Lama Mocogno

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Lama Mocogno
comune
Lama Mocogno – Stemma Lama Mocogno – Bandiera
Lama Mocogno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Modena-Stemma.png Modena
Amministrazione
Sindaco Fabio Canovi (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 44°18′00″N 10°44′00″E / 44.3°N 10.733333°E44.3; 10.733333 (Lama Mocogno)Coordinate: 44°18′00″N 10°44′00″E / 44.3°N 10.733333°E44.3; 10.733333 (Lama Mocogno)
Altitudine 842 m s.l.m.
Superficie 63,91 km²
Abitanti 2 827[1] (31-12-2012)
Densità 44,23 ab./km²
Frazioni Barigazzo, Borra, Cadignano, La Santona, Mocogno, Montecenere, Piane di Mocogno, Pianorso, Sassostorno, Vaglio
Comuni confinanti Montecreto, Palagano, Pavullo nel Frignano, Polinago, Riolunato
Altre informazioni
Cod. postale 41023
Prefisso 0536
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 036018
Cod. catastale E426
Targa MO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 388 GG[2]
Nome abitanti lamèsi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lama Mocogno
Posizione del comune di Lama Mocogno all'interno della provincia di Modena
Posizione del comune di Lama Mocogno all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Lama Mocogno (la Lama in dialetto frignanese) è un comune italiano di 2.827 abitanti della provincia di Modena, in Emilia-Romagna, situato a sud del capoluogo. Fa parte della Comunità Montana del Frignano, che ha il proprio capoluogo a Pavullo nel Frignano.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Situata in posizione dominante le valli dei torrenti Scoltenna e Mocogno e con ampia vista sul Monte Cimone, si trova a 842 m di altitudine sul livello del mare, in una posizione privilegiata grazie al passaggio di importanti vie di comunicazione tra i paesi della montagna. L'ambiente, costituito da vasti boschi di castagne, querce, faggi e abeti, rappresenta una risorsa importante. La ricca fauna comprende dalle volpi ai cinghiali, dalle civette ai falchi. I prati ed i pascoli del crinale sono ricchi di vegetazione con la presenza di gigli, narcisi, arbusti di rododendro, specie floreali protette.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel tardo Medioevo erano presenti alcune famiglie notabili, gli Scalabrini, gli Ugolini, i Torelli e un ramo dei conti Boschetti, nel 1400 e nel 1500 la zona di Mocogno divenne Podesteria dei Pio di Savoia di Carpi Signori di Sassuolo. ma la famiglia più potente della zona che spadroneggiava incontrastata era quella dei Montecuccoli. Nell'area dove ora si trova il vecchio campo sportivo c'era un piccolo stagno che fu prosciugato nel 1904 e che ha dato il nome al paese; Lama, infatti, ha il significato di luogo paludoso. L'essere crocevia delle strade che univano i paesi del medio e dell'alto Frignano ne ha fatto nel passato un luogo particolarmente favorevole al commercio. L'antico nucleo di Lama si sviluppò attorno all'attuale piazza Cesare Battisti, e la sua importanza crebbe ulteriormente con la costruzione delle vie Vandelli e Giardini nel Settecento. Nel 1717 Marchese Conte Achille Tacoli e sua moglie Camilla Tassoni vengono in possesso del Feudo Contea di Valdalbero ora frazione di Lama Mocogno un area vasta ma ben determinata dove la Famiglia Tacoli esercitava il suo potere. In quanto entità autonoma da Mocogno e con compiti podestarili propri. Il podestà del feudo era il Marchese e Conte Achille Tacoli nobili di Reggio Emilia, Modena, Ferrara, San Possidonio e Mirandola. Il feudo era composto da una entità agricola territoriale che il Marchese esercitava il suo potere, dove non si trova la presenza di una Villa o Resindenza come Castello o Palazzo, ma dove in una ipotesi la residenza della Famiglia tacoli poteva essere il Castello di SassoStorno che si trova nelle vicinanze di Valdalbero, ora ne rimane solo la Torre mozza. Ma nel 1723 il Marchese Tacoli acquista il Feudo Marchesato di San Possidonio rinunciando al Feudo Contea di Valdalbero, legandosi al Duca di Mirandola Pico, e dando il feudo al Duca di Modena ed a Isabella d'Este che a sua volta diede alla Famiglia Rossetti di Ferrara, divenendo Conti di Valdalbero.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, Antonio Lorenzini nelle sue funzioni di impiegato all'anagrafe comunale fu in grado di aiutare molte persone, tra le quali la famiglia ebrea dei Colorni. Vittore Colorni, che fino alla promulgazione delle leggi razziali fasciste del 1938 era stato professore di giurisprudenza all'Università di Ferrara, l'8 settembre 1943 si trovava in vacanza con la famiglia nella frazione di La Santona, in grave ed incombente pericolo di deportazione. Grazie ai documenti di identità falsificati da Lorenzini, i Colorni poterono rifugiarsi in relativa sicurezza a Roma fino alla Liberazione. Per questo impegno disinteressato di solidarietà, il 15 gennaio 2001 l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito ad Antonio Lorenzini l'alta onorificenza dei Giusti tra le nazioni.[3]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Secondo l'ultimo censimento ISTAT Lama Mocogno è il paese della provincia di Modena con il maggior calo demografico rispetto alla rilevazione precedente.[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Le tradizioni locali, come le varie sagre nel corso delle quali riaffiorano gli antichi usi e costumi, rimangono ancora presenti nella vita degli abitanti. Sono infatti attivi numerosi gruppi culturali, che con le proprie iniziative raccolgono l'interesse e la partecipazione non solo dei cittadini residenti nel comune ma da diverse provenienze.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Turismo e sport[modifica | modifica wikitesto]

Il paese offre una piscina scoperta, campi da tennis, bocce e ruzzola, piste per motocross e go-kart. Nel comune si può praticare la pesca sportiva in due laghetti attrezzati.

La località "Piane di Mocogno", distante 10 chilometri dal capoluogo, dispone di diverse pista da sci, con impianti di risalita e di innevamento artificiale.

Il punto più alto è la cima del monte Cantiere, a 1.617 metri di quota, mentre il centro abitato di Piane di Mocogno si trova a circa 1.300 metri. Qui si trovano alberghi, ristoranti e negozi di prodotti artigianali ottenuti con i frutti del sottobosco, tra cui funghi, marmellate di lamponi ecc.

Il luogo è anche meta di turismo estivo. Essendo distante 66 km da Modena, è facilmente raggiungibile per sfuggire al caldo della pianura e passeggiare nei facili sentieri tra i boschi.

Da ricordare la presenza alle Piane dell'osservatorio astronomico del Frignano, dismesso qualche anno fa. La località infatti è nota per la purezza dell'atmosfera che permette una visibilità ottimale, non solo per le osservazioni astronomiche ma anche per quelle panoramiche in quanto da qui, e in particolar dal Monte Cantiere, è possibile ammirare gran parte dell'Appennino nord occidentale.

Demanio militare[modifica | modifica wikitesto]

Caserma Militare Gaetano Tavoni delle Piane di Mocogno (Lama Mocogno) (MO), Base Logistica e di Addestramento del Esercito Italiano e anche per l'Accademia Militare di Modena. Composta di Un Comandante, Direttore e Consegnatario materiali e di Fureria. Viene anche utilizzata per luogo di ricezione di dipendenti del esercito essendo vicino ad impianti sciistici. La caserma era di proprietà del Duca di Modena nel periodo estivo, poi divenne del del Regio Demanio Militare, divenendo una base militare negli anni 30 per particolari esercitazioni essendo vicino al ex aeroporto militare del Aeronautica di Allievi a deltaplano Vela Paolucci di Pavullo nel Frigano MO, Realizzato da Italo Balbo.

Persone legate a Lama Mocogno[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.158-59.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Istat.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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