Macugnaga

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Macugnaga
comune
Macugnaga – Stemma
Veduta della frazione Pecetto
Veduta della frazione Pecetto
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbania
Amministrazione
Sindaco Stefano Corsi (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°58′00″N 7°58′00″E / 45.966667°N 7.966667°E45.966667; 7.966667 (Macugnaga)Coordinate: 45°58′00″N 7°58′00″E / 45.966667°N 7.966667°E45.966667; 7.966667 (Macugnaga)
Altitudine 1.327 m s.l.m.
Superficie 99,57 km²
Abitanti 578[1] (01-01-2014)
Densità 5,8 ab./km²
Frazioni Borca, Motta, Pecetto, Pestarena, Quarazza, Stabioli, Staffa (sede comunale)
Comuni confinanti Alagna Valsesia (VC), Carcoforo (VC), Ceppo Morelli, Rima San Giuseppe (VC), Saas Almagell (CH-VS), Zermatt (CH-VS)
Altre informazioni
Cod. postale 28876
Prefisso 0324
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 103039
Cod. catastale E790
Targa VB
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 4 030 GG[2]
Nome abitanti macugnaghesi
Patrono Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Macugnaga
Macugnaga
Sito istituzionale

Macugnaga (Makanà in Titsch, la locale lingua walser) è un comune italiano di 578 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola in Piemonte.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La testata della Valle Anzasca

Quasi al limite estremo della Valle Anzasca, derivazione laterale della Val d'Ossola, Macugnaga è sita ai piedi del Monte Rosa e della sua famosa parete Est.

Il territorio comunale si estende dai 946 ai 4.633 metri s.l.m. della cima del Monte Rosa.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

L'Anza a Pecetto

Il territorio comunale è solcato da numerosi corsi d'acqua tra cui i torrenti Horlovono, Pedriola, Tam / Tambach, Testa / Tieschtbach, Quarazza / Kratz e Val Rossa, tutti tributari del torrente Anza / Vispu. Quest'ultimo nasce dalla fusione del Ghiacciaio del Belvedere, lambisce l'alpe Burky e quasi tutte le frazioni del paese: Pecetto, Opaco, Ripa, Staffa, Ronco, Testa, Isella, Borca, Fornarelli e Pestarena. Uscito da Macugnaga solca interamente la Valle Anzasca, sino a confluire nella Toce.

A Macugnaga si trovano inoltre numerosi laghetti alpini e un bacino artificiale: la diga della valle Quarazza, che si origina dal torrente omonimo e da numerosi affluenti minori (torrente Quarazzola, cascata della Pissa, ecc.). Importante è anche il Lago delle Locce, piccolo bacino glaciale situato a oltre 2.300 metri s.l.m., originato dalla fusione del ghiacciaio omonimo, la cui lingua glaciale termina in corrispondenza del lago.

Il Lago Smeraldo è, invece, un piccolo bacino che si origina in estate, generato dalla fusione delle nevi al Passo Moro, come altri laghetti alpini minori (Ligher).

Sopra l'abitato di Opaco, nei pressi dell'antico nucleo abitato del Buord, sorge la depressione del Lago Secco / Siewii. Il bacino, asciutto per buona parte dell'anno, si riempie soltanto nei periodi di fusione delle nevi e di piogge intense e comunque raramente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo insediamento stabile di coloni è avvenuto nella seconda metà del XIII secolo ad opera di una popolazione proveniente dall'elvetica valle di Saas: i Walser, contrazione di Walliser, stabilitisi nella parte alta della Valle Anzasca, oltre che a Formazza / Pomatt, Salecchio / Saley, Àgaro / Agher, Ausone / Opso (località ora di Premia), Ornavasso / Urnavasch e Migiandone / Dorf. Una volta valicato il passo del Monte Moro / Saaserberg questa popolazione avrebbero trovato nell'ampia conca glaciale un luogo idoneo per sviluppare la pastorizia e l'agricoltura, caratterizzando con elementi specifici della loro cultura l'architettura e la lingua, un alto tedesco ancor oggi fermo nella semantica medievale.

Ancora oggi sono visibili le tipiche abitazioni walser, molte delle quali splendidamente restaurate con approccio conservativo, con basamenti in pietra, strutture e interni interamente in legno di larice, i caratteristici balconi ed il tetto in pietra a due falde ricoperto di lastre di beola, dette anche "piode", o più raramente di scandole di larice: come riscaldamento una stufa in pietra ollare, detta "ofe", in genere riportante la data di costruzione dell'abitazione, le più antiche delle quali del XVI secolo. Uno splendido esempio di questa architettura è il Museo "Alts Walserhuus van zer Burfuggu" che si trova nella frazione Borca.

Dal punto di vista politico-amministrativo Macugnaga seguì parzialmente le vicende dell'Ossola. Inizialmente appartenente al Ducato di Milano, ne seguì il destino con le dominazioni spagnole e austriache. Nel 1743 con il Trattato di Worms l'Ossola venne aggregata al Regno di Sardegna. Sotto il profilo amministrativo Macugnaga, come tutta la Bassa Ossola, venne inclusa nella Provincia di Pallanza, ed inserita nel Mandamento di Vogogna. Nel 1818 con la soppressione del Mandamento di Vogogna, Macugnaga divenne parte del nuovo mandamento di Bannio, il quale fu riassegnato alla Provincia dell'Ossola. Con la nascita del Regno d'Italia la Provincia dell'Ossola fu trasformata in Circondario e venne inclusa nella Provincia di Novara. Macugnaga appartenne a questa Provincia sino al 1992, anno di istituzione della nuova Provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

La tradizione alpinistica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parete est del Monte Rosa.

Come la vicina Alagna Valsesia, posta a sud oltre il colle del Turlo, Macugnaga vanta una grandissima storia alpinistica legata soprattutto alla famosa parete est del Monte Rosa, la più alta delle Alpi. Con i suoi 2.600 metri s.l.m. e una larghezza di circa tre chilometri, la parete, spazzata in continuazione dalle valanghe, è l'unica nel sistema alpino di dimensioni himalayane. La parete è stata frequentata da alcuni tra i più grandi scalatori di tutti i tempi come Matthias Zurbriggen, Julius Kugy, Lucien Devies, Jacques Lagarde, Alessandro Gogna, Ettore Zapparoli, Hermann Buhl, Kurt Diemberger, Patrick Gabarrou e Silvio Mondinelli.

Accanto alle grandi imprese che hanno contraddistinto la storia della località anche innumerevoli tragedie: nel cimitero della Chiesa Vecchia, la sezione dedicata agli alpinisti caduti sul Monte Rosa è particolarmente impressionante.

A Staffa, il Museo della Montagna istituito nel 1972, testimonia attraverso un percorso documentato, l'importanza delle pagine di storia alpinistica scritte sulle cime di questa valle. Molte delle più grandi imprese (ma anche delle più grandi tragedie) si sono svolte sulla famosa parete Est. Tuttavia, sarebbe sbagliato ridurre tutto alla grande parete, dimenticando altre cime come la Tre Amici 3.727 metri s.l.m. o la Cima di Jazzi 3.804 metri s.l.m., sulle quali si sono svolte imprese altrettanto epiche.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale a Staffa

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo "Alts Walserhuus van zer Burfuggu" a Borca illustra lo spirito della comunità Walser, con la sua accoglienza, i suoi usi e costumi, i suoi piatti tipici.

Il Museo della Montagna, in via ai Prati a Staffa, raccoglie documenti sulle vicende legate alle scalate del Rosa.

Presso la frazione di Borca è possibile anche visitare la Miniera d'oro della Guia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 14 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della frazione Borca
La chiesa vecchia e l'antico tiglio a Staffa
Chiesa di Pecetto

Il comune di Macugnaga si compone delle seguenti frazioni: Staffa (sede comunale), Pecetto, Borca, Isella, Testa, Ripa, Opaco, Dorf/Chiesa Vecchia, Fornarelli, Quarazza, Pestarena, Motta e Stabioli.

Pestarena / In der Mattu[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nucleo abitato che si incontra salendo la strada statale è Pestarena, situato su verdeggianti declivi ben individuati dal toponimo "In der Mattu" (al prato), con cui i Walser battezzarono la località. Nell'abitato sorge la Chiesa di San Giovanni Battista (sec. XVII); l’edificio ampliato e ristrutturato nel 1684 fu dotato di cimitero nel 1789, che serve per tutte le frazioni di valle. Solo nel 1950, data la notevole presenza di minatori che aumentò il numero degli abitanti della frazione, la chiesa di Pestarena fu smembrata dalla parrocchia di Santa Maria Assunta e costituita in parrocchiale.

Borca/ zer Burfuggu[modifica | modifica wikitesto]

La seconda frazione salendo la valle è Borca, in lingua walser zer Burfuggu, già anticamente sede comunale. Nella parte più antica del paese si trova la Chiesa della Beata Vergine delle Nevi (ad Nives), risalente al 1653, che conserva all'interno una serie di notevoli affreschi devozionali. Dalla frazione è possibile raggiungere in breve tempo la vicina Val Quarazza dove si trova la diga omonima che dà origine al cosiddetto "Lago della Fate", realizzata nel 1948 sommergendo quasi completamente la piccola frazione di Quarazza / In Kratz, della quale sopravvivono poche abitazioni originarie, scampate alle acque della diga. La piccola Cappella di San Niklaus / San Nicola (1950) ha sostituito, inglobando alcune parti originarie, la vecchia chiesetta anch'essa distrutta.

Staffa / In d Schtapfú[modifica | modifica wikitesto]

Staffa è l'attuale capoluogo comunale situato al centro della grande valle glaciale di Macugnaga. Al centro della frazione si trova la parrocchiale di Santa Maria Assunta la cui costruzione iniziò alla fine del Settecento, in sostituzione della primitiva parrocchiale, da allora denominata per questa ragione "Chiesa Vecchia". L'edificio è a pianta rettangolare con una sola e sfarzosa navata e rivolge la sua facciata verso il fondovalle. Il campanile che la affianca fu eretto nel 1936. Una lapide ricorda l'ascensione alla cima Dufour del Monte Rosa compiuta nel 1889 dal sacerdote Achille Ratti, poi divenuto papa con il nome di Pio XI. Poco sopra Staffa sorge il "Duorf" (o Dorf), il nucleo originario walser di Macugnaga, con la Chiesa Vecchia ricordata. A Staffa ha sede la stazione di valle della funivia Staffa-Alpe Bill-Monte Moro.

Pecetto / zer Tannu[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Pecetto ha una chiara vocazione turistica, ultima tra le frazioni che formano il comune di Macugnaga, detta zer Tannu in lingua walser. La frazione si divide in realtà in due abitati distinte: Pecetto Inferiore / zer Ondre Tannu e Pecetto Superiore / zer Obre Tannu, all'interno del quale sorge la cosiddetta Casa Pala dichiarata monumento nazionale quale antico e significativo esempio di tipica forma architettonica walser. L'edificio risale alla fine del Cinquecento ed è diviso verticalmente in due parti. La Chiesa della Beata Maria Annunziata fu edificata, come attesta una iscrizione sulla facciata dell’edificio stesso, il 2 giugno 1635. A poca distanza da essa, fu eretta già nel 1582 la cappella intitolata a San Rocco e San Giovanni Battista, ancora esistente. A Pecetto sono ubicati gli impianti di risalita della seggiovia Pecetto-Burky e Belvedere e la vecchia funivia Pecetto-Pizzo Bianco Piani Alti, dismessa negli anni settanta del secolo scorso.

Altre frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni minori del comune sono:

  • Stabioli / en d Schtabije, la più meridionale località di Macugnaga, è raggiungibile solo tramite una comoda mulattiera. Nella parte alta dell'abitato sono visibili i ruderi dell'antico paese, mentre nella parte bassa, più recente, è in corso un accurato piano di recupero. Caratteristico è il piccolo cimitero di minatori, del 1703, a fianco alla Chiesa di San Bartolomeo (sec. XVII);
  • Fornarelli / Furnurei (Inferiore e Superiore), è situata tra Pestarena e Borca. La chiesetta, antica cappellania, è dedicata alla Madonna del Rosario e la sua costruzione è da ascriversi all’inizio del secolo XVIII, in quanto menzionata per la prima volta nella visita pastorale del 1759 di monsignor Balbis Bertone;
  • Isella / En d Enjù, si trova al di là del torrente Anza, proseguendo dopo Borca. La chiesette locale, dedicata alla Beata Vergine dei Sette Dolori (o dell’Addolorata), risale al secolo XVIII;
  • Dorf / Duorf, detto Chiesa Vecchia / Zér Altu Chilchú, è il nucleo originario walser di Macugnaga, caratteristico e composta interamente da abitazioni tipiche walser, recentemente restaurate. Qui sorge anche la prima chiesa del paese, attestata dal 1317 e, come l'attuale, dedicata all'Assunzione della Vergine, e il cimitero, in uso per le frazioni di monte. La chiesa fu demolita agli inizi del secolo XVI, quindi ricostruita e nuovamente consacrata nel 1523, mentre il campanile fu edificato negli anni ottanta dello stesso secolo. Fu sostituita dalla nuova parrocchiale di Staffa quando divenne insufficiente per assolvere alle esigenze della popolazione, rimanendo comunque consacrata al culto. Nei pressi si staglia il monumentale Vecchio Tiglio / der Alte Linde, all'ombra del quale per secoli si sono tenute le riunioni della comunità del paese. Il tiglio, dichiarato monumento nazionale, risale a XIII secolo ed ha una circonferenza di ben sette metri.
  • Motta / In der Mattu, è una località posta sul promontorio sopra Isella, verso la Val Quarazza. Nella località è menzionata l'esistenza nel 1689 di un oratorio dedicato alla Beata Vergine di Loreto e, in seguito, a San Rocco, in seguito parzialmente riedificato dopo il terribile incendio che distrusse la località nel 1942;
  • Testa / In der Tieschtu, è situata appena sotto la frazione di Staffa. Qui sorge un campo da calcio regolamentare;
  • Ripa / Uf d Riifu, si trova poco sopra la piazza comunale di Staffa, sulla sinistra. Per questo motivo è spesso confusa per una parte di Staffa;
  • Opaco / ze d’Ääbi o In d Abi, è in realtà il toponimo di tutta la parte sinistra (salendo) della valle Anzasca - da opaco, buio, senza sole - poiché resta poco soleggiata. La frazione di Opaco però è identificata con un piccolo borgo al di là del torrente Anza, oltre il ponte di Ripa, ed è provvista, come tutte le località, del tipico forno frazionale. Qui una cappelletta ricorda l'incendio che distrusse una parte del paese e uccise cinque fratellini che non ebbero scampo (Cappella degli Inglesi).

Alpeggi[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi erano un tempo gli alpeggi di Macugnaga, oggi quasi tutti abbandonati e i cui edifici sono in stato di rudere (da valle a monte): Alpe Garda / Gaardu (rovine) Cicerval Metterbil Meccia / Mettju (r) Macchie / Fletsche Sonobierg (r) (la montagna del sole, assolata) Bill Altebill (r) (il vecchio Bill) Galkerne (r) Stenigalchi (r) Hinderbalmo (r) Fad (r) Obal (r) Roffel (r) Altestaffel (r) Roffelstaffel (r) Jazzi (r) Fillar (r) Belvedere / Wengwald Burky / En Ti Borfegge Pedriola (Inferiore e Superiore) Crosa (r) Rosareccio / Rosiritz (r);

In Val Quarazza / Kratztal: Bletza (r) Schena (r) Crocette o Città Morta / Zemarval (miniere aurifere dismesse) Ligher (r) Caspisana di Dentro (r) Caspisana di Fuori (r) Prelobia di Sopra / Endre Jung Holz (r) Prelobia di Sotto / Ussere Jung Holz (r) La Pissa / En Zobü (r) La Scarpia (r) La Piana (r) Montevecchio (r) Quarazzola di Sopra (r) Quarazzola di Sotto (r) Gricibill (r) Vittini (r) Alpetto (r) Moriana (r) Piana dell’Oro (r) Lavanchetto (r).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1700 iniziò lo sfruttamento dei giacimenti auriferi della valle. Dal 1710 in poi vennero avviati lavori di scavo per oltre 50 chilometri di gallerie minerarie, finalizzate all'estrazione della pirite aurifera, che per tre secoli contrassegnò la vita delle frazioni di Pestarena e di Borca. La miniera rimase in attività fino al 1961, chiudendo a causa di insostenibili ed aumentati costi di gestione ed occupava circa 300 persone, per i quali l'azienda estrattrice provvide a costruire un vero e proprio piccolo villaggio. Nelle zone di lavorazione del prezioso metallo, come in Val Quarazza, i terreni sono rimasti inquinati da arsenico utilizzato per l'estrazione[4].

Attualmente rimangono centinaia di chilometri di gallerie scavate nella roccia, una parte delle quali visitabili dai turisti (miniera d'oro della Guia). Nei decenni seguenti il dopoguerra, Macugnaga ha avuto un progressivo sviluppo turistico estivo ed invernale.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il versante Est del Monte Rosa da Pecetto

L'attività turistica a Macugnaga affonda le radici già alla fine del Settecento quando prima il Bartolozzi nel 1781 e poi il conte Morozzo della Rocca nel 1787, decisero di visitare questi luoghi principalmente a scopo scientifico per misurare l'altezza delle montagne del Piemonte. Il conte Morozzo della Rocca, in particolare, scoprì la celebre parete Est del Rosa e ne tentò immediatamente la salita ma si dovette arrestare quasi subito a nemmeno 2.900 metri s.l.m.. Informerò della scoperta il famoso naturalista Horace-Bénédict de Saussure che, dopo esser già stato in cima al Monte Bianco, si recò in visita a Macugnaga nel luglio del 1789. Qui salì accompagnato da un cacciatore locale, Giovanni Battista Jacchetti, prima all'Alpe Pedriola, alla base della parete e poi sul Pizzo Bianco del quale raggiunse l'anticima (3.180 metri s.l.m.). Rimase affascinato alla vista della parete ma la reputò impossibile da scalare a causa della sua ripidezza e della sua terribile pericolosità. Da quella data, la presenza del ciclopico versante attirerà nel corso degli anni sempre più scalatori provenienti da ogni parte d'Europa, contribuendo così a scrivere il nome di Macugnaga tra le località più importanti dell'alpinismo internazionale. Sull'onda di questa crescente fama aprirono i primi alberghi: nella seconda metà dell'Ottocento, Domenico Oberto inaugurò l'Hotel Monte Moro che diventò in seguito la base logistica di molte imprese sul Rosa. Successivamente è l'avvento dello sci a lanciare la località anche nel novero delle stazioni sciistiche; oggi Macugnaga è una rinomata meta di turismo invernale: il centro dispone di 40 chilometri di piste di discesa e moderni impianti di risalita, accoglienti strutture alberghiere e di ristorazione e negozi di articoli dell'artigianato locale. La sua collocazione geografica, spettacolare e molto scenografica, è stata scelta per set di numerosi produzioni tv e documentaristiche di altissimo livello naturalistico, culturale e cinematografico. Dall'abitato è possibile raggiungere tramite seggiovia il ghiacciaio del Belvedere a 1.932 metri s.l.m. e tramite la funivia Macugnaga-Bill-Passo Moro il passo del Monte Moro a quasi 3.000 metri s.l.m. di quota sul confine italo-svizzero.

A Macugnaga, i primi impianti di risalita comparvero negli anni cinquanta. Nel 1952 vennero inaugurate le seggiovie monoposto "Pecetto-Burki-Belvedere" e negli anni seguenti diverse sciovie. Nel 1959 vi fu l'apertura della funivia a campata unica "Staffa-Bill", che tre anni dopo venne prolungata, con la costruzione di un secondo troncone, fino ai 2.900 metri s.l.m. del Passo Moro (funivia Macugnaga-Bill-Passo Moro). Nel 1964 vi fu l'apertura dell'avveniristica funivia "Pecetto-Piani Alti". Vennero, inoltre, aperte sciovie al Passo Moro, all'Alpe Bill, all'Alpe Burki, tra Staffa e Pecetto, ai Piani Alti di Rosareccio. Fu questo il periodo di massimo sviluppo turistico per Macugnaga. Il 10 marzo 1975 una grossa valanga scesa dal Pizzo Bianco si schiantò contro il pilone di sostegno della funivia dei Piani Alti, causandone il crollo. La funivia non venne più riattata e cadde in totale stato di abbandono. Le funi portante vennero rimosse solo negli anni novanta del secolo scorso. Il terribile incidente non causò, fortunatamente, vittime. Nel 1976 le seggiovie monoposto "Pecetto-Burki-Belvedere" furono sostituite da moderne e veloci seggiovie biposto. Queste ebbero, però, vita breve perché, nell'estate del 1979, le acque, straripate dal Lago delle Locce, devastarono con una forza incredibile la stazione intermedia posta all'Alpe Burki, danneggiando un tratto significativo di entrambe le seggiovie. Esse vennero ricostruite a tempo di record dalla ditta Marchisio, e tornarono in esercizio durante le vacanze natalizie. Negli anni novanta la diminuzione delle nevicate, causò un sempre minor numero di presenze. Nel 2006 la "Funivie Macugnaga Monterosa S.p.A.", società che si occupava degli impianti sciistici, fallì e la gestione di questi passò alla società "Monterosa Star s.r.l.", le cui quote sono in gran parte di proprietà del Comune di Macugnaga. Il 13 aprile 2009 si verificò un pericoloso incidente sulla funivia "Bill-Passo Moro": la fune di soccorso si ruppe improvvisamente, andando a cadere sulla sottostante seggiovia "Ruppenstein". I passeggeri, illesi, furono prontamente soccorsi in elicottero. La funivia riprese il proprio regolare esercizio il 26 dicembre 2009, dopo la sostituzione delle componenti danneggiate nell'incidente.
Grazie al buon innevamento, nell'estate 2010 fu possibile l'apertura della sciovia "San Pietro" per la pratica dello sci estivo. Quest'attività era cessata, da oltre un ventennio, a causa dello scarso innevamento. L'evento si ripetette nelle estati 2013 e 2014.
Dopo il termine della vita tecnica della sciovia "Joder" (2011), il 6 marzo 2012 terminò anche la vita tecnica della sciovia "Smeraldo", che venne temporaneamente sostituita con il riposizionamento del tapis roulant in precedenza situato al Centro Sportivo di Pecetto.

La località è molto frequentata nel periodo estivo per le passeggiate e il trekking, grazie anche alla presenza di diversi rifugi attrezzati. Il calendario delle manifestazioni estive annovera numerose proposte d'intrattenimento.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Macugnaga fa parte della Comunità montana Valle Ossola.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti di risalita attualmente in esercizio[modifica | modifica wikitesto]

  • Seggiovia biposto "Pecetto-Burki", costruita dalla ditta Marchisio nel 1979;
  • Seggiovia biposto "Burki-Belvedere", costruita dalla ditta Marchisio nel 1979;
  • "Funivia Staffa-Bill", costruita dalla ditta Piemonte Funivie nel 1959;
  • "Funivia Bill-Passo Moro", costruita dalla ditta Ceretti Tanfani nel 1962;
  • Sciovia "Alpe Burki (Burki III)", costruita dalla ditta CCM nel 2006;
  • Seggiovia biposto "Ruppenstein", costruita dalla ditta MEB Impianti nel 1999;
  • Sciovia "San Pietro", costruito dalla ditta MEB Impianti nel 1995;
  • Tapis roulant "Belvedere", costruito dalla ditta MEB Impianti;
  • Tapis roulant "Scuola 1";
  • Tapis roulant "Scuola 2"
  • Tapis roulant "Centro Sportivo" (ora riposizionato all'arrivo della funivia del Passo Moro in sostituzione della dismessa sciovia "Smeraldo");

Piste di sci alpino[modifica | modifica wikitesto]

  • Piste servite dalla seggiovia "Pecetto-Burki" (1370-1590 metri s.l.m.)
    • "Fontanone"
    • "Scoiattoli"
  • Piste servite dalla seggiovia "Burki-Belvedere" (1591-1900 metri s.l.m.)
    • "Ruonograbe"
    • "Belvedere"
    • "Rifugio"
  • Piste servite dalla sciovia "Alpe Burki" (1483-1655 metri s.l.m.)
    • "Burki"
    • "Gare"
  • Piste servite dalla funivia Bill-Passo Moro (1701-2804 metri s.l.m.)
  • Piste servite dalla seggiovia "Ruppenstein" (2347-2820 metri s.l.m.)
    • "Lago"
    • "Ruppenstein"
    • "Variante Pluviometro"
    • "Variante Gare"
    • "Variante Joder"
    • "Roccette"
    • "Roccette bis"
  • Piste servite dalla sciovia "San Pietro" (2767-2840 metri s.l.m.)
    • "San Pietro"
    • "Variante della Svizzera"
  • Piste servite dal tapis roulant "Rientro stazione funivia" (ex sciovia "Smeraldo")
    • "Smeraldo"

Rifugi alpini[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi sono i Rifugi alpini presenti sulle montagne di Macugnaga:

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 maggio 2011 ha ospitato l'arrivo della 19ª tappa del Giro d'Italia 2011 con la vittoria di Paolo Tiralongo.

Il Monte Rosa[modifica | modifica wikitesto]

La Cima dei Tre Amici[modifica | modifica wikitesto]

Altra cima famosa del Rosa (3.727 metri s.l.m.) è una delle poche cime (insieme alla Punta Grober) che non sono visibili da Macugnaga. La sua parete nord, alta 1.600 metri, fa da degno contorno alla Parete est del Monte Rosa. A differenza della Cima di Jazzi, la Nord della Tre Amici è essenzialmente di ghiaccio, con enormi seracchi sospesi; è perciò molto più pericolosa. Due le imprese storiche: la "Via Classica" di Agosti, Ceretti e Ragnani del 31 luglio 1955, e la "Via Claudio Ciampi" di Borghi, Cremonesi, Ossola del 20 settembre 1970, con passaggi su roccia di V grado e verticali su ghiaccio.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il film Quando la notte di Cristina Comencini è stato girato quasi interamente a Macugnaga (molte riprese sono state effettuate al Rifugio Zamboni-Zappa).

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Macugnaga panorama.jpg
Ingrandisci
Panorama sul gruppo del Monte Rosa con la chiesa vecchia e il tiglio monumentale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 01 gennaio 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Verbania: veleni in miniere d'oro dismesse in Valle Anzasca, sequestrati 4 ettari - Affaritaliani.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]