Pian Camuno

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Pian Camuno
comune
Pian Camuno – Stemma
Pian Camuno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Renato Pietro Pe[1][2] (lista civica) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 45°50′41″N 10°09′07″E / 45.844722°N 10.151944°E45.844722; 10.151944 (Pian Camuno)Coordinate: 45°50′41″N 10°09′07″E / 45.844722°N 10.151944°E45.844722; 10.151944 (Pian Camuno)
Altitudine 244 m s.l.m.
Superficie 11 km²
Abitanti 4 487[3] (30-06-2012)
Densità 407,91 ab./km²
Frazioni Beata, Montecampione, Solato, Vissone
Comuni confinanti Artogne, Costa Volpino (BG), Pisogne, Rogno (BG)
Altre informazioni
Cod. postale 25050
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017142
Cod. catastale G546
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 547 GG[4]
Nome abitanti piancamunesi
Patrono sant'Antonio abate
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pian Camuno
Posizione del comune di Pian Camuno nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Pian Camuno nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Pian Camuno (Plà in dialetto camuno[5][6]) è un comune italiano di 4.603 abitanti[7] della Val Camonica, provincia di Brescia, in Lombardia.

Il territorio di Pian Camuno in Valle Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Pian Camuno si trova in bassa Val Camonica, a poca distanza dal Lago d'Iseo e da Darfo Boario Terme. Il Comune si trova a 244 metri sul livello del mare ed è classificato come comune montano. Il territorio di Pian Camuno è prevalentemente montuoso, si estende per una superficie di 11,1 chilometri quadri ed è lambito dal fiume Oglio che separa la sponda bresciana da quella bergamasca. Gli abitanti di Pian Camuno sono conosciuti con il nome di piancamunesi. Il comune è suddiviso in frazioni tra cui Solato, Montecampione, Vissone e Beata e confina con Pisogne, Costa Volpino, Artogne e Rogno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Valle Camonica.
Le origini del nome

Dal latino planus, area piana, unito a camuno, di Valle Camonica.[8]

Denominata così da decreto reale l'11 gennaio 1863, chiamandosi prima Piano d'Artogne.[9]

Torre Federici

L'antico paese di Piano è associato alla "corte Predellas" confermata dall'imperatore Lotario I al Monastero di Santa Giulia di Brescia il 15 dicembre 837.[10]

La camunità della vicinia di Piano è presente con Sterno ed Alberto de Pratelli all'accordo coi Signori della Valle nel 1200.[10]

Il 12 marzo 1233 la famiglia guelfa dei Brusati è infeudata delle terre di Piano.[10]

Nel 1331 Zanone detto Mastaglio e Ziliolo, figli di Bojaco di Darfo acquistano da Ghirardo Brusati, per 2 663,5 libbre imperiali tutti i terreni che egli possedeva a Piano, Artogne e Gratacasolo.

Nel 1508 è annotato col nome di Pla sulla carta di Valle Camonica disegnata da Leonardo da Vinci.

Nel 1579 la vicinia di Piano, assieme a quelle di Vissone e Solato, si rifiuta di pagare le decime ai Federici: il vescovo di Brescia Giovanni Dolfin pone il paese sotto interdetto. San Carlo Borromeo, in visita nel 1580 in Valle Camonica si rifiuta di sostare a Piano. La comunità decide allora di ritrattare sulle decime, ed il 4 settembre Carlo Borromeo, durante il viaggio di ritorno, passa per Piano.[11]

Nel XVII secolo Giovanni Da Lezze conferma che nel paese non esistevano più famiglie nobili:

« Vi è un molino, una rasica, un forno da ferro, fucine tre, né in questo Commune vi è alcun nobile, ma solo contadini, che attendono all'agricoltura, et parte alle vacche, et molti son cavalanti, che servono à nollo in condur robbe à mercanti »
(Giovanni Da Lezze, Catastico Bresciano, 1609- 1610[12])

Nel 1804 Piano ed Artogne vengono fusi assieme, e Piano diviene una frazione d'Artogne.[11]

Il 6 dicembre 1809 si nascosero in una cascina quaranta disertori dell'esercito napoleonico. Scoperti, diversi riuscirono a fuggire, ma 16 rimasero imprigionati nella struttura che venne data alla fiamme. Del fatto permane un dipinto su una facciata di un fiuenile risalente al XIX secolo.[13]

Nel 1863 Piano assume il nome di Pian Camuno.[13]

Tra il 1816 ed il 1859 il comune prende il nome di comune di "Piano con Beata, Solato e Vissone". Dal 1859, con l'annessione al regno d'Italia, diviene Pian Camuno.[14]

Tra il 1927 ed il 1957 Pian Camuno ed Artogne sono fusi assieme in un unico comune.[13]

Pian Camuno si è molto sviluppato in questi ultimi anni divenendo uno dei borghi più popolosi della Valle Camonica e vari insediamenti industriali e artigianali ne fanno un'area abbastanza sviluppata che si è estesa anche come area residenziale al di fuori del vecchio centro abitato.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Parrocchiale di Sant'Antonio

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Le chiese di Pian Camuno sono:[8]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

In centro storico è presente Torre Poiatti, inserita in un complesso di edifici settecenteschi edificata nel XII secolo. Nella frazione Beata vi è un'altra torre, Torre Alta.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[15]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 621 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 190 4,35%

Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 151 3,46%

Marocco Marocco 57 1,30%

Albania Albania 52 1,19%

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Piano è Mahì, Pè Piàcc, Caramele de Pià.

È tradizione che l'abitato di Piano sia stato in tempi antichissimi distrutto e sepolto da una frana, e sia stato ricostruito a poca distanza.[16]

A maggio è ormai tradizionale la festa di Santa Giulia con la consueta camminata.[17]

Nel mese di giugno si tiene presso la piazza principale la festa degli Alpini

La festa patronale, Sant'Antonio Abate è il 17 gennaio e nell'occasione presso la Chiesa Parrocchiale avviene la benedizione degli animali.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è attraversato dalla strada statale 42 del Tonale e della Mendola. La strada principale è la strada statale 510 Sebina Orientale. Da Pian Camuno è possibile raggiungere la stazione di villeggiatura di Montecampione passando per le frazioni Solato e Vissone

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Pian Camuno-Gratacasolo è una delle fermate della linea Brescia-Iseo-Edolo.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Il Pian Camuno partecipa al campionato di Prima Categoria. La società è nata sul finire degli anni Ottanta e, dopo alcuni campionati Amatori disputati nel 2000-2001 inizia la nuova avventura FIGC dalla Terza Categoria. La sfida si rivela subito un successo e, dopo un'appassionante staffetta la squadra camuna vince il campionato a spese del Sarezzo. Nella stagione seguente in Seconda Categoria arriva la retrocessione. Si torna in Terza e, ancora una volta, il Pian Camuno ottiene la promozione dominando il campionato dalla prima all'ultima giornata. Il 2003-2004 è la stagione rivelazione e la squadra di mister Maggioni approda ai play-off, ma dopo aver eliminato la Capriolese viene sconfitta in finale dall'Ome che sale di categoria grazie al migliore piazzamento finale. L'anno seguente sembrava partito nel miglior modo ma un rovinoso calo nel ritorno estromise il Pian Camuno dalla lotta promozione. Il 2005-2006 è l'anno della promozione in Prima Categoria ottenuta all'ultima giornata dopo un'incredibile testa a testa con l'Associazione Sportiva Dilettantistica Breno. Il 2006-2007 si rivela pieno di insidie in un campionato nuovo e la banda di Maggioni naviga fino a tre quarti di campionati nei bassifondi della graduatoria ma, grazie a un finale in crescendo, ottiene la salvezza con due turni di anticipo a Torre Boldone. Nell'estate 2007 arriva a Pian Camuno il nuovo Ds Lodovico Villa e cresce la consapevolezza di poter puntare in alto con un'ottima campagna acquisti che vede come ciliegina sulla torta l'arrivo di Diego Speziari da Sellero. Il Pian Camuno termina quarto e viene sconfitto nella semifinale play-off dal Mornico 3-2 ai tempi supplementari. Il 2008-2009 e il 2009-2010 possono ritenersi annate simili. Obiettivi simili e identico risultato: arrivo ai play-off e sconfitte 2-1 in semifinale contro Cividatese e Gavarnese. Il 2010-2011 vede la squadra giallorossa arrivare settima. Nel 2011-2012 il team camuno, a dispetto della giovane età, disputa un buon campionato piazzandosi al quinto posto: in questo caso però non sono serviti gli spareggi promozione e in Promozione (calcio) sono salite la Capriolese e il Foresto Sparso. Alla fine di questa stagione la squadra termina ancora quinta e, ancora una volta, non partecipa ai play-off a causa del distacco dalla seconda in classifica.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno ad agosto si tiene la gara ciclistica per Juniores organizzata dal G.S.Pian Camuno

Karate[modifica | modifica sorgente]

La sede di Pian Camuno e vanta del Centro di Avviamento allo sport con indirizzo al Karate più grande d' Italia è composta da circa 160 bambini e 70 adulti.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 28 maggio 2011 Pian Camuno. URL consultato il 16 maggio 2011.
  2. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 15-16 maggio 2011 Pian Camuno. URL consultato il 16 maggio 2011.
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2012.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 3 - I°, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 344.
  6. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 488.
  7. ^ Dato Istat all'30/06/2012.
  8. ^ a b Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 13.
  9. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 192.
  10. ^ a b c Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 3 - I°, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 343.
  11. ^ a b Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 3 - I°, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 345.
  12. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 64.
  13. ^ a b c Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 3 - I°, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984, p. 346.
  14. ^ Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 3 novembre 2008.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ Marcello Ricardi, Giacomo Pedersoli, Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve, Cividate Camuno, Toroselle, 1992, p. 194.
  17. ^ Santa Giulia a Piancamuno: la corsa dei bambini.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Gaetano Panazza, Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 3 - I°, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1984.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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