Castellanza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Castellanza
comune
Castellanza – Stemma Castellanza – Bandiera
Castellanza – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
Sindaco Fabrizio Farisoglio (centrodestra) dal 16/05/2011 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 45°37′00″N 8°54′00″E / 45.616667°N 8.9°E45.616667; 8.9 (Castellanza)Coordinate: 45°37′00″N 8°54′00″E / 45.616667°N 8.9°E45.616667; 8.9 (Castellanza)
Altitudine 216 m s.l.m.
Superficie 6,92 km²
Abitanti 14 400[1] (31-12-2010)
Densità 2 080,92 ab./km²
Frazioni Buon Gesù, Castegnate
Comuni confinanti Busto Arsizio, Legnano (MI), Marnate, Olgiate Olona, Rescaldina (MI)
Altre informazioni
Cod. postale 21053
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012042
Cod. catastale C139
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti castellanzesi
Patrono san Giulio
Giorno festivo 31 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castellanza
Posizione del comune di Castellanza nella provincia di Varese
Posizione del comune di Castellanza nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Castellanza (Castelànza in dialetto locale) è un comune italiano di circa 14.400 abitanti della provincia di Varese in Lombardia. Si fregia del titolo di città, concesso con decreto del Presidente della Repubblica in data 4 gennaio 1974.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Lombardia.

Castellanza è l'ultimo Comune della Valle Olona, a sud delle Prealpi Varesine, e si trova al centro della conurbazione che comprende Busto Arsizio, Legnano e Olgiate Olona, a cavallo del confine con la provincia di Milano. È attraversata dal fiume Olona, che taglia in due parti il territorio comunale. L'Olona è stato uno dei fiumi più inquinati d'Italia, anche se la qualità delle acque sta gradualmente migliorando[2].

La pianta della città è caratterizzata, da due nuclei storici: Castellanza e Castegnate, posti sui due lati della valle, e segnati da una rete di vie parallele che portano all'Olona, in corrispondenza degli antichi mulini. Castegnate è il borgo di Castellanza ad est del fiume Olona, detto anche in lombardo occidentale in giò. Via Borsano, Via Giusti, Via Brambilla (dal lato di Castellanza), Via Gerenzano, Via Moncucco e Via Nizzolina (dal lato di Castegnate) sono i vecchi percorsi che scendono al fiume.

Fa inoltre parte del territorio comunale una porzione dell'insediamento denominato Buon Gesù, nato attorno all'omonima cascina del XVII secolo, originariamente conosciuta come Cascina Selva Longa" e nel XIX secolo come Cascina delle Corde e Cascina Cagnoeula. Buon Gesù è al confine con Busto Arsizio e Olgiate Olona, lungo la Strada statale 33 del Sempione ed è frazione di tre Comuni.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Milano Malpensa.

Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2451 GR/G[3]. Situata nell'alta pianura padana, Castellanza ha un clima di tipo continentale con inverni freddi con molte giornate di gelo. La nebbia è principalmente diffusa lungo l'Olona. Le estati sono calde, umide e moderatamente piovose. Le temperature, in tale periodo, possono superare i 30 °C e l'umidità superare il 90%, causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa". Le perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle di origine artico-russa sono le principali cause delle precipitazioni atmosferiche. Castellanza, come del resto gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione[4]. L'umidità è invece sempre molto elevata per tutto l'anno. Ultimamente, le piogge stanno diventando via via meno frequenti, così come il fenomeno della nebbia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età antica[modifica | modifica sorgente]

L'origine di Castegnate è riconosciuta essere inserita nell'areale culturale dei Celti Insubri, come testimonia il toponimo con la tipica desinenza al genitivo in -ate. L'integrazione fra Celti e Romani è testimoniata dai resti di una necropoli gallo-romana con reperti ascrivibili tra il I secolo a.C. e il I secolo. Tracce di epoca romana, ancora del I secolo, indicano la presenza di un insediamento rurale, probabilmente gravitante intorno a un nucleo più importante, forse il vicus di Legnano. Parecchi di questi reperti sono conservati tuttora nel Museo Archeologico Suthermeister di Legnano.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Per buona parte del Medioevo il territorio fu parte del Contado del Seprio. La prima testimonianza documentale di Castegnate risale al 1045. Si tratta di documento firmato da Enrico III il Nero che conferma ai monaci di S. Dionigi il possesso di vari territori, tra cui quello di Castegnate. In seguito i De Cuticis o Cuttica, figurano come proprietari dei territori di Castegnate in alcuni trattati di pace firmati tra il 1240 e il 1310 durante la guerra tra i Visconti e i Torriani di cui la famiglia Cuttica, Guelfa, era alleata. Con la vittoria definitiva dei Visconti nel 1314 le proprietà di Castegnate vennero tolte ai Cuttica.

Castellanza, invece, costituiva probabilmente una fortificazione costruita presso due paesi denominati Cogorezio e Sponzano e successivamente assorbiti in un'unica entità almeno dal XV secolo. La prima notizia di Castellanza risale al 1361, in una pergamena presso l'archivio di Busto Arsizio relativa a un lascito testamentario di una rendita a un prete che vi risiede.

Entrambe le località furono assorbite nel Ducato di Milano nel XIV secolo.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1572 si ha traccia della visita di San Carlo Borromeo a Castellanza, facente parte della pieve di Busto Arsizio che riporta l'esistenza di cinque chiese: San Giulio, San Simeone, Santo Stefano, San Giorgio e San Bernardo. Nel 1603 gli abitanti adulti di Castellanza erano 475 e la fonte di reddito prevalente era l'agricoltura, frumento e vite. La peste colpì duramente Castellanza nel 1630, sopravvissero solo 500 anime alla catastrofe. La cappella dedicata a Santa Liberata testimonia l'avvenuta liberazione dall'epidemia. La cappella sorge in Castegnate in un terreno già di proprietà dei marchesi Daverio che contribuirono anche a finanziarne la costruzione. Nel 1691 il feudo di Castegnate venne venduto dai governatori spagnoli a Simone Daverio, sposato con Angela Cuttica. Nel 1753 Giovanni Battista Daverio dovette però rinunciare al fondo che venne poi rivenduto a Francesco Guaita nel 1755. Sempre nel 1691 Castellanza venne acquistata da Giovanni Battista Crivelli e al termine della discendenza del feudo venne investito, nel 1748, il marchese Carlo Cornaggia. Alla fine del XVIII secolo viene edificato il Palazzo Brambilla, sede del municipio dal 1921.

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Nel 1845 sorge il Cotonificio Cantoni, cui seguirono Cotonificio Francesco Turati (1875) e l'industria meccanica Pomini (1886). Nel 1888, la ditta Turati è rilevata dalla Manifattura Tosi, che, in località Garottola, costruisce un secondo stabilimento adibito al candeggio. Un nuovo Comune fu costituito il 1º maggio 1869 tramite la fusione dei comuni di Castellanza e Castegnate Olona, in rappresentanza delle comunità che risiedono sui due versanti del fiume Olona. L'attuale stemma rappresenta questa fusione: un ponte a cavallo del fiume Olona separa la torre (simbolo del borgo di Castellanza) dall'albero di castagno (simbolo del borgo di Castegnate). Ad inizio XX secolo la cittadina è ormai un affermato centro industriale, con numerosi opifici che richiamano manodopera anche dai paesi confinanti e non solo: la Pomini da attività artigianale si trasforma in grande industria con un nuovo stabilimento vicino alla stazione ferroviaria; sull'altro lato dei binari sorge nel 1900 lo stabilimento chimico Ignazio Siles, che cambierà più volte nome sino a divenire nel 1928 Montecatini, con vari ampliamenti; tra il 1902 ed il 1905 viene ricostruito ed ampliato il Cotonificio Cantoni mentre nel 1904 è inaugurata la nuova centrale termoelettrica della "Società Lombarda". Nel 1906 sorge la Tintoria Cerini.

Nel Secondo dopoguerra le attività industriali si moltiplicano, con la totale ricostruzione della Montecatini nei primi anni sessanta, che diviene Montedison, giungendo a dare lavoro a oltre 1200 operai, e la nascita della meccanica CRM (1950).

A Castellanza è stato aperto il primo ipermercato in Italia, costruito dalla Standa-Montedison nel 1971.

La crisi dell'industria causata dalla concorrenza dei paesi dell'Europa orientale, iniziata negli anni settanta, mette in ginocchio il sistema industriale locale: chiudono i battenti la Manifattura Tosi (1973) ed il Cotonificio Cantoni (1984); la Pomini riduce gli occupati da 1016 a circa 200 e si trasferisce in un nuovo stabilimento in periferia, abbandonando quello vecchio che viene demolito negli anni novanta; la Montedison, spartita tra industrie minori, chiude progressivamente gli impianti sino a ridurre gli operai ad un centinaio. Ad oggi, eccettuate Pomini ed ex Montedison fortemente ridimensionate, le uniche industrie storiche ancora attive nelle loro antiche sedi sono la Cerini (ribattezzata PEPLOS) e la CRM.

Il 14 ottobre 1991 nell'area dell'ex-cotonificio Cantoni viene insediata l'Università Carlo Cattaneo - LIUC, promossa dall'Unione Industriali della Provincia di Varese.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

L'Università Carlo Cattaneo[modifica | modifica sorgente]

Caratteristica per il recupero di edifici storici industriali è l'Università Carlo Cattaneo che ha riutilizzato gli edifici dell'ex-filatura Cantoni, in un'area coperta di 68.000 m², ed occupa anche un vasto parco aperto al pubblico di 26.000 m² nel cuore della città. Il progetto di tale recupero è stato firmato dall'architetto Aldo Rossi.

Archeologia industriale[modifica | modifica sorgente]

Altre testimonianze di archeologia industriale a Castellanza sono:

  • l'ex Cotonificio Cantoni, fondato nel 1845, riedificato nel 1902-1905 ed ampliato sino al 1930 (data a cui risalgono le costruzioni attuali) suddiviso in due parti: la monumentale filatura con gli edifici circostanti, già restaurata nel periodo 1989-1991 e ora sede della LIUC (in tutto il 60-70% circa degli edifici) e l'ex reparto tessitura, composto da una schiera di capannoni "shed" più alcuni altri edifici, abbandonato dal 1988 ed in stato di gravissimo degrado;
  • l'ex Centrale Termoelettrica della Società "Lombarda", costruita nel 1904, che ha cessato l'attività nel 1961 ed è divenuta sede di uffici della società e centralina di smistamento ENEL, abbandonata dal 2004; in base alla bozza del PGT, è stata inserita nella lista dei beni storico-artistico-monumentale da tutelare e ne è previsto il restauro e il riutilizzo come albergo e residence;
  • l'ex tintoria tessuti della Manifattura Tosi, fondata nel 1888, chiusa nel 1973 e demolita quasi completamente nel 1995-1996; l'unico grande capannone rimasto è divenuto sede, nel 2003, della Biblioteca e del Centro civico;
  • l'ex candeggio della Manifattura Tosi, rilevato dopo il 1973 dall'opificio Castellanza & Borri ed ora abbandonato;
  • l'ex Tintoria Cerini, ora fabbrica tessile PEPLOS, tuttora attiva ed abbastanza ben conservata;

Negli anni novanta è avvenuta la demolizione dell'ex stabilimento meccanico Pomini, risalente a inizio Novecento. L'intervento di recupero di edifici industriali dismessi che si affacciano lungo il fiume Olona, è ancora in corso nell'ambito di un programma di riqualificazione del lungofiume; tale programma ha avuto nuovo impulso dall'ex-sindaco Livio Frigoli nella seconda metà degli anni novanta. Nel novembre 2008, dall'Amministrazione Farisoglio è stata presentata una proposta di Piano Integrato di Intervento relativo all'ex centrale termoelettrica, che prevede il recupero dei due edifici storicamente rilevanti (29.000 m²) come albergo, residence e centro congressi, e l'abbattimento degli altri stabili con destinazione a residenziale (15.000 m²) e verde pubblico (26.000 m²).

Museo Enzo Pagani[modifica | modifica sorgente]

È un parco e museo di arte moderna e contemporanea, in una cornice naturale di boschi difficile da trovare nelle immediate vicinanze di Milano. Conta 650 opere, tra cui molte testimonianze delle avanguardie storiche del Novecento. È un museo di respiro internazionale, fondato nel 1957 ed inaugurato nel 1965, e può essere certamente considerato il primo parco-museo sorto in Italia. Futurismo, dadaismo e surrealismo sono rappresentati da opere quali le sculture in marmo di Jean Arp e di Alexander Arcipenko; i mosaici di Nadia e Fernand Leger, Gaston Chaissac, Sonia Delaunay, Man Ray, Ettore Falchi, Hans Richter; le sculture in legno, bronzo, acciaio, marmo di Jan Koblasa, Andrè Bloc, Christian Peschke, Mimuro Miizuma, Haruhiko Uasuda, Tomori Toyofuku, e ancora, opere di Messina, Pomodoro, Tavernari, Veronesi e dello stesso fondatore Enzo Pagani.

Palazzo Brambilla[modifica | modifica sorgente]

L'edificio, il cui restauro iniziato nel 2003 è in fase di completamento, risale al 1789, su progetto di Leopold Pollack, commissionato da Cesare Carminati, appartenente alla famiglia Carminati di Brambilla. Il grande complesso ha forme severe e razionali, caratteristiche del gusto neoclassico e ripropone lo schema a "U", ricorrente nell'edilizia civile lombarda fin dal XVII secolo: il corpo centrale è arretrato rispetto all'ingresso e più alto rispetto ai corpi laterali delle ali avanzate per creare un effetto prospettico, che pone gli edifici allo stesso livello per chi li osserva dalla strada principale della città, già facente parte del tracciato della Strada statale 33 del Sempione. All'interno si trovano sale decorate con raffinati affreschi neoclassici, recentemente restaurati, ed una grande pala ottocentesca di 6 metri per 4 metri raffigurante il giuramento di Pontida del pittore Giuseppe Castellani. Dal 1921 è sede del municipio, acquistato dall'Amministrazione Comunale grazie all'apporto economico dei proprietari delle principali industrie cittadine (Soldini, Cantoni, Pomini e Binda).

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 1.010, ovvero il 7,0% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[6]:

  1. Albania Albania, 288
  2. Marocco Marocco, 102
  3. Romania Romania, 101
  4. Ecuador Ecuador, 53
  5. Ucraina Ucraina, 47
  6. Senegal Senegal, 36
  7. Tunisia Tunisia, 33
  8. Brasile Brasile, 31
  9. Cina Cina, 28
  10. Perù Perù, 26

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto bustocco e Dialetto legnanese.

Nel Comune è relativamente diffuso il dialetto locale, un dialetto di transizione fra il bustocco ed il legnanese. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il bustocco ed il legnanese sono sostanzialmente lingue romanze derivate dal latino. In essi vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure e il gallico parlato dai Celti, anche se i dati sull'effettiva influenza di questi sostrati sono pochi e di varia interpretazione.

Un esempio di ciò è l'interpretazione da darsi alla conservazione delle antiche vocali finali latine (diverse da -a), cadute in milanese, ma non in altri dialetti confinanti, tra cui quelli liguri. Per questo, alcuni vorrebbero vedere in questa conservazione un tratto dovuto ad un "sostrato ligure". Il fatto che nel dialetto bustocco essa sia più avanzata che in legnanese deriverebbe da una maggiore influenza di Milano su Legnano[7].

Attualmente, l'uso del bustocco e del legnanese sta lentamente regredendo, anche se in maniera meno marcata di altri dialetti lombardi. Il dialetto non viene più parlato abitualmente tra i cittadini, se non dagli anziani.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Palio delle Contrade[modifica | modifica sorgente]

Si disputava tra le due contrade tradizionali di In Su (Castellanza) e In Giò (Castegnate). Iniziato negli ultimi anni trenta, cimentava gli atleti delle due contrade, in incontri di calcio, corse di ciclismo, gare di atletica e marcia. I sostenitori delle due compagini seguivano le gare con grande passione che sconfinava spesso in baruffe molto accese. Sospeso per la guerra riprese alla fine degli anni quaranta per l'opera di alcuni appassionati primo fra tutti Ermanno Raimondi, giornalista e organizzatore sportivo, e si disputò per diversi anni sino alla scomparsa del suo animatore negli anni ottanta; riprese poi nel 1997 e in seguito saltuariamente sino ai primi anni del 2000.

Palio de la Castellantia[modifica | modifica sorgente]

La prima edizione del Palio di Castellanza è stata disputata il 5 e il 6 giugno 2010. La città è stata divisa in otto contrade - San Bernardo, San Carlo, San Giorgio, San Giovanni, San Giulio, San Simeone, Santa Liberata, Santo Stefano - che si ispirano alle chiese dei santi Giulio, Simeone, Stefano (campestre), Giorgio (campestre), Bernardo e alle due cappelle votive di San Carlo e Santa Liberata, presenti sul territorio e testimoniate in documenti storici del secolo XVI. La chiesa di San Giovanni evangelista è definita come diroccata e forse sconsacrata. Il palio di Castellanza non è una manifestazione agonistica.

Contrade vincitrici del Palio[modifica | modifica sorgente]

edizione anno contrada prima classificata capitano contrada
1^ 2010 San Giovanni Fontana Maurizio
2^ 2012 San Giulio Crimi Simone

Il Corpo Musicale Santa Cecilia[modifica | modifica sorgente]

È una banda che ha le sue origini nel 1904 su iniziativa di don Luigi Testori, un giovane assistente dell'Oratorio San Giuseppe che mise insieme alcuni ragazzi amanti della musica, e impartì loro i primi rudimenti di cultura musicale. In breve tempo la Banda si affermò come una presenza importante di diffusione della musica nelle cerimonie civili e religiose oltre che nell'attività concertistica. I musicanti sono oggi in numero di 50 e oltre perché i ragazzi desiderosi di suonare uno strumento aumentano sempre.- Molti sono i clarinetti, flauti, sassofoni e altri strumenti che insieme raggruppandosi formano questa meravigliosa banda che anima le principali feste del paese.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

La prima scuola pubblica di Castellanza è quella costruita nel 1884 in via Cantoni, coesistente nello stesso edificio con la sede municipale e ampliata quando il comune si trasferì nel 1921 in Palazzo Brambilla. Dedicata ad Alessandro Manzoni nel 1954, venne trasformata in casa di riposo perché la nuova scuola primaria era stata costruita nel 1952 in via Veneto. Una seconda scuola primaria intitolata ad Edmondo De Amicis nacque nel 1923 a Castegnate. Ampliata nel 1958 fu quasi totalmente ristrutturata nel 1973. Nel 1955 si costruisce la scuola privata "Istituto Maria Ausiliatrice" in via card. Ferrari (ampliata nel 1972). È presente inoltre un'altra scuola dell'Opera Nazionale Montessori "Nido Casa dei bambini Elementare "Maria Montessori" ". La scuola secondaria di primo grado "Leonardo Da Vinci", il cui preside è Giulio Ramolini,, in via dei Platani fu costruita nel 1963 e ampliata nel 1971.

Persone legate a Castellanza[modifica | modifica sorgente]

  • Paola Antonia Negri (1508-1555)
  • Marco Simone (n. 1969), ex calciatore, attuale consulente per il mercato del Monaco. Nato a Castellanza, ha vinto con il Milan 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe del Mondo per club, 3 Supercoppe europee e 3 Supercoppe italiane. Con il Monaco ha conquistato un Campionato francese. Al Paris Saint-Germain ha vinto una Coppa di Francia e una Coppa di Lega.
  • Luca Gianazza (n. 1974), storico e numismatico italiano.
  • Matteo Colaone (n.1979), storico e politico.
  • Alessandro Giani (n. 1978), Creatore della prima BBS (Bulletin board system) di Castellanza con ponte su internet.

Dal 2007 sono state istituite le civiche benemerenze, assegnate fino ad oggi a:

  • 2007: dottor Silvio Prandoni, medico missionario in Kenya dove 30 anni fa ha fondato l'ospadale di Wamba;
  • 2007: i volontari di Solidarietà Famigliare, associazione castellanzese che si occupa dell'assistenza e della cura di disabili e persone svantaggiate;
  • 2008: Giancarlo Pozzi, artista;
  • 2008: Corpo Musicale Santa Cecilia;
  • 2009: Sezione "G. Moroni" Avis;
  • 2009: Luca Gianazza, studioso di numismatica italiana;
  • 2009: Carlo Uboldi, industriale.
  • 2010: Lino Rossini, Musicista di fama nazionale

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
[[1957]] [[marzo 1989]] Giulio Moroni Democrazia Cristiana Sindaco
Aprile1989 maggio 1995 Luigi Roveda Democrazia Cristiana Sindaco
giugno 1995 13 giugno 2004 Livio Frigoli Democratici per Castellanza Sindaco
14 giugno 2004 8 gennaio 2006 Maria Grazia Ponti Città Viva Sindaco
9 gennaio 2006 29 maggio 2006 Giuliana Longhi Commissario prefettizio
30 maggio 2006 corrente Fabrizio Farisoglio Farisoglio Sindaco Sindaco

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade statali e provinciali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Varese.

Castellanza è attraversata dalla Strada Statale 33 Italia.svg del Sempione e dalla Strada Statale 527 Italia.svg Bustese.

Autostrade[modifica | modifica sorgente]

Castellanza possiede un'uscita autostradale, posta sull'autostrada Autostrada A8 Italia.svg (Milano-Varese).

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Castellanza ha una propria stazione ferroviaria posta sulla linea Seregno-Novara FN, recentemente collegata alla ferrovia Busto Arsizio-Malpensa Aeroporto.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

L'aeroporto di Malpensa è il più vicino a Castellanza, dista infatti poco più di una decina di km dal centro cittadino. A circa 40 km da Castellanza si trova anche l'aeroporto di Linate.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Biblioteca liceo Tosi di Busto Arsizio. URL consultato il 13 luglio 2011.
  3. ^ Classificazione climatica Lombardia, dati Confedilizia. URL consultato il 21-5-2008.
  4. ^ Università degli Studi di Genova - Dipartimento di Fisica, Atlante Eolico dell'Italia (PDF) in Ricerca di sistema per il settore elettrico - Progetto ENERIN, 11/2002. URL consultato il 15/05/2008.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 14 novembre 2012.
  7. ^ Si veda in particolare Giorgio D'Ilario, Dizionario legnanese - Proverbi e modi di dire dialettali - Con un'introduzione sulle parlate dall'Olona al Ticino, 1991. "Si ebbe dunque subito una prima diversificazione del latino dovuta alle abitudini dei singoli popoli conquistati, ossia al diverso sostrato linguistico. La valutazione di questo elemento ha dato luogo ad ampie discussioni. Un tempo si credeva di poterlo facilmente determinare in questa o quella caratteristica fonetica; oggi si procede in questo campo con più dubitosa cautela" (ivi, p. 32).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pio Bondioli Castegnate sull'Olona Milano 1938.
  • Galli Maddalena, Passerini Luigi (a cura di), Dai Mulini alle Cattedre
  • Anna Colombo Candiani, Momenti di Vita Castellanzese nella storia Lombarda Castellanza, 1975.
  • Cinzia Messori, Castellanza. Arte, Storia, Università, Macchione Editore, Varese, 1999.
  • Castellanza nella Storia. La ricerca Archeologica, Regione Lombardia, Ministero delle Attività culturali, Comune di Castellanza, 2002.
  • Andreina Passoni, 100 anni di storia del Corpo Musicale Santa Cecilia, Zecchini Editore Varese, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]