Monte Rosa
| Monte Rosa | |
|---|---|
| La parete est del Monte Rosa dal Passo del Monte Moro | |
| Continente | Europa |
| Stati | |
| Catena principale | Alpi Pennine |
| Cima più elevata | Punta Dufour (4.634 m s.l.m) |
Il Monte Rosa o Massiccio del Monte Rosa[1] (il toponimo italiano è usato anche nella lingua tedesca, walser e in inglese, mentre in francese il monte è chiamato Mont Rose) è il massiccio più esteso delle Alpi e il secondo per altezza, inoltre è il monte più elevato della Svizzera ed è particolarmente famoso per la sua parete est ovvero il versante di Macugnaga, la più alta parete delle Alpi e l'unica di dimensioni himalayane.
Si trova nelle Alpi Pennine e si estende su territorio italiano (nei comuni di Alagna Valsesia, Ayas-Champoluc, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean, Macugnaga e Valtournenche) e svizzero (nei comuni di Saas-Almagell e Zermatt).
La Punta Dufour, con i suoi 4.634 metri, è la vetta più alta del gruppo e tra tutti i paesi che circondano il massiccio è visibile solamente dall'abitato di Macugnaga. Fu così intitolata in omaggio al Generale svizzero (e grande cartografo) Guillaume-Henri Dufour, 1787 - 1875). Sulla Punta Gnifetti è ubicato il rifugio alpino più alto d'Europa, la Capanna Regina Margherita (a quota 4.554 metri), che è sede anche di una stazione meteorologica e centro di ricerche sugli effetti dell'alta quota sul corpo umano.
Indice |
Toponimo [modifica]
Il nome "Monte Rosa" e il toponimo francese Mont Rose non derivano dalle tinte rosa che colorano il massiccio all'alba e al tramonto, come si potrebbe pensare, ma piuttosto dal latino rosia, attraverso il termine del patois valdostano rouése o rouja, che significa ghiacciaio. Anche nei dialetti di origini tedesca, come il Wallisertitsch, lo Schwyzerdütsch e il Tisch di Gressoney, il toponimo Gletscher indica alla stessa maniera un ghiacciaio. È stato conosciuto anche come Gornehorn (parola tedesca che significa grande montagna).
Anticamente era noto anche come Mons Silvius[2], in latino, Mon Boso o Monboso (in un libro di Leonardo da Vinci), Monte Bosa (in una mappa del 1740), Monte Boso (come testimonia l'umanista Flavio Biondo da Forlì) o Monte Biosa.
La punta più alta era conosciuta come Höchste Spitze (parola tedesca che significa Punta più alta). Il 28 gennaio 1863 il Consiglio Federale Svizzero lo ribattezza Punta Dufour.
Da notare come il nome noto per l'intero massiccio sia l'italiano "Monte Rosa" anche in tedesco e inglese, mentre i nomi dei vari picchi e cime sono tutti tedeschi, con tarde traduzioni italiane, a testimonianza del passato profondamente Walser della regione.
Definizione e suddivisione [modifica]
| Classificazione SOIUSA |
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La classificazione SOIUSA del Gruppo del Monte Rosa è la seguente:
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Si parla sovente in modo un po' indistinto di Monte Rosa, Massiccio del Monte Rosa e Alpi del Monte Rosa.
Secondo la SOIUSA il Gruppo del Monte Rosa è un supergruppo delle Alpi del Monte Rosa nelle Alpi Pennine.
Questo supergruppo è sua volta suddiviso in tre gruppi e due sottogruppi[3]:
- Catena Breithorn-Lyskamm (1)
- Massiccio del Monte Rosa (2)
- Gruppo della Cima di Jazzi (3)
- Sottogruppo della Cima di Jazzi (3.a)
- Sottogruppo Stockhorn-Gornergrat (3.b)
Limiti geografici [modifica]
Nel dettaglio e ruotando in senso orario i limiti geografici sono: Colle del Teodulo, Zermatt, Findeln, Schwarzberg-Weisstor, Passo del Monte Moro, alta Valle Anzasca, Colle delle Locce, Col d'Olen, Colle Bettaforca, Colle superiore delle Cime Bianche, Colle del Teodulo.
Vette [modifica]
Il massiccio è famoso per i suoi numerosi 4.000:
- Punta Dufour – 4.634 m
- Punta Nordend – 4.609 m
- Punta Zumstein – 4.563 m
- Punta Gnifetti – 4.559 m
- Lyskamm Orientale – 4.527 m
- Lyskamm Occidentale – 4.481 m
- Punta Parrot – 4.436 m
- Ludwigshöhe – 4.342 m
- Corno Nero – 4.322 m
- Castore – 4.221 m
- Piramide Vincent – 4.215 m
- Breithorn Occidentale – 4.165 m
- Breithorn Centrale – 4.160 m
- Breithorn Orientale – 4.141 m
- Breithornzwillinge – 4.106 m
- Polluce – 4.091 m
- Roccia Nera – 4.075 m
- Punta Giordani – 4.046 m
Oltre a precedenti 4.000 vi sono altre vette secondarie sempre superiori ai 4.000 metri:
- Ostspitze – 4.632 m
- Grenzgipfel – 4.618 m
- Naso del Lyskamm 4.272 m
- Roccia della Scoperta – 4.178 m
- Balmenhorn 4.167 m
- Pilastro Vincent – 4.050 m
Oltre ai 4000 si ricordano le seguenti vette:
- Jägerhorn – 3.970 m
- Punta Perazzi – 3.906 m
- Gobba di Rollin – 3.902 m
- Piccolo Cervino – 3.881 m
- Cima di Jazzi – 3.803 m
- Punta Tre Amici – 3.727 m
- Gran Fillar – 3.676 m
- Punta del Nuovo Weisstor mer. – 3.642 m
- Punta del Nuovo Weisstor sett. – 3.636 m
- Piccolo Fillar – 3.621 m
- Schwarzberghorn - 3.608 m
- Cime di Roffèl occ. – 3.562 m
- Stockhorn - 3.532 m
- Testa Grigia – 3.480 m
- Punta Vittoria – 3.436 m
- Gornergrat - 3.310 m
Ghiacciai [modifica]
Dal massiccio del monte Rosa scendono diversi ghiacciai. In modo particolare il versante svizzero esposto a nord presenta i ghiacciai più imponenti.
Ghiacciai del versante svizzero [modifica]
- Ghiacciaio del Gorner (Gornergletscher)
- Ghiacciaio del Grenz
- Ghiacciaio del Monte Rosa
Ghiacciai del versante italiano [modifica]
- Grande Ghiacciaio di Verra
- Ghiacciaio del Lys
- Ghiacciaio di Indren
- Ghiacciaio di Bors
- Ghiacciaio delle Piode
- Ghiacciaio della Sesia
- Ghiacciaio del Belvedere
Vallate [modifica]
Sono sette le valli che nascono dal Monte Rosa: in Italia (su cui insistono i tre quarti del massiccio) la Valtournenche, la Val d'Ayas e la Valle del Lys (o di Gressoney) in territorio valdostano, la Valsesia e la Valle Anzasca in Piemonte; in Svizzera le valli Mattertal (con Zermatt) e Saastal (con Saas-Almagell).
Storia [modifica]
Gli alti valichi del massiccio furono transitati già in antico. Si pensa che i Walser nel XIII secolo siano transitati per il Colle del Lys per migrare dal Vallese alla Valle del Lys.
La salita alle varie vette del massiccio avvennero nel XIX secolo, partendo generalmente dal versante italiano che era ed è il versante più agevole:
- 23 luglio 1801 – Pietro Giordani raggiunge la Punta Giordani;
- 5 agosto 1819 – Johann Niklaus Vincent raggiunge con 2 altre persone la Piramide Vincent;
- 1º agosto 1820 – Joseph e Johann Niklaus Vincent, Joseph Zumstein, Molinatti, Castel, raggiungono con 5 altre persone la Punta Zumstein;
- 9 agosto 1842 – Giovanni Gnifetti, parroco di Alagna Valsesia, Giuseppe Farinetti, Cristoforo Ferraris, Cristoforo Grober, fratelli Giovanni, Giacobbe Giordani, raggiungono con 2 altre persone la Punta Gnifetti
- 1º agosto 1855 – John Birbeck, Charles Hudson, Ulrich Lauener, Christopher Smyth, James G. Smyth, Edward Stephenson, Matthäus Zumtaugwald e Johannes Zumtaugwald raggiungono la Punta Dufour (la vetta più alta del massiccio).
- 31 luglio 1889 – Achille Ratti (futuro papa Pio XI) raggiunge la cima passando per la prima volta dalla parte orientale.
Percorsi alpinistici [modifica]
| Per approfondire, vedi Monte Rosa (parete valsesiana) e Parete est del Monte Rosa. |
Le numerose punte che superano i 4000 metri di quota rendono il Monte Rosa particolarmente attraente dal punto di vista alpinistico. La parete orientale che precipita verso Macugnaga ha una vera e propria dimensione himalayana: con oltre duemila metri di ghiaccio e roccia, è considerata la più alta delle Alpi. Su di essa sono state scritte epiche pagine di storia dell'alpinismo. Difficile ma soprattutto estremamente pericolosa, ha rappresentato e continua a rappresentare la summa dell'alpinismo classico.
L'accesso più facile alle vette del Monte Rosa avviene partendo da Gressoney e da Alagna Valsesia. Da queste due località ci si porta utilizzando gli impianti funiviari a Punta Indren e da qui si raggiungono agevolmente in meno di due ore o la Capanna Giovanni Gnifetti oppure il rifugio città di Mantova. Questi due rifugi sono una tappa obbligata prima di affrontare le salite alle varie vette del massiccio ed alla Capanna Regina Margherita.
Oltre al raggiungimento delle vette, l'escursionismo d'alta quota prevede traversate da rifugio a rifugio. Attorno al monte Rosa è stato definito un itinerario panoramico denominato Tour del Monte Rosa.
I rifugi [modifica]
Valle Anzasca [modifica]
- Rifugio Zamboni-Zappa
- Rifugio Damiano Marinelli
- Rifugio Eugenio Sella
- Bivacco Valentino Belloni
- Bivacco Città di Gallarate
- Bivacco Città di Luino
- Rifugio Gaspare Oberto-Paolo Maroli
- Bivacco Hinderbalmo
- Bivacco Emiliano Lanti
- Rifugio Città di Saronno
Valsesia [modifica]
- Capanna Regina Margherita
- Capanna Fratelli Gugliermina
- Capanna Luigina Resegotti
- Rifugio Barba Ferrero
- Rifugio Crespi Calderini
- Rifugio Francesco Pastore
- Rifugio città di Vigevano
- Rifugio Guglielmina
- Rifugio città di Mortara
Valle del Lys [modifica]
- Rifugio città di Mantova
- Capanna Giovanni Gnifetti
- Bivacco Felice Giordano
- Rifugio Quintino Sella al Felik
Val d'Ayas [modifica]
Valtournenche [modifica]
Valle di Zermatt [modifica]
Il comprensorio sciistico [modifica]
| Per approfondire, vedi Monterosa Ski. |
Dagli anni sessanta la salita al Rosa è stata agevolata dalla funivia Alagna – Punta Indren, dove, per diversi anni, si è praticato lo sci estivo sul ghiacciaio d'Indren. Con l'ammodernamento degli impianti esistenti si sono uniti, al passo dei Salati (2.936 m), gli impianti che salgono dalla valle del Lys. La Valsesia è entrata così a far parte del vasto comprensorio del Monterosa Ski che già riuniva gli impianti di Gressoney-La-Trinité e di Champoluc (frazione di Ayas) in val d'Ayas.
Nei media [modifica]
Il lungometraggio La misura del confine del 2011 parla di un ritrovamento di una mummia sul monte Rosa.
Note [modifica]
- ^ Questa voce tratta di quanto è definito dalla SOIUSA come Gruppo del Monte Rosa. Si può vedere in parallelo il gruppo montuoso più ampio definito come Alpi del Monte Rosa.
- ^ Meridiani Montagne 15
- ^ Tra parentesi sono indicati i codici SOIUSA dei gruppi e sottogruppi. Si tenga presente che due gruppi non sono ulteriormente suddivisi in sottogruppi.
Bibliografia [modifica]
- Helmut Dumler und Willi P. Burkhardt: Viertausender der Alpen. Bergverlag Rother, München 2001, ISBN 3-7633-7427-2
- Julius Kugy: Im göttlichen Lächeln des Monte Rosa, Leykam-Verlag, Graz, 1940
- Sergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005.
- La Madonna dei Ghiacciai - 40 anni di storia 1967/2007, a cura di don Giuseppe Capra, supplemento al N.5 maggio 2008 de Il Tempio di don Bosco , Torino
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Monte Rosa
Collegamenti esterni [modifica]
- Webcam FULL HD PANORAMICA Monte Rosa
- Webcam Hd Monte Rosa
- Video e foto di un'ascesa alla Capanna Margherita
- Tour del Monterosa - Matterhorn
- Monterosa 4000
- Sito della Madonna dei Ghiacciai