Cottus gobio

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Scazzone
Cottus gobio (in situ).jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Ittiopsidi
Classe Actinopterygii
Infraclasse Teleostei
Ordine Scorpaeniformes
Famiglia Cottidae
Genere Cottus
Specie C.gobio
Nomenclatura binomiale
Cottus gobio
Linnaeus, 1758
Nomi comuni

Scazzone, Magnarone, Brocciolo

Lo scazzone (Cottus gobio, Linneo 1758) è un pesce di acqua dolce appartenente alla Famiglia Cottidae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Mappa dell'areale in Europa

È diffuso in tutta Europa con l'eccezione delle regioni mediterranee (centro e sud Italia, Spagna, Grecia e Balcani meridionali), di Scozia, Irlanda, Islanda, della Norvegia e di una vasta area in Ucraina e Russia.

In Italia è diffuso nel nord e in alcune aree dell'Appennino settentrionale in Toscana, Umbria, Marche e Romagna.

Il suo habitat si trova nella Zona dei Salmonidi, in acque fredde, ossigenate, con forte corrente e fondi di ciottoli. Nella zona del Mar Baltico si può ritrovare in acque salmastre.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Ha un aspetto così caratteristico da essere inconfondibile, infatti ha una testa enorme, appiattita con due occhi anch'essi molto grandi e ravvicinati, inoltre la testa appare "spinosa" dato che è ricoperta di piastre ossee. Una grande spina appuntita è posta sull'opercolo branchiale, un'altra sul preopercolo.

Le pinne pettorali sono molto grandi e tenute sempre aperte, le dorsali sono due di cui la prima molto bassa, spinosa e molto più breve della seconda.

La colorazione è sui toni del marrone o del verdastro con macchie e marezzature più scure. Le pinne hanno fasce concentriche più scure.

Non supera i 15 cm di lunghezza.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Ha abitudini notturne, di giorno si rintana sotto i sassi o tra le piante acquatiche.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Avviene in primavera. Le uova, di colore arancione giallastro, sono deposte sulla volta di cavità rocciose e vengono difese con coraggio dal maschio.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Invertebrati bentonici come larve, insetti, crostacei.

Pesca[modifica | modifica sorgente]

Viene catturato solo occasionalmente con lenze per la pesca della trota. Viene utilizzato come esca viva per la pesca dei Salmonidi. Alcune legislazioni regionali (come quella dell'Emilia-Romagna, del Veneto, delle Marche e della Toscana) vietano la pesca di questa specie.

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

La specie, in Italia, è minacciata soprattutto dalle opere di regimazione dei corsi d'acqua, dalle continue immissioni di trote per la pesca sportiva, dagli inquinamenti e dall'abbassamento del livello delle acque nei torrenti.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stefano Porcellotti, Pesci d'Italia, Ittiofauna delle acque dolci, Edizioni PLAN, 2005
  • S. Zerunian, Condannati all'estinzione? Biodiversità, biologia, minacce e strategie di conservazione dei Pesci d'acqua dolce indigeni in Italia, Edagricole, 2002
  • S. Bruno e S.Maugeri, Pesci d'acqua dolce, atlante d'Europa, Mondadori, 1992
  • (EN) M. Kottelat & J. Freyhof, Handbook of European Freshwater Fishes, Publications Kottelat, Cornol (CH), 2007

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Cottus gobio in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
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