Cassono della Torre

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Cassono della Torre
arcivescovo della Chiesa cattolica
Museo di santa croce, monumento funebre.JPG
Firenze - Basilica di Santa Croce - Monumento funebre a Cassono della Torre
Arc DellaTorre.png
Incarichi ricoperti Arcivescovo di Milano
Patriarca di Aquileia
Nato  ?, Milano
Deceduto 20 agosto 1318, Firenze

Cassono della Torre detto anche Cassone o Gastone (Milano, ... – Firenze, 20 agosto 1318) è stato un patriarca cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Cassono era figlio di Allegranza di Guidone da Rho e di Corrado detto Mosca e nipote di Napo Torriani, appartenenti alla celebre famiglia milanese dei Della Torre, che in passato era stata in contrasto con i Visconti per la Signoria di Milano; sconfitta nella battaglia di Desio, la famiglia si ritirò in Friuli (dove lo zio Raimondo della Torre, zio di Cassono, era Patriarca), senza per questo rinunciare alla riconquista di Milano.

I Della Torre riuscirono a fare ritorno a Milano nel 1302, dopo la cacciata dalla città di Matteo Visconti, Cassono fu quindi eletto canonico della cattedrale metropolitana durante l'arcivescovato di Francesco I da Parma, alla morte del quale (il 12 febbraio 1308) venne chiamato a succedergli alla guida dell'arcidiocesi milanese, entrando però fin dal principio in conflitto con il cugino Guido della Torre, il quale temeva un'alleanza di Cassono coi Visconti ai suoi danni. Fu così che il 1º ottobre 1309 Guido decise di attaccare il palazzo arcivescovile di Milano e fece arrestare Cassono e la maggior parte dei suoi fratelli (Pagano, Adoardo e Moschino, sfuggono invece Napino e Rinaldo), conducendoli alla Rocca di Angera. Guido, per le pressioni subite dal governo della città, si trovò infine costretto a liberare Cassono, costringendolo però all'esilio da Milano.

Cassono, rifugiatosi a Bologna, richiese l’intervento dell’imperatore Enrico VII, con l'intento di liberare i suoi fratelli ancora prigionieri nelle mani del cugino e di riprendere il governo dell'arcidiocesi. A seguito di tali operazioni l'arcivescovo poté rientrare a Milano, ma solo per poco, perché ben presto si compromisero i suoi rapporti fra lui e Matteo Visconti.

Essendo ormai la situazione insostenibile Cassono lasciò l'arcidiocesi milanese ed il 31 dicembre 1316 fu eletto Patriarca di Aquileia, come era già avvenuto per altri membri della sua famiglia, e nel 1317 lasciò Milano per non farvi più ritorno.

Cassono non raggiunse mai la nuova sede, perché morì cadendo da cavallo il 20 agosto 1318 a Firenze, durante il viaggio che l'avrebbe dovuto condurre sino alla città di Aquileia. Il suo corpo è ora sepolto nella basilica di Santa Croce; il monumento funerario è opera secondo alcuni di Agostino da Siena e da altri, invece, è attribuito a Tino da Camaino.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Arcivescovo di Milano Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Francesco I da Parma 1308-1317 Aicardo Antimiani
Predecessore Patriarca di Aquileia Successore PrimateNonCardinal PioM.svg
Gillo da Villalta 1315-1318 Pagano della Torre
Predecessore Patriarchi della Patria del Friuli Successore Bandiere dal Friûl.svg
Gillo da Villalta 1316-1318 Pagano della Torre