Bienno

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Bienno
comune
Bienno – Stemma
Bienno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Maugeri Massimo[1] (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°56′12″N 10°17′39″E / 45.936667°N 10.294167°E45.936667; 10.294167 (Bienno)Coordinate: 45°56′12″N 10°17′39″E / 45.936667°N 10.294167°E45.936667; 10.294167 (Bienno)
Altitudine 445 m s.l.m.
Superficie 30 km²
Abitanti 3 568[2] (31-10-2013)
Densità 118,93 ab./km²
Comuni confinanti Bagolino, Berzo Inferiore, Bovegno, Breno, Cividate Camuno, Collio, Prestine
Altre informazioni
Cod. postale 25040
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017018
Cod. catastale A861
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 870 GG[3]
Nome abitanti biennesi
Patrono santi Faustino e Giovita
Giorno festivo 15 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bienno
Posizione del comune di Bienno nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Bienno nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Bienno (Bièn in dialetto camuno[4][5]) è un comune italiano di 3 568 abitanti[2], della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia. Bienno fa parte del club de "I Borghi più Belli d'Italia" creato della Consulta del Turismo dell'Associazione dei Comuni Italiani (ANCI).

Il territorio di Bienno in Valle Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il paese sorge nella Val Grigna, sul lato settentrionale del torrente Grigna.

Clima[modifica | modifica sorgente]

I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Breno indicano, in base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a -1,0 °C, mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +20,5 °C[6].

BRENO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 3,8 7,1 10,4 14,8 19,1 23,0 26,4 25,3 21,9 15,8 10,3 5,6 5,5 14,8 24,9 16,0 15,3
T. min. mediaC) -5,8 -3,4 0,0 3,9 8,1 12,1 14,5 14,1 10,6 5,7 0,9 -3,5 -4,2 4,0 13,6 5,7 4,8

15== Storia ==

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Valle Camonica.
Le origini del nome

Basandosi sull'attestazione medievale Boenno Dante Olivieri fa derivare il toponimo dal prelatino bova ("smottamento"), secondo lo Gnaga è invece un antroponimo latino: Biennus. Da segnalare che il termine biennium in tarda latinità indicava il canale del mulino.[7]

Casa Bettoni 1550 antico palazzo in Bienno

Il paese era munito di dieci torri ed un castello, trasformato in monastero dai benedettini.[8]

Nel 1295 vi è una contesa con Bovegno circa alcuni pascoli in quota.[9]

Il 25 gennaio 1350 il vescovo di Brescia investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Bienno il Comune (vicinia) e gli uomini di Bienno, cosa accaduta già nel 1295, 1336, e in seguito nel 1388, 1423 e 1486.[10] e confermato anche il 20 agosto 1423.[10]

Nel 1374 i beni sono investiti a Franceschino e Comino Ronchi.[11]

Nel 1391 la terra di Bienno, ghibellina, subì una vasta razzia di bestiami causata dai guelfi camuni guidati dai Nobili di Lozio.[12]

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 il rappresentante della comunità di Bienno, Bertolino di Martino Lanini, si schierarò sulla sponda ghibellina.[13]

Nel 1592 è fondato l'Istituto delle Zitelle, che sovveniva alle nubende tra 15 e 40 anni prive di mezzi sufficienti, punché in possesso di una "condotta irreprensibile". Del 1624 è invece la nascita della Casa di Dio, una specie di ricovero per anziani.[14]

Nel 1799, a seguito dell'abolizione delle Vicinie i vicini di Bienno divisero tra loro i beni comuni. Ciò portò ad una vertenza con lo Stato, che li riteneva beni demaniali. Essa si protasse per più di un secolo, tanto che nel 1901, per fronteggiare un assembramento minaccioso presso l'ufficio comunale, i carabinieri si lasciarono prendere la mano e spararono sulla folla, uccidendo una donna ed un ragazzo. Una soluzione di compromesso venne trovata definitivamente solo nel 1927.[12]

Ta il 1805 ed il 1815 il comune di Bienno fu unito a quello di Prestine col nome di "Bienno con Prestine".[15]

Feudatari locali[modifica | modifica sorgente]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Vicinia di Bienno 1350 - ?
Ronchi
Blasone Ronchi.jpg
1374 - ?

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Scultura “Volo dello Spirito” 90 x 15 x 35h, si tratta di un'opera pubblica, in ferro, dipinta a mano firmata degli scultori Almeida & Saraceni

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita
  • La chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Faustino e Giovita, riedificata nei primissimi anni del Seicento in stretta osservanza delle norme controriformate borromeiane; unica navata con sei altari laterali; imponente ciclo pittorico per la maggior parte di Giovanni Mauro della Rovere (il Fiamminghino); bellissime cancellate in ferro battuto del 1647; organo seicentesco di origini antegnatiane, rimaneggiato dai Serassi nel 1822 e nel 1891 dall'organaro bergamasco Giovanni Manzoni. Ogni altare laterale è una vera e propria cappella autonoma con proprio ciclo pittorico. La volta a tutto sesto è affrescata a medaglioni e trompe l'oeil, mentre nell'abside alle spalle dell'altare maggiore si trova una pregevole pala settecentesca attribuita al pittore veneziano Giovan Battista Pittoni, che rappresenta il martirio dei due Santi cui è dedicata la chiesa. Notevoli l'affresco degli angeli musicanti, le cantorie, le soase. Rappresenta un unicum per coerenza ed unità progettuale. Dapprincipio attribuita al Bagnadore, sembra ora doversi ad un progetto del Lantana. Il campanile è quello della costruzione preesistente, infatti è ruotato di una decina di gradi rispetto all'edificio attuale. Bellissimo il sagrato pensile ed impressionante il piccolo oratorio con affreschi settecenteschi rappresentanti l'Apocalisse.
  • L'altro gioiello architettonico del paese è rappresentato dalla più piccola chiesa gotica nella parte bassa del centro storico, la Chiesa di Santa Maria Annunziata (detta un tempo Santa Maria degli Orti). Ad una sola navata, essa contiene affreschi di notevole valore prodotti nel corso del XVI secolo da diversi artisti, fra cui Giovanni Pietro da Cemmo e, soprattutto, Girolamo di Romano, detto il Romanino . Spiccano, fra gli altri, una danza macabra alla destra dell'altare. Interessanti come testimonianza delle tradizioni di fede della Valcamonica sono le immagini di santi affrescata lungo le pareti della navata: tra di esse ben tre sono dedicate a Simonino di Trento. La pala dell'altare maggiore raffigurante la Annunciazione è opera del Fiammenghino (1632) sulla controfacciata straordinario lacerto di affresco sul Compianto di Cristo morto, di scendenze fiamminghe.
  • Eremo di San Pietro e Paolo, completamente ricostruito nella seconda metà del XX secolo, aveva origine nel XI, XII secolo quando in Valcamonica arrivarono i Cluniacensi. Nel 1768 viene soppresso dal Gran consiglio di Venezia, con cessione dei beni alla comunità di Valle Camonica.[16]
  • Chiesetta di San Defendente, su una collinetta presso l'ingresso nord di Bienno, risale al XV secolo.
  • Chiesetta di san Pietro in vincoli (o San Peder Süc), del secolo XVI. La pala d'altare è custodita in municipio. Sorge su di un'antica ara di Bacco (di qui il nome San Pietro Succo) di cui si vedono i resti sul retro della costruzione.
  • Colle di Cristo Re, vi sorge il monumento a Cristo Re, statua dorata risalente al 1929 opera di Timo Bortolotti. Accanto, la chiesa della Maddalena, con affreschi di Paolo da Cailina (il vecchio) e statue di Beniamino Simoni.
  • Cappella della Piscina, del XV secolo, rimaneggiata nel XVII.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[17]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Gli scotöm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Bienno è Padèle (padelle).[18]

  • febbraio, Rogo della matta. Si dava fuoco ad un pupazzo fatto di paglia e cartapesta. Sagnalava la fine del Carnevale e l'inizio della Quaresima[19]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Bienno[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Nell'ultima settimana di agosto si tiene la Mostra Mercato.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Industria[modifica | modifica sorgente]

La valle dove sorge Bienno è detta anche "valle dei Magli" per la tradizionale lavorazione del ferro battuto tramite magli azionati da mulini ad acqua. Parte dell'acqua del torrente Grigna veniva infatti deviata in un invaso artificiale che percorre tuttora il paese da cima a fondo, muovendo ad ogni salto i mulini delle officine dei fabbri.

Ancora oggi le imprese che lavorano nel settore meccanico-siderurgico sono molto diffuse.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 15-16 maggio 2011 Bienno. URL consultato il 16 maggio 2011.
  2. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 24 marzo 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 166.
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 79.
  6. ^ Tratto da: Tabella climatica ENEA
  7. ^ Dizionario di toponomastica, Torino, UTET, 1999
  8. ^ Tratto da: Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 221.
  9. ^ Roberto Andrea Lorenzi, Medioevo camuno - proprietà classi società, Brescia, Grafo, 1979, p. 71.
  10. ^ a b Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 104, ISBN 88-343-0333-4.
  11. ^ Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 319.
  12. ^ a b Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 320.
  13. ^ Gregorio Brunelli in Oliviero Franzoni (a cura di), Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, Breno, Tipografia Camuna [1698], 1998, pg. 183.
  14. ^ Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 321.
  15. ^ Lombardia Beni Cluturali
  16. ^ Tratto da: Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 53.
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Tratto da: Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 162.
  19. ^ Atlante Demologico Lombardo. URL consultato il 12-08-2008.
  20. ^ Atlante Demologico Lombardo. URL consultato il 12-08-2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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