Bienno
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 445 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 30 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 119 ab./km² | ||||||||
| Comuni contigui: | Bagolino, Berzo Inferiore, Bovegno, Breno, Cividate Camuno, Collio, Prestine | ||||||||
| CAP: | 25040 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0364 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 017018 | ||||||||
| Codice catasto: | A861 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 4 (sismicità irrilevante) | ||||||||
| Class. climatica: | zona E, 2870 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | biennesi | ||||||||
| Santo patrono: | Santi Faustino e Giovita | ||||||||
| Giorno festivo: | 15 febbraio | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| « Bienno è una delle più grosse, et più popolate terre in questa Valle, et qui più si essercita la ferrarezza, che in altra terra, quivi sono quindeci fucine, dove si fabricano scartate per far li petti, et corsaletti, taglieri per far celate, et morioni, lamere strette et largh, padelle, ranze, ramine di ferro et altre sorti di ferrarezza » | |
Bienno (Bièn in camuno[2]) è un comune italiano di 3.609 abitanti[3], della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.
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Il territorio di Bienno in Valle Camonica
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Indice |
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Territorio
Il paese sorge nella Val Grigna, sul lato settentrionale del torrente Grigna.
[modifica] Clima
I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Breno indicano, in base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a -1,0 °C, mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +20,5 °C [4].
| BRENO | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
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| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 3,8 | 7,1 | 10,4 | 14,8 | 19,1 | 23,0 | 26,4 | 25,3 | 21,9 | 15,8 | 10,3 | 5,6 | 5,5 | 14,8 | 24,9 | 16 | 15,3 |
| T. min. media (°C) | -5,8 | -3,4 | 0,0 | 3,9 | 8,1 | 12,1 | 14,5 | 14,1 | 10,6 | 5,7 | 0,9 | -3,5 | -4,2 | 4 | 13,6 | 5,7 | 4,8 |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia della Valle Camonica. |
| Le origini del nome |
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Secondo Dante Olivieri risale al nome personale etrusco Biena, secondo lo Gnaga è invece un nome gentilizio romano: Biennius. Da segnalare che il termine biennius in tarda latinità indicava il canale del mulino.[5]
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Il paese era munito di dieci torri ed un castello, trasformato in monastero dai benedettini.[6]
Nel 1295 vi è una contesa con Bovegno circa alcuni pascoli in quota.[7]
Il 25 gennaio 1350 il vescovo di Brescia investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Bienno il Comune (vicinia) e gli uomini di Bienno, cosa accaduta già nel 1295, 1336, e in seguito nel 1388, 1423 e 1486).[8] Confermato anche il 20 agosto 1423.[8]
Nel 1374 i beni sono investiti a Franceschino e Comino Ronchi.[9]
Nel 1391 la terra di Bienno, ghibellina, subì una vasta razzia di bestiami causata dai guelfi camuni guidati dai Nobili di Lozio.[10]
Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 il rappresentante della comunità di Bienno, Bertolino di Martino Lanini, si schierarò sulla sponda ghibellina.[11]
Nel 1592 è fondato l' Istituto delle Zitelle, che sovveniva alle nubende tra 15 e 40 anni prive di mezzi sufficienti, punché in possesso di una "condotta irreprensibile". Del 1624 è invece la nscita della Casa di Dio, una specie di ricovero per anziani.[12]
Nel 1799, a seguito dell'abolizione delle Vicinie i vicini di Bienno divisero tra loro i beni comuni. Ciò portò ad una vertenza con lo stato, che li ritenva beni demaniali. Essa si protasse per più di un secolo, tanto che nel 1901, per fronteggiare un assembramento minaccioso presso l'ufficio comunale, i carabinieri si lasciarono prendere la mano e spararono sulla folla, uccidendo una donna ed un ragazzo. Una soluzione di compromesso venne trovata definitivamente solo nel 1927.[13]
Ta il 1805 ed il 1815 il comune di Bienno fu unito a quello di Prestine col nome di "Bienno con Prestine". [14]
[modifica] Feudatari locali
Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:
| Famiglia | Stemma | Periodo |
| Vicinia di Bienno | 1350 - ? | |
| Ronchi | 1374 - ? |
[modifica] Ricorrenze
- Nell'ultima settimana di agosto si tiene la Mostra Mercato
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Bienno fa parte del club de "I Borghi più Belli d'Italia" creato della Consulta del Turismo dell'Associazione dei Comuni Italiani (ANCI).
[modifica] Architetture religiose
- La chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Faustino e Giovita, riedificata nei primissimi anni del 1600 in stretta osservanza delle norme controriformate borromeiane; unica navata con sei altari laterali; imponente ciclo pittorico per la maggior parte di Giovanni Mauro della Rovere (il fiamminghino); bellissime cancellate in ferro battuto del 1647; organo seicentesco di origini antegnatiane e rimaneggiato dal Serassi. Ogni altare laterale è una vera e propria cappella autonoma con proprio ciclo pittorico. La volta a tutto sesto è affrescata a medaglioni e trompe l'oeil, mentre nell'abside alle spalle dell'altare maggiore si trova una pregevole pala settecentesca del pittore veneziano Giovan Battista Pittoni, che rappresenta il martirio dei due Santi cui è dedicata la chiesa. Notevoli l'affresco degli angeli musicanti, le cantorie, le soase. Rappresenta un unicum per coerenza ed unità progettuale. Dapprincipio attribuita al Bagnadore, sembra ora doversi ad un progetto del Lantana. Il campanile è quello della costruzione preesistente, infatti è ruotato di una decina di gradi rispetto all'edificio attuale. Bellissimo il sagrato pensile ed impressionante il piccolo oratorio con affreschi settecenteschi rappresentanti l'Apocalisse.
- L'altro gioiello architettonico del paese è rappresentato dalla più piccola chiesa gotica nella parte bassa del centro storico, la Chiesa di Santa Maria Annunziata (detta un tempo Santa Maria degli Orti). Ad una sola navata, essa contiente affreschi di notevole valore prodotti nel corso del XVI secolo da diversi artisti, fra cui Giovanni Pietro da Cemmo e, soprattutto, Girolamo di Romano, detto il Romanino . Spiccano, fra gli altri, una danza macabra alla destra dell'altare. Interessanti come testimonianza delle tradizioni di fede della Valcamonica sono le immagini di santi affrescata lungo le pareti della navata: tra di esse ben tre sono dedicate a Simonino di Trento. La pala dell'altare maggiore raffigurante la Annunciazione è opera del Fiammenghino (1632).
- Eremo di San Pietro e Paolo, completamente ricostruito nella seconda metà del XX secolo, aveva origine nel XI, XII secolo quando in Valcamonica arrivarono i Cluniacensi. Nel 1768 viene soppresso dal Gran consiglio di Venezia, con cessione dei beni alla Comunità di Valle Camonica.[15]
- Chiesetta di San Defendente, su una collinetta presso l'ingresso nord di Bienno, risale al XV secolo.
- Chiesetta di san Pietro in vincoli (o San Peder Süc), del secolo XVI. La pala d'altare è custodita in municipio. Sorge su di un'antica ara di Bacco (di qui il nome San Pietro Succo) di cui si vedono i resti sul retro della costruzione.
- Colle di Cristo Re, vi sorge il monumento a Cristo Re, statua dorata risalente al 1929. Accanto la chiesa della Maddalena, con affreschi di Paolo da Cailina (il vecchio) e statue di Beniamino Simoni.
- Cappella della Piscina, del XV secolo, rimaneggiata nel XVII.
[modifica] Demografia
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Tradizioni e folclore
Gli scotöm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Bienno è Padèle (padelle).[16]
- Febbraio, Rogo della matta. Si dava fuoco ad un pupazzo fatto di paglia e cartapesta. Sagnalava la fine del Carnevale e l'inizio della Quaresima [17]
- 29 giugno vigilia santi Pietro e Paolo. Si metteva un albume in una bottiglia e si lasciava all'aperto fino al mattino successivo; al mattino l'abume aveva assunto le fattezze di una barca (Barca di San Pietro).[18]
[modifica] Personalità legate a Bienno
- Santa Geltrude Comensoli (1847 - 1903)
[modifica] Cultura
[modifica] Musei
- Museo etnografico del ferro, delle arti e tradizioni popolari: in via Artigiani è visitabile la fucina museo, con magli e fornaci tuttora attivati durante le visite.
- Mulino museo
[modifica] Economia
[modifica] Industria
La valle dove sorge Bienno è detta anche "valle dei Magli" per la tradizionale lavorazione dell ferro battuto tramite magli azionati da mulini ad acqua. Parte dell'acqua del torrente Grigna veniva infatti deviata in un invaso artificiale che percorre tuttora il paese da cima a fondo, muovendo ad ogni salto i mulini delle officine dei fabbri.
Ancora oggi le imprese che lavorano nel settore meccanico-siderurgico sono molto diffuse.
[modifica] Turismo
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Germano Pini (lista civica) dal 30/05/2006 (2º mandato)
Centralino del comune: 0364 40001
Posta elettronica: info@comune.bienno.bs.it
[modifica] Galleria fotografica
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[modifica] Note
- ^ Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992. 219
- ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 166
- ^ Dato Istat all'31/12/2008.
- ^ Tratto da: Tabella climatica ENEA
- ^ Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984. 319
- ^ Tratto da: Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992. 221
- ^ Roberto Andrea Lorenzi, Medioevo camuno - proprietà classi società, Brescia, Grafo, 1979. 71
- ^ a b Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984. 104 ISBN 88-343-0333-4
- ^ Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984. 319
- ^ Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984. 320
- ^ Gregorio Brunelli, Oliviero Franzoni (a cura di) Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, Breno, Tipografia Camuna [1698], 1998. pg. 183
- ^ Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984. 321
- ^ Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984. 320
- ^ Lombardia Beni Cluturali
- ^ Tratto da: Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984. 53
- ^ Tratto da: Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 162
- ^ Atlante Demologico Lombardo. URL consultato il 12-08-2008.
- ^ Atlante Demologico Lombardo. URL consultato il 12-08-2008.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984.
[modifica] Altri progetti
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