Bassa Bresciana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bassa Bresciana
Bàsa Bresana (in dialetto bresciano)
Stati Italia Italia
Regioni Lombardia Lombardia (Provincia di Brescia)
Territorio Comuni di Acquafredda, Alfianello, Azzano Mella, Bagnolo Mella, Barbariga, Bassano Bresciano, Berlingo, Borgo San Giacomo, Borgosatollo, Brandico, Calcinato, Calvisano, Capriano del Colle, Carpenedolo, Castelcovati, Castel Mella, Castenedolo, Castrezzato, Chiari, Cigole, Comezzano-Cizzago, Corzano, Dello, Fiesse, Flero, Gambara, Ghedi, Gottolengo, Isorella, Leno, Lograto, Longhena, Maclodio, Mairano, Manerbio, Milzano, Montichiari, Montirone, Offlaga, Orzinuovi, Orzivecchi, Palazzolo sull'Oglio, Pavone del Mella, Pompiano, Poncarale, Pontevico, Pontoglio, Pralboino, Quinzano d'Oglio, Remedello, Roccafranca, Roncadelle, Rudiano, San Gervasio Bresciano, San Paolo, Seniga, Torbole Casaglia, Travagliato, Trenzano, Urago d'Oglio, Verolanuova, Verolavecchia, Villachiara, Visano.
Superficie 1 235,98 km²
Abitanti 406 338 (28/02/2014)
Densità 328,76 ab./km²
Lingue italiano, dialetto bresciano
La Bassa Bresciana nella provincia di Brescia
La Bassa Bresciana nella provincia di Brescia

La Bassa Bresciana (Bàsa bresana in dialetto bresciano) o Pianura bresciana è una zona interamente pianeggiante posta a sud della città di Brescia nell'omonima provincia. La piana è delimitata a ovest dalle colline della Franciacorta, mentre ad Est dalle colline moreniche del Garda. La zona ha un'economia tipicamente agricola seppur negli anni del secondo dopoguerra si è assistito ad un incremento della produzione industriale e una vivace attività terziaria.

Estensione territoriale e comuni[modifica | modifica wikitesto]

La Bassa Bresciana è composta da 64 comuni[1] e costituisce circa un quarto della superficie e un terzo della popolazione della provincia.

Di seguito è riportata la lista dei comuni della Bassa Bresciana con popolazione superiore ai 10.000 abitanti (dati: Istat 28/02/2014):

Pos. Stemma Comune di In dialetto bresciano Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Zona
Montichiari-Stemma.png Montichiari Munticiàr 24.845 81,19 306,01 104 Bassa Bresciana orientale
Palazzolo sull'Oglio-Stemma.png Palazzolo sull'Oglio Palasöl 20.040 23,06 869,04 166 Bassa Bresciana occidentale
Ghedi-Stemma.png Ghedi Ghét 18.949 60,76 311,87 85 Bassa Bresciana orientale
Chiari-Stemma.png Chiari Ciare 18.840 38 495,79 138 Bassa Bresciana occidentale
Leno-Stemma.png Leno Lén 14.437 58,64 246,2 66 Bassa Bresciana orientale
Travagliato-Stemma.png Travagliato Traaiàt 13.771 17 810,06 129 Bassa Bresciana occidentale
Carpenedolo-Stemma.png Carpenedolo Carpenédol 13.029 30,12 432,57 78 Bassa Bresciana orientale
Manerbio-Stemma.png Manerbio Manèrbe 13.022 27,81 468,25 64 Bassa Bresciana centrale
Calcinato-Stemma.png Calcinato Calsinàt 12.860 33,39 385,14 171 Bassa Bresciana orientale
10° Bagnolo Mella-Stemma.png Bagnolo Mella Bagnöl 12.849 31,29 410,64 85 Bassa Bresciana orientale
11° Orzinuovi-Stemma.png Orzinuovi i Urs Nöf 12.664 48 263,83 81 Bassa Bresciana occidentale
12° Castenedolo-Stemma.png Castenedolo Castenedol 11.456 26,23 436,75 152 Bassa Bresciana orientale
13° Castel Mella-Stemma.png Castel Mella Castelmèla 11.067 7,4 1495,54 106 Bassa Bresciana occidentale

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La Bassa Bresciana è grossomodo limitata a est e a ovest dai fiumi Chiese e Oglio, a nord dalle colline moreniche prealpine (Ronchi, Franciacorta e del Benaco), i suoi confini meridionali sono segnati dall'inizio della provincia di Cremona e di quella di Mantova.[2] Il territorio è costituito dall'area rientrante nella provincia di Brescia della Val Padana; la Bassa è perciò interamente pianeggiante. Il suo territorio è solcato da innumerevoli fiumi minori e vasi artificiali per l'irrigazione agricola, i principali corsi d'acqua sono il costituiti dall'Oglio, dal Mella e dal Chiese. Nella zona orientale sono presenti in alcune zone le cosiddette risorgive.[3]
Data la sua vastità la zona è suddivisa in Bassa Bresciana occidentale, centrale e orientale.
[4] Il rischio sismico del territorio è praticamente nullo o basso, a differenza di altri territori della provincia, come i comuni nelle vicinanza del lago di Garda, classificati a medio rischio sismico.[5]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Brescia Ghedi.

Il clima della Bassa Bresciana è quello tipico della pianura Padana: le estati sono lunghe e umide ciò aumenta ancor più la sensazione di calore venendosi a creare l'afa, mentre l'inverno è freddo, con frequenti nebbie. Le precipitazioni si concentrano nei mesi dell'autunno-inverno, periodo nel quale possono essere anche a carattere nevoso. Le mezze stagioni sono quasi del tutto inesistenti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La presenza dell'uomo nel territorio della Bassa Bresciana risale al tempo della glaciazione di Riss, come testimoniato da numerosi reperti disseppelliti nell'area di Montichiari, fra i quali i più antichi risalgono al Paleolitico medio.[6] Questi uomini vivevano in semplici capanne costruite con i materiali che la natura offriva, successivamente (età del bronzo) vennero edificate le palafitte e si sviluppò la civiltà delle terramare come nel caso di Remedello e del Castellaro nel comune di Gottolengo. Nel corso dei secoli l'agricoltura si sviluppò, e iniziarono quindi le prime opere di bonifica, così come l'allevamento e le attività domestiche come la filatura e la tessitura si affinarono. Nella Bassa Bresciana sono stati rinvenuti oggetti di matrice etrusca testimoniando così la presenza della loro egemonia sul territorio. Agli Etruschi subentrarono i Galli Cenomani, che introdussero nella zona l'uso della moneta (tesoretto di Manerbio.[7]) e s'insediarono stabilmente nella zona come testimoniato dalla nascita della cultura di Remedello. Il popolo gallico fu nel 196 a.C. conquistato da quello romano, con la venuta dei Romani sorsero molti degli attuali centri abitati della Bassa, la romanizzazione del territorio è tuttora visibile nella zona, infatti i campi ricalcano ancora molti dei canoni dell'agrimensura e della centuriazione.[6]

Ai Romani subentrarono poi durante il periodo una numerose serie di popoli barbarici, gli ultimi fra questi, i Longobardi, si stanziarono stabilmente nell'area. Queste genti sottoposero la Bassa Bresciana così come avevano già in precedenza fatto i Romani alla città di Brescia istituendo un ducato. Il re longobardo Desiderio istituì a Leno un potente monastero di Benedettini: la Badia leonense che per qualche secolo avrebbe esercitato su molti paesi della Bassa un ruolo di giurisdizione sia politica che religiosa. Ai Longobardi subentrarono i Franchi, che suddivisero il territorio in feudi. la frammentazione politica diede il via all'età dei liberi comuni (Brescia, così come Chiari e altri importanti paesi della Bassa lo divenne) e successivamente alle signorie.
La Bassa Bresciana era a quel tempo in mano a diverse famiglie nobili come i Gambara (Bassa orientale e centrale) e i Martinengo (Bassa occidentale e centrale) che spesso erano in lotta fra loro e che costruirono nella zona numerose fortificazioni.[6]

Dopo un primo periodo di dominazione viscontea nel territorio si impose la Repubblica di Venezia.
La Bassa Bresciana entrò a far parte del Regno d'Italia solo dopo le vittorie piemontesi di Solferino-San Martino.
Agli inizi del Novecento iniziò il processo d'industrializzazione della Bassa, che si sarebbe concluso durante il secondo dopoguerra. Le due guerre portarono miseria nell'area, che fu più volte bombardata sia dai tedeschi[senza fonte]Da quando i tedeschi bombardavano i territori occupati da loro stessi?[non chiaro] che dagli statunitensi. Attualmente la Bassa Bresciana è ancora molto attaccata all'agricoltura, anche se in molti comuni ormai le industrie e i servizi hanno preso il sopravvento.[6]

Trasporti ed infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Trasporto su strada[modifica | modifica wikitesto]

La Bassa Bresciana è attraversata dalla A21 che da Cremona porta a Brescia disponendo di due caselli autostradali, quello di Pontevico e quello di Manerbio dove, raggiunta la città di Brescia si incrocia con la A4 e dal Raccordo Autostradale Ospitaletto-Montichiari che attualmente è in fase di costruzione e finitura in diversi punti sulla SP 19 e il resto è in fase di costruzione. Per quanto riguarda le strade quelle principali sono la Lenese che parte da Orzinuovi e passando da Manerbio, Leno e Ghedi arriva a Montichiari, la SS 45 bis che collega Cremona a Brescia, fino a Trento lateralmente all'autostrada A21 toccando i comuni di Manerbio (incrocio con la SS 668) e Bagnolo Mella a pochi km da Brescia. Infine la SS 235 la quale inizia a Brescia e termina a Pavia attraversando alcuni paesi come Roncadelle, Lograto e Orzinuovi. A carattere locale si segnala la SP IX detta Quinzanese proprio perché collega Brescia a Quinzano.

Trasporto su rotaia[modifica | modifica wikitesto]

La facciata della stazione di Manerbio nel 2008

La Bassa bresciana è interessata da diverse linee ferroviarie. Sono tutte gestite da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), mentre il servizio di trasporto a livello locale è curato da Trenord sulla base di un contratto di servizio con la regione Lombardia.

La ferrovia Brescia-Cremona, collegando i due capoluoghi di provincia lombardi, attraversa la parte centrale della Bassa, passando per i territori di Bagnolo Mella, Manerbio, Verolanuova e Pontevico. I primi tre comuni sono dotati di stazioni ferroviarie, mentre Pontevico è invece servita dalla stazione posta a settentrione dell'abitato di Robecco d'Oglio, la quale è appunto denominata Robecco-Pontevico. Le stazioni di questa linea sono impresenziate dalla metà degli anni novanta a seguito della decisione delle Ferrovie dello Stato di esercire la linea tramite Dirigente Centrale Operativo con sede presso la stazione di Cremona[8].

La Brescia-Parma unisce il capoluogo lombardo con quello emiliano attraversando i territori della fascia orientale e meridionale della Bassa: Montirone, Ghedi, Calvisano, Visano e Remedello, tutti dotati di almeno una stazione. Calvisano è dotato di due impianti: una stazione presso la frazione di Viadana Bresciana]], raccordata alla vicina acciaieria, e una fermata nei pressi del centro abitato. Anche Remedello ha due impianti a servizio di ognuna delle sue frazioni principali: in particolare Remedello Sopra è una stazione, mentre Remedello Sotto è una fermata. Al termine del 2008 è stato attivato l'esercizio tramite Dirigente Centrale Operativo con sede a Cremona, per cui le stazioni sono state progressivamente private di capostazione[9].

La ferrovia Milano-Venezia solca i territori nord-occidentali, come Urago d'Oglio, Chiari, Rovato e Travagliato, per poi costeggiare a settentrione la Bassa attraversando i comuni di Rezzato, Mazzano (Ciliverghe) e Calcinato. Non tutti sono serviti da stazioni o fermate, come Urago e Ciliverghe, e in certi casi la stazione è distante dal centro abitato, come nei casi di Calcinato e Rovato, mentre quella servente Travagliato è posta in territorio di Ospitaletto: il nome dello scalo, infatti, è composto da quelli delle due località. La stazione di Rezzato è chiusa al servizio viaggiatori, ma rimane attiva per il trasporto di merci.

La Lecco-Brescia solca a settentrione i territori occidentali della Bassa da Palazzolo sull'Oglio a Rovato, passando per Cologne e Coccaglio; tutti i centri sono dotati di una stazione ferroviaria adibita al servizio passeggeri. La stazione di Rovato è inoltre in comune con la Milano-Venezia ed è raccordata al vicino scalo di Rovato Borgo, appartenente al breve ramo ferroviario diretto a Bornato sulla ferrovia Brescia-Iseo-Edolo. Quest'ultimo è l'unico tratto attivo appartenente alla dismessa ferrovia per Cremona, gestita dalla Società Nazionale Ferrovie e Tramvie, ed è utilizzato per il solo trasporto di merci proveniente dalla Val Camonica.

Quest'ultima linea interessava la Bassa occidentale servendo, con degli appositi impianti, le frazioni meridionali di Rovato e i comuni di Castrezzato, Trenzano, Corzano, Pompiano, Orzivecchi e Orzinuovi. Fu aperta nel 1932 e chiusa nel 1956. Dalla stazione di Palazzolo sull'Oglio si dirama anche la linea per Paratico, da tempo dismessa ed impiegata da un servizio turistico stagionale svolto dall'associazione FTI - Ferrovie Turistiche Italiane.

Trasporto aereo[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio si trova l'unico aeroporto civile della provincia, il Gabriele d'Annunzio, da cui partono voli nazionali ed internazionali, seppur in modesta misura rispetto al regime di Villafranca e di Orio al Serio. A fianco all'aeroporto di Montichiari, si trova la base aerea militare di Ghedi.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Casoncelli

Nel territorio della Bassa Bresciana sono prodotti alcuni piatti tipici:

  • i più noti sono i casoncelli, fagottini ripieni con carne o verdure, che si producono specialmente a Barbariga e Longhena;
  • anche la polenta fa la sua parte insieme allo spiedo (detto anche polenta e osei perché appunto sono gli uccellini, insieme a altre parti a essere cucinate allo spiedo);
  • la folta presenza di allevamenti suinicoli favorisce la cultura degli insaccati, in particolare il salame crudo, ma anche bollito in pentola (si veda il "salame cotto di Quinzano d'Oglio");
  • nella Bassa vengono anche prodotti alcuni vini come il Capriano del Colle, prodotto appunto nella zone limitrofe a Capriano del Colle;
  • degna di nota è anche la "Sagra del fungo chiodino" (o "Sagra dèl Ciodèl" nel dialetto locale), una sagra che viene celebrata ogni anno a Dello nella seconda metà di ottobre. Qui è possibile gustare il fungo chiodino, che nella zona cresce spontaneo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La mappa della Bassa Bresciana. URL consultato il 27-08-09.
  2. ^ La cartografia della Bassa Bresciana con piccolo riassunto. URL consultato il 19-08-09.
  3. ^ Le risorgive nella Bassa URL consultato il 21-08-09
  4. ^ Vedi cartina provincia di Brescia. URL consultato il 21-08-09.
  5. ^ Varie mappe sul rischio sismico nel bresciano. URL consultato il 19-08-09.
  6. ^ a b c d Storia a grandi linee della Bassa Bresciana URL consultato il 20-08-09
  7. ^ i ritrovamenti di monete celtiche in Italia. URL consultato il 20-08-09.
  8. ^ Mario Bicchierai, I 130 anni della Brescia-Cremona in Mondo Ferroviario, vol. 140, febbraio 1998, pp. 10-11.
  9. ^ RFI. Circolare Compartimentale MI 66/2008. p. 2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]