro) e profondamente modificata nella sua popolazione, con massicce immigrazioni prima da altre località più o meno limitrofe, poi - a fine millennio - da altre nazioni europee e da altri continenti, e con il costituirsi di numerose comunità di origine esteuropea, araba ed africana.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo del Comune, la pigna, è ispirato a un manufatto in marmo di origine romana rinvenuto in epoca medioevale nel campanile della chiesa di Santa Maria Assunta, rappresentante appunto una pigna di circa cinquanta centimetri di altezza. Il manufatto è oggi custodito nella Biblioteca comunale.

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda settimana di settembre si celebra la festa della Madonna della Rocca, in assoluzione di un voto di devozione formulato l'8 dicembre 1944 alla stessa. Il voto prevedeva la ristrutturazione e l'abbellimento da parte dei fedeli del santuario della Madonna della Rocca una volta finita la seconda guerra mondiale, voto che fu attuato il 9 settembre 1945. Venne inoltre fissata la festa del santuario stesso al lunedì della seconda settimana di settembre, che divenne tradizione dal 1946.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[6] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.421 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Marocco Marocco 419 5,07%

Burkina Faso Burkina Faso 194 2,35%

Albania Albania 148 1,79%

Senegal Senegal 138 1,67%

Romania Romania 136 1,65%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Tra le associazioni culturali Vobarno annovera il Corpo Bandistico Sociale attivo dal 1878.

Feste e fiere[modifica | modifica wikitesto]

  • La festa della Madonna della Rocca che si svolge la seconda domenica e lunedì di settembre e celebra il voto fatto dai Vobarnesi in tempo di guerra alla Madonna
  • La festa di San Benedetto da Norcia, la seconda domenica di luglio a Pompegnino con la tradizionale festa alpina;
  • La festa di San Giuseppe, che ha luogo il 1º maggio a Carvanno;
  • La festa di Santa Margherita, che si svolge la seconda metà di luglio a Carpeneda;
  • La festa della Madonna della Neve, i primi di agosto a Teglie e Lizzane
  • La festa di S. Alessandro che si svolge la terza domenica di agosto nella frazione di Degagna.
  • La festa alpina del Gruppo Alpini di Vobarno, in data variabile del periodo estivo
  • Concorso di pittura estemporanea "Vobarno e i suoi colori", nella prima settimana di ottobre (tradizione dal 1988), in cui viene annualmente premiato il quadro migliore che ha come soggetto il paese.

Settimanalmente ha luogo il mercato "rionale" il venerdì mattina nel centro di Vobarno. e inoltre c'è la festa delle 40 ore che cade sempre 8 giorni dopo pasqua

Associazioni Sportive[modifica | modifica wikitesto]

Polisportiva Vobarno A.S.D. (http://www.polisportivavobarno.org)[modifica | modifica wikitesto]

  • Società nata dall’entusiasmo di otto appassionati sportivi Vobarnesi: Bertelli Raffaele, Ferretti Ferruccio, Lavetti Lucio, Paris Aldo, Paris Ezio, Pavoni Vittorio, Pelizzari Riccardo e Rizzardi Franco. L’impegno precipuo che si posero i fondatori fu di aiutare la crescita e la diffusione dello sport tra i Cittadini Vobarnesi sia a carattere amatoriale che agonistico. Le prime due Sezioni furono “sport invernali” e “atletica leggera”, a queste si sono successivamente aggiunte escursionisti, pallavolo, pallacanestro, tennis; tutte le sezioni sono affiliate alle varie federazioni del Coni.I Soci iscritti spaziano dai 6 agli 80 anni. Il Consiglio Direttivo viene eletto ogni triennio ed è composto da 7 consiglieri eletti direttamente dai Soci a cui si aggiungono i responsabili di ogni Sezione eletti tra gli appassionati delle varie discipline.

La principale squadra di calcio della città milita nel girone D lombardo di Promozione. I colori sociali sono: l'azzurro ed il bianco.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Quello che oggi si chiama semplicemente "il Comune", si denominò dal principio "la Vicina", o "Vicinanza", e in seguito con il nome più pomposo de "la Università del Comune di Vobarno", che comprendeva le piccole ville di Pompegnino, Clibbio, Collio, Teglie, ognuna delle quali aveva i suoi rappresentanti nel Consiglio Generale, composto nel 1633 di settanta membri, che eleggevano la deputazione speciale di amministrazione. Oggi il territorio comunale è composto, oltre dal capoluogo da otto frazioni: Pompegnino, Collio, Degagna con Eno e Carvanno, Teglie e Moglia e Carpeneda.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 in carica Carlo Panzera Lista civica "Insieme per Vobarno" Sindaco [7]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  2. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 714.
  4. ^ Stando al Censimento del 1861, Vobarno aveva 1742 abitanti, mentre Degagna ne aveva 675.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  7. ^ Cesare Fumana, Panzera riconfermato a Vobarno, Vallesabbianews.it, 10.06.2009. URL consultato il 29 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfredo Bonomi, Michela Valotti, Vobarno. La chiesa di Santa Maria Assunta: itinerario storico e artistico, Vobarno, Centro sociale parrocchiale di Vobarno, 2001.
  • Fabrizio Galvagni, Famiglie Cognomi Scotom: appunti di onomastica vobarnese con riferimenti alla Vallesabbia e alla riviera gardesana, Salò, Compagnia delle Pive, 1996.
  • Lucia Pasini, La corte vescovile a Vobarno nel tardo Medioevo: organizzazione ed economia, Vobarno, Biblioteca comunale di Vobarno, 1990.
  • Ugo Vaglia, Storia della Valle Sabbia, Brescia, Baronio Umberto, 1970.
  • Marcello Zane, L'età di ferro. Economia e società a Vobarno dall'unità d'Italia al fascismo, Gavardo, Liberedizioni, 1999.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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