Incudine (Italia)

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Incudine
comune
Incudine – Stemma
Incudine – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Bruno Serini[1] (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 46°13′20″N 10°21′30″E / 46.222222°N 10.358333°E46.222222; 10.358333 (Incudine)Coordinate: 46°13′20″N 10°21′30″E / 46.222222°N 10.358333°E46.222222; 10.358333 (Incudine)
Altitudine 910 m s.l.m.
Superficie 20 km²
Abitanti 388[2] (31-10-2013)
Densità 19,4 ab./km²
Comuni confinanti Edolo, Monno, Vezza d'Oglio
Altre informazioni
Cod. postale 25040
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017083
Cod. catastale E297
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 511 GG[3]
Nome abitanti incudinesi
Patrono san Maurizio
Giorno festivo 22 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Incudine
Posizione del comune di Incudine nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Incudine nella provincia di Brescia
Sito istituzionale
« Segue il Commun d'Incudine, qual contiene due terre divise dal fiume Oglio, che passa tra mezo cioè: Incudine dal Solivo, Incudine dal Vago. »
(Gregorio Brunelli, «Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni», 1698[4])

Incudine (Incüzen in dialetto camuno[5][6]) è un comune italiano di 388 abitanti[2] della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

Il territorio di Incudine in Valle Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Incudine è diviso in due dal fiume Oglio. La parte settentrionale, rivolta a sud-ovest, è chiamato Incudine al Solivo (da Sulìf, che in dialetto camuno indica un posto soleggiato), mentre la parte meridionale, rivolta a nord, è detta Incudine al Vago (da Vàch, che in dialetto camuno indica il lato in ombra della vallata),[7] e nella zona dove passa la strada nazionale è detta borgo.

Le origini del nome

Una "bota" (storia tramandata oralmente), un'antica leggenda, che si perde nella notte dei tempi che comunque alcuni studiosi ritengono abbia qualche fondamento, racconta che il paese di Incudine fu fondato, in epoca romana o medievale, come campo di raccolta e di sorveglianza per schiavi (da cui il nome "incudine" per indicare il grosso pezzo di ferro su cui venivano "ribattuti i ferri" che incatenavano). Ma un'altra ipotesi viene proposta sull'origine del piccolo borgo che può essere, con buona approssimazione, fissata in epoca post-romana: come per il nucleo originario di un altro paese della media Valle Camonica: Ono San Pietro, anche per Incudine si può ritenere, con buone probabilità, che un gruppo (o una carovana) di nomadi provenienti dalle pianure ungheresi, durante le continue trasmigrazioni di massa del primo periodo medievale, abbia fissato la propria dimora in questo sito, erigendo alcune piccole case rurali a ridosso della ripida montagna che sovrasta il corso dell'Oglio in questa parte dell'alta Valle.[8]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Valle Camonica.
Incudine, contrada al Vago
Chiesa parrocchiale di San Maurizio
Ponte del "Salto del Lupo", a nord dell'abitato

Domenica 15 marzo 1299 un console della vicinia di Incudine, Giovanni Gustanci, si reca con alcuni vicini ad Edolo dove è presente Cazoino da Capriolo, camerario del vescovo di Brescia Berardo Maggi. Qui confermano che nel loro territorio ogni diritto, consuetudine e giurisdizione apparteneva al vescovo di Brescia, e versando le decime. Viene ricordato che i vicini di Incudine erano obbligati a cacciare una volta l'anno per la curia. Sono enumerati 40 manenti.[9]

Il 14 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Incudine, Cortenedolo, , Cemmo, Zero, Viviano e Capo di Ponte a Maffeo e Giroldo Botelli di Nadro.[10]

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 i rappresentanti della comunità di Incudine, Giovanni Carnevallio e il notaio Brizio di Monno, si schierarono sulla sponda ghibellina.[11]

Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno, Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo .[10]

Nel 1634, su consiglio ecclesiastico, venne distrutta una roccia presso un monte chiamato Fasano (Plazza?) dove gli abitanti si recavano in porsessione durante i periodi di siccità.[7]

Il paese era importartante centro per l'acquisto del maiale: da qui lo scütüm degli abitanti.

Feudatari locali[modifica | modifica sorgente]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Botelli 1336 - ?
Della Torre 1423 - ?

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Le chiese di Incudine sono:[12]

  • Parrocchiale di san Maurizio, costruzione seicentesca, con campanile della prima metà del XVIII secolo. L'edificio venne ampliato all'inizio del XX secolo. L'interno, barocco, è arricchito da una pregevole pala d'altare
  • Chiesa di San Bernardino, in località Vago, del XVII secolo
  • Chiesa di Sant'Anna, ai piedi della cima di San Vito, a 1800 m s.l.m.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma di Incudine si compone del colore Rosso e del simbolo dell'incudine.

« Di rosso, ad un'incudine di ferro »
(Fonte[13])

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[14]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Incudine è Strüghei(cioè insipidi, scostanti e pericolosi) oppure Pórcei (maiali).[15]

  • 15 giugno, festa di San Vito e Sant'Anna. Ci si recava al santuario, che sorge nei pressi del monte Aviolo (in caso di maltempo la festa era celebrata nella parrocchiale. Una leggenda popolare associa San Vito all'Uomo selvatico.[16]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Unione di comuni[modifica | modifica sorgente]

Incudine fa parte dell'Unione Comuni dell'Alta Valle Camonica, assieme ai comuni di Ponte di Legno, Vione, Vezza d'Oglio, Temù e Monno.

L'unione di comuni, che ha sede a Ponte di Legno, è stata creata il 30 ottobre 2000, ed ha una superficie di circa 284,10 km².[17]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 15-16 maggio 2011 Incudine. URL consultato il 16 maggio 2011.
  2. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 25 marzo 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 392.
  5. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 156.
  6. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 328.
  7. ^ a b Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 394.
  8. ^ Intercam - Incudine. URL consultato il 13 settembre 2008.
  9. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi - Vescovo e signore di Brescia, Brescia, ottobre 1994, p. 302.
  10. ^ a b Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 81, ISBN 88-343-0333-4.
  11. ^ Gregorio Brunelli in Oliviero Franzoni (a cura di), Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, Breno, Tipografia Camuna [1698], 1998, pg. 183.
  12. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 145.
  13. ^ Descrizione degli stemmi a cura di www.comuni-italiani.it URL consultato il 21-1-2008
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 156.
  16. ^ Atlante Demologico Lombardo. URL consultato il 12-08-2008.
  17. ^ Ministero dell Interno - Unione Comuni dell Alta Valle Camonica. URL consultato il 26 luglio 2008.

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