Valsesia

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Valsesia
Stati Italia Italia
Regioni Piemonte Piemonte
Province Vercelli Vercelli, Novara Novara
Località principali Alagna Valsesia, Balmuccia, Boccioleto, Borgosesia, Breia, Campertogno, Carcoforo, Cellio, Cervatto, Civiasco, Cravagliana, Fobello, Gattinara, Ghemme, Grignasco, Mollia, Pila, Piode, Prato Sesia, Quarona, Rassa, Rima San Giuseppe, Rimasco, Rimella, Riva Valdobbia, Romagnano Sesia, Rossa, Sabbia, Scopa, Scopello, Serravalle Sesia, Sizzano, Valduggia, Varallo, Vocca
Comunità montana Comunità Montana Valsesia
Fiume Sesia
Superficie 763 km²
Abitanti 56.429 (2011)
Altitudine da 250 a 4554 m s.l.m.
Nome abitanti valsesiani
Sito internet

La Valsesia (Valsesia anche in piemontese; Tseschrutol in lingua walser) è una valle alpina della provincia di Vercelli, di cui occupa la parte settentrionale, le cui acque confluiscono nel fiume Sesia, dal quale essa prende il nome. Nonostante sia situata in provincia di Vercelli rientrano anche 3 comuni della provincia di Novara, quali Grignasco, Romagnano Sesia e Prato Sesia,

Considerata la valle più verde d'Italia[1], ha visto l'insediamento di alcune comunità walser, la cui storia è raccontata nell'Ecomuseo della Valsesia, museo diffuso con sedi in varie località nell'alta valle.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La Valsesia si estende dal Monte Rosa fino a Romagnano Sesia e comprende diverse valli laterali, le acque dei cui torrenti confluiscono nel fiume Sesia.

La valle principale, chiamata Val Grande, ha forma di S sdraiata e finisce con l'abitato di Alagna Valsesia. Numerose valli laterali, che prendono il nome dai rispettivi torrenti, si aprono da questa; le principali sono: sul lato sinistro orografico, la Val Mastallone e la Val Sermenza; sul lato destro, la Val Sorba, la Valle Artogna, la Val Vogna e la Val d'Otro. All'altezza di Borgosesia, sempre sulla destra, si estende la Valsessera, una vallata laterale della Valsesia che a livello amministrativo fa quasi completamente parte della Provincia di Biella.

La Valsesia è nel suo complesso caratterizzata da monti molto alti e ripidi che non permettono un grande sviluppo laterale della stessa, come ad esempio in Valle d'Aosta.

Monti principali[modifica | modifica sorgente]

La valle è contornata dalle montagne delle Alpi Pennine. Le vette principali sono:

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima della Valsesia varia profondamente in relazione all'altitudine. In generale, quello che più lo contraddistingue è l'abbondanza delle precipitazioni, che consentono un rigoglioso sviluppo della vegetazione e la presenza di un notevole reticolo fluviale. La bassa valle, quella più direttamente esposta ai flussi umidi meridionali, è anche la zona più piovosa: si raggiungono medie annue di precipitazioni intorno (e talvolta superiori) ai 2000 mm. Salendo verso l'Alta Valle i valori diminuiscono, fino a toccare un minimo ad Alagna di circa 1200 mm.[2]

I valori termici che si raggiungono non sono particolarmente estremi: in inverno si possono rilevare temperature piuttosto basse (<-10 °C) anche nei fondovalle, a causa dello scarso soleggiamento. L'estate, in bassa valle, può risultare invece calda e afosa.

L'elevata altimetria della Valle garantisce alla neve un ruolo di primo piano: in media, il mese più proficuo è gennaio, con circa 44 cm di precipitazione nevosa fresca.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria e antichità[modifica | modifica sorgente]

In epoca preistorica la presenza umana in Valsesia non ha quasi lasciato traccia al di fuori dell'area paleontologica del monte Fenera, nelle cui cavità assieme agli scheletri di antichi animali sono stati rinvenute varie testimonianze umane. I resti più antichi sono da riferirsi all'uomo di Neandertal.[3] In epoche relativamente più recenti la valle fu occupata da una popolazione che gli antichi sotrici chiamano dei Sicciani, come ad esempio in questo passo di Johann Georg Graeve[4]:

« Sicciani populi, quorom metrocomia est Varalle. »
(Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae)

I Sicciani si fusero in seguito con gruppi di ceppo ligure[3] e la valle venne infine colonizzata dai romani[5] in epoca imperiale. L'interesse principale dell'impero per la zona, allora chiamata Sesitana, era per lo sfruttamento delle risorse minerarie ed in particolare dei suoi gaicimenti auriferi.[6]

Medio evo e Rinascimento[modifica | modifica sorgente]

Il nome della Valsesia lo troviamo citato nel diploma di Ottone III il 7 maggio 999, il quale ritornava sulla donazione alla Chiesa di Sant'Eusebio, di Santa Maria in Rade, que dicitur Monasterolium cum sua pertinentia, cum Bornate, Grignasco et districtu Vallis Siccidae et Arimanni de Navola, e non faceva in realtà che confermare al vescovo Leone I (999-1026) quanto già il suo antecessore Carlo III ripeteva al vescovo Liutvardo (880-899) in merito alla donazione di Carlo Magno.

Morto Ottone III, e proclamato re d'Italia Arduino marchese d'Ivrea, non troppo beneviso al vescovo di Vercelli Leone I, al quale perciò viene cancellata questa donazione; ma vinto poi Arduino da Arrigo II duca di Baviera a cui si era rivolto il predetto vescovo, questi gli confermò la donazione ottoniana. Ritornato Arrigo in Germania, Arduino ripiombò su Vercelli e fece man bassa su quanto e quanti gli eran contrari; ma fu sconfitto nuovamente; Leone rientrò nel possesso di tutti i beni, luoghi e persone, come si legge nel nuovo diploma di Arrigo II nel 1014: notum sit omnibus,quod donavimus, immo reddidimus Sancto Eusebio Vercellensi Monasterium de Coliades, Bornadem e Monasterolium Sanctae Mariae in Rade, cum Grignascho, com terra et districtu Vallis Siccidae. L'investitura si ripeté con il vescovo Arderico (1026-1040) che la ottenne da Corrado II. I suoi successori però sembra non si siano più curati di far rinnovare con l'atto dell'investitura anche le donazioni in explicito; e sembra anche che in seguito di questa noncuranza siano nate più tardi delle serie contestazioni da parte laica, perché creato vescovo Uguccione (1151-1170), questi sollecitò dall'imperatore Federico Barbarossa il diploma in data 17 ottobre 1152 nel quale si dichiara che le terre ivi menzionate (compresa la Valsesia) siano sempre di proprietà della Chiesa vercellese e non sia lecito a chicchessia di contravvenire a queste imperiali disposizioni sotto pena di 100 lire d'oro alla camera regale. Questa sanzione tenne per poco sottomessi gli animi, che già anelavano a costituirsi in comuni autonomi, e quantunque il vescovo di Vercelli sant'Alberto (1185-1204) potesse ancora ottenere una riconferma delle imperiali disposizioni dal Barbarossa con diploma del 30 novembre 1191 di Enrico VI re d'Italia, tuttavia le discordie scoppiate in seguito tra Chiesa e Impero ai tempi di Gregorio VII e Arrigo IV, e più ancora l'opera memoranda della Lega Lombarda vennero a indebolire sempre più l'autorità temporale dei vescovi sulle varie comunità, desiderose di reggersi indipendentemente e da sé. Si aggiunge il fatto che a quei tempi erano sulla cattedra di Vercelli vescovi intrusi e scismatici, i quali volendo, con continue e larghe concessioni almeno l'appoggio e il favore delle fazioni popolari e tenersele fedeli, spogliandosi a poco a poco dei diritti feudali. (cfr. R. Orsenigo, Vercelli Sacra, Como, 1909. pp. 10 e sgg.)

Epoca moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Repubblica partigiana della Valsesia.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il capoluogo valsesiano è Varallo, di grande importanza culturale e artistica, nonché sede della zona industriale più sviluppata del nord della provincia di Vercelli. Borgosesia, città situata a 15 km dal capoluogo, è il centro più grande, ed ospita molti negozi e centri commerciali. L'economia si basa sul settore dell'industria metalmeccanica, settore particolarmente sviluppato nella Valle: la zona industriale di Roccapietra ne è il fulcro. Un altro settore sviluppato da molto tempo in Valsesia è quello tessile e laniero, con aziende conosciute a livello mondiale, tra cui Loro Piana. In passato molti abitanti emigravano all'estero dove svolgevano attività nella decorazione architettonica. Pietro Axerio Piazza divenne il più celebre imprenditore in Germania e Russia nel settore del marmo artificiale. Sopravvive, per tradizione, una piccola fetta riservata al settore primario, con attività legate alla pastorizia. Famoso è il vino Gattinara che prende il nome dall'omonima città. Nell'alta Valsesia, le attività economiche sono basate sul turismo estivo e invernale. L'Alpe di Mera e Alagna sono due stazioni sciistiche, ambedue facenti parte del Monterosa Ski, uno dei comprensori sciistici più grandi d'Europa. Tra i prodotti artigianali sono da menzionare il puncetto e gli scapin.

Quarona dal Monte Tovo

Vie di comunicazione[modifica | modifica sorgente]

La Valsesia presenta una rete stradale piuttosto ben sviluppata, che consiste nell'Autostrada A26, dove uno svincolo nel comune di Romagnano Sesia permette l'accesso all'intera vallata. La via principale è la SS 299 da cui si diramano altre strade minori che permettono il raggiungimento di tutti i comuni valsesiani. La SS 299 passata nel 2001 sotto l'amministrazione delle provincie di Vercelli e Novara, ha subito negli ultimi anni pesanti lavori di ammodernamento, a causa dei frequenti imbottigliamenti dovuti al traffico per la bassa velocità di transito, che la porteranno a diventare una strada a scorrimento veloce. Il 30 settembre 2010 è stato inaugurato il primo lotto della bretella di Romagnano Sesia, che collegherà direttamente il comune di Serravalle Sesia e quindi la media Valsesia con l'autostrada Autostrada A26, evitando i centri abitati di Prato Sesia e Romagnano Sesia. Il secondo lotto, già finanziato, sarà realizzato nei prossimi anni, mentre è in fase di vaglio una variante tra i comuni di Serravalle Sesia e Borgosesia. Tale arteria termina ai piedi del Monte Rosa nell'abitato di Alagna Valsesia, a circa 95 km dal quartiere San Martino di Novara da cui si dirama.

Sono presenti inoltre due ferrovie: una che collega Novara con il capoluogo Varallo, chiamata comunemente Novara-Varallo, e la Arona-Santhià, che si interseca con la prima all'altezza di Romagnano Sesia, che permette di collegare agevolmente la valle con la zona dei Laghi e del Passo del Sempione, oltre che all'Area metropolitana di Torino. Tuttavia il servizio rotabile su quest'ultima è stato sospeso il 17 giugno 2012 a data da destinarsi.

È presente il collegamento funiviario con la Valle del Lys in Valle d'Aosta tramite il valico del passo dei Salati a quota 3000 m s.l.m.. Tale collegamento è stato possibile dopo il rifacimento degli impianti di risalita di Alagna Valsesia tra il 1999 e il 2004. Permette di raggiungere l'abitato di Champoluc interamente sci ai piedi in circa 2 ore. È presente anche una strada sterrata percorribile solo in estate.

A Varallo Sesia, in località Roccapietra è presente anche una pista per aerei ultraleggeri, utilizzata principalmente per scopi turistici.

Esistono numerosi valichi transitabili esclusivamente a piedi che collegano la Valle in tutte le direzioni, sia verso la Svizzera che verso le altre valli confinanti.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Accanto al turismo religioso che ha nel Sacro Monte di Varallo, il più antico sacro monte piemontese, con oltre 500 anni di vita, la sua massima espressione, si è sviluppato nei decenni scorsi un turismo legato alla montagna, grazie alle stazioni sciistiche di Scopello - Alpe di Mera e soprattutto di Alagna Valsesia, e, più recentemente, un turismo acquatico: il fiume Sesia è infatti uno dei migliori fiumi in Italia per gli sport canoistici, arrivando ad ospitare nel 2001 i campionati europei di kayak e nel 2002 i campionati mondiali della stessa specialità.

Lungo il fiume sono sorte alcune scuole di canoa e di rafting, che organizzano corsi e discese. Dopo un calo di afflusso turistico che ha caratterizzato la Valle dal 1985 al 2000, si è verificato una ripresa a partire dal 2000.

Nel 1999 è iniziata la ricostruzione degli impianti di risalita di Alagna (terminata nel 2005, ma sono in programma ulteriori ampliamenti) e nel 2004 di Mera. È stata riaperta nel 2003 la funivia che collega il Sacro Monte a Varallo e nel 2006 è stato aperto un centro benessere a Villa Becchi, ex residenza di industriali del tessile.

Nel 2003 il Sacro Monte di Varallo è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale insieme ad altri sei Sacri Monti del Piemonte e due della Lombardia.

Nel 2013 il Supervulcano della Valsesia è stato inserito dall'UNESCO nella lista dei geoparchi di interesse nazionale. In seguito è stata inoltrata la candidatura mondiale.

Romagnano Sesia è diventato negli anni centro nevralgico a livello commerciale: grazie al casello autostradale si è sviluppato sul viale che collega quest'ultima al paese una serie di negozi e centri commerciali.

Sono da annoverare le prestigiose produzioni di vino delle città di Gattinara, Ghemme e Sizzano.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Peculiarità[modifica | modifica sorgente]

In Valsesia si possono annoverare diverse peculiarità e primati, tra i quali si possono menzionare i seguenti:

  • La Valsesia è soprannominata la Val dal Nut per mettere in risalto il suo incastonamento in mezzo alle Alpi.
  • Il Bangher è uno dei simboli della valle, infatti è stato un bandito di origine trentina noto per aver occupato, esule, vari alpeggi della Valsesia.
  • Fobello è il paese natale di Vincenzo Lancia, il fondatore dell'omonima casa automobilistica.
  • La Capanna Margherita, dove ha alloggiato in passato l'omonima regina, è il rifugio più alto d'Europa.
  • Varallo possiede il secondo circolo filatelico più grande del mondo.[7]
  • Il Sacro Monte di Varallo, noto nel mondo come Nuova Gerusalemme per essere la più importante riproduzione della città natale di Gesù è patrimonio dell'umanità,
  • La funivia del Sacro Monte è la più ripida d'Europa.[8]
  • Varallo Sesia possiede una delle maggiori pinacoteche del Piemonte.
  • Cervatto è uno dei comuni più piccoli d'Italia, conta solamente 49 abitanti (31/07/2010).
  • Tra Varallo e Borgosesia è stato localizzato un supervulcano fossile attivo tra 250 e 300 milioni d'anni fa, il cui cratere misurava oltre 20 km.[9]
  • Nei fiumi e nei corsi d'acqua della Valsesia è presente una varietà cromatica endemica di temolo (Thymallus thymallus) chiamata temolo pinna blu, un tempo era presente in tutti gli affluenti di sinistra del Po, ma a causa dell'inquinamento delle acque, dell'introduzione di specie come il siluro (Silurus glanis) che predano adulti e uova, della pesca e degli sbarramenti lungo i corsi dei fiumi oggi è presente solo in questa località.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tratto dal portale Settimana Verde.
  2. ^ Nimbus - Società Meteorologica Italiana. Rassegna trimestrale; anno 1, numero 1, settembre 1993.
  3. ^ a b Preistoria. URL consultato il 31 marzo 2014.
  4. ^ Il popolo dei Sicciani, il cui villaggio originario è Varallo; Johann Georg Graevius, Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae., Petrus Vander Aa, 1725.
  5. ^ AA.VV., Piemonte, Valle d'Aosta: Torino, Alpi, Monferrato, Verbano, Langhe, Ossola, Milano, Touring Club Italiano, 1991.
  6. ^ Sottile, Quadro della Valsesia, Giuseppe Rasario, 1803.
  7. ^ Il circolo filatelico più grande del mondo secondo Incoming Piemonte.
  8. ^ La funivia più ripida d'Europa secondo Incoming Piemonte.
  9. ^ Da "La Stampa" 23/09/2009.

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