Baceno

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Baceno
Panorama di Baceno
Chiesa monumentale di San Gaudenzio a Baceno
Baceno - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Piemonte
Provincia: stemma Verbano-Cusio-Ossola
Coordinate: 46°16′0″N 8°19′0″E / 46.26667, 8.31667Coordinate: 46°16′0″N 8°19′0″E / 46.26667, 8.31667
Altitudine: 655 m s.l.m.
Superficie: 68,7 km²
Abitanti:
939 30-09-2008
Densità: 13,67 ab./km²
Frazioni: Crampiolo, Crino, Croveo, Devero, Goglio di Baceno, Graglia, Osso, Uresso 
Comuni contigui: Binn (CH-VS), Crodo, Formazza, Grengiols (CH-VS), Premia, Varzo
CAP: 28861
Pref. telefonico: 0324
Codice ISTAT: 103006
Codice catasto: A534 
Nome abitanti: bacenesi 
Santo patrono: San Gaudenzio 
Giorno festivo: 22 gennaio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Baceno (in insubre Bascén) è un comune di 939 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola.

Indice

[modifica] Storia

Numerosi reperti archeologici testimoniano la presenza di insediamenti umani già nel III millennio a.C. Il ritrovamento di un’accetta risalente a quell’epoca, infatti, testimonia la presenza di cacciatori nomadi su questi monti già dalla fina della Preistoria. Numerosi altri reperti indicano la probabile presenza di antichi villaggi in tutta l’area di confluenza tra il torrente Devero ed il Toce. Se gli insediamenti antichi sono certi ma in larga parte ancora avvolti nel mistero, dalla fine dell’Alto Medioevo la presenza di comunità stabili in valle è testimoniata dalla prima costruzione di una cappella di S. Gaudenzio, ceduta nel 1039 da Gualberto, vescovo di Novara, ai canonici di S. Maria di Novara, e che diventerà poi la chiesa di Baceno. Nei secoli seguenti l’anno Mille Baceno cresce con abitati sparsi attorno alla chiesa che si trovava in una posizione nevralgica alla confluenza di due valli, con i pascoli di Devero che rappresentavano fonte di vita per i pastori, e la bocchetta d’Arbola, fonte di traffici mercantili. Lo sviluppo di Baceno nei secoli seguenti è testimoniato dagli ampliamenti della chiesa nei secoli XIII e XVI. Lo sviluppo di quei periodi è legato in larga parte alla colonizzazione dei pascoli nelle valli laterali (Bondolero, Esigo, Agaro, Devero).

L’organizzazione sociale è basata sulla vicinia, il possesso comune di boschi e pascoli da parte dei terrieri di Baceno. Baceno e Croveo costituivano uno dei quattro quartieri in cui era suddivisa la giurisdizione in Antigorio retta da un Podestà. Durante l’occupazione Svizzera (1512-1515), la Pretura d’Antigorio, corte giudiziaria, ebbe sede alla torre di Baceno, costruita prima del 1340 da Guifredo de Rodis-Baceno. Nella Loggia di Giustizia venivano risolte le controversie tra le varie comunità antigoriane per il possesso di pascoli ed alpeggi.

Durante il periodo Sforzesco vennero restaurate le torri difensive distrutte dalle invasioni svizzere. Venne così realizzato un sistema di comunicazione attraverso fuochi e segnali di fumo che permetteva di comunicare velocemente dai valichi alpini fino ad Arona. Nella valle del Devero i capisaldi principali erano tre: la torre di Baceno, il campanile di Croveo e lo sbarramento del Passo. Questa torre era a tre piani e doppia porta arcuata e fungeva da posta per il pagamento del pedaggio da parte delle carovane che muovevano verso la bocchetta d’Arbola per raggiungere i ricchi mercati della Svizzera centrale.

I secoli che vanno dal XV al XVII vedono la vita delle comunità antigoriane segnate da tre vicende: le lotte di fazione, le epidemie di peste ed i processi alle streghe di Croveo. Dopo le lotte tra gli Spelorci (guelfi) ed i Ferrari (ghibellini) nei secoli XIII e XIV, quel “cancro che face serva l’Itali per molti secoli” riesplose agli inizi del Cinquecento, quando si videro lotte cruente tra i Ponteschi (seguaci della famiglia Da Ponte di Domodossola) e i Brenneschi (de Rodis-Baceno, Della Silva di Crevola, Marini di Crodo, Campieno di Cravegna, Grazioli e Guenza di Premia).

Ogni famiglia potente aveva i suoi bravi. Le grida dell’imbelle governo spagnolo nulla potevano contro i banditi trincerati e difesi nelle loro torri di Cristo, Baceno, Rondola, Rencio e Crevola. Più temuti e violenti erano i Marini di Crodo. Costoro entravano nelle chiese scortati da fieri mastini e punivano il sacerdote che avesse iniziato le funzioni prima del loro intervento. E’ fama che facessero anche un infame ladroneccio di femmine, che, dopo di aver disonorate, facevano morire col solletico. Pretendevano pure dalle spose le nuziali primizie. Giovanni de Maurizi, 1927 La guerra civile si concluse con l’uccisione dei capitani Gaspare e Baldassarre de Rodis-Baceno nel 1527 ad opera di sicari inviati da Pietro Giovanni Da Ponte. L’assassinio ebbe vasta eco in tutta l’Ossola e Da Ponte venne bandito e i suoi beni confiscati. In tal modo scomparivano due delle più illustri casate ossolane; la valle andò pacificandosi, ma non mancarono ulteriori soprusi e prepotenze.

In poco più di un secolo, dal 1513 al 1630, Baceno fu colpita da cinque epidemie di peste, portate da mercanti e viaggiatori. Nel 1513 un mercante di Croveo la importò dal Vallese e questa si propagò fino a Domodossola facendo più di 330 morti in pochi mesi. Nel 1550 venne portata da una partita di lana proveniente dal Vallese, nel 1613 morirono di peste sedici persone a Uresso. Risale ai periodi di peste l’erezione di oratori dedicati ai SS. Rocco e Sebastiano, come quello di Esigo. Tra il 1570 ed il 1610 si svolsero i processi contro le streghe di Croveo e Baceno accusate di heretica pravità. Quaranta donne e due uomini vennero torturati e processati per atti di stregoneria dall’Inquisizione domenicana e dal Tribunale Diocesano di Novara. Il 31 maggio 1575 vengono messe al rogo e bruciate vive Giovanna “la Fiora” di Croveo e Gaudenzia Foglietta di Rivasco. Tra il 1609 ed il 1611 un maxi processo vide dieci donne di Croveo e Baceno morire nelle carceri vescovili di Novara.

Gianbattista Beccaria (XVII sec) vede nel fenomeno delle streghe di Croveo la sopravvivenza di antichi riti pagani in sacche culturali marginali confinate sulle Alpi Lepontine per cui il demonio potrebbe essere la trasformazione, nel cupo clima della controriforma, dell’antichissimo culto del dio celtico Cernumnos, raffigurato con corna e gambe incrociate. Forse a baluardo contro le pratiche stregoniche si può far risalire la costruzione a metà del XVII secolo della chiesa di Croveo dedicata a S. Maria; la grande porta in legno scolpita teneva lontani antichi riti pagani.

La parrocchiale di Croveo fu eretta tra il 1618 ed il 1641 dagli emigranti di Croveo a Roma. Le autorità ecclesiastiche dell’epoca guardavano con diffidenza alla comunità di Croveo a causa dell’accanimento con cui cercavano di staccarsi da Baceno e per la tradizione mercantile che portava gli abitanti di Croveo oltralpe in terra di eretici. Tra il 1596 ed il 1615 la comunità di Croveo, che allora contava 174 famiglie e 1009 abitanti divisi in otto villaggi, si rivolse al vescovo Carlo Bescapè chiedendo una parrocchia autonoma. Tale richiesta fu fortemente avversata dai curati di Baceno per i quali la separazione significava una diminuzione di entrate fiscali. Alla fine fu concessa soltanto una cappellania dipendente da Baceno.

Tra il XVI ed il XIX un flusso emigratorio portò generazioni di uomini di Croveo e Baceno a Milano, Bologna e Roma, dove esercitavano le professioni di muratori, panettieri e pastai. Pietro Paolo Sala di Croveo fu pittore e chirurgo a Roma nei primi anni del Seicento.

Superate le difficoltà ed i litigi del Seicento, la storia di Baceno vede nel Settecento il consolidarsi dell’economia agro-pastorale che vede un ordinamento normativo nei Bandi Pastorali del 1780. In questi anni si collocano le dispute con le altre comunità valligiane per il possesso degli alpeggi; grazie alla crescita dell’economia si assiste anche ad un modesto aumento demografico. I prodotti principali erano il fieno ottenuto in due tagli, la segale, le patate, le castagne ed il vino (nel 1805 514 brente).

Nel 1836 il chimico domese Giovanni Antonio Bianchetti segnalò le acque termali di Baceno “Questa sorgente frequentata dalle lavandaie che vi accorrono e perché trovano tiepida la sorgente e perché le sostanze alcaline che vi si rinchiudono, fanno risparmiare il sapone, ha una virtù molto salutifera nelle eruzioni cutanee; ed alcuni individui, presi da rogna già inveterata e recidiva, guarirono col tuffarsi più volte il essa.”

Dopo il 1860 compaiono le prime attività estrattive; nel 1861 una miniera d’oro in concessione a Luigi Alberti sul Rio Ghendola, un’altra miniera aurifera in galleria alla Vallaccia di Goglio, dal 1875 al 1897 fu attiva una cava d’amianto alle pendici del Cervandone, sopra all’alpe della Rossa di Devero.

L’Ottocento fu anche secolo di gravi calamità naturali: nel 1839 il torrente Rossa inghiaiò i pascoli di Devero, le valanghe del 1841 distrussero varie case e stalle a Goglio, le nevicate del 1888 causarono tre morti e la distruzione di numerose case.

Nel 850 don Remigio Capis, parroco di Croveo, e Giacomo Girardi costituirono la prima banda musicale composta da dodici suonatori. Nel 1875 fu costituita la latteria turnaria di Baceno, la prima della valle. Fu un notevole passo avanti in quanto fino a quel momento il latte veniva lavorato in casa da ogni famiglia; i prodotti spesso inacidivano, mentre con la latteria migliorò la qualità e la quantità dei prodotti. Nel 1920 c’erano 30 latterie in tutta l’Ossola.

[modifica] Frazioni

  • Goglio di Baceno: si trova a 1133 m s.l.m. e costituisce l'ultimo paese della valle di Devero prima della vasta conca dell'Alpe Devero, che chiude la vallata. Vi si trova la chiesa della Santa Croce, risalente al XVII secolo e un monumento ai caduti partigiani. Prima della costruzione della carrozzabile che collega Goglio alla frazione di Devero, i due centri erano collegati da una funivia turisticamente rilevante. Negli anni sessanta furono costruiti inoltre due skilift ("Chiovende" e "Baby"), che servivano cinque piste, tre medie e due facili, per circa 6 km complessivi. Gli impianti hanno chiuso poco dopo lo smantellamento della funivia.
  • Crino di Baceno
  • Croveo di Baceno
  • Uresso di Baceno
  • Graglia di Baceno
  • Osso di Baceno
  • Beola[1] di Baceno

[modifica] Luoghi di interesse artistico

La chiesa di San Gaudenzio risalente al XIII secolo, costruita in stile romanico-gotico, fu ampliata all'inizio del XVI secolo. Il portale rinascimentale conserva una pregevole Adorazione dei Pastori; sul lato destro è presente un grande affresco di Zanetti. Il campanile è a cuspide.

[modifica] Gemellaggi

Gemellata con il Comune, o meglio Gemeinde, di Binn nel Canton Vallese della Confederazione Svizzera raggiungibile attraverso il Passo dell'Arbola. A tal proposito visita il sito http://www.BacenoBinn.it nato da un progetto Interreg.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Stefano Costa (Orizzonti Nuovi) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0324 62018
Posta elettronica: comune.baceno@reteunitaria.piemonte.it

[modifica] Note

  1. ^ In questa località piemontese si è iniziata l'estrazione della beola, pietra particolarmente adatta alla copertura dei tetti. La denominazione è relativamente recente e la sua diffusione risale agli anni trenta del secolo XX. Cfr.: Ottavio Lurati, Toponynimie et géologie, in Quaderni di semantica, anno XXIX, numero 2, dicembre 2008, 450-451.

[modifica] Collegamenti esterni

Sito della Chiesa di San Gaudenzio


Strumenti personali