Esine

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Esine
comune
Esine – Stemma
Esine – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Fiorino Fenini[1][2] (centrosinistra) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 45°55′35″N 10°15′06″E / 45.926389°N 10.251667°E45.926389; 10.251667 (Esine)Coordinate: 45°55′35″N 10°15′06″E / 45.926389°N 10.251667°E45.926389; 10.251667 (Esine)
Altitudine 286 m s.l.m.
Superficie 30,31 km²
Abitanti 5 388[3] (31-10-2013)
Densità 177,76 ab./km²
Frazioni Plemo, Sacca
Comuni confinanti Berzo Inferiore, Bovegno, Cividate Camuno, Darfo Boario Terme, Gianico, Piancogno
Altre informazioni
Cod. postale 25040
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017070
Cod. catastale D434
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 618 GG[4]
Nome abitanti esinesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Esine
Posizione del comune di Esine nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Esine nella provincia di Brescia
Sito istituzionale
« Questa è Eseno, popolatissima, de civili, e nobili famiglie habitata, decorata d'una rocca, e di due castelli, uno dov'adesso è situata la chiesa della Santissima Trinità posseduto un tempo per metà da Federici, e l'altro, detto Castel Nuovo, dai soli Federici »
(Gregorio Brunelli, «Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni», 1698)

[5]

Esine (Éden in dialetto camuno[6]) è un comune italiano di 5 388 abitanti,[3] della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

Il territorio di Esine in Valle Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Esine si trova posizionato alla fine della Valgrigna, ed è attraversato da nord a sud dalla Strada statale 42 del Tonale e della Mendola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Valle Camonica.
Portale con stemma della famiglia Federici

Il nome di Esine compare la prima volta nel 979 (o 994 - la datazione è controversa) in una donazione effettuata da Gisalberto da Esine.

Nel XII secolo vi è un'aspra vertenza con i vicini di Borno a causa di una palizzata costruita sul fiume Oglio, che a causa dell'abusiva costruzione aveva mutato corso. Vi fu anche una rissa che portò alla morte di undici persone. Nell'ottobre 1168 venne emessa una pacificazione in Montecchio che portò alla distruzione della staccionata.[7]

Nel 1287 Manfredo Beccagutti acquistava a ripetizione le terre di Esine e Plemo, venendo poi investita del diritto di decima da parte del vescovo di Brescia.[8]

Il 14 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Cerveno, Ono e Cricolo, Esine e Paisco Oprandino Codaferri da Cemmo .[9]

Verso la fine del XIV secolo Marchesio figlio di Ziliolo Federici, del castello di Gorzone, acquistano terreni in Esine.

Tra il 1545 ed il 1549 Esine ed Erbanno si contendono il bosco delle Toroselle.[10]

Nel 1577 viene fondato un monte di pietà.[11]

Numerose inondazioni (sia della Grigna che dell'Oglio) si verificarono ne 1544, 1614, 1615, 1629, 1644 e il 7 luglio 1634 con la morte di 140 persone.[11]

Nel 1836 viene eretto un ponte in legno sull'Oglio, dove prima si transitava sopra una barchetta, e nel 1870 venne abbattuto e ricostruito in muratura, e dedicato al re Vittorio Emanuele II.[11]

A partire dall'Ottocento si manifestano sempre più numerosi dei fenomeni di carsismo, che creano dei baratri chiamati "laghetti".[11]

Oggi i laghetti sono studiati da molti studiosi.

Feudatari locali[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Beccagutti
Beccagutti.PNG
1287 - 1391
Codaferri 1336
Federici
Arms family it Federici - ancient (Luca Giarelli).png
XIV secolo - ?

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchiale di San Paolo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese di Esine sono:[12]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Federici: si trovava nella parte orientale del colle del Bardisone, sono stati ritrovati due fabbricati del XIV secolo, un pozzo (ora nella spianata della chiesa della SS Trinità) ed un pezzo della muraglia che doveva cingere il castello. Sul lato sud, verso Esine partiva una scalinata oggi scomparsa che lo congiungeva alla strada sottostante.[13]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Esine è Maia müle.[15]

Persone legate a Esine[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 28-29 maggio 2006 Esine. URL consultato il 16 maggio 2011.
  2. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 15-16 maggio 2011 Esine. URL consultato il 16 maggio 2011.
  3. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 25 marzo 2014.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 207.
  6. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 167.
  7. ^ Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 49.
  8. ^ Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 50.
  9. ^ Tratto da: Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 80, ISBN 88-343-0333-4.
  10. ^ Roberto Andrea Lorenzi, Medioevo camuno - proprietà classi società, Brescia, Grafo, 1979, p. 72.
  11. ^ a b c d Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 51.
  12. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 47.
  13. ^ AAVV, Itinera - 4 - Castelli, torri e fortificazioni, Breno, Tipografia camuna, 2003, p. 37.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 167.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 4, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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