Vogogna

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Vogogna
comune
Vogogna – Stemma
Vogogna – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbania
Amministrazione
Sindaco Enrico Borghi (lista civica) dall'08/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate 46°00′00″N 8°17′00″E / 46°N 8.283333°E46; 8.283333 (Vogogna)Coordinate: 46°00′00″N 8°17′00″E / 46°N 8.283333°E46; 8.283333 (Vogogna)
Altitudine 226 m s.l.m.
Superficie 15 km²
Abitanti 1 785[1] (31-12-2010)
Densità 119 ab./km²
Comuni confinanti Beura-Cardezza, Pallanzeno, Piedimulera, Pieve Vergonte, Premosello-Chiovenda
Altre informazioni
Cod. postale 28805
Prefisso 0324
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 103077
Cod. catastale M111
Targa VB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti vogognesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vogogna
Sito istituzionale

Vogogna (Vogogna in piemontese, Vugògna in dialetto ossolano) è un comune di 1.702 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola, situato al centro della Val d'Ossola.

Il comune fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia[2] e insignito dal 2011 della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[3].

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Vista del paese

Parte del suo territorio è compresa nel Parco Nazionale della Val Grande ed è anche sede dell'Ente Parco.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo potrebbe trarre origine dal nome dall’antico popolo che abitava queste terre prima dei Romani, i Galli Agoni: Vallis Agonum, valle degli Agoni. Una lapide risalente al 196 d.c. testimonia la presenza romana a Vogogna. L'epigrafe si trova tra il ponte della Masone e Dresio. Indica il punto d’inizio del trattato alpino del percorso stradale. Il testo, molto danneggiato si interpreta: "Via fatta per [...] con sesterzi 22.600 sotto il secondo consolato di Caio Domizio e il primo di Publio Fusco con curatori dell’opera Marco Valerio e Salvio; fornitore dei marmi è stato … per [...] di Venusto conduttore pubblico [...]. "

Capitale dell'Ossola Inferiore[modifica | modifica sorgente]

Il paese, citato per la prima volta in un documento notarile del 970 d.c., rimane un villaggio di contadini fino al XIII secolo, quando Vogogna, per la sua collocazione geografica, viene scelto come capoluogo dell’Ossola Inferiore. Nel 1014 l’imperatore Arrigo II dona il contado dell’Ossola al vescovo di Novara. Vogogna diventa vassalla di Vergonte, poi Pietrasanta. A seguito della distruzione di quest'ultima (1328) a causa di una disastrosa alluvione, diviene il centro della vita politico-amministrativa della Bassa Ossola e quindi sede della Giurisidizione dell’Ossola Inferiore che comprendeva le Quattro Terre: Masera, Trontano, Beura e Cardezza, conservandola fino al 1818 quando il mandamento passerà a Ornavasso.

Sviluppo e decadenza[modifica | modifica sorgente]

Nel 1342 passa sotto il controllo dell’Arcivescovo di Milano e viene destinata a baluardo a difesa del ducato. Nel 1348 i Visconti vi costruiscono il castello e ristrutturano mura e rocca. Nel 1375, la rivalità tra Domodossola, capitale dell’Ossola Superiore, e Vogogna, culmina con il sacco di quest’ultima da parte degli avversari. Nel 1411 Vogogna respinge gli invasori svizzeri ma nel 1416 si allea con questi contro l’Ossola Superiore. Tra il 1450-1535, durante la signoria degli Sforza e sotto il governo dei Borromeo (1416-1600) Vogogna diventa un fiorente borgo, centro di traffici e commerci lungo l’antica strada del Sempione che lo attraversa. Il periodo di relativa floridezza economica e rilevanza militare, durerà fino all'inizio della dominazione spagnola[4] 1535-1706). La decadenza del paese si aggrava durante il governo austriaco (1706-1743), e quello dei Savoia (1743-1789).

Nel 1819, Vogogna perde la giurisdizione sull’Ossola Inferiore e diventa semplice comune.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Castello Visconteo[modifica | modifica sorgente]

Il Castello Visconteo

Costruito nel 1348 per volere di Giovanni Visconti, vescovo di Novara. Nello stesso periodo viene costruita una cinta di mura più ampia per proteggere l'intero paese e il Palazzo del Pretorio. La pianta della struttura è irregolare, e rispecchia l'orografia del terreno nonché le diverse fasi costruttive.

Nel 1798 il Castello diventa proprietà del comune e viene utilizzato come prigione per detenuti comuni e politici. Il Castello viene chiuso al pubblico nel 1970, fino ai restauri iniziati nel 1990; è stato riaperto nel 1998. Successivamente sono continuati i lavori di sistemazione terminati nel 2004. Le nuove infrastrutture sono state inaugurate il 4 giugno del 2005.

Rocca[modifica | modifica sorgente]

Poco sopra il castello si trovano le rovine dell'antica rocca risalente al IX-X secolo. Non si conoscono con certezza le funzioni originarie: roccaforte difensiva o torre d'avvistamento inserita nel sistema difensivo che correva lungo la valle. Diventa una vera struttura difensiva con i lavori di ristrutturazione avviati contestualmente alle opere del Castello e del Palazzo Pretorio. Viene distrutta nel XVI secolo durante una scorreria dei vallesani.

Palazzo Pretorio[modifica | modifica sorgente]

Il Palazzo Pretorio

Costruito nel 1348, per volontà di Giovanni Visconti, vescovo di Novara, come sede del Vicario. Si trova ai piedi della scalinata che conduce al castello. È stato sede fino al 1819 del governo dell’Ossola Inferiore.

Il Palazzo viene chiuso nel 1979, per un programma di restauri, ed è stato riaperto al pubblico il 27 febbraio 1998: attualmente è uno spazio polifunzionale, utilizzato anche come sede di convegni.

L'edificio riprende il modello architettonico del broletto lombardo ed è sostenuto da archi a sesto acuto che poggiano su colonne. Lo spazio coperto sotto al porticato era utilizzato per le assemblee pubbliche e come mercato mentre la parte superiore ospitava l'amministrazione civile e giudiziaria. All'interno e all'esterno sono ancora in parte visibili frammenti dell'antica decorazione pittorica tra cui lo stemma visconteo in alto sulla facciata.

Intorno al Pretorio si trovano le dimore più signorili, come Villa Biraghi Lossetti (1650).

Mascherone celtico[modifica | modifica sorgente]

Il Palazzo Pretorio ospita il suo interno il mascherone celtico, in pietra ollare, originariamente posto nel cortile della Chiesa di San Pietro, dove, almeno dal 1753, era inglobato in una fontana, decorata superiormente con un affresco ("Battesimo di Gesù ad opera di S.Giovanni Battista"). La maschera è una figura maschile che potrebbe rappresentare un dio silvestre o un eroe celtico. Gli elementi decorativi sono tipici del IV secolo a.C. anche se alcuni studiosi, pur collegandolo al mondo e alla coltura celtica lo datano in epoca posteriore alla conquista romana o addirittura all’alto medioevo. L’adattamento della maschera in pietra al sostegno del tubo di fuoriuscita dell’acqua ha modificato profondamente l’espressione originale del viso.

Chiesa Parrocchiale[modifica | modifica sorgente]

Chiesa neogotica, dedicata al Sacro Cuore di Gesù, edificata tra il 1894 e il 1904.

Chiesa di S. Pietro[modifica | modifica sorgente]

In frazione Dresio, di antica origine, si trova la Chiesa di San Pietro, la prima parrocchiale, di probabile origine longobarda. Al suo interno si trovano due pregevoli affreschi del XV secolo. Per l'interessante figura di santo dell'Ordine dei Servi di Maria è stata recentemente proposta l'identificazione in Pellegrino Laziosi, il più importante tra i santi di tale ordine.
Nel cortile, il mascherone celtico è copia dell’originale custodito nel Palazzo Pretorio.

Altri monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Monumento a Chavez: in memoria del primo transvolatore delle Alpi, caduto con il suo aereo nella piana di Domodossola durante l'atterraggio al termine della sua impresa
  • Antica fontana in marmo rosa di Candoglia, nella piazzetta antistante Palazzo Pretori
  • Casa Marchesa, la più antica abitazione nobiliare nel borgo (1350), nell’antica piazza Camillo, già al di fuori della cinta muraria
  • Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale, in piazza Stefanina
  • Oratorio del Cimitero già Chiesa del Convento dei Serviti (Sec. XV)
  • Resti della strada romana alla Masone, osservabile immediatamente a valle del ponte della Masone sul fiume Toce a nord del paese
  • Resti dell'antico pontile d'attracco dei traghetti per l'altraversamento del Toce, in località Masone, un tempo controllato dai Cavalieri di Malta che avevano una commanderia e disponevano nelle vicinanze di un ospizio per i pellegrini.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

  • A.C.O.I. Associazione Culturale Ossola Inferiore - Vogogna

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è S.D. Vogogna 1982 Calcio che milita nel girone A piemontese-valdostano di 1ª Categoria. È nata nel 1982.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Fonte dal sito de I borghi più belli d'Italia
  3. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  4. ^ Per la ricostruzione del clima durante la dominazione spagnola è interessante leggere la ricostruzione della faida tra due famiglie locali gli Albasini e gli Albertazzi
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]