Omegna

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Omegna
comune
Omegna – Stemma Omegna – Bandiera
Omegna – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbano-Cusio-Ossola
Sindaco Maria Adelaide Mellano (Centro-sinistra) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 45°52′00″N 8°24′00″E / 45.866667°N 8.4°E45.866667; 8.4 (Omegna)Coordinate: 45°52′00″N 8°24′00″E / 45.866667°N 8.4°E45.866667; 8.4 (Omegna)
Altitudine 295 m s.l.m.
Superficie 30,78 km²
Abitanti 15 991[1] (31-12-2010)
Densità 519,53 ab./km²
Frazioni Agrano, Bagnella, Borca, Cireggio, Crusinallo, Gattugno, Pescone, Santa Rita
Comuni confinanti Armeno (NO), Casale Corte Cerro, Germagno, Gignese, Gravellona Toce, Nonio, Pettenasco (NO), Quarna Sopra, Quarna Sotto, Stresa, Valstrona
Altre informazioni
Cod. postale 28887
Prefisso 0323
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 103050
Cod. catastale G062
Targa VB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Omegnesi
Patrono Sant'Ambrogio
Giorno festivo 7 dicembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Omegna
Sito istituzionale

Omegna (Omegna in piemontese, Umegna in lombardo) è un comune italiano di 16.118 abitanti della provincia del Verbano Cusio Ossola, posto all'estrema propaggine settentrionale del Lago d'Orta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Omegna con il Mottarone alle spalle

Le origini[modifica | modifica sorgente]

L'insediamento antico del territorio è provato dai ritrovamenti archeologici della frazione di Cireggio, dove in località San Bernardo si sono rinvenuti frammenti fittili e litici della tarda età del bronzo e del ferro, e del monte Zuoli, dove si è individuato un altare protostorico e un possibile scivolo rituale.

Priva di fondamento è l'ipotesi, proposta dallo storico Antonio Rusconi[2], che vorrebbe il lago d'Orta popolato dagli Osci (nome che gli eruditi locali avevano ricavato da "Oscela", ritenuto l'antico nome dell'Ossola) di origine iberica, dal cui dialetto sarebbe derivato (da umacia = lago) il toponimo Humana-Umenia-Vemenia. Un'altra leggenda è quella che fa derivare il nome di Vemania da "Vae moenia" (Guai a voi o mura!) maledizione che Giulio Cesare avrebbe scagliato contro le formidabili mura della città. Queste e altre ipotesi (come quella sul favoloso popolo degli Usii), sono da relegare tra i miti creati da una certa erudizione, più ricca di amor di patria che di spirito critico.

Il medioevo e l'età moderna[modifica | modifica sorgente]

Con la convenzione dell'11 agosto 1221 i nobili di Crusinallo dànno Omegna ai novaresi. Nel testo si legge: "Crusinallo - loco et villa seu burgo Vemeniœ - Castrum Desideratum (il Torrione di Omegna) - la Strona - Durantinus de ripa - Gravalona - Anagueglia (Nigoglia) - locus Bagnella - Ciserim - Cocarna supreiore - Cocarna inferiore (non Coquarna come nel Bescapè) - Cranna Gattugno - Bulio - Germagno - Noseto - Laurelia - Lizogno - Garnarolo."[3]

I moti giacobini - Napoleone - l'Ottocento[modifica | modifica sorgente]

Anche il novarese fu percorso dalla ventata libertaria e repubblicana conseguente alla rivoluzione francese. Nel 1796 fallì un complotto del pallanzese Azari, che intendeva sollevare la regione per farne un dipartimento autonomo. Nel 1798 il generale francese Léotaud sbarcò a Pallanza con una schiera di armati, occupò Cannobio e parte dell'Ossola; ma finì sbaragliato dalle truppe sabaude del marchese d'Oncieux tra Gravellona e Ornavasso. All'alba del 29 maggio venne fucilato ad Omegna il ventenne milanese Graziano Belloni, fatto prigioniero in quel frangente. All'esordio di Napoleone il Cusio fu occupato dai francesi, poi dagli austriaci. In seguito il cantone d'Omegna, sottoposto al V distretto con sede ad Arona, fece parte del dipartimento dell'Agogna nella Repubblica Cisalpina (1800); con il regno italico voluto da Bonaparte (1805) fu sottoposto alla vice prefettura aronese. Sconfitto Napoleone, nel 1815 il congresso di Vienna sancì la restaurazione dei Savoia; gli omegnesi salutarono con gioia il ritorno di Vittorio Emanuele I.

L’epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

Da metà Ottocento vennero impiantate in paese importanti fabbriche: la Ferriera, il Fabbricone (Angeli-Frua, Società per l'industria dei tessuti stampati S.p.A). Agli albori del Novecento altri pionieri, come i Cane della Valle Strona, i Lagostina di Pedemonte (Gravellona Toce), trasformarono il borgo in un vivace centro industriale, incrementandone la popolazione con mano d'opera immigrata. Nel 1913 Omegna venne collegata con Pallanza da una tranvia elettrica. Nel 1928 le furono aggregate le attuali frazioni; nel 1939 divenne città.

Nel corso della seconda guerra mondiale la resistenza novarese ai nazi-fascisti ebbe inizio in zona, con la figura romantica di Beltrami; proseguì poi nei lunghi mesi, in un avvicendamento di lutti (60 caduti compresi i civili) e di successi. Omegna fu una base della liberazione partigiana dell'Ossola nel settembre 1944. La liberazione di Omegna avvenne il 24 aprile 1945, mentre le truppe angloamericane passavano il Po, e nelle città del nord Italia ancora occupate dalle truppe nazi-fasciste scattava l'insurrezione generale ordinata dal CLNAI. Tale data ora viene ricordata nel nome della piazza dove si trova il municipio cittadino.

Tradizione e folklore[modifica | modifica sorgente]

Festa di San Vito[modifica | modifica sorgente]

Le ultime due domeniche di agosto si tiene la popolare festa in onore del santo patrono adottivo (il vero patrono è sant'Ambrogio), san Vito, che attira gente da tutta la regione. Oltre al banco di beneficenza e agli spettacoli, l'attrattiva principale sono i fuochi artificiali sul lago, con la partecipazione anche di rappresentanze estere.

Lago di Note[modifica | modifica sorgente]

Oltre alla festa di San Vito in agosto, dal 2004 il Comune di Omegna ha organizzato una manifestazione denominata "Caravanserraglio Omegnese" (dal 2008 "Lago di Note") e che, generalmente, si tiene nell'arco di tempo compreso tra l'ultima settimana di giugno e la fine di luglio. Ogni anno sono previsti spettacoli folkloristici, un Palio tra i rioni della città e un concorso "Omegna in Fiore" che ha l'obiettivo di abbellire la cittadina.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Vista del centro di Omegna

Chiesa di Sant'Ambrogio[modifica | modifica sorgente]

Costruzione tardo-romanica a tre navate con cappelle laterali e ossario (trasformato in cappella della Madonna di Lourdes). Dell'edificio medioevale conserva parte del fianco meridionale, il tiburio, il campanile e la facciata. Il campanile molto alto a pianta quadrata e muratura liscia è aperto nei piani inferiori da feritoie, poi da monofore, bifore e negli ultimi due piani da trifore con colonnine in pietra e capitello a stampella, ha scala interna d'accesso ai piani ricavata nello spessore della muratura e la decorazione ad archetti pensili. L'interno della collegiata è barocco, conserva una pala d'altare dipinta da Fermo Stella da Caravaggio nel 1547 e l'urna col corpo di san Vito martire, patrono di Omegna. L'organo di Omegna, ubicato su cantoria posta in cornu evangelii, conta 35 registri nominali distribuiti su due tastiere e pedaliera. Esso è opera della ditta Marzi (1968); nel 2004 è stato restaurato dalla ditta Krengli s.n.c. di Novara.

Chiesa Evangelica Metodista[modifica | modifica sorgente]

Si trova oggi nel centro della città di Omegna tra la Nigoglia e la strada principale per Gravellona Toce, l'odierna via Fratelli Di Dio. È stata costruita nel 1896 grazie alla raccolta di fondi lanciata l’anno precedente dal pastore Gaspare Cavazzuti il quale si recò più volte in Svizzera e mobilitò tutte le sue conoscenze inglesi. Ma si dette molto da fare anche in zona, rivolgendosi ai numerosi stranieri che venivano a villeggiare sul lago d'Orta e sul Maggiore. Un sistema usato per contattare i possibili benefattori era quello di inviare i suoi figli lungo le principali vie di passaggio e di far loro lanciare dei volantini all'interno delle carrozze. I lavori di costruzione durarono meno di un anno e fu inaugurata il 16 maggio 1897, alla presenza del responsabile della Missione Wesleyana in Italia, Henry Piggott, e di numerose rappresentanze delle altre comunità evangeliche della zona. Si trattava di un edificio in stile neoclassico, con portale[4].

Architetture civili e militari[modifica | modifica sorgente]

Porta Romana
  • Il Ponte Antico, costruito nel XV secolo, è composto da due archi (uno dei quali a corda circolare e poco pronunciato) e ha una pila centrale che posa sopra un macigno nel mezzo dello Strona. Come la maggior parte dei ponti medievali esso è caratterizzato dalla struttura in salita e discesa.
  • La Porta Romana o Porta della Valle, costruita intorno al 1100 d.C., è quanto resta delle cinque porte che conducevano in Omegna in età medievale: Maggiore, Salera, Segnara, Castello, Valle. Da questa porta partiva una strada che conduceva in Valle Strona, attraverso il Ponte Antico.

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Il Museo arti ed industria "Forum" sorge su una parte dell'area occupata dall'acciaieria Cobianchi, poi Pietra SpA. La riconversione è stata curata dall'Atelier Mendini, che ha trasformato le strutture, pur conservandone le forme esterne, con un intervento basato sull'uso del colore e della forma. Il museo intende promuovere la ricerca sulla storia dell'industrializzazione della città di Omegna e nel Cusio. Espone la storia dell'industria del casalingo, con oggetti forniti dalle famose industrie della città (Piazza, Bialetti, Alessi, Lagostina, Girmi), che per anni è stata la capitale italiana della produzione di pentole a pressione, caffettiere, bollitori, elettrodomestici ecc.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Al 30 giugno 2007 i residenti risultavano essere 16.005[senza fonte]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Omegna esistono due stazioni ferroviarie sulla linea Novara - Borgomanero - Domodossola:

Il paese è servito dalle autolinee VCO Trasporti.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Fulgor Basket Omegna: attualmente la più importante realtà sportiva della città che vive il basket come il primo sport cittadino soprattutto dopo la promozione in serie B1 ottenuta nella stagione 2005/06 ai danni dei "cugini" Borgomaneresi.

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Omegna 1906 Calcio che milita attualmente nel girone A dell'Eccellenza Piemonte-Valle d'Aosta, dopo aver giocato nel passato oltre venti stagioni in Serie C.

La locale società canottieri (Canottieri Omegna) ha visto i propri equipaggi ottenere diverse volte titoli italiani nelle rispettive distanze e categorie e uno dei suoi atleti, Alberto Ricchetti, è pure entrato a pieno titolo nella Nazionale Italiana di Canoa oltre che nel Gruppo Sportivo Fiamme Gialle.

L'Omegna Pallavolo annovera anche lei tra le sue ex atlete ben due campionesse del Mondo: Paola Cardullo ed Eleonora Lo Bianco. Dopo un lungo periodo ad alti livelli che ha visto la società giungere ad un passo dalla serie A2 di pallavolo femminile, la stessa ha conosciuto un certo declino che l'ha relegata, oramai stabilmente, nelle categorie minori.

Anche l'A.S.D. Omegna Nuoto ha visto in tempi recenti un proprio atleta in Nazionale: il giovane Riccardo De Lucia è infatti entrato nella Nazionale Juniores di nuoto di fondo. L'associazione ha comunque conosciuto negli anni addietro ottimi risultati anche nel nuoto in piscina con diverse partecipazioni ai Campionati Nazionali FIN e ottimi piazzamenti in ambito regionale.

Inoltre Omegna è il paese natale di Andrea Alessi, lo sciatore nautico italiano più medagliato di tutti i tempi ed uno degli sportivi più medagliati della storia. Attualmente "Bubu" (questo il suo storico soprannome) è allenatore della Nazionale Italiana di Sci nautico.

Persone legate a Omegna[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Parrocchiale di Agrano
  • Cireggio: nel suo territorio si trovano i resti di un torrione medievale (Castrum Desiderato) e sono venuti alla luce resti databili alla media età del Bronzo e dell'età del Ferro. Nella ricca chiesa parrocchiale si conserva un pregevole organo Mascioni a due tastiere con 21 registri nominali, donato nel 1943 dal commendator Giulio Stella e inaugurato dal grande organista Ulisse Matthey.
  • Agrano: località famosa per il ritrovamento, alla fine del Settecento, di una mummia naturale denominata "la morta di Agrano".
  • Crusinallo: frazione più estesa e popolosa di Omegna, sul suo territorio si ergeva un castello (dopo diverse vicende ora è una chiesetta sconsacrata) dei Conti di Crusinallo dove era possibile controllare la pianura sottostante.
  • Bagnella: in questa località trova sede il Centro Sportivo Comunale e la spiaggia pubblica, essendo il complesso direttamente affacciato sul lago. Dal centro di Omegna è possibile raggiungere la frazione tramite una pista ciclabile/passeggiata pedonale di recente costruzione che costeggia il lago.
  • Borca: quartiere residenziale.
  • Verta: quartiere residenziale
  • Gattugno: frazione situata al confine con Casale Corte Cerro; nella chiesa parrocchiale della Madonna della Neve si trova un pregevole organo cinquecentesco, restaurato da Marzi nel 2006.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 maggio 1998 25 maggio 2002 Teresio Piazza centro-sinistra Sindaco [6]
26 maggio 2002 10 giugno 2007 Alberto Buzio centro-sinistra Sindaco [6]
11 giugno 2007 6 maggio 2012 Antonio Quaretta centro-destra Sindaco [7]
7 maggio 2012 in carica Maria Adelaide Mellano centro-sinistra Sindaco [8]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Omegna fa parte della Comunità montana Due Laghi, Cusio Mottarone e Val Strona.

Blasonatura stemma[modifica | modifica sorgente]

«Troncato: nel 1° di azzurro al castello torricellato di rosso, murato di nero, aperto del campo; nel 2° d'argento, al monte di tre cime di verde, movente dalla punta e caricato della scritta Vemenia in nero e sormontata da una fascia increspata di rosso». Regio Decreto del 30 maggio 1930.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Antonio Rusconi. Il lago d'Orta e sua Riviera.1880
  3. ^ Il Borgo di Omegna e suo Contado. Memorie storiche, documenti, statuti, istituzioni, famiglie, uomini illustri. Autore: Nino Bazzetta de Vemenia, Novara 1913.
  4. ^ Chiesa Evangelica Metodista di Omegna
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ a b Repubblica.it
  7. ^ Speciale elezioni 2007 - Elezioni amministrative
  8. ^ Omegna - Elezioni Comunali 6-7 maggio 2012 - la Repubblica.it

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]