Borno

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Borno
Panorama di Borno
Borno - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Brescia
Coordinate: 45°56′46″N 10°11′56″E / 45.94611, 10.19889Coordinate: 45°56′46″N 10°11′56″E / 45.94611, 10.19889
Altitudine: 912 m s.l.m.
Superficie: 30 km²
Abitanti:
2.146 31/12/2007 - ISTAT
Densità: 90 ab./km²
Frazioni: Paline 
Comuni contigui: Angolo Terme, Azzone (BG), Ossimo, Piancogno, Schilpario (BG)
CAP: 25042
Pref. telefonico: 0364
Codice ISTAT: 017022
Codice catasto: B054 
Class. sismica: zona 4 (sismicità irrilevante)
Class. climatica: zona F, 3612 GG
Nome abitanti: bornesi 
Santo patrono: San Giovanni Battista 
Giorno festivo: Domenica più vicina al 24 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Borno (Búren in camuno[1]) è un comune italiano di 2.746 abitanti[2], della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

È raggiungibile attraverso la strada provinciale 5 che sale da Ossimo e porta ad Azzone in Val di Scalve.

Il territorio di Borno confina con diversi comuni: a est quello di Ossimo e Piancogno, a nord ancora Ossimo, ad ovest quello di Azzone e Schilpario, ed a sud quello di Angolo Terme.

Il territorio di Borno in Valle Camonica

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Il comune di Borno è situato sul cosiddetto Altopiano del Sole, ovverosia la valle percorsa dal torrente Trobiolo, tributaria della media Valle Camonica e dominata dalle vette più orientali delle Prealpi Orobiche. Il comune comprende però, a occidente, anche un tratto del settore bresciano della Val di Scalve.

Il capoluogo si trova a una quota di 912 m s.l.m. (riferiti alla chiesa parrocchiale, leggermente più elevata rispetto al centro storico), mentre il territorio è compreso tra i 650 metri del letto del fiume Dezzo e i 2492 metri della cima del Pizzo Camino.

[modifica] Storia

Dedicazione a Minerva di epoca romana conservato al Museo archeologico di Valle Camonica
Per approfondire, vedi la voce Storia della Valle Camonica.
Le origini del nome
Il nome del comune potrebbe derivare dalla radice germanico celtica Bor (sorgente).[3]

Durante delle operazioni di sbancamento nel 1958 viene alla luce un complesso datato al I secolo ev, probabilmente un complesso funerario con tombe ad incenerimento. Pochissimo si è salvato dai lavori. [4]

Nel VII secolo inizia la contesa del monte Negrino con la Val di Scalve.

Nel 1018 vengono nominati per la prima volta dei vicini a Borno.[4]

Nel 1156 scoppiò una lite tra gli abitanti di Borno e Lozio, presso Malegno, durante una processione verso Cividate Camuno. La lite venne chiusa nel 1168 a Verona.[5]

Nel 1186 gli uomini di Borno e l'arciprete di Cividate Camuno discutono a Verona davanti ai cardinali Adelardo e Pietro, legati del papa, la possibilità di avere una fonte battesimale.[6]

Nel 1234 il comune di Borno è obbligato a fornire un architrave per la costruzione di un ponte sul fiume Oglio.[5]

Il 19 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Astrio, Monno e Ossimo Girardo del fu Giovanni Ronchi di Breno.[7]

Una delle sette Casetorri di Borno

Il 28 gennaio 1350 il vescovo di Brescia Bernardo Tricardo investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Pescarzo, Cerveno e Corteno Bertolino e Giacomo Alberzoni di Breno.[7]

Nella contesa con gli Scalvini per il monte Negrino nel 1394 una banda proveniente dalla Val di Scalve fece una strage di tutti i malgari bornesi trovati sul monte cavando occhi, lingua, denti e "coradèle".[8]

Il 14 agosto 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno e Andriolo Ronchi di Breno.[7]

Nel 1428 il Carmagnola conquista Borno.[9]

Nel 1688 vi fu un disastroso incendio con la distruzione di oltre 150 abitazioni.[9]

Nel 1682 termina la contesa del monte Negrino con la Val di Scalve.

[modifica] Feudatari locali

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Ronchi
1336 - ?
Alberzoni 1350 - ?
Ronchi
1423 - ?
Federici
 ?
Camozzi  ?

[modifica] Ricorrenze

  • 8 agosto vigilia di San Fermo: festa con falò e fiaccolata; leggenda dei tre fratelli eremiti Fermo, San Glisente e Cristina. Pellegrinaggio al santuario sul monte con discesa in notturna con fiaccole. Protezione del bestiame.[10]

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa parrochiale di San Giovanni Battista

[modifica] Architetture religiose

Le chiese di Borno sono:[3]

  • Parrocchiale di San Martino e Giovanni Battista, uno dei più imponenti edifici del XVIII secolo della Valle Camonica. La struttura originari è del XI secolo, rimaneggiata nel XV e nel XVIII fu abbattuta e completamente rifatta. L'altare maggiore è in marmo di Carrara.
  • Oratorio di San Antonio, alla destra della parrocchiale, contiene un affresco di callisto Piazza.
  • Oratorio dei disciplini
  • Chiesetta della Madonna Addolorata, con struttura del XVII secolo
  • Chiesetta della Madonna di Lourdes, precedentemente intitolata a San Vito e Modesto, del secolo XVI
  • Chiesetta di San Fiorinio (o Floriano), del secolo IX, con la navata del XVI secolo.
  • Chiesetta di San Fermo al Monte, rimaneggiata nel XVI e XVII secolo, si rifà alla leggenda di San Fermo, Santa Cristina e San Glisente che si comunicavano di essere in vita, dato che abitavano su tre montagne differenti, con dei falò.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Tradizioni e folclore

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Borno è Burnàs, Bigi, Làder (ladri)[11] o maia patate.

[modifica] Personalità legate a Borno

Affresco della leggenda di San Fermo

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

L'altopiano su cui sorge Borno è servito dalla strada provinciale (SP 5) che si stacca dall'ex SS 345 a Malegno e risale (circa 10 chilometri) i fianchi della valle con percorso agevole ma tortuoso, passando Ossimo Inferiore.

Oltrepassato il centro di Borno la strada sale sino al Passo di Croce di Salven (1109 m) scendendo poi in Val di Scalve ed entrando così in Provincia di Bergamo.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Antonella Rivadossi (lista civica Progetto Borno) dal 15/04/2008 (1º mandato)
Centralino del comune: 0364 41000
Posta elettronica: info@comune.borno.bs.it

Il sindaco è stato eletto con il 58,8% dei voti.

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
30 maggio 2003 15 aprile 2008 Martino Franzoni lista civica Progetto Borno Sindaco


[modifica] Sport

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 167
  2. ^ Dato Istat all'31/12/2008.
  3. ^ a b Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984. 42
  4. ^ a b Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 1, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980. 234
  5. ^ a b Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 1, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980. 235
  6. ^ Irma Valetti Bonini, Le Comunità di valle in epoca signorile, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 1976. 35
  7. ^ a b c Tratto da: Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984. 83 ISBN 88-343-0333-4
  8. ^ Giacomo Goldaniga, Storia del castello di villa e l'eccidio dei Nobili di Lozio, Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 1992. 65
  9. ^ a b Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 1, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980. 236
  10. ^ Atlante Demologico Lombardo. URL consultato il 12-08-2008.
  11. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 167

[modifica] Bibliografia

  • Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 1, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980.
  • Giacomo Goldaniga, Borno e la sua storia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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