Macugnaga
| Macugnaga comune |
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Veduta della frazione Borca |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Stefano Corsi (lista civica) dal 16/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°58′0″N 7°58′0″E / 45.96667°N 7.96667°ECoordinate: 45°58′0″N 7°58′0″E / 45.96667°N 7.96667°E | ||||
| Altitudine | 1.327 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 98 km² | ||||
| Abitanti | 613[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 6,26 ab./km² | ||||
| Frazioni | Borca, Motta, Pecetto, Pestarena, Quarazza, Stabioli, Staffa | ||||
| Comuni confinanti | Alagna Valsesia (VC), Carcoforo (VC), Ceppo Morelli, Rima San Giuseppe (VC), Saas Almagell (CH-VS), Zermatt (CH-VS) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 28876 | ||||
| Prefisso | 0324 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 103039 | ||||
| Cod. catastale | E790 | ||||
| Targa | VB | ||||
| Cl. sismica | zona 3A (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona F, 4 030 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | macugnaghesi | ||||
| Patrono | Assunta | ||||
| Giorno festivo | 15 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Macugnaga (Makanà in Titsch, la locale lingua walser) è un comune italiano di 611 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola.
Indice |
Geografia [modifica]
Quasi al limite estremo della Valle Anzasca, derivazione laterale della Val d'Ossola, Macugnaga è sita ai piedi del Monte Rosa e della sua famosa parete Est. Si compone delle frazioni di: Staffa (sede comunale), Pecetto, Borca, Isella, Testa, Ripa, Opaco, Dorf/Chiesa Vecchia, Fornarelli, Quarazza, Pestarena, Motta e Stabioli. È l'unica località del Monte Rosa da dove si possa vedere la cima più alta del gruppo direttamente dal paese.
Il comune si estende dai 946 ai 4.638 metri (Monte Rosa) sul livello del mare.
Idrografia [modifica]
Il territorio comunale è solcato da numerosi corsi d'acqua, tutti tributari del torrente Anza. Questo nasce in territorio di Macugnaga, dalla fusione del Ghiacciaio del Belvedere, lambisce l'Alpe Burky e le frazioni di Pecetto, Opaco, Ripa, Staffa, Ronco, Testa, Isella, Borca, Fornarelli e Pestarena. Successivamente solca interamente la Valle Anzasca, sino a confluire nel Toce, presso Piedimulera.
In territorio di Macugnaga l'Anza è alimentato da numerosi affluenti. Il primo che vi si immette è il torrente Pedriola, proprio a monte di Pecetto. Il Pedriola è l'emissario del Lago delle Locce, piccolo bacino originato dalla fusione del Ghiacciaio omonimo, che ne delimita il versante nord. Il Pedriola attraversa l'omonima Alpe, dove sorge il Rifugio Zamboni-Zappa, dopo di che scorre incassato in un profondo vallone, ricevendo le acque di fusione del Ghiacciaio del Belvedere e quelle provenienti dalla zona dell'Alpe Rosareccio. Nei pressi dell'Alpe Burky, poco prima di immettersi nell'Anza, riceve inoltre le acque del Fontanone, grossa risorgiva alimentata dal Ghiacciaio del Belvedere.
A valle di Staffa, l'Anza riceve il suo principale tributario nel territorio di Macugnaga, il torrente Tambach, il quale nasce sotto le ripide pareti dell'alpe Bill dall'unione di alcuni ruscelli provenienti dalla zona del Monte Moro, originando una bella cascata visibile da Pecetto, successivamente scorre parallelamente alla passeggiata pedonale che da Pecetto conduce all'antico Dorf, lambendo la stazione di partenza della funivia Macugnaga-Bill, ed attraversa il centro di Staffa, scorrendo proprio a lato della piazza principale. È qui che riceve il maggiore affluente, l'Horlovono. Questo si origina dalle acque che scaturiscono nella zona delle Alpi Sonnnebierg e Bill, in seguito scorre ripidamente verso la valle, lambendo la località Prati. Nei pressi della piazza di Staffa si immette da sinistra nel Tambach. Dopo aver ricevuto le acque dell'Horlovono, il Tambach, si allontana dal centro di Staffa, sottopassa il sentiero che conduce ai caseggiati del Ronco e, poco oltre, va a confluire nell'Anza.
Il Tambach alimenta pure un piccolo corso d'acqua che attraversa l'antico Dorf. Questo piccolissimo rio si origina dal Tambach, poco a valle di Pecetto, nel punto in cui inizia il sentiero che conduce all'Alpe Bill. Successivamente il minuscolo ruscello scorre nei verdi prati situati a sinistra della passeggiata pedonale Pecetto-Staffa (il Tambach scorre a destra), giunto alle porte dell'antico Dorf walser, si immette in una piccola vasca, alimentando tra l'altro anche una fontana, dopo di che scorre proprio a lato della Chiesa Vecchia e del Tiglio secolare (il Vecchio Tiglio), infine, si reimette nel Tambach, nei pressi della stazione di partenza della funivia Macugnaga-Bill.
Altro affluente dell'Anza è il Rio della Testa, che si origina dalle acque provenienti dallo Joderhorn, scorrendo nella valle in cui si trovano i casolari dell'Alpe Meccia, infine si immette nell'Anza nei pressi della frazione Testa.
Decisamente importante è il torrente Quarazza, che percorre l'omonima Val Quarazza, laterale della Valle Anzasca. Si origina in alta valle, nei pendii sottostanti il Passo del Turlo, dopo di che riceve le acque di numerosi affluenti. Successivamente attraversa Crocette,avamposto delle miniere aurifere del paese e si immette nel bacino artificiale, la cui realizzazione determinò la sommersione di buona parte della frazione di Quarazza. Successivamente il torrente prosegue bagnando Fornarelli per immettersi, infine, nell'Anza, poco a valle di Borca.
Tributario dell'Anza è anche il torrente Val Rossa, proveniente dai ripidi pendii del Monte Battel che si immette nell'Anza a monte di Pestarena.
In territorio di Macugnaga si trovano inoltre numerosi laghetti alpini e un bacino artificiale: la diga della valle Quarazza, che si origina dal torrente omonimo e da numerosi affluenti minori (torrente Quarazzola, cascata della Pissa, ecc.). Importante è anche il Lago delle Locce, piccolo bacino glaciale situato ad oltre 2300 metri di quota. Esso è originato dalla fusione del Ghiacciaio delle Locce, la cui lingua glaciale termina proprio in corrispondenza del lago.
Non lontano dal Lago delle Locce, si trova il Lago Effimero, bacino completamente circondato dalle nevi perenni del Ghiacciaio del Belvedere. Si formò per la prima volta nell'estate 2002, ed all'epoca era uno dei più grandi laghi glaciali delle Alpi, in quanto conteneva 3,3 milioni di metri cubi d'acqua. Oggi si e proscuigato. Il Lago Smeraldo è, invece, un piccolo bacino che si origina in estate, generato dalla fusione delle nevi del Passo Moro.
Sopra l'abitato di Opaco, nei pressi dell'antico nucleo abitato del Buord, sorge la depressione del Lago Secco. Il bacino, asciutto per buona parte dell'anno, si riempie soltanto nei periodi di fusione delle nevi e di piogge intense e comunque raramente.
Storia [modifica]
I primi insediamenti stabili di coloni è avvenuto nella seconda metà del XIII secolo. Si trattava di un popolo proveniente dall'elvetica valle di Saas: i Walser. Stabilitisi nella parte alta della Valle Anzasca, come pure negli altri centri ossolani di Formazza e Ornavasso. Una volta valicato il passo del Monte Moro queste popolazioni avrebbero trovato nell'ampia conca glaciale un luogo idoneo per sviluppare la pastorizia e l'agricoltura, caratterizzando con elementi specifici della loro cultura l'architettura e la lingua un alto tedesco ancor oggi fermo nella semantica al 1300 dell'alta Valle Anzasca.
Ancora oggi sono visibili le tipiche abitazioni Walser, molte delle quali splendidamente restaurate con approccio conservativo, con basamenti in pietra, strutture e interni interamente in legno di larice, i caratteristici balconi ed il tetto in pietra a due falde ricoperto di lastre di beola, dette anche piode, o più raramente di scandole di larice. Come riscaldamento una stufa in pietra ollare, detta hofe, in genere riportante la data di costruzione dell'abitazione (alcune riportano date del XVI secolo). Uno splendido esempio di questa architettura è la casa museo Walser che si trova nella frazione Borca.
Dal punto di vista politico-amministrativo Macugnaga seguì parzialmente le vicende dell'Ossola. Inizialmente appartenente al Ducato di Milano, ne seguì il destino con le dominazioni spagnole e austriache. Nel 1743 con il Trattato di Worms l'Ossola venne aggregata al Regno di Sardegna. Sotto il profilo amministrativo Macugnaga, come tutta la Bassa Ossola, venne inclusa nella Provincia di Pallanza, ed inserita nel Mandamento di Vogogna. Nel 1818 con la soppressione del Mandamento di Vogogna, Macugnaga divenne parte del nuovo mandamento di Bannio, il quale fu riassegnato alla Provincia dell'Ossola. Con la nascita del Regno d'Italia la Provincia dell'Ossola fu trasformata in Circondario e venne inclusa nella Provincia di Novara. Macugnaga appartenne a questa Provincia sino al 1992, anno di istituzione della nuova Provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
La tradizione alpinistica [modifica]
| Per approfondire, vedi Parete est del Monte Rosa. |
Come la vicina Alagna Valsesia, posta a sud oltre il colle del Turlo, Macugnaga vanta una grandissima storia alpinistica legata soprattutto alla famosa parete est del Monte Rosa, la più alta delle Alpi. Con i suoi 2600 metri d'altezza e una larghezza di circa 3 chilometri, la parete, spazzata in continuazione dalle valanghe, è l'unica nel sistema alpino di dimensioni himalayane. La parete è stata frequentata da alcuni tra i più grandi scalatori di tutti i tempi come Matthias Zurbriggen, Julius Kugy, Lucien Devies, Jacques Lagarde, Alessandro Gogna, Ettore Zapparoli, Hermann Buhl, Kurt Diemberger, Patrick Gabarrou e Silvio Mondinelli.
Accanto alle grandi imprese che hanno contraddistinto la storia della località anche innumerevoli tragedie: nel cimitero della Chiesa Vecchia, la sezione dedicata agli alpinisti caduti sul Monte Rosa è particolarmente impressionante.
A Staffa, sede del comune di Macugnaga, il Museo della Montagna, istituito nel 1972, testimonia attraverso un percorso documentato, quante e di quale importanza siano state le pagine di storia alpinistica scritte sulle cime di questa valle. Tutte le più grandi imprese (ma anche le più grandi tragedie) si sono svolte sulla famosa parete Est. Tuttavia, sarebbe sbagliato ridurre tutto alla grande parete, dimenticando altre cime come la Tre Amici 3727m o la Cima di Jazzi 3804m, sulle quali si sono svolte imprese altrettanto epiche.
Le frazioni [modifica]
Pestarena [modifica]
Il primo nucleo abitato che si incontra dalla statale è Pestarena, situato su verdeggianti declivi ben individuati dal toponimo Matu (prato), con cui i Walser definivano la località.
Borca [modifica]
Il secondo centro macugnaghese è Borca, in lingua walser Burfugg, Nella parte più antica del paese si trova l'oratorio della Madonna della Neve. Costruito nel 1653 conserva all'interno una serie di notevoli affreschi devozionali Dalla frazione è possibile raggiungere in breve tempo la vicina Val Quarazza, che offre un panorama ancora incontaminato, sebbene la vecchia frazione di Quarazza sia stata quasi completamente sommersa con la costruzione di una diga (1948).
Staffa [modifica]
Staffa è l'attuale capoluogo comunale situato al centro della grande valle glaciale di Macugnaga. Poco sopra la frazione, al dorf, sorge la Chiesa Vecchia con il cimitero e l'antico tiglio all'ombra del quale per secoli si sono tenute le riunioni della comunità del paese. Il tiglio di Macugnaga ha circa settecento anni di vita, con una circonferenza di addirittura sette metri.
Sempre nel centro della frazione si trova la parrocchiale di Santa Maria Assunta. La costruzione iniziò alla fine del Settecento ed è affiancata da un alto campanile eretto solo nel 1936. L'edificio è a pianta rettangolare con una sola e sfarzosa navata e rivolge la sua facciata verso il fondovalle. Qui una lapide ricorda l'ascensione alla cima Dufour del Monte Rosa compiuta nel 1889 dal sacerdote Achille Ratti, poi divenuto papa con il nome di Pio XI.
Pecetto [modifica]
La frazione di Pecetto ha una chiara vocazione turistica, ultima tra le frazioni che formano il comune di Macugnaga: detta Zer Tannu in lingua walser. La frazione si divide in realtà in due località distinte: Pecetto sotto e Pecetto sopra, all'interno del quale sorge la Casa Pala dichiarata monumento nazionale quale antico e significativo esempio di tipica forma architettonica Walser. Da qui parte la Seggiovia Pecetto-Burki-Belvedere. NB: "Casa Pala " non è il nome dello stabile e il suddetto non è mai stato per intero della fam. Pala. Risale alla fine del Cinquecento ed è diviso verticalmente in 2 parti. La giusta denominazione è " Monumento Nazionale Walser" per metà (la destra) appartiene a Fam. Moretti e per metà (sinistra) alla Fam Pala.
Economia [modifica]
A partire dal 1700 iniziò lo sfruttamento dei giacimenti auriferi della valle. Dal 1710 in poi venivano avviati lavori di scavo per oltre 50 km di gallerie minerarie, finalizzate all'estrazione della pirite aurifera, che per tre secoli contrassegnò la vita della piccola frazione di Pestarena e di Borca. La miniera rimase in attività fino al 1961, chiudendo a causa di insostenibili e aumentati costi di gestione e occupava circa 300 persone, per i quali l'azienda estrattrice provvide a costruire un vero e proprio piccolo villaggio.Nelle zone di lavorazione del prezioso metallo,come in Valle Quarazza,i terreni sono rimasti inquinati da arsenico utilizzato per l'estrazione[3].
Attualmente rimangono centinaia di chilometri di gallerie scavate nella roccia, una parte delle quali visitabili dai turisti (miniera d'oro della Guia). Nei decenni seguenti il dopoguerra, Macugnaga ha avuto un progressivo sviluppo turistico estivo ed invernale.
Turismo [modifica]
L'attività turistica a Macugnaga affonda le radici già alla fine del 700 quando prima il Bartolozzi nel 1781 e poi il Conte Morozzo della Rocca nel 1787, decidono di visitare questi luoghi principalmente a scopo scientifico per misurare l'altezza delle montagne del Piemonte. Il conte Morozzo della Rocca in particolare, scopre la celebre parete Est del Rosa e ne tenta immediatamente la salita ma si deve arrestare quasi subito a nemmeno 2900 metri d'altezza. Informerà della scoperta il famoso naturalista Orazio Benedetto De Saussure che, dopo esser già stato in cima al Monte Bianco, si recherà in visita a Macugnaga nel luglio del 1789. Qui sale accompagnato da un cacciatore locale, Giovanni Battista Jacchetti, prima all'Alpe Pedriola, alla base della parete e poi sul Pizzo Bianco del quale raggiungerà l'anticima (3180m). Rimane affascinato alla vista della parete ma la reputa impossibile a causa della sua ripidezza e della sua terribile pericolosità. Da quella data, la presenza del ciclopico versante attirerà nel corso degli anni sempre più scalatori provenienti da ogni parte d'Europa, contribuendo così a scrivere il nome di Macugnaga tra le località più importanti dell'alpinismo internazionale. Sull'onda di questa crescente fama apriranno i prima alberghi: nella seconda metà dell'Ottocento, Domenico Oberto inaugura l'Hotel Monte Moro che diventerà in seguito la base logistica di molte imprese sul Rosa. Successivamente è l'avvento dello sci a lanciare la località anche nel novero delle stazioni sciistiche; oggi Macugnaga è una rinomata meta di turismo invernale: il centro dispone di 40 km di piste di discesa e moderni impianti di risalita, accoglienti strutture alberghiere e di ristorazione e negozi di articoli dell'artigianato locale. La sua collocazione geografica, spettacolare e molto scenografica, è stata scelta per set di numerosi produzioni tv e documentaristiche di altissimo livello naturalistico , culturale e cinematografico). Dall'abitato è possibile raggiungere tramite seggiovia il ghiacciaio del Belvedere a 1932m e tramite la funivia Macugnaga-Bill-Passo Moro il passo del Monte Moro a quasi 3000m di quota sul confine italo-svizzero.
A Macugnaga, i primi impianti di risalita comparvero negli anni cinquanta. Nel 1952 vennero inaugurate le seggiovie monoposto "Pecetto-Burki-Belvedere" e negli anni seguenti diverse sciovie. Nel 1959 vi fu l'apertura della funivia a campata unica "Macugnaga-Bill", che tre anni dopo venne prolungata, con la costruzione di un secondo troncone, fino ai 2900 metri del Passo Moro. Nel 1964 vi fu l'apertura dell'avveniristica funivia "Pecetto-Piani Alti". Vennero, inoltre, aperte sciovie al Passo Moro, all'Alpe Bill, all'Alpe Burki, tra Staffa e Pecetto, ai Piani Alti di Rosareccio. È questo il periodo di massimo sviluppo turistico per Macugnaga. Il 10 marzo 1975 una grossa valanga scesa dal Pizzo Bianco si schiantò contro il pilone di sostegno della funivia dei Piani Alti, causando il crollo e la distruzione della funivia. Il terribile incidente non causò, fortunatamente, vittime. Nel 1976 le seggiovie monoposto "Pecetto-Burki-Belvedere" furono sostituite da moderne e veloci seggiovie biposto. Queste ebbero, però, vita breve perché, nell'estate del 1979, le acque, straripate dal Lago delle Locce, devastarono con una forza incredibile la stazione intermedia posta all'Alpe Burki, danneggiando un tratto significativo di entrambe le seggiovie. Esse vennero ricostruite a tempo di record dalla ditta Marchisio, e tornarono in esercizio durante le vacanze natalizie. Negli anni novanta la diminuzione delle nevicate, causò un sempre minor numero di presenze. Nel 2006 la "Funivie Macugnaga Monterosa SpA", società che si occupava degli impianti sciistici, fallì e la gestione di questi passò alla società "Monterosa Star srl", le cui quote sono in gran parte di proprietà del Comune di Macugnaga. Il 13 aprile 2009 si è verificato un pericoloso incidente sulla funivia "Bill-Passo Moro": la fune di soccorso si è improvvisamente rotta, andando a cadere sulla sottostante seggiovia "Ruppenstein". I passeggeri, illesi, sono stati prontamente soccorsi in elicottero. La funivia ha, quindi, ripreso il proprio regolare esercizio, il 26 dicembre 2009, dopo la sostituzione delle componenti danneggiate nell'incidente.
Grazie al buon innevamento, nell'estate 2010 è stata possibile l'apertura della sciovia San Pietro per la pratica dello sci estivo. Quest'attività era cessata, da oltre un ventennio, a causa dello scarso innevamento.
Dopo il termine della vita tecnica della sciovia Joder, arrivato nel 2011, il 6 marzo 2012 termina anche la vita tecnica della sciovia Smeraldo, che viene temporaneamente sostituita con il riposizionamento del tapis roulant in precedenza situato al Centro Sportivo di Pecetto.
La località è anche e soprattutto frequentata nel periodo estivo, poiché offre un meraviglioso ambiente naturale alpino, con una verde vallata incastonata nella natura ai piedi della più alta parete delle Alpi (la "est" del Rosa) e numerose sorgenti d'acqua, ruscelli e cascate. È ideale per le passeggiate e per il trekking in montagna, con diversi rifugi presenti e il calendario delle manifestazioni e eventi estivi annovera in soli 3 mesi numerose proposte d'intrattenimento differenti nei periodi di maggior afflusso.
A Macugnaga è ancora vivo lo spirito della comunità Walser, con la sua accoglienza, i suoi usi e costumi, i suoi piatti tipici ed il Museo Walser. Il museo della montagna, a Staffa, raccoglie documenti sulle vicende legate alle scalate del Rosa.
Presso il comune è possibile anche visitare la Miniera d'oro della Guia.
Impianti di risalita attualmente in esercizio [modifica]
- Seggiovia biposto Pecetto-Burki, costruita dalla ditta Marchisio nel 1979
- Seggiovia biposto Burki-Belvedere, costruita dalla ditta Marchisio nel 1979
- Funivia Staffa-Bill, costruita dalla ditta Piemonte Funivie nel 1959
- Funivia Bill-Passo Moro, costruita dalla ditta Ceretti Tanfani nel 1962
- Skilift Alpe Burki (Burki III), costruita dalla ditta CCM nel 2006
- Seggiovia biposto Ruppenstein, costruita dalla ditta MEB Impianti nel 1999
- Skilift San Pietro, costruito dalla ditta MEB Impianti nel 1995
- Tapis roulant Belvedere, costruito dalla ditta MEB Impianti
- Tapis roulant Scuola 1
- Tapis roulant Scuola 2
- Tapis roulant Centro Sportivo (ora riposizionato all'arrivo della funivia del Passo Moro in sostituzione della dismessa sciovia Smeraldo)
Piste di sci alpino [modifica]
Ecco un elenco delle piste di sci alpino di Macugnaga. m
Piste servite dalla seggiovia Pecetto-Burki
- Fontanone
- Scoiattoli
Piste servite dalla seggiovia Burki-Belvedere
- Ruonograbe
- Belvedere
- Rifugio
Piste servite dallo skilift Alpe Burki
- Burki
- Gare
Piste servite dalla funivia Bill-Passo Moro
Piste servite dalla seggiovia Ruppenstein
- Lago
- Ruppenstein
- Variante Pluviometro
- Variante Gare
- Variante Joder
- Roccette
- Roccette bis
Piste servite dallo skilift San Pietro
- San Pietro
- Variante della Svizzera
Piste servite dal tapis roulant Rientro stazione funivia (ex sciovia Smeraldo)
- Smeraldo
Il Monte Rosa [modifica]
Altre cime del Monte Rosa di Macugnaga non appartenenti alla parete Est [modifica]
La Cima dei Tre Amici [modifica]
Altra cima famosa del Rosa, alta 3727 metri. È una delle poche cime (insieme alla Punta Grober) che non sono visibili da Macugnaga. La sua parete Nord, alta 1600 metri, fa da degno contorno alla Est del Rosa. A differenza della Cima di Iazzi, la Nord della Tre Amici è essenzialmente di ghiaccio, con enormi seracchi sospesi; è perciò molto più pericolosa. Due le imprese storiche: la Via Classica di Agosti, Ceretti e Ragnani il 31 luglio 1955, e la Via Claudio Ciampi di Borghi, Cremonesi, Ossola del 20 settembre 1970, con passaggi su roccia di V grado e verticali su ghiaccio.
Sport [modifica]
Ciclismo [modifica]
Il 27 maggio 2011 ha ospitato l'arrivo della 19ª tappa del Giro d'Italia 2011 con la vittoria di Paolo Tiralongo.
Amministrazione [modifica]
Macugnaga fa parte della Comunità Montana Monte Rosa.
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[4] 
Etnie e minoranze straniere [modifica]
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 14 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Romania 9 1,47%
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ http://affaritaliani.libero.it/piemonte/verbania-veleni-in-miniere-d-oro-dismesse-in-valle-anzasca-sequestrati-4-ettari051112.html
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Sito ufficiale del turismo a Macugnaga
- I borghi più belli d'Italia: Macugnaga
- Galleria Immagini di Macugnaga
- Sito ufficiale del Comune di Macugnaga
- Sito informativo su Macugnaga e Monte Rosa
- Forum di discussione su Macugnaga
- Sito informativo su Macugnaga e il Monte Rosa, la Valle Anzasca
- Sito Macugnaga.it
- Foto di Macugnaga
- Foto del Monte Moro
- Miniera d'oro della Guia - Macugnaga
- Webcam