Geografia della Lombardia

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1leftarrow.pngVoce principale: Lombardia.

La Lombardia per zone altimetriche.

La Geografia della Lombardia illustra le caratteristiche geografiche della Lombardia, regione dell'Italia.

Dati generali[modifica | modifica wikitesto]

La superficie della Lombardia si divide quasi equamente tra pianura (che rappresenta circa il 47,2% del territorio) e zone montuose (che ne rappresentano il 40,52%). Il 12,28% della regione è collinare. La regione viene divisa in quattro parti: una strettamente alpina, una montuosa o collinare, una pianeggiante o poco mossa suddivisa in Alta e Bassa pianura ed infine la zona a sud del fiume Po. La regione è attraversata da decine di fiumi (tra cui il fiume più grande d'Italia) ed è bagnata da centinaia di laghi di origine naturale ed artificiale.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zone altimetriche d'Italia.

In termini geografici, la Lombardia non si può considerare un territorio unitario, nel senso di territorio delimitato da precise conformazioni fisiche, sia per la varietà di paesaggi che l'attraversano senza racchiuderla, sia perché i confini amministrativi, molto spesso, sono il frutto di complesse vicende storiche. Tuttavia è possibile delineare a grandi linee il suo territorio amministrativo attraverso rilievi, laghi e fiumi. A delimitare la Lombardia a nord si può adoperare lo spartiacque alpino tra la Valtellina e le valli del Reno e dell'Inn anche se, a volte, il confine oltrepassa il versante valtellinese. A est sono il lago di Garda ed il fiume Mincio a separare la Lombardia da altre regioni italiane; così come a sud il Po (eccezion fatta per l'Oltrepò pavese e l'Oltrepò mantovano che si estendono più a sud), e a ovest il Lago Maggiore ed il Ticino (con l'eccezione della Lomellina che sconfina verso il Piemonte) possono servire a distinguere la Lombardia dalle altre regioni. Questi confini racchiudono un territorio di poco meno di 24.000 km², rendendola la quarta regione per estensione superficiale.

In un viaggio attraverso la regione, da nord verso sud, s'incontrano lungo il cammino per primi i rilievi delle Alpi, poco più a sud le Prealpi seguite da dolci colline che smussano il passaggio dalla montagna alla Pianura Padana. Proprio lungo la fascia prealpina si trovano alcuni dei più grandi laghi d'Italia (come il lago di Garda, il Lago Maggiore e il lago di Como), mentre numerosi fiumi (come il Po, l'Adda, l'Oglio, il Mincio e il Ticino) e torrenti solcano la montagne, formando strette e profonde valli, e attraversano la pianura rendendola rigogliosa di vegetazione. In una piccola area a sud dell'Oltrepò pavese si ergono colline e montagne dell'Appennino ligure.

I nomi delle Alpi della Lombardia derivano tutti dalle popolazioni che, al tempo dei Romani, vivevano tra queste montagne. Le Alpi Lepontine prendono il nome dalla popolazione ligure dei Leponzi stanziata in questa zona e assoggettata da Augusto. Le Alpi Retiche dai Reti, popolazione di origine etrusca rifugiatasi nelle Alpi Centrali durante l'invasione celtica. Le Alpi Orobie dalla popolazione di origine ligure, o forse celtica, degli Orobi.

Le catene montuose rivestono il 40,5% del territorio regionale e sono costituite dalle Alpi, dalle Prealpi e dagli Appennini. Appartengono alle Alpi lombarde una piccola porzione delle Alpi Lepontine e gran parte delle Alpi Retiche. Sul territorio montano della Lombardia spiccano quattro massicci orografici di rilievo: il Badile-Disgrazia, il Bernina, l'Ortles-Cevedale e l'Adamello. I primi tre sorgono sullo spartiacque tra i bacini del Reno e dell'Inn a nord e dell'Adda e dell'Oglio a sud e solo in parte si ergono sul territorio nazionale. L'Adamello, invece, sorge tra i bacini dell'Adda e dell'Adige e si trova completamente in territorio italiano. Il punto più elevato del territorio lombardo è una spalla secondaria del Pizzo Bernina, la Punta Perrucchetti, a 4020 m (la vetta della montagna raggiunge i 4049 m, ma si trova in territorio elvetico)[1]. Altra importante vetta è il Monte Cevedale, del massiccio dell'Ortles-Cevedale, che arriva a 3764 m. Il massiccio dell'Ortles-Cevedale ospita il ghiaccia dei Forni che ha un'estensione di circa 12 km² ed è il più grande d'Italia. A sud della Valtellina si stagliano le Alpi Orobie delimitate a est dalla Valcamonica e ad ovest dal bacino del lago di Como.

Panorama della Valtellina dall'Alpe Piazzola nel comune di Castello dell'Acqua.

Confinate ad ovest dal Lago Maggiore e a est dal Lago di Garda si trovano le Prealpi lombarde le cui vette superano di poco i 2500 m di quota. Le Prealpi sono in prevalenza costituite da sedimenti calcarei. La loro origine sedimentaria ha permesso la formazione di solchi profondi nelle montagne, principalmente ad opera dei ghiacciai, che hanno portato alla formazione di strette e profonde valli solcate da fiumi e occupate in parte dei laghi prealpini, sbarrati verso la pianura da rilievi morenici. I rilievi morenici a sud delle prealpi, assieme alle prime sporgenze orografiche, formano quella fascia collinare (12,4% del territorio) che collega le prealpi alla pianura e che contiene numerosi laghi piccoli e poco profondi.

La pianura lombarda occupa ben il 47,1% della superficie totale della regione ed è parte della Pianura padana che si estende dal Piemonte alla Romagna dalle Alpi agli Appennini. La pianura lombarda può essere suddivisa geologicamente in due parti: l'alta e la bassa. L'alta pianura è caratterizzata da materiali grossolani, molto permeabili, di origine alluvionale e presenta grossi solchi originati dai fiumi che scendono dalle montagne. La bassa pianura invece è formata da materiale argilloso, poco permeabile e declina dolcemente verso il Po. Il passaggio dall'alta alla bassa pianura lombarda è segnalato dalla presenza di riaffioramenti naturali d'acqua detti risorgive o fontanili causato dell'incontro della falda freatica proveniente dall'alta pianura con i terreni impermeabile della bassa. Questa linea ha un andamento parallelo a quello prealpino e passa per le città di Magenta, Monza, Treviglio, Chiari e Goito.

Sezioni alpine[modifica | modifica wikitesto]

Le sezioni e sottosezioni alpine che interessano la Lombardia sono[2]:

Tratti appenninici[modifica | modifica wikitesto]

I tratti appenninici che interessano la Lombardia sono:

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Idrografia lombarda.

I laghi[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del lago di Como.

Guardando un'immagine ripresa dal satellite della lombardia, ci si accorge che la regione è costellata da molti laghi di grandi e piccole dimensioni, i principali dei quali sono:

  • il lago di Garda (o Benaco), di origine glaciale, è il più grande d'Italia con una superficie di 370 km². È profondo 346 m e ha una lunghezza di 51,6 km. La grande quantità d'acqua del lago ha effetti significativi sul clima locale a tal punto che si coltivano l'ulivo, i limoni e i cedri, tipici del clima mediterraneo.
  • il Lago Maggiore (o Verbano) ha una superficie di 212 km², un'estensione di 50 km, una larghezza che va dai 2 ai 4,5 km ed una profondità massima è di 372 m.
  • il lago di Como (o Lario) è caratterizzato da una forma a Y rovesciata, con la punta di Bellagio che segna la separazione in due rami. Completamente scavato nella cerchia prealpina, il lago si snoda per 46 km, ha una larghezza massima è di 4,3 km e una superficie è di 146 km². È il primo in Italia come sviluppo perimetrico (180 km) e il secondo in Europa come profondità (410 m.).
  • il lago d'Iseo (o Sebino) ha la forma di una S, con una superficie di 65,3 km² e una profondità massima di 251 m. Vi è situata l'isola lacustre più grande d'Europa: Monte Isola che si estende per 4.3 km².
Fiumi principali che scorrono sul territorio lombardo.
Fiume Lunghezza (km) Portata media alla foce (mc/s) Bacino (km²)
Po 652 (1,2,3) 1540 71000
Adda 313 187 7979
Oglio 280 137 6649
Ticino 248 (1) (5) 350 7228
Chiese 160 (4) 36 960
Agogna 140 (1) 6 995
Olona 131 14 1038
Lambro 130 12 1350
Serio 124 23 1256
Mella 96 11 1036
Terdoppio 86 (1) 3,7 515
Mincio 75 (2) 60 2859 (6)
Brembo 74 30 935
Staffora 58 4,5 337,5
Seveso 55 1,8 930
Cherio 32 1,5 161
(1) condiviso col Piemonte; (2) condiviso col Veneto; (3) condiviso con l'Emilia-Romagna;(4) condiviso con il Trentino-Alto Adige; (5) condiviso con la Svizzera; (6) compreso il bacino del Sarca.

I fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Per il territorio lombardo passano centinaia di fiumi e torrenti. Il fiume più rilevante è sicuramente il Po che con i suoi 652 km è il più lungo d'Italia.

Gli altri fiumi provengono dalle Alpi o dalle Prealpi lombarde, mentre i fiumi che si originano sugli Appennini sono più brevi; quasi tutti questi fiumi confluiscono nel Po. Tra i fiumi principali ricordiamo:

  • il fiume Adda (313 km) è il fiume più lungo della Lombardia; esso scorre interamente all'interno della regione, attraversa la Valtellina e s'immette nel lago di Como, riuscendone dal ramo di Lecco per affluire nel Po nei pressi di Castelnuovo Bocca d'Adda (LO).
  • L'Oglio (280 km), che dopo aver attraversato la Val Camonica s'immette nel lago d'Iseo, ne esce a Sarnico, passa per Palazzolo sull'Oglio e confluisce nel Po, tracciando il confine tra provincia di Brescia e provincia di Bergamo;
  • il Ticino (248 km) che nasce in Svizzera; solo 110 dei suoi 248 Km. scorrono in territorio lombardo, in gran parte delimitando il confine con il [Piemonte]. Dopo il Po è il fiume lombardo con la maggiore portata ( (350 m3/s).
  • il Chiese (160 km) che nasce in Trentino e attraversata la provincia di Brescia affluisce nell'Oglio;
  • inoltre: l'Olona (131 km); il Lambro (130 km); il Serio (124 km) che nasce dalle Alpi Orobie, passa per Seriate, origina la Valle Seriana e sfocia nel fiume Adda ed il Brembo (74 km).Il maggior corso d'acqua è il Po, che raccoglie le acque di tutti i principali fiumi lombardi. Il [Mincio] è l'emissario del Lago di Garda, nel quale entra in Trentino, col nome di Sarca. Il tratto lombardo del Mincio è di 75 km, alcuni dei quali in Veneto. In Lombardia, il Mincio è placido e paludoso, tanto che presso la città di Mantova, il fiume si allarga in una serie di laghi; poco dopo il Mincio raggiunge il Po.

In Lombardia, però, non tutti i fiumi appartengono al bacino del Po. Grazie a due piccole valli poste al confine nord, la Lombardia risulta infatti tributaria anche del Reno e del Danubio, due tra i più importanti fiumi dell'Europa. A nord-est di Chiavenna, in provincia di Sondrio, si trova la piccola e disabitata val di Lei, ben nota ai frequentatori della località sciistica diMadesimo. Qui nasce l'omonimo Reno di Lei, il cui corso è interrotto dopo pochi chilometri da una diga che si trova già in territorio elvetico, anche se quasi tutta la superficie del lago di Lei, formato dalla diga stessa, si estende in Italia. La val di Lei è raggiungibile per via stradale solo dalla Svizzera tramite un lungo percorso, che transita dal passo dello Spluga (aperto però solo nei mesi estivi) o dalla galleria del San Bernardino. Sempre in provincia di Sondrio si trova la valle di Livigno, nota località turistica che gode anche di privilegi extra-doganali. La valle è attraversata dal fiumeSpöl (anticamente denominato Aqua Granda), affluente dell'Inn, che è sua volta uno dei più importanti affluenti del Danubio. Nella parte più meridionale della regione, nella zona a sud dell'Oltrepò Pavese vi è il fiume Trebbia, che per una piccolo tratto segna il confine regionale nel punto più a sud della Lombardia. La Lombardia può vantare pure uno dei fiumi più corti del mondo: il Fiumelatte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Non essendo la Punta Perrucchetti considerata una cima ma una spalla del Pizzo Bernina, la più alta cima vera e propria della regione è il Pizzo Zupò, sempre nel gruppo del Bernina, alto 3996 m.
  2. ^ In ordine di sezione secondo la SOIUSA.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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