Leslie Stephen

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Leslie Stephen

Sir Leslie Stephen (Londra, 28 novembre 1832Londra, 22 febbraio 1904) è stato un critico letterario, filosofo e alpinista britannico, padre di Vanessa Bell e Virginia Woolf.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Leslie Stephen nacque in una famiglia dell'aristocrazia colta inglese, figlio di Sir James Stephen, sottosegretario alle colonie, e fratello del giurista James Fitzjames Stephen. I suoi familiari erano seguaci della Setta di Clapham, un movimento di cristiani evangelici sostenitori della causa abolizionista nel XVIII secolo. Dopo avere studiato a Eton, al King's College e al Trinity Hall, si laureò nel 1854 all'Università di Cambridge, conseguendo il dottorato nel 1857. Rimase per molti anni a Cambridge come fellow e tutor. Narrò in seguito le sue esperienze e la sua formazione in un capitolo della sua Life of Fawcett e Cambridge: By a Don (1865).

La prima moglie, Harriet Marion, (1840-1875) era la figlia maggiore di Thackeray; dal matrimonio nacque una figlia, Laura Makepeace Stephen (1870-1945). Rimasto vedovo, sposò Julia Jackson, vedova di Herbert Duckworth, da cui ebbe quattro figli, due maschi, Thoby e Adrian, e due femmine, Vanessa e Virginia.

Il letterato[modifica | modifica wikitesto]

Quando frequentava l'Università di Cambridge, Stephen era diventato un ecclesiastico anglicano; più tardi perse la fede. Nel 1865 si stabilì a Londra e si dedicò al giornalismo; nel 1871 divenne redattore del Cornhill Magazine, una rivista letteraria a cui collaborarono anche Stevenson, Thomas Hardy, William Edward Norris, Henry James e James Payn; contribuì anche al Saturday Review, al Fraser, al Macmillan, al Fortnightly e ad altre riviste. In precedenza, nel 1863, si era recato negli Stati Uniti dove aveva stretto amicizie, destinate a durare nel tempo, con Oliver Wendell Holmes, James Russell Lowell e Charles Eliot Norton. Si dedicava nel tempo libero all'atletica e all'alpinismo; era già famoso come scalatore e come uno dei curatori di Peaks, Passes and Glaciers (1862) allorché, in ricordo della sua prima ascensione sulle Alpi, pubblicò The Playground of Europe che, assieme a Scrambles Amongst the Alps scritta assieme a Edward Whymper, divenne un classico della letteratura alpinistica.

Il filosofo[modifica | modifica wikitesto]

In quegli anni produsse anche tre volumi di studi critici giudicati importanti contributi alla filosofia e alla storia della filosofia: La History of English Thought in the Eighteenth Century (1876 e 1881) e la Science of Ethics (1882). La seconda di queste due opere fu adottata in maniera estensiva come manuale di filosofia; la prima fu giudicata un importante contributo alla letteratura filosofica e fece guadagnare a Stephen l'elezione all'Athenaeum Club nel 1877. Stephen proponeva il recupero dei valori dell'Illuminismo inglese, propugnando un ideale "ritorno al Settecento", contro le degenerazioni del Romanticismo.

L'alpinista[modifica | modifica wikitesto]

Leslie Stephen è stato uno dei maggiori rappresentanti dell'età d'oro dell'alpinismo. Fu tra i fondatori dell'Alpine Club (1857), di cui per alcuni anni fu anche il presidente dal 1865 al 1868. Fu editore dell'Alpine Journal dal 1868 al 1871 ed è stato il primo a scalare le seguenti grandi vette, generalmente in compagnia della sua guida favorita, lo svizzero Melchior Anderegg:

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • The Playground of Europe (1871)
  • Essays on Free Thinking and Plain Speaking (1873)
  • The History of English Thought in the Eighteenth Century (1876)
  • Hours in a Library (1874-79)
  • The Science of Ethics (1882)
  • An Agnostic's Apology (1893)
  • The Utilitarians (1900)

Scrisse biografie di Samuel Johnson, Alexander Pope, Jonathan Swift, George Eliot e Thomas Hobbes.

Diresse anche dal 1882 al 1891 la pubblicazione del monumentale Dictionary of National Biography[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aldo Bonacossa e Giovanni Rossi, Masino Bregaglia Disgrazia, vol. II, Guida dei Monti d'Italia, Milano, Club Alpino Italiano e Touring Club Italiano, 1975, p. 288.
  2. ^ Silvio Saglio e Felice Boffa, Monte Rosa, Guida dei Monti d'Italia, Milano, Club Alpino Italiano e Touring Club Italiano, 1963, p. 138.
  3. ^ (EN) Lyskamm, summitpost.org, 10 maggio 2011. URL consultato il 10 novembre 2012.
  4. ^ Renato Chabod, Lorenzo Grivel, Silvio Saglio e Gino Buscaini, Monte Bianco, vol. II, Guida dei Monti d'Italia, Milano, Club Alpino Italiano e Touring Club Italiano, 1968, p. 78.
  5. ^ Leslie Stephen (a cura di), Dictionary of national biography. London : Smith, Elder, & Co., 63 voll., 1885-1900

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