Monno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Monno
comune
Monno – Stemma
Monno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Roberto Trotti (lista civica Per Monno) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 46°12′48″N 10°20′26″E / 46.213333°N 10.340556°E46.213333; 10.340556 (Monno)Coordinate: 46°12′48″N 10°20′26″E / 46.213333°N 10.340556°E46.213333; 10.340556 (Monno)
Altitudine 1066 m s.l.m.
Superficie 30 km²
Abitanti 566[1] (30-06-2011)
Densità 18,87 ab./km²
Comuni confinanti Edolo, Grosio (SO), Grosotto (SO), Incudine, Mazzo di Valtellina (SO), Tovo di Sant'Agata (SO), Vezza d'Oglio
Altre informazioni
Cod. postale 25040
Prefisso 0364
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017110
Cod. catastale F375
Targa BS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 734 GG[2]
Nome abitanti monnesi
Patrono San Pietro e san Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monno
Posizione del comune di Monno nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Monno nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Monno (Mòn in dialetto camuno[3][4]) è un comune italiano di 566 abitanti[5], della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

Il territorio di Monno in Val Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Monno sorge lungo la strada che dalla Val Camonica sale al Passo del Mortirolo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Valle Camonica.
Parrocchiale di San Pietro e Paolo
Chiesa di San Sebastiano e Fabiano, a monte dell'abitato di Monno
Chiesa campestre di San Brizio

Il 19 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Astrio, Monno e Ossimo Girardo del fu Giovanni Ronchi di Breno.[6]

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 i rappresentanti della comunità di Monno, Amone Giovanni Vranino e il notaio Bettini, si schierarono sulla sponda ghibellina.[7]

Intorno al 1417 vengono a risiedere qui alcuni dei Federici di Gorzone[8]

Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno, Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo .[6]

Feudatari locali[modifica | modifica sorgente]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Ronchi
Blasone Ronchi.jpg
1336 - ?
Della Torre 1423 - ?

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Le chiese di Monno sono:[9]

  • Parrocchiale di San Pietro e Paolo, sorta sulle rovine di un'antica costruzione quattrocentesca. Il portale è in marmo di Vezza, datato 1629
  • Oratorio di San Francesco, di struttura seicentesca, era stato adibito a sala cinematografica.
  • Chiesa di san Sebastiano e Fabiano, sorta su struttura più antica, riporta "DOM Ss Martiribus Fabiano et Sebastiano - 1781".
  • Chiesa di San Brizio, sul lato destro riporta "...questa zezia fece fabbricare re Carlo, al tempo che lui andava combattendo per la fede e P.P. Urbano li concesse 900 anni di indulgenza e sette Vescovi, li quali erano in sua compagnia, li concesse 40 dì di Indulgenza per cadauno. E questa perdonanza zè ogni venerdì, e la festa di S. Britio Patron della detta Zezia, etiam nelle feste di Santa Maria. Completum fuit hoc opus mense septem die 6, 1480. Restauratam fuit 1657."

All'interno un loggiato sostenuto da colonne in marmo di Vezza.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Castello di Monno: di possesso della famiglia Federici e successivamente alla locale famiglia Corata, che si estinse senza eredi nel 1733. Non ne rimangono tracce, escluso un probabile basamento dello stesso nelle murature di sostegno della parrocchiale e due finestrelle sagomate riutilizzate nella costruzione del campanile. Una rappresentazione è rimasta all'interno della chiesa in un ex voto seicentesco.[10]
  • Cannoniera della seconda guerra mondiale sulla sommità del monte Pagano

Luoghi di interesse naturalistico[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[11]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Gli scütüm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomignoli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Monno è Gàcc (gatti).[12]

  • Settimana Santa. Negli ultimi tre giorni di festa i giovani, prima delle sacre funzioni, girano per il paese suonando i còrign, in segno di lutto per la morte di Gesù.[13]
  • 1 novembre, Ognissanti. Era consuetudine dare al gabinàt (da tedesco Gaben Nacht, notte dei doni): castagne lesse (téteghe) e pani speciali bek e canàoi, che i bambini chiedevano alle varie famiglie.[14]
  • Cucina Un piatto tipico monnese sono i " Calsuncèi " , grossi gnocchi ripieni conditi con del burro fuso e formaggio grana.
  • Tipici di Monno sono i " Gnòc de patàpe crüe " (da qualche anno ribattezzati col nome di Piöde):gnocchi appiattiti fatti appunto con patate e farina conditi con burro e formaggio.

Prodotti tipici locali[modifica | modifica sorgente]

  • Patata (rinomata e apprezzata oltre i confini locali quella da seme)

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Ugo Melotti Lista civica Sindaco
8 giugno 2009 in carica Roberto Trotti Lista civica "Per Monno" Sindaco

Unione di comuni[modifica | modifica sorgente]

Monno fa parte dell'Unione Comuni dell'Alta Valle Camonica, assieme ai comuni di Ponte di Legno, Vione, Vezza d'Oglio, Incudine e Temù.
L'unione di comuni, che ha sede a Ponte di Legno, è stata creata il 30 ottobre 2000, ed ha una superficie di circa 284,10 km².[15]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 156.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 406.
  5. ^ Dato Istat all'30/06/2011.
  6. ^ a b Roberto Celli, Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984, p. 83, ISBN 88-343-0333-4.
  7. ^ Gregorio Brunelli, Curiosi trattenimenti contenenti ragguagli sacri e profani dei popoli camuni, a cura di Oliviero Franzoni, Breno, Tipografia Camuna [1698], 1998, pg. 183.
  8. ^ Irma Valetti Bonini, Le Comunità di valle in epoca signorile, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 1976, p. 163.
  9. ^ Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 143.
  10. ^ AAVV, Itinera - 4 - Castelli, torri e fortificazioni, Breno, Tipografia camuna, 2003, p. 52.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Tratto da: Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 156.
  13. ^ Atlante Demologico Lombardo. URL consultato il 13-08-2008.
  14. ^ a b Atlante Demologico Lombardo. URL consultato il 12-08-2008.
  15. ^ Ministero dell Interno - Unione Comuni dell Alta Valle Camonica. URL consultato il 26 luglio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Goldaniga, Germano Melotti, Monno e Mortirolo nella storia

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Val Camonica Portale Val Camonica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Val Camonica