Sassuolo

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Sassuolo
comune
Sassuolo – Stemma Sassuolo – Bandiera
Panorama di Piazza Garibaldi
Panorama di Piazza Garibaldi
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Modena-Stemma.png Modena
Amministrazione
Sindaco Claudio Pistoni (PD) dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate 44°33′06″N 10°47′08″E / 44.551667°N 10.785556°E44.551667; 10.785556 (Sassuolo)Coordinate: 44°33′06″N 10°47′08″E / 44.551667°N 10.785556°E44.551667; 10.785556 (Sassuolo)
Altitudine 121 m s.l.m.
Superficie 38,4 km²
Abitanti 41 069[1] (30-11-2014)
Densità 1 069,51 ab./km²
Frazioni Montegibbio, Salvarola Terme, San Michele dei Mucchietti
Comuni confinanti Casalgrande (RE), Castellarano (RE), Fiorano Modenese, Formigine, Prignano sulla Secchia, Serramazzoni
Altre informazioni
Cod. postale 41049
Prefisso 0536
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 036040
Cod. catastale I462
Targa MO
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Sassolesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sassuolo
Sassuolo
Posizione del comune di Sassuolo all'interno della provincia di Modena
Posizione del comune di Sassuolo all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Sassuolo (Sasôl in dialetto modenese[2]) è un comune italiano di 41.069 abitanti della provincia di Modena, in Emilia-Romagna.

Il comune, situato a circa 16 km a sud-ovest di Modena, è uno dei principali centri industriali dell'Emilia-Romagna, capoluogo dell'Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, di cui fa parte insieme ai comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello, Frassinoro, Montefiorino, Palagano e Prignano sulla Secchia.Tale complesso ha origini antiche e ha conosciuto una fortissima espansione dal dopoguerra, estendendosi lungo la valle del Secchia e comportando anche un certo dissesto naturale della zona.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Sassuolo si estende sulla sponda destra del fiume Secchia, nella parte centro-occidentale della provincia, al confine con quella di Provincia di Reggio nell'Emilia. Il territorio sassolese si allunga su un'area di 38,56 km², in parte pianeggiante e in parte collinare. La fascia collinare è caratterizzata da modesti rilievi costituiti da rocce della Formazione geologica di Antognola, della Formazione di Bismantova e della Marne del Termina, parzialmente immersi nei terreni argillosi a disposizione caotica (cioè disordinata). Rispetto ai calanchi presenti nel comune limitrofo di Fiorano Modenese, dall'aspetto spoglio e scosceso, i calanchi sassolesi sono più adatti allo sviluppo della vegetazione. Tipici della zona sono la rovere, il carpino nero, l'orniello, l'acero campestre e, soprattutto, la roverella[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Non si conosce l'origine del toponimo che dà il nome alla città. Esistono tuttavia diverse ipotesi, due delle quali sono quelle più accreditate; secondo la prima ipotesi, il nome deriverebbe dal fatto che in quella zona fin dai tempi più antichi erano state scoperte sorgenti di "olio di sasso", cioè di petrolio, molto abbondanti nella zona, mentre secondo l'altra ipotesi il nome di Sassuolo deriverebbe dal latina Saxolum, termine composto dalle parole saxum, che vuol dire "sasso", e solum, cioè "terreno, suolo". Se invece si intende solum nel senso di "solo", allora Saxolum significherebbe "sasso solo", il quale fa riferimento all'insediamento dei primi abitanti della città su un piccolo rialzo sassoso, situato nel territorio occupato dal fiume Secchia[4][5][6]

Epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti nella zona risalgono all'età neolitica ma, come testimoniato dai numerosi resti archeologici rinvenuti a Montegibbio [7], si deve ai romani la fondazione della cittadina, sorta sul luogo un tempo occupato dalla leggendaria città di Sechiena, distrutta poi da Annibale[6]. L'esistenza di questa antica città è testimoniata da due cronisti sassolesi del passato, tali Giacomo Vivi e Giovanni Panini, ma la mancanza di prove concrete come documenti scritti o reperti archeologici fa presupporre che si tratti solamente di una leggenda[8]. Sassuolo fu colpita da numerose calamità naturali, tra cui un terremoto del 90 a.C. e un'inondazione de VII secolo d.C.[6], mentre nell'alto medioevo divenne una città bizantina[4].

Signoria dei Della Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo medievale Sassuolo faceva parte del contado parmense, per poi venire ceduta, nel 1039, al marchese Bonifacio di Canossa. Alla morte di Matilde di Canossa, signora di Toscana, Sassuolo riuscì a sottrarsi ai successori dei Canossa e all'egemonia di Modena, divenendo libero comune. In questo periodo Sassuolo fu governata dalla signoria dei Della Rosa, che nel 1284 fortificò il borgo con mura e fossati[5]. Sassuolo fu anche coinvolta nelle guerre tra guelfi e ghibellini e nelle lotte tra i nobili modenesi e quelli del circondario[6].

1373-1499: il dominio degli Estensi[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto del marchese Borso d'Este

Nel 1373, una volta sconfitto Manfredo Della Rosa, Sassuolo passò, su richiesta degli stessi cittadini, sotto il dominio degli Estensi di Ferrara. I nuovi signori concedettero ai sassolesi favori e privilegi, come l'esenzione dai dazi e dal servizio militare, e fecero costruire nuovi edifici, come le chiese di San Giorgio, santo patrono della città, e di San Francesco in Rocca[4]. Leonello d'Este, marchese di Ferrara tra il 1441 e il 1450, consapevole della posizione strategica di Sassuolo, fortificò notevolmente il borgo facendo erigere una cinta di solide mura attorno al centro abitato. Nel 1450 gli successe il fratello Borso, il primo membro della famiglia d'Este ad apprezzare Sassuolo come luogo di villeggiatura. Per ricavarne un nuovo edificio, che doveva servire da appartamento signorile, Borso fece ristrutturare e decorare l'antica rocca, rendendola un castello. Tra gli ospiti illustri del marchese abbiamo Ludovico III Gonzaga, giunto a Sassuolo nel 1458. Al marchese Borso d'Este, che ottenne il titolo di Duca di Ferrara da papa Paolo II nel 1471, successe Ercole I d'Este, il quale però decise di cedere Sassuolo ai Pio di Carpi nel 1499[5].

La Madonna del Merlo[modifica | modifica wikitesto]

In seguito all'esondazione del Secchia nel 1452, per scongiurare nuovi disastri, Borso fece dipingere l'immagine della Madonna su uno dei merli della rocca. Il dipinto, divenuto noto come la Madonna del Merlo, non servì a molto, in quanto nel 1455 il Secchia esondò nuovamente, facendo crollare una parte delle mura della rocca. La Madonna del Merlo fu però ritrovata nel fiume intatta e portata nella chiesa di San Giorgio, da poco costruita. Attualmente è conservata nella chiesa di San Giuseppe[5].

1500-1599: la Signoria dei Pio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1500 giunse a Sassuolo il suo nuovo signore: Giberto Pio. Essendo però gravemente malato, l'investitura di Sassuolo fu ricevuta dal primogenito Alessandro Pio. Sedici giorni dopo Giberto morì e, a causa della giovane età del figlio Alessandro, il governo fu assunto dalla madre, Eleonora Bentivoglio. Donna forte e saggia, il 24 maggio 1503 ottenne da Alfonso I d'Este l'autorizzazione a organizzare una fiera a Sassuolo libera da dazi e da altre imposte che all'epoca erano obbligatori e rendevano difficoltosi i commerci. Sassuolo infatti, sebbene fosse governata dai Pio, dipendeva ancora dagli Estensi. La fiera voluta dalla Bentivoglio si svolge ancora oggi ogni anno in ottobre[9]. Nel 1505 Eleonora chiamò a Sassuolo i Padri Serviti di Bologna, a cui affidò la piccola chiesa di San Giuseppe. Durante il governo dei Pio, infatti, vennero fondate nuove istituzioni laico-religiose.

Nel 1506 la Bentivoglio lasciò il potere nelle mani del figlio Alessandro, che aveva ormai raggiunto l'età adulta. Il giovane Alessandro promosse interventi architettonici ed urbanistici con lo scopo di ampliare il paese, come l'avvio della costruzione dell'odierna piazza Garibaldi, comunemente chiamata "piazza piccola" dai sassolesi.

Al suo successore, Giberto II Pio, il quale governò dal 1517 al 1554, si deve l'impianto regolare e razionale del tessuto storico sassolese, ispirato a princìpi matematici. Alle due strade principali da cui ha avuto origine la città, ovvero la pedecollinare via Claudia e la via per la montagna, sono state infatti aggiunte altre strade perpendicolari ad esse. Furono inoltre costruite o ristrutturate le piazze principali, sempre seguendo lo schema assiale.

Ercole Pio è invece conosciuto per la realizzazione del Parco della Casiglia e per la produzione di una nuova legislazione, con a capo il giurista Lazzaro Fenuzzi. Gli Statuti di Ercole Pio rimasero in vigore fino al 1772, anno in cui vennero sostituiti dal codice di Francesco III d'Este. Durante i governi di Giberto II ed Ercole Pio fu inoltre ampliato il castello di Sassuolo, che nel secolo successivo verrà trasformato in un palazzo.

Alla morte di Ercole, avvenuta nel 1571, divenne reggente di Sassuolo il fratello Enea Pio, che si occupò della definizione dei confini e della sistemazione di alcuni edifici religiosi. Il figlio di Ercole, Marco III Pio, era infatti troppo piccolo per governare e prese effettivamente il potere solo nel 1584. Marco voleva rendere la città indipendente dall'autorità degli Estensi ed istituire uno stato tutto suo di cui essere l'unico e legittimo principe. Valorizzò Sassuolo come centro politico, economico e culturale e, per evidenziare la sua posizione, fece incidere la scritta Marcus Pius de Sabaudia Princeps Saxoli sulla Guglia che lui stesso aveva fatto erigere davanti alla chiesa di San Giorgio. Realizzò la nuova piazza del mercato, l'attuale Piazza Martiri Partigiani, proseguendo così i lavori iniziati da Giberto II, e fece ampliare e abbellire il castello di Sassuolo. A causa della sua ambizione e della sua arroganza, si attirò le antipatie degli Estensi, che volevano assumere il controllo di Sassuolo in quanto posizione strategica che permetteva di controllare meglio i territori della Garfagnana. La notte del 10 novembre 1599 Marco fu convocato a Modena, la nuova capitale degli Estensi; all'uscita dalla corte fu ferito gravemente da alcuni colpi di archibugio. Morì il 27 novembre per le ferite riportate ma ancor prima che Marco spirasse, gli Estensi occuparono Sassuolo e ne ripresero il controllo[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

« Ma dove lascio di Sassol la gente
che suol de l'uve far nettare a Giove,
là dove è il dí più bello e più lucente,
là dove il ciel tutte le grazie piove?
quella terra d'amor, di gloria ardente,
madre di ciò ch'è più pregiato altrove,
mandò cento cavalli, e intorno a mille
fanti raccolti da sue amene ville[10]. »
(Alessandro Tassoni, La secchia rapita, III, 47.)

Il centro di Sassuolo conserva ancora alcuni interessanti testimonianze del suo passato di Comune e addirittura di piccola Signoria, prima sotto i Della Rosa, poi dai Pio di Carpi e dagli Estensi di Ferrara e Modena.

Palazzo ducale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo ducale (Sassuolo).
Facciata del Palazzo ducale
Veduta del Parco ducale

Merita d'essere menzionato il sontuoso Palazzo Ducale, residenza estiva dei duchi di Modena, voluto dal duca Francesco I d'Este ed edificato su disegno di Bartolomeo Avanzini nel 1634, sul sito del castello dei Pio: al fasto della facciata corrisponde negli interni una ricchissima pittura murale, composta da trompe l'oeil e fregi in tipico stile barocco, opera in gran parte dell'artista francese Jean Boulanger (si vedano le spettacolari Sala della Fortuna, Camera dell'Amore, Camera delle Virtù estensi, Camera del Genio, oltre alla galleria e al salone delle Guardie, affrescato quest’ultimo dai celebri Angelo M. Colonna e Agostino Mitelli). Nel grande Parco annesso alla residenza si trova la pittoresca vasca (chiamata dai sassolesi “Il fontanazzo”), una piscina circondata da finte rovine che suggeriscono l'idea di un'antica città sommersa, e il viale prospettico che porta al Casino del Belvedere, dove si trovano le tempere raffiguranti dodici Ville di delizia degli Estensi.

Chiesa di San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Giorgio (Sassuolo).

La chiesa di San Giorgio, situata in piazza Martiri Partigiani, è la chiesa principale della città già dal Medioevo. Si tratta di un rarissimo esempio di Barocchetto. Dedicata a San Giorgio, santo patrono della città, la chiesa ha origini antichissime: nominata per la prima volta nel 1318, subì un primo ingrandimento nel 1331, secondo le disposizioni testamentarie di Obizzo I Della Rosa. Nel 1375, per volere di Niccolò II e di Alberto V d'Este, la chiesa divenne parrocchiale, mentre nel 1428, dopo aver ottenuto l'indipendenza dalla pieve di Castellarano, ebbe il proprio fonte battesimale. Essendo divenuta la chiesa insufficiente a contenere i fedeli, nel 1755 l'architetto veneziano Pietro Bezzi fu incaricato di stilare il progetto per una nuova chiesa, che è quella che vediamo oggigiorno. Benedetta e riaperta al culto nel 1762, fu consacrata nel 1881. Tra le opere degne di nota abbiamo la pala d'altare di Jean Boulanger, raffigurante la Madonna con il Bambino ed i santi patroni di Sassuolo, il coro classicheggiante di Antonio Paltrinieri del 1691 e l'organo di Alessio Verati del 1852[11].

Chiesa di San Francesco in Rocca[modifica | modifica wikitesto]

Altare della chiesa di San Francesco con la Madonna del Pellegrino
Facciata della chiesa di San Francesco in Rocca

La chiesa di San Francesco in Rocca fu costruita per volontà di Francesco I d'Este tra il 1650 e il 1653. La chiesa, collegata al Palazzo ducale da un passaggio segreto, aveva la funzione di Cappella Ducale. Era qui, infatti, che i duchi d'Este seguivano le funzioni religiose. San Francesco in Rocca fu affrescata da Jean Boulanger in maniera simile al Palazzo ducale. Gli affreschi e le decorazioni esaltano la casata estense (sul soffitto e sui muri sono presenti numerosi stemmi della famiglia) e celebrano San Francesco, santo al quale è dedicata la chiesa. San Francesco, infatti, mentre si trovava a Sassuolo nel 1217, avrebbe compiuto un miracolo, salvando la vita ad una sentinella caduta dalle mura della rocca. Il signore Francesco Della Rosa, per ringraziare il santo del miracolo compiuto, fece erigere nel 1360 una cappella sul lato opposto a quello in cui è attualmente collocata la chiesa seicentesca, dedicandola proprio a San Francesco[8].

All'interno della chiesa sono custoditi un frammento d'affresco chiamato "la Madonna del Pellegrino" e il Sacro Tronco, un crocifisso che, secondo la leggenda, fu portato in Italia nel 1450 circa da Marco II Pio, di ritorno da una battaglia in Turchia[12]. Il Sacro Tronco, collocato sull'altare di destra, è attorniato da due angeli in legno argentato e da una Maddalena piangente ai piedi della croce. Dietro l'altare maggiore è collocato un quadro del fiammingo Michele Desubleo, che rappresenta San Francesco in estasi. La chiesa venne restaurata nel 1994[8].

La Guglia[modifica | modifica wikitesto]

La Guglia, situata in piazza Martiri Partigiani, di fronte alla chiesa di San Giorgio, fu fatta costruire nel 1591 da Marco III Pio, il quale ci fece incidere l'iscrizione Marcus Pius de Sabaudia Princeps Saxoli. La Guglia, costruita a forma di obelisco, fu trasformata in fontana nel 1795. Alla base fu costruito un bacino d'acqua, che serviva per abbeverare il bestiame che veniva portato al mercato. La Guglia è stata restaurata nel 1991 ed in quell'occasione fu ricostruito il bacino d'acqua, che era stato rimosso nel 1935[8]. La Guglia è ancora oggi uno dei simboli della cittadina emiliana.

Nel XVII e nel XVIII secolo si è sviluppata, nella maniera che la conosciamo oggi, piazza Garibaldi. Simboli della piazza sono la torre civica, conosciuta come il Campanone, e il portico costruito dall'architetto Pietro Bezzi. A fianco del Campanone si trova una lapide in ricordo del passaggio a Sassuolo, poco prima della spedizione dei Mille, di Giuseppe Garibaldi, eroe che dà appunto il nome alla piazza. Sotto al Campanone si trova una scultura in bronzo di Giuseppe Graziosi.

Sassuolo è rimasta poi una comunità rurale fino alla grande svolta del XX secolo: a partire dagli anni cinquanta il comune ha praticamente quadruplicato la propria popolazione grazie al boom dell'industria ceramica e all'immigrazione prima dall'appennino emiliano e negli ultimi anni (dagli anni novanta) da paesi esteri, specialmente dal Nord Africa e dall'Est Europa.

Il comune di Sassuolo è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La città è famosa in Italia e nel mondo per essere la capitale delle piastrelle di ceramica; qui e nei comuni limitrofi hanno sede o hanno stabilimenti produttivi e di ricerca i principali produttori di piastrelle, come Marazzi Group, Ragno, Refin, la linea per la casa di Versace, Daytona, Cotto d'Este e Marca Corona, la più antica ceramica di Sassuolo la cui storia risale al 1741.

Negli ultimi decenni sono nate e cresciute anche numerose aziende dell'indotto ceramico (colorifici, impiantisti, collanti per l'edilizia...) che hanno ampliato la loro produzione anche al di fuori dello stesso ambito ceramico, consentendo di aumentarne notevolmente le dimensioni.

Negli ultimi anni il settore ceramico ha risentito in parte dell'apertura dei mercati ai paesi in via di sviluppo che riescono a produrre ceramiche a basso costo; tuttavia le aziende del settore si sono sviluppate riuscendo con la ricerca a produrre materiali dal design raffinato e dalla qualità molto elevata. Confindustria Ceramica ha sede a Sassuolo; rappresenta e assiste le aziende italiane produttrici di piastrelle di ceramica.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 5 487, ovvero il 13,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[14]:

  1. Marocco Marocco: 1 962
  2. Albania Albania: 740
  3. Romania Romania: 352
  4. Ucraina Ucraina: 283
  5. Polonia Polonia: 187
  6. Moldavia Moldavia: 137
  7. Turchia Turchia: 89
  8. Spagna Spagna: 23
  9. Russia Russia: 23

Persone legate a Sassuolo[modifica | modifica wikitesto]

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Il sassolino, liquore all'anice, perfetto per i dolci, gustoso col caffè.

Il "sassolino" (o, secondo alcuni, "la sassolina", per distinguerlo dal liquore) designa anche un insaccato simile, per composizione e modo di cucinarlo, allo zampone modenese; la ricetta è esclusiva e tenuta segreta dai gestori della famosa salumeria "Fochetti", in Sassuolo. Il salume Sassolino (stesso impasto dello zampone con involucro diverso, formato da un tubo di cotenna cucita, cotenna possibilmente di gola di maiale ed in alternativa di pancetta o di lardo) è nato in quel di Sassuolo agli inizi del Novecento nel premiato salumificio AGNANI che si trovava in centro a Sassuolo nell'attuale piazza Martiri Partigiani. L'idea di avvolgere l'impasto dello zampone nel foglio di cotenna fu di un maestro salumiere Alberto R. che svolgeva il proprio lavoro presso il salumificio Agnani, che utilizzava questo sistema per campionare l'impasto degli zamponi. La facilità di cottura di questo nuovo prodotto, a differenza dello zampone più delicato durante la cottura, portò l'azienda Agnani ad immettere sul mercato questo nuovo prodotto subito molto apprezzato dai consumatori. Alla chiusura negli anni 20 del salumificio Agnani, a causa della morte dei titolari, alcuni operai salumieri aprirono delle piccole attività artigianali dove continuarono a produrre il Sassolino ognuno con la propria ricetta. La ricetta dell'impasto originale del salumificio Agnani fu utilizzata per anni nel laboratorio di Alberto R. e dei suoi eredi che tuttora, nonostante la chiusura del laboratorio-salumeria ne conservano gli ingredienti. Alla Salumeria Fochetti di Giuseppe Bondi va il merito di essere l'ultimo salumiere Sassolese a tramandare la tradizione del salume Sassolino. Il nome sassolino venne deciso in un'osteria dove Alberto R. si trovava con il produttore del liquore Sassolino Galdino Caselli che sentita la bontà del prodotto gli consigliò di denominarlo come il famoso liquore.

Il tiramolla, zucchero caramellato tipico delle feste pasquali.

Tipici della zona lo gnocco fritto, le crescentine (o tigelle) e la "stria" (una tipica focaccia). Tra i dolci il bensone (al busilaun).

Avvenimenti culturali[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 maggio 1999 la 12ª tappa del Giro d'Italia 1999 si è conclusa a Sassuolo con la vittoria di Mario Cipollini.

L'arena coperta della città è il PalaPaganelli.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1951 Eugenio Forghieri Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco
1951 1951 Iro Bertoni Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco
1951 1970 Umberto Baschieri Partito Socialista Italiano Sindaco
1970 1980 Alcide Vecchi Partito Comunista Italiano Sindaco
1980 1985 Dezio Termanini Partito Comunista Italiano Sindaco
1985 1987 Mauro Meschiari Partito Comunista Italiano Sindaco
9 dicembre 1987 25 marzo 1989 Riccardo Prini Partito Socialista Italiano Sindaco
25 marzo 1989 31 luglio 1990 Gian Paolo Salami Partito Comunista Italiano Sindaco
31 luglio 1990 29 aprile 1992 Renzo Sola Democrazia Cristiana Sindaco
28 giugno 1992 24 aprile 1995 Ferruccio Giovanelli Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1995 2004 Laura Tosi centro-sinistra Sindaco
2004 2009 Graziano Pattuzzi centro-sinistra Sindaco
2009 2014 Luca Caselli Il Popolo della Libertà Sindaco
2014 in carica Claudio Pistoni Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://demo.istat.it/bilmens2014gen/index.html
  2. ^ Sassuolo ("Sasôl"), www.squadracorsesassuolo.it. URL consultato il 16 dicembre 2011.
  3. ^ La fascia collinare, Sassuolonline. URL consultato il 19 aprile 2015.
  4. ^ a b c Le origini, Città di Sassuolo. URL consultato il 19 aprile 2015.
  5. ^ a b c d e Dalle origini ai Pio, Sassuolonline. URL consultato il 19 aprile 2015.
  6. ^ a b c d Comune di Sassuolo - Storia, italiapedia. URL consultato il 19 aprile 2015.
  7. ^ Le scoperte archeologiche di Montegibbio, Sassuolonline. URL consultato il 19 aprile 2015.
  8. ^ a b c d Gemelli 2009.
  9. ^ Fiere di ottobre a Sassuolo, le origini, visitsassuolo.it. URL consultato il 19 aprile 2015.
  10. ^ La suddetta citazione tassoniana si trova inscritta in Piazza Garibaldi, a fianco della Torre Civica.
  11. ^ Chiese antiche e il cimitero monumentale di San Prospero, Sassuolonline. URL consultato il 19 aprile 2015.
  12. ^ Processione del Sacro Tronco, eventiesagre.it. URL consultato il 19 aprile 2015.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 15 novembre 2012.
  15. ^ Carpi 2000 - Irsina e Sassuolo si ritrovano

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Campori, Memorie storiche di Marco Pio di Savoia, signore di Sassuolo, Modena, 1876.
  • Paola Gemelli, Ti racconto Sassuolo - La storia locale spiegata ai ragazzi, Sassuolo, Incontri Editrice, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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