Lama Mocogno

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Lama Mocogno
comune
Lama Mocogno – Stemma Lama Mocogno – Bandiera
Lama Mocogno – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Modena-Stemma.png Modena
Sindaco Luciana Serri in Giusti (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 44°18′00″N 10°44′00″E / 44.3°N 10.733333°E44.3; 10.733333 (Lama Mocogno)Coordinate: 44°18′00″N 10°44′00″E / 44.3°N 10.733333°E44.3; 10.733333 (Lama Mocogno)
Altitudine 842 m s.l.m.
Superficie 63,77 km²
Abitanti 2 827[1] (31-12-2012)
Densità 44,33 ab./km²
Frazioni Barigazzo, Borra, Cadignano, La Santona, Mocogno, Montecenere, Piane di Mocogno, Pianorso, Sassostorno, Vaglio
Comuni confinanti Montecreto, Palagano, Pavullo nel Frignano, Polinago, Riolunato
Altre informazioni
Cod. postale 41023
Prefisso 0536
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 036018
Cod. catastale E426
Targa MO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 388 GG[2]
Nome abitanti lamèsi
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Lama Mocogno
Posizione del comune di Lama Mocogno all'interno della provincia di Modena
Posizione del comune di Lama Mocogno all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Lama Mocogno (la Lama in dialetto frignanese) è un comune di 2.827 abitanti della provincia di Modena. Fa parte della Comunità Montana del Frignano, che ha il proprio capoluogo a Pavullo nel Frignano.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Situata in posizione dominante le valli dei torrenti Scoltenna e Mocogno e con ampia vista sul Monte Cimone, si trova a 842 m di altitudine sul livello del mare, in una posizione privilegiata grazie al passaggio di importanti vie di comunicazione tra i paesi della montagna. L'ambiente, costituito da vasti boschi di castagne, querce, faggi e abeti, rappresenta una risorsa importante. La ricca fauna comprende dalle volpi ai cinghiali, dalle civette ai falchi. I prati ed i pascoli del crinale sono ricchi di vegetazione con la presenza di gigli, narcisi, arbusti di rododendro, specie floreali protette.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel tardo Medioevo erano presenti alcune famiglie notabili, gli Scalabrini, gli Ugolini, i Torelli e un ramo dei conti Boschetti, ma la famiglia più potente della zona che spadroneggiava incontrastata era quella dei Montecuccoli. Nell'area dove ora si trova il vecchio campo sportivo c'era un piccolo stagno che fu prosciugato nel 1904 e che ha dato il nome al paese; Lama, infatti, ha il significato di luogo paludoso. L'essere crocevia delle strade che univano i paesi del medio e dell'alto Frignano ne ha fatto nel passato un luogo particolarmente favorevole al commercio. L'antico nucleo di Lama si sviluppò attorno all'attuale piazza Cesare Battisti, e la sua importanza crebbe ulteriormente con la costruzione delle vie Vandelli e Giardini nel Settecento.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, Antonio Lorenzini nelle sue funzioni di impiegato all'anagrafe comunale fu in grado di aiutare molte persone, tra le quale la famiglia ebrea dei Colorni. Vittore Colorni, che fino alla promulgazione delle leggi razziali fasciste del 1938 era stato professore di giurisprudenza all'Università di Ferrara, l'8 settembre 1943 si trovava in vacanza con la famiglia nella frazione di La Santona, in grave ed incombente pericolo di deportazione. Grazie ai documenti di identità falsificati da Lorenzini, i Colorni poterono rifugiarsi in relativa sicurezza a Roma fino alla Liberazione. Per questo impegno disinteressato di solidarietà, il 15 gennaio 2001 l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito ad Antonio Lorenzini l'alta onorificenza dei Giusti tra le nazioni.[3]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Secondo l'ultimo censimento ISTAT Lama Mocogno è il paese della provincia di Modena con il maggior calo demografico rispetto alla rilevazione precedente. [5]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Le tradizioni locali, come le varie sagre nel corso delle quali riaffiorano gli antichi usi e costumi, rimangono ancora presenti nella vita degli abitanti. Sono infatti attivi numerosi gruppi culturali, che con le proprie iniziative raccolgono l'interesse e la partecipazione non solo dei cittadini residenti nel comune ma da diverse provenienze.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Turismo e sport[modifica | modifica sorgente]

Il paese offre una piscina scoperta, campi da tennis, bocce e ruzzola, piste per motocross e go-kart. Nel comune si può praticare la pesca sportiva in due laghetti attrezzati.

La località "Piane di Mocogno", distante 10 chilometri dal capoluogo, dispone di diverse pista da sci, con impianti di risalita e di innevamento artificiale.

Il punto più alto è la cima del monte Cantiere, a 1.617 metri di quota, mentre il centro abitato di Piane di Mocogno si trova a circa 1.300 metri. Qui si trovano alberghi, ristoranti e negozi di prodotti artigianali ottenuti con i frutti del sottobosco, tra cui funghi, marmellate di lamponi ecc.

Il luogo è anche meta di turismo estivo. Essendo distante 66 km da Modena, è facilmente raggiungibile per sfuggire al caldo della pianura e passeggiare nei facili sentieri tra i boschi.

Da ricordare la presenza alle Piane dell'osservatorio astronomico del Frignano, dismesso qualche anno fa. La località infatti è nota per la purezza dell'atmosfera che permette una visibilità ottimale, non solo per le osservazioni astronomiche ma anche per quelle panoramiche in quanto da qui, e in particolar dal Monte Cantiere, è possibile ammirare gran parte dell'Appennino nord occidentale.

Persone legate a Lama Mocogno[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.158-59.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Istat.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]