Borno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando lo stato della Nigeria, vedi Borno (Nigeria).
Borno
comune
Borno – Stemma
Borno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Veronica "Vera" Magnolini (lista civica Per il Bene di Borno) dal 27/05/2003
Territorio
Coordinate 45°56′46″N 10°11′56″E / 45.946111°N 10.198889°E45.946111; 10.198889 (Borno)Coordinate: 45°56′46″N 10°11′56″E / 45.946111°N 10.198889°E45.946111; 10.198889 (Borno)
Altitudine 912 m s.l.m.
Superficie 30,5 km²
Abitanti 2 631[1] (31-10-2013)
Densità 86,26 ab./km²
Frazioni Paline
Comuni confinanti Angolo Terme, Azzone (BG), Ossimo, Piancogno, Schilpario (BG)
Altre informazioni
Cod. postale 25042
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017022
Cod. catastale B054
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 4 007 GG[2]
Nome abitanti bornesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo Domenica più vicina al 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Borno
Posizione del comune di Borno nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Borno nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Borno (Búren in dialetto camuno[3][4]) è un comune italiano di 2 631 abitanti[1], della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

È raggiungibile attraverso la strada provinciale 5 che sale da Ossimo e porta ad Azzone in Val di Scalve.

Il territorio di Borno confina con diversi comuni: a est quello di Ossimo e Piancogno, a nord ancora Ossimo, ad ovest quello di Azzone e Schilpario, ed a sud quello di Angolo Terme.

Il territorio di Borno in Valle Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Borno è situato sul cosiddetto Altopiano del Sole, ovverosia la valle percorsa dal torrente Trobiolo, tributaria della media Valle Camonica e dominata dalle vette più orientali delle Prealpi Orobiche. Il comune comprende però, a occidente, anche un tratto del settore bresciano della Val di Scalve.

Il capoluogo si trova a una quota di 912 m s.l.m. (riferiti alla chiesa parrocchiale, leggermente più elevata rispetto al centro storico), mentre il territorio è compreso tra i 650 metri del letto del fiume Dezzo e i 2.492 metri della cima del Pizzo Camino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dedicazione a Minerva di epoca romana conservato al Museo archeologico di Valle Camonica
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Valle Camonica.
Le origini del nome

Il nome del comune potrebbe derivare dalla radice germanico celtica Bor (sorgente).[5]

Durante delle operazioni di sbancamento nel 1958 viene alla luce un complesso datato al I secolo ev, probabilmente un complesso funerario con tombe ad incenerimento. Pochissimo si è salvato dai lavori.[6]

Nel VII secolo inizia la contesa del monte Negrino con la Val di Scalve.

Nel 1018 vengono nominati per la prima volta dei vicini a Borno.[6]

Nel 1156 scoppiò una lite tra gli abitanti di Borno e Lozio, presso Malegno, durante una processione verso Cividate Camuno. La lite venne chiusa nel 1168 a Verona.[7]

Nel 1186 gli uomini di Borno e l'arciprete di Cividate Camuno discutono a Verona davanti ai cardinali Adelardo e Pietro, legati del papa, la possibilità di avere una fonte battesimale.[8]

Nel 1234 il comune di Borno è obbligato a fornire un architrave per la costruzione di un ponte sul fiume Oglio.[7]

Il 19 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Astrio, Monno e Ossimo Girardo del fu Giovanni Ronchi di Breno.[9]

Una delle sette Casetorri di Borno

Il 28 gennaio 1350 il vescovo di Brescia Bernardo Tricardo investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Pescarzo, Cerveno e Corteno Bertolino e Giacomo Alberzoni di Breno.[9]

Nella contesa con gli Scalvini per il monte Negrino nel 1394 una banda proveniente dalla Val di Scalve fece una strage di tutti i malgari bornesi trovati sul monte cavando occhi, lingua, denti e "coradèle".[10]

Il 14 agosto 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno e Andriolo Ronchi di Breno.[9]

Nel 1428 il Carmagnola conquista Borno.[11]

Nel 1688 vi fu un disastroso incendio con la distruzione di oltre 150 abitazioni.[11]

Nel 1682 termina la contesa del monte Negrino con la Val di Scalve.

Feudatari locali[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Ronchi
Blasone Ronchi.jpg
1336 - ?
Alberzoni 1350 - ?
Ronchi
Blasone Ronchi.jpg
1423 - ?
Federici
Arms family it Federici - modern (Luca Giarelli).png
 ?
Camozzi  ?

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • 8 agosto vigilia di San Fermo: festa con falò e fiaccolata; leggenda dei tre fratelli eremiti Fermo, San Glisente e Cristina. Pellegrinaggio al santuario sul monte con discesa in notturna con fiaccole. Protezione del bestiame.[12]

25/11/2012:Borno viene fatta conoscere attraverso il celebre programma di Canale 5 "Melaverde".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese di Borno sono:[5]

  • Parrocchiale di San Martino e Giovanni Battista, uno dei più imponenti edifici del XVIII secolo della Valle Camonica. La struttura originaria è dell'XI secolo; rimaneggiata nel XV e nel XVIII fu abbattuta e completamente rifatta. L'altare maggiore è in marmo di Carrara.
  • Oratorio di San Antonio, alla destra della parrocchiale, contiene un affresco di callisto Piazza.
  • Oratorio dei disciplini
  • Chiesetta della Madonna Addolorata, con struttura del XVII secolo
  • Chiesetta della Madonna di Lourdes, precedentemente intitolata a San Vito e Modesto, del secolo XVI
  • Chiesetta di San Fiorino (o Floriano), del secolo IX, con la navata del XVI secolo.
  • Chiesetta di San Fermo al Monte, rimaneggiata nel XVI e XVII secolo, si rifà alla leggenda di San Fermo, Santa Cristina e San Glisente che si comunicavano di essere in vita, dato che abitavano su tre montagne differenti, con dei falò.
  • Chiesetta degli Alpini in Val di Moren, moderna costruzione (2001-2003) costruita sulla vetta di un dosso a 1760 metri di quota.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Borno è Burnàs, Bigi, Làder (ladri)[14] o maia patate.

Persone legate a Borno[modifica | modifica wikitesto]

Affresco della leggenda di San Fermo

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

L'altopiano su cui sorge Borno è servito dalla strada provinciale (SP 5) che si stacca dall'ex SS 345 a Malegno e risale (circa 10 chilometri) i fianchi della valle con percorso agevole ma tortuoso, passando Ossimo Inferiore.

Oltrepassato il centro di Borno la strada sale sino al Passo di Croce di Salven (1109 m) scendendo poi in Val di Scalve ed entrando così in Provincia di Bergamo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2003 2013 Antonella Rivadossi lista civica Insieme per Borno Sindaco
2013 in carica Veronica "Vera" Magnolini lista civica Per il bene di Borno Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Automobilismo[modifica | modifica wikitesto]

Borno è sede di arrivo della cronoscalata automobilistica Malegno-Borno.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 Borno è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Borno
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1981 17ª Mantova 215 Italia Benedetto Patellaro Italia Silvano Contini

Sport Invernali[modifica | modifica wikitesto]

A Borno si trova una piccola stazione sciistica, situata sul versante nord del Monte Altissimo. Nonostante la quota non elevata (950-1700 metri) l'esposizione nord delle piste permette alla neve di conservarsi per tutta la stagione, anche grazie ad un impianto di innevamento programmato. Caratteristica principale della località è di essere interamente immersa in un bosco di abeti, ciò favorisce la sciabilità anche in caso di brutto tempo e scarsa visibilità.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 24 marzo 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 167.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 92.
  5. ^ a b Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 42.
  6. ^ a b Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 1, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980, p. 234.
  7. ^ a b Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 1, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980, p. 235.
  8. ^ Irma Valetti Bonini, Le Comunità di valle in epoca signorile, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 1976, p. 35.
  9. ^ a b c Tratto da: Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 83, ISBN 88-343-0333-4.
  10. ^ Giacomo Goldaniga, Storia del castello di villa e l'eccidio dei Nobili di Lozio, Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 1992, p. 65.
  11. ^ a b Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 1, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980, p. 236.
  12. ^ Atlante Demologico Lombardo. URL consultato il 12-08-2008.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 167.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 1, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980.
  • Giacomo Goldaniga, Borno e la sua storia

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]