Borgosatollo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Borgosatollo
comune
Borgosatollo – Stemma Borgosatollo – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Giacomo Marniga (centrosinistra) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°28′34″N 10°14′24″E / 45.476111°N 10.24°E45.476111; 10.24 (Borgosatollo)Coordinate: 45°28′34″N 10°14′24″E / 45.476111°N 10.24°E45.476111; 10.24 (Borgosatollo)
Altitudine 112 m s.l.m.
Superficie 8,43 km²
Abitanti 9 139[1] (31-10-2013)
Densità 1 084,1 ab./km²
Frazioni Gerole, Piffione
Comuni confinanti Brescia, Castenedolo, Ghedi, Montirone, Poncarale, San Zeno Naviglio
Altre informazioni
Cod. postale 25010
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017021
Cod. catastale B040
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti borgosatollesi
Patrono santa Maria Annunciata
Giorno festivo 25 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Borgosatollo
Posizione del comune di Borgosatollo nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Borgosatollo nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Borgosatollo (Borsadól in dialetto bresciano[2][3]) è un comune di 9 139 abitanti[1] della provincia di Brescia, posto immediatamente a sud del capoluogo, nella Bassa Bresciana.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale si estende su una superficie di circa 8,5 km² appartenente alla pianura padana, posta a sud-est del capoluogo di provincia e a nord della cosiddetta Bassa Bresciana. Esso confina a nord con Brescia, a est con Castenedolo, ad ovest con Poncarale e San Zeno Naviglio, a sud con Ghedi e Montirone[4]. L'abitato principale dista circa 11 km dal centro storico del capoluogo e circa 93 km da Milano[5].

Dal punto di vista altimetrico, il territorio comunale risulta compreso tra i 120 m slm della frazione Gerole e i 108 m s.l.m. della località Belleguardello[6].

La struttura geologica è caratterizzata da due tipi di depositi alluvionali fluvioglaciali: a valle della zona delle risorgive, risalente al periodo Wurm, e quelli a monte della stessa zona, quest'ultimi ricoperti da limi più recenti[6].

Per quanto riguarda l'idrografia, Borgosatollo è solcato da una rete di canalizzazioni a scopo irriguo. Il Garza scorre nella fascia orientale ai confini coi comuni di Brescia e di Castenedolo, mentre il Naviglio attraversa i territori delle frazione Gerole e della località Venezia, passando nella fascia settentrionale del territorio comunale. Altre vie d'acqua ritenute di rilievo da Pola (2006) sono la seriola Molinera, la seriola Molinara, la Motella e le rogge Piffiona e Vescovada, mentre Mazza (1986) indica anche la Cominetta e il Rio Rino[7][8].

A Borgosatollo erano presenti numerosi fontanili la cui alimentazione, ridottasi negli ultimi decenni del XX secolo, era legata al fenomeno delle risorgive[7].

Clima[modifica | modifica sorgente]

A Borgosatollo vi è un tipico clima temperato continentale dell’alta pianura padana e delle medie latitudini, comune a tutta la Lombardia. Come nel resto della pianura bresciana nel periodo invernale è frequente la nebbia ed anche le gelate e la neve. L'estate può essere calda e afosa nei mesi di luglio e agosto, con temperature che possono salire oltre i 35º. In primavera e in autunno il clima è più mite e più umido; secondo la Classificazione climatica Borgosatollo appartiene alla zona E[10].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Secondo Mazza (1986), il toponimo deriverebbe da buscolo satulo, ovvero bosco frondoso, denominazione che risulta nell'elenco dei beni del Capitolo della Cattedrale di Brescia redatto nel XIII secolo[11]. Nel Quattrocento, la dicitura Bosco viene sostituita con Borgo, ottenendo il nome latino di Burgus saturus e quella dialettale di Borsadól[12]. Nel XVI secolo la versione in volgare era Borsadol che divenne Borsadollo nel XVII secolo[11]. Bosio (2006) scarta l'ipotesi del bosco, presupponendo che la conformazione del terreno borgosatollese non consentisse la crescita di una flora lussureggiante. Ipotizza che l'origine del nome possa essere longobarda, come per la vicina località di Belleguardo, e che si sia persa in tempi successivi per l'esigenza di latinizzare o volgarizzare i toponimi[12].

Epoca romana e alto medievale[modifica | modifica sorgente]

Esigui sono i reperti di epoca romana e longobarda, dai quali non si può desumere l'esistenza di insediamenti umani nella zona di Borgosatollo in quei periodi storici. Due tombe romane a spioventi con cippi sepolcrali a testa tonda, le cui lapidi sono conservate presso il Museo romano di Brescia, sono state rinvenute nel 1933 durante i lavori di scavo del canale Garza. Di attribuzione longobarda è invece un'altra tomba, rinvenuta in località Casello. Essa era delimitata da pietre di medolo e conteneva sei scheletri e alcuni reperti. Bosio (2006) riporta che l'origine del toponimo di Scodelle, secondo il Bonaglia, sarebbe da attribuirsi alla presenza della popolazione germanica e che anche Belleguardo, anticamente noto come Bereguardo, avrebbe un'origine simile[13].

Il basso medioevo[modifica | modifica sorgente]

Fino al Duecento, il territorio di Borgosatollo era incolto a causa delle caratteristiche del terreno, sostanzialmente ghiaioso, e per la mancanza di una rete irrigua. In quel periodo, per iniziativa della repubblica comunale bresciana e del vescovo Berardo Maggi, furono costruite delle derivazioni del Naviglio Grande bresciano, quali il Naviglio Inferiore, la roggia San Pola, la Mora o Avogadra e la Vescovada, che permisero di bonificare il terreno fino all'attuale via San Francesco d'Assisi[14].

Borgosatollo nel Trecento fu coinvolto nelle guerre fra Scaligeri e Visconti, data la sua posizione strategica. Secondo Mazza (1986) furono costruiti due castelli: uno sul Naviglio, nei pressi del ponte lungo la rotabile che collegava Poncarale a Castenedolo e Rezzato, e uno in prossimità dell'attuale contrada del Castello, a difesa degli abitanti[11][15].

Durante la seconda metà del Trecento, i Visconti erano divenuti stabili dominatori del bresciano e decisero di ripopolare le zone devastate dalle guerre e dalla pestilenza del 1348 con abitanti provenienti dalle valli bergamasche della val di Scalve e della val Seriana. Anche Borgosatollo vide popolarsi di nuovi nuclei familiari provenienti da quelle zone[16].

Attorno al 1380, gli abitanti del paese che non avevano ottenuto la cittadinanza bresciana si costituirono in comune con un sistema, quello delle Vicinie, che fu mantenuto in auge fino al 1797[17]. Secondo l'Estimo visconteo del 1385, il comune appartenne alla quadra di Capriano con Mairano[18].

L'età veneta[modifica | modifica sorgente]

Nella prima metà del Quattrocento, Borgosatollo passò sotto la Repubblica di Venezia come tutto il territorio bresciano. In questo periodo furono edificate la chiesa di Santa Maria Assunta, divenuta in seguito parrocchiale, e quella della Trinità, posta fuori dal paese e funzionante come ospizio. Nel 1439 il Castello fu brevemente occupato da Taliano del Friuli per poi tornare sotto il controllo della Serenissima[19].

Il paese fece parte inizialmente della quadra di Ghedi, mentre in seguito passò a quella di Rezzato[18].

Nel Catastico bresciano di Giovanni Da Lezze (1610) non risulta la presenza di alcun fortilizio, per cui Coccoli (2006) presume che il Castello fosse stato abbattuto in precedenza[20]. Il Podestà veneto segnalò la presenza della chiesa della Trinità, segnalandola come non officiata, e di quella di San Michele in Piffione[11].

Nel 1611, l'esercito della repubblica veneta si scontrò con i banditi che erano protetti a Borgosatollo dal nobile Filippo Franzoni che fu catturato l'anno seguente e condannato al carcere a vita; il suo palazzo fu demolito. Nello stesso periodo fu edificata la chiesa dei Santi Faustino e Giovita presso le Gerole[19].

Il 1º agosto 1762 fu posata la prima pietra della nuova parrocchiale, costruita su progetto di Antonio Marchetti. Lo stesso architetto, nel 1780 fu chiamato dal nobile Antonio Guerrini per ristrutturare il palazzo familiare, che fu completato dieci anni dopo[21][22].

Nella Descrizione generale del 1764, il comune risultò appartenente ancora alla quadra di Rezzato[18].

L'epoca napoleonica e asburgica[modifica | modifica sorgente]

Nel corso del 1796, il territorio bresciano era stato occupato dalle forze repubblicane francesi. Nel marzo dell'anno seguente fu istituita la Repubblica bresciana che in novembre confluì nel dipartimento del Mella della Cisalpina. Cessò di funzionare il sistema delle Vicinia sostituito ben presto da un'assemblea di cittadini la cui composizione fu stabilita in base al censo. Nel maggio 1797 l'istituzione comunale fu inserita all'interno del Cantone del Garza Orientale che fu ribattezzato Distretto dalle leggi di maggio e ottobre 1798. Dopo la parentesi austro-russa (1799), nel 1801 il comune fu assegnato nel Distretto I di Brescia e in tale veste si mantenne dopo la trasformazione della Cisalpina in Repubblica Italiana[22][23][24].

Dopo l'istituzione del napoleonico regno d'Italia (1805), Borgosatollo fu classificato come comune di terza classe ed entrò a far parte del Cantone IV di Brescia, appartenente al Distretto I che aveva il medesimo capoluogo[24].

Nel 1814, il paese fu occupato dalle forze austriache[22]. In seguito al Congresso di Vienna, entrò a far parte della provincia di Brescia del Regno Lombardo-Veneto di cui gli Asburgo d'Austria furono casa regnante. Con la notificazione del febbraio 1816, l'amministrazione municipale fu assegnata al Distretto I di Brescia[25]

Dopo l'Unità[modifica | modifica sorgente]

A seguito degli eventi della seconda guerra d'indipendenza italiana (1859), Borgosatollo entrò a far parte del Regno di Sardegna (dal 1861, Regno d'Italia). Sulla base del decreto Rattazzi fu inserito nel Mandamento IV di Rezzato, appartenente al Circondario I della nuova provincia di Brescia[26].

A cavallo dei secoli XIX e XX, nel paese s'impiantò la ditta Facchi & Fisogni che per prima sperimentò in Italia il sistema di distribuzione frazionata del latte, sia intero sia scremato, distribuendolo in bottiglie di vetro in tutto il capoluogo di provincia[27].

Con regio decreto 4 dicembre 1927, n. 2350, fu soppresso il vicino comune di Montirone il cui territorio fu assegnato a quello di Borgosatollo. Nel 1955 fu ripristinata l'autonomia municipale montironese, concretizzatasi l'anno seguente[26][28].

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma del comune fu definito dal regio decreto 28 agosto 1931 dopo la richiesta avanzata l'anno precedente dall'amministrazione municipale alla Consulta Araldica di Firenze sulla base di una rappresentazione in pietra posta sull'arco dell'ingresso del palazzo comunale. Lo scudo è di tipo sannitico, timbrato dalla corona regolamentare dei comuni italiani, e raffigura una pecora rampante su sfondo azzurro. I due rami in decusse sono di alloro, a sinistra, e di quercia, a destra, entrambi rappresentati con frutti[29].

Bosio (2006) riporta la tradizione popolare secondo la quale lo stemma originario avesse un cinghiale rampante su sfondo verde, come testimoniato anche da alcune versioni del gonfalone comunale[30][31][32].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Santa Maria Assunta[modifica | modifica sorgente]

Si tratta della chiesa parrocchiale del paese (45°28′36″N 10°14′25″E / 45.476667°N 10.240278°E45.476667; 10.240278), dedicata all'Assunzione di Maria.

La fabbrica precedente fu elevata fra il Trecento e il Quattrocento. L'edificio attuale è stato costruito su progetto di Antonio Marchetti nella seconda metà del Settecento: la prima pietra fu posata il 1º agosto 1762 e i lavori proseguirono nei decenni seguenti[22].

L'interno è ritmato da colonne architravate e da timpani triangolari. L'Annunciazione e l'Ultima Cena sono opera di Sante Cattaneo, mentre Santa Trinità coi santi Barnaba, Agostino e Monica è di Pietro Muttoni detto il Vecchia. Incerta è l'attribuzione dell'autore dell'opera Sant'Antonio e l'Immacolata, come i nove quadroni contenenti la vita di Maria. Le decorazioni sono opera di Pietro Scalvini[22].

Chiesa della Santissima Trinità[modifica | modifica sorgente]

Edificio ecclesiale ad un'unica navata, originariamente posto sulla carrabile per Ghedi (45°28′01″N 10°14′32″E / 45.466944°N 10.242222°E45.466944; 10.242222), e dedicato al dogma cristiano della Trinità.

Fu edificato nel Quattrocento ed impiegato come lazzaretto durante la peste del 1630[22].

Altre architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Michele Arcangelo, Piffione;
  • Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, Gerole.

Palazzo Faustini-Arrivabene[modifica | modifica sorgente]

Detto anche Palazzo Barucchelli, si trova lungo via Santissima(45°28′32″N 10°14′24″E / 45.475556°N 10.24°E45.475556; 10.24)[33].

La prima costruzione risaliva alla seconda metà XIII secolo o agli inizi del XIV secolo e fu di proprietà dei Faustini fino al 1635, quando passò al notaio Riccobello Richiedei di Lavone e in seguito ai Fè d'Ostiani. Sul finire del Settecento fu acquistato da Paolo Barucchelli, la cui nipote sposò un Arrivabene. L'ultima discendente di questa famiglia cedette il palazzo con il vicino parco al comune[34].

Bosio (2006) nota come la struttura del palazzo negli anni abbia subito manomissioni, per cui dell'originaria costruzione rimangono solo quattro colonne, in pietra liscia, che sorreggono l'architrave del portico interno, mentre la disposizione dei locali, di stampo settecentesco, è stata stravolta. Su via Santissima si aprono un portale e un portalino, entrambi in bugne di pietra[35].

Palazzo Fisogni[modifica | modifica sorgente]

È situato in via novembre, presso la piazza principale del paese (45°28′38″N 10°14′22″E / 45.477222°N 10.239444°E45.477222; 10.239444).

La fabbrica attuale è il risultato della ristrutturazione operata nel Settecento dai nobili Crotte su precedenti edifici e case coloniche della famiglia Gandelli, del XVI e XVII secolo, di cui sono state mantenute alcune caratteristiche. Dal lato della strada, il parco è protetto da un alto muro cinta ornato da otto vasi di pietra sagomati e coronati da mazzi di foglie in ferro battuto. Il portale è a bugne, affiancato da lesene e sormontato da un cornicione. Il palazzo è orientato verso meridione; è presente un portico a sei campate con volte a crociera. I due portali in pietra, posti sulle testate del portico, presentano i due stemmi della famiglia Crotta[36].

Per quanto riguarda l'interno, una sala al piano terra, detta la caminada, ha il volto sorretto da otto mensoloni a voluto. Le sale al primo piano della parte settentrionale hanno il volto a carena in stile secentesco, mentre quelle della parte meridionale sono ornate da travetti settecenteschi. La cappella privata affianca ad est la galleria centrale. L'ala ad oriente presenta sale con pareti affrescate e soffitti decorati, in stile settecentesco, con paesaggi e medaglioni[37].

Palazzo Guarneri-Richiedei[modifica | modifica sorgente]

Complesso che si trova in via Molino Vecchio(45°28′35″N 10°14′30″E / 45.476389°N 10.241667°E45.476389; 10.241667). La facciata che dà sulla strada presenta un portale il quale è compreso fra due pilastri in bugne marmoree. Le aperture del pianterreno sono di dimensioni minori rispetto a quelle del piano superiore, mentre gli architravi e gli stipiti sono in finte bugne[38].

All'interno, la facciata è fiancheggiata da due ali del caseggiato rivolte verso nord le quali racchiudono un piccolo cortile. È presente un porticato dal soffitto lineare sorretto da sei pilastri in bugne marmoree. Sei stanze, separate dall'androne d'ingresso sono presenti lungo l'asse adiacente alla strada e di queste solo il salone da pranzo è dotato di elementi artistici: stucchi dorati sul soffitto e un fuoco marmoreo barocco la cui cappa è lavorata a stucco[38].

L'arredamento, che nel 2006 risulta asportato in quanto il palazzo è sede dell'oratorio femminile, era pure barocco, mentre sul buffet risultano incise le iniziali di Francesco Guarneri, primo proprietario della costruzione[39].

Al piano superiore, sopra il porticato, è presente una lunga galleria che fornisce l'accesso alle sette stanze, fungenti da camera. Una stanza, posta al termine ovest della galleria ha il soffitto con volta a crociera che fa presumere al Bosio che sia una parte più antica relativa ad un precedente edificio, di origine cinquecentesca[40].

Nell’ala occidentale sono presenti le stanze originariamente adibite a dispensa, cucina, alla produzione di latticini e alla stagionatura dei formaggi. Altre stanze erano adibite a stalla e a magazzino[40].

Villa Guerrini[modifica | modifica sorgente]

L'edificio si trova a nord-est rispetto alla chiesa parrocchiale, all'interno di un cortile. Essendo circondata da case, risulta coperta alla vista (45°28′37″N 10°14′28″E / 45.476944°N 10.241111°E45.476944; 10.241111).

Fu edificata a partire dal 1780 su commissione di Faustino Guerrini e del figlio Francesco Maria e su progetto di Antonio Marchetti, che nello stesso periodo seguiva il progetto della parrocchiale di Borgosatollo. Secondo quanto riportato da Coccoli & Bosio (2006), l'interno non fu mai completato[21].

La facciata è sostenuta da un portico di cinque campate sorrette da sei colonne in stile toscano. I cinque archi hanno ampiezze diverse: larghi sono quello centrale e i due esterni, mentre quelli che li inframezzano sono di più modeste dimensioni, in modo che le colonne risultino accoppiate[21]. Portico, cortile e villa risultano divisi in due parti da un alto muro a seguito del passaggio di proprietà a due diversi soggetti[41].

Palazzo Guidetti[modifica | modifica sorgente]

Ubicato presso piazza del Castello (45°28′33″N 10°14′28″E / 45.475833°N 10.241111°E45.475833; 10.241111), si tratta di un palazzo costruito nel 1648, come segnalato da un'iscrizione sotto il portale d'ingresso, dal nobile Andrea Mori e dal figlio Feliciano, i quali avevano acquistato le loro proprietà in Borgosatollo da Cristoforo Franzone. Costui era stato condannato dai tribunali della Repubblica di Venezia nel 1612 per avere ospitato dei malviventi, in particolare Andrea Gatto da Medole, e fu ordinata la distruzione del suo palazzo. Secondo Bosio (2006) il palazzo Guidetti sorse sui resti di quelli di Franzone, ipotizzando anche che quest'ultimo non fu abbattuto, ma ristrutturato dai Mori[42].

Nell'Ottocento divenne proprietà dei Guidetti, da cui è tratto il nome. Il palazzo si presenta con una struttura massiccia, con un porticato sorretto da pilastri in pietra, sormontati da quattro archi centrali e da due laterali. Nel parco sono presenti capitelli dei secoli XV e XVI[43].

Villa Richiedei-Galeazzi[modifica | modifica sorgente]

Situata lungo l'attuale via IV novembre (45°28′50″N 10°14′21″E / 45.480556°N 10.239167°E45.480556; 10.239167), si tratta di una villa edificata dai nobili Richiedei nella prima metà del Settecento in un terreno che fino alla prima metà del secolo precedente appartenne alla famiglia Merenda. Nel 1980 fu acquistata da Carlo Galeazzi[44].

Il portale di ingresso è ornato da bugne in pietra ed è sormontato da un cornicione. La facciata è rivolta a meridione e presenta un portico di cinque campate, sorretto da quattro colonne in pietra e da due pilastri ai lati. Il soffitto del portico è a travetti in legno decorati da Giuseppe Ferrai. Durante la ristrutturazione seguita all'acquisizione dei Galeazzi, al primo piano sono stati scoperti i resti di piccole colonne che sorreggevano degli archi, rivelando che la facciata originaria, perduta in seguito a successive restaurazioni, prevedeva che ad ogni arcata del porticato corrispondessero due arcate al primo piano, dove si trovava la loggia[45].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[46]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2009 a Borgosatollo risultano residenti 974 cittadini stranieri. Le dieci nazionalità principali sono:[47][48][49]

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Pakistan Pakistan 137
2 Albania Albania 119
3 India India 104
3 Romania Romania 85
5 Marocco Marocco 57
6 Senegal Senegal 52
7 Sri Lanka Sri Lanka 47
8 Moldavia Moldavia 43
9 Ucraina Ucraina 42
10 Ghana Ghana 40

Religione[modifica | modifica sorgente]

La religione maggiormente praticata a Borgosatollo è, come per l'Italia, quella cattolica, rappresentata nel paese dalla parrocchia di Santa Maria Annunciata, appartenente alla diocesi di Brescia[50].

Lingua e dialetto[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio di Borgosatollo, accanto all'italiano, è diffuso il dialetto bresciano.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Alcuni piatti caratteristici della cucina locale sono le "rane e bose".

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Il paese non è sorto su una storica direttrice proveniente dal capoluogo provinciale: la strada originaria che lo collegava a Brescia terminava a Borgosatollo, proseguendo verso Ghedi e Montirone sotto forma di sentiero[51]. Il nucleo originario si sviluppò lungo questa direttrice, nel punto in cui si incrociava con quella est-ovest (le attuali via Roma e via Molino vecchio) e dove si innestava la piazza principale. Nei pressi di quest'ultima hanno trovato sede il centro religioso cristiano cattolico, la parrocchia di Santa Maria Assunta, e quello politico, il vecchio municipio e quello nuovo[52].

Nei primi dell'Ottocento avvenne il primo sviluppo del tessuto urbano, causato dal miglioramento della produzione agricola, che riguardò principalmente edifici rurali quali stalle e portici. La successiva espansione si ebbe nel primo dopoguerra, quando l'amministrazione podestarile mise in vendita e lottizzò i terreni della piazza d'armi, situata nei pressi dell'attuale via Martiri della Libertà[51].

Nel secondo dopoguerra, l'espansione urbanistica consumò il territorio in maniera costante e soprattutto seguì l'andamento nord-sud, a causa della presenza, ad est e ad ovest, di terreni agricoli non vendibili appartenenti a grosse realtà del settore primario. La prima lottizzazione delle aree artigianali e industriali riguardò la località Gorgone attorno all'alveo del Garza, dove nei progetti urbanistici degli anni cinquanta era prevista la costruzione della darsena di Brescia sul canale navigabile che avrebbe dovuto collegare il capoluogo cittadino al Mincio. I successivi piani di fabbricazione e piani regolatori ampliarono questo nucleo, facendo in modo che la zona industriale fosse separata da quella residenziale da una fascia agricola che si estendeva dalle Gerole fino ai confini meridionali con Ghedi. L'area residenziale, infine, fu caratterizzata da lotti piccoli e costruzioni monofamiliari[53].

Il piano regolatore valido fino al 2010 prevede il raggiungimento dei 10 000 abitanti, incrementando gli insediamenti abitativi in aree marginali e incentivando la riqualificazione dei cascinali dismessi[51].

Al 2006, l'area urbanizzata occupa una superficie di circa 2 100 000 m²[54].

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Lo Statuto comunale riconosce la presenza di due frazioni[55]:

  • Gerole;
  • Piffione.

Nel territorio del comune sono presenti le seguenti località: Colombo, Fuserino, Gorgone, Pradossi, Sorec.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Brescia.

Il centro abitato e la frazione Piffione sono attraversati dalla provinciale 23 Borgosatollo-Montirone che si innesta a settentrione sulla ex statale Brescia-Cremona e a meridione sulla provinciale 24 Chiaviche-Cadimarco. Dal centro di Borgosatollo inizia la provinciale 77 che collega il paese al vicino comune di Castenedolo, all'altezza della località Alpino[56].

Il territorio borgosatollese è attraversato ad occidente dall'Autostrada A21 Torino-Piacenza-Brescia. A ridosso dei confini comunali a meridione è presente il raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari che serve Borgosatollo tramite l'omonimo casello autostradale. Oltre a questo, i caselli più vicini sono quelli di Brescia Centro, a Brescia, e di Brescia Sud, in territorio di Poncarale.

La ferrovia Brescia-Parma passa a sud-ovest dell'abitato borgosatollese. Fino agli inizi del XX secolo, fu in funzione una stazione ferroviaria, in seguito dismessa e convertita in abitazione privata[57].

Il comune fa parte della rete urbana di trasporti della provincia di Brescia ed è pertanto servito dalla linea 14 Stazione di Brescia-Borgosatollo-Capodimonte.

Nelle vicinanze di Borgosatollo si trova inoltre l'aeroporto "Gabriele D'Annunzio" di Brescia-Montichiari, interessato principalmente al trasporto di merci.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Pietro Guidetti Sindaco [28][58]
1946 1947 Alda Arisi Sindaco [28]
1947 1956 Giuseppe Cereda Sindaco [28]
1956 1958 Pietro Paderno Sindaco [28]
1958 1964 Giovanni Bana Sindaco [28]
1964 1967 Giorgio Zanardini Sindaco [28]
1967 1972 Giovanni Taurisano Sindaco [28]
1972 1976 Lodovico La Fede Sindaco [28]
1976 1977 Domenico Sabbio Sindaco [28]
1977 1980 Francesco Roversi Sindaco [28]
1980 1985 Domenico Sabbio Sindaco [28]
1985 1989 Gianfranco Canevari Sindaco [28]
1989 1990 Domenico Sabbio Sindaco [28]
1990 1994 Francesco Zanardini Sindaco [28]
1994 1995 Roberto Terzi Sindaco [28]
1995 2004 Paolo Roversi Sindaco [28]
2004 2009 Alberto Bellotto Sindaco [28]
2009 2014 Francesco Zanardini Sindaco [59]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti due società di calcio: l'ASD Real Borgosatollo e l'AC Borgosatollo e vi sono squadre di pallavolo e basket.

la squadra di tamburello fu campione d'Italia nella specialità nel 2001 e campione d'Europa nelle stagioni 2000, 2001 e 2002.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 25 marzo 2014.
  2. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 91.
  4. ^ Borgosatollo: comuni limitrofi, www.comuni-italiani.it. URL consultato il 25 ottobre 2011.
  5. ^ Automobil Club d'Italia - Distanze chilometriche. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  6. ^ a b Pola (2006), op. cit., p. 317
  7. ^ a b Pola (2006), op. cit., p. 318
  8. ^ Mazza (1986), op. cit., p. 17
  9. ^ Protezione Civile, Classificazione sismica dei comuni italiani (PDF), pp. 16. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  10. ^ Zona Climatica-Borgosatollo.
  11. ^ a b c d Mazza (1986), op. cit., p. 278
  12. ^ a b Bosio (2006), op. cit., p. 67
  13. ^ Bosio (2006), op. cit., pp. 69-70 e p. 79 (Note 2 e 3)
  14. ^ Bosio (2006), op. cit., p. 70
  15. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., p. 243-244
  16. ^ Bosio (2006), op. cit., p. 71 e pp. 180-181
  17. ^ Bosio (2006), op. cit., p. 71 e p. 84
  18. ^ a b c Giovanni Zanolini, Lombardia Beni Culturali - Comune di Borgosatollo (sec XIV - 1797). URL consultato l'8 ottobre 2011.
  19. ^ a b Mazza (1986), op. cit., pp. 278-279
  20. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., p. 244
  21. ^ a b c Coccoli & Bosio (2006), op. cit., p. 280
  22. ^ a b c d e f Mazza (1986), op. cit., p. 279
  23. ^ Bosio (2006), op. cit., p. 84 e p. 87
  24. ^ a b Giovanni Zanolini, Lombardia Beni Culturali - Comune di Borgosatollo (1798 - 1815). URL consultato il 9 ottobre 2011.
  25. ^ Giovanni Zanolini, Lombardia Beni Culturali - Comune di Borgosatollo (1816 - 1859). URL consultato il 9 ottobre 2011.
  26. ^ a b Giovanni Zanolini, Lombardia Beni Culturali - Comune di Borgosatollo (1859 - [1971]). URL consultato il 10 ottobre 2011.
  27. ^ Arnaldo Gnaga, La provincia di Brescia e sua esposizione 1904, Brescia, Fratelli Geroldi, 1994, p. 120.
  28. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Valzelli (2006), op. cit., p. 63
  29. ^ Danesi (2006), op. cit., p. 9 e pp. 15-17
  30. ^ Bosio (2006), op. cit., p. 68
  31. ^ Danesi (2006), op. cit., p. 11 e p. 18
  32. ^ Valzelli (2006), op. cit., pp. 25-27
  33. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., p. 285
  34. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., pp. 285-86
  35. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., p. 286
  36. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., pp. 271-272
  37. ^ Fausto Lechi, Le dimore bresciane in cinque secoli di storia. 7 - Il Settecento e il primo Ottocento nel territorio, Brescia, Edizioni di storia bresciana, 1979, pp. 233-234. ISBN non esistente
  38. ^ a b Coccoli & Bosio (2006), op. cit., p. 281
  39. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., pp. 281-82
  40. ^ a b Coccoli & Bosio (2006), op. cit., p. 282
  41. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., p. 277
  42. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., pp. 269-270
  43. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., p. 270
  44. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., pp. 275-277
  45. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., pp. 276-277
  46. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  47. ^ Dati Istat
  48. ^ I dati si riferiscono al 31 dicembre di ogni anno.
  49. ^ Cittadini Stranieri - Borgosatollo.
  50. ^ Diocesi di Brescia, parrocchia di Borgosatollo. URL consultato il 25 ottobre 2011.
  51. ^ a b c Pola (2006), op. cit., p. 322
  52. ^ Coccoli & Bosio (2006), op. cit., pp. 237-240
  53. ^ Pola (2006), op. cit., pp. 321-322
  54. ^ Pola (2006), op. cit., p. 321
  55. ^ Articolo 2 Statuto comunale di Borgosatollo. Cfr Statuto comunale di Borgosatollo (PDF). URL consultato il 30 novembre 2010.
  56. ^ Cartografia della rete stradale provinciale (PDF). URL consultato il 14 marzo 2010.
  57. ^ Valzelli (2006), op. cit., p. 15
  58. ^ Nominato dal prefetto
  59. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle elezioni. Comunali 07/06/2009. Borgosatollo. URL consultato l'8 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Guido Bosio, Origini e famiglie in Borgosatollo ieri e oggi - Il territorio e la società, Brescia, Fondazione Civiltà Bresciana, 2006, pp. 67-227. ISBN 88-86670-71-0
  • Carlotta Coccoli, Guido Bosio, Il territorio in età moderna. Istantanee sulle architetture ed il paesaggio attraverso la lettura della cartografia storica in Borgosatollo ieri e oggi - Il territorio e la società, Brescia, Fondazione Civiltà Bresciana, 2006, pp. 233-313. ISBN 88-86670-71-0
  • Giacomo Danesi, Ricerca araldica dello stemma comunale, Borgosatollo, Comune di Borgosatollo, 2006. ISBN non esistente
  • Attilio Mazza, Il Bresciano - Volume IV. La pianura, Bergamo, Bortolotti, 1986, pp. 278-279. ISBN non esistente.
  • Angelo Pola, L'ambiente contemporaneo in Borgosatollo ieri e oggi - Il territorio e la società, Brescia, Fondazione Civiltà Bresciana, 2006, pp. 317-334. ISBN 88-86670-71-0
  • Giannetto Valzelli, Voci della memoria in Borgosatollo ieri e oggi - Il territorio e la società, Brescia, Fondazione Civiltà Bresciana, 2006, pp. 11-63. ISBN 88-86670-71-0

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]