Steatite

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Steatite
Mineraly.sk - mastenec.jpg
Categoria Roccia metamorfica
Minerali principali talco, magnesite, dolomite
Minerali accessori clorite, anfibolo, epidoto, albite, mica
Tessitura lepidoblastica
Colore Verde,Bianco,Crema,Nero,Rosso
Utilizzo Arti plastiche,industria cosmetica,farmaceutica,costruzione di stufe

La steatite, conosciuta anche con i nomi di pietra saponaria, gesso di Briançon e pietra ollare, è una roccia metamorfica somigliante alla giada anche se con un aspetto maggiormente polveroso.

Solitamente è di colore verde, ma esistono varianti bianche, crema, nero o rosso. Nel nord Italia è diffusa nei colori rosso e verde chiaro e si rinviene spesso associata ad affioramenti di rocce ofiolitiche tipiche del basso Piemonte e dell'entroterra della Liguria. È una variante del talco del quale condivide numerose caratteristiche tra cui la finezza della polvere residua della lavorazione. Questa polvere è scivolosa al tatto e ciò le ha procurato l'etimologia del nome, che proviene dal greco steàzein, "rendere grasso", o da stèatos, genitivo di stèar, "grasso".

La steatite, diffusa quasi in ogni continente del globo, si compone di

La presenza di talco la rende estremamente lavorabile, i restanti componenti le assicurano la compattezza e la durabilità. È difatti una pietra molto tenera la cui durezza nella scala di Mohs è 1.

La steatite viene utilizzata da secoli da ogni popolo per scopi differenti, data sia la facilità di modellarla anche con strumenti metallici relativamente semplici sia quella di pulirla, levigarla per renderla lucida e "finita". La sua lavorabilità e durabilità ne hanno fatto una scelta felice per molti scultori, che hanno lasciato in eredità oggetti artistici, oggetti di culto e numerose opere tra cui sigilli cinesi oggi visibili, ad esempio, al Museo Guimet a Parigi. Opere in steatite sono state rinvenute nelle tombe dei faraoni, negli igloo del nord, nei templi e palazzi della Cina e dell'India e in quasi ogni angolo del globo.

Venduta a peso dai fornitori di arti plastiche, si presenta in forma di grossi blocchi allungati che variano dai 20 ai 50 cm di cui, data la frangibilità del materiale, è opportuno controllare l'integrità.

La steatite, nota anche come gesso di Briançon, è un componente di alcune qualità di talco preparate per l'industria cosmetica e farmaceutica.

La statite è resistente al fuoco e non si deteriora alle alte temperature, il suo profilo termico è pertanto adatto alla costruzione di stufe. Questa materia che si lascia lavorare con facilità, ha una conduzione termica circa 8-10 volte maggiore rispetto al materiale refrattario. Il suo peso specifico è circa due volte quello dei mattoni refrattari tradizionali e la sua capacità di accumulare calore è circa due volte e mezzo maggiore. Quest'ultima capacità la rende particolarmente adatta alla costruzione di stufe in maiolica.

Venne frequentemente utilizzata per costruire stufe di alta qualità tanto che, anche nelle terre più fredde, era sufficiente accenderle ogni due giorni: in Finlandia alcune stufe erano tanto preziose da venire tramandate di padre in figlio e da influenzare addirittura i criteri di costruzione della casa, che non di rado veniva riedificata attorno alla stufa in caso di ristrutturazioni.

A tutt'oggi è un materiale affidabile, amato e usato da artisti, costruttori di stufe e fuochi, piastre calde, produttori di cosmetici o medicinali.

La presenza di talco, con il pericolo di inquinamento da asbesto, pone la pietra in stato di osservazione per possibili pericoli di asbestosi, a causa della polvere respirata in fase di lavorazione.

Media[modifica | modifica sorgente]

La steatite è oggetto del tributo semi-parodico di Sir Linfereo "La pietra ollare, origine ed utilizzo" circa i metodi di estrazione ed uso della stessa.[1] Tale riferimento utilizza i temi proposti da una nota trasmissione televisiva riproponendoli in maniera alquanto più efficace e ironica ma analogamente istruttiva.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.youtube.com/watch?v=HcwE92vXlGQ

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