Polinago

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Polinago
comune
Polinago – Stemma Polinago – Bandiera
Polinago – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Modena-Stemma.png Modena
Amministrazione
Sindaco Gian Domenico Tomei (PD) dal 27/5/2013
Territorio
Coordinate 44°21′00″N 10°43′00″E / 44.35°N 10.716667°E44.35; 10.716667 (Polinago)Coordinate: 44°21′00″N 10°43′00″E / 44.35°N 10.716667°E44.35; 10.716667 (Polinago)
Altitudine 810 m s.l.m.
Superficie 53,74 km²
Abitanti 1 747[1] (31-12-2012)
Densità 32,51 ab./km²
Frazioni Brandola, Cassano, Gombola, San Martino, Talbignano
Comuni confinanti Lama Mocogno, Palagano, Pavullo nel Frignano, Prignano sulla Secchia, Serramazzoni
Altre informazioni
Cod. postale 41040
Prefisso 0536
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 036032
Cod. catastale G789
Targa MO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti polinaghèsi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Polinago
Posizione del comune di Polinago all'interno della provincia di Modena
Posizione del comune di Polinago all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Polinago (Pulinêg in dialetto frignanese[2]) è un comune italiano di 1.747 abitanti della provincia di Modena, in Emilia-Romagna, situato a sud del capoluogo. Fa parte della Comunità Montana del Frignano, che ha il proprio capoluogo a Pavullo nel Frignano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale, compreso nella valle del torrente Rossenna, affluente del fiume Secchia, è prevalentemente di natura collinare, con alcune eccezioni rappresentate da tratti scoscesi e lastroni calcarei (nella frazione di Gombola). L'utilizzo del suolo è in prevalenza agricolo, e sono inoltre presenti ampie zone boschive a roveri, querce e castagni. La zona settentrionale è caratterizzata dalla presenza di roccia arenaria e soffici terreni sabbiosi che hanno dato origine ad una fitta selva di faggi e pioppi, in cui è immersa la pittoresca frazione di Brandola.

La fauna selvatica, incrementatasi in tempi recenti, comprende cinghiali, volpi, caprioli, fagiani, rapaci e varie specie ittiche nei torrenti e laghi.

L'altimetria spazia da una quota di circa 300 metri fino a 1053 metri, raggiunti dalla cima del monte S. Martino. In prossimità delle pendici meridionali di quest'ultimo sorge il nucleo abitativo principale, in cui si concentra circa un terzo della popolazione. Da questa posizione si può godere tra le colline una suggestiva vista del monte Cimone.

Le frazioni principali comprendono ancora resti di antiche fortificazioni, edificate in posizioni dominanti e facilmente difendibili, come ben testimoniato dal castello di Gombola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia antica di Polinago si accomuna quella di tutto il territorio del Frignano. I rilievi appenninici sono serviti da rifugio per le popolazioni liguri dei Friniati ed i popoli Celti, in fuga dall'espansione dell'Impero romano. Successivamente altri popoli arrivarono spinti dall'avanzare dell'invasioni barbariche.
Il nome Polinagus compare per la prima in un documento del 931 conservato all'archivio capitolare di Modena. Le più antiche notizie della Pieve di Polinago risalgono invece al 1013, anche se all'epoca il centro era abitato da pochissime famiglie, ben più piccolo di diverse sue attuali frazioni.

Durante il periodo medioevale la zona fu soggetta al dominio di potenti famiglie, dapprima i conti Da Gomola (di cui rimane il castello nella frazione di Gombola) e quindi la famiglia Montecuccoli di Pavullo. Fino al risorgimento Polinago fece parte del ducato degli este.

Dopo il periodo napoleonico Polinago diventa comune autonomo, tranne che per un breve periodo nel secolo XIX, durante il quale è annesso al comune di Sassuolo.

Durante la seconda guerra mondiale il territorio comunale fu teatro di violenti scontri, anche per la vicinanza alla linea Gotica, ed il 12 ottobre 1944 subì una rappresaglia nazista e fu in parte distrutto.

Il dopoguerra è stato caratterizzato da una forte emigrazione verso città del nord Italia, che ha spopolato il centro abitato e gran parte delle frazioni. Una tendenza di ripresa demografica si sta avendo in seguito alla progressiva meccanizzazione dell'agricoltura e allo sviluppo dell'industria ceramica nella vicina Sassuolo, ove sono impiegati molti pendolari polinaghesi.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Molto importante è l'allevamento di bestiame da latte destinato alla produzione del formaggio Parmigiano-Reggiano, svolta all'interno di caseifici gestiti da cooperative di allevatori. A questo scopo, buona parte del territorio è destinata alla coltivazione di foraggio. Presenza importante è anche l'allevamento di bovini di razza chianina e angus da parte dell'Azienda Agricola Biologica "La Capanna (www.chianinabio.com).
La produzione artigianale ed industriale è rappresentata da diverse aziende operanti nei settori manifatturieri, meccanici, falegnameria e ceramiche (piastrelle da rivestimento); ricordiamo la presenza di SAU Tool S.p.A. ([1]), azienda leader in Italia per la costruzione e commercializzazione di utensili per l'industria meccanica.
Meno sviluppati sono i settori commerciali e del turismo.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

L'attività turistica è concentrata in prevalenza nel periodo estivo (nel comune non sono presenti impianti sciistici) e limitato dal fatto che Polinago non è attraversato da importanti vie di comunicazione, come avviene invece per i comuni limitrofi. Attrattive principali sono rappresentate da trattorie ed agriturismi, nonché un ambiente naturale tranquillo ed ideale per trekking, mountain bike ed escursioni a cavallo, su sentieri ben segnati. Nel mese di agosto si svolgono nel comune e nelle frazioni diverse iniziative culturali, tra cui la millenaria fiera di S. Rocco il 16 agosto. Altro motivo di interesse sono i numerosi castelli presenti in zona; primo tra tutti Il Castello di Brandola, già citato in documenti dell'XI secolo, che comprende una torre campanaria e la podesteria che conserva una reggia scolpita datata 1483, il castello di Gombola, a precipizio sul fiume, il Castello di Talbignano e la Pieve di Polinago, che risale all'XI secolo.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro comunale sono presenti diversi impianti sportivi, tra cui un campo da calcio con illuminazione notturna utilizzato anche per l'allenamento di squadre in ritiro, un campo da calcetto in erba sintetica, un campo da tennis, un campo da beach-volley e campi da bocce coperti. Ulteriori impianti sportivi presenti nel territorio sono: una pista (treppi) per il lancio del ruzzolone (sport caratteristico in cui si fa rotolare un disco di legno lungo un percorso), campi per il lancio della piastrella, un regolamentare campo di tiro al piattello ed un maneggio attrezzato con arena scoperta in sabbia.

Curiosità naturali[modifica | modifica wikitesto]

Ponte del Diavolo

Nella territorio comunale di Polinago, in prossimità del punto di incontro con i comuni di Lama Mocogno e Pavullo nel Frignano, si trova il Ponte d'Ercole o Ponte del Diavolo, una caratteristica struttura naturale. Si tratta di un monolite di roccia arenaria immerso in una fitta boscaglia, modellato dall'erosione a forma di arco. Il ponte è percorribile a piedi, anche se non attraversa alcun ostacolo ma solo una depressione, in cui durante le piogge ruscella l'acqua che probabilmente ha contribuito alla modellazione della struttura. Il sito, in cui sono stati rinvenuti anche insediamenti e necropoli del periodo romano, è raggiungibile dalla frazione di Brandola in due ore di trekking leggero, oppure più comodamente dal comune di Lama Mocogno.

Nella parte più a nord del comune, in prossimità della borgata Casa Matteazzi, è presente un fenomeno geofisico consistente nella risalita di fango freddo misto a gas vari, chiamato Salsa della Canalina. Questo è in realtà uno dei primi fenomeni di questo tipo che si incontrano muovendosi in direzione di Sassuolo, dove questi fenomeni si intensificano fino a culminare nella Riserva naturale salse di Nirano e le Terme di Salvarola.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31/12/12.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 504.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Don Paride Candeli, Chiesa di S. Maria Assunta in Polinago, TEIC Modena, 1987
  • Don Paride Candeli, "POLINAGO Feudo dei Montecuccoli", TEIC Modena, 1988
  • Don Paride Candeli, "La nostra chiesa, impegno di un restauro", TEIC Modena, 1990
  • Don Pasquino Fiorenzi "Sorrisi e lacrime", BERBEN Modena, 1946
  • Don Pasquino Fiorenzi, "POLINAGO e le sue frazioni", ELLETITRE Edizioni
  • Nando Togni, "Lady Phalloides assassina o giustiziera?", ARTESTAMPA Edizioni
  • Nando Togni, "Le tenebrose notti della Val Rossenna", ELIS COLOMBINI Editore Modena
  • Nando Togni, "Le allegre serate della Val Rossenna", ELIS COLOMBINI Editore Modena
  • Domenico Vandelli, "Dell'Acqua di Brandola" Dissertazione dedicata a FRANCESCO III Duca di Modena, Reggio, Mirandola nell'anno 1763.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]