Mergozzo
| Mergozzo comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Paolo Tognetti (lista civica) dal 8/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°58′0″N 8°26′0″E / 45.96667°N 8.43333°ECoordinate: 45°58′0″N 8°26′0″E / 45.96667°N 8.43333°E | ||||
| Altitudine | 196 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 27,35 km² | ||||
| Abitanti | 2 167[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 79,23 ab./km² | ||||
| Frazioni | Albo, Bettola, Bracchio, Candoglia, Montorfano, Nibbio, Campone | ||||
| Comuni confinanti | Gravellona Toce, Ornavasso, Premosello-Chiovenda, San Bernardino Verbano, Verbania | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 28802 | ||||
| Prefisso | 0323 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 103044 | ||||
| Cod. catastale | F146 | ||||
| Targa | VB | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 570 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | mergozzesi | ||||
| Patrono | santa Maria Vergine Assunta | ||||
| Giorno festivo | 15 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Mergozzo (Mërgheus in piemontese, Margözz in dialetto ossolano) è un comune di 2.135 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola affacciato sul lago omonimo e porta meridionale della Valle Ossola, della cui omonima Repubblica indipendente (Settembre-Ottobre 1944) rappresentava il confine a Sud, col vicino abitato di Ornavasso.
A Mergozzo ha sede un piccolo museo archeologico che presenta tutti gli aspetti dei popoli antichi che abitavano l'Ossola. La primaria forma di economia locale è la lavorazione e l'estrazione della pietra granitica.
In una villa posta sotto la frazione di Bracchio, munita di un vasto parco colmo di piante esotiche, ha sede la scuola elementare. Nel plesso della scuola si trova la sede del Mergozzo Canoa Club, società sportiva di canoa protagonista di importanti competizioni.
Indice |
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] L'Olmo
Il simbolo incontrastato di Mergozzo è sicuramente l'Olmo, una pianta secolare, completamente cava, che si trova sulla riva del lago al centro della piazza principale del paese.
L'Olmo era già presente a Mergozzo dal 1600 come testimonia la più antica raffigurazione del paese conosciuta: la pala d'altare della Madonna del Rosario, dipinta nel 1623 da Carolus Canis, e conservata nella chiesa parrocchiale[3].
Anticamente sotto di esso le autorità locali si riunivano per le decisioni riguardanti la comunità e per amministrare la giustizia.
L'Olmo di Mergozzo è annoverato tra gli "alberi monumentali" del Piemonte[4].
[modifica] Il porticato delle cappelle
Il porticato delle cappelle si trova al fianco della chiesa parrocchiale.
Inizialmente la zona racchiusa dal porticato era un cimitero, in seguito al suo trasferimento nella sede attuale, nel 1759 [5] furono realizzate a ridosso del muro perimetrale tredici cappelle della "Via Crucis", affrescate dal pittore Giovanni Battista Ronchelli. Solo in seguito venne costruito il porticato.
Fra il 2002 e il 2005 sono stati svolti dei lavori di restauro per riportare alla luce i colori originali degli affreschi.
[modifica] Tradizioni e folclore
[modifica] La Fugascia
La Fugascia (Focaccia) o Fugascina è il dolce tipico di Mergozzo. Era tipicamente preparata ed offerta durante la festa di Santa Elisabetta del rione Sasso.
[modifica] Frazioni e Località
[modifica] Candoglia
In questa frazione (chiamata Canduja in dialetto) si trova la cava di marmo donata dagli Sforza alla Veneranda fabbrica del Duomo come benevolenza cittadina; il Duomo di Milano fu costruito con il marmo rosa di Candoglia.
Ancora oggi la cave sono di proprietà della Fabbrica, che le utilizza per i continui restauri e rifacimenti necessari al Duomo.
[modifica] Bracchio
Bracchio (probabilmente dal tardo latino "brachius" = braccio [6]) si trova in posizione sopraelevata rispetto all'abitato del capoluogo mergozzese da cui si accede attraverso via Bracchio e via ai Mulini. Il nucleo principale dell'abitato è adagiato sulle pendici del Monte Vercio di cui rappresenta la porta per il principale sentiero (la mulattiera) che conduce all'Alpe Vercio. Il paese è caratterizzato da un tessuto urbanistico tipicamente medievale, strade strette dalla tipica pavimentazione con sassi detti burel. La chiesa principale è quella San Carlo (XV secolo), ma interessanti sono anche Santa Maria al Cimitero e la Madonna di Vercio all'Alpe Vercio.
[modifica] Albo
In Albo si trova la chiesa dell'Annunciazione di Maria (1577).
[modifica] Nibbio
Dalla frazione si ammirano i Corni di Nibbio, aspre vette montuose che superano i 2000 metri.
[modifica] Montorfano
Piccolo villaggio situato tra i boschi sul monte dallo stesso nome che domina il lago di Mergozzo.
Il granito bianco locale è celebre: con questo materiale vennero realizzate nel 1506 le colonne del porticato del Lazzaretto di Milano e nel 1830 le colonne di San Paolo fuori le Mura a Roma.
La chiesa di San Giovanni Battista (XII secolo), in blocchi di granito con copertura a beole, ha pianta a croce latina, con tiburio ottagonale ornato da archetti pensili. Nella chiesa è presente una pala di altare, opera di Luigi Reali, pittore fiorentino del XVII secolo operante nella zona, che raffigura la Madonna del Carmine tra i SS. Giovanni Evangelista e Rocco.
Scavi archeologici, condotti sotto il controllo della Soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte, hanno messo in luce interessanti strutture precedenti all'edificio attuale. Nell'area si sono succedute tre fasi: una paleocristiana, una carolingia e l'attuale di età romanica. All'interno della chiesa si possono ammirare i resti del fonte battesimale paleocristiano, mentre di fianco all'esterno troviamo i resti della basilica a tre absidi di età altomedievale.
Nel giugno 1889, a fronte del rifiuto del prevosto di Mergozzo di salire al villaggio per celebrare la festa di San Giovanni, patrono degli scalpellini, gli abitanti si rivolsero al pastore della chiesa evangelica di Intra. In seguito a questi fatti, venne costruita una chiesa protestante, in stile neoromanico, attualmente utilizzata come Centro Comunitario.
[modifica] Bettola
Frazione tra Nibbio e Albo sulla strada per la Val d'Ossola. Bettola è un piccolo paese pedemontano incastonato fra il verde delle montagne ed il fiume Toce che con le sue acque ne lambisce le campagne. Al centro di uno sparuto agglomerato di case, al fondo di un vicolo, si trova quello che un tempo era un luogo presso il quale i lavoratori delle vigne si incontravano per produrre il “nettare degli dei”, ricavandolo dalla spremitura del dolce frutto. Il torchio di Bettola è tra gli esemplari più antichi presenti sul territorio ossolano, testimonianza dell’antica diffusione della coltivazione della vite nelle campagne. La sua costruzione è opera di artigiani assai abili chiamati “picasass”; il basamento è stato realizzato con pietra locale ed è alto fino a 20 cm con incisi canali di raccolta che indirizzavano il mosto in un recipiente sottostante anch'esso di pietra. Tutt'oggi è possibile visitarlo esclusivamente dall'esterno, in attesa che venga restaurato e recuperata l'intera struttura.
[modifica] Prato Michelaccio
Piccola frazione collocata tra il fiume Toce e le pendici del mont'Orfano.
[modifica] Campone
Territorio di Mergozzo singolarmente situato al di là del corso del fiume Toce.
É collocato tra i comuni di Gravellona Toce e Ornavasso.
[modifica] Personalità legate a Mergozzo
- Giovanni Battista Biroldi (1712-1792), organaro, capostipite della scuola organara varesina.
- Albe Steiner (1913-1974), disegnatore, designer e politico.
- Vitaliano Marchini (1888-1971), scultore nato a Melegnano che ha risieduto per cinquant'anni a Mergozzo.
- Carlo Piana, avvocato della Free Software Foundation Europe e del Samba Team nella causa antitrust Microsoft/Commissione dell'Unione Europea e uno dei principali esponenti del movimento del software libero in Italia.
- Mauro Saglio (...-1917), sergente del Genio Minatori, Medaglia d'Argento al Valor Militare alla Memoria.
- Antonio Galimberti, medico condotto del paese, volontario ed eroe della seconda guerra mondiale, primo ufficiale a morire sul fronte Albanese.
- Carlo e Luigi Agnesina alpini del Battaglione Intra, impiegati sul fronte greco-albanese prima e yugoslavo dopo. Durante un'azione contro unità tedesche furono insigniti di medaglia d'argento al VM per il grande coraggio con cui affrontarono il nemico, andando ben oltre il proprio dovere e rubando perfino una mitragliatrice pesante al nemico.
- Marco della Vedova (1972), ciclista.
Eroi mergozzesi del risorgimento sono:
- Maggiore Antonio Oliva, Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia
- Maggiore cav. Giovanni Zanaldo, medaglia al Valore Francese;
- Capitano cav. Vittorio Albertoletti - Garibaldino, due medaglie d'argento al Valor Militare italiane ed una d'argento al Valor *Civile Italiana;
- Capitano cav. Luigi Albertoletti - Garibaldino, medaglia d'argento al Valor Militare Italiana;
- Maggiore cav. Enrico De Giuli, Encomio solenne;
- Capitano cav. Giuseppe Oliva;
- Caporale Giacomo Albertoletti, Medaglie d'argento al Valor Militare Italiana, medaglia al Valore Francese.
Eroi della guerra di liberazione sono i fratelli Marco e Paolo Sala, i primi ad organizzare la resistenza ossolana.
[modifica] Il vento mergozzo
Dal nome del paese di Mergozzo è derivato il nome del vento che proviene appunto dalla valle del Toce e che spira prevalentemente nelle ore notturne.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Paolo Tognetti (lista civica) dal 8/06/2009
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ L'olmo di Mergozzo. URL consultato il 09-02-2009.
- ^ Gli alberi monumentali del Piemonte. URL consultato il 09-02-2009.
- ^ http://www.comunedimergozzo.it/ nella sezione visita guidata-parrocchiale del sito
- ^ così in http://www.cognomiitaliani.org/cognomi/cognomi0002ra.htm
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