Piancogno

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Piancogno
comune
Piancogno – Stemma
Piancogno – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Brescia – stemma Brescia
Sindaco Francesco Paolo Ghiroldi[1] (Lega Nord) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°55′14″N 10°13′34″E / 45.92056°N 10.22611°E / 45.92056; 10.22611 (Piancogno)Coordinate: 45°55′14″N 10°13′34″E / 45.92056°N 10.22611°E / 45.92056; 10.22611 (Piancogno)
Altitudine 251 m s.l.m.
Superficie 13,61 km²
Abitanti 4 684[2] (30-06-2011)
Densità 344,16 ab./km²
Frazioni Annunciata, Cogno, Piamborno
Comuni confinanti Angolo Terme, Borno, Cividate Camuno, Darfo Boario Terme, Esine, Ossimo
Altre informazioni
Cod. postale 25052
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017206
Cod. catastale G549
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 568 GG[3]
Nome abitanti piancognesi
Localizzazione
Piancogno è posizionata in Italia
Piancogno
Posizione del comune di Piancogno nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Piancogno nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Piancogno (Pià e Cógn in dialetto camuno) è un comune italiano di 4.684 abitanti[4] della Val Camonica, provincia di Brescia, in Lombardia.

Il territorio di Piancogno in Valle Camonica

         

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Comprende i nuclei di Piamborno e Cogno, giace lungo la strada statale 42 del Tonale e della Mendola, sulla riva destra del fiume Oglio.

Ad ovest ha una parete scoscesa in cima alla quale è posta l'Annunciata.

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia della Valle Camonica.
Le origini del nome

Il nome Cogno deriva dal latino cuneus, triangolo (di terra).[5]

Piancogno è il comune più giovane della Val Camonica fomato dalle comunità di Piano di Borno (Piamborno), un tempo in comune di Borno e Cogno, un tempo di Ossimo.

Nel 1168 gli abitanti di Esine vollero impedire che quelli di Piamborno gettassero delle palizzate attraverso il fiume Oglio per delle prese d'acqua. La vertenza si risolse con una pacificazione a Montecchio.[5]

Cogno è citato per la prima volta già nel 1286 risultava essere territorio di Ossimo: iacet in loco et in territorio Ossemi ubi dicitur in Cogno.[6]

Nel 1518 i Capitanei di Val di Scalve per vendicare l'uccisione di un loro parente durante la contesa del monte Negrino sterminarono un'intera famiglia rivale di Piamborno, strappando il cuore al capofamiglia e portandolo come trofeo a Vilminore.[7]

Nel 1521 un'alluvione dell'Oglio amplia il territorio di Piano.[8]

Fabbrica Olcese a Cogno

         

Nel 1756 i dissidi tra Piano e Borno sfociano in un primo tentativo di separazione, che verrà negato dal Doge di Venezia.[8]

Nel 1905 Vittorio Olcese apre il cotonificio a Cogno, che nel 1908 aveva già 100.000 fusi.[9]

Nel 1916 nella zona chiamata Prada viene costruito un campo di aviazione di fortuna.[8]

Nel 1963 viene creato il comune di Piancogno dall'unione degli abitati di Piamborno e Cogno.[10]

Nel 1995 È il primo comune d'Italia ad attuare la doppia cartellonistica stradale di comune e frazioni in italiano e dialetto locale.

Nel 1997 Piancogno assurge agli onori della cronaca nazionale per aver eletto il Sindaco più votato d'Italia, Francesco Ghiroldi.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Tradizioni e folclore

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di

  • Cogno è Maja pà trit
  • Piamborno: Gos del pià o Màia pumì

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Francesco Paolo Ghiroldi[1] (Lega Nord) dal 16/05/2011 (2º mandato)

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ a b Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 15-16 maggio 2011 Piancogno. URL consultato il 16-05-2011.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2011.
  3. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  4. ^ Dato Istat al 31/03/2011.
  5. ^ a b Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 1, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980, pp. 13.
  6. ^ Tratto da: Enrico Tarsia, Malegno in Quaderni Camuni - n. 12, Brescia, Vannini, 1987, pp. 75.
  7. ^ Giacomo Goldaniga, Storia del castello di villa e l'eccidio dei Nobili di Lozio, Darfo Boario Terme, Tipografia Lineagrafica, 1992, pp. 65.
  8. ^ a b c Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 1, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980, pp. 14.
  9. ^ Tratto da: Enrico Tarsia, Malegno in Quaderni Camuni - n. 12, Brescia, Vannini, 1987, pp. 79.
  10. ^ Tratto da: Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, pp. 13.

[modifica] Bibliografia

  • Gaetano Panazza; Araldo Bertolini, Arte in Val Camonica - vol 1, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 1980.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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