Monte Tagliaferro

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Monte Tagliaferro
Monte Tagliaferro.JPG
Il Monte Tagliaferro
Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte
Provincia Vercelli Vercelli
Altezza 2.964 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 45°52′20.37″N 7°58′12.64″E / 45.872324°N 7.970178°E45.872324; 7.970178Coordinate: 45°52′20.37″N 7°58′12.64″E / 45.872324°N 7.970178°E45.872324; 7.970178
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Tagliaferro
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Occidentali
Grande Settore Alpi Nord-occidentali
Sezione Alpi Pennine
Sottosezione Alpi del Monte Rosa
Supergruppo Contrafforti valsesiani del Monte Rosa
Gruppo Costiera Punta Grober-Tagliaferro-Montevecchio
Sottogruppo Costiera del Tagliaferro
Codice I/B-9.III-C.7.b/a

Il Monte Tagliaferro è una montagna delle Alpi Pennine alta 2.964 m. Si trova in Alta Valsesia, in provincia di Vercelli.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La montagna vista dalla Punta Sivella.

È una tra le più conosciute cime valsesiane: ha una forma perfettamente piramidale, soprattutto se osservata dalla val d'Otro, slanciata ed appuntita. Posta sul contrafforte montuoso che discende dalla punta Gnifetti (4554 m) (Monte Rosa), divide il comune di Alagna Valsesia da quello di Rima San Giuseppe in Val Sermenza. Si tratta di una montagna imponente, la cui salita risulta delicata e faticosa da tutti i versanti. A causa della sua posizione, primo alto baluardo sopra le cime più basse della val Sermenza, d'estate è frequentemente avvolta dalle nuvole e l'umidità, che rende scivolose le rocce, è stata spesso la causa delle numerose disgrazie che hanno contraddistinto e continuano a contraddistinguere la storia di questa montagna.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Alle sue pendici si trovano, a nord, il Colle Mud (2324 m) e, a sud, la Bocchetta della Moanda (2422 m). Questi valichi erano percorsi da due sentieri che univano Alagna (frazione Pedemonte) con la Val Sermenza, un tempo importanti vie di comunicazione per le genti di lingua Walser che popolano dal Medioevo l'alta Valsesia.

Ascensioni[modifica | modifica sorgente]

Il Tagliaferro presenta quattro pareti separate da altrettante creste. La parete nord è la più impressionante e severa; molto ripida, è caratterizzata nella parte centrale dalla Haida Weg, una lunga cengia in parte ingombra di detriti larga da 50 cm a oltre 2 metri, che l'attraversa diagonalmente come un lunghissimo ballatoio posto sulla Valmontasca. È stata vinta per la prima volta il 21 luglio 1938 da Francesco Ravelli e Adolfo Vecchietti con una via di 1000 metri di sviluppo e con passaggi di III e di IV grado (D). La diretta, che supera difficoltà ancora maggiori (TD), è invece opera di Gilberto Negri e Gualtiero Pagano che vi riuscirono nel 1964, dopo il tragico tentativo dell'anno precedente degli sfortunati Pietro Aredi e Boris Verderber. La parete nord-ovest precipita sul vallone Mud ed è ben visibile dal vicino rifugio Ferioli (2264 m). Alta circa 800 metri e solcata da ripidissimi canaloni, è salita molto raramente causa le frequenti scariche di sassi. La parete sud-ovest, in parte erbosa, in parte rocciosa, s'innesta ripida alla cresta sud dove passa la via di salita normale ed anch'essa non viene quasi mai percorsa. La parete sud-est infine si affaccia sul passo del Vallarolo (2332 m) presso Rima ed è la più appartata.

Tra le creste, la nord-nord-ovest è senza dubbio la più spettacolare ed amata dagli alpinisti. Si innalza ripida dal colle Mud con una serie di balzi vertiginosi. La prima scalata è stata portata a termine nel 1925 da Bianchetti e Giupponi. Presenta qualche passaggio di IV e un passaggio di V (aggirabile) ed è valutata D-. La sud-ovest è lunghissima ed ha un dislivello di circa 1600 metri. Il tratto che ne interrompe la ripidità nella parte centrale è chiamato "testa della Scimmia" e come la vicina parete nord-ovest, è pochissimo frequentata. La vetta viene invece spesso raggiunta dagli escursionisti lungo le vie normali che salgono da Rima e da Alagna attraverso la Bocchetta della Moanda in circa quattro / cinque ore di cammino per ammirare la bella vista sul versante Sud-Est del Monte Rosa. I sentieri, pur non presentando particolari difficoltà, richiedono comunque allenamento, esperienza e concentrazione, soprattutto in caso di nebbia o di cattivo tempo.

Informazioni[modifica | modifica sorgente]

Il nome Tagliaferro deriva da un bastione roccioso posto sulla sommità a forma di lama di coltello lungo una sessantina di metri e largo 2; al termine è scolpita la seguente scritta:

« Forsitan et haec olim menimisse juvabit - W Pio IX - W C. Alberto - 8.9.1847 »

"Forse un giorno sarà perfino bello rievocare queste cose"; frase latina tratta dall'Aeneis di P. Virgilio Marone (I secolo a.C.)

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La statuetta della Madonnina collocata sulla vetta l'8 agosto 1954 è la riproduzione della statua della Madonna Immacolata che si trova in piazza Martiri a Borgomanero (NO), opera dello scultore borgomanerese Luigi FORNARA. Promotore dell'installazione l'allora don ( oggi Monsignore) Pier Franco Pastore "guida" dell'oratorio cittadino. Fra i tanti oratoriani che vi parteciparono, spiccano i nomi di Luigi Barbaglia ( Fioca)per il trasporto "a spalla" della statua e Bartolo Signini per il piedistallo. Barbaglia, a ricordo di tale "posa" annualmente e in tale data, promuove l'ascensione alla vetta.

Rifugi[modifica | modifica sorgente]

  • Rifugio Santino Ferioli 2264 m.