Brebbia

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Brebbia
comune
Brebbia – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Varese – stemma Varese
Sindaco Domenico Gioia (lista civica) dal 16-05-2011
Territorio
Coordinate 45°50′0″N 8°39′0″E / 45.83333°N 8.65°E / 45.83333; 8.65 (Brebbia)Coordinate: 45°50′0″N 8°39′0″E / 45.83333°N 8.65°E / 45.83333; 8.65 (Brebbia)
Altitudine 225[1] m s.l.m.
Superficie 6,3 km²
Abitanti 3 360[2] (31-12-2010)
Densità 533,33 ab./km²
Frazioni Bozza di Lago, Brebbia Superiore, C.na Cucù, Case Piano, Ghiggerima, Giardinetto, La Chiesuola, Ronchèe, Ronco, Uccelliera, Villaggio Europa
Comuni confinanti Besozzo, Ispra, Malgesso, Travedona-Monate, Cadrezzate
Altre informazioni
Cod. postale 21020
Prefisso 0332
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012017
Cod. catastale B126
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti brebbiesi
Patrono santi Pietro e Paolo
Localizzazione
Brebbia è posizionata in Italia
Brebbia
Sito istituzionale

Brebbia (Brébia in dialetto varesotto) è un comune italiano di 3.360 abitanti della provincia di Varese in Lombardia. Fa parte della zona collinare della provincia di Varese (zona ovest) e il suo territorio è bagnato dal lago Maggiore. Fa parte del Medio Verbano Orientale.

Ha una "forte" zona industriale e anche molti campi ad uso agricolo. Brebbia inoltre fa parte della zona agraria numero 3 della Provincia di Varese (Valli del medio Verbano)

Indice

[modifica] Storia

BREBBIA. era un forte castello nelle età romane, e teneva le sue porte e le contrade, tra le quali si trova nominata la contrada De Curte. Fabbricaronvi i Romani un tempio a Minerva, e Gneo Terenzio pel primo vi pose i bagni, e vi si celebravano i giuochi quinquatrj tanto celebri nelle romane storie. Le carte del secolo X fanno menzione dell'antichissima chiesa di s. Pietro, goduta fin d'allora come in commenda dai nostri arcivescovi, i quali altresì furono signori di Brebbia per molto tempo. Difatti Gottofredo scismatico, intruso nella sede nel 1072, fuggì qui a fortificarsi nell'arcivescovile castello. Qui dimorò Anselmo V finché vide ben disposti gli affari per la coronazione di Corrado in re d'Italia; qui fu rilegato l'arcivescovo Enrico Settala, dalla fazione popolare, e vi morì di febbre maligna. Il di lui cadavere fu trasportato a Milano.

Fu poi il castello di Brebbia distrutto nell'anno 1263 dai Torriani. Il dominio però di Brebbia durava tuttavia nei nostri arcivescovi nel secolo XIV. L'istromento di concordia tra l'arcivescovo Cassone Tornano e il magnifico Matteo Visconti, stipulato solennemente in Asti, riferisce che né il detto Matteo né il comune di Milano con suo consenso si sarebbe intromesso nei luoghi sottoposti all'arcivescovato, e fra questi viene nominata la Castellanza di Brebbia. Si vede tuttora vicino a Brebbia un luogo dello il Castellazzo, dove abitavano gli arcivescovi, il quale fu successivamente posseduto dall'antica famiglia Besozzi Rabagliona, ed indi dalla casa Bernacca.

E degna d'osservazione la suddetta chiesa di s. Pietro, di gotica architettura, che ora serve di parrocchiale, e dicesi fondata da s. Giulio: anticamente eravi una collegiata delle più numerose, ed era la principal chiesa di tutta la pieve di Besozzo. Le adunanze plebane si facevano nella contrada De Curte, che abbiamo accennata, ed in cui si trova esistere nel 1170 una casa detta Pieve. I canonici erano divisi in ordine gerarchico fino nel principio del secolo XI. Celebre fu poi la lite sostenuta dal proposto di Brebbia contro l'abate di s. Celso di Milano nel 1152 intorno alle due chiese di s. Salvatore d'Ispra e di s. Ippolito di Comerio; la curia arcivescovile decise a favore del proposto. Caduta dal suo antico splendore la collegiata di Brebbia, numerosa di diciotto canonici, s. Carlo la soppresse e trasferì sei canonici, cioè Gentile Besozzo, Giorgio Besozzi, Gerolamo Picoranigra, Giammaria Milano, Bartolommeo Oriolo e Donato Carcano, a s. Tommaso in Terra amara di Milano: del rimanente formò la collegiata di Besozzo, dove trasferì anche la prevostura e la plebania, come è di presente. [3].

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

La Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo monumento nazionale del'XII secolo costruita sulle fondamenta di una più piccola chiesa del VII secolo d.C.. Nel seicento la navata e le sue capriate furono sostituite con volte e la facciata, originariamente a capanna, fu trasformata secondo uno schema a salienti

Il Museo della Pipa - Pipe Brebbia S.r.l. nato nel 1979[4] che rende pubblica una collezione privata di pipe (include una collezione di pipe di Gianni Brera) e di oggetti e scritti correlati realizzata dal fondatore della Pipe Brebbia, Enea Buzzi.

Il laghetàsc, piccola torbiera paludosa situata sul Motto Pivione a Brebbia, in mezzo ad un castagneto. Nello stagno crescono diverse piante secolari di cipresso calvo delle paludi. Il sentiero che circonda il Laghetàsc fa parte delle Vie Verdi del Verbano.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Infrastrutture e trasporti

A Brebbia ci sono due linee di pullman la Varese-Vergiate e la Angera-Laveno Mombello. Inoltre per il trasporto ferroviario a Brebbia è presente la linea Luino-Sesto Calende Inoltre Brebbia è attraversata dalla superstrada Besozzo-Vergiate, dalla ss 629, dala Varese-Ispra detta sp 50 e infine dalla Vergiate-Laveno Mombello detta sp 69

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Domenico Gioia (lista civica) dal 16-05-2011

[modifica] Note

  1. ^ http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/doc/dpr412-93_allA_tabellagradigiorno.pdf - consultato il 04 febbraio 2012
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Francesco Bombognini e Carlo Redaelli, Antiquario della Diocesi di Milano, p. 151.
  4. ^ [1] www.brebbiapipe.it
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