Edolo

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Edolo
comune
Edolo – Stemma
Edolo – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Sindaco Vittorio Marniga (centrosinistra[1]) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 46°10′44″N 10°19′48″E / 46.178889°N 10.33°E46.178889; 10.33 (Edolo)Coordinate: 46°10′44″N 10°19′48″E / 46.178889°N 10.33°E46.178889; 10.33 (Edolo)
Altitudine 720 m s.l.m.
Superficie 89,3 km²
Abitanti 4 528[2] (31-10-2013)
Densità 50,71 ab./km²
Frazioni Cortenedolo, , Vico
Comuni confinanti Corteno Golgi, Incudine, Lovero (SO), Malonno, Monno, Ponte di Legno, Saviore dell'Adamello, Sernio (SO), Sonico, Temù, Tovo di Sant'Agata (SO), Vezza d'Oglio, Vione
Altre informazioni
Cod. postale 25048
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017068
Cod. catastale D391
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 209 GG[3]
Nome abitanti edolesi
Patrono santa Maria nascente
Giorno festivo 8 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Edolo
Posizione del comune di Edolo nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Edolo nella provincia di Brescia
Sito istituzionale
« Edolo dunque è terra grande, situata al piano, tutta borgata, ornata di magnifiche chiese, case, habitationi honorevoli, luogo de traffichi, e gran passaggio, numerosissima di popolo, e qualificato di famiglie, ch'hanno del nobile, e civile. »
(Gregorio Brunelli, «Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni», 1698[4])

Edolo (Édol in lingua lombarda, variante camuna[5][6]) è un comune italiano di 4 528 abitanti[2]. Si trova in Lombardia, nella provincia di Brescia.

Il territorio di Edolo in Valle Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il paese di Edolo sorge all'inizio dell'Alta Val Camonica, alla confluenza con la Val di Corteno, lungo la Linea Insubrica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Valle Camonica.
Le origini del nome

Sarebbe qui esistito un tempo un Idolo pagano dedicato a Saturno, da cui proviene il nome Edolo (in latino: Iduli)

Stemma
Monumento al Battaglione Edolo
Municipio

La domenica 15 marzo 1299 Cazoino da Capriolo, camerario del vescovo di Brescia Berardo Maggi, inizia da Mù la stesura dei beni vescovili in Valle Camonica. Nel pomeriggio sarà ad Edolo dove riceverà le delegazioni di Incudine, Corteno, Cortenedolo e Vezza.

In paese è accolto dai presbiteri della pieve di Edolo-Mù: Ventura di Niardo, Alberto de Beldieis, e dall'assemblea dei vicini di Edolo. I due consoli giurano secondo la formula consueta fedeltà al vescovo, e pagano la decima dovuta. Vi sono 30 manenti. Viene vietato di erigere turim vel domum de batalia sine licentia episcopi. Inoltre , Sonico ed Edolo dovevano provvedere al servizio di guardia del castello di Mù con due uomini giornalieri.[7]

Nel 1371 si firma presso la casa dei Federici di Edolo un accordo tra i pastori di e quelli di Dalegno che vietavano loro di accedere alle malghe sul monte Avio.[8]

« Dictus mons de Lavio cum omnibus suio pertinentiis cui coheret: ab una parte communis Sonici, ab alia parte commune de Demo et Bertio, an alia parte comune de Mu, ab alia parte saxa sive cornua deserta, confinantia cum montibus tridentinis, salvis aliis coherentiis sit et esse debet communis et hominum de Mu, vel aliquem eorum, in possessione vel proprietate dicti montis; et quod debeant permittere dictos homines et commune de Mu pacifere possidere dictum montem tamquam rem suam propriam »

Il 15 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Edolo Giovannino Gaioni, di Edolo.[9]

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 i rappresentanti della comunità di Edolo,Bottino di Giovanni da Edolo e il notaio Ottobono da Saviore, si schierarono sulla sponda ghibellina.[10]

Il 9 aprile 1411 Giovanni Federici viene ricompensato da Giovanni Maria Visconti di Milano della Contea di Edolo e Dalegno, separata dalla Comunità di Valle Camonica.[11]

Tra il 1521 ed il 1526 Edolo è colpito dalla peste. I terrazzani della vicinia si rivolsero a Dio proibendo le maschere (sotto proclama del giusdicente di Breno), con multe e pene detenetive fino a due mesi, si proibirono le armi; si proibirono i balli privati quanto pubblici. Nel 1523 la peste non diminuiva, quindi si impose, pena un grosso d'argento, di partecipare, almeno un membro per famiglia, alle processioni che si tenevano ogni venerdì di gennaio e febbraio. Cessata infine nel 1526 si elessero guardie fidate che vigilassero gl'ingressi degli infetti al paese presso i confini con Monno, nella contrada della Croce, in via Piana, ut conservetur munda et nitida a morbo[12]

Il 7 agosto 1558 la Vicinia di Edolo confina, con una curiosa deliberaziona, le Rughe (dei vermi) lontani dai campi coltivati. Le Rughe possiedo pure un loro avvocato difensore, tale Bernardo di Fonatti.[13]

Colpito duramente dalla paste del 1630, i cadaveri erano così tanti che venivano sepolti troppo in superficie, tanto che i lupi affamati ne facevano strazio dei cadaveri. Tra il 2 luglio 1630 ed il 5 febbraio 1631 morirono 720 persone.[14]

Il ponte che metteva in contatto Capo di Ponte di ed Edolo fu soggetto a pedaggio per tutto il medioevo, prima dai Federici, poi, sotto il dominio veneziano, dai Griffi di Losine. Venne abolito solo nel 1836 dal governo austriaco.[15]

Feudatari locali[modifica | modifica sorgente]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Gaioni
Blasone Gaioni
1336 - ?

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma

Lo stemma di Edolo si compone dei colori Argento, Oro, Rosso e di due simboli, il castello e le spade. Il castello si riferisce al castello di Mù.

« Di colore rosso, con al centro un castello al naturale, aperto, accollato a due spade d'argento, manicate d'oro, poste a croce di Sant'Andrea con le punte rivolte verso l'alto, con ornamenti esteriori da Comune »
(Fonte[16])

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Giovanni

Le chiese di Edolo sono:[17]

  • Chiesa di San Giovanni Battista, di origine antica, ricostruita nel XVI secolo. All'interno affreschi di Paolo da Cailina (il giovane)
  • Parrocchiale di santa Maria Nascente, la pieve di Edolo-Mù, una delle più antiche della Valle Camonica, ristrutturata nel XVII secolo. All'interno ancona e paliotto di Pietro Ramus, e affreschi di Paolo da Cailina (il giovane). Possiede il campanile più alto della Valle Camonica (68 mt)[18]
  • Chiesetta di San Clemente alla Costa, in località Costa, a nord di Edolo. Sarebbe qui esistito un tempo un Idolo pagano dedicato a Saturno, da cui proviene il nome Edolo (in latino: Iduli). La struttura è del X-XI secolo, rimaneggiata nel XVI.
  • Chiesa di San Sebastiano, del XV secolo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[19]

Tradizioni o folclore[modifica | modifica sorgente]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Edolo è Müle (muli) oppure Àsegn (asini).[20]

Si dice che il nome di Edolo derivi da Idulo, idolo, dal nome di un simulacro dedicato a Saturno che esisteva sul luogo della Chiesa di San Clemente. Esso era chiamato luogo dei Pagà (pagani).[21]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Università a Edolo

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

La Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Milano ha istituito a Edolo il Corso di Laurea in Valorizzazione e Tutela dell'Ambiente e Territorio Montano.

Sul sito www.valmont.unimi.it è possibile consultare il piano di studi, il programma dei corsi, le attività organizzate e il calendario scolastico.

Persone legate ad Edolo[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Al centro dell'abitato di Edolo confluicono la Strada statale 42 del Tonale e della Mendola e la Strada statale 39 del Passo di Aprica.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Edolo si trova in località nella zona più occidentale del paese. È il capolinea della linea Brescia-Iseo-Edolo.

Centrali elettriche[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio di Edolo è presente un'importante centrale idroelettrica di proprietà dell'Enel, principale impianto di questo tipo d'Italia e uno tra i maggiori d'Europa.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
giugno 1990 23 aprile 1995 Vittorio Marniga Partito Socialista Italiano Sindaco
23 aprile 1995 14 giugno 2004 Gianpiero De Toni Partito Popolare Italiano Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2008 Berardo Branella lista civica di centrosinistra Sindaco [22]
8 giugno 2008 8 giugno 2009 Attilio Visconti Commissario prefettizio
8 giugno 2009 in carica Vittorio Marniga lista civica di centrosinistra Sindaco

Unione di comuni[modifica | modifica sorgente]

Edolo fa parte dell' Unione Alpi Orobie Bresciane, assieme ai comuni di Corteno Golgi, Sonico, Malonno, e Paisco Loveno.
L'unione di comuni, ha sede a Edolo.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il 7 giugno 1997 la 21ª tappa del Giro d'Italia 1997 si è conclusa ad Edolo con la vittoria del russo Pavel Tonkov.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://servizi.comune.brescia.it/rassegnastampa/FastPressMobile/testoarticolo.php?idarticolo=249286&idtiporass=1&idrassegna=1772&Sel_Argomento=0000000000000000&ricerca=no
  2. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 25 marzo 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 402.
  5. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 156.
  6. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 257.
  7. ^ Gabriele Archetti, Berardo Maggi - Vescovo e signore di Brescia, Brescia, ottobre 1994, p. 299.
  8. ^ Franco Bontempi, Storia del comune di Sonico, Padova, Upsel Domenighini, 2003, pag. 284. ISBN 88-7126-215-8.
  9. ^ Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 81. ISBN 88-343-0333-4.
  10. ^ Gregorio Brunelli in Oliviero Franzoni (a cura di), Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, Breno, Tipografia Camuna [1698], 1998, p. 183.
  11. ^ Irma Valetti Bonini, Le Comunità di valle in epoca signorile, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 1976, p. 152.
  12. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini [1870], 1974, p. 163.
  13. ^ Testo delle deliberazione disponibile su wikisource
  14. ^ Bortolo Rizzi, Illustrazione della Valle Camonica, Bornato, Arti Grafiche Sardini [1870], 1974, p. 166.
  15. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 405.
  16. ^ URL consultato il 21-1-2008
  17. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 128.
  18. ^ Invallecamonica. URL consultato il 17 febbraio 2008.
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  20. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 156.
  21. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 411.
  22. ^ Perde la maggioranza in consiglio comuanle il 7 giugno 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stefano Togni Marrotta in Pietro Angelo Lieta (a cura di), Annali della comunità di Edolo, Edolo, Avolar [XVIII sec.], 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]