Pietra di Bismantova

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Pietra di Bismantova
Pietra di bismantova castelnovo monti.jpg
Pietra di Bismantova
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Provincia Reggio Emilia Reggio Emilia
Altezza 1041 m s.l.m.
Catena Appennino reggiano
Coordinate 44°25′15″N 10°24′53″E / 44.420833°N 10.414722°E44.420833; 10.414722Coordinate: 44°25′15″N 10°24′53″E / 44.420833°N 10.414722°E44.420833; 10.414722
Data prima ascensione 1922
Autore/i prima ascensione Carlo Voltolini
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Pietra di Bismantova

La Pietra di Bismantova[1] è una montagna dell'Appennino reggiano, alta 1041 metri.[1]

È situata nel comune di Castelnovo ne' Monti, paese che sorge alle sue falde, in provincia di Reggio Emilia. Si presenta come uno stretto altopiano dalle pareti scoscese, che si staglia isolato tra le montagne appenniniche.

La zona è classificata come sito di interesse comunitario (codice IT4030008) della Rete Natura 2000,[2] ed è in parte compresa nel territorio del Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.[1]

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Sulle origini del toponimo Bismantova sono state avanzate diverse ipotesi.

L'etimologia potrebbe essere collegata al ruolo di montagna sacra che la Pietra avrebbe avuto nell'antichità. Un'ipotesi si rifà all'etrusco man (pietra scolpita) e tae (altare per sacrifici).[3] Altri propongono un'origine celtica, da vis (vischio), men (luna) e tua, che rimanderebbe alla raccolta notturna di vischio tra i querceti della zona, espressione di un antico culto lunare. Vismentua sarebbe variata prima in Bismentua e poi Bismantua.[3][4]

Nel V secolo d.C. i Bizantini edificarono sulla montagna una struttura militare, nota come Kastròn Bismanto[5] o Castrum Bismantum.[6] Il castello Bismantum è menzionato in un diario di viaggio del 628.[6]

In un documento del 1062 è citata per la prima volta la Petra de Bismanto.[6]

La prima menzione scritta di Bismantova compare nella Divina Commedia di Dante Alighieri (Purgatorio, IV, 26).[7]

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Una parete di calcarenite della Pietra di Bismantova

La formazione geologica che costituisce e che rende peculiare la Pietra di Bismantova è nota col nome di Formazione di Bismantova;[8] essa possiede una potenza di circa 100 metri[9] ed è composta da un basamento di marne su cui poggia un livello di calcarenite, depositatesi in ambiente marino[1] di piattaforma continentale interna[9] nel Miocene inferiore e medio, fra il Burdigaliano superiore e il Langhiano inferiore.[8] Vi sono contenuti resti fossilizzati come gusci di molluschi, echinoidi, briozoi, foraminiferi bentonici e alghe coralline,[9] in particolare specie tipiche di acque temperato-calde.[10]

Dopo l'emersione della catena appenninica, la successiva fessurazione e frammentazione della formazione arenacea, seguita da erosione, hanno lasciato intatta la porzione di lastra visibile attualmente, lunga 1 km, larga 240 metri e alta 300 metri rispetto alla pianura circostante.[11] La sommità della Pietra raggiunge i 1041[1] metri sul livello del mare.

Molti dei massi che si trovano attorno alla Pietra di Bismantova si sarebbero staccati in epoca recente, attorno al XVII secolo, durante la piccola era glaciale.[12]

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Sentiero escursionistico sulla Pietra di Bismantova

La sommità pianeggiante della roccia è coperta da una vegetazione di arbusti, in particolare il nocciolo, mentre ai piedi del massiccio si trovano campi, siepi e boschi di querce.[1] Nella zona sono presenti inoltre arbusti come il ginepro comune, il sorbo montano e il maggiociondolo.[10] Alberi ad alto fusto prevalenti sono la roverella, il cerro, il leccio ed il tiglio.[10] Notevole è la fioritura di orchidee,[1] tra cui l'orchidea pallida e la concordia.[10]

Negli ultimi decenni il progressivo abbandono dell'agricoltura montana e della silvicoltura ha causato un'espansione incontrollata della vegetazione, che ha nascosto sentieri e porzioni di roccia. Da alcuni anni sono in corso interventi di sfalcio dei prati e diradamento selettivo dei boschi, per ripristinare i percorsi escursionistici e rendere nuovamente visibile la roccia nuda.[13][14][15]

L'altopiano e l'area circostante sono popolati da animali selvatici. Tra le specie di interesse comunitario per la rete Natura 2000, si segnalano il succiacapre, la tottavilla, l'averla piccola, il picchio muraiolo e il cervo volante.[1][10] Manca tuttavia un censimento completo della fauna locale, che copra anche mammiferi, anfibi e rettili.[1][10]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dell'Eremo di Bismantova

Nei pressi della Pietra di Bismantova sono documentate scarse tracce di frequentazione del Paleolitico superiore[16]. Tracce di frequentazione umana della fase finale dell'Eneolitico, appartenenti alla cultura del bicchiere campaniforme, sono state rinvenute sul pianoro di Campo Pianelli, alla base della Pietra (metà del III millennio a.C.)[17].

Sempre sul pianoro di Campo Pianelli si insediò un abitato del Bronzo medio (1550-1400 a.C.), nel quale sono stati rinvenuti i resti di capanne ancora nella prima fase del Bronzo recente (1300-1250 a.C.)[18]. L'abitato apparteneva all'occupazione della media montagna da parte della cultura delle terramare[19]. Nel Bronzo finale (XI-XII secolo a.C.), l'abitato dovette essere spostato in un luogo ritenuto più adatto e l'insediamento precedente venne rioccupato da una necropoli, che ha restituito circa 50 tombe ad incinerazione[20].

A partire dalla fine del VI secolo a.C. e fino al IV secolo a.C. in poi il sito di Campo Pianelli venne rioccupato da Etruschi e Liguri[21]. Secondo alcune interpretazioni, la Pietra potrebbe essere il Suismontium menzionato nel XXXIX libro della Ad Urbe Condita di Tito Livio, luogo di una battaglia della campagna militare di Marco Emilio Lepido contro i Liguri nel I secolo a.C.[4][7] Per difendere la zona conquistata da ulteriori incursioni, i Romani avrebbero costruito un castello.[6]

Il castrum Bismantion è attestato come esistente agli inizi del VII secolo[22]. La fortificazione doveva dominare la strada tra Parma e Lucca, che forse ricalcava un più antico percorso romano, e passò ai Longobardi prima del 628[23]. Il castello era centro di un gastaldato che comprendeva quattro corti fiscali, tra cui quella di Malliaco[24].

Sullo Spigolo di Fontanacornia, uno degli speroni rocciosi del lato nord, nell'Alto Medioevo sorgeva una rocca, probabilmente distrutta da una frana. Dell'antica costruzione rimangono alcuni resti scoperti nel XIX secolo.[12]

Ai piedi della Pietra nel XVII secolo fu edificato il tuttora esistente eremo benedettino con annessa chiesa aperta al pubblico. Sul luogo era già presente nel 1422 una chiesetta dedicata al Santissimo Salvatore. Tra il 1616 e il 1625 la chiesetta fu ampliata e vennero costruiti un convento e una torre campanaria.[5]

Nel 2010 la Pietra di Bismantova è stata inserita definitivamente nel territorio del Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano.[13]

Alpinismo[modifica | modifica wikitesto]

Pietra di Bismantova

La prima ascesa è attribuita a Carlo Voltolini, che scalò in solitaria la Pietra di Bismantova nel 1922. Il tracciato della sua salita, che arriva al terzo grado superiore, prese il nome di "Via degli Svizzeri", dall'appellativo dato dai locali a Voltolini, che in realtà era trentino, e all'amico svizzero che lo aveva accompagnato ai piedi del monte. Nel 1940 Nino Oppio scalò la parete sud-est, aprendo la "Via Oppio" a lui intitolata. Lo stesso anno Armando Corradini e Olinto Pincelli salirono il diedro dal piazzale dell'Eremo, con difficoltà di sesto grado. Negli anni seguenti Pincelli aprì numerosi percorsi di arrampicata.[25]

Una nuova fase si aprì negli anni 1960. La prima arrampicata artificiale sulla Pietra di Bismantova avvenne nel 1960, ad opera di Luigi Zuffa e Benito Modoni, da cui la "Via Zuffa-Modoni". Nel frattempo la pratica dell'alpinismo si andava diffondendo in Emilia-Romagna, e la Pietra diventò una delle palestre di roccia più popolari della regione.[25]

Tra la fine degli anni 1960 e la metà degli anni 1970 vennero aperte molte nuove vie: la "G.A.B." dedicata al Gruppi Amici di Bismantova nel 1968, la "Donato Zeni" e la "Via dei Lumaconi" nel 1969, la "Via Nino Marchi" nel 1971, la "Via Doretta" e la "Via Paola" nel 1972, la "Via CAI Parma" nel 1973 e la "Via del Centenario" nel 1975. A partire dalla metà degli anni 1970 cominciò ad affermarsi l'arrampicata libera su alti gradi di difficoltà, lungo i tracciati aperti in precedenza in artificiale. Il settimo grado fu raggiunto da Emilio Levati nell'ultimo tiro di corda della "Via del Centenario".[25]

A metà degli anni 1980 prese piede l'arrampicata sportiva. Vennero introdotte alcune innovazioni tecniche, come lo spit e il monotiro, e aperte nuove vie, mentre i vecchi tracciati furono progressivamente richiodati.[25] Non mancarono le polemiche: ci furono proteste contro gli appigli scavati nella roccia per agevolare l'arrampicata libera,[25][26][27] e contro le nuove chiodature che impedivano di fatto l'arrampicata in artificiale su alcune vie.[25][27]

Alla fine degli anni 2000 l'arrampicata sportiva è ancora la pratica prevalente,[26] ma si nota una ripresa dell'arrampicata in artificiale.[25]

Dal 1971 è inoltre presente una via ferrata, la via ferrata alla Pietra di Bismantova, detta anche Via ferrata degli Alpini.

Citazioni artistiche[modifica | modifica wikitesto]

Divina Commedia[modifica | modifica wikitesto]

La Pietra di Bismantova viene citata da Dante Alighieri nel quarto canto del Purgatorio nella Divina Commedia. Secondo alcuni commentatori il poeta avrebbe visitato personalmente il luogo nel 1306, mentre si recava da Padova alla Lunigiana, e ne avrebbe tratto ispirazione per la descrizione del Monte del Purgatorio.[3][6][28]

« Vassi in Sanleo[29] e discendesi in Noli[29],
montasi su Bismantova e 'n Cacume[29]
con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;

dico con l'ale snelle e con le piume
del gran disio, di retro a quel condotto
che speranza mi dava e facea lume »
(Dante, Purgatorio, canto IV, vv.25-30)

Tributo "Alla pietra"[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo musicale Per Grazia Ricevuta, nel disco D'anime e d'animali del 2004 dedica la prima canzone dell'album Alla pietra alla Pietra di Bismantova.

« Settore operativo euroasiatico
area occitana del sud
anno di riferimento locale: 2003, inizio estate
Pietra di Bismantova
Un temporale a scrosci, violento, tramonto
due arcobaleni splendenti
il concerto non si fa, non ci sarà
qui comanda l'acqua, comanda il vento
moderno è un ruolo subalterno »
(Per Grazia Ricevuta, D'anime e d'animali, Alla pietra)

I prati di Bismantova[modifica | modifica wikitesto]

Bismantova e i prati circostanti

I Modena City Ramblers in Dopo il lungo inverno del 2006 dedicano alla Pietra la canzone I prati di Bismantova.

« lo sguardo si perde

fino all'orizzonte
un falco risale
la cima del monte
è una nuova alba che avanza dentro di me »

(Modena City Ramblers, Dopo il lungo inverno, I prati di Bismantova)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Formulario Rete Natura 2000 - Pietra di Bismantova. URL consultato il 21 marzo 2011.
  2. ^ Aree nella Provincia di Reggio-Emilia - Rete Natura 2000 in Emilia-Romagna. URL consultato il 23 marzo 2011.
  3. ^ a b c Luciano Serra, Bismantova: definizioni e ipotesi etimologica in Il Cusna - Giornale del CAI di Reggio Emilia, nº 3, 2008, p. 6. URL consultato il 22 marzo 2011.
  4. ^ a b Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano - Le denominazioni storiche. URL consultato il 21 marzo 2011.
  5. ^ a b Gian Marco Ligabue, Bismantova: Uomini e pareti in Il Cusna - Giornale del CAI di Reggio Emilia, nº 3, 2008, p. 5. URL consultato il 24 marzo 2011.
  6. ^ a b c d e Giuseppe Ferrari, La Giovane Montagna in Il Cusna - Giornale del CAI di Reggio Emilia, Anno XXVIII - 2 e 3, 1937. URL consultato il 28 marzo 2011.
  7. ^ a b Sebastiano Simonini, Bismantova: “Pietra” meravigliosa e terribile in Incontri, nº 81, 2004, pp. 49-50. URL consultato il 25 marzo 2011.
  8. ^ a b Bargossi, gamberini, gasparotto, Grillini, Marocchi. Dimension and ornamental stones from the Tosco-Romagnolo and Bolognese Apennine. Università di Bologna.
  9. ^ a b c Carta Geologica d'Italia 1:50.000 - Foglio geologico 218: Castelnuovo ne' Monti.
  10. ^ a b c d e f Rita Capelli, Gli aspetti naturalistici della Pietra di Bismantova in Il Cusna - Giornale del CAI di Reggio Emilia, nº 3, 2008, p. 3. URL consultato il 23 marzo 2011.
  11. ^ Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emilian - La Pietra di Bismantova. URL consultato il 28 marzo 2011.
  12. ^ a b Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano - Percorsi - A piedi - ZONA G - Bismantova, Gessi Triassici e M. Ventasso - La pietra di Bismantova. URL consultato il 28 marzo 2011.
  13. ^ a b Comune di Castelnovo ne' Monti - Ordine del giorno - 14 ottobre 2010. URL consultato il 28 marzo 2011.
  14. ^ La Pietra di Bismantova nel Parco e nel paesaggio. URL consultato il 28 marzo 2011.
  15. ^ Pietra di Bismantova. Ecco l'idea di conservazione e uso di Castelnovo ne' Monti.. URL consultato il 28 marzo 2011.
  16. ^ Tirabassi 2011, citato in bibliografia, p.42.
  17. ^ Tirabassi 2011, citato in bibliografia, p.56.
  18. ^ Tirabassi 2011, citato in bibliografia, p.67; Tirabassi 2014, citato in bibliografia, p.15.
  19. ^ Tirabassi 2014, citato in bibliografia, p.28 e ss.
  20. ^ Tirabassi 2014, citato in bibliografia, p.36 e ss.
  21. ^ Tirabassi 2011, citato in bibliografia, pp.68-71; Tirabassi 2014, p.15 e pp.44 e ss.
  22. ^ Il castrum è citato come esistente dal geografo bizantino Giorgio Ciprio: Cassone 2011, citato in bibliografia, p.86.
  23. ^ Nella biografia dell'abate Bertulfo di Bobbio di Giona di Susa (metà del VII secolo) è riferito il suo passaggio nel 628 presso il castello di Bismantova nel corso di un viaggio a Roma sotto gli auspici del re longobardo Arioldo: : Cassone 2011, citato in bibliografia, pp.90-91.
  24. ^ Cassone 2011, citato in bibliografia, p.91.
  25. ^ a b c d e f g Carlo Possa, Montanari, Alberto, Bismantova: Uomini e pareti in Il Cusna - Giornale del CAI di Reggio Emilia, nº 3, 2008, p. 2. URL consultato il 28 marzo 2011.
  26. ^ a b Gianni Montipò, La Pietra degli altri in Il Cusna - Giornale del CAI di Reggio Emilia, nº 3, 2008, p. 4. URL consultato il 28 marzo 2011.
  27. ^ a b Chicco Chesi, Chi decide le regole? in Il Cusna - Giornale del CAI di Reggio Emilia, nº 3, 2008, p. 8. URL consultato il 28 marzo 2011.
  28. ^ Giacomo Bogatti, Leggende Appenniniche in Il Cusna - Giornale del CAI di Reggio Emilia, nº 3, 2008, p. 4. URL consultato il 28 marzo 2011.
  29. ^ a b c Dante Alighieri, La Divina Commedia - Purgatorio, a cura di Giuseppe Giacalone, 16ª ed., Roma, Angelo Signorelli Editore, 1984, p. 56.
    «Sanlèo (castello presso Urbino, a picco su una roccia) [...] Noli (cittadina della riviera ligure presso Savona, quasi a picco) [...] Cacume [monte ripido presso Frosinone)».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Gennari Daneri, Lamberto Camurri, Bismantova: Climbing & Bouldering, Parma, Pareti e Montagne, 2005.
  • James Bragazzi, Bismantova, la pietra. Segreti ed emozioni tra cielo e terra, Trento, Edizioni Panorama, 2008.
  • Iames Tirabassi, "Preistoria e protostoria nella Valle del Tassobbio", in La Valle del Tassobbio. La vita nei secoli prima dei Canossa, Casina 2011 (pubblicazione della Proloco Cortogno), pp. 35–74.</ref>.
  • Nicola Cassone, "Topografia storica del bacino del Tassobbio fra età romana e Alto Medioevo", in La Valle del Tassobbio. La vita nei secoli prima dei Canossa, Casina 2011 (pubblicazione della Proloco Cortogno), pp. 75–99.
  • Iames Tirabassi (a cura di), Antichissima Bismantova. Il sito pre-protostorico di Campo Pianelli: 150 anni di ricerche (catalogo mostra), Pescara 2014 (testo on line.

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