Mountain bike

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La mountain bike (spesso abbreviata in MTB, acronimo di Mountain/Trials Bike) è una bicicletta strutturata in maniera da potersi muovere anche fuori da strade asfaltate, sia in salita che in discesa.

Una mountain bike da all mountain

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mountain biking#Storia.

La mountain bike moderna nasce alla fine degli anni '70 in California, dopo un lungo periodo in cui venivano usate biciclette adattate, dette klunker (catorci) per far gare in discesa su strade forestali; Si ritiene che la prima bicicletta appositamente costruita per l'uso fuoristrada sia quella di Joe Breeze, nel 1978. Successivamente Gary Fisher, Charlie Kelly e Tom Ritchey si associarono nella MountainBikes. Nei primi anni '80 vennero vendute le prime mountain bike prodotte su larga scala, che a quel tempo erano poco più che biciclette da corsa irrobustite, con manubrio dritto e gomme più larghe.

Nei vent'anni a cavallo del 2000 il mountain biking è diventato uno sport fra i più diffusi, e il mercato e la nascita di competizioni sportive basate sulle specialità del mountain biking hanno permesso uno sviluppo tecnologico continuo, per cui oggi sono possibili attività che una volta non erano nemmeno pensabili.[1]

Caratteristiche della mountain bike[modifica | modifica wikitesto]

Fra le biciclette, le mountain bike sono sicuramente le più complesse. Il funzionamento generale e i componenti principali sono sempre quelli, ma oltre ad essere generalmente più robusti presentano delle differenze caratterizzanti ed elementi specifici della mountain bike.

Telaio[modifica | modifica wikitesto]

Un telaio full

I telai per mountain bike sono caratterizzati dall'avere una geometria tendenzialmente più compatta di quelli per bici da strada, per conferire maneggevolezza e resistenza. In questo senso è diffusa la geometria sloping (in discesa) in cui il tubo orizzontale è particolarmente inclinato verso il basso, congiungendosi a un tubo verticale molto corto. Un'altra differenza è nei telai con sospensione posteriore, in cui il carro ha un sistema di snodi per permettere il movimento verticale della ruota. I principali materiali usati sono:

  • acciaio cromo-molibdeno, pesante, economico, resistente ed elastico, usato in modelli economici ma anche di nicchia, in cui speciali lavorazioni abbassano il peso;
  • leghe di alluminio, più leggero dell'acciaio ma tendenzialmente più rigido, la lavorazione è più semplice ed è più resistente all'ossidazione, è infatti il materiale più diffuso;
  • compositi in fibra di carbonio: molto leggero e resistente, è più suscettibile agli urti degli altri ed ha un costo elevato;
  • titanio, leggerissimo e resistente alla corrosione, è il più costoso ma per il resto simile all'acciaio.

Geometria[modifica | modifica wikitesto]

Schema illustrativo della geometria di una bicicletta.

La geometria del telaio ha un ruolo fondamentale nel determinare le capacità e le inclinazioni di una mountain bike. Infatti rispetto alle altre biciclette, che hanno tutte un utilizzo simile, fra le mountain bike le geometrie possono variare molto. Seguono alcune delle variabili; occorre tener presente che in molti casi sono interdipendenti.[2]

Angolo di sterzo (B)
L'angolo della forcella con il terreno. Fa parte della geometria della forcella. Maggiore è l'angolo, e dunque più verticale la forcella, e maggiore è la manovrabilità. Più è piccolo, e dunque la forcella puntata in avanti, maggiore è la capacità di assorbire urti in velocità e la stabilità.
Passo (P+F)
È la distanza fra i mozzi. Una maggior lunghezza dà maggior stabilità; più è corto, più è manovrabile.
Lunghezza del carro (P)
Lunghezza dal movimento centrale al mozzo posteriore. Più è corto, maggiore è la manovrabilità, ma anche la tendenza ad alzarsi della ruota anteriore. Un carro lungo dà maggior stabilità, particolarmente in salita.
Angolo del tubo verticale (A)
L'angolo va misurato rispetto al terreno. Influenza il posizionamento del biker in pedalata, ma anche quando è in piedi. Un angolo più verticale è più adatto a discipline pedalate, uno più inclinato a discipline gravity.
Altezza del movimento centrale
È l'altezza del movimento centrale da terra, a ruote montate. Un movimento centrale basso abbassa il baricentro del biker e rende più facile inclinare in curva la bicicletta, ma rende anche più facile sbattere contro rocce e altri ostacoli.
Lunghezza del tubo orizzontale (L)
Nei telai sloping va presa quella dell'orizzontale virtuale. Dipende solo dalla comodità del biker, ed è in genere ciò che meglio rappresenta la taglia di ogni bicicletta.

In tutto questo è da considerare anche dove si pone il baricentro del biker: se è più avanzato sarà più orientato alla salita, se è arretrato è adatto alla discesa.

Sospensioni[modifica | modifica wikitesto]

Una serie di forcelle

Le sospensioni sono la più evidente differenza fra una moderna mountain bike e le altre biciclette. Le tecnologie in questo ambito ereditano molto da quelle già sviluppate per altri veicoli. Le mountain bike si differenziano per essere rigide, con sola sospensione anteriore (front suspended, front, hardtail) o biammortizzate (full suspended, full).

Schema di una sospensione 4-bar

Con gli ammortizzatori, per lo più idraulici, vengono usati molle ed elastomeri nei casi più economici, sistemi pneumatici in quelli in cui è ricercata leggerezza e molle solo nelle situazioni più gravose, in quanto soluzione più pesante.

A seconda del costo ve ne sono di più o meno sofisticate e possono avere varie regolazioni idrauliche quali il bloccaggio completo, lo smorzamento e la regolazione dell'altezza.

Il comportamento delle sospensioni posteriori (impropriamente note nel campo come ammortizzatori) varia molto a seconda della struttura che usano. Le principali ricadono nelle categorie del pivot singolo e del quadrilatero (4-bar). La seconda comprende alcune varianti brevettate, quali il giunto Horst, il quadrilatero Lawwill e sistemi a bracci corti come VPP di Santa Cruz, Maestro di Giant, ognuno con i suoi particolari punti di forza. Lo schema di sospensione posteriore infatti determina l'effetto delle forze trasmesse fra ruota e pedali tramite la catena (pedal kickback, bobbing) e l'effetto affondante del freno.[3]

Trasmissione[modifica | modifica wikitesto]

La trasmissione di una mountain bike è caratterizzata soprattutto da rapporti più corti, adatti a pedalare su terreni impervi e ripidi.

Guarnitura[modifica | modifica wikitesto]

Bici da DH con tendicatena, guidacatena e bash

La guarnitura tradizionale comprende tre corone (tripla), ma sono diffuse anche doppie e monocorona. Il monocorona è particolarmente usato su mezzi destinati al gravity e al cross country, che hanno orientamenti specifici e non necessitano di un'amplissima gamma di rapporti. Nei mezzi destinati all'uso più intenso è comune montare, se non già presente, un resistente anello chiamato bash ring per proteggere le corone. Il bash può anche essere fisso e montato sul lato interno, e di solito è abbinato a un sistema guidacatena e tendicatena, che impedisce la caduta della catena dalle corone.[4]

Cambio e deragliatore[modifica | modifica wikitesto]

Cambio posteriore di una MTB del 2013

Come nelle biciclette tradizionali, la cambiata è sempre affidata ai deragliatori a trapezio. Quello posteriore è comunemente detto cambio, per distinguerlo da quello anteriore. Esistono comandi a grilletto e a rotazione (integrati nella manopola del manubrio). Il cambio è di solito caratterizzato dall'avere il tensionatore particolarmente lungo rispetto a quello delle bici da corsa, perché la maggior ampiezza di rapporti richiede maggiori variazioni di lunghezza della catena.

La tecnologia dei deragliatori non è particolarmente indicata al mountain biking, in quanto espone parti delicate a urti, sporco e fango. Esistono alcune alternative, quali i mozzi posteriori a cambio interno Rohloff e Alfine, il sistema Pinion e la guarnitura Hammerschmidt. Le ultime due in particolare sono dedicate all'uso fuoristrada, proteggendo i meccanismi di cambiata e riducendo l'ingombro della corona. In genere però tutte queste soluzioni, sebbene efficaci, non sono leggere ed efficienti come deragliatori, corone e pignoni, che rimangono di gran lunga i più diffusi.[5] [6]

Pedali[modifica | modifica wikitesto]

I pedali si dividono fra due categorie principali: flat (piatti) e a sgancio rapido.[7]

I pedali flat sono i classici pedali da bicicletta, evolutisi con un'ampia superficie d'appoggio che può presentare dei piccoli pioli (pin) che impediscono o riducono lo scivolamento del piede anche in caso di fango. I flat sono i più adatti a chi inizia e a chi pratica discipline più orientate alla guida o frequenta luoghi poter appoggiare a terra un piede può impedire gravi cadute (es: cicloalpinismo). Tuttavia molto dipende anche dalle preferenze del biker.

I pedali a sgancio rapido invece, da usare con apposite scarpette munite di tacchette, àncorano il piede alla bicicletta e aiutano a generare una pedalata più rotonda ed efficace (i pedali vengono non solo spinti ma anche tirati verso l'alto). Comunemente noti anche come SPD (Shimano Pedaling Dynamics) dal nome del sistema ideato da Shimano che per primo li ha introdotti, si agganciano automaticamente premendo il piede sul pedale e si sganciano con una torsione laterale, in genere regolabile nella forza. A differenza dei pedali da strada, gli SPD possono essere utilizzati su ambo i lati, offrendo una possibilità in più di aggancio nel caso il fango o la terra blocchino la molla del pedale stesso. Intorno all'aggancio c'è una base d'appoggio, più piccola o assente per il cross country e più ampia per le discipline gravity.

Ruote[modifica | modifica wikitesto]

29" e 26" a confronto

Le ruote non sono diverse da quelle delle altre biciclette, se non per la maggior solidità generale e per la capacità di alloggiare copertoni di sezione maggiorata. Parte della maggior robustezza è data in alcuni casi dai perni dei mozzi, che possono avere un diametro fra i 9 e i 20 millimetri. A parte il caso più piccolo, infatti, si tratta di cosiddetti perni passanti che si innestano solidamente nella forcella o nel carro, garantendo una maggior resistenza alla torsione.[8]

Altra caratteristica è stata la predominanza, fino a un certo punto, dello standard da 26 pollici, che è una misura indicativa del diametro della ruota completa di copertone, mentre il cerchio misura 559 millimetri. A partire dal 2010[9] però nel mercato si sono affermati altri standard, primo fra tutti quello da 29 pollici. Anche in questo caso si riferisce al diametro totale, tanto che il solo cerchio ha in effetti il classico formato 700c ( 622 mm) delle biciclette da corsa, da trekking e da città.[10] Le biciclette progettate per ruote da 29 pollici vengono dette anche 29er. Un altro standard è quello da 27,5", con cerchio 650b ( 584 mm).

La presenza dei vari standard permette un diverso compromesso fra agilità, robustezza, peso, aderenza al terreno e resistenza al rotolamento. Una ruota più grande fornisce una maggior impronta a terra e rotola meglio, ma è meno robusta lateralmente, pesa di più ed ha maggior momento di inerzia ed effetto giroscopico. In generale dunque le ruote più grandi si adattano meglio alle discipline più regolari, mentre quelle più piccole a quelle più tecniche. Anche qui però, molto è lasciato comunque al gusto personale.[11]

Un'ultima piccola differenza dalle altre ruote è che quasi tutti i cerchi per mountain bike moderne mancano di una pista frenante, non necessaria con i freni a disco.

Pneumatici[modifica | modifica wikitesto]

Copertoni da mountain bike

Gli pneumatici hanno sezione compresa in gran parte in 1,8-2,5 pollici, ma in certi casi (v. fat bike) possono raggiungere i 4,8 pollici (circa 122 mm). La carcassa ha robustezza e peso variabili a seconda della destinazione d'uso, ed è caratterizzata dal TPI (Thread Per Inch, fili per pollice) che è una misura del numero e dunque dello spessore dei fili che la compongono.[12]

Il disegno del battistrada è generalmente tassellato: alcuni sono più adatti al fango, altri a terreni rocciosi, altri ancora a quelli polverosi, ed il mercato propone innumerevoli altre soluzioni. È anche diffusa la pratica, in ambito agonistico, di personalizzare il disegno in base alle condizioni della gara.[13] Anche le mescole sono particolarmente evolute, con battistrada anche a tripla mescola.

I copertoni da mountain bike esistono per camera d'aria ed anche tubeless, questi ultimi col vantaggio di poter tenere pressioni di gonfiaggio minori ed avere una maggior aderenza, senza il rischio di forare per pizzicatura.[14] In questo caso è diffuso anche l'uso di lattice che sigilla automaticamente le piccole forature da spine.

Manubrio[modifica | modifica wikitesto]

Come il telaio, può essere in alluminio, acciaio, titanio o fibra di carbonio. Di forma generalmente dritta o poco arcuata, ha una lunghezza che dipende dalla larghezza delle spalle del biker, ma in tutte le discipline dove la resa di pedalata non è essenziale si preferiscono manubri più larghi che garantiscono maggior controllo e un miglior supporto contro gli urti della ruota anteriore.

Si possono aggiungere speciali appendici, note anche come corna, alle estremità del manubrio, che per alcuni sono utili in salita e in particolare in piedi. Tali appendici però sono sempre meno diffuse, perché pericolose in caso di caduta.[15]

Freni[modifica | modifica wikitesto]

Freno a disco

Prima dei freni a disco, il principale requisito che i freni da mountain bike dovevano avere era la capacità di lasciare spazio a sufficienza da evitare accumuli di fango raccolto da già gomme larghe. Fino alla fine degli anni novanta erano impiegati universalmente freni del tipo cantilever, usati nel ciclocross, sostituiti pian piano freni V-brake, oggi utilizzati su alcune mtb da competizione o sulle biciclette più economiche. I V-brake sono leggeri, economici e di facile manutenzione. Ultima variante dei freni ad azione sul cerchio sono quelli idraulici di Magura.

A partire dal 1997, con la commercializzazione degli Hayes Mag,[16] si sono diffusi i freni a disco idraulici, simili per costruzione e funzionamento a quelli motociclistici. Possono essere usati solo con ruote appositamente progettate, con raggiature adatte al forte momento torcente che si crea fra il mozzo e il cerchio in frenata. Anche il telaio e la forcella devono essere predisposti con gli appositi supporti per il fissaggio della pinza.

I freni a disco sono stati una notevole innovazione. La maggior potenza, modulabilità ed affidabilità della frenata hanno permesso di raggiungere velocità maggiori, affrontare discese più ripide e tecniche e quindi hanno influenzato anche la larghezza delle gomme, l'importanza di sospensioni che tenessero le ruote a contatto del terreno e in generale l'entità degli stress a cui una mountain bike è sottoposta.[16]

Esistono anche freni a disco meccanici, in cui la pressione è impressa alle pasticche tirando un cavo, ma al contrario di quelli idraulici spingono solo una delle pasticche contro il disco, sono meno potenti e più pesanti.[17]

Il reggisella telescopico[modifica | modifica wikitesto]

Sul mercato ormai da diversi anni diventa popolare a partire dal 2010 con l'entrata sul mercato di più prodotti in concorrenza tra loro (Crank Brothers, KS, X-fusion e Rock Shox i più diffusi).

Imprescindibile sulle mountain bike da enduro, consente di abbassare e alzare la sella continuando l'azione pedalatoria o di guida e garantendo la massima efficienza sia in salita con la sella alta che in discesa con la sella abbassata. Nei modelli più evoluti il comando di azionamento si trova sul manubrio, negli altri sotto la parte anteriore della sella.

Tipi di mountain bike[modifica | modifica wikitesto]

Esistono molti tipi di mountain bike, che corrispondono all'incirca alle attività comprese nel mountain biking. La classificazione è particolarmente granulare e difficilmente netta. Per questo, anche se è utile avere dei termini convenzionali da usare, è più importante conoscere i fattori che principalmente differenziano un modello dall'altro: la geometria del telaio, l'escursione delle sospensioni, e il tipo di componenti che monta.[18]

Cross country[modifica | modifica wikitesto]

Cross country in carbonio

Sono mountain bike sviluppate appositamente per le competizioni di cross country, la cui enfasi sulle salite e il mantenimento di una alta media di velocità richiedono biciclette leggere ed efficienti. Negli anni '80 e primi '90 le mountain bike da XC avevano telai leggeri in acciaio e forcelle rigide. Durante gli anni '90 si sono evolute, passando a telai in alluminio e forcelle ammortizzate (generalmente 80-100 mm). Con il miglioramento delle tecnologie e l'uso di compositi in carbonio, anche nell'XC si è iniziato ad usare biciclette biammortizzate con escursioni leggermente maggiori, specie nel caso di competizioni marathon che richiedono lunghe permanenze in sella.

Il peso di una bicicletta da cross country può scendere sotto gli 8 kg. La geometria, che pone il ciclista in posizione molto avanzata, favorisce l'arrampicata e la reattività (cioè una rapida risposta ai colpi di pedale) e tralascia la stabilità e le capacità discesistiche, quindi non necessita nemmeno di freni particolarmente potenti, che tra l'altro sarebbero più pesanti. Possono essere monocorona, in particolare se destinate a biker allenati. Le ruote da 29" trovano un utilizzo ideale su queste biciclette. Per la loro semplicità sono disponibili anche in versioni particolarmente economiche, ma il peso può arrivare anche a 15 kg.

All mountain[modifica | modifica wikitesto]

Bicicletta da all mountain

Le biciclette da all mountain sono dedicate alla disciplina ricreativa nota anche come cicloescursionismo. Si tratta di un compromesso fra doti di pedalabilità, discesa, affidabilità e comodità. Generalmente sono full suspended con escursioni (regolabili) di 140-150 mm, hanno una forcella con steli da 32 mm, un peso di 12-15 kg, una geometria stabile quanto basta per una discesa non competitiva e che permette al biker di arretrare per superare tratti ripidi, ma che non pregiudica la pedalabilità in salita. È comune una guarnitura doppia con bash ring, con rapporti corti per affrontare lunghe salite. Le ruote da 27,5" sono candidate ideali per un mezzo da all mountain. Strette parenti di queste biciclette sono quelle da trail e da enduro.

Le biciclette da trail sono una via di mezzo fra full da marathon e da all mountain. Le escursioni sono intorno ai 130 mm e condividono l'affidabilità delle all mountain, tuttavia sono più orientate alla pedalabilità e meno alla discesa. Il peso non supera i 13 kg.

Si segnala che in questo ampio segmento non sono rare biciclette in acciaio a sola ammortizzazione anteriore, dette in certi casi front da enduro.

Enduro[modifica | modifica wikitesto]

Le mountain bike da enduro sono simili alle all mountain, ma in genere si tratta di mezzi da competizione. Hanno generalmente 160 mm di escursione, perni passanti alle ruote e forcella con steli da 34 o 36 mm per la maggior rigidità richiesta, ammortizzatore posteriori con piggyback, possono essere monocorona e hanno un peso paragonabile a quello delle all mountain. Per le ruote si sceglie fra il formato da 27,5" e 26".

Freeride[modifica | modifica wikitesto]

Le mountain bike da freeride sono destinate al gravity, generalmente da bike park. Facendo affidamento a risalite meccanizzate (impianto a fune o furgone) la pedalabilità non è quasi mai una necessità, al contrario della robustezza e, secondariamente, delle doti in discesa. Le sospensioni di circa 180 mm sono prevalentemente a molla, il telaio e l'allestimento le rendono capaci di subire gli abusi della disciplina. Le ruote, da 26", sono larghe e robuste e i pesi possono variare. Alcuni infatti preferiscono montare componenti più leggeri per poter occasionalmente pedalare in salita; si parla in questi casi di freeride leggero.

Downhill[modifica | modifica wikitesto]

Bicicletta da downhill

Le mountain bike da downhill sono sviluppate intorno all'omonima competizione, una gara di discesa a tempo su tracciati variabilmente veloci e tecnici. Devono sostenere velocità molto alte, per cui hanno una geometria molto stabile, con passo lungo e angoli di sella e sterzo molto distesi. La forcella è a doppia piastra generalmente a molla, con steli da 40 mm perché rimanga rigida nonostante i 200 mm di escursione. Si sperimentano anche sospensioni ad aria, perché la leggerezza è un fattore importante per le biciclette da downhill: meno inerzia significa più accelerazione e soprattutto frenate più corte. Anche le ruote e il resto dei componenti infatti non sono votati completamente alla robustezza come nelle biciclette da freeride, ma sono un compromesso con il peso. Il formato delle ruote è generalmente da 26".

Altri[modifica | modifica wikitesto]

Una solida dirtbike

Altri modelli di mountain bike sono destinati a particolari usi: trial, four-cross, street (molto simili alla BMX), dirt jump. A parte le prime 2, particolarmente specializzate, le altre si somigliano molto, essendo per lo più front piccole e robuste destinate a compiere evoluzioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^  Billy Savage. (EN) Klunkerz: A Film About Mountain Bikes. Pumelo Pictures, 2006
  2. ^ (EN) Michael “AqueousBeef” Zhao, Geometry, an In Depth Explanation in pinkbike, 10 febbraio 2009. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  3. ^ Daniel Naftali, Dai monocross alle sospensioni a quadrilatero in MTB-mag, 11 febbraio 2012. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  4. ^ Daniel Naftali, Guarnitura doppia: guida alla conversione in MTB-mag, 9 agosto 2012. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  5. ^ Daniel Naftali, Trasmissioni: cosa c’è di nuovo? in MTB-mag, 6 febbraio 2013. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  6. ^ Daniel Naftali, Pinion e Rohloff, trasmissioni interne a confronto in MTB-mag, 30 agosto 2012. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  7. ^ Jack Bisi, Flat vs SPD in MTB-mag, 9 maggio 2013. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  8. ^ Daniel Naftali, Perno passante vs quick release: chi avrà la meglio? in MTB-mag, 4 gennaio 2011. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  9. ^ (EN) Guitar Ted, The Beginnings Of The Modern 29"er: a History in Guitar Ted Productions, 2010. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  10. ^ In genere a queste ci si riferisce anche come 28 pollici, perché in effetti usano copertoni dalla spalla più bassa.
  11. ^ Daniel Naftali, 26, 27.5 e 29: diametri diversi per discipline diverse? in MTB-mag, 25 dicembre 2013. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  12. ^ Maggiore è il numero di fili, più devono essere sottili e quindi flessibili.
  13. ^ Daniel Naftali, Tyres mod: come ottenere la gomma perfetta! in MTB-mag, 5 ottobre 2011. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  14. ^ La pizzicatura è la foratura che si verifica quando la camera d'aria rimane schiacciata fra cerchio e terreno
  15. ^ Mountain bike: ecco i rischi, Corriere della Sera, 31 marzo 1998, p. 4. URL consultato il 24 gennaio 2014.
  16. ^ a b (EN) Vernon Felton, Exclusive: The Brake that Changed Everything in Bike Mag, novembre 2013. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  17. ^ (EN) Articles about Brakes in Sheldon Brown's Home Page. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  18. ^ Daniel Naftali, Guida e classificazione dei principali tipi di mountain bike in MTB-mag, 15 gennaio 2014. URL consultato il 23 gennaio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]