Artogne

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Artogne
[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Artogne]]
Artogne - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Brescia
Coordinate: 45°51′0″N 10°10′0″E / 45.85, 10.16667
Altitudine: 266 m s.l.m.
Superficie: 21 km²
Abitanti:
3.135
Densità: 149 ab./km²
Frazioni: Piazze, Acquebone, Montecampione 
Comuni contigui: Bovegno, Darfo Boario Terme, Gianico, Pezzaze, Pian Camuno, Pisogne, Rogno (BG)
CAP: 25040
Pref. tel: 0364
Codice ISTAT: 017007
Codice catasto: A451 
Nome abitanti: artognesi 
Santo patrono: Santi Cornelio e Cipriano 
Giorno festivo: 16 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
Il territorio di Artogne in Valle Camonica
Il territorio di Artogne in Valle Camonica
« Proseguendo à mattina, si mette piede ad Artogne, terra insigne di fabriche, e d'habitanti, con alcune famiglie, che conservano ancora chiari splendori d'antica nobiltà; e veggionsi qui le vestigia d'una gran rocca, che fu lungamente habitata da alcuni de Federici.  »
(Gregorio Brunelli, «Curiosi Trattenimenti contenenti ragguagli Sacri e profani dei Popoli Camuni», 1698[1])

Artogne (Artògne in dialetto camuno[2]) è un comune di 3.135 abitanti della Val Camonica, in provincia di Brescia.

Indice

[modifica] Geografia fisica

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[modifica] Storia

Il 12 marzo 1233 la famiglia dei Brusati è investita dei beni e delle terre di Artogne.[3]

Nel 1331 Zanone detto Mastaio e Ziliolo Federici, figli di Bojaco di Gorzone, acquistano da Girardo Brusati tutti i beni da esso posseduti nella terra d'Artogne.[3]

Nel 1397, durante la pace di Breno, Artogne è schierata dal lato ghibellino del fiume Oglio.[3]

Nel 1508 è indicato col nome di Artogno nella mappa della Valle Camonica disegnata da Leonardo da Vinci.[3]

Nel 1912 una grave alluvione colpì il paese.[3]

Nel 1927 il comune si fonde con quello di Pian Camuno, creando il comune di Pian d'Artogne; si separeranno nel 1957[3]

Il 26 luglio 1944 vengono uccisi presso la Cascina Campelli dai nazi-fascisti Battista Pedersoli, Giacomo Marioli e Antonio Cotti Cottini.[3]

[modifica] Feudatari locali

[modifica] Simbolo

[modifica] Descrizione ufficiale

« Partito: nel primo d'oro, al castello di rosso, chiuso, finestrato di quattro (due e due) e murato di nero, le due torri prive di merli; nel secondo di rosso, all'albero sradicato d'oro »
(Tratto da:Comuni Italiani .it. URL consultato il 21-01-2008.)

[modifica] Demografia

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Geografia antropica

[modifica] Toponimo

Secondo Lino Ertani il nome del comune potrebbe derivare dalla coniugazione longobarda Hart (fortezza) e Thon (recinto rurale).[4]

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Chiese

Le chiese di Artogne sono:[4]

  • Chiesa di Santa Maria ed Elisabetta,detta della Visitazione, di origine quattrocentesca: sul portale d'ingresso vi è la data 1532;
  • Chiesetta campestre di Sant'Andrea di stile quattrocentesco con campanile del XV secolo. Il presbiterio è separato dalla navata con una inferriata in ferro.
  • Parrocchiale dei Santi Cornelio e Cipriano, il portale in pietra di Sarnico riporta "Pietas polùpuli erexit anno 1751/cornelio et cypriano martiribus". La gradinata è del 1959

[modifica] Centro storico

E' presente diverse case dei Federici, tra cui una con un portale in pietra di Sarnico e portone il legno borchiato del XV secolo.[4]

[modifica] Cultura

[modifica] Folklore

Gli scotöm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Artogne è Patàte oppure Mascherpine (ricotte).[5]

[modifica] Sport

Il 4 giugno 1998 la 19^ tappa del Giro d'Italia 1998 si è conclusa a Plan di Montecampione con la vittoria di Marco Pantani.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Maddalena Lorenzetti (lista civica) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0364 598280
Email del comune: info@comune.artogne.bs.it

[modifica] Note

  1. ^ Tratto da: Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli. Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve. Cividate Camuno, Toroselle, 1992. 64
  2. ^ Tratto da: Lino Ertani. Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica. Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 171
  3. ^ a b c d e f g Gaetano Panazza; Araldo Bertolini. Arte in Val Camonica - vol 3 - I°. Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984. 123
  4. ^ a b c Tratto da: Eugenio Fontana. Terra di Valle Camonica. Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984. 15
  5. ^ Tratto da: Lino Ertani. Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica. Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 171

[modifica] Bibliografia

  • Gaetano Panazza; Araldo Bertolini. Arte in Val Camonica - vol 3 - I°. Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti


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