Ornavasso

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Ornavasso
comune
Ornavasso – Stemma
Il Santuario del Boden
Il Santuario del Boden
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbano-Cusio-Ossola
Amministrazione
Sindaco Filippo Cigala Fulgosi (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°58′00″N 8°24′00″E / 45.966667°N 8.4°E45.966667; 8.4 (Ornavasso)Coordinate: 45°58′00″N 8°24′00″E / 45.966667°N 8.4°E45.966667; 8.4 (Ornavasso)
Altitudine 215 m s.l.m.
Superficie 25,92 km²
Abitanti 3 419[1] (31-12-2010)
Densità 131,91 ab./km²
Frazioni Migiandone
Comuni confinanti Anzola d'Ossola, Gravellona Toce, Mergozzo, Premosello-Chiovenda
Altre informazioni
Cod. postale 28877
Prefisso 0323
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 103051
Cod. catastale G117
Targa VB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti ornavassesi
Patrono san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ornavasso
Sito istituzionale

Ornavasso (Urnafasch in tedesco e walser, Urnavass lombardo e dialetto ossolano, Ornavass in piemontese) è un comune italiano di 3.382 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Leponzi[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Bianchetti scoprì nel 1890 e nel 1891 due necropoli nelle località "San Bernardo" (165 tombe, a cui se ne aggiunsero altre 7 nel 1941 e ancora 9 nel 1952[2]) e "In Persona" (165 tombe). Le tombe, prevalentemente ad inumazione, sono datate tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C. e si inseriscono nella cultura leponzio-celtica, già influenzata dal contatto con i Romani.

Le due necropoli dovevano appartenere ad un unico grande villaggio, forse sullo sperone roccioso che domina la località, con la presenza di diversi strati sociali e di attività legate all'allevamento degli ovini e allo sfruttamento del legname. L'abitato doveva trovarsi sul percorso delle vie che dal Lago Maggiore, all'epoca esteso fino a Gravellona Toce, dove sono state rinvenute strutture portuali, proseguivano verso i passi alpini,

I reperti sono sia celtici che italici e in particolare deriva forse dalla cultura di Golasecca una particolare forma di vaso "a trottola". Tipiche sono inoltre le grandi fibule (spille per i vestiti), di un tipo detto appunto "di Ornavasso". Sul cosiddetto "vaso di Latumarus", proveniente dalla necropoli di San Bernardo e databile al I secolo a.C., sono presenti iscrizioni in alfabeto leponzio-ligure. I materiali rinvenuti sono attualmente conservati nel "Museo del paesaggio" di Verbania.Un vecchio detto dice:Ornavasso paese grasso,va via la neve rimane il sasso

Isola linguistica tedesca[modifica | modifica wikitesto]

Intorno al 1300 sulla montagna di Ornavasso si insediarono gruppi di coloni walser provenienti dalla regione del Sempione, che apparteneva alla stessa casa feudale di Ornavasso. Da questi iniziali insediamenti (Bach, Grube, Ronch, Wasser, Boden, Casalecchio) i coloni si spostarono verso il basso, sulla destra del torrente Stagalo nel Dorf e sulla sinistra nel Roll.

Forse la "peste nera" del 1348 contribuì a diradare ulteriormente la già scarsa popolazione romanza del luogo. Alla fine del XIV secolo Ornavasso era già diventato isola linguistica tedesca e i coloni avevano appreso l'arte dell'estrazione del marmo, che veniva convogliato poi lungo il fiume Toce fino a Milano, dove venne utilizzato nel Duomo. Nei documenti dell'epoca il marmo di Ornavasso risultava per i milanesi più conveniente del marmo di Candoglia, perché di minor qualità.

Anche Migiandone, un tempo comune autonomo, fuso con Ornavasso negli anni venti, era già germanizzato alla fine del XV secolo.

La lingua tedesca vallesana (lingua walser) andò scomparendo nel corso del XIX secolo: le ultime testimonianze si hanno intorno al 1863. Il dialetto conserva ancora termini di lessico tedesco e una spiccata pronuncia. Alla lingua walser appartengono numerosi toponimi, soprattutto sulle montagne di Ornavasso e Migiandone. L'origine tedesca ha lasciato influssi, oltre che nella lingua e toponomastica, nelle tradizioni, specie quella del Carnevale, che si celebra per settimane con veglie danzanti itineranti.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale, Ornavasso vide la nascita della formazione partigiana Divisione Valtoce, dal caratteristico fazzoletto azzurro. Dopo la caduta della Repubblica dell'Ossola, essa venne ricostituita con il nome di "2a Valtoce" e inserita nel "Raggruppamento Di Dio".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Piccolo centro di rilevante importanza strategica, animato da profonda fede negli ideali di libertà e democrazia, partecipava, con eroico coraggio, indomito spirito patriottico ed altissima dignità morale, alla guerra di Liberazione, esponendosi alle ritorsioni delle truppe nazifasciste ed offrendo numerosi esempi di generoso spirito di solidarietà umana. Luminoso esempio di elevate virtù civiche, di incrollabile fermezza ed amor patrio.»
— 1943 -1944 / Ornavasso (VB)[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Santuario Madonna del Boden[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario, è l'ampliamento di un Oratorio costruito sui resti di una precedente cappelletta, nota per l'immagine della Vergine dipinta sul muro che veniva venerata dagli abitanti della zona. Secondo la tradizione la notte del 7 settembre 1528 una pastorella di Ornavasso, dopo aver portato al pascolo le sue pecore, si addormentò. Al suo risveglio tutte le pecore erano scappate. Messasi, nel buio, alla loro ricerca cadde in un dirupo; spaventata chiese aiuto alla Madonna. Una luce, proveniente dalla cappelletta del Boden, le permise di ritrovare la via, e il suo gregge che si era radunato presso l'Oratorio. Da allora l'8 settembre si iniziò a celebrare la festa della Madonna del Boden, o dei Miracoli.

Per accogliere i pellegrini, verso la metà del XVII l'oratorio viene ampliato e sono aggiunti il coro, le due cappelle, la sacrestia e un portico. Le navate laterali e il restauro dell'altare, risalgono invece alla metà del secolo successivo. Oggi l'edificio presenta una pianta a tre navate divise da quattro archi. Il dipinto della cappelletta originaria, in seguito agli effetti deterioranti del tempo, venne sostituito da una statuetta, alta 30 cm, raffigurante la Madonna Incoronata.

Santuario Madonna della Guardia[modifica | modifica wikitesto]

Facciata del Santuario della Guardia

Il Santuario si trova lungo la strada che conduce al Santuario del Boden. Venne edificato a ricordo di un evento che la tradizione vuole miracoloso: la tradizione popolare racconta di una ragazzina muta obbligata dalla matrigna ad andare tutti i giorni a pascolare le pecore. Ogni giorno davanti alla immagine della Vergine trovava il pane per la giornata, finché un giorno ricevette il dono della parola. Si narra che durante i secoli si verificarono altri avvenimenti ritenuti miracolosi[4].

Il Santuario venne edificato su progetto dell'architetto milanese Attilio Arrigoni- autore fra l'altro della chiesa della Rotonda della Besana di Milano - ma per la sua imponenza non venne mai portato a compimento secondo il disegno originario.

Il 12 maggio 1674 don Bartolomeo Jachini, parroco di Ornavasso, benedice la prima pietra. I lavori della struttura a pianta ottagonale e a croce greca iniziano nel 1676 e terminano nel 1718. Il coro, il presbiterio e la volta ellittica vengono completati fra il 1718 e il 1722. Le colonne, i capitelli e il cornicione vengono aggiunti fra il 1739 e il 1746, mentre gli altari laterali dedicati a San Giuseppe e Sant'Anna tra il 1759 e il 1763. Notevole è l'altare maggiore in marmo nero terminato nel 1774, che sostituisce il precedente in legno.

Nel 1965 la chiesa viene chiusa e abbandonata a causa del degrado. Nel 1990 il parroco, don Ermus Bovio, incarica l'architetto Gino Tamini di redigere un progetto per il recupero dell'edificio sacro. Nel 1991, con i contributi della Regione Piemonte e del Ministero per i Beni Culturali, iniziano i lavori di recupero conservativo e restauro.

Torre di guardia[modifica | modifica wikitesto]

Antica Torre di segnalazione, edificata nei primi anni del XIV secolo dalla famiglia dei Barbavara d'Ornavasso, feudatari di tutta la Valle d'Ossola, per potere avvertire, mediante l'accensione di fuochi, tutte le popolazioni ossolane evitando in tal modo la sorpresa nel caso di eventuali attacchi da parte degli Svizzeri che imperversavano in tutta la valle.

È situata nel piazzale di fronte al Santuario a cui ha dato il nome e svolge ora la funzione di campanile.

Cava di marmo[modifica | modifica wikitesto]

A circa 1,5 km dal centro, passando sul ponte sul Torrente San Carlo, e proseguendo in direzione del Santuario del Boden si raggiunge l'ingresso dell'antica cava di marmo. La cava è famosa per avere fornito la materia prima per la costruzione della facciata della Certosa di Pavia, del il rivestimento dei pilastri nell’Ottagono del Duomo di Pavia, oltre ad altri importanti monumenti, come l'Arco della Pace di Milano e una piccola parte del Duomo di Milano. La parte storica della cava è interamente visitabile ed è sede di una importante rassegna musicale.

Linea Cadorna[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ospita un tratto restaurato della Linea Cadorna, un sistema di fortificazioni militari costruito durante la prima guerra mondiale per difendere il confine nord dell’Italia da un possibile attacco austriaco attraverso la Svizzera. Le linee fortificate proteggevano il territorio italiano tra il Gran San Bernardo e la Valtellina. Nel Verbano e nell’Ossola esse coprono un dislivello di 2.000 m tra la piana del Toce e il Monte Massone e fra il Lago Maggiore e il Monte Zeda.

Museo della Resistenza "Alfredo di Dio"[modifica | modifica wikitesto]

Il museo, inaugurato il 4 settembre del 1988, si trova al centro dell'abitato ed è ospitato in un edificio ceduto a titolo gratuito al Comune di Ornavasso dall’Associazione Divisioni Patrioti “Alfredo Di Dio” - associazione sorta a Milano alla metà degli anni Ottanta per valorizzare l'attività delle formazioni "azzurre" nella lotta di liberazione. Contiene una raccolta di documenti, manoscritti, fotografie e reperti relativi all’attività della Divisione Valtoce durante la Resistenza e una sezione dedicata alla Repubblica dell'Ossola . Fa parte dei "Luoghi della memoria"[5] e dei ‘"Sentieri della Libertà"[6] della Provincia del Verbano Cusio Ossola.

Alpeggi[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 162 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nel paese è attivo dal 2004 il gruppo "Walser Alphorn" (http://walseralphorn.wordpress.com/), che suona i corni delle Alpi.

Persone legate a Ornavasso[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • La squadra di pallavolo "Pallavolo Ornavasso", che ha vinto il campionato nella serie B2 nel 2009, gioca in B1 nella successiva stagione. Nel 2011 e nel 2012 ha vinto la Coppa Italia di serie B1. Nel 2012 è stata anche promossa in serie A2. Nella stagione 2012/13 giunge terza nella regular season qualificandosi per i playoff promozione, che vince, venendo quindi promossa in serie A1[8]
  • Nella frazione di Migiandone si trova un anello per lo sci di fondo che può essere considerato il tracciato all'altitudine più bassa in Italia. L'anello è agibile dal 30 dicembre 2005 e misura 1300 mt.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Le tombe rinvenute nella necropoli presso l'oratorio di San Bartolomeo consistono di 90 sepolture femminili, e di 80 maschili (delle quali 60 comprendevano armi come corredo funerario), mentre altre 16 erano tombe di bambini.
  3. ^ Presidenza della Repubblica - Onorificenze
  4. ^ ["Ornavasso Luoghi e Memorie (1587 - 1987) - Comunità Parrocchiale di Ornavasso]
  5. ^ Luoghi della memoria
  6. ^ Sentieri della Libertà ad Ornavasso
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Sito della squadra Pallavolo Ornavasso

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]