Bagolino

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Bagolino
comune
Bagolino – Stemma Bagolino – Bandiera
Bagolino – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Gianluca Dagani (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°49′00″N 10°28′00″E / 45.816667°N 10.466667°E45.816667; 10.466667 (Bagolino)Coordinate: 45°49′00″N 10°28′00″E / 45.816667°N 10.466667°E45.816667; 10.466667 (Bagolino)
Altitudine 778 m s.l.m.
Superficie 109,69 km²
Abitanti 3 954[1] (31-10-2013)
Densità 36,05 ab./km²
Frazioni Cerreto, Ponte Caffaro, Valle Dorizzo e la località di Refino e Nadre
Comuni confinanti Anfo, Bienno, Bondone (TN), Breno, Collio, Condino (TN), Idro, Lavenone, Prestine, Storo (TN)
Altre informazioni
Cod. postale 25072, 25070 (Ponte Caffaro)
Prefisso 0365
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017010
Cod. catastale A578
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti bagossi
Patrono San Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bagolino
Posizione del comune di Bagolino nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Bagolino nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Bagolino (Bagolì[2] o Bagulì in dialetto bresciano[3]) è un comune italiano di 3 954 abitanti[1] della provincia di Brescia, in Lombardia. Il comune appartiene alla Comunità Montana della Valle Sabbia.

Il borgo conserva l'aspetto medievale, con case addossate e strade tortuose, portici, piazze, fontane, palazzi antichi e le strette scalinate che salgono alla chiesa di San Giorgio.

Località climatica e di soggiorno, è sede dell'omonima manifestazione carnevalesca oltre ad essere zona di produzione casearia del formaggio Bagòss.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Bagolino è posto all'interno della valle del Caffaro, una valle tributaria della valle Sabbia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la conquista dei territori alpini da parte dell’esercito romano (16 a.C.)[4], nell'area ove ora sorge la chiesa di San Rocco, in un luogo di transito verso le altre valli bresciane e verso il Trentino, fu posta, verosimilmente, una stazione per il cambio dei cavalli e si costruì nei suoi pressi un piccolo insediamento abitativo. Si è ipotizzato che il nome del paese derivi da Pagolus o Pagolinus, piccolo borgo.

Verso l'inizio del VII secolo, Bagolino divenne parte del regno longobardo e fu aggregato al ducato di Trento, assieme a tutta l'area che verrà poi detta delle Giudicarie.

Tale terra fu governata, a partire dal XI secolo, dal principato vescovile di Trento, appartenente al Sacro Romano Impero. L'appartenenza alle Giudicarie spiega perché, dal punto di vista amministrativo religioso, Bagolino fu posta (e rimase per moti secoli, sino al 1785) alle dipendenze di una delle "Sette Pievi", quella di Condino e, a livello superiore, dalla diocesi di Trento.

Nell'età comunale, durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, Bagolino badò soprattutto a difendere la propria autonomia, schierandosi alternativamente dalla parte del comune di Brescia (guelfo) e del principato Vescovile di Trento (ghibellino)

Nel XIV secolo fu assoggettato al dominio dei signori di Lodron, vassalli del principe-vescovo di Trento, che reclamavano antichi diritti feudali sul paese. Iniziò in questo modo una disputa destinata a protrarsi nei secoli.

Nel 1440 Bagolino passò sotto la Repubblica di Venezia rimanendovi, pur attraverso alterne vicende, sino al 1797. Con la Serenissima, il comune di Bagolino stabilì solidi legami di fedeltà, ottenendone in cambio una notevole autonomia amministrativa. Nel 1473 ottenne propri statuti, che regolavano in termini democratici la partecipazione delle famiglie bagosse al governo della cosa pubblica e garantivano il funzionamento di numerose istituzione di carattere sociale e solidaristico[5]. La relativa lontananza da Venezia e l'appartenenza dal punto di vista religioso alla diocesi di Trento connotava Bagolino come comunità di confine, dotata, tra l'altro, di una propria milizia. L'autonomia venne mantenuta nonostante diversi tentativi dei conti di Lodron di recuperare il dominio feudale sul paese.

Grazie all'autonomia, nonché allo sviluppo della produzione casearia e, soprattutto, della lavorazione del ferro, per mezzo del forno fusorio posto nei pressi del torrente Caffaro, il paese ebbe un considerevole sviluppo demografico ed economico, nonostante le numerose calamità naturali che la colpirono: la peste (nel 1478, nel 1580 e nel 1630), un incendio nel 1555, ed altre sciagure ancora.

La chiesa di San Giorgio, costruita tra il 1624 ed il 1632, testimonia, con la sua mole e, ancor più, con la ricchezza degli affreschi e degli arredi sacri realizzati da artisti importanti, il benessere raggiunto dalla comunità bagossa.

Nella notte tra il 30 ed il 31 ottobre del 1779 un furioso incendio, partito dal forno fusorio ed alimentato da un fortissimo vento, distrusse quasi l'intero paese e causò un notevole numero di vittime. La calamità mise in ginocchio l'economia del paese, determinando anche la chiusura delle attività di produzione del ferro e dando inizio ad un periodo di declino.

Dopo la sconfitta della Repubblica di Venezia contro le truppe napoleoniche nel 1797, Bagolino entrò anch'essa a far parte del Regno Lombardo Veneto sotto la dominazione dell'Impero austriaco, fu coinvolta nelle vicende del Risorgimento italiano e passò nel 1861 al Regno d'Italia. Nel 1866, fu coinvolto, assieme ai paesi limitrofi, nella campagna garibaldina contro l’Austria - conclusasi con il celebre "Obbedisco"- e nelle vicende militari avvenute attorno alla Rocca d'Anfo con le note battaglie di Ponte Caffaro e di Monte Suello.

Il fiume Caffaro, che oggi segna il confine tra le province italiane di Brescia e Trento, fino al 1918 costituiva il confine tra Italia e Austria.

Carnevale di Bagolino, ballerini con i tipici costumi

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carnevale di Bagolino.

Il carnevale di Bagolino risale almeno al XVI secolo, come documentato da scritti conservati nell’archivio comunale[6]. La festa ha conservato nel tempo le sue caratteristiche storiche, in virtù della posizione isolata del paese, attirando, anche l’attenzione di studiosi di etnologia.

La festa si articola in due manifestazioni distinte, animate rispettivamente dalle figure dei Balarì (ballerini e suonatori) e dalle grottesche Maschér (maschere).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchiale di San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di san Giorgio

La chiesa sorse, per volere della comunità di Bagolino, negli anni tra il 1624 ed il 1632, in sostituzione di un più antico edificio di culto che già sorgeva sulla rocca che domina l'abitato. A realizzare l'opera fu chiamato il bresciano Giovanni Battista Lantana, che scelse linee architettoniche piuttosto semplici, coerenti con la fisionomia del paese.

L'esterno presenta una facciata a capanna, alleggerita, in alto da una trifora e da un elegante pronao a sette archi.

L'interno, a navata unica con grandi nicchie con altari sulle pareti laterali, è invece riccamente decorato in forme barocche. Gli affreschi alle pareti sono di Tommaso Sandrini, Camillo Rama, Ottavio Viviani e Palma il Giovane. La pala dell'altare maggiore, che raffigura la Trinità con San Giorgio, che uccide il drago è opera di Andrea Celesti. Sugli altari laterali, ricchi di lavori di intaglio, troviamo dipinti di Pietro Ricchi detto il Lucchese, di Francesco Torbido (attribuzione), di Bonifacio Veronese, di Pietro Marone ed altri. Sul secondo altare a sinistra si trova una tela (proveniente dalla chiesa di San Rocco) attribuita al Tintoretto: raffigura San Basilio con i santi Sebastiano, Bernardo, Marco e Rocco illuminati dalla Santissima Trinità.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Rocco (Bagolino).

La chiesa di San Rocco è situata all'ingresso dell'abitato di Bagolino, a fianco della strada statale 669 che porta al passo di Crocedomini. Venne eretta dopo la peste del 1478, per ringraziare il santo al quale essa è dedicata per la cessazione del flagello, e per porre sotto la sua protezione l'intera comunità. Grande interesse riveste, al suo interno, il ciclo di affreschi realizzato dal pittore camuno Giovanni Pietro da Cemmo, artista che segna nelle valli bresciane il passaggio dalla pittura gotica a quella rinascimentale; inoltre è presente un'ancora di legno risalente al XVI secolo.

Sacrario militare di Monte Suello[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacrario militare di Monte Suello.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Persone legate a Bagolino[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Un'istantanea di un'edizione del campionato italiano di corse con cani da slitta

A marzo, presso la località Gaver, si svolge ogni anno il campionato italiano di corse con cani da slitta, organizzato dal Club Italiano Sleddog (CIS).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 24 marzo 2014.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 56.
  3. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  4. ^ Per la storia del paese vedi pagina di storia sul sito del comune di Bagolino e Ponte Caffaro consultato il 17/03/08.
  5. ^ La copia degli Statuti di Bagolino datata al 1473 è conservata presso l'archivio storico del comune.
  6. ^ Una deliberazione comunale del 1518 disponeva di ricompensare con una forma di formaggio la Compagnia di Laveno che era intervenuta a rallegrare la festa di carnevale.
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucia Rosa Melzani Sandrini, Bagolino Storia di una comunità, Ciliverghe, GM & TI, 1989.
  • Francesca Cappelletto, Il carnevale: organizzazione sociale e pratiche cerimoniali a Bagolino, Brescia, Grafo, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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