Ascona

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima automobile della Opel, vedi Opel Ascona.
Ascona
comune
Ascona – Stemma
Il lungolago
Il lungolago
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Locarno
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°09′25″N 8°46′25″E / 46.15694°N 8.77361°E / 46.15694; 8.77361 (Ascona)Coordinate: 46°09′25″N 8°46′25″E / 46.15694°N 8.77361°E / 46.15694; 8.77361 (Ascona)
Altitudine 205 m s.l.m.
Superficie 5,0 km²
Abitanti 5 488 (2009)
Densità 1 097,6 ab./km²
Frazioni Monte Verità, Moscia
Comuni confinanti Brissago, Centovalli, Gambarogno, Locarno, Losone, Ronco sopra Ascona
Altre informazioni
Cod. postale 6612
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice BFS 5091
Targa TI
Nome abitanti asconesi
Circolo Isole
Localizzazione
Ascona è posizionata in Svizzera
Ascona
Ascona – Mappa
Sito istituzionale
Ascona e il delta del fiume Maggia

Ascona[1] (Ascòna in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino, sul Lago Maggiore, meta turistica di livello internazionale. Il comune si sviluppò in riva al Lago Maggiore, sul delta del fiume Maggia e sulla collina del Monte Verità. Il borgo con il fronte ovest affacciato sul lungolago conserva elementi murari medievali, palazzi risalenti ai secoli XVI-XIX e numerose cappelle votive.

A partire dagli anni '60 del XX secolo l'agglomerato si è progressivamente avvicinato a quello di Locarno.

Indice

[modifica] Archeologia e storia

I ritrovamenti archeologici più antichi risalgono al neolitico e all'età del bronzo. Alla località, detta «burgus» già nel 1224, nel 1428 fu concesso il diritto di mercato da Filippo Maria Visconti, rinnovato il 5 aprile 1513 dal sindacato dei Confederati svizzeri quando presero possesso del Locarnese[2].

Nel medioevo si favoleggia che ad Ascona c'era un passaggio segreto che collegava i tre castelli:

  • il castello di San Michele dove, sopra all'ex castello c'è una chiesa, poi
  • il castello dei Griglioni (ora albergo) le cui mura sono visibili solamente nei resti delle due grandi porte che davano accesso alla cittadella fortificata[3],[4], l'antico borgo, infine
  • il castello di San Materno (ora è casa di appartamenti) con più in alto il teatro San Materno[5].

Il passaggio segreto li collegava e serviva quando ad esempio il nemico attaccava dal lago il castello di San Michele (che ha un'ottima vista sul lago) avvisava gli altri castelli che si preparavano alla difesa (si dice che anche il castello di Locarno fosse collegato).

In pieno medioevo, Ascona subì la dominazione di alcuni membri di famiglie notabili di Locarno come i Castelletto, i Duni[6], i Magoria[7], i Muralto[8], gli Orelli[9]. Verso il 1250 qui troveranno rifugio nel borgo anche due illustri famiglie milanesi, i Carcani e i Griglioni, fuggite da Milano a causa delle accese lotte tra guelfi e ghibellini, i quali edificheranno anche due castelli sulle rive del Lago Maggiore.

Nel 1900 qui fu fondata la colonia vegetariana e naturista del Monte Verità. Dagli anni '20 del XX secolo il borgo divenne meta ambita di artisti, intellettuali e rifugiasti politici e sorsero le prime testimonianze di architettura razionalista nel Canton Ticino. Nello stesso periodo ebbe inizio lo sviluppo turistico che prosegue tuttora grazia anche al festival musicale internazionale JazzAscona – New Orleans Classics[10].

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[11] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane[12].

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[13].

Ufficio patriziale:

  • Presidente - Allidi Tresoldi Rachele
  • Vicepresidente - Mazza Marcello
  • Membri - Tajana Marco - Vacchini Oliver - Zucconi-Poncini Michela
  • Segretario - Zucconi Giorgio

[modifica] Famiglie patrizie

  • 1 Abbondio, 2 Allidi, 3 Bettata, 4 Caglioni, 5 Cattomio, 6 Gaia, 7 Mazza, 8 Molinari, 9 Pancaldi, 10 Pancaldi-Giubbini, 11 Pancaldi-Pasini, 12 Pisoni, 13 Poncini, 14 Quattrini, 15 Ressiga-Vacchini, 16 Tajana, 17 Vacchini, 18 Zenettini.
Il teatro San Materno

[modifica] Turismo e manifestazioni

Ascona è oggi un'importante località turistica, frequentata da marzo a fine ottobre e conosciuta oltre che per le vicende del Monte Verità (documentate in primis dal noto esperto d'arte Harald Szeemann), per il suo clima mite e i suggestivi paesaggi del Lago Maggiore. Nel 1979 ospitò una puntata di Giochi senza frontiere. Ascona ospita dal 1985, Ascona Jazz Festival, un rinomato festival internazionale dedicato a New Orleans e al jazz tradizionale e classico - questa la denominazione ufficiale - ha luogo annualmente fra fine giugno e inizio luglio.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

Portale e affresco della Madonna della Misericordia

[modifica] Edilizia civile

Casa Serodine
  • Il Municipio, in piazza San Pietro, è un ampio palazzo fatto erigere da Bartolomeo Papio, fondatore dell'omonimo collegio, dopo il suo rientro da Roma nel 1564 e ceduto al comune nel 1580. Divenne Casa del comune nel 1606 circa. L'edificio conserva parti originarie nel fronte porticato sul lungolago. La facciata principale verso la chiesa venne trasformata nel 1930.
  • La casa Zenna, nei pressi, è una costruzione d'origine cinquecentesca formata da tre corpi disposti attorno ad un cortile loggiato.
  • La casa Serodine accanto è un edificio con cortile interno in parte loggiato, restaurato ed ampliato nel 1620 da Cristoforo Serodine e da suo figlio Giovanni Battista[16], come attesta l'iscrizione nella chiave del portale. L'elegante facciata è affine al gusto decorativo classicheggiante della Roma del secolo XVI, ornata con eccellenti stucchi realizzati da Giovanni Battista e Giovanni Serodine. Nella fascia marcapiano superiore: Storie del peccato originale e della Cacciata dal Paradiso terrestre, il Peccato di Davide e la Denuncia del profeta Nathan. Nel fregio inferiore: figure allegoriche forse riferite all'Età dell'uomo. I frontoni delle aperture del piano nobile sono coronati da gruppi plastici raffiguranti la Madonna col Bambino affiancata da due angeli e con ai lati Adamo ed Eva, Davide e Betsabea riecheggianti le figure delle tombe medicee di Michelangelo a Firenze.
  • La casa Vacchini, in contrada San Pietro, è un edificio del XVII secolo con loggetta a due archi e finestre del piano nobile decorate a graffiti.
  • La casa San Cristoforo (albergo), in via Beato Berno, è una costruzione d'origine seicentesca, ristrutturata, nel cui cortile interno conserva un pozzo a edicola.
  • La casa Berno è un vasto caseggiato ampliato nel XVII secolo, trasformato all'inizio del XX secolo e restaurato di recente, con cortile interno loggiato. Sulla facciata verso via Collegioi: dipinti murali di Pompeo Maino[17] del 1920 circa raffiguranti la Madonna col Bambino e il beato Pietro Berno (nato in questa casa nel 1533). Al pianterreno una sala coperta con volta a botte ha una caminiera ornata di stucchi del XVII secolo.
  • la Casa Borromeo, in via Collegio, è un ampio edificio con loggiato interno aperto sul giardino, trasformato a più riprese dall'inizio del XVII secolo circa; in facciata presenta un balconcino in ferro battuto del XVIII secolo. A pianterreno i locali sono voltati e il salone è coperto da un soffitto decorato con stucchi e con un dipinto raffigurante l'Italia risorta nel 1848.
Ascona: case sul lungolago alla fine del secolo XIX
  • L'Hotel Bellaria, in via delle cappelle, fu realizzato nel 1931 da Max Schmucklerski, poi trasformato ed ampliato, conserva alcuni elementi caratteristici dell'architettura razionalista come i balconi arrotondati.
  • La Villa Mirafiori, in via borgo, costruita nel 1866 da un asconese emigrato a Parigi, sorge all'interno di un parco.
  • La casa di Carlo Poncini (ora edificio commerciale) è una costruzione caratterizzata da aperture ad arco, progettata da Eugenio e Augusto Cavadini nel 1930 circa.
  • La palazzina affacciata su via Borgo con le facciate dei piani superiori interamente decorate a graffito da Pietro Mazzoni[18] nel 1930.
  • Il palazzo Pancaldi, Museo comunale d'arte moderna, è un edificio d'origine tardocinquecentesca la cui facciata principale conserva il suo aspetto originario nei due piani superiori. Sopra il portale lo stemma scolpito della famiglia Pancaldi, della fine del XVI secolo. Al piano nobile: affresco con l'Annunciazione del 1590.
  • La Villa Maria, in via Moscia, è una residenza eclettica degli anni 1905-1907 circa con torre angolare.
  • La casa dei Duni è una casatorre d'origine medievale edificata sull'area di un corpo avanzato del castello dei Carcani, trasformata nel XVI secolo; la facciata con portico verso il lungolago reca lo stemma di famiglia.
  • La casa degli Angioli, in via Albarelle, è un edificio d'origine cinquecentesca, le cui facciate sono decorate a graffito.
  • Il lido pubblico patriziale realizzato negli anni 1981-1986 da Livio Vacchini, è concepito come una sorta di filtro che il pubblico attraversa per prepararsi al bagno. La struttura ritmata da aperture circolari, contiene gli spogliatoi, un ristorante e i servizi igienici.
  • Il Casino Kursaal Lido è un edificio razionalista dell'architetto Otto Zollinger costruito negli anni 1930-1933; il padiglione parallelepipedo è aperto su una grande terrazza poggiante su un basamento che contiene le cabine; fu riattato nel 2003 da Carlo Bottoni.
  • La casa unifamiliare, in via Aerodromo, costruita su un solo piano da Livio Vacchini ad uso proprio nel biennio 1968-1969, si sviluppa attorno ad una corte centrale su cui si affacciano i singoli locali.
  • La casa Fumagalli, in via Delle Querce, costruita nel biennio 1983-1984 da Livio Vacchini, ha portici e terrazze perimetrali che consentono alla residenza di essere isolata e nel contempo aperta sui dintorni.
Hotel Monte Verità
  • Il cimitero realizzato nel 1836 e più volte ampliato, presenta un edificio d'ingresso con frontoni affrescati da Arthur Segal[19] nel 1916. Qui sono sepolte celebri personalità del mondo artistico e culturale, tra cui Charlotte Bara, Wladimir Rosenbaum, Aline Valangin, Carl Weidemeyer e Marianne von Werefkin. Numerose opere plastiche sono dello scultore locale Fiorenzo Abbondio[20].
  • Il teatro San Materno, in via Losone, costruito nel biennio 1927-1928 da Carl Weidemeyer per la danzatrice Charlotte Bara su incarico di suo padre Paul Bachrach. L'edificio scaturisce da una rielaborazione della pianta basilicale e si compone di un volume principale, un parallelepipedo contenente il palco e la platea, un mezzo cilindro con l'entrata e il corpo superiore che ospita gli alloggi; davanti a cui si apre una terrazza destinata agli esercizi all'aperto: Ora la costruzione è momentaneamente in disuso.

[modifica] Il Monte Verità

casa Selma

Agli inizi del Novecento venne fondato qui da Ida Hoffmann (1864-1926) e Henri Oedenkoven (1875-1935)[21] il "Sanatorium del Monte Verità" una colonia sulla collina Monescia che consisteva in una comunità improntata su un sistema di vita alternativo che cercava il ritorno alla natura e professava una dieta vegetariana, lunghe esposizioni al sole, il naturismo e l'adesione alla filosofia teosofica, l'avamposto meridionale del movimento della Lebensreform. La proprietà venne acquistata nel 1926 dal barone Eduard von der Heydt che la lasciò in donazione al Canton Ticino, divenutone proprietario nel 1964.

Le case "Selma", "Aida" e "dei Russi" sono esempi ancora esistenti delle cosiddette «capanne aria-luce»: costruzioni spartane in legno, di un solo locale, costruite nel biennio 1901-1902.

Casa Anatta

Dagli abitanti locali i frequentatori del Monte Verità venivano chiamati "balabiótt" (in dialetto danzatori nudi) un po' per spregio ed un po' per pruriginosa curiosità. Tra gli ospiti si ricordano gli scrittori Hermann Hesse, Rainer Maria Rilke, Erich Maria Remarque e lo psicanalista Otto Gross.

  • La casa Anatta disegnata da H. Oedenkoven e costruita nel 1904 è impostata su una pianta a L; la chiara volumetria dell'esterno caratterizzata da una terrazza e da un tetto piano, contrasta con l'interno marcato da forme curvilinee e organiche di matrice liberty.
  • L'Albergo Semiramis costruito da Anselmo Secondo nel 1909 per Maria Adler è un edificio in stile liberty, ampliato dall'architetto Livio Vacchini nel 1971.
  • L'Albergo Monte Verità (centro seminariale) adibito anche a casa di cura, venne costruito negli anni 1926-1929 da Emil Fahrenkamp per il barone Eduard von der Heidt al posto della Casa Centrale. Considerato il maggiore esempio di architettura moderna nel Canton Ticino, l'edificio caratterizzato da forme essenziali e lineari, ampie finestre, tetti piani e dall'ampia terrazza che avvolge il pianterreno. Fu ristrutturato nel 1970 e nel biennio 1990-1991 con l'aggiunta dell'ala con il ristorante e l'auditorio da Livio Vacchini. Custodisce la collezione di opere d'arte dal XVI al XX secolo appartenute al barone von der Heidt.
  • La Villa Tuia sul sentiero del roccolo è un a casa unifamiliare costruita nel biennio 1960-1961 dall'architetto austriaco statunitense d'adozione Richard Neutra; organizzata su due livelli; è caratterizzata dalla continuità degli spazi e rivela la sensibilità del progettista per l'inserimento ambientale degli edifici.
  • La casa Schulthess (Casa Andrea Cristoforo) in via Collinetta fu eretta nel 1931 da Carl Weidemeyer per Maria Schulthess, è riconoscibile per la caratteristica scala esterna a due rampe; la casa ha subito pesanti trasformazioni con la sopraelevazione di un piano, la copertura a falde e l'aggiunta di corpi d'ampliamento.
Collegio Papio: chiostro
  • La Villa Chiara (Villa Oppenheimer) costruita nel biennio 1934-1935 da Carl Weidemeyer per Clemens Oppenheimer, l'elegante residenza sorge all'interno di un vasto giardino in posizione dominante il Lago maggiore. Gli angoli arrotondato conferiscono al volume, composto di un corpo centrale avanzato e due ali laterali, una spiccata plasticità.
  • La Villa, in via Ludwig, eretta nel biennio 1965-1966 dall'architetto Marcel Breuer, è situata in un bosco, tanto che alcuni alberi s'insinuano nelle strutture dell'edificio, partecipando alla definizione degli spazi interni. Realizzata per un collezionista di quadri, la residenza è organizzata su due livelli; la struttura è in cemento armato a vista con serramenti in legno e pavimenti in granito.
Il Museo Epper

[modifica] Il Collegio Papio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Collegio Papio.

Il 20 agosto 1580 muore Bartolomeo Papio che lascia per testamento i fondi per la creazione di un collegio da erigersi ad Ascona[22]. Il collegio è conosciuto per il magnifico chiostro e l'ottima qualità d'insegnamento[23]. Molti furono i Capi di Stato e di Governo che visitarono la scuola.

[modifica] Il Museo Epper

Aperto al pubblico nel 1980, presenta le opere di Ignaz Epper (1892-1969)[24] e Mischa Epper (1901-1978)[25] ed è gestito dalla Fondazione Epper il cui scopo è la conservazione di un importante patrimonio artistico, inoltre qui vengono allestite mostre temporanee.

[modifica] Edilizia militare

Resti del castello e chiesa di San Michele
  • L'antico castello di San Michele si erge ad ovest del borgo, forse d'origine celtica e ricostruito in epoca longobarda, fu infeudato nel 1189 dal vescovo di Como Eriberto[26] alla famiglia dei Duni che l'ampliarono nei secoli XII e XIII. Subì una demolizione parziale per far posto alla chiesa di San Michel e ad un'abitazione, mentre i ruderi della torre furono smantellati nel 1912.
  • I castelli dei Carcani e dei Griglioni, entrambi sorgevano verso la metà del XIII secolo sul suggestivo lungolago. Il primo venne demolito nella seconda metà dello stesso secolo, era situato sulla riva ed est della chiesa parrocchiale. Invece del castello dei Griglioni al limite sud-est del borgo si conservano il portale e parti murarie significative inglobate in edifici più recenti.
  • Il castello di San Materno, in via Losone, su uno sperone roccioso all'entrata est di Ascona, fu eretto in epoca longobarda nella adiacenze di necropoli risalenti all'età del bronzo, del ferro e all'epoca romana. Nella stessa area sorgeva forse una torre romana inglobata nella chiesa romanica di San Materno. Nel medioevo il complesso fortificato era di proprietà delle famiglie Orelli e Castelletto. L'attuale edificio in disuso, trasformato negli anni venti del XX secolo in abitazione per la danzatrice Charlotte Bara, conserva parti ottocentesche in stile neogotico nonché l'abside orientata e altri elementi murari dell'antica chiesa. Nell'abside: affresco romanico della Majestas Domini circondata dal tetramorfo, in parte ridipinto, dell'XI-XII secolo. La sala prove ha un arredo razionalista.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Aldo Rampazzi dal 04/04/2004

[modifica] Personalità legate ad Ascona

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 5-14.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, La Vesconta, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 38, 92, 124-125, 187, 189-196, 357, 379, 445, 533; Idem, I monumenti d'arte e di storia del Canton Ticino, Volume II L'alto Verbano - Il Circolo delle Isole (Ascona, Ronco, Losone e Brissago), Birkäuser Verlag, Basilea 1979, 14, 16, 18, 22, 23, 187, 197, 211, 213, 216, 218, 222, 238, 251, 269, 276, 282, 288, 294, 296, 301, 303, 306, 309, 323, 355, 363, 369, 415, 417.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 98.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Alfredo Poncini, Ascona. Visita a San Sebastiano e Santa Maria di Ascona, in «Bollettino della Società Storica Locarnese», Tipografia Pedrazzini, Locarno 1998, 89-91; Idem, Ascona. Un artistico cenotafio, ibidem, Locarno 1999, 125-127; Idem, Ascona. Pergamene ritrovate. Le 22 pergamene rinvenute all'Archivio Parrocchiale di Ascona, ibidem, 128-130; Idem, Ascona. Ritrovate alcune pagine di un messale di rito patriarchino, ibidem, Locarno 2000, 19-27; Idem, Ascona. Ecumenismo ad Ascona, ibidem, Locarno 2001, 129-131; Idem, Ascona. Il testamento di Allegranza Duni. Uno sguardo sul borgo di Ascona nel basso Medioevo, Ibidem, Locarno 2002, 9-38; Idem, Le pergamene del beneficio Duni. Uno sguardo sul borgo di Ascona nel basso Medioevo (II), ibidem, Locarno 2003, 9-32;
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.
  • Alfredo Poncini, Il beneficio Duni e la scomunica die fratelli Spigaglia,in «Bollettino della Società Storica Locarnese», Tipografia Pedrazzini, Locarno 2004, 67-81.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 151, 193-200, 204, 210, 246120, 126, 153-159, 161, 166, 209.
  • Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi, Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini, Officina Libraria, Milano 2010.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue