Secchia

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Secchia
Stato Italia Italia
Regioni Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Lombardia Lombardia
Lunghezza 172 km
Portata media 42 m³/s
Bacino idrografico 2292 km²
Altitudine sorgente 1357 m s.l.m.
Nasce Alpe di Succiso
44°19′15.33″N 10°11′59″E / 44.320924°N 10.199722°E44.320924; 10.199722
Sfocia fiume Po
45°03′44.78″N 11°00′21.43″E / 45.062438°N 11.005952°E45.062438; 11.005952Coordinate: 45°03′44.78″N 11°00′21.43″E / 45.062438°N 11.005952°E45.062438; 11.005952
Mappa del fiume

La Secchia[1] (ma spesso anche al maschile sottintendendo "il fiume", al Sècia in dialetto reggiano e dialetto modenese) è un importante fiume dell'Italia settentrionale che scorre per gran parte in Emilia-Romagna e, nel tratto finale, in Lombardia. È per lunghezza (172 km), bacino e portata media (42 m³/s), il principale affluente di destra del Po dopo il Tanaro. Il suo bacino (ampio 2.292 km²) è curiosamente identico come estensione, a quello del Panaro.

Corso del fiume[modifica | modifica wikitesto]

Le sorgenti della Secchia sulle pendici dell'Alpe di Succiso
statua della Secchia a Reggio Emilia

Nasce dall'Alpe di Succiso sull'Appennino tosco-emiliano nel comune di Collagna in provincia di Reggio Emilia.

La sua sorgente è situata in una conca fra montagne di altezza comprese fra i 1700 ed i 2100 m s.l.m. ad un'altitudine di 1450 m s.l.m. Un sentiero di media difficoltà la collega al passo del Cerreto. Il luogo si presenta come un anfiteatro naturale delimitato da aspre montagne arenariche fra le quali si trova una piccola piana ricoperta di un folto manto erboso ed è attraversato da numerosi ruscelli che formano il primo tratto del fiume. Ai bordi di questa piana circolare si trovano boschi di faggio popolati da cinghiali, lupi, caprioli, volpi e daini.

Poco più a valle riceve dal lato idrografico destro parte delle acque superficiali del Monte Cusna, tramite il torrente Ozola e Secchiello, la restante parte viene raccolta dal torrente Lama, affluente del Dolo.

A partire dalla confluenza dei torrenti Dolo e Dragone (che avviene nei pressi di Cerredolo), inizia a delimitare i confini tra le province di Reggio Emilia e Modena. In località La Volta di Saltino (comune di Prignano sulla secchia) raccoglie le acqua del torrente Rossenna. Nel comune di Castellarano passa per la stretta del Pescale, raggiunge la Pianura Padana nei pressi di Sassuolo, raccoglie il Tresinaro nei pressi di Rubiera, quindi entra in provincia di Modena, attraversa le casse di espansione e sfiora la zona ovest della città di Modena.

Il corso del fiume nel tratto appenninico ha un andamento da sud ovest a nord est, come la maggior parte degli affluenti di destra del Po.

Dopo Modena rallenta scorrendo sinuoso lungo un alveo incassato da stretti argini bagnando il comune di Concordia sulla Secchia ed entrando poi, nella parte terminale del suo corso, in Lombardia.

Qui bagna Quistello andando poi a confluire nel Po poco a sud di Mantova in località Mirasole di San Benedetto Po, nei pressi della foce del Mincio.

Da Quistello verso la foce gli argini sono più distanti ed i meandri vengono utilizzati come aree golenali.

Il corso a nord della via Emilia subì molte variazioni: si ritiene che in epoca romana scorresse più ad ovest di oggi fino a Cavezzo, poi deviava bruscamente ad est ed entrava nel Po a Bondeno. Con lavori protrattisi dal 1288 al 1360 fu costretto nell'attuale alveo, attraverso un accordo fra le città di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Ferrara che diedero, in virtù di questa alleanza, il nome al paese di Concordia situato appunto sul Secchia.

Probabilmente la deviazione del corso inferiore fino a Mirasole fu completata nel 1336 per consentire la bonifica della zona di San Benedetto Po[2].

Il Fiume anticamente piegava verso Est a San Possidonio scorrendo fra Quarantoli, Gavello e Burana dove si gettava nel Fiume Bondeno (ramo del Po oggi non più esistente) e da questo nel ramo principale del Po.

Nel periodo e nei territori del Ducato di Modena, seguendo la filosofia enunciata negli Statuti delle Acque della Comunità di Modena, vennero eseguiti molteplici lavori per modificare l'asta del corso inferiore del Secchia. Fondamentalmente erano interventi di tagli (drizzagni) dei meandri con lo scopo di limitare l'erosione degli stessi e preservare le terre golenali (saldini)[3].

Regime[modifica | modifica wikitesto]

Diga sulla Secchia nella cassa di espansione presso Campogalliano

Come tutti i corsi d'acqua appenninici il Secchia alterna fortissime magre estive a imponenti piene primaverili e soprattutto autunnali.

La sorgente ed il tratto superiore del suo corso si trovano in un'area geografica con le più alte precipitazioni medie annuali italiane, dovute anche alle perturbazioni provenienti dal Golfo di Genova[4].

Rispetto agli altri affluenti appenninici del Po si distingue per la sua copiosità di portate in primavera (caratteristica comune anche al Panaro) grazie al notevole innevamento di cui gode il suo alto bacino per gran parte dell'anno.

Versa alla foce 42 m³/s di portata, la più alta (escluso il Tanaro) tra gli affluenti di destra del Po.

Le sue piene autunnali, particolarmente violente e limacciose (che in casi eccezionali possono raggiungere ampiezze superiori ai 2.000 m³/s.), vengono in parte controllate nel tratto a monte di Modena (Campogalliano) da un complesso sistema di casse di espansione coinvolgenti una superficie di 1.000 ha circa, con una capacità di invaso di circa 15 milioni di mc[5][6][7][8].

Le piene del Secchia solitamente anticipano di poco quelle del Po e vengono gestite nel corso inferiore aprendo selettivamente i canali del Consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia che si immettono nel fiume a Bondanello (frazione di Moglia) ed a San Siro (frazione di San Benedetto Po)[9].

Dighe e centrali idroelettriche[modifica | modifica wikitesto]

Nel bacino del fiume Secchia sono ubicati diversi sbarramenti per la produzione di energia elettrica e l'irrigazione:

  • Centrale idroelettrica di Ligonchio e Predare dipende dall'unità di Business Idroelettrica Bologna, Nucleo idroelettrico di Parma, realizzata dall'Edison nel 1922. Sfrutta le acque dei torrenti Rossendola e Ozola fatte confluire in tre bacini di raccolta acque a Presa Alta (1229 m), a Tarlanda (1207 m) ed a Ligonchio (1000 m). Da questi invasi (di 60.000 mc) partono le condotte forzate per la centrale di Ligonchio. Le acque di scarico della centrale, raccolte in un invaso (di 135.000 mc), alimentano la centrale di Predare posta pochi chilometri più in basso. La produzione di energia elettrica annuale è di circa 56.500 MWh[10]. Tra il 10 ed il 14 aprile 1945 questa area fu teatro di una battaglia tra i tedeschi ed i partigiani[11].
  • Diga di Fontanaluccia (di 2.000.000 mc) sul torrente Dolo, inaugurata il 28 ottobre 1928, rifornisce di acqua la centrale idroelettrica di Farneta della potenza complessiva di 30 MW[12].
  • Diga di Riccovolto (invaso di Braglie, di 70.000 mc) sul torrente Dragone rifornisce di acque la centrale di Muschioso[13].

Sia la Diga di Fontanaluccia che quella di Riccovolto furono costruite dal Consorzio di Bonifica Parmigiana-Moglia per soddisfare le richieste di energia elettrica delle idrovore utilizzate per bonificare la Pianura Padana[14].

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Il corso appenninico del fiume avviene nella Val Secchia, suddivisibile in Alta, Media e Bassa, dopo Sassuolo scorre in Val Padana.

Nel bacino idrografico di sinistra dell'Alta Val Secchia c'è la sorgente termale di Santa Lucia, utilizzata nelle Terme di Cervarezza del comune di Busana. Più a valle, tra i Comuni di Castelnovo ne' Monti e Villa Minozzo, il fiume passa tra particolari formazioni geologiche chiamate Gessi Triassici, discendendo la valle del Secchia sul suo lato sinistro è presente la Pietra di Bismantova.

Sempre nel comune di Villa Minozzo il Secchia riceve da destra le acque delle Fonti di Poiano, principale risorgente carsica dell'Emilia-Romagna con una portata d'acqua di circa 600 l/s, caratteristiche per elevata salinità (cloruro di sodio e sature di solfato di calcio)[17].

Nella bassa Val Secchia sul lato idrografico destro sono presenti in superficie molti fenomeni geologici: salse, manifestazioni di petrolio, manifestazioni di gas, sorgenti sulfuree[18]. Nel comune di Polinago, bacino del torrente Rossenna, è presente un fenomeno geofisico di risalita di fango e gas chiamata Salsa della Canalina. Prima di giungere nella Pianura Padana vi sono diverse sorgenti di acqua salsa nelle colline che fanno da spartiacque tra la Secchia e la Fossa di Spezzano sfruttate per le Terme della Salvarola[19], in particolare c'è una sorgente salso sodica (detta sarsa) di Montegibbo nel comune di Sassuolo e le Salse di Nirano nel comune di Fiorano Modenese, queste ultime già citate da Plinio il vecchio in Naturalis historia (Libro II, 85)[20][21][22]:

(LA)

« Factum est semel, quod equidem in Etruscae disciplinae voluminibus inveni, ingens terrarum portentum, L.Marcio, Sex.Iulio Coss. in agro Mutinensi. Namque montes duo inter se concurrerunt, crepitu maximo assultantes, recedentesque, inter eos flamma fumoque in caelum exeunte interdiu, spectante e via Aemilia magna équitum Romanorum, familiarumque, et viatorum multitudine. Eo concursu villae omnes elisae: animalia permulta, quae intra fuerant, exanimata sunt, anno ante sociale bellum: quod haud scio an funestius terrae ipsi Italiae fuerit, quam civilia. »

(IT)

« L'anno precedente la guerra sociale, iniziata nel 662 di Roma (90 circa a.C.), nel territorio di Modena si videro due monti scuotersi con immane fragore e cozzare l'uno contro l'altro, mentre nello stesso tempo si sprigionarono dal suolo grandi lingue di fuoco miste a colonne di fumo. Di questo spettacolo furono testimoni molti cavalieri romani, i quali, assieme ad altra gente, in quel momento stavano transitando sulla via Emilia »

(Plin., Naturalis Historia II, 85)

Nel settembre del 1920 un potente terremoto sconquassò l'Alta Valle del Secchia e tutta la Lunigiana, creando numerose frane.

Nella parte appenninica del bacino del fiume Secchia sono frequenti eventi franosi: una frana nell'alveo del fiume, il 23 aprile 1960 in località Cerredolo, creò un ampio e temporaneo lago (Lago del Cerredolo)[23]. Tra le numerose frane presenti nel bacino della Secchia[24] v'è da citare la frana di Tolara, Lezza Nuova, Valoria e di Ca’ Lita[25][26][27].

Le frane appenniniche di Morsiano in Val Dolo e Cerrè-Sologno hanno esposto tronchi antichi interrati datati tra 4000 e 13.500 anni fa[28].

Riva del fiume Secchia presso il borgo di San Michele dei Mucchietti

Da Sassuolo, proiettato verso la Pianura Padana, il sottosuolo presenta un ampio deposito di materiali alluvionali grossolani (conoide della Secchia) estesa dal comune di Campogalliano fin sotto alla Città di Modena[29]. Da questa conoide iniziavano le risorgive fino all'altezza di Carpi-Cavezzo, un tempo chiamati padugli[30].

Come per le altre conoidi alluvionali dell'Emilia-Romagna ed in genere tutta l'area pedemontana prossima alla Via Emilia, anche questa zona è soggetta a notevole subsidenza[31].

All'altezza di Rubiera in una delle numerose cave di ghiaia delle zona sono stati rinvenuti i resti di un'importante tomba monumentale romana[32].

Sempre a Rubiera lungo il Tresinaro sono comparsi durante degli scavi in seguito all'alluvione del 2005 i segni del diluvium, narrato da Paolo Diacono nell'Historia Langobardorum che colpì l'Italia nel 589 d.C. e seppellì il piano romano sotto circa 2,5 metri di ghiaia e sabbia[28].

Tra Novi di Modena e Mirandola, trasversalmente alla Secchia, così come a Correggio, sono presenti diversi pozzi di petrolio ed un oleodotto attraversa la Secchia il località Le Caselle, presso il comune di San Possidonio, il sottosuolo di quest'area è caratterizzato dalla presenza di una faglia attiva[33].

In aperta pianura sul lato destro del Secchia nel territorio di Mirandola vi sono delle ampie valli salse (dette Valli Mirandolesi) estese da Cavezzo a San Martino Spino[34].

Sul lato sinistro, nei comuni di Reggiolo e Novellara, sono presenti delle zone vallive arginate le Valli di Novellara e Reggiolo, facenti parte della Consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia quali casse di espansione.

Come per il fiume Panaro il tratto in Pianura Padana è fortemente canalizzato ed è considerabile pensile rispetto al piano del terreno circostante[35].

Affluenti[modifica | modifica wikitesto]

I principali corsi d'acqua tributari del Secchia, dalla sorgente sono[36]:

  • Fosso del Tuagallo (da sinistra)
  • Canal Corretano (da destra)
  • Rio Biola (da sinistra)
  • Torrente Riarbero (da destra)
  • Rio Bisciara (da destra)
  • Rio Collagna (da sinistra)
  • Fosso Casano (da destra)
  • Torrente Ozola (da destra)
  • Torrente Talada (da sinistra)
  • Rio di Sologno (da destra)
  • Torrente Dorgola (da sinistra)
  • Fonti di Poiano (da destra)
  • Torrente Luccola (da destra)
  • Rio Spirola (da sinistra)
  • Torrente Secchiello (da destra)
  • Rio di Piolla (da sinistra)
  • Rio dell'Oca (da destra)
  • Fosso delle Coste (da sinistra)
  • Rio Tòrbido (da sinistra)
  • Torrente Dorgola (da sinistra)
  • Torrente Dolo (da destra)
  • Torrente Dragone, affluente di destra del Dolo
  • Rio Maggio (di destra)
  • Rio Tòrbido di Baiso (da sinistra)
  • Torrente Rossenna (da destra)
  • Torrente Cargnone (da sinistra)
  • Rio Allegara (da destra)
  • Rio Roteglia (da sinistra)
  • Rio della Pioppa (da sinistra)
  • Fosso Pescarolo (da destra)
  • Torrente Vallurbana (da destra)
  • Rio Tressario (da sinistra)
  • Rio della Rocca (da sinistra)
  • Fossa di Spezzano (da destra)
  • Torrente Tresinaro (da sinistra)
  • Cavo Lama o Canale di Lame (da sinistra), già Lama-Papaccina, ad oggi interamente canalizzato fino alla confluenza all'altezza di Moglia, rientra nel Consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia[37].

Canali e bonifiche[modifica | modifica wikitesto]

Il tratto in Pianura Padana del fiume ha una stretta relazione con svariati canali di bonifica.

Esistevano diversi canali storici, utilizzati dalla Città di Reggio Emilia[38] e di Modena, oggi solo parzialmente attivi.

All'altezza di Moglia riceve il Canale Lama, poco più a valle in località Bondanello riceve il Canale Bondanello. A monte della sua foce nel Po a San Siro riceve l'Emissario della Bonifica Parmigiana Moglia, tutti canali facenti parte della Consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia.

In località Bondanello per scopi irrigui parte delle acque della Consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia vengono fatte passare sotto alla Secchia tramite una botte e immesse nel Canale Gronda Sud. In località San Siro poco dopo aver ricevuto l'Emissario della Bonifica Parmigiana Moglia, il Canale Collettore Principale del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po viene fatto passare al di sotto della Secchia tramite una botte[39], in periodi di secca della Secchia e del vicino fiume Po è visibile in questa sede un salto di acqua. Poco dopo l'attraversamento della SS 496 da San Benedetto Po a Quistello l'Emissario della Bonifica Parmigiana Moglia è collegabile tramite un canale trasversale al Canale Collettore Principale del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po[40], unione utile per le sopracitate necessità di gestire le piene della Secchia.

Il Canale Sabbioncello (Consorzio della Bonifica Burana-Leo-Scoltenna-Panaro) dal suo punto di presa nel Po presso Quingentole a San Possidonio ha un corso grosso modo parallelo alla Secchia, ma andamento inverso nel periodo estivo: da nord a sud.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In una antica mappa sull'Italia Gallica del 1590 di Ortelius il Secchia è probabilmente citato come Gabellus (Gavello, anche se alcuni autori ritengono che il termine sia attribuibile al Crostolo), a Est di Brixellum (l'attuale Brescello) e tra il corso del fiume Po e le città di Modena e Reggio Emilia vengono disegnate delle montagnole, forse l'attuale area dei dossi e delle valli estesa da Brescello a Bondeno[41][42].

Nel novembre del 1702 per l'anniversario della cacciata da Mirandola i francesi inondarono per vendetta lo Stato Mirandolano tagliando la Secchia, in quel momento gonfia di acque, in località Botte di Moro, nel modenese[43].

Alluvione della Secchia del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 gennaio 2014, a seguito delle abbondanti precipitazioni e a causa dell'erosione dell'argine di destra in prossimità della frazione San Matteo di Modena, il Secchia ha esondato, creando un'apertura di circa 80 metri[44]. Le acque hanno invaso Bastiglia, gli abitati di Albareto, Villavara e parte del territorio di Sorbara (Bomporto), e hanno raggiunto il giorno seguente Bomporto, Gorghetto e San Michele. L'alluvione ha provocato ingenti danni all'agricoltura e alle attività economiche della zona, già duramente colpita dal terremoto dell'Emilia del 2012. 957 le persone evacuate e tratte in salvo dalle squadre di soccorso, un migliaio gli sfollati. Una vittima tra i soccorritori.[45] La quantità d'acqua esondata, stimabile in oltre 20 milioni di metri cubi,[46] ha sovraccaricato la fitta rete di canali, causando allagamenti diffusi in diverse aree rurali nei comuni di Camposanto, Medolla, San Felice sul Panaro e Finale Emilia.

Riferimenti nell'arte e nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

In alcune località ci si riferisce al fiume Secchia con l'articolo femminile la mentre in altre con l'articolo maschile il. A Concordia, nonostante il paese si chiami "Concordia sulla Secchia", gli abitanti si riferiscono al fiume al maschile, chiamandolo "il Secchia".

Modena ha dedicato una Fontana (del Graziosi) ai suoi fiumi, che la delimitano ad est (Panaro) e ad Ovest (Secchia). Il Secchia è rappresentato da una fanciulla e il Panaro da un giovane.

Un antico detto popolare delle zone bagnate dal fiume recita così: "Secchia per le piene e Panaro per le vene".

Dal Fiume Secchia prende il nome la società sportiva Pallamano Secchia, nata dalla fusione di altre due società, Pallamano Rubiera e Pallamano Modena, i cui comuni sono divisi geograficamente proprio dal fiume che è diventato il simbolo di questa unione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ DOP, lemma «Secchia»
  2. ^ Gianna Dotti Messori, Norme Statutarie, Magistrature e istituzioni per il Governo del Territorio a Modena in età Medievale, p. 103, e Alessandro Oliani, Problemi d'Acque nell'Oltrepò Mantovano (secoli XVI-XVIII) p. 184 in Acque di Frontiera. Principi, Comunità e Governo del Territorio nelle Terre Basse tra Enza e Reno (Secoli XIII-XVIII) a cura di Franco Cazzola, Università di Bologna, Dipartimento di Discipline Storiche. URL consultato il 19 settembre 2009.
  3. ^ Antonella Manicardi, Interventi idraulici nel basso corso del fiume Secchia (1659-1699) in Come Eravamo... l'uomo, il fiume, la memoria, Consorzio di gestione parco fluviale del Secchia, Tipografia San Martino snc, San Martino in Rio (RE), Settembre 2005, pp. 31-35.
  4. ^ Motivazioni scientifiche di MAP, Institute of Atmospheric Sciences and Climate, CNR. URL consultato il 9 settembre 2009.
  5. ^ NODO CRITICO: SC01 Modena Dalla cassa di espansione alla confluenza in Po, Autorità del bacino del fiume Po. URL consultato il 6 settembre 2009.
  6. ^ Dati idrometeorologici in tempo reale ARPA Emilia-Romagna, ARPA Emilia-Romagna. URL consultato il 6 settembre 2009.
  7. ^ Annali Idrologici Regione Emilia-Romagna, ARPA Emilia-Romagna. URL consultato il 6 settembre 2009.
  8. ^ Casse Espansione Fiume Secchia, Provincia di Modena. URL consultato il 19 settembre 2009.
  9. ^ Consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia, Consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia-Secchia. URL consultato il 9 settembre 2009.
  10. ^ Le Centrali di Ligonchio, Comune di Ligonchio. URL consultato il 7 settembre 2009.
  11. ^ Difesa della centrale idroelettrica di Ligonchio (10-14 aprile 1945), ANPI. URL consultato il 7 settembre 2009.
  12. ^ Farneta, Modena - Centrale idroelettrica, ENEL. URL consultato il 6 settembre 2009.
  13. ^ Architettura delle centrali, ENEL. URL consultato il 19 settembre 2009.
  14. ^ Remo Secchi, Gazzano dopo 16 anni e una lunga storia Svuotato il lago, Tutto Montagna. URL consultato il 6 settembre 2009.
  15. ^ Sassuolo: inaugurata la centrale idroelettrica di Borgo Venezia, aess-modena. URL consultato il 6 settembre 2009.
  16. ^ Enìa, il progetto dell'impianto idroelettrico di Fornace (Baiso), Quotidiano del Nord. URL consultato il 13 settembre 2009.
  17. ^ Le Fonti di Poiano, Comune di Villa-Minozzo. URL consultato il 13 settembre 2009.
  18. ^ Carta Geologica d'Italia 1:25000, Foglio 86, Modena II ediz. 1963, APAT.gov. URL consultato il 14 novembre 2009.
  19. ^ Terme della Salvarola, Terme della Salvarola. URL consultato il 13 settembre 2009.
  20. ^ Caii Plinii Secundi historiae naturalis libri XXXVII, Pliny, 1830. p.206 (Harvard University)., Harvard University - Google Books. URL consultato il 29 maggio 2010.
  21. ^ Sassuolo, la fascia collinare, Sassuolonline. URL consultato il 10 ottobre 2009.
  22. ^ Chap. LXXXIII. Monstrous Earthquakes seene never but once. in Philemon Holland, translator (1601): C. Plinius Secundus The Historie of the World. Book II. (Pages 1-49), penelope.uchicago.edu. URL consultato il 10 ottobre 2009.
  23. ^ Alessandro Annovi, La frana del 23 aprile 1960 e il lago di Cerredolo, Protezione Civile del Comune di Modena. URL consultato il 13 settembre 2009.
  24. ^ Progetto IFFI - Inventario dei fenomeni franosi in Italia, APAT. URL consultato il 13 settembre 2009.
  25. ^ Alessandro Corsini, et al., Monitoraggio di grandi frane riattivate e sospese nella valle del Fiume Secchia (Appennino settentrionale) in Giornale di Geologia Applicata, vol. 2, 2005, pp. 35–44.
  26. ^ Mappa delle Località Colpite da Frane e da Inondazioni in Italia, CNR. URL consultato il 6 settembre 2009.
  27. ^ Frana di Valoria, Provincia di Modena. URL consultato il 19 settembre 2009.
  28. ^ a b Bertolini G., Fioroni C., Evidenze geologiche di variazioni climatiche oloceniche in Il Geologo dell'Emilia-Romagna, vol. 29, 2008, pp. 15–18.
  29. ^ Urbanistica Comune di Modena, Assessorato Urbanistica del Comune di Modena. URL consultato il 9 settembre 2009.
  30. ^ Carla Corti, L'ager nord-occidentale della città di Mutina: Il popolamento nel Carpigiano e nella Media Pianura dalla romanizzazione al tardoantico-altomedioevo, 2004, pp. 19-45.
  31. ^ La subsidenza in Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli. URL consultato il 20 settembre 2009.
  32. ^ Tirabassi J., La cava miracolosa che porta doni dal Secchia in Musei Civici di Reggio Emilia - Studi ed articoli divulgativi, luglio-agosto, 2006, pp. 135–137.
  33. ^ Carta Geologica d'Italia Reggio nell'Emilia Foglio n.74, 1965. AGIP Scala delle sezioni 1:100.000, APAT Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici. URL consultato il 5 gennaio 2010.
  34. ^ La Valle dei Dossi e delle Acque, Comune di Mirandola e Provincia Modena Assessorato all'Ambiente e all'Alimentazione. URL consultato il 12 settembre 2009.
  35. ^ Piano per la Prima Attivazione del Servizio di Gestione Rifiuti Urbani e Assimilati nell'A.T.O. n.4 di Modena Cap. 2 – Inquadramento generale del territorio p. 49, ATO Modena. URL consultato il 19 settembre 2009.
  36. ^ Portale Cartografico Nazionale, Carta dell'Istituto Geografico Militare 1:50.000, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. URL consultato il 10 settembre 2009.
  37. ^ Il cavo Lama, Unione delle Terre d'argine. URL consultato il 16 settembre 2009.
  38. ^ Il Canale di Secchia, ISTORECO. URL consultato il 30 dicembre 2009.
  39. ^ Carta Idrografia del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po, Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po. URL consultato il 9 settembre 2009.
  40. ^ Unione Bonifica Parmigiana Moglia con Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po, Google maps. URL consultato il 28 novembre 2009.
  41. ^ Ortelius A. - Italia Gallica, Sive Gallia Cisalpina. 1590, swaen.com. URL consultato il 10 ottobre 2009.
  42. ^ Carte e Stampe Antiche, Istituto Geografico Militare Italiano, Firenze. URL consultato il 10 ottobre 2009.
  43. ^ Girolamo Tiraboschi, Notizie Biografiche in continuazione della Biblioteca Modenense, Tomo III, Lettera XIV, 1835, p. 102.
  44. ^ Alluvione di Modena, La Gazzetta di Modena. URL consultato il 19 gennaio.
  45. ^ Alluvione di Modena - Sono 957 le persone tratte in salvo dai soccorritori, La Gazzetta di Modena. URL consultato il 22 gennaio.
  46. ^ Esondazione del Secchia: evacuati 20 milioni di metri cubi d’acqua, Meteoweb.eu. URL consultato il 22 gennaio.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]