Lyskamm

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Lyskamm
Lyskamm dal colle del Felik.JPG
Il Lyskamm Orientale a destra ed il Lyskamm Occidentale a sinistra visti dal Colle Felik
Stati Italia Italia
Svizzera Svizzera
Regione Valle d'Aosta Valle d'Aosta
Vallese Vallese
Altezza 4.527 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 45°55′33″N 7°49′51″E / 45.925833°N 7.830833°E45.925833; 7.830833Coordinate: 45°55′33″N 7°49′51″E / 45.925833°N 7.830833°E45.925833; 7.830833
Altri nomi e significati Liskamm
Data prima ascensione 19 agosto 1861
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Lyskamm
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Occidentali
Grande Settore Alpi Nord-occidentali
Sezione Alpi Pennine
Sottosezione Alpi del Monte Rosa
Supergruppo Gruppo del Monte Rosa
Gruppo Catena Breithorn-Lyskamm
Codice I/B-9.III-A.1

Il Lyskamm, oppure Liskamm, è una montagna nelle Alpi Pennine che fa parte della catena montuosa del Monte Rosa lungo la frontiera italo-svizzera tra la Valle d'Aosta ed il Vallese, tra le località di Gressoney-La-Trinité e Zermatt.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Lyskamm orientale e caratteristico Naso del Lyskamm visti dal Rifugio Quintino Sella al Felik

Il Lyskamm è composto da due cime principali:

Inoltre, sul versante italiano, di fronte alle due punte se ne erge una terza di altezza minore, ma particolarmente caratteristica, detta Naso del Lyskamm (4.272 m).

Tra le due vette si trova la Sella dei Lyskamm (Silberbast - 4.417 m).

Dal versante italiano del Lyskamm scende il ghiacciaio del Lys; mentre dal versante svizzero scende il ghiacciaio del Grenz.

Prime ascensioni[modifica | modifica sorgente]

La prima ascensione del Lyskamm Orientale fu compiuta il 19 agosto 1861 per la cresta sud-est da un gruppo di alpinisti composto da J.F. Hardy, A.C. Ramsay, F. Sibson, T. Rennison, J.A. Hudson, William Edward Hall, C.H. Pilkington e R.M. Stephenson con Jean-Pierre Cachat, Franz Josef Lochmatter[1], Karl Herr, Stefan Zumtaugwald, Peter e Josef-Marie Perren.[2]

La prima ascensione del Lyskamm Occidentale fu compiuta il 16 agosto 1864 da Leslie Stephen e Edward N. Buxton con Jakob Anderegg e Franz Biner.[3] Gli alpinisti traversarono quindi al Lyskamm Orientale, compiendo anche la prima traversata dal colle Felik al colle del Lys.[4]

Salita alla vetta[modifica | modifica sorgente]

È possibile salire sulla vetta Orientale dal versante italiano partendo dalla Capanna Giovanni Gnifetti oppure dal Bivacco Felice Giordano; dal versante svizzero ci si serve invece del Monte Rosa Hütte. Dopo aver raggiunto il Colle del Lys, si percorre la cresta sud-est, innevata e incorniciata, con pendenze fino a 45°.

La vetta occidentale può essere raggiunta partendo dal Rifugio Quintino Sella al Felik e passando dal Colle Felik.

Traversata dei Lyskamm[modifica | modifica sorgente]

Il Lyskamm Orientale visto dal Lyskamm Occidentale. Nel mezzo il sottile ed aereo filo di cresta che li unisce.

La traversata dei Lyskamm costituisce una delle più belle e classiche traversate in cresta delle Alpi, grazie all'ambiente e all'ampiezza delle vedute che si possono apprezzare senza essere troppo impegnati nelle difficoltà (AD). Essa può essere compiuta da ovest verso est o viceversa. Nel primo senso si parte dal Rifugio Quintino Sella, si raggiunge il Colle Felik e si sale la ripida cresta che conduce sulla vetta occidentale, ci si abbassa alla Sella del Lyskamm (4.417 m) e si percorre l'aereo filo di cresta che lo separa dall'altra. Si scende quindi al Colle del Lys e alla Capanna Gnifetti. La traversata dal Colle del Felik al Colle del Lys ha uno sviluppo di circa 4 km e richiede ottime condizioni di tempo e di neve.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Christian Imboden, Berge: Beruf, Berufung, Schicksal. Die St. Niklauser Bergführer als Wegbereiter des internationalen Alpinismus, Rotten Verlag, Visp, 2013 ISBN|3-907624-48-3, la guida alpina pp. 74-79, 169, 183, prime ascensioni pp. 108
  2. ^ Saglio e Boffa, op. cit., p. 148
  3. ^ Saglio e Boffa, op. cit., p. 138
  4. ^ (EN) Lyskamm, summitpost.org, 10 maggio 2011. URL consultato il 10 novembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]