Montecchio (Darfo Boario Terme)

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Montecchio
frazione
Ponte di Montecchio XVII secolo
Ponte di Montecchio XVII secolo
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Brescia – stemma Brescia
Comune Darfo Boario Terme – stemma Darfo Boario Terme
Territorio
Coordinate 45°53′8″N 10°11′44″E / 45.88556°N 10.19556°E / 45.88556; 10.19556 (Montecchio)Coordinate: 45°53′8″N 10°11′44″E / 45.88556°N 10.19556°E / 45.88556; 10.19556 (Montecchio)
Abitanti 1 445 (2006)
Altre informazioni
Cod. postale 25041
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Localizzazione
Montecchio è posizionata in Italia
Montecchio

Il paese di Montecchio (Montécc in dialetto camuno),[1] frazione di Darfo Boario Terme, giace sulla sponda sinistra dell'Oglio.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Il paese è costruito in un punto strategico della valle, a ridosso del Monticolo una collina presente nel fondovalle della Valle Camonica: a causa di tale rilievo il fondo valle in quel punto ha una strettoia naturale, da cui è facile controllare l'accesso alla media e alta valle.

Chiesa parrocchiale di Santa Maria

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia della Valle Camonica.
Le origini del nome

Anticamente chiamato Monticulus, in seguito Montegio o Montigio.[2]

La storia di Montecchio è strettamente legata al castello. Le origini di tale castello sono oscure: secondo alcuni autori (Odorici e Rosa) risalirebbe al X secolo e fu costruito come riparo dalle incurioni ungariche. Alessandro Sina lo fa invece risalire per lo meno al secolo VIII e lo considera costruito come difesa per i mercatores. Tale castello divenne dei Federici solo nel XII secolo e fu il nucleo da cui essi partirono per espandersi in valle.

Nel 1415, occupato da Pandolfo Malatesta, viene affidato alle cure di Ziletto di Londres ed a seguito a Maimosio Foresti.[3]

Il castello fu demolito nel 1455, per ordine della Repubblica di Venezia, assieme alle altre rocche camune.

Il paese fu quasi integralmente distrutto nel 1471 da una frana alluvionale.

Importante in passato per le comunicazioni: vi si riscuotevano le gabella e vi era presente l'unico ponte esistente tra Cividate Camuno e Pisogne. Il ponte costruito nel 1686 sostituì un più antico ponte in legno. Nei pressi del ponte si teneva il mercato franco. Probabilmente aveva anche un porto (esiste ancora la Piazza del Porto).

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

Le chiese di Montecchio sono:[4]

  • La parrocchiale di Santa Maria Assunta, ricorda l'esondazione del torrente Rovinazza abbattutasi sull'abitato nel 1471, che cancellò quasi del tutto l'antica parrocchiale. L'attuale venne edificata nel 1623, ed ampliata nel 1911.

Rimane questa lapide:

(LA)
« 
Paroecia torrentis impetu rupe superna ruentis
pene omnibus submersis incolis
ehu! depopolata anno Domini MCDLXXI
A Corna sejuncta cui unita fuerat iterum
in pristinum statum et ad parochialitatis fastigium
evescta est
reparatae salutis anno MDCCCXLI
laesta canens - Resurrexi
alleluja »
(IT)
« 
La parrocchia fu ahimè devastata dall'impeto del torrente precipitato dalla cima del monte e quasi tutti gli abitanti sono stati sommersi nell'anno 1471
Nuovamente separata da Corna alla quale era stata unita,
fu rimessa in primitivo stato e con pieno titolo di parrocchia
nell'anno della riacquistata salute 1841,
lieta cantando sono risorta
alleluja  »
(Iscrizione sinistra[5])

[modifica] Architetture militari

[modifica] Architetture civili

  • il Ponte di Montecchio, terminato nel 1686 da un progetto di Francesco Cifrondi, con campata unica di 24 mt, monumento nazionale.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Tradizioni e folclore

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Montecchio è Gàcc (gatti) oppure Maia Müscol[6] (mangia muschio).

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, pp. 171.
  2. ^ Irma Valetti Bonini, Le Comunità di valle in epoca signorile, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 1976, pp. 16.
  3. ^ Tratto da: Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, pp. 188. ISBN 88-343-0333-4
  4. ^ Tratto da: Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, pp. 20.
  5. ^ Tratto da: Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, pp. 511.
  6. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, pp. 162.

[modifica] Bibliografia

  • Ilario Vivenzi, Darfo Boario Terme nella storia camuna - L'antico centro di Montecchio , Boario Terme, Tipografia Armanini, 1972.
  • Adriano Sigala, Darfo Boario Terme, Quaderni Camuni n. 6, Brescia, Società Editrice Vannini, 1985.
  • Alessandro Sina, Il comune e la parrocchia di Darfo , Brescia, 1938.
  • G. Rosa, La Valle Camonica nella storia , Breno, 1981.

[modifica] Altri progetti

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