Cannobio

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Cannobio
comune
Cannobio – Stemma Cannobio – Bandiera
Cannobio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbania
Amministrazione
Sindaco Giandomenico Albertella (lista civica) dall'08/06/2009, riconfermato 26/05/2014
Territorio
Coordinate 46°04′00″N 8°42′00″E / 46.066667°N 8.7°E46.066667; 8.7 (Cannobio)Coordinate: 46°04′00″N 8°42′00″E / 46.066667°N 8.7°E46.066667; 8.7 (Cannobio)
Altitudine 214 m s.l.m.
Superficie 51 km²
Abitanti 5 181[1] (31-12-2010)
Densità 101,59 ab./km²
Frazioni Campeglio, Carmine Inferiore, Carmine Superiore, Cinzago, Formine, Marchille, Piaggio Valmara, Pianoni, Ronco, San Bartolomeo Valmara, Sant'Agata sopra Cannobio, Socraggio, Socragno, Traffiume
Comuni confinanti Brissago (CH-TI), Cannero Riviera, Cavaglio-Spoccia, Falmenta, Luino (VA), Maccagno con Pino e Veddasca (VA), Centovalli (CH-TI), Trarego Viggiona, Tronzano Lago Maggiore (VA)
Altre informazioni
Cod. postale 28822
Prefisso 0323
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 103017
Cod. catastale B615
Targa VB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cannobiesi
Patrono Festa della SS Pietà (8 gennaio), san Vittore (8 maggio)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cannobio
Sito istituzionale

Cannobio (Canöbi nel locale dialetto lombardo occidentale) è un comune italiano di 5.181 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola.

È situato sulla riva nord-occidentale del Lago Maggiore e allo sbocco della Valle Cannobina; l'estensione del comune è molto elevata, circa 51 km², dovuta al numero di frazioni distribuite nella zona.

Negli anni 2002, 2003, 2004, 2005, 2007, 2010, 2011, 2012 e 2013 è stato insignito del prestigioso riconoscimento ambientale della FEE, la Bandiera Blu, grazie a un ottimo servizio di depurazione delle acque e a un preciso piano di raccolta differenziata dei rifiuti. Il comune è stato insignito, dal 2011, della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[2].

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Lungolago

Cannobio si trova su una direttrice di collegamento internazionale, la Strada statale 34 del Lago Maggiore che da Gravellona Toce (VB) arriva fino al Confine di Stato di Piaggio Valmara, dove si entra in Svizzera. Da Cannobio parte inoltre la Strada Provinciale 75 di Valle Cannobina ex Strada statale 631 della Valle Cannobina che porta nella valle omonima dalla quale si può raggiungere, tramite la Strada statale 337 della Val Vigezzo, la cosiddetta Valle dei pittori, il Santuario di Re e Domodossola.

Il comune è inoltre collegato con il resto del Lago Maggiore tramite linee di aliscafi e battelli che vengono spesso utilizzati per crociere estive verso la Svizzera (Locarno, Ascona) o verso il basso lago (Isole Borromee, Santa Caterina del Sasso, ecc.).

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Nel comune sono presenti le seguenti frazioni: Campeglio, Carmine Inferiore, Carmine Superiore, Cinzago, Formine, Marchille, Piaggio Valmara, Pianoni, Ronco, San Bartolomeo Valmara, sant'Agata sopra Cannobio, Socraggio, Socragno, Traffiume

L'abitato di Cannobio capoluogo è separato dalla sua frazione principale, Traffiume, dal torrente Cannobino che nasce nell'alta valle omonima sfociando poi nel lago. Le frazioni di Carmine Superiore e di Carmine Inferiore sono situate circa 2 km prima dell'abitato principale, provenendo da Verbania; Socraggio e Pianoni (praticamente un ex alpeggio con ora molte case di vacanza) si trovano in Valle Cannobina, ben distanti dal centro; Sant'Agata sopra Cannobio, Cinzago, Ronco, Socragno e Campeglio si trovano verso la Svizzera e ci si arriva tramite una strada comunale; a Marchille invece ci si giunge tramite un sentiero a piedi; San Bartolomeo Valmara si trova appena sopra la SS 34, al km 38,200, e ci si arriva tramite una strada comunale; infine Piaggio Valmara si trova praticamente al confine di Stato con la Svizzera. forza juve

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il paese ha origine antiche, forse preromane; lo dimostrano alcune sepolture a incinerazione, tornate alla luce tra il XVI e il XVII secolo nei pressi dell'attuale via Campo Rezio. Dopo l'annessione all'Impero Romano del nord Italia e delle vallate alpine (I secolo a.C.), Cannobio fu certamente un centro commerciale e strategico e sede di una flotta lacustre.

L'origine romana del borgo la si può trovare grazie all'identificazione, oggi piuttosto difficile, del cardo e del decumano, tipico dell'accampamento romano, tra le vie Antonio Giovanola e Campo Rezio, dove sorgeva la residenza del comandante della guarnigione. Non si hanno notizie precise sul cambiamento del paese durante il crollo dell'impero, ma si pensa che la zona non venne toccata dalle grosse invasioni barbariche provenienti da nord, al contrario di altre zone italiane.

Fatti certi sull'esistenza del borgo li troviamo nel X secolo: nel 929 si sa che di per certo che fu sede di una curtis regia. L'età medievale fu senza dubbio molto prospera, specie dal punto di vista manifatturiero e commerciale, e nel 1207 Cannobio ebbe il titolo di "Borgo".

Città dal 2006
La via principale A. Giovanola

Ufficialmente dal 1992, ma effettivamente dal 1994, Cannobio fa parte della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, scorporata dalla Provincia di Novara.
Dal 2006, Cannobio, in virtù della sua vocazione turistico-economica, ha avuto il riconoscimento ufficiale dello status di città.
(Nell'immagine: La via principale intitolata ad A. Giovanola)

Il periodo tardo-medievale fu caratterizzato dallo storico legame con la città di Milano, anche nell'ambito diocesano ed ecclesiastico: in virtù di questo legame Cannobio e alcuni comuni limitrofi utilizzavano e utilizzano tuttora il rito ambrosiano per le funzioni liturgiche, al contrario degli altri centri della sponda piemontese del lago, da sempre legati al rito romano. Nel 1817 venne decretato il passaggio di Cannobio e degli altri comuni dell'alto Verbano dall'arcidiocesi di Milano alla diocesi di Novara, mantenendo comunque il rito ambrosiano.

Questa decisione portò, negli anni successivi, a qualche attrito con alcuni vescovi della cattedra gaudenziana, propensi a eliminare il rito ambrosiano in sostituzione di quello romano. Il più accanito sostenitore di questo cambiamento fu il cardinale, vescovo di Novara, Giuseppe Morozzo Della Rocca, che cambiò idea solamente durante una visita pastorale a Cannobio nel 1824, dopo essersi reso conto della ferma volontà della popolazione locale di non accettare il cambiamento di rito.[4]

Per tutto il periodo delle guerre di indipendenza (1818-1860), Cannobio fece parte del Piemonte sabaudo e fu importante centro di confine (la sponda orientale del Lago era austriaca); i cannobiesi ricordano con orgoglio la celebre difesa contro un attacco austriaco via lago, che venne respinto, la notte del 27-28 maggio 1859.

La fine del XIX secolo è stata caratterizzata dall'introduzione di numerose industrie, ormai scomparse, che hanno caratterizzato la storia del paese: setificio, concerie, cartiera, ecc. Durante le due guerre mondiali, Cannobio inviò molti suoi uomini come soldati al fronte, e parecchi di loro non tornarono più. Di recente è stato realizzato un Parco della Memoria (in una posizione poco frequentata) con lapidi e monumenti che ricordano i caduti cannobiesi delle due guerre, spostando il monumento storico ai caduti, in origine posto al centro del lungolago.

Il dopoguerra è stato caratterizzato da una forte immigrazione di persone che provenivano dal sud Italia, dalla Sardegna e dal Veneto dovuto alla vicinanza del borgo con la Svizzera che garantiva diverse prospettive di lavoro; già allora infatti, le industrie locali erano in crisi e finirono per essere chiuse nel giro di un trentennio (l'ultima, la SA Ossidi Metallici, nel 1989). L'economia del paese si basa soprattutto sul turismo estivo proveniente dalla Germania, dalla Svizzera, dai Paesi Bassi e dalla Francia e sugli spostamenti dei lavoratori frontalieri.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architettura religiosa[modifica | modifica sorgente]

  • Il Santuario della SS. Pietà di Cannobio, fatto ricostruire da San Carlo Borromeo nel 1583 con un disegno di Pietro Beretta. La facciata è opera di un rifacimento del 1909. L'interno è composta da una sola navata con una sfarzosa decorazione barocca. È posizionata sopra l'altare una pregevole pala di Gaudenzio Ferrari intitolata la Salita al Calvario. Vi sono altri dipinti di scuola piemontese del Seicento e Ottocento.
  • La Collegiata di San Vittore, rifacimento settecentesco di un'antichissima chiesa. La facciata però è stata rifatta nel 1842. Notevole e imponente l'interno a navata unica. In controfacciata degno di nota l'organo costruito dal varesino Luigi Maroni Biroldi nel 1837.
  • L'Oratorio di S. Marta, costruzione del 1581, avente una facciata preceduta da un pronao. All'interno un ricco altare maggiore in legno dorato ed una Madonna con Bambino attribuito a Camillo Procaccini

fonte:[5]

Architettura civile[modifica | modifica sorgente]

  • Il Palazzo del Ragione, detto Parasio edificato nel 1291 dal podestà Ugolino mandello poi modificato nel corso del Seicento. È costituito da blocchi squadrati granito che formano un portico terreno con cinque pilastri reggenti le volte a botte. Sotto il portico sono collocati stemmi, lapidi e rilievi trecenteschi e due tombe romane.
  • Sul lato destro del palazzo si erge la Torre Comunale di costruzione romanica del XII secolo. È costruita in pietra viva ed è in realtà il campanile dell'antica chiesa di san Vittore.

Architettura militare[modifica | modifica sorgente]

  • La Rocca Vitaliana, conosciuta come "castelli di Cannero". Isolotti rocciosi che emergono dalle acque del lago, sui quali sono visibili i ruderi di antiche fortificazioni. La loro costruzione risale fra il XI e il XII secolo.
  • Il Leone, opera dello scultore Giulio Branca, monumento affacciato sul lago all'entrata sud della città. Fu eretto nel 1889 a ricordo della difesa di Cannobio del 1859, contro un attacco austriaco proveniente dal lago.

Altre istituzioni[modifica | modifica sorgente]

  • Per quanto concerne le istituzioni, Cannobio ha: una caserma dei Carabinieri, una Squadriglia Navale della Guardia di Finanza, una Tenenza della stessa Guardia di Finanza (al Confine di Stato), un Comitato della Croce Rossa Italiana con servizio di H24 (soccorso emergenze 24/24 tutti i giorni dell'anno), le Poste Italiane, quattro istituti bancari e una Casa di Riposo, attrezzata anche per la degenza dei malati della malattia di Alzheimer. Dal 1931 al 1979 è stato in funzione un Preventorio Infantile, gestito dalla Provincia di Milano, molto importante e famoso in tutto il nord Italia; nel 1979 divenne Istituto Psicopedagogico gestito dall'USSL di Verbania e nell'agosto 1985 venne definitivamente chiuso.
  • Dal 1975 è attiva e presente in modo stabile una comunità cristiana, la congregazione dei Testimoni di Geova, che dal 1992 ha la propria Sala del Regno nella zona di Traffiume in via Curioni bis. Attualmente la piccola congregazione conta una trentina di proclamatori attivi tra il comune di Cannobio e quello limitrofo di Cannero Riviera.

Persone legate a Cannobio[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Aquilino Zammaretti, Il Borgo e la Pieve di Cannobio vol. II, Cerutti, Verbania-Intra, 1975, pagg. 223-225.
  5. ^ Vaccaro, Chiesi, Panzera, 2003, 10, 38, 40, 431, 436.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.