Macugnaga

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Macugnaga
comune
Macugnaga – Stemma
Veduta della frazione Pecetto
Veduta della frazione Pecetto
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbania
Amministrazione
Sindaco Stefano Corsi (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°58′00″N 7°58′00″E / 45.966667°N 7.966667°E45.966667; 7.966667 (Macugnaga)Coordinate: 45°58′00″N 7°58′00″E / 45.966667°N 7.966667°E45.966667; 7.966667 (Macugnaga)
Altitudine 1.327 m s.l.m.
Superficie 98 km²
Abitanti 613[1] (31-12-2010)
Densità 6,26 ab./km²
Frazioni Borca, Motta, Pecetto, Pestarena, Quarazza, Stabioli, Staffa (sede comunale)
Comuni confinanti Alagna Valsesia (VC), Carcoforo (VC), Ceppo Morelli, Rima San Giuseppe (VC), Saas Almagell (CH-VS), Zermatt (CH-VS)
Altre informazioni
Cod. postale 28876
Prefisso 0324
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 103039
Cod. catastale E790
Targa VB
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 4 030 GG[2]
Nome abitanti macugnaghesi
Patrono Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Macugnaga
Sito istituzionale

Macugnaga (Makanà in Titsch, la locale lingua walser) è un comune italiano di 613 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola in Piemonte.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La testata della Valle Anzasca

Quasi al limite estremo della Valle Anzasca, derivazione laterale della Val d'Ossola, Macugnaga è sita ai piedi del Monte Rosa e della sua famosa parete Est.

Il territorio comunale si estende dai 946 ai 4.634 metri s.l.m. della cima del Monte Rosa.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

L'Anza a Pecetto

Il territorio comunale è solcato da numerosi corsi d'acqua tra cui il torrente Pedriola, il Tambach, l'Horlovono, il Rio della Testa, il torrente Quarazza ed il torrente Val Rossa, tutti tributari del torrente Anza. Quest'ultimo nasce in territorio di Macugnaga, dalla fusione del Ghiacciaio del Belvedere, lambisce l'Alpe Burky e le frazioni di Pecetto, Opaco, Ripa, Staffa, Ronco, Testa, Isella, Borca, Fornarelli e Pestarena, quindi solca interamente la Valle Anzasca, sino a confluire nel Toce.

In territorio di Macugnaga si trovano inoltre numerosi laghetti alpini e un bacino artificiale: la diga della valle Quarazza, che si origina dal torrente omonimo e da numerosi affluenti minori (torrente Quarazzola, cascata della Pissa, ecc.). Importante è anche il Lago delle Locce, piccolo bacino glaciale situato ad oltre 2300 metri di quota. Esso è originato dalla fusione del Ghiacciaio delle Locce, la cui lingua glaciale termina proprio in corrispondenza del lago.

Non lontano dal Lago delle Locce, si trova il Lago Effimero, bacino completamente circondato dalle nevi perenni del Ghiacciaio del Belvedere. Si formò per la prima volta nell'estate 2002, ed all'epoca era uno dei più grandi laghi glaciali delle Alpi, in quanto conteneva 3,3 milioni di metri cubi d'acqua, dimensioni preoccupanti per la sicurezza dei luoghi e delle persone.

Per garantire la pubblica incolumità il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile decise di attuare misure precauzionali ed avviò un piano di monitoraggio strumentale del fenomeno, affidando a CAE S.p.A. il posizionamento di un sistema per monitorare temperatura e vento per controllare l’innalzamento del livello del lago e la tenuta del ghiaccio[3].

Negli anni successivi si è prosciugato fino a scomparire e il sistema di monitoraggio è stato rimosso.

Il Lago Smeraldo è, invece, un piccolo bacino che si origina in estate, generato dalla fusione delle nevi del Passo Moro.

Sopra l'abitato di Opaco, nei pressi dell'antico nucleo abitato del Buord, sorge la depressione del Lago Secco. Il bacino, asciutto per buona parte dell'anno, si riempie soltanto nei periodi di fusione delle nevi e di piogge intense e comunque raramente.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti stabili di coloni è avvenuto nella seconda metà del XIII secolo. Si trattava di un popolo proveniente dall'elvetica valle di Saas: i Walser. Stabilitisi nella parte alta della Valle Anzasca, come pure negli altri centri ossolani di Formazza e Ornavasso. Una volta valicato il passo del Monte Moro queste popolazioni avrebbero trovato nell'ampia conca glaciale un luogo idoneo per sviluppare la pastorizia e l'agricoltura, caratterizzando con elementi specifici della loro cultura l'architettura e la lingua un alto tedesco ancor oggi fermo nella semantica al 1300 dell'alta Valle Anzasca.

Ancora oggi sono visibili le tipiche abitazioni Walser, molte delle quali splendidamente restaurate con approccio conservativo, con basamenti in pietra, strutture e interni interamente in legno di larice, i caratteristici balconi ed il tetto in pietra a due falde ricoperto di lastre di beola, dette anche piode, o più raramente di scandole di larice. Come riscaldamento una stufa in pietra ollare, detta hofe, in genere riportante la data di costruzione dell'abitazione (alcune riportano date del XVI secolo). Uno splendido esempio di questa architettura è la casa museo Walser che si trova nella frazione Borca.

Dal punto di vista politico-amministrativo Macugnaga seguì parzialmente le vicende dell'Ossola. Inizialmente appartenente al Ducato di Milano, ne seguì il destino con le dominazioni spagnole e austriache. Nel 1743 con il Trattato di Worms l'Ossola venne aggregata al Regno di Sardegna. Sotto il profilo amministrativo Macugnaga, come tutta la Bassa Ossola, venne inclusa nella Provincia di Pallanza, ed inserita nel Mandamento di Vogogna. Nel 1818 con la soppressione del Mandamento di Vogogna, Macugnaga divenne parte del nuovo mandamento di Bannio, il quale fu riassegnato alla Provincia dell'Ossola. Con la nascita del Regno d'Italia la Provincia dell'Ossola fu trasformata in Circondario e venne inclusa nella Provincia di Novara. Macugnaga appartenne a questa Provincia sino al 1992, anno di istituzione della nuova Provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

La tradizione alpinistica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parete est del Monte Rosa.

Come la vicina Alagna Valsesia, posta a sud oltre il colle del Turlo, Macugnaga vanta una grandissima storia alpinistica legata soprattutto alla famosa parete est del Monte Rosa, la più alta delle Alpi. Con i suoi 2600 metri d'altezza e una larghezza di circa 3 chilometri, la parete, spazzata in continuazione dalle valanghe, è l'unica nel sistema alpino di dimensioni himalayane. La parete è stata frequentata da alcuni tra i più grandi scalatori di tutti i tempi come Matthias Zurbriggen, Julius Kugy, Lucien Devies, Jacques Lagarde, Alessandro Gogna, Ettore Zapparoli, Hermann Buhl, Kurt Diemberger, Patrick Gabarrou e Silvio Mondinelli.

Accanto alle grandi imprese che hanno contraddistinto la storia della località anche innumerevoli tragedie: nel cimitero della Chiesa Vecchia, la sezione dedicata agli alpinisti caduti sul Monte Rosa è particolarmente impressionante.

A Staffa, sede del comune di Macugnaga, il Museo della Montagna, istituito nel 1972, testimonia attraverso un percorso documentato, quante e di quale importanza siano state le pagine di storia alpinistica scritte sulle cime di questa valle. Tutte le più grandi imprese (ma anche le più grandi tragedie) si sono svolte sulla famosa parete Est. Tuttavia, sarebbe sbagliato ridurre tutto alla grande parete, dimenticando altre cime come la Tre Amici 3727 m o la Cima di Jazzi 3804 m, sulle quali si sono svolte imprese altrettanto epiche.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale a Staffa

Musei[modifica | modifica sorgente]

Il Museo Walser illustra lo spirito della comunità Walser, con la sua accoglienza, i suoi usi e costumi, i suoi piatti tipici.

Il museo della montagna, a Staffa, raccoglie documenti sulle vicende legate alle scalate del Rosa.

Presso la frazione di Borca è possibile anche visitare la Miniera d'oro della Guia.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 14 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Veduta della frazione Borca
La chiesa vecchia e l'antico tiglio a Staffa
Chiesa di Pecetto

Il comune di Macugnaga si compone delle frazioni: Staffa (sede comunale), Pecetto, Borca, Isella, Testa, Ripa, Opaco, Dorf/Chiesa Vecchia, Fornarelli, Quarazza, Pestarena, Motta e Stabioli.

Pestarena[modifica | modifica sorgente]

Il primo nucleo abitato che si incontra salendo la strada statale è Pestarena, situato su verdeggianti declivi ben individuati dal toponimo ìn der Mattù (prato), con cui i Walser definivano la località.

Borca[modifica | modifica sorgente]

Il secondo centro macugnaghese è Borca, in lingua walser zer Burfuggu. Nella parte più antica del paese si trova l'oratorio della Madonna della Neve, costruito nel 1653, che conserva all'interno una serie di notevoli affreschi devozionali. Dalla frazione è possibile raggiungere in breve tempo la vicina Val Quarazza dove si trova la diga che da origine al lago della fate, realizzata nel 1948 sommergendo quasi completamente la piccola frazione Quarazza.

Staffa[modifica | modifica sorgente]

Staffa è l'attuale capoluogo comunale situato al centro della grande valle glaciale di Macugnaga. Poco sopra la frazione, al dorf, sorge la Chiesa Vecchia con il cimitero e l'antico tiglio all'ombra del quale per secoli si sono tenute le riunioni della comunità del paese. Il tiglio, dichiarato monumento nazionale, risale a XIII secolo ed ha una circonferenza di sette metri.
Al centro della frazione si trova la parrocchiale di Santa Maria Assunta la cui costruzione iniziò alla fine del Settecento. L'edificio è a pianta rettangolare con una sola e sfarzosa navata e rivolge la sua facciata verso il fondovalle. Il campanile che la affianca fu eretto nel 1936. Una lapide ricorda l'ascensione alla cima Dufour del Monte Rosa compiuta nel 1889 dal sacerdote Achille Ratti, poi divenuto papa con il nome di Pio XI.

Pecetto[modifica | modifica sorgente]

La frazione di Pecetto ha una chiara vocazione turistica, ultima tra le frazioni che formano il comune di Macugnaga: detta Zer Tannu in lingua walser. La frazione si divide in realtà in due località distinte: Pecetto sotto e Pecetto sopra, all'interno del quale sorge la cosiddetta Casa Pala dichiarata "Monumento Nazionale Walser" quale antico e significativo esempio di tipica forma architettonica Walser. L'edificio risale alla fine del Cinquecento ed è diviso verticalmente in 2 parti.

Altre frazioni[modifica | modifica sorgente]

Frazioni minori del comune sono:

  • Stabioli, la più meridionale, raggiungibile solo tramite una mulattiera;
  • Fornarelli, situata tra Pestarena e Borca;
  • Isella, al di là del fiume Anza, proseguendo dopo Borca;
  • Dorf/Chiesa Vecchia, la frazione è molto caratteristica e composta interamente da abitazioni tipiche Walser. È il nucleo più antico ed è attiguo a Chiesa Vecchia, al cimitero ed al vecchio tiglio secolare;
  • Motta, posta sul promontorio sopra Isella;
  • Testa, situata appena sotto la frazione di Staffa. In questa frazione c'è un campo da calcio regolamentare;
  • Ripa, poco più sopra della piazza comunale, sulla sinistra. Per questo motivo è spesso confusa per una parte di Staffa.
  • Opaco, è così detta in realtà tutta la parte sinistra (salendo) della valle Anzasca - da opaco, buio, senza sole - poiché resta poco soleggiata. La frazione di Opaco però è identificata con un piccolo borgo al di là del fiume anza, oltre il ponte di Ripa, ed è provvista anche del tipico forno frazionale

Economia[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1700 iniziò lo sfruttamento dei giacimenti auriferi della valle. Dal 1710 in poi venivano avviati lavori di scavo per oltre 50 km di gallerie minerarie, finalizzate all'estrazione della pirite aurifera, che per tre secoli contrassegnò la vita della piccola frazione di Pestarena e di Borca. La miniera rimase in attività fino al 1961, chiudendo a causa di insostenibili e aumentati costi di gestione e occupava circa 300 persone, per i quali l'azienda estrattrice provvide a costruire un vero e proprio piccolo villaggio.Nelle zone di lavorazione del prezioso metallo,come in Valle Quarazza,i terreni sono rimasti inquinati da arsenico utilizzato per l'estrazione[5].

Attualmente rimangono centinaia di chilometri di gallerie scavate nella roccia, una parte delle quali visitabili dai turisti (miniera d'oro della Guia). Nei decenni seguenti il dopoguerra, Macugnaga ha avuto un progressivo sviluppo turistico estivo ed invernale.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il versante Est del Monte Rosa da Pecetto

L'attività turistica a Macugnaga affonda le radici già alla fine del 700 quando prima il Bartolozzi nel 1781 e poi il Conte Morozzo della Rocca nel 1787, decidono di visitare questi luoghi principalmente a scopo scientifico per misurare l'altezza delle montagne del Piemonte. Il conte Morozzo della Rocca in particolare, scopre la celebre parete Est del Rosa e ne tenta immediatamente la salita ma si deve arrestare quasi subito a nemmeno 2900 metri d'altezza. Informerà della scoperta il famoso naturalista Orazio Benedetto De Saussure che, dopo esser già stato in cima al Monte Bianco, si recherà in visita a Macugnaga nel luglio del 1789. Qui sale accompagnato da un cacciatore locale, Giovanni Battista Jacchetti, prima all'Alpe Pedriola, alla base della parete e poi sul Pizzo Bianco del quale raggiungerà l'anticima (3180m). Rimane affascinato alla vista della parete ma la reputa impossibile a causa della sua ripidezza e della sua terribile pericolosità. Da quella data, la presenza del ciclopico versante attirerà nel corso degli anni sempre più scalatori provenienti da ogni parte d'Europa, contribuendo così a scrivere il nome di Macugnaga tra le località più importanti dell'alpinismo internazionale. Sull'onda di questa crescente fama apriranno i prima alberghi: nella seconda metà dell'Ottocento, Domenico Oberto inaugura l'Hotel Monte Moro che diventerà in seguito la base logistica di molte imprese sul Rosa. Successivamente è l'avvento dello sci a lanciare la località anche nel novero delle stazioni sciistiche; oggi Macugnaga è una rinomata meta di turismo invernale: il centro dispone di 40 km di piste di discesa e moderni impianti di risalita, accoglienti strutture alberghiere e di ristorazione e negozi di articoli dell'artigianato locale. La sua collocazione geografica, spettacolare e molto scenografica, è stata scelta per set di numerosi produzioni tv e documentaristiche di altissimo livello naturalistico , culturale e cinematografico). Dall'abitato è possibile raggiungere tramite seggiovia il ghiacciaio del Belvedere a 1932m e tramite la funivia Macugnaga-Bill-Passo Moro il passo del Monte Moro a quasi 3000m di quota sul confine italo-svizzero.

A Macugnaga, i primi impianti di risalita comparvero negli anni cinquanta. Nel 1952 vennero inaugurate le seggiovie monoposto "Pecetto-Burki-Belvedere" e negli anni seguenti diverse sciovie. Nel 1959 vi fu l'apertura della funivia a campata unica "Macugnaga-Bill", che tre anni dopo venne prolungata, con la costruzione di un secondo troncone, fino ai 2900 metri del Passo Moro. Nel 1964 vi fu l'apertura dell'avveniristica funivia "Pecetto-Piani Alti". Vennero, inoltre, aperte sciovie al Passo Moro, all'Alpe Bill, all'Alpe Burki, tra Staffa e Pecetto, ai Piani Alti di Rosareccio. È questo il periodo di massimo sviluppo turistico per Macugnaga. Il 10 marzo 1975 una grossa valanga scesa dal Pizzo Bianco si schiantò contro il pilone di sostegno della funivia dei Piani Alti, causando il crollo e la distruzione della funivia. Il terribile incidente non causò, fortunatamente, vittime. Nel 1976 le seggiovie monoposto "Pecetto-Burki-Belvedere" furono sostituite da moderne e veloci seggiovie biposto. Queste ebbero, però, vita breve perché, nell'estate del 1979, le acque, straripate dal Lago delle Locce, devastarono con una forza incredibile la stazione intermedia posta all'Alpe Burki, danneggiando un tratto significativo di entrambe le seggiovie. Esse vennero ricostruite a tempo di record dalla ditta Marchisio, e tornarono in esercizio durante le vacanze natalizie. Negli anni novanta la diminuzione delle nevicate, causò un sempre minor numero di presenze. Nel 2006 la "Funivie Macugnaga Monterosa SpA", società che si occupava degli impianti sciistici, fallì e la gestione di questi passò alla società "Monterosa Star srl", le cui quote sono in gran parte di proprietà del Comune di Macugnaga. Il 13 aprile 2009 si è verificato un pericoloso incidente sulla funivia "Bill-Passo Moro": la fune di soccorso si è improvvisamente rotta, andando a cadere sulla sottostante seggiovia "Ruppenstein". I passeggeri, illesi, sono stati prontamente soccorsi in elicottero. La funivia ha, quindi, ripreso il proprio regolare esercizio, il 26 dicembre 2009, dopo la sostituzione delle componenti danneggiate nell'incidente.
Grazie al buon innevamento, nell'estate 2010 è stata possibile l'apertura della sciovia San Pietro per la pratica dello sci estivo. Quest'attività era cessata, da oltre un ventennio, a causa dello scarso innevamento. L'evento si è poi ripetuto nell'estate 2013.
Dopo il termine della vita tecnica della sciovia Joder, arrivato nel 2011, il 6 marzo 2012 termina anche la vita tecnica della sciovia Smeraldo, che viene temporaneamente sostituita con il riposizionamento del tapis roulant in precedenza situato al Centro Sportivo di Pecetto.

La località è molto frequentata nel periodo estivo per le passeggiate ed il trekking, grazie anche alla presenza di diversi rifugi attrezzati. Il calendario delle manifestazioni estive annovera numerose proposte d'intrattenimento.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Macugnaga fa parte della Comunità montana Valle Ossola.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Impianti di risalita attualmente in esercizio[modifica | modifica sorgente]

  • Seggiovia biposto Pecetto-Burki, costruita dalla ditta Marchisio nel 1979
  • Seggiovia biposto Burki-Belvedere, costruita dalla ditta Marchisio nel 1979
  • Funivia Staffa-Bill, costruita dalla ditta Piemonte Funivie nel 1959
  • Funivia Bill-Passo Moro, costruita dalla ditta Ceretti Tanfani nel 1962
  • Skilift Alpe Burki (Burki III), costruita dalla ditta CCM nel 2006
  • Seggiovia biposto Ruppenstein, costruita dalla ditta MEB Impianti nel 1999
  • Skilift San Pietro, costruito dalla ditta MEB Impianti nel 1995
  • Tapis roulant Belvedere, costruito dalla ditta MEB Impianti
  • Tapis roulant Scuola 1
  • Tapis roulant Scuola 2
  • Tapis roulant Centro Sportivo (ora riposizionato all'arrivo della funivia del Passo Moro in sostituzione della dismessa sciovia Smeraldo)

Piste di sci alpino[modifica | modifica sorgente]

Piste servite dalla seggiovia Pecetto-Burki (1370-1590 m)
  • Fontanone
  • Scoiattoli
Piste servite dalla seggiovia Burki-Belvedere (1591-1900 m)
  • Ruonograbe
  • Belvedere
  • Rifugio
Piste servite dallo skilift Alpe Burki (1483-1655 m)
  • Burki
  • Gare
Piste servite dalla funivia Bill-Passo Moro (1701-2804 m)
Piste servite dalla seggiovia Ruppenstein (2347-2820 m)
  • Lago
  • Ruppenstein
  • Variante Pluviometro
  • Variante Gare
  • Variante Joder
  • Roccette
  • Roccette bis
Piste servite dallo skilift San Pietro (2767-2840 m)
  • San Pietro
  • Variante della Svizzera
Piste servite dal tapis roulant Rientro stazione funivia (ex sciovia Smeraldo)
  • Smeraldo

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Il 27 maggio 2011 ha ospitato l'arrivo della 19ª tappa del Giro d'Italia 2011 con la vittoria di Paolo Tiralongo.

Il Monte Rosa[modifica | modifica sorgente]

La Cima dei Tre Amici[modifica | modifica sorgente]

Altra cima famosa del Rosa, alta 3727 metri. È una delle poche cime (insieme alla Punta Grober) che non sono visibili da Macugnaga. La sua parete nord, alta 1600 metri, fa da degno contorno alla Parete est del Monte Rosa. A differenza della Cima di Iazzi, la Nord della Tre Amici è essenzialmente di ghiaccio, con enormi seracchi sospesi; è perciò molto più pericolosa. Due le imprese storiche: la Via Classica di Agosti, Ceretti e Ragnani il 31 luglio 1955, e la Via Claudio Ciampi di Borghi, Cremonesi, Ossola del 20 settembre 1970, con passaggi su roccia di V grado e verticali su ghiaccio.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Macugnaga panorama.jpg

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Panorama sul gruppo del Monte Rosa con la chiesa vecchia ed il tiglio monumentale

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il lago effimero sul ghiacciaio BELVEDERE a Macugnaga (VB)
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Verbania: veleni in miniere d'oro dismesse in Valle Anzasca, sequestrati 4 ettari - Affaritaliani.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]