Valvestino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati del termine, vedi Valvestino (disambigua).
« In Val Vestino per tutto l'inverno sono di solito interrotte tutte le comunicazioni con l'Austria. Gli abitanti della Val Vestino vengono così a trovarsi in una sorta di zona franca. Lontani e dimenticati come sono dal mondo, essi godono dei benefici dello Stato, al quale appartengono, solo in occasione della coscrizione militare e della riscossione delle imposte »
(Prof. Karl Ausserer, Vienna, 1905)
Valvestino
comune
Valvestino – Stemma
Valvestino – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Brescia – stemma Brescia
Sindaco Davide Pace (lista civica) dal 8/06/2009
Territorio
Coordinate 45°46′0″N 10°36′0″E / 45.76667°N 10.6°E / 45.76667; 10.6 (Valvestino)Coordinate: 45°46′0″N 10°36′0″E / 45.76667°N 10.6°E / 45.76667; 10.6 (Valvestino)
Altitudine 680 m s.l.m.
Superficie 31 km²
Abitanti 213[1] (30-06-2011)
Densità 6,87 ab./km²
Frazioni Armo, Bollone, Droane, Moerna, Persone e Turano
Comuni confinanti Bondone (TN), Capovalle, Gargnano, Idro, Magasa, Tignale
Altre informazioni
Cod. postale 25080
Prefisso 0365
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017194
Cod. catastale L468
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti valvestinesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 29 agosto
Localizzazione
Valvestino è posizionata in Italia
Valvestino
Posizione del comune di Valvestino nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Valvestino nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Valvestino (Val Vestì in dialetto bresciano) è un comune sparso italiano di 213 abitanti della provincia di Brescia.

Indice

[modifica] Geografia

Valvestino è situato nella valle omonima, tra la Valle Sabbia e il Lago di Garda. È composto dalle cinque frazioni di Armo, Bollone, Moerna, Persone e Turano. La sede municipale si trova nel paese di Turano. È uno dei nove comuni membri della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano con sede a Gargnano e il suo territorio comprende la parte nord del lago di Valvestino.

[modifica] Amministrazione

Fino al 1934 esso faceva parte del Trentino e, quindi, dell'Impero austro-ungarico fino al 1918. A memoria di ciò rimane ancor oggi il curioso fatto che Valvestino, assieme al Comune di Magasa, pur essendo in provincia di Brescia, è sottoposto al catasto (e al collegato sistema tavolare) e alla competenza giudiziaria di Trento. Il Comune di Valvestino fu creato nel 1931 dalla soppressione di quello di Turano e con l'unione degli antichi ex municipi di Armo, Bollone, Moerna, Magasa e Persone. Magasa nel 1947 si separò diventando comune autonomo.

[modifica] Proposta di aggregazione al Trentino-Alto Adige

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Questione dei confini regionali e Questione dei comuni lombardi al confine con il Trentino.

Insieme a numerosi altri comuni in situazioni simili ha richiesto in seguito di essere nuovamente annesso alla provincia di Trento[2]. Nel 2005 il comune ha aderito all'"Associazione dei comuni confinanti" e dal 2007 i due comuni di Valvestino e di Magasa, con l'appoggio di comitati spontanei di cittadini, si sono attivati per l'indizione di un referendum[3].

Nel comune di Valvestino, il 21 e 22 settembre 2008, contemporaneamente al comune di Magasa si è tenuto il referendum per chiedere alla popolazione di far parte integrante della regione Trentino-Alto Adige sotto la provincia di Trento. Il risultato è stato positivo nonostante l'elevato quorum richiesto dal referendum (maggioranza degli aventi diritto al voto).

Il 7 ottobre 2009 il senatore Claudio Molinari, del Partito Democratico, ha presentato un disegno di legge per il ritorno del Comune di Valvestino e Magasa nella Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol.

Il 18 maggio 2010 il Consiglio regionale Trentino-Alto Adige approvava quasi all'unanimità dei votanti una mozione per l'aggregazione alla Regione dei comuni di Magasa, Valvestino e Pedemonte attivando la Giunta per "sollecitare nelle sedi competenti, il tempestivo e positivo esame dei Disegni di legge costituzionale" depositati in Parlamento a Roma[4].

Sindaco: Davide Pace (lista civica) dal 8/06/2009

[modifica] Simboli

Valvestino-Stemma.png

Lo Stemma Comunale è stato concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in data 28 settembre 2007[5]. Descrizione araldica dello Stemma:

« ...In due parti. Prima: la torre campanaria della Pieve di San Giovanni Battista a Turano. Seconda: il leone in maestà simbolo araldico dei conti Lodron feudatari della Val Vestino per circa otto secoli. Ornamenti esteriori da Comune. »

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Luoghi di interesse culturale

[modifica] La pieve di San Giovanni Battista

La chiesa di San Giovanni Battista è situata a Turano e le prime notizie risalgono al 15 novembre 928 e sono contenute nel famoso testamento del vescovo veronese Nokterio. Filiale della chiesa di Tignale divenne pure pieve della Val Vestino, rettoria e parrocchia. Conserva un dipinto raffigurante la decollazione di San Giovanni Battista opera del pittore gardesano Giovanni Andrea Bertanza di Padenghe sul Garda.

Vi si celebra la festa del santo patrono della Valle il 29 agosto, la festività della Madonna della Neve il 5 agosto alla quale era anticamente consacrata e l'ultima domenica di agosto la "Festa del Perdono" che secondo la tradizione locale fu istituita da papa Alessandro III nel 1166 che transitò nella zona.

Il prato antistante l'entrata della Chiesa anticamente era chiamato "Prato della Pica"[6] in quanto venivano lette o sentenziate le condanne capitali emanate dai conti di Lodrone, feudatari della Valle[7].

Tra la fine del 1500 e primi anni del 1600 la Pieve fu retta da sacerdoti dalla condotta discutibile: don Lorenzo Bartelli nel giugno 1600 inviava una supplica a papa Clemente VIII per essere assolto dalla colpa dell'omicidio del cognato Stefano Zuaboni commesso nel 1592 per difendere la sorella angustiata dalle continue angherie domestiche[8], mentre don Giovanni Antonio Marzadri, rivale della banda di Giovanni Beatrice, fu giustiziato a Salò nel 1609 per ordine della magistratura della Serenissima in quanto ritenuto colpevole di omicidi e nefandezze varie.

[modifica] Il Monte Stino

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Monte Stino.

Con la sua imponenza, il Monte Stino, sovrasta l'abitato di Moerna. È un sito botanico di grande importanza e fu erbotrizzato dai più grandi botanici europeì. Nei secoli passati, data la sua posizione strategica di frontiera tra l'impero d'Austria e il regno d'Italia, assunse un ruolo importante nel controllo dei passaggi tra il Trentino e la Valle Sabbia o il Lago di Garda.

[modifica] Cùel Zanzanù

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cùel Zanzanù.

Il Cùel Zanzanù situato in località Martelletto nella parte meridionale Valle del Droanello fu un noto rifugio di briganti del 1600.

[modifica] Personalità legate a Valvestino

Scorcio della Val Vestino vista da Moerna
  • Bonifacino da Bollone vissuto nei primi decenni del 1200. Fu un condottiero ghibellino e castellano di Turano e Bollone. Nel 1240 fu investito da Sodegerio da Tito, podestà imperiale di Trento, del permesso di edificare un castello sul dosso di Turano per difendere la Valle dalle incursioni dei guelfi bresciani.
  • Il sacerdote-brigante don Giovanni Antonio Marzadri (Gargnano, 1568 ca.-Salò, 4 luglio 1609), figlio di Tommaso di Turano. Ex rettore della Pieve di San Giovanni a Turano dal 1594 al 1603, fu bandito dai territori della Serenissima il 19 agosto 1603 dal provveditore veneto di Salò, Filippo Bon, per aver commesso omicidi e nefandezze varie. Rivale della banda di Giovanni Beatrici detto Zanzanù di Gargnano, fu da costui il 19 dicembre 1608 assediato nel campanile di Pieve di Tremosine e poi, grazie all'intervento della popolazione locale, consegnato alla giustizia. Interrogato dal provveditore ammetterà di essere un bandito e fu giustiziato sulla pubblica piazza di Salò nella mattina del 4 luglio 1609.
  • Eliseo Baruffaldo (o Baruffaldi), vissuto tra il XVI e il XVII secolo, fu un noto brigante della banda di Giovanni Beatrice detto Zanzanù di Gargnano che si macchiò, tra il 1602 e il 1617, di oltre 200 omicidi compiuti nell'Alto Garda. Eliseo Baruffaldo nell'estate del 1603 uccise Giacomo Sette detto il Chierico, nemico giurato di Giovanni Beatrice e noto bandito di Maderno; ne portò la testa per il rituale riconoscimento al fine di poterne incassare la taglia al provveditore veneto di Salò e di usufruire inoltre della facoltà di liberarsi da un bando che gli era stato comminato negli anni precedenti dalla magistratura veneta. Baruffaldo fu a sua volta ucciso nel 1606 assieme a Giovan Pietro Sette detto Pellizzaro da alcuni cacciatori di taglie e da alcuni nemici del Beatrice che il Provveditore generale in Terraferma, Benedetto Moro, in tutta segretezza, aveva inviato sulle loro tracce. I due vennero catturati e poi uccisi sul posto l’11 novembre 1606 in un agguato notturno teso nella Vallata del Droanello, a Lignago e al Covolo del Martelletto, e le loro teste mozzate vennero esposte nella piazza di Salò per il loro riconoscimento[9][10].
  • Don Bartolomeo Corsetti, nacque a Turano il 5 giugno del 1597 da Michele e Zuannina, presbitero benacense, curato a Muslone di Gargnano poi preposito e vicario foraneo di San Pietro di Liano nel Comune di Roè Volciano. Nel 1683 pubblicava a Brescia, in latino, lo scritto “Memorie dell'antica Casa di Lodrone” dedicandola al nobile bresciano monsignor Carlantonio Luzzago, vicario capitolare e generale della diocesi di Brescia per ben 36 anni.
  • Il notaio Domenico Salvadori vissuto tra la fine del 1600 e il 1700: nel 1709 "Dominicus filius quondam Michaelis de Salvadoribus de Bollono Vallis Vestini caesarea auctoritae notarius; et anno 1712 (Magasiae)", operava in Valle. [trad. - 1709 Domenico, figlio di Michele de' Salvadori di Bollone di Valvestino, notaio per volontà imperiale; nell'anno 1712 notaio di Magasa]
  • La famiglia Andreoli di Armo che, nel capostipite Donato, trovò nel corso del 1700 fortuna e ricchezza a Toscolano nella produzione della carta presso la cartiera di Maina Superiore nella Valle delle Cartiere[11][12].
  • Antonio Marzadri, sacerdote. Nacque a Turano il 2 aprile 1721; fu curato a Molveno nel 1768 e premissario a Bollone nel 1789 e nel 1793, infine curato a Turano nel 1786 e a Moerna dal 1793[13]. Nel 1798, insieme a Francesco Rizzi detto Spezier, speziale di Moerna, fu arrestato e carcerato in Trento nel Castello del Buonconsiglio, con la terribile accusa di tradimento di Stato, probabilmente compromesso a causa di fatti, a noi oscuri, legati all'invasione napoleonica del 1797, ma il 15 settembre 1798 entrambi furono dichiarati innocenti dal Consiglio di Trento e tali furono dichiarati nella "Gazzetta di Trento" del 18 settembre al foglio numero 75[14]. Morì a Moerna nel 1803.
  • Dottor Leopoldo Bartolomeo Corsetti, primo medico chirurgo di Val Vestino, nacque il 21 febbraio del 1788 da Martino e Domenica Giorgi. Studiò medicina all'università di Pavia con i professori Berda e Antonio Scarpa laureandosi il 21 gennaio del 1822 e servì la Valle sempre gratuitamente, così risulta scritto nell’Archivio Parrocchiale di Turano. Ebbe una vita travagliata. Morì il 15 ottobre del 1853 e fu sepolto nel locale cimitero di San Rocco.
  • Andrea Springhetti (Cles, 25 gennaio 1815-Levico Terme, 22 maggio 1876), sacerdote e patriota. Parroco di Turano, nell'aprile del 1848, con lo scoppio della prima guerra di indipendenza, fu tra i propugnatori dell'adesione dei comuni valvestinesi all'unità d'Italia e al Governo provvisorio bresciano. Capellano dei Corpi Volontari Lombardi sul monte Stino, fu condannato a morte dagli austriaci e costretto alle dimissioni da sacerdote il 18 novembre 1848 e a riparare a Brescia e poi in Piemonte come capellano militare dell'esercito sabaudo. Usufruì dell'amnistia dell'agosto del 1849. Parroco a Condino fu rimosso dal posto per le insistenze della polizia austriaca presso il vescovo di Trento. Ritiratosi a Levico Terme come prete privato, le sue mosse furono continuamente sorvegliate dalle autorità di polizia e nel 1866, con l'invasione del Trentino fu "qualificato come favoreggiatore aperto con parole e con fatti all'invasione, come seduttore dei parrocchiani perché essi abbraccino il partito della rivolta consigliando l'arresto dei più devoti cittadini dell'Austria"[15].
  • Don Bartolomeo Corsetti nacque a Turano il 20 settembre del 1823, figlio di Bartolomeo e Domenica Stefani di Magasa, sorella del noto professor don Giovanni Stefani morto a Parigi. Frate cappuccino nell'arcidiocesi di Trento col nome di padre Bernardo da Turano, si secolarizzò il 3 aprile del 1865. Fu sacerdote a Persone, Treviso Bresciano e nel mantovano a Castellucchio. Ereditò dallo zio professor Stefani varie opere in francese che, con altre, donò al convento dei cappuccini di Condino. Morì a Turano il 20 giugno del 1903 e una campana della chiesa di San Rocco, a quando si raccontava in paese, portava il suo nome.
  • Don Pietro Porta (1832-1923) il botanico di Moerna.
  • L'operaio Domenico Corsetti (1869-?) di Turano fu il primo emigrante valvestinese documentato che sbarcò nel 1880 negli Stati Uniti d'America nel centro di smistamento di Castle Clinton a New York a soli 11 anni d'età, presumibilmente con il padre.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cronologia della Val Vestino.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2011.
  2. ^ A sostegno della richiesta si considerano la prima bozza dello Statuto provinciale del Trentino, del 1945, nella quale nei confini della costituenda "regione Tridentina" sarebbero stati ricompresi anche i comuni di Valvestino e di Magasa. I due comuni sono inoltre sottoposti alla giurisdizione trentina per il catasto e per i procedimenti giudiziari.
  3. ^ "Via libera al referendum", articolo del Corriere della Sera del 14 giugno 2008; Bruno Festa, Passaggio al Trentino? Via libera al referendum, articolo del quotidiano "Bresciaoggi" del 14 giugno 2008; Magda Biglia, Provincia di Brescia addio: due comuni al referendum per tornare sotto Trento e "La fuga in massa frenata dalla Regione", articoli del quotidiano "Il Resto del Carlino" del 14 giugno 2008; decreto del Presidente della Repubblica.
  4. ^ Cristian Zurlo, Comuni veneti in Trentino, il confronto in Regione, articolo del quotidiano online "La voce del NordEst.it", 19 maggio 2010.
  5. ^ Articolo giornalistico della "Voce del Popolo"
  6. ^ Pica è intesa come forca, ossia il luogo dell'impiccagione.
  7. ^ Vito Zeni, La valle di Vestino - Appunti di storia locale, Fondazione Civiltà Bresciana, 1993.
  8. ^ Cristina Belloni, Suppliche al pontefice. Diocesi di Trento 1566-1605, Il Mulino, Bologna, 2007, pag. 718.
  9. ^ Archivio di stato di Venezia, Consiglio dei dieci, Comuni, filza 261, 15 novembre 1606.
  10. ^ Claudio Povolo, Liturgie di violenza lungo il lago. Riviera del Garda tra il '500 e '600, Vobarno, 2010.
  11. ^ Donato Fossati, La Valle di Vestino, tip. Bortolotti, Salò 1931.
  12. ^ Donato Fossati, Distinte famiglie di Riviera, tip. Devoti, Salò 1941.
  13. ^ Gianpaolo Zeni, Al servizio dei Lodron, Comune e Biblioteca di Magasa, 2007.
  14. ^ Giangrisostomo Tovazzi, Epistolario, volume secondo, dal 1781 al 1790, Trento, 1791.
  15. ^ Bice Rizzi, Clero e magistrati trentini nel 1848-49, in Rassegna storica del Risorgimento, 1950.

[modifica] Bibliografia

  • Gianpaolo Zeni, Al servizio dei Lodron. La storia di sei secoli di intensi rapporti tra le comunità di Magasa e Val Vestino e la nobile famiglia dei Conti di Lodrone, Comune e Biblioteca di Magasa, Bagnolo Mella 2007.
  • Bruno Festa, Boschi, fienili e malghe - Magasa tra il XVI e il XX secolo, Grafo edizioni, Brescia 1998;
  • Nicola Gallinaro ed Elio Della Ferrera, Terra tra due laghi, Consorzio Forestale della Valvestino, Sondrio 2004;
  • Grazia Maccarinelli, Voci di Valvestino - Le donne raccontano..., Biblioteche Comunali di Magasa e Valvestino, Arco 2003;
  • Gianpaolo Zeni, "En Merica!" - L'emigrazione della gente di Magasa e Val Vestino in America, Comune e Biblioteca di Magasa, Bagnolo Mella 2005;
  • Gianpaolo Zeni, La guerra delle Sette Settimane. La campagna garibaldina del 1866 sul fronte di Magasa e Val Vestino, Comune e Biblioteca di Magasa, Bagnolo Mella 2006;
  • Vito Zeni, La valle di Vestino - Appunti di storia locale, Fondazione Civiltà Bresciana, 1993.
  • Vito Zeni, "Miti e leggende di Magasa e della Valle di Vestino", Biblioteca Comunale di Magasa e Valvestino, Fondazione Civiltà Bresciana, , Brescia, luglio 1996.
  • C. Festi, Scritti storico araldico genealogici sulle famiglie Lodron, la Grafica Anastatica, Mori 1983.
  • G. Poletti, Dalle crociate alla secolarizzazione profilo storico della famiglia Lodron, in "Sulle tracce dei lodron", a cura del Centro Studi Judicaria, Trento 1999.
  • Karl Ausserer, La signoria dei Lodron nel Medioevo, a cura di Gianni Poletti, in "Passato Presente", quaderno n. 11, Storo 1987.
  • A. Racheli, Il Comune di Tiognale e la Madonna di Montecastello, Bergamo 1902.
  • G. Lonati, Di una controversia tra i conti di Lodrone ed il Comune di Tignale, in "Commentari dell'Ateneo di Brescia", 1932.
  • Bruno Festa, Un comitato per ritornare in Trentino, articolo di "BresciaOggi", 2 novembre 2007.
  • P. Remo Stenico, Notai che operarono nel Trentino dall'anno 845 ricavati soprattutto dal Notariale Tridentinum del P. Giangrisostomo Tovazzi MS 48 della Fondazione Biblioteca San Bernardino di Trento, Trento, Biblioteca di San Bernardino, 2007.
  • Bruno Festa, Valvestino, uniti per il referendum. IL CASO. Ieri in Consiglio comunale il «sì» unanime alla consultazione. Manca ormai soltanto la data del voto per l'annessione del Comune al Trentino, articolo di "BresciaOggi", 3 febbraio 2008.
  • Silvia Ghilardi, Valvestino dirotta sul Trentino, il Consiglio dice sì al referendum, articolo del quotidiano "Il Brescia", 5 febbraio 2008, pag. 20.
  • "Fistarol attacca sulla "annessione" dei ladini", articolo del Gazzettino, 27 gennaio 2008.
  • Guardini Laura, Da Brescia al Trentino. Via libera al referendum, articolo del Corriere della Sera, 14 giugno 2008.
  • Cesare Battisti, I carbonari di Val Vestino, in "Scritti politici e sociali", La Nuova Italia, 1966, pag. 397.
  • Cesare Battisti, Il Trentino, Novara 1910.

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue